Materiali per il tetto, qualità dei teli e resistenza ai raggi UV

Una volta definito il pacchetto tetto con il computo dei materiali che compongono l’intera stratigrafia di copertura si inizia con la raccolta delle offerte per tutti i materiali, e ovviamente l’elenco è lungo perchè definisce anche tutti gli accessori e non si limita ai materiali per coibentazione.

Ho notato che nel momento dell’offerta si cerca di rispettare lo spessore del materiale per non discostarsi dalla linea progettuale ma altri materiali, pur molto importanti, vengono di default, sostituiti con materiali simili ma più economici.

Queste voci di spesa possono apparire più concorrenziali, ma se ben analizzate portano a dei cambiamenti in peggio per quanto riguarda il livello qualitativo.

Ad esempio porto i teli, i manti, le guaine, come volete chiamarle. Un materiale non vale l’altro! e se costa di meno, ci deve essere un motivo:

secondo voi le membrane traspiranti sottotegola sono tutte egualmente resistenti ai raggi del sole? non è raro che i lavori si interrompano e il telo resti lì senza copertura.
Le sue prestazioni ci sono ancora dopo lunghi periodi di esposizione?
Ovviamente dipende anche dall’irraggiamento solare… e proprio per questo, in Italia, dobbiamo stare ben attenti: l’Italia non è la Scandinavia, abbiamo un’irradiazione di circa 1500 kWh/mq anno.
I nostri tetti sono molto esposti ai raggi UV e più a Sud che lavoriamo e più delicato è questo aspetto. Certo che esiste la resistenza permanente ai raggi UV
Se l’irraggiamento diretto può stressare i materiali esposti, anche le temperature sotto tegola fanno la stessa cosa: pensate ai 60°C si una copertura ventilata e ancora più critiche per i tetti non ventilati.
I materiali e le stratigrafie importati dal nord Europa sono molto performanti, ma vanno bene per il nostro clima e per le nostre situazioni di cantiere?
Leggiamo bene le schede tecniche prima e poi guardiamo i prezzi.

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Edificio pesante o edificio leggero in clima mediterraneo?

Dopo anni di agevolazioni fiscali e targhette di case ad elevato risparmio energetico anche gli ultimi della classe hanno capito che l’isolamento termico è importantissimo.

Resta molta confusione quando si parla delle prestazioni dei materiali per isolamento termico. Molti committenti, ma anche persone del settore, ignorano che vi siano grosse differenze di comportamento.

Invece ci sono materiali idonei a… e materiali idonei a…

Tanti pensano che sia solo lo spessore a decidere tutto e in effetti lui gioca un ruolo fondamentale nelle prestazioni ottenibili. Chi punta a valori di trasmittanza bassissima non vuole altro che spessori elevati – e anche questo ragionamento fila! in parte.

All’orecchio,

  • edificio pesante suona come qualcosa di vecchiotto… mattoni pieni…
  • edificio leggero invece, arriva all’orecchio di chi cerca casa oggi come una soluzione all’avanguardia, materiali innovativi, trasmittanze da premio, agilità progettuale, innovazione insomma!

Leggero o pesante che sia, l’edificio va progettato. Ma cosa cambia in ogni progetto?

E’ il clima che cambia per ogni progetto!

La nostra penisola è un’isola nel Mediterraneo aggrappata alle Alpi, non è la Germania.

Di un progetto di isolamento del Nord Europa non si può fare copia-incolla! Possiamo copiare le tecniche di posa, la cantierizzazione, l’uso specifico e la corretta applicazione dei sistemi per isolamento termico, ma non confondiamo un forte isolamento come la soluzione al problema del clima mediterraneo.

Il clima caldo, almeno nel periodo estivo, impone una doppia progettazione: inutile puntare a contenere le dispersioni invernali senza tenere conto che in maggio l’edificio inizia a surriscaldarsi. E ciò non vale solo per il tetto, la copertura dell’edificio.

Quando leggiamo di strutture leggere, di materiali a bassa densità, di basso peso specifico, di grosso isolamento, di bassissime dispersioni, di bassa inerzia, drizziamo le antenne! I numeri possono ingannarci, può sembrare una stratigrafia da Formula 1, ma è la stratigrafia perfetta per il nostro clima?

Questo vale per un isolamento esterno, ma anche per un isolamento interno (ancora più complicato da maneggiare!).

Sto facendo allarmismo a 360° perchè non si tratta di un’attenzione progettuale solo in caso di edifici in legno o in genere prefabbricati! anche un edificio con struttura in cls e tamponamenti in laterizio forato può essere a rischio, e certamente è a rischio un progetto di coibentazione sul lato interno che esula la massa dall’involucro isolante e trasforma la casa in casa a bassa inerzia con valori deludenti sotto l’aspetto della capacità termica areica del lato interno.

Il surriscaldamento è un fenomeno tanto preoccupante e tanto importante quanto il contenimento delle dispersioni in periodo invernale.

Non sottovalutate mai l’importanza di comprendere a fondo la stratigrafia che vi viene sottoposta. Non evitate di approfondire l’argomento per il fatto che la fisica edile non è il vostro pane:

  • se ben spiegate, le prestazioni di un elemento edile sono comprensibili ad ognuno capace di leggere o ascoltare.

            

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Rifacimento copertura e isolamento sottotetto non riscaldato e non abitabile

Storie di consulenza vissuta:

sto offrendo la mia consulenza ad un neo proprietario di casa. Stabilito che non vale la pena investire nella coibentazione delle falde (in favore di una generosa coibentazione dell’estradosso del solaio sottotetto), il neo proprietario inizia la raccolta delle offerte economiche per la voce di copertura.

Fissa incontri e sopralluoghi, investe il suo tempo libero per portarsi avanti.

Cosa abbiamo stabilito per la copertura?

Abbiamo innanzitutto ricordato i REQUISITI SPECIFICI PER GLI EDIFICI ESISTENTI SOGGETTI A RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA :

poi abbiamo ricordato che al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di  contenere la temperatura interna degli ambienti è doveroso ottenere uno  sfasamento > 12 ore e una  trasmittanza termica periodica YIE inferiore a 0,18 W/m2K;

La copertura di un edificio è l’elemento maggiormente sollecitato dall’insolazione quindi è meglio superare tali valori.

Ma comunque, trattandosi di un solaio verso sottotetto non riscaldato, abbiamo deciso di isolare quello! inutile disperdere l’energia del piano abitabile nel sottotetto per tutto il periodo di riscaldamento. I ponti termici? Li attenueremo.

Il solaio verso sottotetto non riscaldato deve rispettare i limiti di legge nazionali in funzione della Zona Climatica e del fattore di correzione di  temperatura fi, in ogni caso non può superare il valore 0,80 W/mqK

Fatte queste premesse abbiamo stabilito fin nei minimi particolari il progetto per il rifacimento delle due falde, descritte in brevissimo in questo modo (dell’isolamento nel sottotetto parleremo in altro articolo):

  • manto traspirante e impermeabilizzante sulla cappa esistente, utilizzabile come piano di posa per listellatura e controlistellatura portategola con nuove tegole (indicazione di due manti ad alte prestazioni)
  • strato di ventilazione ancorato alla cappa (listelli ortogonali alla linea di gronda) e spessore del canale di ventilazione in relazione alla pendenza delle falde (indicazione del materiale ligneo occorrente)
  • listello porta tegola  da avvitare all’orditura primaria (indicazione del materiale ligneo occorrente)
  • ancoraggi legno-falda in latero cemento, ancoraggi legno-legno (indicazione di tutti gli elementi per fissaggio)
  • tipologia di tegola
  • dettaglio del colmo ventilato

A cosa serve questa relazione di progetto? A cosa servono le indicazioni di tutti i materiali idonei da impiegare?

La consulenza ha lo scopo di indicare la via da percorrere per raggiungere un certo obiettivo, qui stiamo decidendo come intervenire sul rifacimento della vecchia copertura per poi concentrarci sul lavoro nel sottotetto: un investimento lungimirante e più che rispettoso della normativa anche nell’anno 2021 (che sembra lontano, ma è già vicino).

Se già in fase progettuale si decidono i materiali da impiegare, questo significa che nel momento esecutivo i materiali che saliranno in copertura o saranno quelli indicati o saranno analoghi per qualità e prestazione. La Direzione Lavori vigilerà su quanto arriverà in cantiere.

Non ve la tiro troppo per le lunghe.., cos’è successo al neo proprietario di casa intenzionato a raccogliere le prime offerte economiche per la voce di copertura fissando incontri e sopralluoghi, investendo il suo tempo libero per portarsi avanti.

Le aziende sono venute, hanno guardato la casa, hanno parlato con il padrone di casa e hanno promesso un preventivo nel giro di pochi giorni.

Sembra che tutto fili liscio come l’olio. Invece:

  1. il primo artigiano ha messo in preventivo fornitura e posa in opera guaina liscia per barriera a vapore da 3mm + fornitura e posa in opera isolante da 10 cm in graffite accoppiata con guaina ardesia + fornitura e posa in opera nuovo manto di copertura in tegole rosse. Mq. 100
  2. il secondo artigiano ha messo in preventivo fornitura e posa di guaina impermeabilizzante da mm. 4 + fornitura e posa di listelli in legno  fissati con tasselli meccanici oppure fornitura e posa di pannello isolante in XPS cm 4 + telo impermeabilizzante traspirante Mq. 100
  3. il terzo artigiano ha messo in preventivo fornitura e posa isolamento termico impermeabilizzato in POLIURETANO spessore 10 cm., accoppiato con una guaina in bitume plastomero con supporto in fibre di poliestere auto – protetta con scaglie di ardesia + tegole posate con malta e/o schiuma Mq. 130
  4. il quarto artigiano ha messo in preventivo fornitura e posa di guaina impermeabilizzante traspirante e riflettente + tegole monocoppo  + colmo areato Mq. 140

Ma cosa stiamo facendo? Il tempo è prezioso, inutile organizzare incontri e dedicare tempo a parlare con chi non sa ascoltare.

Si è chiesto un prezzo per il rifacimento di una copertura in un certo modo, in un preciso modo! Ed è stato restituito da ognuno degli artigiani un nuovo progetto quantificato e prezzato. Solo che non è il nostro progetto…

Qui dovrebbe scattare un indennizzo per tempo perduto inutilmente ed

ir-ri-me-dia-bil-men-te.

Come se andassimo in agenzia viaggi in vista della settimana bianca dell’ 8 dicembre e ti consegnassero:
  1. un’offerta per una settimana a Santorini
  2. un’offerta per una settimana a Parigi
  3. un’offerta per una settimana a Sant Peterburg
  4. un’offerta per una settimana a København

Se ho deciso di andare a sciare mi devi proporre una settimana sui monti e non quello che ti va di propormi.

Con questo non spingo nessuno ad andare a sciare. O almeno io cercherò di non andarci preferendo di gran lunga qualsiasi altra meta. Sciare… e prima si va sù e poi si scivola giù, e poi si torna sù, e poi giù. Una giostrina per grandi e piccini, ma io son troppo vecchio per la giostrina.. se devo proprio venirci mi godrò un bombardino con lo sguardo rivolto alle cime.

Se volete un buon preventivo, fatevi sentire, fatevi valere! Voi volete fare A e il preventivo deve essere per fornire e posare A e non fornire e posare B C D E.

Se non siete rigorosi nel seguire il progetto… come mai riuscirete un giorno a decidere tra tanti preventivi diversi di cose diverse con metrature diverse e spessori diversi e materiali diversi?

Se il progetto parla di MELE, inutile avere il prezzo delle PERE.

Ritentate – sarete più fortunati! ma questa volta più decisi!

Se c’è una cosa che vi deve preoccupare più dei preventivi è l’assenza di preventivi.

Siete affascinati dal risparmio energetico? Volete limitare la vostra impronta di Co2? Avete deciso di limitare l’inquinamento? Allora evitate di muovere mezzi e persone per avere preventivi inutili! Anche questa è efficienza energetica! ed inizia sempre con le piccole cose!

anche tu hai raccolto preventivi per lavori in casa?

            

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Chi fa da sè, fa per tre

Sono penalizzati, in termini di IVA, i costruttori fai da te?

L’edificio in classe energetica A o B, quando è acquistato direttamente dall’impresa costruttrice permette di detrarre il 50% dell’IVA.

Se costruisco nella mia proprietà, pagando i rispettivi artigiani sono invece escluso dall’ agevolazione fiscale.

Ma l’Italia vuole aumentare lo standard energetico degli edifici attraverso gli incentivi o semplicemente aumentare il mercato immobiliare delle imprese costruttrici?

Ai privati serve una lobby che possa rappresentarli? Ma non è lo Stato che pensa ai suoi cittadini?

Ho letto che il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) chiede ai parlamentari altoatesini di Camera e Senato di intervenire per porre fine alla penalizzazione, per quanto concerne l’IVA, che colpisce i costruttori fai da te.

Ma solo l’ Alto Adige è capace di muoversi?

            

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Tetto piano con trave sporgente e parapetto, come isolare l’estradosso?

Soprattutto nell’esistente, quindi in ambito ristrutturazioni, ci si trova davanti a strutture non isolate che nel dettaglio esecutivo presentano delle difficoltà: e più si approfondiscono le difficoltà e più difficoltà sorgono.

Andiamo ad analizzare questo tetto piano, che è lo stato di fatto:

Trattandosi di edificio esistente, quasi sicuramente questo elemento piano protetto da vecchie guaine bituminose ha pendenze scarse e la raccomandazione sarebbe aumentare la pendenza. Una volta redatto il progetto degli scarichi, e delle pendenze, sono da definire: i bocchettoni di scarico, il sistema troppo pieno, i profili di collegamento membrana-muro, i profili coprimuro (veletta) ecc.

Altra raccomandazione sarebbe rivedere il diametro e la portata dei punti di deflusso acque, viste le conseguenze delle bombe d’acqua di questi ultimi anni… Già che costruiamo per i prossimi decenni e Papa Francesco ci ha appena ricordato che il clima sta cambiando (“ l’uomo e’ uno stupido, un testardo che non vede… l’altro giorno è uscita la notizia di quella nave russa che è andata dalla Norvegia al Giappone e ha visto che il Polo Nord è senza ghiaccio…) meglio non chiudere un occhio.

Ma passiamo all’isolamento termico:

si deve individuare la linea, in sezione, dell’isolamento.

Sarebbe anche facile far scorrere il pennarello all’estradosso del solaio piano, all’intradosso dell’aggetto, e all’esterno della parete, ma la trave sporgente è un grattacapo e le soluzioni devono funzionare anche per quel che riguarda la fase esecutiva (non possiamo inventarci una cosa che solo sulla scrivania funziona).

Forse sarebbe fattibile un nuovo carotaggio nella trave esistente, ma costringerebbe

  • ad un isolamento scarso
  • ad indebolire la trave
  • ad accettare un nuovo ponte termico in ogni punto di deflusso acqua
  • a rendere difficoltosa la tenuta delle guaine

La soluzione di crescere in quota per non dover lavorare sulla trave è senz’altro un buon progetto, e se la metratura fosse scarsa probabilmente suggerirei di portarci in quota con altro isolante (male non fa).

Se restasse l’idea di un’intercapedine vuota, eventuale vapore presente potrebbe condensare non solo sul parapetto, ma anche all’estradosso della parte più esterna del solaio aggettante, dipende anche dalle temperature esterne.

Acusticamente la soluzione sarà accettabile solo se il materiale isolante sarà fibroso, mentre pannelli come l’xps avrebbero prestazioni acustiche deludenti.

Per quanto riguarda il pacchetto isolante di questo tetto piano, se si decide per un materiale ottimo contro il surriscaldamento, facciamo un nome a caso – fibra di legno (che offre 2100 J/kgK, calore specifico imbattibile e oltre 110kg/mc di densità) si deve prevedere sul lato inferiore (lato caldo) un freno al vapore igrovariabile altamente resistente a livello meccanico (estradosso solaio pendenzato), mentre sul lato esterno (lato freddo) una membrana impermeabile termoplastica di ultima generazione.

Al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di  contenere la temperatura interna degli ambienti sottostanti raccomando di fare di più rispetto a quanto la normativa prescriva:

  • sfasamento > 12 ore (DM 26.6.2009)
  • trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K

Buon lavoro!

            

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La buona notizia sui condizionatori d’aria

Quando ero piccolo si dormiva con la finestra aperta e la zanzariera giù, oggi, un lusso simile, te lo puoi permettere solo se vivi in una casa isolata: i rumori degli impianti non danno tregua per tutta l’estate.

Se nel vicinato sei l’unico ad aver resistito alla tentazione di installare un condizionatore d’aria, sei costretto ad ascoltare tutta la notte il “canto” dei compressori del vicinato.

Li chiamano tempi moderni.

Ma c’è una buona notizia: in torto non è il cittadino silenzioso, è quello che disturba!

Ci credereste? non insonorizzare il condizionatore che disturba i vicini e il loro riposo è reato.

E’ una responsabilità penale!

La sentenza 39883/2017 della Cassazione penale porta nella disperazione dei tempi moderni una piccola luce.

Il guaio è che devi difenderti, investire tempo, soldi e salute. Meglio sceglierseli meglio i propri vicini!

 

            

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La VMC in condominio

Installare un impianto decentralizzato di ventilazione meccanica con recupero di calore, VMC, in un appartamento che ovviamente sta in un contesto condominiale impone la realizzazione di un foro, al massimo di due fori, nella facciata comune. Dipende dal modello VMC scelto.

Ma il proprietario che decida per l’installazione della VMC deve comunicare o deve chiedere al condominio l’esecuzione del foro?

E’ suo diritto rinnovare l’aria ambiente con una macchina VMC oppure è una preghiera che deve rivolgere ai condòmini ostili?

Il TAR (sentenza n. 648/2017) ha già fatto chiarezza sulla collocazione di canne fumarie: non serve il consenso degli altri condòmini (se non impedisce agli altri l’uso del muro comune e non ne altera la normale destinazione).

Sono convinto che un foro destinato al funzionamento di una ventilazione meccanica non rientri tra gli interventi di eccessiva vastità, anche nel caso in cui i fori siano due e la placca di protezione esterna misurasse 30x15cm.

E sono anche convinto che il condominio, contrario all’installazione, non possa opporsi sbandierando l’argomento “immissioni sgradevoli o nocive”: infatti come potrebbe allora un altro condòmino permettersi di aprire la finestra e fare un normale ricambio d’aria?

Se io non posso accendere una VMC, allora tu non puoi aprire la finestra!

Sì, siamo tutti a favore della PACE, ma in condominio regna la guerra.

Avete esperienze sull’argomento? Potete lasciare un commento senza bisogno di iscrizione o altro. Andate qui sotto.

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Autoconsumo di energia solare

Chi non vorrebbe Energia sostenibile giorno e notte?

E soprattutto, chi non vorrebbe viaggiare in Tesla?

Ma torniamo all’energia elettrica offerta dal sole: l’accumulatore di energia Powerwall + i pannelli solari ci permetterebbero di stoccare energia solare durante il giorno e utilizzarla di notte.

La batteria Tesla per la nostra casa ovviamente ha un inverter integrato che converte la corrente continua in corrente alternata.

I dati tecnici pubblicati da Tesla sono:

  • Capacità Utilizzabile13.5 kWh
  • Profondità di scarica100%
  • Efficienza 90%
  • Potenza 7kW di picco / 5kW continua

Non posso giudicare il prezzo per questo impianto offerto dalla Tesla, ma lo riporto qui sotto. Potete anche leggere tutto sul sito ufficiale.

Ecco il vero Autoconsumo di energia solare con Garanzia10 anni. Ma attenzione, stiamo parlando del solo accumulo, senza le tegole solari in vetro (le tegole del Solar Roof).

Vorrei sapere se Powerwall è un impianto da valutare seriamente o se stiamo parlando di una cosa iper-costosa perchè proposta da Tesla.

Insomma è una buona cintura in pelle o solo una cintura col marchio Gucci? A me il marchio Gucci dice poco, vorrei una buona cintura.

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Powerwall è

 

            

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Tipi di cemento

C’è cemento e cemento…, ma qual’è la definizione di cemento?

Secondo la EN 197/1 il cemento è un legante idraulico (materiale inorganico) macinato finemente che, mescolato all’ acqua, forma un impasto che rapprende ed indurisce con processi di idratazione e una volta indurito mantiene la sua resistenza e la sua stabilità anche in acqua. Ecco cos’è.

Ora, non è che dobbiamo sapere tutto di ogni cosa, il progettista, se serve, realizzerà parti dell’edificio in cemento armato. E’ logico. La casa deve stare in piedi. Per legge!

Cerchiamo di usarlo con parsimonia ed evitiamo di usare cemento come miscela per l’intonaco: esistono materiali più amici dell’uomo. E adesso andiamo a leggere quanti tipi di cemento esistono:

Cementi naturali o Portland: cosa sono?

  • cottura di marne (carbonato di calcio e sostanze argillose) + gesso (serve a regolare il processo di idratazione) e successiva macinazione e cottura: ecco il clinker che verrà macinato fine fine.

Cementi artificiali: quali sono?

  • cemento pozzolanico, miscela di clinker di cemento Portland con roccia vulcanica
  • cemento di alto forno, miscela di clinker di cemento Portland con sottoprodotti dell’industria siderurgica
  • cementi speciali: sono quei cementi la cui composizione chimica non è caratterizzata dalla predominanza del calcare, ma risultante da miscele di particolari composti o da elevate temperature di cottura o dall’uso di additivi specifici. Possono essere:
  • cementi bianchi, miscela di caolino e pochi ossidi di ferro cotti con combustibili privi di ceneri residue
  • cementi colorati, miscele di pigmenti inorganici colorati e cemento bianco
  • cementi alluminosi, miscela di bauxite e calcare
  • cemento ferrico, miscela di cemento Portland e ossido di ferro
  • cemento extrarapido, miscela di cemento Portland e cloruro di calcio

Sui sacchi di cemento (conforme alla norma) troverete la sigla CEM.

La norma europea EN/197-1 che ha dato una definizione al cemento, divide i  cementi in:

  • CEM I Cemento Portland
  • CEM II Cemento Portland composito
  • CEM III Cemento d’altoforno
  • CEM IV Cemento pozzolanico
  • CEM V Cemento composito

I cementi CEM I, Cementi Portland sono costituiti almeno per il 95% da clinker e per lo 0-5% da costituenti minori. Si usano nella prefabbricazione di calcestruzzi armati semplici e precompressi.

I cementi CEM II, Cementi Portland Compositi, oltre al clinker per il 65-94%, contengono loppe granulate d’altoforno, pozzolane, ceneri volanti, scisti calcinati e calcare. Si usano come i cementi CEM I.

I cementi CEM III, Cementi d’altoforno, contengono clinker fino al 64% e loppa granulata basica d’alto forno. Ideale dove il calcestruzzo è soggetto ad ambienti chimicamente aggressivi e per opere di grandi dimensioni.

I cementi CEM IV, Cementi pozzolanici, contengono clinker tra il 45 e 89% con l’aggiunta di materiale pozzolanico naturale o artificiale che ne migliora la resistenza all’aggressione chimica.

I cementi CEM V, Cementi Compositi, sono clinker, loppa d’altoforno e pozzolana e sono ideali per resistere all’ acqua di mare, acque acide, terreni solfatici.

Quando leggiamo la parola inerti, dobbiamo per esempio pensare alla sabbia, che viene aggiunta per preparare la malta.

Un buon calcestruzzo vuole inerti omogenei, puliti e resistenti, impastati con acqua limpida per offrire una massa ben compatta e ottimale resistenza meccanica. Ma è il progettista a dover indicare quali prestazioni deve offrire la miscela, ad esempio, è lo strutturista a stabilire la qualità del calcestruzzo richiesto (classe di resistenza ecc).

Il produttore del calcestruzzo progetta la miscela idonea secondo la richiesta del progettista e il rapporto acqua cemento garantirà le prestazioni richieste al calcestruzzo. Ecco perchè per migliorare la lavorabilità non si aumenta la quantità di acqua nella miscela ma si aggiungono additivi.

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il mio futuro impianto fotovoltaico stand alone

Vorrei un impianto fotovoltaico stand alone. Il conto energia? no grazie, non ho capitali che non so dove mettere e sono arci stufo di contratti con i gestori. Scelgo di rimanere libero.

Come forse già sapete, un impianto fotovoltaico genera corrente elettrica a 12-24 Volt e serve un inverter per la necessità dei 220 Volt.

Non è che voglio (nè posso) staccarmi dal gestore elettrico, il mio intento sarebbe quello di alimentare gli apparecchi elettrici che utilizzo di giorno possibilmente con il sole (fotovoltaico stand alone) e tutto il resto pagando la bolletta al gestore.

Parlo sicuramente da incompetente e pochissimo preparato, ma questo sarebbe il mio disegno.

Le ragioni? Trovo un po’ stupido che mentre splende il sole il frigo consumi corrente da pagare in bolletta, e anche il computer, le stampanti, i telefoni, gli stand-by, la caldaia, la pompa dell’impianto di riscaldamento.

Per quel che ho letto in giro, mi serve una cella solare, una batteria e un inverter.

3 componenti da assemblare… sembra facile!

Penso ad una batteria, cioè un accumulo di energia, come supporto all’impianto elettrico ed eventualmente per stoccare l’elettricità che non ho utilizzato mentre c’era il sole.

Non ho ancora ben capito come scegliere il pannello fotovoltaico, ma credo che debba essere in silicio monocristallino (efficientissimo) e con un certo numero di Watt di potenza di picco. Non mi sogno nemmeno di tornare sul tetto per installarlo, quindi l’irraggiamento non sarà ottimale, ma una posizione decente la troverò anche in giardino. E comunque l’inclinazione ottimale di 35° potrebbe essere ritoccata a mano in ogni stagione.

So che produrrà corrente continua a 12 Volt e che mi servirà un regolatore di carica (protezione da sovraccarica, sovrascarica, corto circuito, tuoni e collegamento sbagliato) per dirigere l’energia prodotta dal sole ai miei apparecchi elettrici.

In realtà non ho ben capito come potrò decidere quali apparecchi useranno questa energia regalata dal sole… Se a pranzo volessi cuocere gli spaghetti, immagino che la mia mini energia elettrica solare (più quella accumulata nella batteria) verrebbe divorata dalla mia piastra ad induzione in un sol bloccone. Approfondirò. Certo è che Watt son Watt, e quindi se li mangia il frigo, la stampante, o l’induzione è uguale: quei Watt sono comunque offerti dal sole. O no?

Grazie al regolatore di carica potrò anche sapere se c’è disponibilità di energia, e quindi vedendo la spia led spenta potrei magari posticiparne il consumo, se proprio non fosse una cosa urgente. Potrei cuocere gli spaghetti alle 13:30 invece che alle 12. O accendere la stampante nel pomeriggio, quando il sole avrà offerto tutti i suoi raggi! Stampo alle 11 quello che dovrò avere necessariamente su carta, ma accenderò la stampante solo nel pomeriggio.

Diventerà una vita complicata? Insomma, i miei 1300 grammi di cervello mi saranno di supporto e le sinapsi probabilmente si addomesticheranno a questa nuova gestione del consumo dell’energia elettrica. Sì, ne sono sicuro, le mie sinapsi chimiche ce la faranno.

Deciso il pannello fotovoltaico e i Watt di potenza di picco potrò scegliere il regolatore (che avrà almeno quei Watt di potenza).

Il mio elettricista preferito, Angy Bottura, mi aiuterà a collegarlo

  • al pannello fotovoltaico
  • alla batteria
  • all’inverter
  • e agli apparecchi elettrici (e qui non ho ben capito come si farà)

Poi non ho capito un bel niente della capacità nominale della batteria, e della capacità a livello pratico (utile).

L’inverter porta la tensione in uscita (12 Volt) a 220 Volt (la corrente continua che arriva dal pannello fotovoltaico (e dalla batteria?) diventa corrente alternata). Come tutti gli intermediari, anche lui, vuole la sua percentuale! e la vuole in forma di corrente. Ho letto che bisogna stare attenti, consuma!

La batteria giusta mi sembra un’altra cosa complicata: ho letto che capacità nominale non significa capacità di accumulo effettivo (parliamo di Wattora). La capacità nominale è il prodotto Volt x Ah. Comunque i veri Watt/h utilizzabili sono molti di meno.

Oltre a tutti i dubbi sull’installazione, e sulla scelta dei componenti, mi resta ancora il dubbio atavico: ha senso perdere tanto tempo a progettare il  mini impianto fotovoltaico stand-alone-low-cost per il ratto dei Watt al Sole?

Forse ha senso per il piacere di sfidare il sole con la tecnologia disponibile e poi per vedere una lampadina ikea a led da pochi Watt far luce per ore ed ore. Boh

Probabilmente tutta la soddisfazione potrebbe dipendere dalla capacità di stoccaggio della batteria o delle batterie in parallelo, ma allora l’investimento salirebbe e la delusione sarebbe dietro l’angolo.

Che fare?

hai pensato ad un impianto fotovoltaico stand alone?
            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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