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esperto casaclima facile part #5: isolamento dal caldo della parete

Oggi parliamo di isolamento dal caldo della parete che, come il tetto, anche lei è in parte responsabile del surriscaldamento estivo della casa. E senza perdere altro tempo, cominciamo da zero:

suggerimenti per la progettazione

Per ottenere una protezione termica perfetta di una parete, ci serve una perfetta combinazione di isolamento e termoaccumulo. In breve: accumulo di calore sul lato interno, isolamento termico sul lato esterno:

  • se abbiamo molta massa interna disponibile ad accumulare calore, questa darà un enorme contributo alla protezione dal surriscaldamento estivo (pensate ai trulli o alle grosse murature in mattone pieno o in sasso o in granito)
  • lo strato più interno deve avere una capacità di accumulo il più alta possibile, quindi tanta massa
  • l’isolamento sul lato interno non migliora la protezione dal calore a meno che non sia progettato prevedendo oltre all’isolante anche un nuovo strato di massa (un grosso spessore di fibrogesso al posto del cartongesso o meglio ancora un pannello in argilla pesante)

isolamento dal freddo

Progettare l’isolamento dal freddo, come stiamo cominciando a capire, è abbastanza facile, si appiccica qualsiasi isolante più o meno potente più o meno costoso più o meno spesso appartenente ad un qualsiasi sistema a cappotto e comunque e sempre si riducono le dispersioni nella stagione invernale 🙂

Qui non c’è dubbio e non si può sbagliare. Il solo errore che si può commettere è isolare troppo poco: avremo speso un po’ meno e ci pentiremo un po’ di più 😉

Non è una cosa che non si può conoscere in fase di progettazione: basta mettere in fila i materiali, cioè la stratigrafia, e leggere il valore di trasmittanza U che si  ottiene 😉 (se serve, rileggi l’articolo part #2: trasmittanza e valori limite)

isolamento dal caldo

Progettare l’isolamento dal caldo è ben più complicato e i materiali vanno scelti con cura e dimensionati sapendo cosa si vuole raggiungere. E’ però inutile stabilire una regola o uno spessore di isolamento standard perchè la struttura che dobbiamo isolare può essere di tanti tipi e ognuna avrà bisogno di accortezze diverse! Per capirci subito: è ben diverso progettare un isolamento di una parete molto spessa in pietra, da una parete in forati di tamponamento di una struttura in cemento armato 😉

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ma allora come si farà?

Ci avrà pensato il legislatore a mettere dei limiti precisi per la buona protezione dal surriscaldamento e ogni progettista seguirà le regole scrupolosamente?

Nel post precedente, part #4: protezione dal caldo degli edifici, il tetto, ci eravamo posti 3 domande precise:

1 – Esistono dei valori limite anche per lo sfasamento termico estivo? come quelli della trasmittanza termica U fissati da ogni EcoBonus?

2 – Sulla protezione dal caldo degli edifici c’è un’attenta regolamentazione?

3 – La casa isolata, come richiede la normativa, diventerà un forno d’estate?

cosa ha deciso il legislatore per limitare il surriscaldamento estivo

Andiamo a scoprire cosa ha deciso il legislatore per un paese con ben 6 Zone climatiche diverse e decine di microclimi ancora più particolari. Sarà stato in grado di dare corrette indicazioni da rispettare?

su questo argomento potresti rileggere il mio articolo:   La stratigrafia del tetto

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Requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici – la parete

Per limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e per contenere quindi la temperatura interna degli ambienti, la normativa prescrive almeno una delle seguenti verifiche, relativamente a tutte le pareti verticali opache con l’eccezione di quelle comprese nel quadrante nord-ovest / nord / nord-est:

  • che il valore della massa superficiale Ms sia > di 230 kg/mq
  • che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica YIE della parete sia inferiore a 0,10 W/m2K

Avevamo già imparato la volta scorsa cosa fosse il valore della trasmittanza termica periodica YIE (W/m²K): ci dice se siamo capaci o meno di sfasare ed attenuare il flusso termico che la attraversa nell’arco delle 24 ore: l’onda termica esterna che viene attenuata e sfasata nel tempo riduce il carico termico entrante attraverso la parete soleggiata.

i dubbi

Può davvero bastare tale valore (< 0,1o W/m2K) per garantirci  la protezione dal surriscaldamento estivo?

E può bastare una massa superficiale di 230 kg/mq per garantirci  la protezione dal surriscaldamento estivo?

meglio farsi guidare dallo sfasamento termico e da tanti altri ragionamenti:

Dovremmo fare decine di esempi di strutture murarie esistenti nel territorio italiano per dare delle risposte precise e dettagliate, ma ancora non servirebbe a toglierci il dubbio 🙁 perchè un lettore si può identificare in una struttura in mattone pieno da 25cm di spessore ed un altro in una grossa parete da 68cm di spessore, che si comportano ben diversamente in estate.

qualche ragionamento a voce alta

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  • una parete monostrato realizzata con mattone pieno spessore cm 25 + intonaco su entrambe le facce, pur avendo una massa superficiale di oltre 500kg/mq non garantisce nemmeno 10 ore di sfasamento termico estivo e disperde allegramente (trasmittanza termica U pari a 1,74 W/mqK)

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  • invece una parete monostrato realizzata con mattone pieno spessore cm 64 + intonaco su entrambe le facce, avendo una massa superficiale di oltre 1200kg/mq garantisce oltre 24 ore di sfasamento termico estivo e disperde la metà grazie al suo enorme spessore (trasmittanza termica U pari a 0,90 W/mqK)

ABC, le basi di esperto casaclima PER PRINCIPIANTI... NEW dal 2022!!! - esperto casaclima facile part #5: isolamento dal caldo della parete 9attenzione: non pensiate che chi vive un casale con muri spessi quasi quasi non debba fare nessun intervento  di isolamento termico: il comfort non è dei migliori ed ecco perchè:

perchè isolare una parete in mattone pieno con grossissimo spessore ?

Lo spessore elevato della muratura in mattone pieno, ben 64cm nel nostro esempio, NON è una perfetta combinazione di isolamento e termoaccumulo.  Pur isolando meglio di una parete sottile, chiaro!

estate

Il mattone pieno riesce molto bene a sfasare ed attenuare il flusso termico: infatti il valore della trasmittanza termica periodica YIE (W/m²K) è pari a 0,011 W/mqK (10 volte meglio della prescrizione del “medico legislatore”.  L’onda termica proveniente dall’esterno è sopraffatta da questo muro elefantesco quindi non dobbiamo preoccuparci del caldo in piena estate 🙂 mentre le cicale canteranno noi avremo un clima interno piacevole e fresco 🙂 Solo quando le cicale canteranno però!

su questo argomento potresti rileggere il mio articolo:   Cosa significa ammettenza ?

primavera

La primavera sarà un po’ dolorosa 🙁

Quella enorme massa della muratura in mattone pieno da 64cm stenta molte settimane prima di salire di temperatura e i rischi delle cosiddette condense estive sono sempre in agguato 🙁 In una parola: al cambio di stagione si starà meglio davanti a casa che dentro casa 😉

inverno

Durante l’inverno, pur riscaldando gli ambienti ad almeno 20°C, le murature perimetrali riusciranno a malapena a salire i 17°C 🙁 e senza parlare degli angoli o di altri ponti termici importanti (ben più freddi):

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Quei 15°C delle superfici interne della muratura in mattone pieno da 25cm sono invece destinati a salire in fretta appena finito l’inverno con l’arrivo della bella stagione 🙂 solo che in breve tempo questa muratura sottile inizierà a soffrire il problema del surriscaldamento estivo 🙁


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Sembra che da ovunque io osservi si vada a sbattere contro un problema: la soluzione?

sempre la stessa: isolare bene e isolare il più possibile 😉

le proprietà termiche

Vi faccio vedere qui sotto le proprietà termiche di queste due pareti in mattone pieno a confronto:

mattone pieno da 25cm

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mattone pieno da 64cm

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calcolo semplificato del risparmio energetico:

Gli esperti lettori più attenti avranno notato il riquadro del risparmio energetico che ho aggiunto sotto: non è altro che un’idea del risparmio semplificata, ad esempio:

  • se sono in zona climatica E, una muratura in mattone pieno da 64cm  mi permette un risparmio energetico di circa 500€/anno se confrontata con quella da 25cm (sempre mettendo a paragone una superficie disperdente di 100mq)

Questa tabella del calcolo semplificato del risparmio energetico è sempre utile quando davanti a più scelte di intervento di isolamento termico con spessori e materiali diversi si vuole anche un dato “meno astratto” ed espresso in €uro per avere una sensazione reale di monete risparmiate ante e post operam 😉 Sempre di soldi si va a finire di parlare 🙁 di schei, di pìcciuli, di sòrdi, di grana, du d’naru,

Tipologia comune fino al 1970:

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Dicevo prima di questa lunga analisi di “mattoni pieni” che bisognerebbe fare decine di esempi di strutture murarie esistenti nel territorio italiano per dare delle risposte precise e dettagliate! impossibile in un solo articolo! Perciò il consiglio è sempre questo:

  1. valutare per bene lo stato di fatto, cioè il muro disperdente che abbiamo! inutile appiccicare su ogni casa e in ogni clima 10cm di EPS 🙁
  2. tenere conto dello spessore della parete e della sua capacità di sfasare l’onda termica estiva
  3. tenere conto del clima o del micro clima di appartenenza prima di decidere
  4. scegliere solo sistemi di isolamento certificati e non “inventati” dal posatore in base a quel che trova in magazzino al minor prezzo
  5. decidere per uno spessore maggiore anche se per legge posso fermarmi prima
  6. valutare con cura se non sia il caso di ragionare anche su un isolamento sul lato interno
su questo argomento potresti rileggere il mio articolo:   Una buona coibentazione del tetto non è LA spesa in più

esempi di strutture murarie esistenti nel territorio italiano

Ci possiamo trovare a progettare la stessa parete ma con mattone a vista e perdere lo strato di intonaco esterno, come nella tradizione dal 1950 al 1960:

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Con l’abbandono del mattone pieno possiamo avere le prime murature in laterizio semipieno con il classico spessore 25-30cm:

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Nelle zone vicine agli arenili o ai monti dove la pietra era facilmente disponibile sono tipiche le murature in mattoni e sassi, quasi sempre con spessori importanti fino ai 68cm:

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Prima del 1950 anche la parete in pietra squadrata con spessore 40cm fino al metro era tipologia di uso comune:

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Senza dimenticarci del tufo, solitamente con spessori dai 34 ai 74cm che però in realtà a seconda delle zona di estrazione presenta qualità e densità differenti:

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E ancora le murature in mattone e sasso da 40-100cm di spessore ante 1950:

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Altra tipologia post 1950 la muratura in blocchi forati di calcestruzzo di spessore contenuto:

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E molti lettori si riconosceranno nella muratura a cassa vuota in laterizio forato, cioè quelle pareti con l’intercapedine vuota che sono proseguire fino al 1980:

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Somigliante alla muratura in laterizio forato con intercapedine vuota o isolata e mattone semipieno esterno:

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O la classica muratura a cassa vuota con laterizio forato interno e mattone faccia a vista forato esterno:

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fonte di questi dati è ENEA

i dati riportati nelle 5 colonne sono:

  1. lo spessore del materiale
  2. la densità del materiale
  3. il calore specifico del materiale
  4. la conduttività del materiale
  5. la resistenza termica del materiale

Se vi state chiedendo perchè ogni tanto troviamo il valore della conduttività e ogni tanto il valore di resistenza termica, sappiate che la Resistenza termica (quanto oppongo resistenza alla dispersione termica) non è altro che spessore/conduttività 😉

proprio così: R = spessore / conduttività

Ma non avevamo detto di non usare formule e altre stramberie preferendo i concetti base?


Le tradizioni, i materiali disponibili e i microclimi hanno lasciato a noi un patrimonio immobiliare residenziale unico: rimbocchiamoci le maniche! abbiamo un grosso lavoro da fare 😉


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L’improvviso aumento delle bollette non è altro che un motivo in più per reagire usando bene i nostri risparmi 🙂 e se non abbiamo coraggio di investire in casa nostra, con che coraggio lasciamo i nostri soldi in banca o in posta? La Posta… spesso incapace di consegnare un pacco o una busta (se non tracciata e assicurata 😉 )



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autore - Federico Sampaoli  


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12 commenti su “esperto casaclima facile part #5: isolamento dal caldo della parete”

  1. @ davide

    sì ho visto, quasi ogni kit mini fotovoltaico plug & play è diventato introvabile al momento.
    complice la loro campagna pubblicitaria televisiva che li ha resi conosciuti da tutti…
    comunque li avevo contattati per la fornitura diretta in italia che dallo shop online si poteva solo da austria belgio e germania e gentilmente mi hanno confermato la loro disponibilità 🙂 purtroppo la spedizione superava i 100€ 🙁 che con gli occhi di oggi, tra rincari e irreperibilità… non erano nemmeno troppi 😉

    in ogni caso non ho ancora fatto il mio acquisto, ma nelle prossime settimane il dado sarà tratto e pubblicherò un nuovo articolo dedicato al mini fotovoltaico per auto consumo.

  2. Greenakku, ma spediscono in Italia? Comunque anche loro non hanno prodotti disponibili pronti al acquisto, possibile? Peccato, anche enelx non rispondono, l idea di un fotovoltaico da balcone faidate mi era venuta.

  3. @ davide

    conosco l’offerta Enel X Sun Plug&Play – Fotovoltaico da balcone 🙁 , ma ho deciso di NON contribuire al carrozzone delle fregature ai danni dello Stato (dicono che lo stato siamo noi nei libri di scuola 😉 )
    e poi, indebitare il paese significa indebitare i nostri figli.

    so anche che l’offerta Enel X Sun Plug&Play – Fotovoltaico da balcone è allettante:
    299,50 € invece che 599,00 € 🙁 🙁 🙁 con Cessione del Credito al 50%
    ma non è altro che un prezzo gonfiato come un pallone 🙁

    è sufficiente farsi una navigata in internet per capirlo 😉 e visto che internet non si ferma sulle Alpi possiamo anche dare una sbirciata oltre per capire che un mini FV costa, ivato, sui 300€ 🙂 e non 600€
    vedi questo link per esempio https://greenakku.de/selfPV:::1.html

    insomma, direi che i tempi sono maturi per finirla di prenderci per il sedere tutto il giorno!
    Occhi aperti!
    E dormite con un solo occhio chiuso 😉

  4. Enelx propone un minifotovoltaico da balcone ,340w, plug n play, dicono “facile e veloce”. Quasi, quasi…

  5. @ davide

    I consumi dei piani cottura a induzione sono ridottissimi perchè quasi la totalità della potenza assorbita viene trasmessa alla pentola.
    Altra cosa a cui pochi fanno caso: bruciare il gas metano dentro la cucina significa respirare i resti della combustione 🙁
    – biossido di azoto (NO2)
    – monossido di carbonio (CO)
    – formaldeide (H2CO)

    leggi anche: https://espertocasaclima.com/2011/03/19/aerazione-cucina-fori-ventilazione-piano-induzione-costo/

  6. Ma l induzione non e’ molto piu’ efficente del gas/elettrico? Con il gas ,grande parte dei kw ,viene sprecato in calore .riscaldiamo la cucina anche d estate.

  7. @ davide

    certamente ogni nucleo familiare ha le sue abitudini e le sue necessità.
    io naturalmente devo fare i conti con le mie:
    l’induzione ad esempio non l’ho nemmeno presa in considerazione perchè è troppo eccezionale come assorbimento quindi lo lascio a pagamento.
    se preparo il caffè con la moka sparo 1500W per quasi 90 secondi (a 0,40 €/kWh di addebito in gennaio 2022, sono € 0,015 per fare la Moka) e so che questo assorbimento mi resterà in bolletta.
    Lavatrici e lavastoviglie sono anche loro non prese in considerazione, e anche se lavassero ogni santo giorno sono i tipici aggeggi che consumano molto ma solo in alcuni momenti del ciclo, quindi sarebbe secondo me inutile ragionare di coprirli con il fotovoltaico che dopo qualche minuto tornerebbe ad essere inutilizzato e immesso in rete.
    Aggiungo che mi fanno comodo se lavorano di notte a tariffa F3: non mi disturbano e al mattino posso stendere il bucato 🙂 (l’uomo del bucato 😉 )
    Resto convinto che siano i micro consumi “perenni” quotidiani diurni dove si debba porre tutta l’attenzione! E’ lì che sono certo di fare l’autoconsumo al 100% del mio investimento.
    Climatizzazione e deumidificazione non esistono in casa mia 🙂

    e farei lo stesso ragionamento per ricaricare la Tesla:
    premesso che grazie al cielo io faccio pochi km e per giorni nemmeno muovo l’auto (gambe e bici sempre se possibile)
    non installerei 6kW sul tetto perchè finalmente ho l’auto elettrica in giardino.
    se domani devo partire per Milano ovviamente caricherò tutta la notte fino al 99%, ma per tutti gli altri 364 giorni dell’anno potrei anche rabboccare 160 Watt ogni giorno con il mio modulino fotovoltaico e il mio Micro inverter plug&paly:
    160 Watt assicurano alla mia Tesla 10km di strada 😉
    la lascio in giardino per 3 giorni e accumulo 30km di strada 😉

    cosa ci potrei fare io con 6kW sul tetto? potrei solo diventare “Scambista sul posto” 🙁 e non ci tengo.

    concludo ammettendo di non essere un tecnico della gestione energetica.

    aspetto con impazienza commenti e contributi a questa discussione che mi interessa molto!!!!!!!

  8. A pranzo con due piastre ad induzione, lavastoviglie e asciugatrici accese, piu’ consumo del frigo, e magari eventuale(che non ho) deumidificatore clima acceso durante estate; 2kw di fotovoltaico sono troppi? Ovviamente anche lavatrice sarebbe accesa di giorno se fotovoltaico e sole ON. Non sono ovviamente consumi costanti, ma di picco. Non ne vale la pena?

  9. @ davide

    secondo me nessuno ha assorbimenti costanti diurni di 2kWh quindi sarebbe tutta energia regalata a fronte di un investimento importante.
    io sono per pochi Watt ma certamente autoconsumati!
    e tra non poco voglio scrivere un articolo completo di pezzi “trovabili”

  10. @ mauro

    e la situazione straordinaria delle bollette alle stelle (ormai tutto è straordinario… il clima le stagioni i chip le tensioni con la russia il virus il prossimo virus l’aria le polveri la plastica)
    dicevo, la situazione straordinaria delle bollette alle stelle dovrebbe essere la SPINTA FINALE a decidersi e sistemare la propria casa.

    ti faccio un esempio banale:
    da anni sogno di installare un mini fotovoltaico per le seguenti ragioni:
    – è un delitto non raccogliere quello che il sole ci regala
    – l’autoconsumo è il fattore di maggior risparmio
    – l’autoconsumo immediato dell’energia autoprodotta è il mio traguardo
    – l’energia, oltre ad essere pulita, non è gravata dai costi di imposte e servizi
    – voglio pareggiare il consumo in Watt di ogni apparato che voglio alimentare tutti i santi giorni con il fotovoltaico:
    frigo
    computer
    router
    vari stand by
    circolatori della caldaia
    macchine VMC (ventilazione meccanica controllata)
    ecc ecc

    Bè, oggi che il kWh è passato da 0,19€ a 0,39€ per la fascia oraria diurna F1, l’idea del MINI FOTOVOLTAICO è sempre più brillante.

    Per me la caccia al modulo + micro inverter + presa a cui allacciare l’impianto + un wattmetro wifi nel quadretto di protezione del sistema + interruttore magneto termico differenziale è momentaneamente interrotta per mancanza di tempo e di “chiarezza”.
    Non vorrei acquistare pezzi che poi non sono adatti.

    E quando mi regaleranno la Tesla 🙂 monterò un altro modulo da 300Wp così ogni giorno che resta in giardino accumulerà 15km di strada gratis (160W/km (che ho calcolato da 16kWh/100km) = 15km

    Scherzi a parte, credo sia un investimento utile e non solo a livello personale, anche collettivo: una decisione del genere (MINI FOTOVOLTAICO) a livello nazionale farebbe bene all’intero paese: auto-produzione “distribuita” 😉

  11. Ottimo articolo
    Ma soprattutto ottimo finale!
    Incredibile come gente che in casa propria non ha neppure i doppi vetri investa in aziende che manco conosce.
    Vorrei ricordare anchetitoli tecnologici, azioni argentine, ….


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