VMC ad acqua?

 Se seguite questo sito, oramai avrete capito quanto io tenga alla Ventilazione Meccanica Controllata: e non tanto per il recupero del calore quanto per la più buona qualità dell’aria interna.

Secondo me, l’aspetto più vicino al tema dell’efficienza energetica di una casa è proprio il recupero del calore, quello che si può ottenere dall’aria viziata in uscita e che può essere ceduto all’aria fresca entrante.

Ma nessuno ha mai pensato di recuperare il calore dell’acqua sporca in uscita che potrebbe essere ceduto all’acqua fresca entrante?

powerpipe VMC ad acqua?

Qualcuno ci ha pensato: è una società canadese. Si sfrutta l’acqua (calda) di scarico per preriscaldare l’acqua fredda in arrivo!

 Io sono fanatico delle soluzioni di risparmio ancor prima di pensare alle fonti energetiche alternative (sole, vento ecc) perchè la mia coscienza non è in pace fino a chè non ho fatto tutto il possibile per ridurre il bisogno di energia.

[Coscienza dall' ant., lett. conscienza, conscienzia: la consapevolezza che mi permette di avvertire quanto avviene in me e nei miei rapporti con il mondo esterno]

Quando si è compiuto ogni sforzo verso il risparmio, allora è il momento di chiedere aiuto al sole, al vento ecc. e non prima! Se posso ottenere energia gratis dal sole è una cosa bellissima, un dono della tecnologia attuale, ma è una cosa simile al farsi pagare la bolletta dalla nonna… Prima devo contenere i miei consumi, poi posso chiedere un aiuto finanziario a mia nonna! La penso così.

RenewABILITYEnergy Inc., società canadese che offre soluzioni di risparmio energetico, propone Power-Pipe: uno scambiatore di calore che utilizza l’acqua calda di scarico per riscaldare l’acqua fredda in arrivo.

Più le case diverranno edifici coibentati più alti (in relazione) saranno i consumi energetici familiari per il riscaldamento dell’acqua. Ridurre, quindi, questa componente diventerà una nuova priorità.

Grazie all’avvolgimento del tubo di scarico del sanitario con strati di bobine di rame altamente conduttive il calore può essere "catturato" con facilità. Power-Pipe è venduto anche in un kit per l’installazione "fai-da te".

"Il calore recuperatelo da te"

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Migliorare l’ inerzia di un tetto coibentato dall’ interno

Se siete qui a leggere conoscerete i miei precedenti articoli:

Tengo il comfort come stella polare nella progettazione dell’isolamento.

Ora affrontiamo questa situazione:

Devo intervenire dall’interno. Ignoriamo per il momento i problemi relativi alla gestione dell’umidità e alla correzione dei ponti termici per ragionare piuttosto su come potrei ancora migliorare l’inerzia termica.

Questa è la stratigrafia del tetto con lo spessore della coibentazione posato dall’interno (intervento da dentro):

tetto in tavelle isolato dall interno 249x255 Migliorare l inerzia di un tetto coibentato dall interno

Sì, sto ragionando sui tamponamenti interni!

abbiamo  coibentato con fibra di canapa (più leggera, flessibile e manovrabile per lavorare da sotto):

coibentazione in fibra di canapa piu leggera e manovrabile per lavorare da sotto Migliorare l inerzia di un tetto coibentato dall interno

ma ho compreso di aver molta meno inerzia termica interna di prima: come possiamo migliorare l’inerzia ?

Se non facessi attenzione a quest’aspetto, il mio progetto potrebbe concludersi con un tamponamento in cartongesso, ma non potevo fare altro per cercare di ottenere più massa interna e più inerzia?  Certo che sì:

  • la capacità termica areica del cartongesso è pari a 13 (kJ/mqK)
  • la capacità termica areica del fibrogesso è pari a 20 (kJ/mqK), quasi il doppio!
  • la capacità termica areica di un pannello di argilla è 51 (kJ/mqK), quasi 5 volte!

argilla per migliorare inerzia termica Migliorare l inerzia di un tetto coibentato dall interno 

Allora non fermiamoci alla progettazione così così. Teniamo ogni dettaglio utile in grande considerazione e scartiamo i materiali che non ci aiutano!

Coibentando da dentro

  • ho ridotto di ben 6 volte la capacità termica areica interna del mio tetto
  • ho perso gran parte della capacità di assorbire energia, proprio quella capacità utilissima d’estate per mantenere temperature più basse!

Quindi cerchiamo in tutti i modi di progettare come recuperarne in parte!

Repetita iuvant: più involucro e meno impianti!

Il tetto, ottimo d’estate (e ottimo d’inverno), ha bisogno di tanta inerzia termica.
  Buone riflessioni!

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Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Voglio dare grande risalto al tema "progettazione dell’isolamento del tetto", come già nei precedenti articoli:

Progettare il comfort è possibile solo se ben si conoscono gli aspetti che influiscono sul buon comportamento della copertura, in inverno e in estate.

 Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Proviamo ad applicare quello che ho scritto nei precedenti articoli per vedere come cambiano le prestazioni di un tetto se si interviene dall’interno oppure dall’esterno: siamo in zona climatica E, 2383 gradi giorno, 6 mesi di riscaldamento 14 ore per giorno.

 risanamento tetto zona e Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Prendiamo questa bella casa anni ‘40 con tetto in travi portanti e travetti con tavelle in laterizio cotto riprese in malta che ha bisogno di un valido intervento per contenere le dispersioni energetiche.

 risanamento tetto in travi portanti e travetti con tavelle in laterizio cotto riprese in malta Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Il sottotetto allo stato di fatto, in assi di legno ricoperte da rotoli in lana di roccia, non avrà più ragione di essere.

Teniamo in grande considerazione la zona climatica in cui ci troviamo (fredda d’inverno e calda d’estate) e iniziamo la progettazione: i committenti meritano un tetto con bassissime dispersioni termiche in inverno e con ottime prestazioni estive. In una parola:

progettiamo il comfort!

Penso subito ad una coibentazione con pannelli in fibra di legno da posare sopra allo stato di fatto, se la caldana in malta è in ordine non sarà necessario un telo prima dell’isolamento. Ho scartato subito eps, polistirene e altri materiali visto che so bene che una coibentazione leggera funziona peggio di una pesante, a noi serve:

La fibra di legno ha doppia capacità termica massica rispetto alla lana minerale, per capirci!

Ovviamente rispetterò (e migliorerò abbondantemente) i valori di trasmittanza secondo i limiti di legge (quale guidatore sano di mente acquisterebbe pneumatici con 2mm di battistrada?), offrendo anche uno sfasamento adeguato e quindi una protezione dal caldo proveniente dall’esterno più che sufficiente.
Sono sicuro che 20 cm di spessore in più non rovineranno l’aspetto esterno dell’edificio: la linea di gronda sarà ben più corposa rispetto all’aspetto attuale.

Già istintivamente, intervenire dall’interno (magari per non dover affrontare l’aspetto del nuovo spessore) sarebbe, specialmente in fase di cantiere, ben più complicato e rischioso sotto vari aspetti: gestione dell’umidità e correzione dei ponti termici per esempio.

Per capire facilmente la differenza tra i 2 progetti disegnamo la stratigrafia:

Ecco la stratigrafia del tetto con coibentazione in fibra di legno posata all’esterno (intervento da fuori):

 tetto in tavelle isolato dall esterno1 249x255 Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

ed ecco la stratigrafia del tetto con lo stesso spessore di coibentazione però posato dall’interno (intervento da dentro):

tetto in tavelle isolato dall interno 249x255 Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Allora,

abbiamo usato in entrambe le proposte il migliore (e un po’ più costoso anche) materiale in commercio, lasciando semplicemente via tutti gli altri coibenti senza valide prestazioni estive.

In realtà, quando si interviene da dentro, al posto della fibra di legno

coibentazione in fibra di legno posata allesterno Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

utilizzerò fibra di canapa (più leggera e manovrabile per lavorare da sotto:

coibentazione in fibra di canapa piu leggera e manovrabile per lavorare da sotto Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Torniamo al nostro confronto: in entrambe le proposte ho inserito 20 cm di materiale coibente:

  • ottengo la medesima trasmittanza termica, che tra l’altro avrei anche con la canapa (densità di 1/3): il pacchetto tetto ha U = 0,18 [W/mq·K]

A giudicare dal valore di trasmittanza, coibentare il tetto dall’esterno o dall’interno non fa nessuna differenza, ma allora è la stessa cosa?

NO, coibentare dall’interno non è la stessa cosa:

  • lo sfasamento, il tempo che impiega il calore ad entrare, è quasi identico. (per la canapa sarebbe peggiorato, essendo più leggera)
  • la trasmittanza termica periodica, la Udyn, la capacità di sfasare il flusso termico, 0,04 [W/mq·K], è identica. (per la canapa sarebbe peggiorata: o,10 [W/mq·K]
  • la CAPACITÀ TERMICA AREICA INTERNA è pari a 78 [kJ/mq·K] se ho isolato dall’esterno, ma crolla a 12 coibentando da dentro. (per la canapa la capacità termica areica sarebbe scesa solo a 24, forse perchè è più facile da "penetrare")

Coibentando da dentro ho ridotto di 6 volte la capacità termica areica interna del mio tetto: ho perso gran parte della capacità di assorbire energia, proprio quella capacità utilissima d’estate per mantenere temperature più basse!

Ho isolato da dentro e mi sono anche isolato dalla materia che avrei potuto utilizzare per scaricare energia di troppo! Ho sbagliato progettazione!

Non è che il buon tetto ci raffresca la casa che si è surriscaldata, questo è chiaro, ma impedisce al caldo di entrare in casa e assorbe l’energia di troppo che produco in casa! Barba e capelli!

Allora ripetiamolo ancora una volta, visto che repetita iuvant:

più involucro e meno impianti!

Il tetto, ottimo d’estate (e ottimo d’inverno), ha bisogno di tanta inerzia termica.

Posso anche prendermi il lusso di evitare l’impianto di raffrescamento perchè ho costruito bene. Naturalmente la committenza deve avere una certa sensibilità e una certa propensione al basso consumo senza esigere dalla propria casa 20° in inverno e 20° in estate, altrimenti l’unica via rimane l’impiantistica e il consumo di energia.

  Buone riflessioni!

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Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Nel precedente articolo "Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional" spiegavo che la scelta del materiale per isolare il tetto è molto importante per ottenere il duplice risultato di "protezione dal caldo" e "protezione dal freddo".   Se ci propongono un materiale che garantisce di ottenere una data trasmittanza (magari anche inferiore ai nuovi valori limite per legge) non è detto che sia l’isolante più adatto alla zona in cui viviamo, dove per esempio d’estate fa un gran caldo e l’ultimo piano abitabile si trasforma in un forno.   In breve, avevamo capito che una coibentazione "leggera" funziona peggio di una "pesante" perchè la capacità massica, kg/metro cubo, di un materiale isolante sul tetto è importantissima.

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Ora voglio approfondire un altro aspetto che spesso non viene preso in debita considerazione e porta a grossi errori di progettazione.

Isolare il tetto da dentro o isolare il tetto da fuori?

(ricordo che è corretto dire "coibentare" e non "isolare", ma mi esprimo così, altrimenti nessun motore di ricerca mi trova più….)

La scelta di coibentare il tetto dall’interno o dall’esterno è spesso lasciata al committente che magari non vuole mettere le mani sulla copertura che non presenta danni evidenti o che dispone di abbondante altezza all’interno e preferisce sfruttarla così.

Andiamo a scoprire perchè questa scelta gioca un ruolo importante quando il tetto dell’edificio si trova in un edificio in zona calda d’estate:

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?
   D’ inverno ogni casa utilizza involontariamente, alcune di più, altre di meno, gli apporti gratuiti di energia, come il sole che entra dalle finestre, la lampadina lasciata accesa, le persone stesse che vi abitano, il forno acceso, la lavastoviglie, tutti gli elettrodomestici, le candele accese ecc. riducendo la richiesta di riscaldamento. La casa stessa, o meglio, il materiale con cui è costruita, diventa un accumulatore di energia: utile d’inverno come volano termico e quindi come regolatore di comfort (cioè temperature interne sempre molto costanti).

   Ora che iniziamo a percepire l’importanza dell’inerzia termica della casa nel periodo del riscaldamento, pensiamo all’estate! cioè al periodo di climatizzazione. Pensiamo alle vecchie case con muri molto spessi sempre fresche d’estate!

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?
Il pavimento, il soffitto, le pareti divisorie e i muri esterni hanno grandi capacità di accumulo di energia ed è lì che possiamo scaricare tanta energia che portiamo e produciamo in casa d’estate (e non vorremmo avere!). Il cemento, i mattoni, le pietre, sono materiali ad alta capacità termica, accumulano molta energia.

In estate il fattore di inerzia diventa veramente importantissimo!

Se non scarico l’energia che produco dentro casa, perchè poniamo ho una struttura

  • debole di massa
  • o troppo sottile
  • o magari coibentata dall’interno…

ecco che l’energia di troppo inizia a far salire la temperatura interna!

Ecco perchè ogni tanto si sente dire che le case per vacanza (per il week-end) vanno bene anche se isolate dall’interno: la temperataura sale in un attimo! Il nostro appartamento in montagna sarà già confortevole il venerdì sera stesso.

Poniamo di avere un vecchio tetto con struttura lignea e tavelle in cotto riprese esternamente con malta, spessore ipotetico 3+4-5 cm, e decidiamo di coibentarlo dall’interno:

Risultato? tutto questo spessore "grigio" verrà posto all’esterno e non svolgerà più nessuna funzione di inerzia termica. Tutto il tetto perde la sua capacità di accumulo di energia: proprio quella capacità che d’estate poteva essere molto utile per mantenere la temperatura interna più bassa!

E quando la temperatura interna d’estate è insopportabile significa che abbiamo progettato non tanto bene e l’unica soluzione sarà ricorrere ad altri impianti: questa volta per il raffrescamento.

Come sempre ripeto: pensiamo molto all’involucro e poco agli impianti!

Gli impianti di raffrescamento e di riscaldamento sono le stampelle di un involucro che zoppica!

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Prgettiamo bene! scegliamo bene i materiali! E spieghiamo alla committenza il perchè delle buone scelte!

Se abbiamo cominciato a capire qualcosa della trasmittanza dell’involucro edilizio è venuto il momento di fare attenzione anche a questi altri aspetti, altrimenti: no comfort e no risparmio energetico in estate!

Non diamo solo importanza alla trasmittanza scegliendo il modo di coibentare la casa per arrivare esclusivamente ad un certo valore U! Il nostro edificio funzionerebbe bene d’estate a patto che non vi siano carichi interni (quindi solo se la casa è disabitata) e non vi sia radiazione solare (mai vista un’estate senza sole!).

Ricordo, che per qualche grado di temperatura, un ambiente resta confortevole oppure diventa insopportabile! Progettando con attenzione è possibile mantenere sopportabile la temperatura interna estiva e dunque non aver bisogno di ulteriori impianti per la climatizzazione estiva.

Dalle buone regole di un tempo poco lontano siamo passati alla assuefazione alla scelta del climatizzatore… Vi pare buona progettazione questa?

Una buona progettazione parte dalla conoscenza dei fattori che influiscono positivamente sul comportamento dell’edificio nella fase estiva e la massa termica che avvolge e contiene lo spazio interno, dove viviamo, dove vorremmo stare freschi, dove vorremmo dormire senza sudare, influisce molto sulla riduzione dei picchi dei carichi dovuti all’energia che noi stessi produciamo all’interno e della radiazione del sole. Questa è la capacità areica.

Volete approfondire?

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Inerzia termica e capacità areica

 Il fattore di utilizzazione degli apporti gratuiti di energia ci dice quanto è bravo un edificio a utilizzare gli apporti solari ed interni per diminuire la richiesta di riscaldamento
Ogni casa utilizza gli apporti gratuiti di energia riducendo la richiesta di riscaldamento.

inerzia termica capacita areica Inerzia termica e capacità areica

Perchè non tutte le case riescono a sfruttare questi apporti gratuiti allo stesso modo?

Il fattore di utilizzazione dipende dall’inerzia termica della casa. Quindi il fattore di utilizzazione degli apporti gratuiti è funzione del rapporto apporti/perdite e dell’inerzia termica dell’edificio.

Naturalmente l’inerzia termica della casa è importante nel periodo del riscaldamento (volano termico, temperature interne costanti, comfort), ma lo è forse di più nel periodo di climatizzazione, cioè in estate. 

Gli elementi interni orizzontali e verticali che sono in diretto contatto con l’aria interna (quindi con l’ambiente interno) in base ai materiali con cui sono stati costruiti e coibentati hanno tutti una struttura fatta di vari strati.

Ogni materiale ha una sua capacità termica:

la sua capacità termica ci dice quanto calore deve ricevere un materiale perchè la sua temperatura si innalzi di 1°K. Più denso è un materiale e più ha capacità termica!

Legno: densità 600 Kg/mc, capacità termica 726 KJ/mc °K

Mattone: densità 1.700 Kg/mc, capacità termica 1.360 KJ/mc °K

Cemento: densità 2.100 Kg/mc, capacità termica 1.760 KJ/mc °K
 

Conoscere la stratigrafia permette il calcolo della capacità termica areica della struttura.

Le qualità della struttura edile che migliorano la capacità termica areica sono:

  • la densità dei materiali
  • lo spessore dei materiali
  • e la capacità termica spcifica del materiale che trovate in ogni scheda tecnica del produttore: quella espressa in J/(kg K)

Quanto influisce lo spessore?

Lo spessore dei materiali da costruzione ha un ruolo importante fino ai 12 cm. se deve ricevere il calore da un solo lato. Pareti e solai con spessori pieni superiori a 8-16 cm. sono inutili da questo punto di vista, però una parete ovest investita dal sole e scaldata dall’interno dall’ambiente abitato e vissuto necessita di almeno il doppio dello spessore per poter accumulare!

Questa capacità dell’edificio non ci fa solo risparmiare un po’ sul riscaldamento, ci regala un buon comfort ambientale in estate.   In Italia, dove non fa solo freddo, è un aspetto direi di primaria importanza, anche se moltissimi progetti non ne tengono conto! Dobbiamo preoccuparci di avere un buon sfasamento, per non lasciare entrare il calore esterno nell’edificio ma non basta!

Se ho bassa capacità termica interna perchè le mie strutture hanno bassa capacità termica areica, allora non ho buone capacità di accumulo di energia ed è solo lì, nelle strutture, che potevo scaricare tutta l’energia che portiamo e produciamo in casa d’estate (e non vorremmo avere!), allora soffriremo il caldo.

 Inerzia termica e capacità areica

Come influire positivamente sul comportamento dell’edificio nella fase estiva?

La massa termica che avvolge e contiene lo spazio interno, aiuta molto a ridurre i picchi dei carichi dovuti all’energia che noi stessi produciamo all’interno e della radiazione del sole. Questa è la capacità areica di una struttura.

Non diamo attenzione solo alla trasmittanza o ad un certo valore U! Il nostro edificio funzionerebbe bene d’estate a patto che non vi siano carichi interni (quindi solo se la casa è disabitata) e non vi sia radiazione solare (mai vista un’estate senza sole!).

Alti valori di capacità termica areica = :-) d’estate! e d’inverno!

Dunque, la capacità termica interna di una casa è importante, migliora o peggiora in base al tipo di struttura e per capirla bisogna conoscere il tipo di composizione della struttura edile.

κ (capacità termica areica) = kJ/(m2·K)

 

 

 

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I ponti termici del serramento

Quando si parla di ponti termici si pensa sempre ai pilastri, ma il foro del serramento è un concentrato di ponti termici e dobbiamo assolutamente progettare in modo da ridurli.

Ormai sappiamo che

ma gli architravi in calcestruzzo?

 Se nel foro del serramento è presente un architrave in calcestruzzo non è sufficiente passarci sopra durante la realizzazione del cappotto esterno di facciata. 

Architrave in calcestruzzo = presenza di eterogeneità di struttura

ponte termico architrave serramento I ponti termici del serramento

 quindi l’architrave provoca una perturbazione del flusso termico e una conseguente disomogeneità delle temperature superficiali interne con rischio di formazione di macchie dovute alla condensazione e anche causa di fessurazioni.

In fase progettuale, o all’ultimo momento in cantiere, ricordiamo questi aspetti e teniamoci un po’ arretrati in facciata in modo da avere lo spazio necessario per intervenire isolando maggiormente quei punti (vedi foto precedente)!

Fino a poco tempo fa si costruiva in questo modo:

ponte termico a vista I ponti termici del serramento

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La posizione più corretta del serramento

 Tempo fa avevo scritto un articolo intitolato " Scegliere la migliore posizione del serramento ". Parlavo della posizione corretta della finestra.

Ricordavo che la tendenza di una volta, per svariati motivi, era mettere la linea del serramento più all’interno possibile, anche per proteggerlo dalle intemperie!

Il serramento, svolgendo il ruolo di chiusura trasparente, dovrebbe invece essere posato nello spessore dell’isolante!

serramento posizione corretta La posizione più corretta del serramento

Dunque la posizione più corretta sarebbe quella il più possibile all’esterno: proprio nell’isolante! E’ proprio il serramento ad avere il compito, una volta coibentata la casa esternamente, di chiudere i fori.

Avete ancora dei dubbi? Guardate con attenzione questa termografia in sezione orizzontale!

serramento posizione posa termografia La posizione più corretta del serramento

Vedete come il blu delle basse temperature non riesce ad invadere la stratigrafia? Vedete che buon risultato si può ottenere?

Ricordate che più attenzione diamo all’ involucro edilizio e meno attenzione (e soldi!!!) dobbiamo dare agli impianti! 

Quando al tavolo progettuale o in fase di cantiere propongo una posizione così "spinta" dei serramenti, o mi guardano strano o mi prendono per matto, ma invece è fattibilissima! Basta volerlo! E ancora prima dobbiamo crederci!

serramento posizione corretta 1 La posizione più corretta del serramento

serramento posizione corretta 2 La posizione più corretta del serramento

serramento posizione corretta 3 La posizione più corretta del serramento

Anche per serramenti di grande superficie è possibile senza problemi:

 serramento posizione corretta 4 La posizione più corretta del serramento

serramento posizione corretta 5 La posizione più corretta del serramento

serramento posizione corretta 6 La posizione più corretta del serramento

Certamente il serramento in pvc è molto più leggero da gestire, posizionare ed ancorare. Quindi nel caso di serramenti di altro tipo, serramenti in alluminio o legno sarà meglio costruire un vero telaio esterno, come supporto di posa e di peso:

serramento posizione corretta 7 La posizione più corretta del serramento

 

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Edifici ad energia zero? dipende

I super edifici ad energia zero possono anche essere una farsa!

casa energia zero 500x355 Edifici ad energia zero? dipende

Chiunque potrebbe dire <<la mia casa è una Zero Energy>>

Se prendo una casa in classe G (una come quasi tutte in Italia) e metto tanto fotovoltaico tanta energia mi serve…

fotovoltaico costi 500x375 Edifici ad energia zero? dipende

E non guardiamo solo al fabbisogno termico!

…cosa ci interessa se spendiamo 150€ per riscaldamento quando magari ne spediamo 1.000 per illuminazione e tutto il resto? …direi che abbiamo sbagliato qualcosa! O no?

E’ vero che una pompa di calore è prestante, ma attenzione al costo rispetto ad una caldaia!

Per curiosità simuliamo un edificio in Classe G con caldaia e pompa di calore e vedrete che è molto performante mentre confrontando un edificio da soli 20 kWh/mq anno la differenza di risparmio è poca: calcolate il costo della pompa di calore + accumuli etc. … ne vale la pena?

pompa di calore costi Edifici ad energia zero? dipende
I committenti sono in gran confusione, ma anche noi professionisti non scherziamo ;-) ed è il nostro lavoro! e ci chiamano professionisti per questo! lo siamo davvero! facciamo autocritica sempre!

Supponiamo di avere una casa di 100 mq con un fabbisogno di soli 15 kWh/mq anno:

  • il consumo di riscaldamento con sole resistenze elettriche sarebbe pari a 1.500 kWh/mq anno
  • costo di investimento fornito e posato? 1.600 €
  • manutenzione? nessuna!
  • veloce da posare? un lampo!
  • nessun camino
  • niente gas
  • bolletta? circa 300 € + ACS integrata da solare
  • installare un impianto fotovoltaioco per consumi tanto bassi? spendere 12.000€ per avere 3 kWh di energia elettrica?

Torniamo sulla terra! Da dove siamo partiti? …ah sì, dalla nostra futura casa…! Costruite bene la casa e risparmierete denaro!

  • Tutta l’attenzione deve andare all’involucro! alla coibentazione!
  • Meglio coibento e sigillo la casa e meno importanti diventano gli impianti !
  • Il riscaldamento e il raffrescamento non sono altro che la conseguenza prima della scarsa progettazione. 

Comprendete cosa intendo ?

Ambite a costruire case efficienti quanto una Passivhaus ad un costo uguale al tradizionale? Allora esagerate col fotovoltaico, col solare! Che però costano anche loro!

Lasciate stare gli incentivi… costruite meglio che potete!


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto:

studio termico marco de pinto logo500 Edifici ad energia zero? dipende

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Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?

Il 2012 sarà l’ultimo anno con le generose agevolazioni del 55%.

Anni fa, durante un corso, un Relatore di cui non ricordo il nome si interruppe e disse: << un giorno la casa passiva sarà un’imposizione, o costruisci così o non costruisci nulla! oggi, nell’era dei balocchi, ci sono le agevolazioni. Fate capire questo concetto ai vostri committenti! Illuminateli! Informateli! Spingeteli nella giusta direzione! Almeno approfittatene tutti!!!>>

casa passiva esempio Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?
Ma cos’è una Casa Passiva?

casa passiva esempio3 500x375 Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?
Una Casa Passiva è una costruzione dove si vive a una temperatura confortevole sia nel periodo invernale che estivo senza ausilio si impianti di riscaldamento e di raffrescamento tradizionali.

Le Passivhäuser sono così ben coibentate e ben sigillate che quasi il riscaldamento sarebbe superfluo: il fabbisogno è così basso che un impianto di riscaldamento tradizionale sarebbe veramente inutile. Così basso che nei giorni più freddi dell’inverno è sufficiente un piccolo apporto di calore extra! Per capire meglio: bastano 10 Watt per metro quadro, l’energia di 10 candeline di Ikea per 30 metri quadri. 

10 Watt per metro quadro
Lo standard Passivhaus è riconosciuto a livello mondiale ed è sinonimo di massimo confort indoor.

Quali sono i due principi fondamentali?

  1. Ottimizzazione delle dispersioni termiche
  2. Ottimizzazione degli apporti solari e interni (del tutto gratuiti).
	la-prima-casa-passiva-foto-w-feist

Oggi non si realizza una casa passiva con la pancia, con il buon senso e con l’esperienza sul campo, come faceva il Dr. Feist in Germania agli albori di questa tecnica.   Oggi la chiave per ottenere una casa passiva  è un attento calcolo di progetto.

phpp version 61 2012 500x390 Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?

La progettazione di case passive è una collaborazione dall’inizio alla fine tra Architetto, Strutturista e Termotecnico: un meraviglioso e semplice percorso.

coibentazione spessore1 Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?

L’ottimo concetto di un involucro coibentato tra i 25 e i 40 cm con finestre triplo vetro permette di intrappolare il caldo in casa. L’ermeticità della casa garantisce che non ci siano passaggi d’aria non voluti.  E respirare? All’aria fresca ci pensa una ventilazione meccanica controllata che funziona in modo continuo e permette di recuperare il 90% del calore dell’aria viziata cedendolo all’aria fresca immessa negli ambienti.
Pensate che anche prelevando aria esterna a 0 °C, l’aria immessa negli ambienti avrà una temperatura superiore ai 16 °C e questo senza ausilio di riscaldamento.

Recupero energetico a parte, nessun ambiente contiene aria viziata e stagna! Quindi inutile preoccuparsi delle finestre chiuse!

Il sole riscalda gratis in inverno, lo standard di Casa Passiva vince la dispersione di energia: questo è l’obiettivo del progetto Passivhaus. Dove troviamo il resto dell’energia che serve alla casa? Nel calore sviluppato dalle persone, nell’illuminazione interna, nelle apparecchiature presenti negli ambienti, o cucinando o facendo le docce etc.

In estate, al sole (più alto nel cielo) non viene permesso di entrare nell’involucro grazie alle schermature ben progettate davanti ai serramenti o al verde del giardino.

Come costruire l’edificio passivo? E’ indispensabile:

Progettare e realizzare un edificio di qualità è una cosa possibile anche in Italia, lo standard Passivhaus è un’opportunità da prendere al volo! Non lasciamocela scappare! 

Costruire in questo modo quanto costa di più? Circa l’8% in più.

Casa passiva = comfort = benessere abitativo = consumi quasi nulli

Comfort e benssere la virtù, il non consumo la conseguenza! 

 


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto:

studio termico marco de pinto logo500 Perchè una Casa Passiva se nessuno mi obbliga?

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Glossary of sustainable building and construction terms

 glossario costruire sostenibile

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Dal 55% al 36%

 La Manovra Monti ha stabilito che a partire dal 2013 l’ incentivo sarà sostituito dalla detrazione del 36% già in vigore per le ristrutturazioni edilizie.

55%

Ancora per un anno, quindi, sarà possibile usufruire del bonus del 55% alle attuali condizioni; successivamente gli interventi di riqualificazione energetica potranno avvalersi del 36% già in essere per le ristrutturazioni edilizie, che diventerà strutturale, ossia a tempo indeterminato….per sempre! senza rinnovo!

Io non capisco niente di finanza, ma mi domando perchè non si tolga l’iva da tutti i prodotti che riguardano l’efficienza energetica: è o non è la fondamenta per il futuro dell’edilizia sostenibile (sostenibile in senso economico….!) del nostro paese?  E allora basta con queste detrazioni complicate e difficili! Se acquisti 8cm di fibra di legno non paghi iva… Troppo semplice? 

Chi ha idee migliori o più fattibili, si butti…! Scriva un commento!

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La tenuta all’aria (fai da te) delle prese elettriche

In cantiere vado predicando che sarebbe necessario inventarsi degli accorgimenti per interrompere i flussi d’aria che provengono dalle scatole elettriche e poi a casa mia non faccio nulla? Solo per pigrizia, e un po’ di stupidità magari.

tenuta all aria presa elettrica

Beh, questo fine settimana ho aperto la presa che in casa soffia più di tutte (non ho capito perchè) è ci ho spinto dentro, prima dietro ai cavi e poi davanti, delle strisce di gommapiuma (speriamo che non si autoincendino!!!).

 tenuta all aria presa elettrica

Il risultato è ottimo: posso dire che la scatola elettrica è a tenuta d’aria. Un po’ di gommapiuma e un po’ di pazienza e da quest’inverno uno spiffero di meno!

tenuta all aria presa elettrica

Sabato prossimo, famiglia permettendo, continuerò con questo lavoretto.

Per trovare motivazione e spinta a continuare forse dovrei scoprire quanto vale l’intervento ad ogni presa!

Quanta aria passa attraverso 3 normali tubi corrugati che portano i fili alla scatola?

Quanto peggiora le prestazioni di una casa una presa che soffia 24 ore al giorno?

Quanta energia va persa per ogni presa elettrica senza tenuta?

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Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

Non posso più aprire le finestre se installo un impianto di ventilazione meccanica controllata?  I committenti a cui consiglio di riflettere sulla VMC mi fanno spesso questa domanda!

E’ certamente un apparecchio quasi sconosciuto in Italia, ma è un aggeggio utile ed intelligente, perciò io ne parlo e ne consiglio l’installazione. Sempre.

La risposta alla prima domanda è: ovviamente le finestre si possono sempre aprire, alla macchina di VMC non succede nulla.

vmc e finestre chiuse Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

E’ l’aria che a caro prezzo avete appena riscaldato ad essere buttata dalla finestra!

 Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

La ventilazione confortevole invece recupera il calore dell’aria ambiente da espellere e lo riutilizza cedendolo all’aria fredda che entra. Non è fantastico? Tutto il calore di quei metri cubi di aria che siamo abituati a far uscire dalla finestra per ventilare gli ambienti viene recuperato al 70-80%. Incredibile! e possibile!

 Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

Una VMC decentralizzata (cioè senza tubazioni di distribuzione) ha alla fine l’aspetto di un quadrato appeso al muro, non è una bellezza, ma nemmeno una bruttezza!

vmc aspetto dopo installazione Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

Allora smettiamo di essere scettici, uomini delle caverne, e installiamo un apparecchio decentralizzato di ventilazione meccanica controllata! Io l’ho appena fatto!

Come è andata?

Purtroppo in una casa già finita è un vero trauma spaccare il muro per predisporre la sede della VMC. Ma cos’è che è solo facile nella vita? Dopo un’oretta il buco è fatto e resta da pulire un po’. La scatola di predisposizione sotto intonaco in eps e una bomboletta di schiuma chiudono subito il foro. All’interno, dopo il ripristino dell’intonaco, non resta che infilare i tubi (in dotazione), far arrivare la corrente, collegare e avvitare la VMC, inserire i filtri, rimontare il coperchio e

 vmc installata Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

accendere (all’ora di cena tutto era pronto per premere ON e I, cioè velocità 1)

 vmc prima accensione Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

Velocità I, silenzio assoluto, velocità II, silenzio, velocità III, siiiiiiisente. Ho acquistato la versione con 10 velocità, quindi da telecomando posso scegliere velocità intermedie arrivando fino alla velocità 4 mantendendo silenzio. La neo-nata VMC è installata nella zona giorno, un po’ cucina, un po’ sala da pranzo, un po’ soggiorno, un po’ entrata, un po’ studio, un po’ stufa e divani e devo ammettere che un ambiente da più di 300 metri cubi sono un po’ troppi per una VMC a velocità I che garantisce un ricambio di 15 mc/ora. A meno che si sia poco in casa, allora è perfetta. Già con velocita 2 (delle 10 velocità) e 20 mc/ora si può stare bene anche in tre e cucinare pure.

vmc decentralizzata Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

E’ stagione di stufa questa: temevo una certa incompatibilità. Invece stufa e VMC vanno daccordissimo, sono già amiche inseparabili, e il filtro a carboni attivi svolge un lavoro ottimo: fuori, l’aria, specialmente la sera, puzza di tutto (traffico, camini, nebbia, riscaldamenti altrui) e la VMC non tira dentro nulla di nulla. E’ installata a sud, in posizione "lucertola", di giorno lavora con aria soleggiata. Speriamo aiuti il rendimento!

La macchina VMC viene già fornita con due filtri, ma ho immediatamente sostituito quello in aspirazione con quello che secondo me è ideale d’inverno: ai carboni attivi (un vello di microfibra a doppio strato come mezzo filtrante, cui si aggiungono diversi strati di carbone attivo: e’ in grado di trattenere in modo efficace, oltre alle polveri a grana grossa, anche le polveri fini come pollini e spore fungine e permette di eliminare odori e gas tossici come carburanti, ossidi d‘azoto ed ozono):

  Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

In primavera invece lo sostituirò con quello contro i pollini, che trattiene, oltre alle polveri a grana grossa, anche quelle più fini (particelle di dimensioni fino a 0,4 μm) e circa il 90% dei batteri, perfetto per affrontare la nuova stagione:

  Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

 Sarebbe bello che i consumi per riscaldamento si abbassassero grazie alla VMC. Se non succederà sarò ugualmente soddisfatto perchè la sensazione di un’aria migliore e in modo continuato è veramente più che una percezione! Specialmente la sera!

Sono però certo che il consumo per riscaldamento avrà un calo: sono tante le occasioni d’inverno in cui si sente il bisogno di cambiare l’aria, e non solo dopo aver cucinato! Di mese in mese controllerò e documenterò (sempre in questo articolo!).

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Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

 E’ quasi sempre il committente a contattarmi per valutare la bontà o meno di un pacchetto tetto (l’unico che ne dubita! :-) ). Più che altro le domande sono… "va bene così? Perchè ho letto un po’ ovunque che le guaine dann problemi…"   Così ricevo, per visione e valutazione, i più diversi capitolati che ora non pubblico e nemmeno giudico per l’onerosità.

tetto pacchetto

Il tetto è un argomento veramente importante, e a maggior ragione il rifacimento di un tetto!

  • Se la casa la conosciamo perchè l’abbiamo già vissuta allora conosciamo anche i suoi difetti, e possiamo partire da lì. Non parlo del gocciolio, ma piuttosto della protezione che mi offre dal caldo e dal freddo. Sono due aspetti che riguardano la coibentazione del tetto, ma non sono la stessa cosa.

Noto invece, leggendo varie offerte, che la voce "isolamento" nel capitolato tetto è la soluzione a tutti i mali, e quindi… "mi dica mi dica che devo firmare se nò i lavori non iniziano!"

  • Se il tetto invece non lo conosciamo già, dobbiamo fermarci e ragionare.

tetto capitolato

Coibentare non significa decidere lo spessore e partire con i lavori!

Coibentare significa progettare il comfort per chi abiterà sotto quel tetto. E certamente un tetto di Dobbiaco dovrà essere un pizzico diverso da un tetto di Firenze, e non solo nello spessore.

Allora ragioniamo un attimo a grandi linee sulle proprietà della coibentazione di un tetto, in modo da avere qualche buona informazione prima di decidere di firmare un capitolato tetto, "perchè poi ve lo terrete 30 anni sopra la testa (minimo), la stessa testa che sta decidendo se firmare!"

  • Un tetto di una casa in una zona particolarmente fredda ha soprattutto bisogno di uno spessore adeguato per ottenere un buon valore di trasmittanza. E se il Ministro Scajola (che di case se ne intende!) il 26 gennaio 2010 ha stabilito che in zona cimatica F le coperture devono rispettare il vaore di trasmittanza termica U = 0,23 (W/mqK), è bene fare da così a meglio. Forse quello contro il freddo è il tetto in definitiva più semplice da realizzare.
  • Un tetto di una zona dove d’estate si soffre il caldo ha invece bisogno di attenzioni diverse e qualche ragionamento in più: se in una zona fredda la corretta coibentazione mi abbassa la bolletta per riscaldamento e mi regala un comfort migliore, in una zona calda una buona coibentazione può rendere superfluo l’impianto di raffrescamento. Non poca cosa direi!

Non è che il buon tetto ci raffresca la casa che si è surriscaldata, questo è chiaro, ma impedisce al caldo di entrare in casa! Per farla breve, in zona F, non posso coibentare così tanto che l’impianto di riscaldamento diverrà inutile, mentre, in zona E, posso prendermi il lusso di evitare l’impianto di raffrescamento perchè ho costruito bene.

 Il tetto, ottimo d’estate (e ottimo d’inverno), ha bisogno di tanta inerzia termica.

La coibentazione ideale deve avere elevata capacità termica massica ed essere posata su una struttura che anch’essa possa accumulare calore (ecco a cosa possono servire le vecchie tavelle!).

tetto vecchie tavelle 500x349 Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

Quindi una coibentazione "leggera" funziona peggio di una "pesante": la capacità massica, kg/metro cubo, diventa importante perchè il pannello coibente, utile anche d’estate, ha due funzioni:

  • non trasmettere il calore (quindi ha un buon lambda, cioè un basso valore di conducibilità termica! cioè poco calore riesce ad attraversare la coibentazione!)
  • accumulare molto calore (quindi tanta energia può essere accumulata in ogni kg di coibente, J/(kg K)) (cosa può mai accumulare il polistirene???)

La fibra di legno ha doppia capacità termica massica rispetto alla lana minerale, per capirci!

tetto sottotetto isolamento Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

 Persino il D.P.R. del 2 aprile 2009 n.59 si occupa di contenere l’energia consumata per il raffrescamento e raccomanda di rispettare bassi valori di trasmittanza termica dinamica (o periodica): Udyn basso = buona capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nell’arco delle 24h.

per il tetto è richiesta una Udyn < 0,20W/mqK

  • 22 cm. di fibra di legno offrono più di 12 ore di sfasamento e infatti la Udyn = 0,04 W/mqK (molto bassa!)
  • 12 cm. di fibra di legno offrono solo 6 ore di sfasamento e infatti la Udyn = 0,20 W/mqK (rispetta solo il DPR!)

morale della favola?

meglio far meglio!

tetto e tegole Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

tetto isolare secondo enev Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

 

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Perchè isolare le tubazioni del riscaldamento?

 C’è la tendenza a dare molta importanza all’isolamento esterno della casa e a dimenticare altri aspetti: avete mai chiesto al vostro progettista quanto disperdono le tubazioni del riscaldamento?

caldaia in ambiente non riscaldato Perchè isolare le tubazioni del riscaldamento?

Ipotizzando che la caldaia sia posizionata in un ambiente non riscaldato (ad es. nel piano interrato) e che le tubature di mandata e di ritorno percorrano 10 metri per arrivare alla zona da riscaldare, possiamo provare a calcolare la dispersione di questi 20metri di tubazioni diam. ¾’’ coibentate con i classici 9mm. in questo modo:

  • una tubazione in acciaio nero diam. ¾ ‘’ con spessore isolante 9mm disperde : 0,325 W/mK
  • la temperatura dell’ambiente non riscaldato è 15°C
  • la temperatura del fluido nelle tubazioni è 30°C (impianto radiante in funzione per 4 ore al giorno per 6 mesi)

0,325 W/mK * 20m (distribuzione) * 15 °C (salto termico) = 97,5 Wh
97,5 Wh * 4 ore/giorno * 180 giorni = 70,2 kWh/anno

isolare le tubazioni Perchè isolare le tubazioni del riscaldamento?

Progettisti e committenti danno tanta importanza alla scelta della caldaia dimenticando tutto quello che viene dopo la caldaia. Per lei sono tutti disposti a spendere, per il resto sono tutti alla ricerca del risparmio. Cosa mai potrà fare la super caldaia se da lei partono tubazioni di distribuzione coibentate male o posate senza un adeguato progetto?

  • controlliamo se nel progetto le tubazioni sono più brevi possibile!
  • controlliamo se tutte le curve sono indispensabili! ogni curva aumenta le perdite di carico.
  • isoliamo le tubazioni con almeno uno spessore pari al diametro e senza alcuna interruzione.

 isolare le tubazioni2 Perchè isolare le tubazioni del riscaldamento?

Facciamo un confronto?

Quanto disperde la parete esterna di un bagno nel periodo di riscaldamento?

  • consideriamo 5 mq di laterizio 25cm + cappotto da 10cm con trasmittanza U=0,25 [W/mq·K]
  • prendiamo i Gradi Giorno di Padova = 2383 GG * 0,024 = 57,19 Kh

0,25 [W/mq·K] * 5 mq (superficie) * 57,19 Kh (cioè 2383 GradiGiorno * 0,024)

= 71,5 kWh/anno
 

 La piccola distribuzione impiantistica mal coibentata disperde quanto la parete esterna di un bagno che abbiamo isolato con 10cm di eps.

Davanti ai numeri, la prima cosa che ti viene in mente di fare é isolare ancora meglio la parete esterna! Proviamoci allora!

andiamo verso standard da casa passiva: trasmittanza parete U=0,10 [W/mq·K] (isolamento involucro veramente spinto!):

 isolamento casa passiva

0,10 [W/mq·K] * 5 mq (superficie) * 57,19 Kh (cioè 2383 GradiGiorno * 0,024)

= 28,6 kWh/anno

Davanti a questa cifra possiamo dire che coibentare meglio le tubazioni è più facile e intelligente, ma spesso delle piccole cose ci si dimentica!

isolare le tubazioni4 Perchè isolare le tubazioni del riscaldamento?

Riflettere e progettare prima di costruire è obbligatorio!


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto:

studio termico marco de pinto logo500 Perchè isolare le tubazioni del riscaldamento?

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Il cappotto esterno per edifici nuovi é il miglior compromesso?

riporto da una "discussion" in LinkedIn il commento dell’architetto Simone Agostini:

Il cappotto, si a grandi linee è il miglior compromesso, ma ce ne sono altri.

Riporto come esempio (ma ce ne sarebbero molto altri) un veloce confronto economico tra parete monolitica di laterizio con blocchi rettificati dello spessore di 36.5 cm intonacata a civile con intonaco di calce naturale su ambi i lati (U= 0,26 w/mqk) si hanno costi di circa 120,00 euro/mq contro i circa 102,00 euro/mq per una parete in blocchi modulari di laterizio sp. 25 +cappotto esterno in EPS sp. 10 cm intonacato (U= 0,24 w/mqK). C’è una differenza economica (18 euro/mq) ma anche di qualità!

E’ vero che con la struttura monolitica si fa fatica ad arrivare a trasmittanze basse come quelle con il cappotto senza spendere molto, ma secondo me nel clima dell’Italia (escluse le province dell’estremo nord che hanno poca unidità) da molti vantaggi in tutte e quattro le stagioni, oltre ad avere un parete molto traspirante ed ecologica. Anche il cappotto può essere traspirante ed ecologico, ma allora salgono anche i costi che ho riportato!

Secondo me è bene valutare la classe energetica, ma ancora di più le cetificazioni "ambientali" che tengono conto anche del fattore benessere, sostenibilità, …. La sola classe energetica da un numero sinonimo di bassi consumi, senza sapare quali soluzioni si sono adottate per ottenerli.

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Isolare dall’interno, altri ragionamenti

 I còndomini si oppongono al sistema di isolamento esterno. Abbiamo portato semplici esempi di risparmio senza ottenere un sì.

Abbiamo spiegato che  se ognuno dei 6 condomini spende 1100euro di gas forse è interessante ragionare sul fatto che in soli 15anni spenderanno tutti insieme 99mila euro di gas invece che soli 18mila con un bel capottino sulla casa. sempre che il gas non aumenti mai più fino al 2016. (improbabile).

 Isolare dallinterno, altri ragionamenti

Stato di fatto:

edificio anni 70 con struttura portante in cemento armato e le tamponature in laterizio spessore 25 cm con in entrambi i lati intonaco e pittura. L’edificio è diviso in 6 appartamenti: 2 per piano. 

Un giovane nuovo proprietario deve fare le sue scelte: è costretto ad isolare dall’interno. La ferrovia passa vicinissima e vuole cercare un effetto massa molla massa con la scelta dei materiali. E’ lui stesso che mi propone calcio silicato e lana di roccia. Penso che sia un’idea più che intelligente, anche se i rumori per trasmissione non cesseranno, ma l’umidità come si comporterà? bene o male?

Andiamo a fare tre esempi e poi lasciamo aperta la discussione per eventuali commenti dei guru della condensa interstiziale.

Ho preparato la stratigrafia così:

calcio silicato 6 lana di roccia 4 036 19 15sf Isolare dallinterno, altri ragionamenti

sono preoccupato per il punto dove avviene la condensa interstiziale perchè la lana di roccia non si comporta bene come il calcio silicato nel distribuire-accumulare-cedere l’umidità.

Allora proviamo a togliere i 4cm di lana di roccia che dovevano aiutare anche contro il rumore:

calcio silicato 6 057 18 13sf Isolare dallinterno, altri ragionamenti

Forse adesso il silicato di calcio lavorerà bene l’eventuale umidità, date le sue caratteristiche e i collanti previsti, ma il pacchetto isolante è diventato scarso:

  • prima i 6cm di calcio silicato + 4cm di lana di roccia garantivano una trasmittanza del muro U=0,36W/m²K, una temperatura superficiale di ben 19°C e uno sfasamento estivo di 15 ore
  • adesso, tolta la lana di roccia, ci resta una trasmittanza del muro U=0,57W/m²K, una temperatura superficiale di 18°C e uno sfasamento estivo di 13 ore

Se non vogliamo rinunciare all’intercapedine con la lana di roccia, che ci impone una spesa maggiore e anche complicazioni di posa (ma una volta fatta è fatta!) allora dobbiamo posare un freno al vapore prima della lana di roccia. Il pacchetto così inventato sarà protetto dai guai della condensa interstiziale.

La stratigrafia diventa allora:

calcio silicato 6 freno al vapore lana di roccia 4 036 19 15sf Isolare dallinterno, altri ragionamenti

 aspettiamo commenti e buone proposte!

 

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La certificazione non serve a niente

 Ho letto oggi:

Rincara la dose Gaetano Fasano dell’Enea, secondo il quale “La certificazione così com’è non serve a niente. In Piemonte, ad esempio, da un controllo è risultato che il 50% delle certificazioni è finto. Noi siamo avanti sulla carta ma non nel concreto. Abbiamo una normativa avanzata, ma quando dalle parole passiamo ai fatti nascono i primi problemi. Si dovrebbe introdurre il meccanismo del risultato garantito: il contratto viene rispettato se a opera conclusa gli indici di efficienza energetica sono veramente cresciuti come previsto in fase di progettazione e come richiesto dalla legge.

Non sono molti infatti i professionisti in grado di seguire sia la progettazione integrata che l’esecuzione in cantiere con competenze sia per quanto riguarda la parte strutturale di un edificio che per la parte relativa agli infissi o alla componentistica.

 

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Spessore del cappotto

 A volte mi viene chiesto di consigliare lo spessore del cappotto. 

Meglio isolare di più che di meno può sembrare una risposta buona per tutte le occasioni, invece prima di rispondere è meglio capire di che forma e di che grandezza sia l’edificio da coibentare.

Perchè la forma ha tanta importanza?

Perchè il rapporto tra la superficie disperdente ed il volume riscaldato è un valore importante: non è un concetto difficile: Si raffredda più in fretta una grossa patata bollente o una piccola patata bollente? Con la stessa pelle, la patata di piccole dimensioni è presto a temperatura ambiente, la grossa patata conserva invece a lungo l’energia accumulata.

rapporto superficie volume 499x364 Spessore del cappotto

Idem per la piccola casetta se confrontata con un grosso condominio o un grattacelo.

Nella casetta singola il rapporto S/V è alto e necessiterà di un’isolamento molto maggiore per raggiungere buone prestazioni energetiche.

 

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Ermeticità all’aria

 Scrivo questo articolo dopo aver ricevuto un commento al precedente "Ermeticità all’aria dei serramenti" da parte dell’Ing. Giandonato Disanto. Il commento terminava così: " i serramentisti producono serramenti a tenuta stagna e non si rendono conto delle conseguenze". Qui trovate il commento per intero.

 tenuta allaria serramento Ermeticità allaria

Il cammino verso il risparmio energetico inizia spesso dalla sostituzione dei serramenti e in alcuni casi prosegue con interventi di isolamento dell’involucro, con interventi sugli impianti e (quasi mai) con la progettazione dell’impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore. Questa è la situazione di oggi, sicuramente evolverà.

isolamento esterno

Una volta sigillato l’edificio con i nuovi serramenti le dispersioni sono senz’altro più basse, ma la mancanza dei vecchi spifferi provoca anche un abbassamento della qualità dell’aria. Arieggiare gli ambienti diventa non solo buona regola, diventa necessità assoluta. Di come arieggiare intelligentemente ho già scritto in un precedente articolo che consiglio di rileggere.

La formazione di condense e muffe nelle zone fredde degli ambienti, di cattivi odori, le liti tra proprietari ed inquilini e le malattie per assenza di ricambio continuo e costante dell’aria interna sono indice che la buona ventilazione dei locali spesso è inattuabile per svariati motivi oppure sottovalutata (non scendiamo nel campo degli ambienti pubblici e di ristorazione dove ci sarebbe altrettanto, o peggio, da dire).

Il ricambio d’aria di tot volumi ogni ora è assolutamente necessario! Ma perchè ci troviamo a questo punto? per mancanza di informazione, credo! 

La finestra con il vetrocamera che chiude bene è entrata nelle idee di chiunque e così anche un pannello sul tetto che scalda l’acqua (a volte confuso con quello fotovoltaico, ma ora non ci importa approfondire la confusione), mentre è più che sconosciuto l’impianto di ventilazione meccanica controllata, la vmc. Di conseguenza anche i benefici e i motivi per cui l’installazione sarebbe indispensabile sono lontani dalle idee comuni.

A dispetto di questa non conoscenza, la vmc è un marchingegno che recupera energia: l’energia che possediamo già in casa, la prima vera energia alternativa (già disponibile), quella che gettiamo dalla finestra!

Il recupero del calore è la forma più immediata di risparmio energetico, ma se è chiaro che raccogliendo la plastica la si può riciclare, non è conosciuto che dell’aria calda della casa possiamo recuperare il calore.

Tornando al commento dell’Igegnere, …è tutto esatto, condivido! Però non chiediamo ai serramentisti di produrre finestre non a tenuta. Non sono loro che non si rendono conto delle conseguenze! E’ il progettista che deve aiutare il committente a capire o come spesso accade è il committente che deve richiedere la vmc a gran voce e con sicurezza al suo progettista. La vmc non è un di più, non è un lusso alla moda.

Di cosa l’uomo non può fare veramente a meno? Dell’aria! Diamole la precedenza su tutto!

Foto di case di paglia, dalle fondamenta al tetto

 Grazie a Max Vittrup Jensen, Central Co-ordinator at European Straw Bale Gathering 2011 (Czech Republic), un bel po’ di foto per chi è incuriosito dalle case di paglia:

fondazione per case in paglia 500x375 Foto di case di paglia, dalle fondamenta al tetto

tetto per casa in paglia 500x375 Foto di case di paglia, dalle fondamenta al tetto

Links to photos of the European Strawbale Building Gathering hosted by PermaLot Centre of Natural building in Czech Republic + Big Bale Building Basics workshop:

ESBG 2011 Tour:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/01ESBG2011Tour?authuser=0&feat=directlink
ESBG 2011 Site:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/02ESBG2011Site?authuser=0&feat=directlink
ESBG 2011 Workshops:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/03ESBG2011WorkshopDay?authuser=0&feat=directlink
ESBG 2011 World Cafe:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/04ESBGWorldCafe?authuser=0&feat=directlink
ESBG 2011 Open Space:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/05ESBG2011OpenSpace?authuser=0&feat=directlink
ESBG 2011 Conference:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/06ESBG2011Conference?authuser=0&feat=directlink
ESBG 2011 Concert:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/07ESBG2011Concert?authuser=0&feat=directlink
ESBG 2011 E-Cohabitat:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/08ESBG2011ECohabitat?authuser=0&feat=directlink
ESBG 2011 Final Circle:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/09ESBG2011FinalCircle?authuser=0&feat=directlink
ESBG 2011 Bus stop:
https://picasaweb.google.com/112858560129060707100/10ESBG2011BusStop?authuser=0&feat=directlink

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BBBB1: Foundation and bottom plate:
https://picasaweb.google.com/permamax/BBBB1FoundationAndBottomPlate?authuser=0&feat=directlink
BBBB2: Big Bale Building Basics:
https://picasaweb.google.com/permamax/BBBB2BigBaleBuildingBasics?authuser=0&feat=directlink
BBBB3: Roof:
https://picasaweb.google.com/permamax/BBBB3Roof?authuser=0&feat=directlink
BBBB4: Plastering:
https://picasaweb.google.com/permamax/BBBB4Plastering?authuser=0&feat=directlink
BBBB5: Other Educational shots:
https://picasaweb.google.com/permamax/BBBB5OtherEducationShots?authuser=0&feat=directlink
BBBB6: PermaLot shots:
https://picasaweb.google.com/permamax/BBBB6PermaLotShots?authuser=0&feat=directlink
BBBB7: Equipment:
https://picasaweb.google.com/permamax/BBBB7Equipment?authuser=0&feat=directlink
BBBB8: Day off:
https://picasaweb.google.com/permamax/BBBB8DayOff?authuser=0&feat=directlink
BBBB9: Social:
https://picasaweb.google.com/permamax/BBBB9Social?authuser=0&feat=directlink

 Chi vuole aggiungere links è il benvenuto! La curiosità è infinita

 

La finestra pronta in cantiere

I serramenti sono sinonimo di trasparenza. Ma ammettiamolo! si può dire tutto ma non che sia trasparente il cammino fino al serramento montato!

Tra i problemi all’arrivo dei telai, delle incomprensioni sulle quote da rispettare nella posa, dalle indicazioni di fissaggio, di riempimento e nastratura fino al montaggio del serramento al falso telaio, alla sigillatura e il tipo di schiuma da utilizzare bisogna ammettere che il più delle volte i passaggi per arrivare alla consegna del serramento montato sono un insieme di compromessi: compromessi di cantiere li vorrei chiamare. 

Tanti sono gli artigiani che intervengono nei vari passaggi che torna valido il detto "troppi cuochi intorno al fuoco guastano la cucina". 

Telaio, isolamento, imbotte, fissaggio, sigillatura, tenuta all’aria all’acqua e al vento: la finestra è il risultato di molte fasi di lavorazione e ogni fase è un potenziale errore. 

Ci vorrebbe una finestra pronta, pronta ad evitare gli errori, una finestra "da gettare nel muro":

finestra pronta per casa passiva

Un insieme di lavori di precisione che rispettano i collegamenti di tenuta e l’isolamento alla muratura, senza intralcio in cantiere e ore di preparazione e coordinazione.

finestra pronta per casa passiva finestra pronta per casa passiva finestra pronta per casa passiva

 

Posa serramenti senza isolamento spallette

 Dopo anni di indecisione è venuto il momento di sostituire i vecchi serramenti. Inutile aspettare ancora, abbiamo ben compreso che da lì se ne va gran parte del riscaldamento. Un vero spreco. 

nuovi serramenti Posa serramenti senza isolamento spallette

Per ora di isolare l’involucro non se ne parla: il sistema a cappotto è una spesa che adesso non possiamo affrontare. Ma in futuro sarà indispensabile perchè abbiamo i muri esterni da 22cm in mattone pieno.

Abbiamo raccolto un paio di preventivi: in effetti i serramenti in pvc hanno le migliori prestazioni al minor prezzo, addirittura una marca ci offre il triplo vetro al posto del doppio vetro e addirittura ci ha spiegato che isolare l’imbotte che accoglierà i nuovi serramenti ha un’importanza minoritaria e certamente la spesa sarebbe di gran lunga superiore ai vantaggi ottenibili; quindi un’altro risparmio!

triplo vetro al posto del doppio vetro

 

Vediamo un po’ se il venditore di finestre con l’offerta del 3×2 la sa veramente così lunga, o almeno un po’ più lunga di noi "creduloni di isolamento"!

E’ utile isolare l’imbotte oppure son soldi buttati…dalla finestra?  Andiamo a scoprirlo:

La parete esterna, spessore 22cm, ha veramente un basso potere di isolamento, e i vecchi serramenti erano ancora peggiori del muro e non garantivano la tenuta all’aria (presenza di muffa anche sulle spallette).

Questa è la trasmittanza del muro: U = 2,51W/(m² K) come rappresentato qui sotto:

 u parete mattone pieno da 22 cm Posa serramenti senza isolamento spallette

Il potere isolante è proprio scarso e se fuori abbiamo 0°C, la temperatura superficiale interna della parete arriverà appena a 13,5°C: una buona notizia per la muffa, che può contare su temperature veramente adatte a proliferare. Comunque la curva della temperatura e quella di rugiada non si toccano e perciò, anche fino a -2°C è scongiurata la possibilità di condensa interstiziale.

Ma intorno alla finestra cosa succede? La temperatura superficiale mantiene i 13,5°C, già troppo bassi, o scende ancora di più?

 serramento in casa non isolata termografia Posa serramenti senza isolamento spallette

Ce lo dice una termografia: Scende ancora di più! La nuova finestra è posata dove si trovava la vecchia, a filo interno, sopra il davanzale freddo. Le spallette disperdono più facilmente il calore: la distanza tra dentro e fuori (tra caldo e freddo) è ancora più breve!

La superficie interna, quella che contorna tutto il serramento, quanto dista dall’esterno? Solo pochi centimetri: diciamo che appena dopo la cornice esterna saremo solo a 8 o 10 cm.

La distanza tra dentro e fuori è imprecisa e varia, ma per capire cosa succede guardiamo la stratigrafia con spessori così miseri:

u spalletta finestra1 Posa serramenti senza isolamento spallette

la trasmittanza del muro sale fino a U = 3,53W/(m² K) (se il valore sale, è male) e la temperatura superficiale interna della parete intorno al serramento arriverà a soli 10,8°C: splendide notizie per la muffa, che per lunghi periodi conterà su temperature più che favorevoli.

In un paio di inverni ci possiamo trovare in queste condizioni:

muffa alle finestre Posa serramenti senza isolamento spallette

Morale della favola:

  • dal venditore di finestre facciamoci vendere le finestre,
  • ma non facciamoci costruire la casa!

Monitorare i consumi di gas luce e acqua

Ci insegnao che la casa del futuro, quella che consuma poco o nulla, o quella che produce più energia di quanta ne bruci deve avere certe caratteristiche: dev’essere costruita in un certo modo e deve avere certi impianti.  Credo che manchi un dettaglio!

la casa del futuro1 Monitorare i consumi di gas luce e acqua

Chi vivrà nella casa del futuro deve conoscerne e capirne caratteristiche e impianti e poi comportarsi appropriatamente. Anche alla guida di una Golf possiamo ottenere buone prestazioni, comfort e parchi consumi, a patto di guidare con le gomme gonfie, i finestrini chiusi, bagagliaio vuoto, e giù i tre materassi dal portapacchi.

I comportamenti di chi abita e usa la casa sono determinanti per ottenere i bassi consumi e gli alti livelli di comfort previsti dalla progettazione! 

la casa del futuro tetto in paglia 500x749 Monitorare i consumi di gas luce e acqua

Il discorso non vale solo per le case del futuro. Le case del passato devono essere gestite con altrettanta intelligenza e lungimiranza per non essere più dispendiose di quel che già sono!

Mettiamoci all’opera! facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità e capacità per tagliare i consumi:

  • Primo passo: monitoriamo i consumi!

Solo così possiamo accorgerci di come i nostri comportamenti influenzino veramente i costi di gestione della casa!

 Ho preparato un foglio dove potrete annotare le letture del contatore di luce gas e acqua mese per mese

Per utilizzarlo potete scaricarlo qui sotto nel formato che preferite:

foglio per monitorare luce gas acqua foglio per monitorare luce gas acqua

Chi volesse diventare un disobbediente e abbandonare una volta per tutte Microsoft in favore di OpenOffice, software libero e gratuito, può informarsi cliccando qui sotto:

scaricare open-office

e guardando questo stralcio di Report:

 Tra qualche mese, quando avrete annotato diligentemente tutte le letture dei vostri contatori non sentirò più frasi del tipo:

 Anch’io un giorno mi farò una casa tipo casaclima che non consuma niente. Ma quanto consumi di gas? boh non so!

L’anno scorso siamo entrati in casa nuova, pannelli solari e cappotto da 6 e abbiamo consumato come sempre. Ma quanto hai consumato in un inverno? boh non so!

Sto pensando di mettere i pannelli solari così almeno d’estate ho l’acqua calda gratis. Ma quanto gas hai consumato in tutta l’estate? boh non so!

Ho cambiato tutte le lampadine perchè arrivavano bollette da paura, inutilmente. Devo decidermi a cambiare lavatrice e lavastoviglie e prendere qualcosa tipo classe A+. Ma a che temperatura fai i lavaggi? boh non so, li fa la donna che mi tiene la casa! (come quel tipo che prestava la Porsche a suo figlio il sabato e la domenica era in riserva! chi sa perchè?)

Allora, in tema di consumi vi voglio tutti superpreparati!

Avete scaricato il foglio per annotare le letture dei vostri contatori?
Sì, ma è la prima volta che uso un foglio elettronico! grazie

Sì, e con l’occasione ho deciso di passare a openOffice! grazie

Sì, ma con excel! grazie

No, non troverei il tempo per annotare tutto con cura! grazie comunque

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Acqua calda sanitaria e riscaldamento

Una volta ben isolata la casa, le perdite di calore per trasmissione saranno bassissime: il fabbisogno di calore per quanto riguarda il riscaldamento  indica che possiamo installare una caldaia da 6KW!

Ma la caldaia sarebbe abbastanza potente per fornirci anche l’acqua calda sanitaria?

L’acqua, di quanta energia ha bisogno per innalzare la sua temperatura di 1 grado Kelvin?

1,163 Wh/(kgK)

Questo valore è detto calore specifico ( c ) e l’acqua è la sostanza con il più alto calore specifico ( Calore specifico H2O = 1 kcalh/KgC° ).

Se per fare la doccia consumiamo in 5 minuti 50 litri di acqua calda, che vogliamo riscaldata da 10° a 40°C, il calore richiesto lo calcoliamo così:

Q = 50 litri /doccia * 1,163 * 30° Kelvin

ottenendo 1.744 Wh/doccia

e cioè abbiamo bisogno di una energia pari a 1,7 kWh

Nella realtà, quando l’impianto non prevede accumulo di acqua calda sanitaria, la caldaia deve produrla istantaneamente, perciò serve grande potenza istantanea:

10 litri /minuto * 60 minuti * 1,163 * 30° Kalvin = 20.934 Wh e cioè 21 kWh

Inutile lamentarsi, se non vogliamo l’accumulo di acqua calda sanitaria dobbiamo per forza installare una Ferrari! Tutto cambia se l’accumulo è previsto:

accumulo 100 litri per acqua calda sanitaria Acqua calda sanitaria e riscaldamento

installiamo la nuova caldaia da 6KW di potenza e utilizziamola per riscaldare i 100 litri dell’accumulo da 10° a 60°C:

100 litri * 1,163 * 50° Kalvin = 5.815 Wh  e cioè  5,8 kWh

In poco meno di un’ora l’accumulo è in temperatura e l’interruzione del riscaldamento di un’ora è praticamente impercettibile in una casa ben isolata e riscaldata a bassa temeratura.

E installando un impianto solare si alleggerisce ancora di più il lavoro della caldaia.

L’alternativa potrebbe essere riscaldare istantaneamente l’acqua della doccia con l’elettricità:

acs istantanea doccia Acqua calda sanitaria e riscaldamento

ma chi dispone in casa di 8.5kW~220V~40Amp per produrre 4 - 5 - 6 litri di acqua calda al minuto, a seconda della temperatura di mandata?

accumulo acs e solare con vmc Acqua calda sanitaria e riscaldamento

In conclusione, prevedendo un accumulo di acs e, ancor meglio, integrando l’impianto con il solare, possiamo permetterci una caldaia con bassa potenza:

Non devo più allacciarmi alla linea del gas: un piccolo passo verso la libertà.

Ma sono sicuro di aver fatto un buon ragionamento?

  • stop alle bollette del gas
  • stop ai fumi
  • stop ai controlli dei fumi
  • stop al pagamento dei bollini verdi
  • stop ai controlli annuali
  • stop alla richiesta di allacciamento alla linea del gas
  • stop alla linea del gas nella nostra proprietà
  • stop (se siamo ancora in tempo) alla costruzione della canna fumaria

Sembra veramente una piccola vittoria.

Ma sono sicuro di aver fatto un buon ragionamento?

Per farmi la doccia con acqua riscaldata dal sole (in parte) e togliermi il gas di torno, mi sono avventurato

  • nell’acquisto di una costosa pompa di calore
  • nell’acquisto di un accumulo per acs
  • nell’acquisto di un impianto solare termico per non spremere in continuazione la pompa di calore
  • in una bolletta elettrica più slata

Ma quanto mi sta costando ogni doccia che faccio?

Forse la solita caldaietta istantanea da 26KW da 1.600euro non era poi una scelta tanto stupida.


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto:

studio termico marco de pinto logo500 Acqua calda sanitaria e riscaldamento

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Il legno fa bene alla salute. C’era qualche dubbio?

La scelta di arredare degli interni in legno può avere effetti positivi sulla salute. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Istituto per la Diagnosi Non Invasiva del Centro di Ricerca austriaco Joanneum. In uno studio pilota durato un anno all’interno di una scuola si è potuto mostrare che in uno spazio arredato con il legno il cuore batte addirittura più lentamente e con un livello di stress inferiore è tutelato meglio dai rischi.

legno 3 Il legno fa bene alla salute. Cera qualche dubbio?

"Finora la ricerca si è concentrata sull’effetto del clima interno, aria, rumore, luce, colore, ergonomia e disposizione della mobilia. Volevamo scoprire in quale misura incide il materiale" ha dichiearato il capofila Maximilian Moser.

Gli studiosi hanno confrontato e monitorato con mini apparecchi per elettrocardiogramma due classi di studenti. La prima aula era arredata con pareti, pavimenti, coperture e rivestimenti in legno, l’altra con linoleum e pareti in cartongesso.

Tra i due gruppi si sono evidenziate differenze evidenti. Gli studenti nella classe arredata in legno hanno mostrato un battito cardiaco più rilassato, con 6 battiti al minuto in meno rispetto all’altra classe.
Un segnale che mostra come la presenza del legno svolga un azione calmante, antistress sul sistema circolatorio. Diversi studi internazionali mostrano come una frequenza cardiaca inferiore corrisponda ad un’aspettativa di vita superiore.

Il perché di questo effetto sulla salute degli ambienti non è ancora stato spiegato esaurientemente. Moser suppone che la presenza di oli essenziali, così come la qualità della luce possano giocare a favore. Potrebbero però anche essere le qualità stesse dei materiali naturali. "Il legno si carica meno da un punto di vista elettrostatico, quindi permangono gli ioni negativi che influenzano positivamente la salute".
Studi preliminari hanno dimostrato che il solo fatto visivo non ha alcuna influenza, dal momento che i pannelli in finto-legno non hanno fatto emergere effetti paragonabili.

  

Un cappotto di grosso spessore o 1 cm di Aerogel ?

Sarà l’autunno alle porte o un settembre con temperature estive, ma sembra questa la domanda del mese!

Già in un precedente articolo, "Ragionare sull’isolamento interno", ho scritto qualcosa di questi materassini in aerogel nanoporoso rinforzato con fibre, proprio perchè in assoluto offrono veramente prestazioni considerevoli.

Allora decidiamo di migliorare le qualità isolanti di una vecchia muratura in mattone pieno che allo stato di fatto ha un valore di trasmittanza pari a probabilmente U = 2,05 W/(m2K) (questa è l’energia che attraversa la parete).

Facciamo posare 1cm di Aerogel Spaceloft:

 spaceloft 1cm Un cappotto di grosso spessore o 1 cm di Aerogel ?

Cosa abbiamo ottenuto? Un notevole miglioramento: U = 0,83 W/(m2K). Un bel salto dal vecchio 2,05 !

Pensate che con 20°C all’interno e -10°C all’esterno la temperatura superficiale interna della parete è salita a 16.8°C. Prima, la vecchia parete raggiungeva sulla superficie interna solo 12°C.

Sicuramente meglio che ritinteggiare. Però abbiamo speso una bella cifra e non abbiamo raggiunto un ottimo valore di isolamento.

Con lo stesso investimento, ad occhio e croce, euro più euro meno, credo meno, possiamo invece permetterci un grosso spessore di eps (non certo frutto di nanotecnologie…. ma comunque esegue il suo compito!)

 eps 20cm1 500x189 Un cappotto di grosso spessore o 1 cm di Aerogel ?

Con 20cm di eps otteniamo una trasmittanza di U = 0,18 W/(m2K)

Sicuramente meglio!

In conclusione: i materiali speciali usiamoli in casi speciali!

  • Se non posso ingrossare una parete, usiamoli!
  • Se non voglio chiudere troppo il foro finestra isolando le spallette, usiamoli!
  • Se in facciata ho un fregio da conservare o non voglio annegarlo nell’isolamento, usiamoli

Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire?

 Decidere un intervento di isolamento è senz’altro difficile. Una casa che non ha un sistema di isolamento esterno sicuramente è anche bisognosa di tanti altri interventi: dai serramenti all’impianto di riscaldamento, alla ventilazione. Il proprietario di casa si trova davanti ad una spesa enorme da affrontare. Spesso è così alta che rinuncia a qualsiasi intervento o resta smarrito tra le diverse opzioni che gli vengono offerte.

Ma in questo articolo parliamo solo di isolamento esterno e lasciamo da parte tutti gli altri temi.

E’ comune fissarsi come obiettivo far realizzare il così detto cappotto esterno; si è ben compresa l’utilità dell’intervento e si è deciso per il sì, "sì facciamolo!".

cappotto in eps

Appena presa questa decisione subito altre scelte si presentano sul tavolo: materiale? spessore? finitura

In questo articolo pensiamo solo allo spessore! Di quanti centimetri faremo il cappotto? I catastrofisti come me diranno da 24cm! altri diranno che va bene da 5cm. Entrambi, il catastrofista e tutti gli altri, hanno ragione! Perchè?

 Prendiamo a titolo di esempio un sistema a cappotto in EPS, Polistirene espanso sinterizzato (il polistirolo), ottime prestazioni contro il freddo con il minimo investimento.

Le dispersioni delle pareti già si dimezzano con soli 2/3cm di eps : sono i primi centimetri di isolante che cambiano drasticamente il grado di isolamento (è il primo maglione che ci tiene caldi, non il ventiquattresimo uno sopra all’altro!).

Solitamente le vecchie pareti esterne sono costituite di forati o mattoni pieni forse con una intercapedine vuota: la loro trasmittanza termica, ignorando tutti i ponti termici lineari e geometrici, è probabilmente pari a

2,05 W/(m2K)

questa è l’energia che attraversa la parete, cioè quanti Watt di energia vengono ceduti attraverso 1 metro quadro di parete per una differenza di temperatura di 1 grado Kelvin tra dentro e fuori.

La trasmittanza termica delle pareti U = 2,05 W/(m2K) scende della metà con soli 30mm di eps: sembra un ottimo punto di arrivo! o no?

stratigrafia eps 3 cm di spessore

Legenda: 1 intonaco calce cemento, 2 mattone pieno, 3 intonaco calce cemento, 4 isolamento, 5 finitura

Adesso facciamo i catstrofisti e calcoliamo la trasmittanza che otteniamo con 20cm di eps (quasi 7 volte lo spessore di prima):

con eps spessore 20cm otteniamo una trasmittanza U=0,18 W/(m2K)

stratigrafia eps 20 cm di spessore

 E’ un’ottima prestazione U=0,18 W/(m2K), ma per capirci, una casa passiva ha normalmente un valore U pari alla metà !

Non andiamo fuori tema! I 3 cm di EPS ci cambiano la casa, ma i 20 cm ci stravolgono la casa: la trasmittanza dell’involucro è scesa del 90%.

Allora che altre riflessioni possiamo fare?

La spesa per la realizzazione di un cappotto esterno non è data dalla quantità di spessore di polistirolo, ma è piuttosto la somma delle voci più rilevanti :

  • ponteggio,
  • preparazione del fondo,
  • incollaggio,
  • tassellatura,
  • rasatura e armatura,
  • finitura esterna.

Tutte queste lavorazioni sono da pagarsi sia che scegliamo lastre isolanti da 3cm che da 20cm.
In altri casi la valutazione si fà ben più complicata: commissionando un isolamento in fibra di legno, devo tener conto che ogni centimetro di spessore di fibra in più ha forte peso sul costo totale !

in conclusione?

meglio far meglio!

La finestra con eccellenti proprietà di isolamento può essere in alluminio

 Per me la finestra è uno degli elementi più interessanti di un edificio. Ci guardo attraverso, ma la vedo, la guardo, la ispeziono, la ammiro. Per me le finestre sono oggetti tecnologici, oggetti di design, qualcosa di perfetto come un orologio che vivo e uso quotidianamente, forse più di una parete o di un mobile.

Anche le auto devono buona parte della loro bellezza alle trasparenze; per me è così anche in una casa.

peugeot bb1 La finestra con eccellenti proprietà di isolamento può essere in alluminio

Non la tiro per le lunghe: le mie finestre preferite sono in alluminio! perchè sono perfette. Certo bisogna scegliere bene.

finestre in alluminio La finestra con eccellenti proprietà di isolamento può essere in alluminio

Comunque, visto che negli ambienti CasaClima si usa non parlarne nemmeno perchè prestazionalmente superate da altri prodotti (tradizionali e non: legno e pvc) voglio segnalare che anche una casa passiva si può chiudere con finestre in alluminio, e senza rinunciare alle prestazioni:

  • Uw di 0,79 W/m²K  (cioè la finsetra intera)
  • Uf di 1,0 W/m²K       (il solo telaio!)
serramenti per casa passiva

Allora, scegliamo quello che ci piace, e diamo un’occhiata anche alle prestazioni!

finestra per casa passiva

 

Serramenti in legno, azienda familiare

 L’impresa di famiglia è ancora un’impresa che trova il suo spazio. Esiste perchè offre qualcosa di diverso dalla produzione dei grandi marchi super conosciuti e iper pubblicizzati. Magari asseconda meglio le richieste dei committenti oppure si offre per trovare soluzioni, come le chiamo io, "fuori catalogo".

serramenti in legno Serramenti in legno, azienda familiare

Ecco, in tre parole abbiamo elogiato il modo di produrre e capito perchè ancora oggi piccole aziende riescano a lavorare nello stesso campo di giganti del serramento. Ma oltre ad un serramento così speciale possono garantire una posa a regola d’arte?

Se il valore Uw (la trasmittanza termica della finestra intera, vetro+telaio) del nostro serramento è buono, e naturalmente rientra nei nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle così dette chiusure apribili, perchè rischiare di rovinare tutto il lavoro con una posizione del serramento non corretta oppure con un montaggio non perfetto?

Se è vero che nella vita non si smette mai d’imparare, adesso è ora di tornare a scuola.

A Bolzano l’Agenzia CasaClima non appiccica solo targhette classe A+, fa anche formazione, buona formazione!

casaclima a 125x94 Serramenti in legno, azienda familiare

Allora coraggio, non è mai troppo tardi!

CasaClima offre un percorso formativo a due tappe sulla posa in opera dei serramenti. Si rivolge a aziende che producono serramenti (titolare, ufficio tecnico, posatori) e aziende che offrono il servizio di posa in opera, rivenditori di serramenti, progettisti.

corso qualita casaclima nella posa del serramento2 Serramenti in legno, azienda familiare

Per cominciare iscriviamo uno dei posatori dell’azienda entro il 25 ottobre 2011 al

e poi entro il 17 novembre 2011 al

 Sarà in futuro il posatore stesso ad insegnare tutto quello che ha imparato ai suoi colleghi e il servizio di posa offerto dall’azienda crescerà in qualità.

Se l’azienda è in vena di futuro e ama ciò che fa potrebbe anche pensare di fregiarsi di un marchio sempre più conosciuto e importante. Un buon investimento per i prossimi anni!

Il Corso "Finestra Qualità CasaClima" illustra in modo dettagliato il marchio, spiega come si deve preparare la documentazione necessaria, e come utilizzarlo nei propri programmi di comunicazione, di marketing e pubblicità.

corso finestra qualita casaclima Serramenti in legno, azienda familiare

Consiglio al più appassionato in azienda di iscriversi  entro il 24 ottobre 2011 al

 Naturalmente partecipare ai corsi è un impegno economico e di tempo, ma l’alternativa qual’è?

Se facciamo come abbiamo sempre fatto, otterremo quello che abbiamo sempre ottenuto!

L’Agenzia CasaClima offre agli iscritti dei collegi geometri italiani, non so perchè, sconti sulle quote d’iscrizione ai corsi.

Dormire a Bolzano è molto costoso? Ma và..

ostello della gioventu di bolzano1 Serramenti in legno, azienda familiare

prenotate per tempo ci sono anche camere singole!

Dedico questo articolo a Adelia

degaspari serramenti1 Serramenti in legno, azienda familiare

 Con il tempo si può anche sognare di diventare Partner CasaClima

 

Troppa umidità in casa?

 Troppa umidità in casa? Abbiamo avuto anche la muffa in alcuni punti? L’aria ha un profumo che non ci piace?

Iniziamo a monitorare l’umidità con un igrometro! Questo ci può aiutare a

  • migliorare i nostri comportamenti
  • capire in quali momenti arieggiare gli ambienti
  • come fare una corretta ventilazione per smaltire l’umidità più in fretta
  • imparare a non produrne troppa

Con il tempo saremo meno maldestri in casa, e più coscienti.

Per far ciò l’esperto casaclima consiglia che ogni componente il nucleo familiare abbia sempre con sè un igrometro professionale come questo:

igrometro-professionale per misurare umidità in casa

Naturalmente stavo scherzando! Certo, lo strumento è molto preciso e veloce (1 secondo per avere la corretta misurazione), (vuoi acquistarlo?), ma anche un igrometro digitale basta e avanza al nostro scopo!

Eccone uno affidabile (vuoi acquistarlo?):

igrometro per tenere sotto controllo Temperatura e Umidità degli ambienti

 Non lamentiamoci della nostra casa fino a che non avremo fatto tutto ciò che è nelle nostre possibilità per farla funzionare al meglio!

Lasciamo in pace l’architetto, non telefoniamo all’impiantista, non disturbiamo il serramentista… concentriamoci sugli errori che ripetiamo ogni giorno! confessiamoceli!

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Le finestre le monto con la schiuma. Schiuma per serramenti?

 Spesso in cantiere, proprio sul più bello, quando arriva il giorno del montaggio dei serramenti nuovi, ci si mette a discutere su quale schiuma usare.

per il montaggio dei serramenti Le finestre le monto con la schiuma. Schiuma per serramenti?

Alla mia pretesa di usare una schiuma elastica fioccano i malumori tra i montatori: <<ma vann bene tutte le schiume>>, <<ma quelle che dice lei non si trovano in magazzino>>, <<usiamo sempre questa che va benissimo>> e altri commenti circolano tra i presenti.

Io ripeto che è bene usare una schiuma poliuretanica per finestre con elevata elasticità: il riempimento, la sigillatura e l’isolamento di fughe, grazie all’ elasticità superiore al 30% della schiuma giusta assorbono in modo più efficace i movimenti degli elementi strutturali su calcestruzzo, muratura, pietra, intonaco, legno, fibrocemento, metallo e su numerose materie plastiche (polistirolo, poliuretano espanso rigido, poliestere, PVC duro). E’ proprio l’elasticità della schiuma a garantire anni e anni di buon funzionamento del serramento!

schiuma per serramenti 1 Le finestre le monto con la schiuma. Schiuma per serramenti?

schiuma per serramenti 2 Le finestre le monto con la schiuma. Schiuma per serramenti?

Ora, senza indicarvi marche introvabili di ottime schiume elastiche come la Illbruck Fensterschaum, vi segnalo una schiuma per serramento elastica di una marca che ognuno conosce:

schiuma serramento elastica Le finestre le monto con la schiuma. Schiuma per serramenti?

così la smettiamo di dire che non si trovano.

 

Certificati o targhette CasaClima, costi di certificazione

 targhetta casaclima b copia Certificati o targhette CasaClima, costi di certificazione

Informandosi qua e là, in genere si raccolgono queste informazioni:

I costi applicati dall’Agenzia CasaClima ammontano a 840,00 € per la certificazione energetica degli edifici di classe B e C (edifici con superficie netta per piano fino a 500 mq). Per le classi A e Gold, i costi di certificazione salgono a 1.200,00 €. La certificazione da parte dell’Agenzia CasaClima è invece gratuita nel caso di edifici di nuova costruzione.

certificato casaclima1 Certificati o targhette CasaClima, costi di certificazione

Si devono aggiungere circa 1.800,00 € per il calcolo CasaClima da parte di un tecnico, nonché per l’adeguamento degli elaborati progettuali (dettagli costruttivi e altro), per i calcoli particolareggiati e per la foto-documentazione.

controllo di processo di certificazione-casaclima

Personalmente non riesco a credere che un tecnico riesca, dietro un corrispettivo di  soli 1.800,00 €, a far fronte all’enorme richiesta di documentazione, a partire da quella fotografica che può esigere un fiume di ore tra l’andare in cantiere al momento giusto, scegliere le foto, numerarle e nominarle, riferirle, inviarle e documentarle, (tutto a scadenze regolari): eccone un esempio.

Bisogna infine mettere in conto anche i costi per il test di tenuta all’aria o “blower-door-test” (obbligatorio per tutte le nuove costruzioni) e quelli per il calcolo di eventuali ponti termici.

Da tenere presente che l’intenzione di ottenere assolutamente la targhetta deve esserci subito e non strada facendo! CasaClima chiede di presentare tutta la documentazione prima dell’inizio dei lavori.

controllo di progetto per processo di certificazione-casaclima
Per tenere sotto controllo i costi connessi alla certificazione e ai relativi calcoli, è bene richiedere sempre un preventivo scritto.

Ragionare sull’isolamento interno

 Isolare dall’interno è una via che preferisco evitare, ma sempre più spesso è l’unica via: vincoli, spazi, problemi di confine, riqualificazione di solamente una porzione di edificio e altri motivi ci lasciano poca scelta o anzi nessuna alternativa!

isolare-dall interno

E’ logico che isolando il nostro edificio dall’interno, tutto ciò che sta fuori dall’isolamento perderà temperatura: tutte le pareti perimetrali non saranno più calde grazie alla dispersione del calore interno e i fenomeni di condensa saranno più frequenti.

Ma in questo articolo non voglio riflettere su come diminuire il passaggio di vapore acqueo nella stratigrafia o su che materiali mi possono aiutare a ottenere un involucro interno con elevata igroscopicità o come moderare la produzione di umidità interna, voglio ragionare su come e con cosa coibentare le zone difficili!

Quando andiamo ad isolare dall’interno non è sufficiente guardare la facciata da dentro, prendere le misure e posare l’isolante. Devo anche pensare a come neutralizzare tutti i ponti termini che non riesco a neutralizzare: le tramezze collegate alla parete esterna e i solai principalmente. E’ vero che troviamo in commercio elementi a cuneo espressamente di tale forma per "addolcire" il ponte termico non corretto, ma a quale committente piacciono questi cunei? chi li vuole in casa? è quasi meglio un "dente"!

cunei in calcio silicato Ragionare sullisolamento interno

Perchè non proporre alla committenza di posare dall’esterno un isolante ad alte prestazioni proprio in corrispondenza dei solai. I solai che sarebbero divenuti forti ponti termici lineari potrebbero invece trasformarsi in potenti accumulatori di energia. L’intervento diventa un elemento architettonico: un marcapiano.

Esistono materassini in aerogel nanoporoso rinforzato con fibre che offrono prestazioni considerevoli:

Conducibilità termica dichiarata (λ90/90) [EN12667] 0,014 W/mK
Fattore diffusione vapore (μ) [EN12572] 5÷5,5
intonacabili a calce mantenendo altissima traspirabilità.

 materassino in aerogel

Approfondimento: Si parla molto ultimamente dell’impatto sulla salute dei nanomateriali, e tra i molti studi clinici condotti negli ultimi anni figurano approfondite ricerche sugli effetti delle polveri di silice.

 

Tanti modi per usare il vetro cellulare, anche nel risanamento.

 Quante volte assistiamo (impotenti) a riunioni dove l’argomento principale è come risanare il piede della casa?

In presenza di umidità o di risalita capillare spesso la via più riconosciuta è scavare un po’, arrivare più in basso possibile, trattare la superficie esterna della parete contro terra con qualche prodotto impermeabilizzante, richiudere e sperare che il lavoro porti beneficio alla casa.

Se mi si chiede un consiglio io parlo sempre (senza stufarmi mai) di drenaggio perimetrale. Non scendo in dettagli, magari lo farò in un articolo dedicato.

Ma già che abbiamo toccato l’argomento drenaggio, perchè non riflettiamo sull’uso del vetro cellulare in granuli?

Se abbiamo problemi al piede della casa e abbiamo deciso di intervenire con uno scavo per poi fare ciò che abbiamo letto all’inizio, nello spazio dello scavo si potrebbe pensare al ri-riempimento anzichè con terra, con vetro cellulare! Nello scavo poseremo una guaina in geotessuto che ci possa garantire la separazione nel tempo tra granulato e terra circostante. Non solo stiamo garantendo maggior drenaggio al perimetro dell’edificio, ma stiamo anche isolando meglio la parete contro terra. Nel caso di un seminterrato il benficio interno sarà apprezzabile. 

Sulla superficie della parete possiamo anche pensare di stendere una guaina bugnata anzichè impermeabilizzare.

Raccontateci le vostre esperienze! soprattutto se risolutive!

Scelta dei rivestimenti murali (la finitura del cappotto)

 In un vecchio articolo cercavo di spiegare perchè le facciate delle case possono diventare verdi: "Le facciate diventano verdi?"

Se siamo nella fase di scelta del sistema a cappotto per l’isolamento dell’involucro esterno siamo anche costretti a scegliere il rivestimento murale, che è un rivestimento in pasta, …di finitura!

Vogliamo evitare il più possibile che le facciate inverdiscano?

Allora optiamo per un rivestimento silossanico: questo materiale ha una superficie microporosa, ma idrorepellente. E’ un rivestimento traspirante.

resina silossanica Scelta dei rivestimenti murali (la finitura del cappotto)

Le resine silossaniche

  • resistono alle aggressioni biologiche (quelle dei microorganismi presenti nell’aria e nell’acqua)
  • offrono un’elevata permeabilità al vapore acqueo
  • hanno un bassissimo assorbimento capillare dell’acqua.

Quindi, se scegliamo un rivestimento ai silossani diminuiamo il pericolo che lo sporco portato dalla pioggia si sedimenti nei pori e nei capillari del rivestimento di facciata!

Certo la permeabilità al vapore acqueo non è quella di un rivestimento ai silicati!

Sapete che un valore µ basso è indice di alta permeabilità al vapore (molto traspirante) e una stratigrafia edile dovrebbe aumentare (o almeno non diminuire) la permeabilità al vapore ad ogni strato dall’interno all’esterno.

Allora confrontiamo qualche rivestimento murale per capire meglio le sue doti:

Se avrà un valore µ basso, allora sarà il rivestimento più traspirante!

  • Rivestimento ai silicati: valore µ ?      circa 40
  • Rivestimento ai silossani: valore µ ?  circa 60
  • Rivestimento acrilico: valore µ ?        circa 150

 Ho fatto un po’ di chiarezza? 

E’ possibile raffrescare con la ventilazione meccanica controllata ?

Che le macchine per la ventilazione confortevole con recupero di calore cambino bene l’aria e lo facciano silenziosamente è una conferma che mi riempie di gioia. Sì, non perchè io le venda…, ma perchè ne consiglio l’installazione ogni volta che posso!

vmc E possibile raffrescare con la ventilazione meccanica controllata ?

Oggi, come ogni giorno, ho letto la posta: <<in casa fa un gran caldo!>> Questo mi ha riferito via mail "una intraprendente proprietaria di casa" appena entrata nella sua nuova abitazione. Quattro piani, di cui uno seminterrato. Agosto 2011, temperature esterne tra i 35° e i 39° da molti giorni: in casa fa un gran caldo.

Non mi stupisce che la casa sia calda, ma voglio approfondire il tema perchè la prossima estate lei e tutti gli interessati all’argomento "raffrescamento" possano governare bene le macchine della vmc!

Prima cosa: la vmc non è una batteria di raffrescamento, questo dev’essere chiaro.

Se la casa è già in una situazione di surrriscaldamento, diciamo 30°, dovuti a mancata ombreggiatura delle finestre o molti giorni con temperature esterne sopra i 30°, allora abbiamo 2 sole possibilità per migliorare la situazione di discomfort con le macchine di vmc:

  1. farle funzionare solo quando all’esterno la tempertura è inferiore ai 30° (tutta la notte per esempio) (oppure impostando il programma temperatura che consente di ventilare soltanto in un determinato campo di temperatura, per esempio tra +5°C e +28°C. Al di fuori del campo di temperatura impostato, l’apparecchio si porta automaticamente in modalità di pausa senza ventilazione: dopo un’ora di pausa, autonomamente, una corsa sensore di cinque minuti analizza nuovamente la tempertura.)
  2. farne funzionare una nel piano basso in sola immissione e una in un piano alto in sola espulsione solo quando all’esterno la tempertura è inferiore ai 30° (tutta la notte per esempio): una ventilazione costante in una direzione determinata e definibile. Cosí l’effetto del recupero del calore in questo momento non utile viene bypassato. Presupposto per la ventilazione trasversale è che le porte delle singole stanze rimangano aperte o che vi sia un’apertura sufficientemente ampia tra porte e pavimento (5 - 10 mm) o altri dispositivi adeguati per il ricambio dell’aria tra le stanze o tra i piani.

In conclusione:

  • non possiamo pretendere che la ventilazione meccanica controllata raffreddi l’aria (come a Natale non la riscalderà!), possiamo farla funzionare intelligentemente per mantenere un clima interno molto più piacevole di quello esterno, questo sì!
  • se non avessimo installato la vmc, cosa potremmo fare in estate? durante il giorno potremmo cambiare aria ogni tanto aprendo le finestre, ma facendo anche entrare direttamente i 36° carichi di umidità, polvere e rumore …e durante la notte cosa potremmo fare? spalancare le finestre con gioia di zanzare e ladri!

In qualsiasi caso, far funzionare la ventilazione controllata per un’oretta durante il giorno, magari anche nel momento di temperatura più calda..38°, corrisponde a rinnovare l’aria, abbassare l’umidità, far scendere a livelli salutari la Co2, e immettere aria esterna filtrata da polveri e pollini a temperature ben inferiori ai 38° esterni.

Si contano su qualche dita di una mano le settimane roventi nelle estati italiane! sicuramente,

  • con un po’ di attenzione all’ombreggiatura,
  • un adeguato isolamento del tetto e delle pareti esterne
  • e un uso astuto delle macchine di ventilazione meccanica

otterremo un clima interno invidiabile e senza l’uso dei "dannati" condizionatori!

no air conditioner220 E possibile raffrescare con la ventilazione meccanica controllata ?

Se poi vi viene voglia di piantare un’altro albero in giardino… fatelo! Negli anni a venire farà buona ombra! e fresco.

Letto questo articolo mi è venuta voglia di
rileggere con attenzione le istruzioni della mia vmc

informarmi per installare una vmc

piantare degli alberi nel mio giardino

 

Cambiare o no la vecchia pompa dell’impianto di riscaldamento

 Può essere la pompa del circuito di riscaldamento a salare la bolletta elettrica?

Se la pompa è vecchia sì!

La pompa fa girare l’acqua nel circuito di riscaldamento. Però, se è vecchia, probabilmente è

  • sovradimensionata
  • funziona ininterrottamente
  • tarata al massimo
  • e brucia tanta tanta corrente!

Se la caldaia è moderna inutile preoccuparsi: la pompa di circolazione è già integrata nella caldaia (chiedete di che tipo è e quanto è efficiente se state ancora scegliendo!).

Se tutto l’impianto di riscaldamento è vecchiotto sarebbe una buona idea sostituire la vecchia pompa di circolazione che funzionando sempre alla stessa potenza anche se le richieste di calore calano, per esempio all’intervento delle valvole termostatiche che strozzano il flusso, consumano tanta energia inutilmente.

Ma quando gli interventi da affrontare in casa sono molti: nuovi serramenti, magari l’isolamento del tetto, magari un sistema a cappotto esterno, …allora forse non correrete dall’idraulico per sostituire la vecchia pompa di ricircolo! Se avete deciso di tirare avanti con il vecchio impianto ancora un anno o due, potreste almeno fare un paio di interventi:

  • regolate la pompa di ricircolo su un livello più basso di potenza e vedete se tutti i termosifoni scaldano bene comunque
  • spegnete la pompa di ricircolo quando il riscaldamento è spento durante l’estate (o fatela girare alla potenza più bassa se temete che s’ingrippi!)

Comunque sempre meglio cambiarla una vecchia pompa: da 100Watt potreste anche consumare solo 10Watt, e per tutto il periodo di riscaldamento può fare una bella cifra! Una bella cifra risparmiata!

pompa di ricircolo regolata elettronicamente per lacqua di riscaldamento Cambiare o no la vecchia pompa dellimpianto di riscaldamento

Tra qualche anno presumo che si passerà ad impianti con radiatori che incorporano le mini-pompe decentralizzate: impianti che ragionano sulla richiesta di calore più che sull’offerta!

radiatore due colonne 250x321 Cambiare o no la vecchia pompa dellimpianto di riscaldamento

+

wilo geniax mini pompe montate al posto delle valvole termostatiche sui radiatori1 Cambiare o no la vecchia pompa dellimpianto di riscaldamento

Vuoi saperne di più? leggi qui.

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Come scegliere un impianto solare termico

 Come posso scegliere un impianto solare termico senza capirci un H?

 Come scegliere un impianto solare termico

Facciamo un po’ di luce sull’argomento "solare termico":

Prima cosa: l’accumulo è il vero cuore di un impianto solare termico, è lui che permette di conservare il calore rendendolo disponibile ogni volta che c’è richiesta.
Quindi meglio un accumulo di grandi dimensioni e meglio ancora se stretto e alto perchè migliora la stratificazione termica e dunque l’efficienza dell’impianto.

Anche se vogliamo un impianto solare con integrazione del riscaldamento è necessario un termo accumulo o puffer (il serbatoio termico ad acqua). E’ il puffer che accumula il calore non immediatamente utilizzato.

Sarà poi l’impianto di riscaldamento tradizionale ad intervenire appena la temperatura nel puffer si abbassa troppo.

Quando i sistemi di accumulo combinati servono sia per il riscaldamento che per la produzione di acs, acqua calda sanitaria, scegliamo (sempre!) sistemi di produzione istantanea dell’acqua calda sanitaria (acs) o accumulatori a stratificazione:

  • sistemi istantanei: uno scambiatore di calore produce acs solo se c’è richiesta: da un lato dello scambiatore scorre l’acqua fresca, dall’altro scorre l’acqua calda del serbatoio (i 2 flussi restano separati): non c’è rischio di legionella, il sistema è perfettamente igenico.
  • accumulatori a stratificazione: la naturale disposizione degli strati dell’acqua di temperature diverse permette grazie a prese di diversa altezza di estrarre acqua alla temperatura più adatta: per esempio in basso per il sistema radiante a pavimento ed in alto per acs, acqua calda sanitaria.
accumulatori a stratificazione puffer 499x293 Come scegliere un impianto solare termico

Dobbiamo decidere l’impianto e la sua dimensione? Ricordiamo che il sole è gratuito, ma non lo sono i vari componenti dell’impianto. Quindi, per mantenere un buon rapporto costi benefici, l’impianto solare termico non deve essere troppo grande:

copertura pannello solare termico Come scegliere un impianto solare termico

  • la resa economica dell’investimento per impianti si ha con elevati gradi di utilizzo: quindi gli impianti di piccole dimensioni, con bassi gradi di copertura, vincono sempre!

Cosa si intende per grado di copertura di un impianto solare termico? Per grado di copertura si intende il rapporto tra energia solare fornita dall’impianto ed energia termica necessaria per acs o radiante o entrambi ).

Ti senti un po’ più preparato per decidere quale impianto solare scegliere?
Sì, adesso mi è tutto un po’ più chiaro.

No, credo che mi affiderò ai consigli del mio idraulico di fiducia.

No, dovrò parlarne approfonditamente con un termotecnico.

Sì, ma cercherò senz’altro di informarmi ancora meglio.

 

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Faccio bene a montare le valvole termostatiche?

 Le valvole termostatiche sui radiatori aiutano a diminuire i costi di riscaldamento. Ma come funzionano queste valvole termostatiche? Strozzano la fornitura di calore in eccesso.

Abitualmente abbiamo un generatore di calore, una pompa, e le valvole termostatiche sui radiatori.

Esiste invece un nuovo sistema che chiamerei sistema decentrato di pompaggio.

Come funziona?

Al posto delle valvole termostatiche vengono montate delle mini-pompe a basso consumo proprio sui radiatori:

wilo geniax mini pompe montate al posto delle valvole termostatiche sui radiatori Faccio bene a montare le valvole termostatiche?

Dopo la sostituzione delle valvole termostatiche con le mini-pompe sui radiatori la pompa di riscaldamento centralizzato non è più necessaria. Ogni stanza avrà un dispositivo di controllo e un termostato.

L’impianto di riscaldamento "rinnovato" avrà queste caratteristiche:

  • nuove pompe in miniatura e a bassa rumorosità sui singoli radiatori
  • l’acqua calda riscaldata dal generatore di calore viene convogliata dalle mini-pompe
  • dispositivi di controllo in ogni ambiente
  • -20% sui costi di riscaldamento
  • -50% sui costi di energia elettrica per la distribuzione del calore nella casa

 

La finestra con eccellenti proprietà di isolamento aiuta a ridurre il consumo energetico.

 La finestra con eccellenti proprietà di isolamento aiuta a ridurre il consumo energetico in maniera veramente significativa. Ovviamente le prestazioni aumentano se la posizione del serramento è corretta (attenzione nel momento progettuale!) e se otteniamo un montaggio perfetto.

Pensate che il foro finestra, un tempo il più grande "buco energetico" dell’involucro edilizio, è diventato uno degli elementi più tecnologici e più in evoluzione tra le varie componenti dell’edificio.

Non ha importanza che in tema di serramenti Voi amiate il legno, odiate il pvc, storciate il naso per l’alluminio oppure tutto il contrario! Ogni Vostra preferenza è tenuta in considerazione da vari produttori. Quindi decidete quanto volete investire per serramenti e scegliete con la massima libertà!

Volete quattro bellissimi esempi?  Finestre che possono garantire fino a Uw di 0,73 W/m2K…. siamo nel mondo delle alte prestazioni per davvero: partiamo dal legno o dalla plastica?

Partiamo dal legno, W il verde!  Personalmente non amo la finestra in legno che all’apertura mi sembra un po’ pastosa, preferisco di gran lunga la perfezione dell’alluminio con taglio termico (non il massimo in fatto di prestazioni).   Allora:

  • Finestre in legno ad altissime prestazioni (il legno è La risorsa rinnovabile per eccellenza), e naturalmente doppia camera:

serramenti in legno1 500x749 La finestra con eccellenti proprietà di isolamento aiuta a ridurre il consumo energetico.

  • Finestre in legno con protezione esterna in alluminio, e naturalmente doppia camera:

serramenti in legno e lluminio 500x750 La finestra con eccellenti proprietà di isolamento aiuta a ridurre il consumo energetico. [/caption]

  • Finestre in plastica multi-camera a manutenzione zero, e naturalmente doppia camera:

[caption id="attachment_2190" align="aligncenter" width="500" caption="serramenti-in-pvc"]serramenti in pvc 500x731 La finestra con eccellenti proprietà di isolamento aiuta a ridurre il consumo energetico.

  • Finestre in plastica con rivestimento in alluminio, e sempre doppia camera:

 serramenti in pvc e alluminio 500x749 La finestra con eccellenti proprietà di isolamento aiuta a ridurre il consumo energetico.

Siete ancora indecisi? Parlatene con me! Sono tutto orecchi…

Intanto potete partecipare a questo poll:

Indecisi sui serramenti? Se costassero tutti uguali, quale serramento preferireste?
Sicuramente in legno.

Forse rivestito in alluminio.

Di certo in pvc senza manutenzione.

In pvc ma rivestito esternamente in alluminio.

Preferirei copiare quelli originali.

Quale è il migliore sistema di ventilazione meccanica controllata?

 Il miglior sistema di ventilazione confortevole con recupero del calore è: quello che costa di più!

Può sembrare una facile battuta, ma è una grande verità. Non scendo naturalmente al confronto tra marche diverse guardandone il prezzo: non me lo posso permettere e non ho abbastanza informazioni per arrivare ad una conclusione certa.

Quello che intendo dire con " il sistema migliore è quello più costoso" è che un sistema centralizzato è più efficiente e perfetto (e costoso) di un sistema decentralizzato.

Per capirci meglio, ecco uno schema del sistema di ventilazione meccanica controllata centralizzato:

tag vmc centralizzata Quale è il migliore sistema di ventilazione meccanica controllata?

Ed ecco invece uno schema del sistema di ventilazione meccanica controllata decentralizzato:

 tag vmc decentralizzata Quale è il migliore sistema di ventilazione meccanica controllata?

La differenza tra i due sistemi?

Il "lavaggio" dell’aria si ottiene in modo completo in una casa dove è stato correttamente progettato un completo sistema di ventilazione confortevole e invece è difficile da ottenere se si è installato magari un solo aggregato compatto che in pratica agisce bene solo in un vano della casa. 

E’ fin qui tutto logico, ma prima di non prendere nemmeno in considerazione l’installazione di un apparecchio vmc decentralizzato ricordiamoci di riflettere sugli aspetti più importanti dell’edificio: com’è fatto, chi ci abita?

Come è fatto:

Se è un edificio esistente e si fanno pochi interventi di manutenzione non si può pensare di distruggere la casa per installare un sistema centralizzato con canalizzazioni e tutto il resto. Sarà invece molto possibile effettuare due carotaggi su una parete perimetrale ed installare una vmc decentralizzata che bisogna solamente di una presa di corrente per alimentare i due ventilatori interni (circa 5Watt di potenza assorbita). Meglio se nella posizione più favorevole ai flussi d’aria.

Chi ci abita:

Se chi abita la casa vive la zona soggiorno cucina (magari in open space) molto intensamente come luogo di ritrovo, riunione, piccoli lavori, studio in casa, angolo giochi per i bimbi e in pratica usa la zona notte solamente in alcune ore per il sonno, allora una vmc compatta proprio in quella zona permette una buonissima qualità dell’aria insieme ad un sicuro risparmio sul riscaldamento e certamente una situazione di comfort fino ad allora sconosciuta.

 

In conclusione, si può affermare che se c’è la possibilità è bene installare una ventilazione meccanica controllata, chiamata anche confortevole. La spesa iniziale sembrerà un lusso, una cosa in più: ma vivere con la vmc dimostrerà l’intelligenza della scelta:

  • più comfort
  • meno polvere
  • meno spese per riscaldamento
  • meno umidità interna
  • niente formazioni di muffe
  • meno sofferenze dovute ad allergie (diponibili i filtri antipolline)
  • nessuna concentrazione di vapori di materiali e vernici
  • meno manutenzione rispetto ad un impianto centralizzato
Vi ho convinti? installereste una vmc?
Sì, lo farò già in questa casa.

Sì, lo farò nella prossima nuova casa.

Ne parlerò con il mio progettista e poi deciderò.

No, non sono convinto dell’utilità dell’apparecchio.

Le potenzialità della vmc senza recupero di calore

 Quali sono le potenzialità della ventilazione meccanica controllata, d’ora in poi vmc, senza recupero di calore?

Beh, se non ci interessa tanto recuperare il calore, ma piuttosto vogliamo aria fresca, allora può essere un’idea!

Ecco uno schema di vmc senza recupero di calore:

tag vmc senza recupero di calore Le potenzialità della vmc senza recupero di calore

Analizziamo questo splendido restauro di una casa in granito che sorge a 30 metri dalla spiaggia, in Corsica:

restauro casa in granito in corsica

Tutto il sottotetto è stato reso abitabile: ben 4 piccole unità, che possono ospitare ognuna 2/3persone, occupano l’ultimo piano, illuminato da belle piccole finestre restaurate e dipinte in azzurro glicine.

D’estate il sole batte forte, il clima però è sempre buono, ventilato, non afoso, aria sempre pulita…

Tutto il sottotetto è dotato di estrattori d’aria che restano sempre accesi (quasi silenziosi! quasi, perchè a me da fastidio la ventola di raffreddamento del computer più silenzioso): l’aria, che se fosse tenuta ferma renderebbe piano piano il sottotetto una piccola bolla di calore, e umidità se vissuta (cucinare, lavarsi, dormire, ecc) , è continuamente risucchiata dalle prese rotonde nei punti più elevati vicini al colmo del tetto.

restauro casa in granito in corsica serramenti

Nè le finestre sono ben chiudenti come un serramento prestazionale (non c’è nemmeno una guarnizione) nè le porte in basso chiudono perfettamente, e l’aria che viene espulsa richiama aria nuova dalle fresche scale interne in pietra (originali) attraverso la fuga delle porte o dalle piccole finestre che non chiudono a tenuta o da una delle finestre mantenuta aperta.

restauro casa in granito in corsica

Fatto sta che il risultato è ottimo anche senza test di concentrazione di Co2:

  • nessun odore negli ambienti
  • nessuna sensazione di caldo da zona sottotetto
  • nessuna sensazione di aria troppo umida (anche l’umidità provocata da una doccia sparisce in fretta)
  • nessun surriscaldamento
  • nessuna zanzara nella notte: forse il lento moto dell’aria non permette alle odiose zanzare di localizzare le prede
  • aria fresca dal mare 24ore su 24

 

Ritenuta sui lavori agevolabili 36% o 55%

 Riduzione della ritenuta sui lavori agevolabili 36% o 55%: Manovra correttiva:

ritenuta sui lavori agevolabili

Tra le novità contenute nella c.d. Manovra Correttiva (D.L. 6 luglio 2011, n. 98), si segnala, a partire dal 6 luglio 2011, la riduzione dal 10% al 4% della ritenuta applicabile alle imprese per i lavori che consentono ai clienti di usufruire delle detrazioni del 36% - 55%.

La ritenuta, introdotta dal D.L. n. 78/2010, è applicabile dalle banche/Poste all’atto di accreditamento al beneficiario, sui bonifici bancari/postali, delle spese effettuate per:

  • interventi di recupero del patrimonio edilizio ex art. 1, Legge n. 449/97, per le quali il contribuente beneficia della detrazione IRPEF del 36%;
  • interventi di risparmio energetico ex art. 1, commi da 344 a 347, Legge n. 296/2006 per le quali il contribuente beneficia della detrazione del 55%.

 

Come usare i valori di conducibilità termica dei materiali?

Ogni materiale che scegliamo riporta il "valore dichiarato della conducibilità termica", cioè il lambda λ D (indicato dal produttore). 

lo spessore di ogni materiale della stratigrafia scelta

e

la conducibilità termica lambda λ di ogni materiale scelto

determinano la trasmittanza dell’elemento edile (di una parete per esempio).

tag lambda Come usare i valori di conducibilità termica dei materiali?

Per ottenere un valore reale, usiamo i valori λ di ogni materiale con un peggioramento del 5/10% in modo da non ignorare tutti i fattori che abbassano le buone prestazioni dei materiali coibenti!

Quali sono i fattori che peggiorano la trasmittanza di un elemento edile?

  • tasselli, fori e altri piccoli ponti termici
  • umidità nei materiali
  • imperfezioni nell’aderenza dei pannelli isolanti
  • disomogeneità nella costruzione

 

Risparmi dalla ventilazione meccanica controllata

 Sempre a parlare di energie alternative, …dal sole, dal vento, dalle maree e dal e dal e dal…

Quando impareremo che la prima energia alternativa è il risparmio energetico?

Io fatico sempre a convincere i miei interlocutori, tutti intenti a voler spendere meno, tutti intenti a risparmiare, ma l’energia che possiedono già in casa, la prima vera energia alternativa (già disponibile), la gettano dalla finestra.

Il recupero del calore è proprio la forma più immediata di risparmio energetico: è o non è una energia alternativa?

schema vmc Risparmi dalla ventilazione meccanica controllata

La ventilazione meccanica controllata, la vmc, recupera il calore presente nell’aria da espellere e lo fa con efficienze altissime consumando una minima energia per far girare il ventilatore. Tutto il calore recuperato viene trasferito all’aria nuova che viene immessa in casa.

Questa volta ho evitato di parlare dei benefici del comfort in casa, ho parlato solo di energia risparmiata.

Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

 Il sogno di una casa nuova e ben isolata si sta per avverare. 

tag dimensionare gli impianti in una casa nuova Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

Abbiamo scelto un ottimo sistema a cappotto, per qualità e spessore, abbiamo ordinato un tetto nuovo alla regola dell’arte e ci proteggerà pure dal caldo grazie alle sue ottime doti di sfasamento, i serramenti saranno a doppia camera, sì, triplo vetro! Cosa si può fare di più?

Possiamo chiedere al nostro termotecnico di chiudere il cerchio: NON sovradimensionare gli impianti, Ti imploro!

tag impianti per casaclima Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

Vorremmo un aliante bianco leggerissimo con un’enorme poltrona di finta pelle blu da DC9? e una bici da corsa da 7kg con grosse coperture da cross? 

Abbiamo preparato il progetto della nostra nuova casa come fosse una Formula 1 e adesso ci facciamo installare il motore di un camion?

Ma siam pazzi? come dice qualcuno…

Un’altra cosa: se abbiamo costruito una classe A non possiamo dimensionare gli impianti guardando l’indice energetico! Sarebbe facile ma non avrebbe senso: una casa in classe A di Palermo ha esigenze ben diverse da una casa in classe A di Dobbiaco.

Quindi?

Quindi dobbiamo chiedere al termotecnico di darci il meglio di sè.

tag fabbisogno termico Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

Poniamo che la nostra futura casa in classe A in centro-nord Italia abbia

  • un involucro tanto ben isolato da avere un coefficiente medio di trasmissione intorno a 0,20 W/(m2K), un U medio molto buono!
  • perdite di calore per trasmissione di soli 7.600 KWh/anno
  • perdite di calore per ventilazione di soli 1.400 KWh/anno
  • guadagni di calore per carichi interni di 2.600 KWh/anno
  • guadagni di calore dovuto al sole di 1.600 KWh/anno

il fabbisogno di calore per quanto riguarda il riscaldamento  è pari a (7.600 + 1.400 - 2.600 - 1.600)= 4.800 KWh/anno.

Basso vero? allora non lasciamo installare una caldaia da 24KW come al solito!

E se siamo un po’ decisi, e propensi al rischio, e accettiamo che la natura non si domina, possiamo anche chiedere al termotecnico di installare qualcosa senza considerare proprio le condizioni di carico termico più gravose. Ci metteremo il maglione quei pochi giorni freddissimi, o cucineremo di più!

Temperatura esterna di progetto -5° : significa che gli impianti sono adeguati per farci mantenere i 20° anche a -5° esterni.

 

 

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Perdite di calore per ventilazione

Come si potrebbe calcolare quanto è grande la perdita di calore per ventilazione in una casa?

 Perdite di calore per ventilazione

Quando parlo di ventilazione meccanica controllata io do sempre più importanza ai benefici in termini di qualità di vita in casa piuttosto che molta enfasi ai risparmi ottenibili.

Comunque, sapere quanta energia buttiamo dalla finestra facendo una corretta ventilazione degli ambienti è interessante:

la mia casetta esempio di 100mq è a Padova, zona climatica E, 2383 gradi giorno:

300 metri cubi * 0,5 ricambi/ora * 0,33 W/ora * 24 ore * 2383 gradi giorno

=

2.831 kWh/anno

così possiamo renderci conto che disperdiamo per ventilazione più di 23 kWh/per metro quadro all’anno.

 Perdite di calore per ventilazione

Ricordiamo però che la qualità dell’aria è un argomento ben più importante dei kWh!

 Perdite di calore per ventilazione

 

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Scegliere la migliore posizione del serramento

 Qual’è la posizione corretta di un serramento?

In una casa dove abbiamo deciso di installare tapparelle, oppure scuri, o inferriate, la posizione del serramento non è proprio libera scelta, ma già se per esempio sul lato nord è prevista unicamente la finestra, allora il tema "dove posizionarlo" torna ad essere un argomento interessante.

Se la tendenza di una volta, per svariati motivi, era mettere la linea del serramento più all’interno possibile, oggi bisogna dire che termicamente, il serramento, per svolgere il suo ruolo di chiusura trasparente, dotata di prestazioni isolanti solo fino a qualche tempo fa inimmaginabili, dovrebbe essere posato nell’isolante.

Dunque la posizione corretta sarebbe quella il più possibile all’esterno: proprio nell’isolante! E’ infatti il serramento che, una volta isolata la casa esternamente, chiude i fori.

Per togliersi ogni dubbio basta guardare questa termografia in sezione orizzontale, e tutto sarà chiaro. Poi parliamo anche di ombreggiatura.

serramento posizione posa termografia Scegliere la migliore posizione del serramento

Ombreggiatura delle finestre:

se parliamo solo di prestazioni dell’involucro edilizio non c’è dubbio che il serramento sia corretto posarlo all’esterno, ma dato che in Italia dobbiamo tener conto del caldo estivo quanto del freddo invernale possiamo ribaltare la regola della buona posizione:

arretrando il serramento verso l’interno, è vero che mi costringerà ad isolare tutto l’imbotte, ma in uno spessore di 45cm della muratura esterna posso guadagnare un bel po’ di ombra senza interventi esterni che sono poco adatti alle tradizioni architettoniche italiane.

Allora, sappiamo che il serramento andrebbe posato all’esterno, ma ci sono diverse ragioni per fare quello che non si dovrebbe fare!

Ragioniamoci!

Una finestra si definisce ombreggiata secondo un calcolo che tiene conto della latitudine in cui si trova l’edificio. La norma di riferimento è la UNI EN 832.

Arretrando il serramento in un grosso spessore di muratura isolata andiamo a favorire l’ombreggiatura:

  • sia l’ombreggiatura parziale dovuta ad aggetti orizzontali
angolo formato dallaggetto orizzontale Scegliere la migliore posizione del serramento
  • e sia l’ombreggiatura parziale dovuta ad aggetti verticali
angolo formato dallaggetto verticale Scegliere la migliore posizione del serramento

 

fattore di ombreggiatura parziale dovuto ad aggetti orizzontali ff Scegliere la migliore posizione del serramento

fattore di ombreggiatura parziale dovuto ad aggetti verticali fo Scegliere la migliore posizione del serramento 

Ricordiamo che la schermatura della radiazione solare evita il surriscaldamento degli ambienti interni e quindi le situazioni di discomfort.
Le schermature si distinguono in:

  • orizzontali: le schermature orizzontali sono perfette sulla facciata Sud dell’edificio in quanto impediscono la penetrazione della radiazione nel periodo estivo, consentendolo in quello invernale.
  • verticali: le schermature verticali sono efficaci con ogni orientamento, quando la direzione dei raggi solari forma un angolo di incidenza sufficientemente ampio da impedire la penetrazione dei raggi stessi.
  • esterne: respingono la radiazione solare prima che penetri in ambiente e prima che il vetro si surruscaldi
  • interne: poco poco efficaci.
  • fisse e mobili.

 

Se quello che avete letto Vi è stato utile a capire o risolvere un problema è un buon motivo per offrire un sostegno a questo blog

Posa corretta di nuovi serramenti senza cappotto

 Non tutti possono permettersi un cappotto esterno + serramenti nuovi, ma questo non è un motivo per posare i serramenti in modo sbagliato, o come si è sempre fatto.

Guardiamo questa termografia per capire bene quello che facciamo:

serramento in casa non isolata termografia Posa corretta di nuovi serramenti senza cappotto

spesso è proprio vicino al serramento che il muro esterno mantiene una temperatura superficiale troppo bassa causando condense, e quindi muffa.

muffa alle finestre Posa corretta di nuovi serramenti senza cappotto

Allora cosa possiamo fare prima di installare i serramenti nuovi?

Possiamo comunque prevedere un isolamento dell’imbotte in modo che il calore interno non venga ceduto dalla parete già dopo qualche centimetro (specialmente quando il serramento si trova a filo interno).

Se le spallette saranno isolate, allora il calore, per essere ceduto all’esterno, dovrà attraversare tutti i 30cm della muratura.

Qualche grado sicuramente lo guadagnamo! e forse è proprio quel grado che fa la differenza quando l’umidità è indecisa se condensare, o non condensare!!

Inutile arrendersi alla decisione di non fare il cappotto esterno e di conseguenza non fare nulla di innovativo!

Se posiamo dei serramenti nuovi, allora facciamolo col cuore!

 Posa corretta di nuovi serramenti senza cappotto

Tanto per fare un confronto, ecco la termografia di un serramento ad alte prestazioni con muratura esterna isolata:

serramento in casa passiva termografia Posa corretta di nuovi serramenti senza cappotto

 Dunque, la posa corretta di un serramento deve prevedere l’isolamento delle spallette:

tag posa finestra spallette coibentate sezione orizzontale Posa corretta di nuovi serramenti senza cappotto

Pensavate che evitando il cappotto esterno foste "esonerati" dalla corretta posa del serramento? e perchè mai?

Dopo un investimento come quello dei nuovi serramenti vorreste una posa non corretta? io raglio, ma non sbaglio!

E il davanzale? Anche il davanzale fa parte della buona e corretta posa. Non pensate di usare il vecchio davanzale "passante" da fuori a dentro come base d’appoggio per i nuovi serramenti! Che senso avrebbe avuto ordinare serramenti con taglio termico?

Anche il davanzale dev’essere interrotto, per non rappresentare un ponte termico. Se non è interrotto sarà una via privilegiata per la dispersione del calore, ed essendo certamente di materiale con conducibilità molto più alta rispetto alla muratura, potrà essere una "riga" fredda leggibile dall’interno. Una riga con tendenza alla condensa e dunque ai puntini di muffa.

Facciamo le cose per bene! diamo importanza al dettaglio davanzale! ne guadagneremo negli anni a venire!

Ecco come si dovrebbe preparare il davanzale per la posa dei nuovi serramenti:

tag posa finestra su taglio termico senza cappotto Posa corretta di nuovi serramenti senza cappotto 

 

Nuove finestre: usiamole bene e combatteremo anche la muffa!

  Come usare al meglio le nostre finestre? magari nuove, appena installate, del tipo con trasmittanza ultra bassissima.

tag nuove finestre Nuove finestre: usiamole bene e combatteremo anche la muffa!

Imparare ad usare le finestre non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso e le finestre nuove?

Le finestre non portano solo luce in casa, ci permettono di fare entrare aria fresca al posto di quella interna consumata e viziata.

Abbiamo appena portato in temperatura tutti gli ambienti e adesso dobbiamo cambiare aria? Sì, dobbiamo. La ventilazione è importante, fa uscire l’alta concentrazione di Co2 e insieme anche l’umidità accumulata. D’inverno quando la temperatura è bassa, l’aria nuova che entra è veramente secca e ci aiuta a riportare l’umidità interna a valori più normali.

Meno umidità tratteniamo in casa meno condensa può avvenire.

Come ventilare correttamente gli ambienti:

  • ventilare spesso e mai più di 3 minuti (raffredderete l’aria, ma non i corpi)
  • spalancare le finestre (mai usare l’antaribalta che raffredda l’imbotte della finestra)
  • ripeterlo anche di notte, sì mentre si dorme! ma dai che sto scherzando! però bisognerebbe.

tag ventilazione non corretta 250x250 Nuove finestre: usiamole bene e combatteremo anche la muffa!tag-ventilazione-non-corretta

Siete pigri? Volete sempre un clima perfetto? Da fuori entrano rumori, pollini e zanzare?

La ventilazione meccanica è un aggregato ancora sottovalutato, un po’ per il costo, ma molto per la mancanza di informazione credo.

E’ comunque un marchingegno che recupera il calore e dunque un buon alleato nella battaglia alla bolletta più bassa! A prescindere dall’isolamento!

  • consumereste meno gas,
  • aumentando il comfort,
  • filtrando l’inquinamento atmosferico.

 

 

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Riscaldamento: usiamolo bene e combatterà anche la muffa!

 Come usare al meglio e con i migliori risultati la nostra caldaietta? magari nuova, appena installata, del tipo a condensazione.

tag caldaia a condensazione regolazione Riscaldamento: usiamolo bene e combatterà anche la muffa!

Non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso?

 Torniamo alla nostra caldaia a condensazione… Ci hanno anche promesso che consumerà molto meno! E potrebbe consumare veramente di meno! Allora regoliamola bene!

Regolare la caldaia in 2 minuti:

Appena inizia la stagione fredda e sentiamo l’esigenza di far partire l’impianto, non corriamo ad impostare giorni della settimana e orari di accensione e spegnimento! Concentriamoci sulla regolazione della temperatura di mandata.

Inutile fissare 65° di mandata per due ore e poi fermare l’impianto fino al pomeriggio per farla ripartire nuovamente a 65°. Sarebbe come andare in ufficio sgommando ad ogni semaforo.

Trovate la temperatura perfetta per ottenere i famosi 20° in casa! Con due o tre regolazioni ce l’avrete fatta. All’inizio dell’inverno la temperatura di mandata giusta potrebbe essere anche solo 37° o anche meno, ma continui.

Avrete un impianto che va piano, sano e lontano, senza frenate e senza accelerazioni.

 Riscaldamento: usiamolo bene e combatterà anche la muffa!

A gennaio scoprirete che se la mandata è regolata sui 45° starete benissimo, e consumerete un filo di gas: la bolletta premierà il tempo che avrete dedicato alla lettura del mio consiglio, ve lo assicuro!

La temperatura superficiale dei muri si assesterà ad una temperatura più alta, senza soffrire dei continui stop and go del cronotermostato. Il termostato interno impostatelo pure sopra i 20° in modo che la caldaia si fermi solo quando tutte le valvole termostatiche di ogni radiatore (o termosifone) sentono di aver portato l’ambiente a temperatura. Ecco che l’impianto sarà finalmente più bilanciato.

Bisogna smettere la cattiva abitudine di sentire caldo e spegnere tutto, sentire freddo e alzare tutto: con un po’ di sensibilità riuscirete a livellare le valvole termostatiche di ogni termosifone e la giusta temperatura di mandata dell’impianto (la più bassa possibile). Ecco che i muri staranno sempre più o meno alla stessa temperatura, ben più alta di prima, senza permettere alle muffe di trovare le temperature critiche dei 13-16°.

tag sonda esterna 125x139 Riscaldamento: usiamolo bene e combatterà anche la muffa!

  • Se la caldaia è dotata di sonda esterna la temperatura di mandata sarà regolata autonomamente da quello che la sonda sente esternamente, siete nelle mani della sonda esterna! Un modo perfetto di gestire la caldaia se non si ha nessuna voglia di metterci il naso. Se siete tra quelli che hanno avuto una brutta esperienza con la sonda esterna (in casa si battono i denti e fuori è quasi primaverile) forse siete tra gli sfortunati che hanno avuto un impiantista "sbadato": la sonda esterna è stata installata dove non deve essere! Installatela a nord e in modo protetto. La sonda esterna non deve essere colpita dal sole, altrimenti sta troppo bene e vi taglia il riscaldamento!

 Qualche ligio cittadino mi vorrà far notare che le leggi comunali non permettono l’accensione che per un tot di ore giornaliere. Dunque dunque, in realtà l’impianto in totale non lavorerà proprio 24ore perchè anche il termostato interno si accorgerà che fa caldo abbastanza ed interrompe il riscaldamento, certo che infrangerà il regolamento comunale. 

 E se il regolamento dicesse di tenere le finestre sempre socchiuse per avere aria fresca in casa? Lo seguiremmo?

E’ vero che l’italiano è assiduo rispettoso delle regole, però non seguendo questi consigli

  • consumerebbe più gas,
  • riducendo il comfort,
  • riducendo la vita della caldaia,
  • riducendo il rendimento della caldaia (che è massimo solo se usata a basse temperature)
  • aumentando l’inquinamento atmosferico.
  • caldaia condensazione 125x143 Riscaldamento: usiamolo bene e combatterà anche la muffa!

Forse anche i comuni dovrebbero "migliorare" i regolamenti vecchi di anni e anni, senza alcun senso ormai. Promuovete questo cambiamento!

 Se quello che avete letto Vi è stato utile a capire o risolvere un problema è un buon motivo per offrire un sostegno a questo blog

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Isolare dall’interno con lana di roccia

 Sapete come la penso: isolare dall’interno dev’essere proprio l’ultima spiaggia!

tag isolare dallinterno 500x281 Isolare dallinterno con lana di roccia

L’edificio resterà freddo, anche se il vostro nido sarà caldo (anzi si riscalderà molto in fretta: perfetto per una seconda casa oppure un locale non usato in modo continuativo).

Non potremo mai sfruttare i benefici dell’inerzia termica delle pareti perimetrali (che si ottiene con un sistema a cappotto esterno).

Non ignoriamo i ponti termici non risolti: le solette dei piani, ma anche le tramezze che sono legate alle "fredde" pareti esterne!

Allora? Solo svantaggi? Noooo:

  • si posa con rapidità l’isolante dall’interno!
  • non si paga il ponteggio
  • si posa anche se piove
  • costa meno

Questa volta abbiamo scelto lana di roccia come coibente:

  • migliora sensibilmente anche l’isolamento acustico.

Non dimentichiamo l’aspetto della migrazione del vapore acqueo:

  • l’ambiente sarà caldo e l’umidità contenuta sarà ben maggiore dell’umidità esterna
  • l’umidità tenderà a migrare verso l’esterno attraversando la parete
  • prima incontrerà il nuovo pacchetto isolante posto all’interno
  • poi sbatterà contro la parete fredda esterna (tendendo a condensare)

Non trascuriamo allora l’idea di posare un freno al vapore!

 Isolare dallinterno con lana di roccia

  • lana di roccia + freno al vapore + cartongesso + tinteggiatura

oppure

  • lana di roccia nell’orditura metallica di supporto delle successive lastre + freno al vapore + cartongesso + tinteggiatura

 

Isolamento muri controterra

Siete costretti ad intervenire per il risanamento dei muri controterra? Avete deciso di combattere l’umidità di risalita o l’umidità d’infiltrazione?

E’ l’occasione di pensare anche all’isolamento!

 Isolamento muri controterra

Se ormai Vi state sobbarcando le spese per

  • apprestamento cantiere
  • demolizione della pavimentazione esterna con scavatore (compresa la cernita, il carico ed il trasporto a pubblica discarica, l’indennità di discarica
    del materiale non recuperabile)
  • scavo generale perimetrale fino al piede dell’immobile per eseguire l’impermeabilizzazione dall’esterno o la barriera chimica all’interno della muratur
  • ripreparare il fondo alle pavimentazioni e alla risemina del prato erboso…

potreste essere in tempo per decidere di isolare anche le pareti esterne che fino a qualche giorno fa erano veramente inaccessibili.

Non sfruttare l’occasione dello scavo sarebbe un errore e soprattutto sarebbe una decisione incontrovertibile per molti anni a venire.

La spesa in più forse è una voce imprevista, ma è da vedersi come un investimento nell’immobile nel futuro:

  • la casa avrà un clima interno più salubre e le strutture saranno protette da umidità e freddo.
  • la temperatura superficiale interna aumenterà eliminando i rischi di condensa

Allora:

  • risaniamo
  • impermeabilizziamo
  • isoliamo con xps
  • (evitiamo di schiacciare le lastre nell’impermeabilizzazione bituminosa fresca)
  • proteggiamo l’isolamento con una guaina bugnata (bugne verso la casa)
  • risistemiamo la terra

e se è necessario

  • progettiamo un drenaggio:
  • guaina bugnata
  • telo filtrante e drenante
  • tubo di drenaggio con pozzetto di ispezione e allacciamento alla rete fognaria
  • terra

 Vi ho convinti?

isolerete i muri controterra?
Sì, nella prossima casa!

Sì, appena decidiamo di fare il lavoro!

No, la terra è comunque un buon isolante.

Umidità per diffusione

L’umidità ha raggiunto il tal materiale "per diffusione".

e cosa vuol dire?

Vuol dire che l’umidità (il vapore acqueo) è passata lentamente attraverso un materiale edile da un ambiente con alta concentrazione ad un ambiente con più bassa concentrazione. 

  • Da dentro casa a fuori casa se siamo in inverno.
  • Da fuori a dentro se siamo in estate.

Il passaggio è di per sè sano! specialmente se non ci sono ostacoli (barriere al vapore) e se il passaggio non trova improvvisamente punti di passaggio troppo facili, come nei casi di fiancheggiamento.

 

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Umidità per fiancheggiamento

 L’umidità ha raggiunto il tal materiale "per fiancheggiamento".

e cosa vuol dire?

Vuol dire che l’umidità (il vapore acqueo) è passata oltre che lentamente attraverso un materiale edile da un ambiente con alta concentrazione ad un ambiente con più bassa concentrazione, anche molto velocemente attraverso un materiale più "accessibile": ad esempio attraverso una muratura, o una colonna, che sale fino all’interno del pacchetto tetto. E’ un passaggio di umidità incontrollabile e perciò pericoloso.

tag umidita per fiancheggiamento Umidità per fiancheggiamento

 

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Umidità per convezione

 Quando i "sapienti" guardano i difetti delle Vostre case, magari Vi siete sentiti dire: <<eh eh, l’umidità in questo caso ha raggiunto il tal materiale "per convezione">>.

e cosa vuol dire?

Vuol dire che l’umidità (il vapore acqueo) è penetrata attraverso una fuga, o un taglio di una guaina, o nel punto di una giunta mal fatta, in un materiale edile. E se troppa umidità permane nell’elemento costruttivo a lungo, allora son danni!

tag umidita per convezione Umidità per convezione

 Ecco perchè la tenuta all’aria è importante. Il progettista, l’architetto, deve, già in fase di progettazione, considerare l’ermeticità all’aria e dunque progettare la fattibilità della tenuta.

Se non cura questo aspetto, succederà che molti nodi costruttivi verranno ignorati oppure lasciati alla casualità nel momento della realizzazione dell’opera: alla bontà del cantiere.

Non è corretto procedere così: sottovalutare la tenuta all’aria non porta buone conseguenze!

Armiamoci di buona volontà e buon materiale:

  • nastri
  • schiume sigillanti che non irrigidiscono ma restano elastiche
  • teli e membrane
  • profili di guarnizione
  • nastri autespandenti
  • biadesivo butilico
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Cosa devo usare per isolare la mia casa?

 Ogni azienda pubblicizza il suo prodotto e tira l’acqua al proprio mulino.

tag sistema a cappotto di banane Cosa devo usare per isolare la mia casa?

Funzionerebbe un sistema a cappotto fatto di banane?

Come si fa ad essere sicuri di fare la scelta giusta per isolare la propria casa?

tag scelta isolamento Cosa devo usare per isolare la mia casa?

Io consiglio queste linee guida, poi ognuno decida da sè.

  • Isolare il tetto: con la fibra di legno prendiamo 3 piccioni con una fava: isolamento invernale + protezione estiva + coibentazione acustica
  • Isolare le pareti esterne: con la fibra minerale prendiamo 3 piccioni con una fava: isolamento + alta permeabilità al vapore + ottima resistenza agli urti.
  • Isolare lo zoccolo della casa o le pareti contro terra: con l’xps prendiamo 3 piccioni con una fava: isolamento anche in presenza di umidità + resistenza alla compressione + economicità.
  • Isolare parti delle strutture interne: con l’eps prendiamo 3 piccioni con una fava: isolamento + facilità di applicazione + economicità.

 

Il Vostro progettista Vi ha consigliato così?
Sì, per quasi tutti gli aspetti.

No, ha lasciato a me la scelta.

Isolamento termico o acustico?

 Mi viene spesso chiesto quale sia il migliore isolante senza spendere una fortuna…

Se ci troviamo nel momento della scelta del materiale isolante, o coibente, ricordiamo che i pannelli molto rigidi peggiorano la coibentazione acustica di un bel po’! 

 Isolamento termico o acustico?

In campagna potrebbe essere irrilevante la cosa, ma in città inizia ad essere importante.

Meglio preferire pannelli isolanti che si deformino con facilità e che siano molto porosi: quindi l’EPS non è un buon materiale per la coibentazione acustica. L’EPS è anche uno di quei materiali che provoca risonanze.

Il potere fonoisolante di una parete in mattoni da 24cm peggiora fino al 6% se si isola con 10cm di EPS.

Teniamone conto mentre scegliamo!

I materiali coibenti morbidi sono i più indicati per "tagliare" il rumore.

Vespaio aerato, platea calda, dubbi e consigli

 Il senso del vespaio aerato è interrompere la risalita dell’umidità e disperdere il gas radon, e spesso la tradizione, credo.

Personalmente preferirei una platea calda (isolata sotto) e un telo impermeabile sotto di essa.

tag platea calda 500x358 Vespaio aerato, platea calda, dubbi e consigli

Ma comincio a pensare che se d’inverno sopportassi (anche economicamente) una platea fredda potrei ripagarmi durante l’estate; mi spiego meglio: avere sotto la casa una massa fresca, forse, nelle settimane più calde, mi permette di scaricare molta energia che, avendo isolato tetto e pareti esterne, non potrei scaricare proprio da nessun’altra parte (se non attraverso la ventilazione notturna naturalmente (ma non sempre possibile)). Quando gli ambienti interni iniziano a superare i 28° il clima si fa insopportabile e il calore è difficilmente smaltibile.

Se abbiamo deciso di costruire un vespaio aerato succederà che

  • in inverno l’aria esterna fredda (e povera di umidità) passa nel vespaio riscaldandosi e per l’effetto camino fuoriesce arricchita dell’eventuale umidità presente nel vespaio.
  • in estate l’aria fresca resta un po’ stagnante nel vespaio (e relativamente più secca) perchè non tende a salire.
  • in entrambe le stagioni la differenza di temperatura tra interno ed esterno può essere ben sfruttata da una pompa di calore.

Ricordo a tutti di non fare l’errore di progettare le bocchette di aerazione un po’ dappertutto, ma a nord e a sud e con una certa differenza di altezza tra quelle basse a nord e quelle alte a sud: l’effetto camino sarà garantito!

Quindi non posiamo le bocchette come nell’immagine: tutte alte uguali, tutte a est e a ovest più un paio a nord e a sud!

tag vespaio aerato 500x333 Vespaio aerato, platea calda, dubbi e consigli

 

Nella Vostra futura casa vorreste un vespaio aerato?

Sì, ma con isolamento sotto il massetto

No

Non ho le idee abbastanza chiare

 

Annunci VENDESI casa: con prestazione energetica però!

 Il Decreto Legislativo (Decreto Rinnovabili) di attuazione della Direttiva Europea 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili indica che dal 1 gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita dovranno riportare l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica.

tag classe energetica g Annunci VENDESI casa: con prestazione energetica però!

Personalmente prevedo uno tsunami di autodichiarazioni in cui i proprietari degli immobili affermeranno che l’edificio è di classe energetica G.

Cos’ è lo sfasamento?

Lo sfasamento è il tempo che impiega l’onda termica per fluire dall’esterno all’interno attraverso un materiale edile.

Dobbiamo sempre cercare di garantire almeno le 8 ore!

sfasamento

Più un materiale ha inerzia termica e maggiore sarà lo sfasamento.

Più calore specifico offre un materiale e maggiore è lo sfasamento.

Più il materiale riesce ad assorbire calore e più sarà capace di cederlo con lentezza.

I materiali isolanti artificiali in genere non hanno molta densità e dunque assorbono poco calore: si dice che hanno scarsa capacità termica volumica! 

Capacità termica volumica  =  calore specifico  x  densità

 questi spessori garantiscono uno sfasamento di 8 ore

Maggiore è lo sfasamento, più tempo impiegherà il caldo a passare all’interno dell’edificio!

Più capacità termica massica ha un materiale, più è in grado di accumulare energia termica!

Lo smorzamento è la capacità di accumulo di calore di un materiale.

I materiali con più massa volumica kg/mc offrono maggiore protezione estiva.

Un pannello in fibra di legno ha una capacità termica massica fino a 12 volte superiore ad un pannello di polistirene.

tabella comparativa materiali estate-inverno

Cos’ è il coefficiente di trasmittanza termica U ?

 Il coefficiente di trasmittanza termica U non è una una caratteristica del materiale come la conduttività termica espressa dal valore λ lambda, ma è invece la caratteristica dell’elemento costruttivo che abbiamo progettato!

La trasmittanza ci dice quanta energia attraversa l’elemento costruttivo che abbiamo progettato!  U molto basso = ottimo elemento costruttivo!

Valutando il muro esterno di un progetto, l’indicazione U = 0,18W/(m² K) ci fa capire quanti Watt di energia vengono dispersi attraverso 1 metro quadro per una differenza di temperatura di 1 grado tra dentro e fuori.

  • una parete con U = 0,18 W/(m² K) è ottima: solo 0,18 Watt di energia vengono dispersi per metro quadro per ogni grado di differenza termica tra esterno e interno. Così se fuori sono 0° (zero gradi) ogni metro quadro disperde

0,18 W * 1 mq * 20 K * 24 h = 86 Wh = 0,086 kWh (chiloWattora! parliamo di consumo! di lavoro! non di potenza)

e se 10 kWh = 1 litro di gasolio = 1 mc di gas = 3 kg di legna

allora ben 116 mq disperdono solo 10 kWh oppure 1 litro di gasolio, oppure 1 mc di gas, oppure 3 kg di legna (calcolando 10 kWh / 0,086 kWh = 116)

  • una parete con U = 1,5 W/(m² K) è di basse prestazioni: ben 1,5 Watt di energia vengono dispersi per metro quadro per ogni grado di differenza termica tra esterno e interno. Così se fuori sono 0° (zero gradi) ogni metro quadro disperde

1,5 W * 1 mq * 20 K * 24 h = 720 Wh = 0,720 kWh

e se 10 kWh = 1 litro di gasolio = 1 mc di gas = 3 kg di legna

allora meno di 14 mq disperdono 10 kWh oppure 1 litro di gasolio, oppure 1 mc di gas, oppure 3 kg di legna (calcolando 10 kWh / 0,086 kWh = 116)

…quindi rendiamoci conto che in una fredda giornata invernale 14mq di parete non isolata ci costano 1 mc di gas.

tag trasmittanza termica u Cos è il coefficiente di trasmittanza termica U ?

Una veloce formula dice che se moltiplichi per 10 il valore di trasmittanza U ottieni già il consumo in litri per mq/anno.

Per fare il calcolo della trasmittanza basta dividere lo spessore in metri per il valore λ lambda del materiale e prendere il reciproco del risultato:

se il pannello isolante ha un λ lambda = 0,04 W/(mK) ed è spesso 8 centimetri si può calcolare così:

0,08 : 0,04 = 2 (m² K)/W

2 è la resistenza alla trasmissione del calore (Resistenza Termica)

1 : 2 = 0,50 W/(m² K)

e infatti, la trasmittanza del nostro pannello é U = 0,50 W/(m² K)

Per calcolare la trasmittanza alla svelta fate così:

0,04 W/(mK) : 0,08 metri = 0,50 W/(m² K)

In realtà un elemento costruttivo è sempre composto di materiali diversi con spessori diversi e λ lambda diversi! In più dobbiamo conteggiare le resistenze degli strati d’aria vicinissimi all’elemento. Il calcolo è più complicato!

Si devono sommare tutte le resistenze termiche e le resistenze superficiali e dividere 1 per quella somma: ecco trovato il coefficiente di trasmittanza termica U dell’elemento costruttivo!

 Ora possiamo anche confrontare i valori che otteniamo con i limiti di legge!

Cos’ è la conducibilità termica lambda?

La conducibilità termica è una caratteristica del materiale coibente o del materiale edile. Spesso viene chiamata anche conduttività termica.

Ci dice quanta energia riesce a fluire attraverso il materiale che stiamo valutando!

Se un materiale ha un valore lambda molto basso è un ottimo coibente!

tag conducibilita termica Cos è la conducibilità termica lambda?

Sapete qual’è il materiale con il lambda più alto? il diamante! Perciò, anche se avete grandi disponibilità economiche, io sconsiglio sempre l’uso del diamante come materiale da costruzione, specialmente se posato come cappotto esterno…

 Usando un qualsiasi pannello isolante troveremo l’indicazione λ lambda = 0,04 W/(mK) che ci fa capire quanto calore attraversa 1 metro di spessore di quel materiale in 1 secondo.

Quando facciamo tutte le riflessioni sull’edificio su cui stiamo lavorando, ci riferiamo al valore λ lambda che sognamo come al "valore di progetto della conducibilità termica", mentre ogni materiale che sceglieremo riporta il "valore dichiarato della conducibilità termica", cioè il lambda λ D (indicato dal produttore).

Ricordiamoci di questo esempio ricorrente:

se un pannello di materiale isolante ha lambda λ = 0,04 W/(mK)  e il cemento ha lambda λ = 2,10 W/(mK) , è come dire che 15 cm di isolante ci proteggono dal freddo come un muro di cemento grosso 8 metri.

In conclusione: meno diamanti e meno cemento e più centimetri possibile di isolante!

tag conducibilita termica lambda Cos è la conducibilità termica lambda?

Aerazione cucina, i fori permanenti

Tutti sappiamo che dove sono installati degli apparecchi a gas di cottura e/o a circuito di combustione aperto è necessario che siano presenti una o più aperture di ventilazione permanenti verso l’esterno con precisi requisiti. L’aerazione non serve solo ad evitare l’eventuale formazione di miscele con tenore pericoloso di gas non combusto, è anche indispensabile per lo smaltimento dei prodotti della combustione!

Ma se abbiamo compreso che per ottenere un’elevata efficienza energetica dobbiamo "tappare i buchi" della nostra casa, perchè non preveniamo questo problema risolvendolo alla fonte?

Basta col gas! Passiamo all’induzione!

tag basta col gas Aerazione cucina, i fori permanenti

I consumi dei piani cottura a induzione sono ridottissimi perchè quasi la totalità della potenza assorbita viene trasmessa alla pentola. I piani cottura a gas o elettrici, fiamme o piastre roventi, ne disperdono una buona parte. Dal punto di vista dell’efficienza energetica l’induzione è perfetta!

tag fori ventilazione Aerazione cucina, i fori permanenti

 

Certificazione energetica degli edifici

tag 311 Certificazione energetica degli edifici Tutta la legislazione sul risparmio energetico in Italia appare come un bastone nella ruota. Questo non perchè ci abbia colto impreparati, ma piuttosto perchè ci ha culturalmente colti tutti impreparati. La richiesta di case energeticamente altamente efficienti è veramente bassissima, al contrario, macchine velocissime e parsimoniose sono guardate come reginette del ballo.

Il risparmio energetico è invece la nostra grande occasione di iniziare a costruire meglio! Cogliamola! 

La Legge 10 del ‘91 era nata per razionalizzare e regolamentare i consumi di energia e spingere verso lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile.

Nel ‘97, dopo che l’Europa aveva recepito il Protocollo di Kyoto, anche l’Italia è stata obbligata a sviluppare ed adottare un metodo di calcolo dei consumi energetici degli edifici.

Il Decreto Comunitario 2002/91/CE è stato recepito a livello nazionale solo nel 2005.

Il D.Lgs 192 del 19 agosto 2005 è stato poi corretto dal D.Lgs 311 del 29 dicembre 2006.

Mancando ancora i decreti attuativi, il 3 marzo 2008 è stato pubblicato il D.Lgs 115, che prescriveva l’obbligo di riferirsi alla Norma UNI TS 11300 per il calcolo del fabbisogno energetico degli edifici.

In Europa il principale riferimento è l’EPBD (Energy Performance of Buildings Directive).

Le norme UNI TS 11300 sono la normativa tecnica di riferimento sul risparmio energetico e la certificazione energetica degli edifici e servono proprio a definire un metodo di calcolo univoco delle prestazioni energetiche degli edifici.

 

Certificatori non iscritti agli Ordini

 come ho letto in un articolo di Rossella Calabrese, la regione Lombardia ha finalmente dato l’ok ai certificatori energetici anche se non iscritti agli Ordini: Legge regionale 21/02/2011 n. 3 (Gazzetta regionale 25/02/2011 n.8 ) (Regione Lombardia - Interventi normativi per l’attuazione della programmazione regionale e di modifica e integrazione di disposizioni legislative – Collegato ordinamentale 2011…)

tag certificatore 500x375 Certificatori non iscritti agli Ordini

Così, chi non è iscritto ad un Ordine o Collegio professionale, seppure diplomato o laureato, senza specifica formazione in materia, può accedere ai corsi per certificatore energetico (fino ad oggi l’agenzia CasaClima non lo permetteva) per l’accreditamento all’esercizio delle  attività di diagnosi e certificazione energetica.

Dopodichè si arriverà all’obbligo di inserire la classe o l’indice di prestazione energetica degli edifici o delle singole unità abitative in tutti gli annunci commerciali.

Io dico bene! Lasciamo che gli architetti facciano gli architetti e facciano case più belle e si dedichino ai loro committenti  mentre chi ha il pallino del risparmio energetico si faccia i suoi corsi e partecipi alle fasi progettuali con il proprio know-how o certifichi gli edifici per quello che sono.

Come leggevo in un blog: <<Nei corsi e nella pratica ho incontrato molti progettisti che non capiscono un accidente di termodinamica, trasmittanza ecc., si fanno fare i calcoli da altri e poi li controfirmano.>>

Con quale tipo di riscaldamento possiamo raggiungere il benessere termico?

 

Davanti a tante scelte diverse, indovinare la forma di riscaldamento più adatta a noi sembra complicato!

A volte la scelta è determinata da fattori economici, altre da idee preconcette ben definite e difficilmente sradicabili, altre dal "sentito dire", altre da pressioni del progettista di fiducia, altre dal desiderio di avere un preciso impianto di riscaldamento proprio nell’occasione del sogno della "nuova casa".

Qualsiasi sia l’argomento, non perdiamo di vista "la curva ideale di benessere termico" che ci aiuta a capire con un colpo d’occhio quale forma di riscaldamento ci offrirà il miglior comfort.

In breve, la classifica del riscaldamento ideale risulterebbe questa:

  1. pannelli radianti a pavimento
  2. pannelli radianti a parete
  3. pannelli radianti a soffitto
  4. riscaldamento con radiatori
  5. riscaldamento con convettori

tag benesseere temperatura interna Con quale tipo di riscaldamento possiamo raggiungere il benessere termico?

buona scelta a tutti!

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Isolare dall’interno con EPS

 L’EPS è permeabile al vapore, anche più del legno. Non amo l’eps, però costa poco! Rivoluzioni del mondo arabo permettendo! Ma se abbiamo proprio deciso di usarlo come coibente interno teniamo conto della data di produzione delle lastre visto che quando sono troppo nuove emanano i cosiddetti gas di smaltimento.

Ora che abbiamo ricordato pregi e difetti del materiale, andiamo a guardare quali problemi incontreremo dopo aver fatto questa scelta:

  • i ponti termici! I ponti termici li incontrerete ovunque. Ogni tramezza che parte dalla parete perimetrale esterna è un potenziale ponte termico, così anche l’incontro con il soffitto e il pavimento, e ovviamente gli angoli. Se le finestre sono a filo interno non avete il problema dell’imbotte.

Alcuni materiali coibenti (i pannelli di calcio silicato) adattissimi all’isolamento dall’interno offrono, oltre alle lastre, dei cunei che sono indicati nei punti critici appena descritti.

  • ci vuole un freno al vapore sottointonaco per garantirsi contro la formazione di condensa interstiziale.

 

Le facciate diventano verdi?

"Con tutto quello che abbiamo speso… adesso le facciate stanno già diventando verdi! Con chi possiamo prendercela? Con il progettista? Con la squadra che ha realizzato il cappotto?"

Sempre più spesso committenti insoddisfatti mi fanno questa insistente domanda!

Le facciate coperte dal sistema a cappotto tendono ad "inverdirsi": sono formazioni di alghe e spore. A mio figlio spiegherei "è la natura"!

Quando il cielo è sereno le notti diventano molto fredde e l’involucro dell’edificio cede il calore alla volta celeste raffreddandosi notevolmente, tanto da formare condensa. Un po’ come succede alle nostre auto quando sono parcheggiate all’esterno.

Questa condensa non è altro che acqua e l’acqua è l’ingrediente fondamentale per creare questo "rivestimento vegetale". Anche la nebbia favorisce questo fenomeno di "inverdimento".

Per consolazione posso ricordare ai sofferenti proprietari di case "inverdite" che il fenomeno è anche un segno di buona qualità dell’aria, come lo sono la presenza di libellule o lucciole notturne. E’ la natura!

Non ci sono rimedi se non una progettazione più accurata (o più previdente):

  • gli sporti del tetto un po’ troppo risicati non proteggono adeguatamente le facciate dalle piogge e tendono ad aumentare l’umidità presente.
  • gli intonaci esterni troppo ruvidi favoriscono la crescita del verde

In ogni caso Vi posso assicurare che si tratta solamente di un problema estetico e nient’altro.

W IL VERDE,  M IL GRIGIO!

Migliorare l’aria interna per un maggior benessere.

 Spesso, in città, si tende a tener chiuse le finestre per non fare entrare aria cattiva da fuori. Gli uffici si comportano allo stesso modo. Ma di che qualità è la nostra aria ambiente? è migliore dell’aria esterna?

tag aria interna 125x104 Migliorare laria interna per un maggior benessere.

Non ci crederete ma è quasi sempre molto più inquinata di quella esterna:

  • le emissioni dei prodotti per la pulizia insieme alle emissioni degli abitanti determinano già un alto inquinamento,
  • le fondamenta possono permettere l’inquinamento radioattivo da radon,
  • le parti in cemento che può provenire da altiforni provocano inquinamento radioattivo,
  • gli additivi dei materiali edili possono portare altre emissioni,
  • i prodotti a base di catrame emettono idrocarburi cancerogeni,
  • rivestimenti e coloranti interni rilasciano odori che spesso non sono altro che sostanze inquinanti,
  • i mobili cedono diverse sostanze all’ambiente,
  • allora che fare?

La ventilazione meccanica controllata, o ventilazione confortevole, come preferisco chiamarla,

  • non è solo un pallino da fanatici di casaclima classe A,
  • non è solo un mezzo per aumentare l’efficienza energetica di un edificio,
  • non è solo un modo per far lievitare le spese già alte,
  • è uno strumento per migliorare il benessere abitativo
  • è un aggeggio che migliora la nostra casa
  • è un lusso
  • è una cosa da prendere in considerazione  se stiamo riflettendo su un restauro completo o una nuova costruzione!
  • non dimentichiamo di parlarne al nostro progettista! sarebbe un errore per sempre.

 tag qualita aria interna Migliorare laria interna per un maggior benessere.

Elettricità sporca

 Forse l’unica salvezza sono le candeline di Ikea.

Le lampade fluorescenti compatte (LFC), le lampade a basso consumo per capirsi, presentano 3 problemi:

  1. radiazioni elettromagnetiche fino a 1 metro di distanza
  2. mercurio (non toccate o inalate il contenuto: vapori di mercurio!) fino a 5 mg.
  3. radiazioni UV.

tag-lampadine-a-risparmio-energetico pericolosità

E l’illuminazione a LED? …è sana?

Cos’è la trasmittanza termica periodica?

 Quando si ragiona sulla dispersione del calore dell’involucro edilizio si considera la temperatura esterna e la temperatura interna come costanti nel tempo.

In realtà nelle 24h le temperature cambiano, specialmente d’estate: così, è opportuno fare delle valutazioni dinamiche!

Quindi la trasmittanza termica periodica, o trasmittanza termica dinamica (Udyn), è  la capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nell’arco delle 24h.

La norma tecnica di riferimento è la UNI EN ISO 13786/2008. Descrive come calcolare la trasmittanza termica periodica.

Andrea Ursini Casalena ha preparato un foglio di calcolo excel sulla base della suddetta norma, molto pratico e intuitivo, che può esserti utile nello studio dei componenti edilizi. Con tale software puoi analizzare e verificare sia proprietà termiche stazionarie (trasmittanza termica U, massa superficiale, ecc.), sia proprietà termiche dinamiche (trasmittanza termica periodica, capacità termica areica periodica, ammettenza termica, fattore di attenuazione, sfasamento, ecc.).

tag uni en iso 13786 calcolo proprieta termiche dinamiche 250x177 Cosè la trasmittanza termica periodica?

Prestazione termica dei componenti per edilizia - Caratteristiche termiche dinamiche - Metodi di calcolo
La norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN ISO 13786 (edizione dicembre 2007). La norma definisce metodi per il calcolo del comportamento termico in regime dinamico di componenti edilizi completi. Inoltre essa specifica quali siano le informazioni sul componente edilizio necessarie per il calcolo. Nelle appendici sono forniti metodi semplificati per la stima delle capacità termiche, informazioni per informatizzare il metodo di calcolo, un esempio di calcolo per un componente edilizio.

Intonaco su pareti umide

 Ogni volta che si entra in una ristrutturazione ci sono dei muri con umidità e risalita capillare non risolte.

risanare

A nessuno interesserebbe un fico secco se l’intonaco stesse al suo posto! ma l’intonaco "si arrabbia" e i nodi vengono al pettine: il committente è preoccupato, il progettista lo sapeva, l’impresa attende indicazioni. Chi salverà il muro?

Per esempio a Venezia molti impresari dicono che il muro è, è stato, e sempre sarà, umido! Come contraddirli?

tag muro umido venezia 500x358 Intonaco su pareti umide

La prossima volta tenterei, in casi irrisolvibili, la via "guttabeta" (sembra un personaggio Disney vero?):

tag muro umido intonaco1 Intonaco su pareti umide tag-muro-umido-intonaco1tag-muro-umido-intonaco1

mi sembra logica, possibile, e intelligente. Dopodichè mi concentrerei sulla ventilazione del locale "inquisito".

Vi lascio a tutte le informazioni del sito originale Gutta Werke spa per trarre le Vostre conclusioni… Buona fortuna!

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tag posta a esperto casaclima 125x117 Intonaco su pareti umide

Capitolato tetto in legno, posa

Ne sono sempre più convinto: l’unico modo per ottenere un tetto alla regola dell’arte è stendere un ottimo capitolato!

Se alla firma del capitolato "non avrete messo tutti i puntini sulle i"

  • correrete il rischio di non ottenere quello che sarebbe giusto ottenere: un lavoro alla regola dell’arte!
  • oppure correrete il rischio di pagare delle lavorazioni come extra quando invece dovrebbero far parte della normale buona esecuzione!

Un tetto a regola d’arte oltre alle sue funzioni più ovvie deve

  • isolare, 
  • consentire la diffusione dell’umidità,
  • evitare l’insorgere di condensa,
  • garantire la tenuta all’aria, e
  • durare qualche decennio!

Qui di seguito Vi spiffero in un orecchio alcune voci che sarebbero da riportare nei capitolati!

Fatene buon uso, e poi raccontatemi se è servito ad ottenere qualcosa in più!

  • Opponetevi all’uso di guaine barriere al vapore: chiedete guaine che oltre ad una efficace impermeabilizzazione del pacchetto isolante offrono un elevato potere di diffusione del vapore.
  • Chiedete l’applicazione di guarnizioni per chiodi e viti sulla superficie di contatto del controlistello di ventilazione e del telo per garantire la tenuta all’acqua.
  • Controllate che sia descritto il metodo per garantire la chiusura ermetica dei teli e di tutti gli elementi passanti con nastri o adesivi adatti e per garantire la tenuta all’aria degli incontri del tetto con gli elementi strutturali
  • Chiedete la descrizione di come sarà risvoltato il telo interno sul muro interno e il telo esterno sul muro esterno sotto il sistema a cappotto

Il nodo tetto-parete (tra la muratura e tetto) deve garantire la tenuta all’aria.

tag tetto in legno con telo 499x814 Capitolato tetto in legno, posa

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Compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione di caldaie a condensazione

Sostituendo la vecchia caldaia con una a condensazione è necessario valutare la fattibilità dell’operazione altrimenti…

tag condensa canna fumaria1 Compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione di caldaie a condensazione

I sistemi fumari asserviti agli apparecchi a condensazione sono sistemi ad umido. Pertanto i condotti fumari possono operare in pressione o in depressione. Nella maggior parte dei casi, i condotti fumari delle caldaie a condensazione funzionano in pressione e ad umido.
Per adeguare l’impianto, si dovrà verificare, la compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione. Spesso i camini/canne fumarie esistenti non sono compatibili per il funzionamento ad umido. L’intubamento del sistema, nella maggior parte dei casi, è la soluzione. 

Per ottimizzare il rendimento di un impianto basato su caldaia a condensazione, occorre prevedere ampie ed efficienti superfici radianti, in modo da poter mantenere bassa la temperatura del fluido termovettore.  

Le temperature ideali di progetto per l’impianto, mandata e ritorno, sono pari a 40/30°C.

Nel caso invece di termosifoni tradizionali, la temperatura di progetto sarà più elevata, orientativamente pari a 75/60°C in case senza isolamento. In queste condizioni i fumi non riescono a cedere calore al fluido stesso. È per questo che il maggiore vantaggio in termini di risparmio è riscontrabile sugli impianti radianti, dove le temperature di lavoro sono basse ( 40/30°C).

Balle di paglia, iniziamo a raccontarcele:

 Voglio iniziare a raccogliere dati e informazioni sul tema "balle di paglia", vorrei "far venire l’appetito" a chi mi legge!

Si parla tanto di materiali isolanti, di propensione a questo o quel materiale… Come si fa a non prendere in considerazione il più bello, il più simpatico, il più comprensibile, il più profumato, il più semplice di tutti i materiali isolanti? La paglia!

tag balle di paglia 500x375 Balle di paglia, iniziamo a raccontarcele:

Farò anche una approfondita ricerca sul sistema a cappotto in balle di paglia: una vera rarità (il cappotto! non che io faccia la ricerca).

Se finalmente mi deciderò, documenterò anche un mio tentativo di posa di sistema (mio sistema) a cappotto in balle di paglia sul retro della nostra casa.

Chi è il responsabile delle muffe?

 La delusione del committente che nella sua nuova casa scopre la formazione delle muffe può anche spingere qualcuno a seguire le vie legali.

tag muffa e termografia Chi è il responsabile delle muffe?

Non è facile attribuire le responsabilità:

  • è chi abita la casa (il conduttore) a non osservare le buone regole di una giusta temperatura interna e di una sufficiente ventilazione?

oppure,

  • è chi ha costruito quella casa (il costruttore) a non aver risolto i ponti termici o a non aver previsto la tenuta all’aria per offrire buone prestazioni energetiche ?

I difetti costruttivi sono facilmente individuabili con una termografia e in tribunale una perizia tecnica supportata da una analisi termografica può chiarire molti dubbi.

tag-muffa-e-termografia

Una verifica termografica rispetta le norme UNI 9252/1988 e UNI EN 13187/2000.

 

Confronto tra materiali edili e isolanti e le loro prestazioni contro la dispersione termica

In Italia i nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle strutture opache verticali dell’involucro edilizio espressi in (W/mqK) sono diversi per le varie zone climatiche: zona climatica A  0,54 - B 0,41 - C 0,34 - D 0,29 - E 0,27 - F 0,26

 Allora consideriamo un volere di U=0,30 W/m2K e diamo un’occhiata agli spessori che dovrebbero avere materiali diversi per non superare questo valore limite di U=0,30 W/m2K, così ci renderemo conto delle prestazioni di ognuno dei materiali e avremo più coscienza nella scelta (se possiamo scegliere).

tag trasmittanza Confronto tra materiali edili e isolanti e le loro prestazioni contro la dispersione termica

Confronto tra vari materiali edili per ottenere un U=0,30 W/m2K:

  • cm. 22 poroton T7 altissime prestazioni
  • cm. 41 legno
  • cm. 100 intonaco di gesso
  • cm. 280 intonaco sabbia cemento
  • cm. 300 mattone pieno vecchie costruzioni
  • cm. 740 cemento armato 1%

Confronto tra vari materiali isolanti per ottenere un U=0,30 W/m2K:

  • cm. 13 eps
  • cm. 13 lana di vetro
  • cm. 13 lana di pecora
  • cm. 13 cellulosa
  • cm. 14 fibra di legno
  • cm. 16 sughero
  • cm. 16 perlite
  • cm. 20 cannucciato

Che aggiungere? Se possiamo, isoliamo! Meglio far meglio.

e i tempi sono maturi

 

Non ci sono termosifoni, non c’è la caldaia. La loro casa non consuma combustibile…

 …dal Quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige:

Varone: la casa perfetta esiste e consuma 90% in meno

08/12/2010 09:59
RIVA DEL GARDA - Il metano aumenta, il freddo pure, almeno in questo tardo autunno che sa d’inverno, il riscaldamento s’accende in continuazione e la bolletta sale, sale, sale. Per tutti ma non per Massimo Caceffo e Raffaella Armanini, rivani del Varone, che hanno vinto il concorso indetto dalla Provincia e dal Wwf per la casa a minor impatto energetico. La coppia rivana del risparmio e del rispetto ambientale ne ha fatto un manifesto. Fino a progettare e realizzare dal nulla la propria residenza in un tranquillo angolo del Varone, non lontano dalla Cascata. Due piani, giardino, tavolino per le cene d’estate, ma soprattutto niente riscaldamento. Non ci sono i termosifoni, né a parete né a pavimento. Non c’è la caldaia. La loro casa non consuma combustibile, eccezion fatta per una stufa accesa solo in casi di particolare necessità - leggasi il gran freddo di questi giorni - e che in un anno (lo scorso) ha consumato pochi chili di bricchetti, spendendo 35 euro. Il riscaldamento è assicurato dall’uso quotidiano della casa, attraverso il recupero del calore prodotto da elettrodomestici, cucina e accessori, oltre che alla valorizzazione del calore solare che entra dalle grandi finestre.

Una casa definitiva «passiva» proprio perché non consuma ma "assorbe" energia e calore dall’esterno: attraverso i pannelli solari (per l’acqua calda), fotovoltaici (per il fabbisogno totale di energia elettrrica), attraverso le forti isolazioni ottenute con materiali speciali, con cappotti aggiuntivi, con il giardino sul tetto e con tripli vetri isolanti. Insomma, il risultato finale, rispetto ad una casa normale (non vecchia, ma contemporanea) è un risparmio energetico attorno al 90%. Significa viverci dimenticandosi delle bollette di gas e luce. Non poco di questi tempi. La casa di Varone, proprio grazie all’impegno e alla passione dei Caceffo, ha vinto il concorso «Meglio… far meglio», indetto dalla Provincia (assessorato ai lavori pubblici, ambiente e trasporti e Servizio pianificazione energetica e incentivi) e dalla società ricerche e progetti del Wwf (WwfRP) per divulgare e sensibilizzare i cittadini sulle buone pratiche ecologiche e sul risparmio energetico. Erano sessanta gli edifici residenziali (il concorso era riservato a questa tipologia di costruzione) iscritti al concorso. Una terntina quelli ammessi alla selezione. Ma la casa progettata e costruita meglio è risultata essere proprio quella rivana dei Caceffo. Che, tra l’altro, è il primo edificio residenziale in Italia ad ottenere la certificazione di "Casa Passiva", lo speciale riconoscimento assegnato da un istituto tedesco attraverso il Centro di Fisica Edile di Bolzano.

Ieri, a Trento, si è svolta la premiazione con Alberto Pacher, vicepresidente della Provincia, Günther Gantioler del Centro di Fisica Edile, Franco Torrisi dell’Agenzia provinciale per l’Energia, Chiara Campana del Servizio valutazione ambientale e Maria Piera Padoan del WWF. Oltre ovviamente a Massimo Caceffo, "padrone" di casa in tutti i sensi. Pacher ha ricordato l’importanza delle buone pratiche ecologiche per tutte le famiglie trentine, ancor più in un momento particolarmente significativo come questo, quando a livello internazionale, nella conferenza che si tiene in questi giorni a Cancun in Messico, si stanno assumendo decisioni di fondamentale importanza per contrastare il mutamento climatico. «Possiamo affermare - ha proseguito Pacher - che il nostro territorio è davvero costellato di tante testimonianze concrete di buone pratiche, che confermano la crescita progressiva di una sensibilità e di un’attenzione speciale all’ambiente». «Progettare e costruire è il mio lavoro - dice Caceffo, tecnico alla "Azzolini" - e ho realizzato a Varone esattamente quel che volevo, e in casa vogliamo sempre tra i 20 ed i 22 gradi». Alla famiglia Caceffo, in premio, un soggiorno offerto dal WWF in una "Fattorie del Panda", nelle aree protette italiane. Da questa esperienza è nato anche un opuscolo divulgativo per le scuole e per tutti i residenti del Trentino, con informazioni e indicazioni su consumi ed emissioni.

Liberare la casa dagli allacciamenti di gas e luce? 1°trattato d’indipendenza:

 Camminavamo insieme per i sentieri sulle colline, e da quello che diceva si considerava parte del paesaggio, parte dei nostri possibili programmi.

Diceva che era importante essere autosufficienti, ma non potevamo andare avanti con la sola idea di sopravvivere. Diceva “dobbiamo fare delle cose che ci piacciono e ci divertono, anche, e hanno un effetto sul mondo di fuori. Non possiamo stare qui come dei rifugiati, dobbiamo trovare un modo di vivere che faccia rabbia, non compassione. Dobbiamo puntare a costruire un insieme più ricco e complesso di una famiglia, raccogliere in questo posto una varietà di persone che vogliono abitare vicine e dedicarsi ad attività diverse, anche non legate direttamente alla terra”.

Diceva “ci dev’essere altra gente che ha voglia di vivere al di fuori di tutte le scelte obbligate, e se lo sogna ma non sa come arrivarci, e magari per frustrazione entra in una setta religiosa o cerca disperatamente di diventare ricca o ci rinuncia e si ammazza. Mi fa impazzire pensare alle persone sensibili e piene di qualità che odiano il denaro e le industrie e le macchine e il potere, e perchè sono sole pensano di essere malate, si sforzano di adattarsi alla realtà e se ne fanno schiacciare. Dobbiamo trovare il modo di raggiungerle, mettere annunci sui giornali di tutto il mondo e parlarne con tutti i mezzi possibili, stabilire contatti”.

da "Due di due" di Andrea De Carlo