Tetto traspirante, attenzione ai teli, alle guaine e ai manti

Fare o rifare il tetto: chi si è avvicinato a questo tema ha ricevuto proposte diverse, più o meno costose, più o meno valide, più o meno efficienti.

Ma qual’è il miglior tetto? esiste?

Il miglior tetto non esiste: ogni zona climatica ha la sua esigenza e ogni coibente necessita della giusta stratigrafia.

fisica edile x negati - Tetto traspirante, attenzione ai teli, alle guaine e ai manti 1

La stratigrafia, sempre e comunque, deve proteggere

  • dal freddo,
  • dal caldo
  • e dai rumori.

La copertura deve proteggere

  • dalla pioggia.

Spesso mi vengono sottoposti progetti tetto perchè io indichi la soluzione migliore. Qui scopro quanta confusione ancora ci sia sulla gestione del passaggio del vapore acqueo e sul compito di ogni strato della stratigrafia del tetto:

  • i materiali coibenti,
  • i teli, le guaine, i manti.

Perciò il mio lavoro diventa:

  • correzione dei disegni,
  • variazioni degli spessori degli strati
  • analisi delle qualità e delle funzioni dei manti
  • spiegazione e motivazione delle mie variazioni
  • progettazione della tenuta all’aria del tetto

Ecco per esempio, cosa succede in un tetto quando la tenuta all’aria non viene progettata:

tenuta-all-aria-tetto-difettosa

 Parliamo di un tetto traspirante in questo articolo!

Il tetto traspirante, lo dice la parola, non ha barriere al vapore, ma non è sufficiente cancellare dalla stratigrafia la voce BARRIERA perchè il pacchetto diventi automaticamente corretto e funzionante.

Dobbiamo capire il senso del tetto traspirante e dobbiamo capire il modo in cui il vapore acqueo tende a trapassare la struttura completa:

  • in inverno il vapore prenderà la direzione verso l’esterno (migra verso fuori)
  • d’estate il vapore prenderà la direzione opposta e tenterà di sfogare nell’edificio
  • in entrambe le stagioni la progettazione della stratigrafia deve permettere questi flussi, altrimenti il vapore può rimanere intrappolato, condensare e ammalorare il tetto.

Abbiamo capito che è bene lasciare il vapore passare da una parte all’altra senza bloccarlo: ma come? Dosandone il passaggio, ma permettendolo!

Non possiamo farlo passare tutto in qualche punto e non possiamo lasciarlo passare liberamente in quantità troppo elevate.

Ecco perchè nelle stratigrafie corrette troveremo sempre indicato un telo freno al vapore (AL e non A VAPORE!! le locomotive erano A vapore! i teli sono freni AL vapore!) e poi un telo traspirante impermeabile.

Devo aggiungere che nelle migliori stratigrafie il freno al vapore è sostituito da un manto igrovariabile: si tratta di un telo intelligente: frena il vapore d’inverno e lo frena meno d’estate (quando il flusso s’inverte).

In funzione del valore sd i teli possono essere classificati in:

  • freni al vapore:  1 m < sd < 20 m freno al vapore (materiale semitraspirante al vapore)
  • barriere al vapore:  sd > 20 m barriera al vapore
  • oppure teli traspiranti:  sd < 0,1 m telo ad alta traspirazione

Se sopra la coibentazione viene posato un telo adeguato (quindi un telo traspirante) e il progettista prevede di posare direttamente un pannello OSB su di esso per proteggere il telo e costruire su di esso la camera di ventilazione la stratigrafia cambia nella sua qualità.

Ecco come:

i pannelli di OSB offrono resistenza alla diffusione del vapore variabile tra 30 e 50, che per un pannello di spessore 30 mm significa avere un valore di sd variabile tra 0,9 e 1,5 m. Non è una “barriera al vapore” ma è anch’esso un freno al vapore. Dipende dal tipo di OSB.

 La permeabilità al vapore di un materiale è misurato dallo spessore dello strato d’aria equivalente sd, (lo spessore di uno strato d’aria con la stessa resistenza alla diffusione del vapore acqueo di uno strato di materiale con spessore d e coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore µ .

In due parole, il rapporto tra i due parametri è

sd = µ * spessore in metri.

La formazione limitata di condensa è normalità, ma è bene progettare per moderare questo fenomeno: l’aria calda che si raffredda deve avere un contenuto di acqua il più possibile simile a quello dell’aria esterna (ecco perchè il freno al vapore và posto nella parte “calda” del tetto: tra tavolato e coibente).

Sconsiglio sempre una barriera totale al vapore: per esempio non riesce a garantire il passaggio nella direzione opposta in regime estivo.

Se vuoi informarti e approfondire meglio l’argomento potresti leggere questi testi, quello sull’umidità e tenuta all’aria è veloce e molto chiaro anche se non si è esperti del settore:

 


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autore: Federico Sampaoli

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139 commenti su “Tetto traspirante, attenzione ai teli, alle guaine e ai manti”

  1. calcestruzzo per la fondazione additivato con idrofugo non ha necessità di una guaina impermeabile a protezione dall’umidità.

    la struttura in legno del tetto deve avere una corretta progettazione della tenuta all’aria.
    la stratigrafia tetto deve verificare la protezione dal caldo ottenibile e la corretta scelta dei manti freno al vapore e impermeabilizzante traspirante.

  2. Salve Federico,
    sto per costrire un’abitazione in cemento armato con tetto in legno sulla pianura padana.
    La platea si comporrà di 20 cm di stabilizzato e 30 cm di cemento armato. Tenendo conto che i muri perimetrali saranno gettati insieme alla platea, per evitare il problema della risalita di umidità ho deciso di far aggiungere un additivo idrofugo: ritiene sarà sufficiente e funzionale allo scopo?
    Il tetto invece verrà realizzato con struttura portante in legno a cui si aggiungeranno tavolato da 20 mm, freno vapore, strato isolante da 150 mm in EPS, fibra legno mineralizzata da 50 mm, guaina impermeabilizzante e tegole. Posso stare tranquillo circa la scelta dei materiali?

    Grazie in anticipo per la risposta.
    Buone vacanze.
    Pietro

  3. ogni materiale si comporta come un freno al vapore (quale più quale meno), ma il senso del freno al vapore, oltre quello di proteggere il coibente, è spesso garantire la tenuta all’aria.
    tutto dipende dalla struttura e dal progetto

  4. bisognerebbe capire come sono impermeabilizzate le falde, se il sottotetto garantisce la tenuta all’aria e vedere lo stato del solaio (pavimento sottotetto).
    in ogni caso si può posare un materiale sfuso come fiocchi di cellulosa invece che costosa fibra di legno.

  5. Buona sera, devo isolare la soletta in legno del mio appartamento (zona climatica E) posta in un sottotetto senza aperture.
    La copertura e’ realizzata in lamiera grecata isolata di 4 cm posta sopra delle predalle.
    Tra la copertura e la soletta e’ presente uno spazio che varia dai 20 ai 100 cm.
    Dopo aver letto i suoi consigli pensavo di far mettere il telo igrovariabile intello sopra le perline e poi 8 cm di fibra di legno pavatherm .
    Ritiene che la membrana igrovariabile sia meglio di una barriera vapore anche nel caso di un sottotetto con copertura non molto traspirante come la mia? Glielo chiedo perché un mio amico che fa coperture in legno mi ha detto di mettere un freno vapore! sopra la fibra di legno non metto nulla?
    Grazie

  6. penso che la manodopera rientri in una voce unica per tutte le lavorazioni previste in copertura, mentre per il solo materiale sintetico freno al vapore impermeabile (Sd = 5,5 equivale ad un forte freno al vapore) lei deve prevedere circa un costo di 2€ per mq.

  7. Buongiorno
    Mi sapreste dire un prezzo indicativo al metro quadro per un freno vapore (comprensivo di posa in opera) Silcartex BAR 140 S Sd 5,5?

    Grazie
    Saluti

  8. il pacchetto tetto è delicato non tanto per i materiali, ma per la corretta posa e per la progettazione della tenuta all’aria.
    entrambi gli aspetti devono essere curati in ogni particolare specialmente nel caso di una struttura in legno, assai più delicata dal punto di vista delle condense interstiziali.
    quando tra qualche mese inizierete a raccogliere materiale e offerte potrete farmele verificare.

  9. Salve,
    Ho intezione nel prossimo anno di sostiuire completamente il tetto di casa mia con un tetto in legno ventilato usando travi lamellari pannelli in fibra di legno e usando i giusti teli al vapore. Leggendo questo forum ho notato che comunque è un discorso abbastanza delicato. Io abito in una zona di montagna in provincia di VB classe F. Lei considerando la zona sa darmi qualche consiglio sugli spessori di isolante magari anche un marchio e dei teli al vapore.

  10. trattandosi di lastrico solare, questo chiancatu dovrebbe garantire una certa impermeabilità.
    questo pregio rende la copertura piana traspirante solamente verso l’interno (quindi nel solo periodo estivo si verifica l’asciugatura del vapore eventualmente accumulato nel solaio.
    il migliore intervento non credo che sia quello che costa meno.
    se il problema fosse solo quello economico sarebbe preferibile il fai da te più possibile, senza cedere a materiali scadenti e poco salubri.
    le consiglierei sicuramente una fibra di legno tra montanti in legno protetti da un freno al vapore igrovariabile coperto da uno strato in gessofibra.
    fino alla gessofibra il fai da te è più che fattibile

  11. Mi scusi se sono stato poco preciso: il solaio divide l’ambiente interno dall’esterno. Trattasi quindi di lastrico solare piano (chianche di maglia leccese tipiche della nostra zona – Puglia).

    Grazie

  12. Buonasera.
    Chiedo un consiglio.
    Ho intenzione di isolare solaio dall’interno (circa 150mq – tutta la casa).
    Ho chiesto alcuni preventivi.
    EPS (polistirene): mi hanno consigliato 5/6 cm oppure 8 cm (2 pannelli da 4 cm incrociati), incollati al solaio + tasselli agli angoli. Poi rasatura e rete, mentre mi dicono che non è necessario il cartongesso (mentre io reputo di si per accogliere la parte elettrica per l’illuminazione, corretto?). Prezzo fornitura circa 10€/mq; fornito e posato siamo attorno ai 15/18 €/mq. Che ne pensate?
    Non mi consigliano barriera al vapore perchè lo spessore non è elevato: è vero?
    sughero e lana di roccia costerebbero di più e quindi non me l’anno consigliato.
    Infine mi hanno proposto questo prodotto: OVER-FOIL 311 – Isolamento termoacustico di pareti esterne ed interne con nastro adesivo per giunzione in alluminio puro
    Lo conoscete? Che ne pensate?

    Consigli e chiarimenti sono sempre ben accetti, soprattutto su questa benedetta barriera al vapore (ognuno dice la sua…).
    Zona climatica D, classe edificio G che con ristrutturazioni sarà C.

    saluti

  13. sotto la linea di gronda del vecchio edificio, dove la copertura in rifacimento dovrebbe ricevere il colmo ventilato, si deve progettare una sorta di linea ventilata per permettere l’uscita dell’aria calda e del vapore contenuto

  14. Buongiorno ho camera e bagno con tetto in legno . Gli elementi del tetto sono travi lamellari e perline , sopra le perline sono stati posati pannelli gialli tipo lana di vetro con strato di guaina incorporato (il lato giallo lanoso poggia sulle perline e la guaina e rivolta verso l’alto) sopra di essi è stato messa guaina ardesiata e tegole.
    Questo tetto è un prolungamento di quello di casa (una sorta di pergolato poi chiuso in muratura). Voglio assolutamente modificarlo inquanto vecchio e fatto in maniera errata ; tolgo tutto fino alle perline e inserisco i materiali più adeguati ; ma poichè il “tetto” non arriva al colmo del tetto principale inquanto addossato ad una parete come posso effettuare una sorta di ventilazione ? Potrei in teoria utilizzare solo i lati laterali e il lato gronda ? Non so se sono stato chiaro , Grazie e buona giornata.

  15. …e in questo modo permettere l’entrata all’interno dell’edificio di vecchio vapore (già presente nel pacchetto) più nuovo vapore presente nell’aria proveniente dall’esterno?

  16. C’è ancora un punto che non mi è chiaro…come è possibile far asciugare del vapore precedentemente accumulato (nel periodo invernale) permettendo il flusso dall’esterno verso l’interno? Il vapore presente nell’aria esterna umida estiva non potrebbe infiltrarsi continuando ad alimentare il mio pacchetto con nuovo vapore?
    Grazie ancora

  17. privilegiare il passaggio di vapore verso l’interno in regime estivo (tipico dei manti a diffusione igrovariabile) è importante per l’asciugatura del vapore eventualmente accumulatosi nel pacchetto in periodo di riscaldamento.
    se questo fosse impedito succederebbe condensa estiva sul lato più interno del pacchetto e mancato smaltimento dei grammi d’acqua accumulati.
    in due parole: cerco di agevolare il passaggio del vapore contenuto nella stratigrafia e non l’umidità ambientale esterna della stagione estiva.

  18. Salve,
    sono un laureando in ingegneria civile e ambintale, documentandomi su internet sto cercando di capire meglio tutte le problematiche relative all’umidità e formazione della condensa.
    La mia domanda, in conseguenza a tutto quello letto fino ad ora, è:
    se di inverno ho interesse a limitare il passagio vi vapore dall’interno verso l’esterno proprio per limitare l’effetto di saturazone (condensa), perchè invece d’estate, quando il flusso si inverte, voglio invece che il vapore possa passare liberamente dall’esterno verso l’interno? non avrei comunque problema di condensa in prossimità della coibentazione? e se si, quale superficie presumibilmente sarebbe colpita?
    La ringrazio in anticipo, saluti.

  19. l’ideale sarebbe intervenire dall’esterno, ma forse non è possibile esteticamente ed economicamente.
    internamente, direi che con 3 centimetri, compresa la finitura interna si potrebbe fare un discreto lavoro.
    in base alle temperature medie più fredde si potrebbe controllare il rischio di condensa interstiziale
    bisognerebbe sapere quante persone abiteranno e con che frequenza, conoscere la serramentistica e l’impianto di riscaldamento…
    non è semplicissimo

  20. no, ho solo una parete di 4 cm. Non volevo mettere all’interno una nuova parete per non rimpicciolire le stanze. Quindi pensavo se ‘era un materiale tipo di stoffa o cartaceo o altro da utilizzare come coibentazione.

  21. isolare maggiormente? cioò significa che le pareti in legno di abete hanno già una vecchia coibentazione?
    bisognerebbe conoscere la stratigrafia esatta per partire e progettare una nuova e migliore stratigrafia.

  22. Ho una casetta in legno in montagna a 800mt nell’appennino parmense, di 60 mq. Volevo isolare maggiormente le pareti, ho visto i teli traspiranti, ma non soo sicuro che vadano bene.
    Qualcuno mi può dare un consiglio su cosa incollare alle apreti dilegno di abete???

  23. molte coperture, come nella tradizione di secoli, non prevedono l’impermeabilizzazione sotto tegola.
    i coppi, o le tegole, svolgono il ruolo dell’impermeabilizzazione.
    naturalmente bisognerebbe fare manutenzione regolare per il corretto funzionamento. cosa che nessuno o quasi fa.

    la necessità di intervenire per il riposizionamento dei coppi o per la sostituzione di quelli rotti, potrebbe essere l’occasione per pensare alla coibentazione.

  24. Salve,
    io ho acquistato nel 2012 una casa costruita nel 2008, con tetto in legno e coppi a vista.
    con i temporali estivi, mi sono accorta che la pioggia si è infiltrata sotto i coppi e invitabilmente ha gocciolato nel sottotetto. credo che a questo tetto manchi qualcosa. posso chiedere dove è stato commesso l’errore, a chi devo chiedere i danni (per ora pochi) e eventualmente come procedere a correggere l’impermeabilizzazione del tetto!

  25. Chi vi ha progettato il pacchetto ha pensato, se poso una barriera al vapore elimino il problema dell’aria cada e umida interna che migra d’inverno verso l’esterno. Il tetto non traspira e perciò attraverso la coibentazione in fibra di legno non c’è passaggio di vapore.
    Se la barriera in qualche punto avesse dei difetti (di posa di solito) allora ci saranno dei forti passaggi di vapore in quei punti.
    Comunque, l’eventuale imprevisto passaggio di vapore oppure l’eventuale carico di umidità del materiale all’origine non sono intrappolati nello strato coibente perchè è stata creata un’intercapedine d’aria di 4cm.
    Non si comprende dalla descrizione se questo tavolato distanziato dal coibente (e sormontato dall’ultima guaina impermeabile) abbia in cima una ventilazione. Esisterà un colmo ventilato oppure è un “cappello impermeabile” che respira solo sulle linee di gronda? In questo caso potrebbe formarsi condensa lì sotto, bagnando anche il tavolato della ventilazione.
    Solitamente la ventilazione di un tetto traspirante avviene sopra l’ultima guaina impermeabile ma traspirante nello spessore di listellatura e contro listellatura.

  26. Salve,
    in merito a questo articolo le chiedo cosa comporti, costruire un tetto con la startigrafia seguente, in termini di problematiche all’isolante usato. Io ho usato in ordine di montaggio:
    – Travature in legno
    – perlina
    – barriera al Vapore
    – 16 cm di fibra di legno steico Therm
    – camera d’aria 4 cm
    – tavolato grezzo
    – altro telo impermeabile all’acqua molto simile alla barriera al vapore
    – listellatura verticale + listellatura orrizzontale a passo costante per appoggiare le tegole
    – Tegole

    Il mio dubbio è relativo alla protezione dell’isolante in fibra di legno che a suo tempo (6 mesi fa) mi è stato suggerito di non proteggere (in quanto la camera della ventilazione avrebbe assolto agevolmente il compito di togliere il vapore dall’isolamento vista la continua aerazione)con nessun tipo ti barriera traspirante in quanto poteva “intrappolare” vapore e creare problemi all’isolamento. Oggi leggendo su quest’articolo mi sembra di capire che ho commesso un errore ma vorrei con voi capire quale impatto può avere in termini di durata dell’isolante Stesso e in termini di prestazioni dell’isolante in merito all’invecchiamento che può avere con questa soluzione.

    Grazie
    Buon Natale

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