La tenuta all’aria (fai da te) delle prese elettriche

In cantiere vado predicando che sarebbe necessario inventarsi degli accorgimenti per interrompere i flussi d’aria che provengono dalle scatole elettriche e poi a casa mia non faccio nulla? Solo per pigrizia, e un po’ di stupidità magari.

tenuta all aria presa elettrica

Beh, questo fine settimana ho aperto la presa che in casa soffia più di tutte (non ho capito perchè) è ci ho spinto dentro, prima dietro ai cavi e poi davanti, delle strisce di gommapiuma (speriamo che non si autoincendino!!!).

 tenuta all aria presa elettrica

Il risultato è ottimo: posso dire che la scatola elettrica è a tenuta d’aria. Un po’ di gommapiuma e un po’ di pazienza e da quest’inverno uno spiffero di meno!

tenuta all aria presa elettrica

Sabato prossimo, famiglia permettendo, continuerò con questo lavoretto.

Per trovare motivazione e spinta a continuare forse dovrei scoprire quanto vale l’intervento ad ogni presa!

Quanta aria passa attraverso 3 normali tubi corrugati che portano i fili alla scatola?

Quanto peggiora le prestazioni di una casa una presa che soffia 24 ore al giorno?

Quanta energia va persa per ogni presa elettrica senza tenuta?

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Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

Non posso più aprire le finestre se installo un impianto di ventilazione meccanica controllata?  I committenti a cui consiglio di riflettere sulla VMC mi fanno spesso questa domanda!

E’ certamente un apparecchio quasi sconosciuto in Italia, ma è un aggeggio utile ed intelligente, perciò io ne parlo e ne consiglio l’installazione. Sempre.

La risposta alla prima domanda è: ovviamente le finestre si possono sempre aprire, alla macchina di VMC non succede nulla.

vmc e finestre chiuse Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

E’ l’aria che a caro prezzo avete appena riscaldato ad essere buttata dalla finestra!

 Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

La ventilazione confortevole invece recupera il calore dell’aria ambiente da espellere e lo riutilizza cedendolo all’aria fredda che entra. Non è fantastico? Tutto il calore di quei metri cubi di aria che siamo abituati a far uscire dalla finestra per ventilare gli ambienti viene recuperato al 70-80%. Incredibile! e possibile!

 Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

Una VMC decentralizzata (cioè senza tubazioni di distribuzione) ha alla fine l’aspetto di un quadrato appeso al muro, non è una bellezza, ma nemmeno una bruttezza!

vmc aspetto dopo installazione Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

Allora smettiamo di essere scettici, uomini delle caverne, e installiamo un apparecchio decentralizzato di ventilazione meccanica controllata! Io l’ho appena fatto!

Come è andata?

Purtroppo in una casa già finita è un vero trauma spaccare il muro per predisporre la sede della VMC. Ma cos’è che è solo facile nella vita? Dopo un’oretta il buco è fatto e resta da pulire un po’. La scatola di predisposizione sotto intonaco in eps e una bomboletta di schiuma chiudono subito il foro. All’interno, dopo il ripristino dell’intonaco, non resta che infilare i tubi (in dotazione), far arrivare la corrente, collegare e avvitare la VMC, inserire i filtri, rimontare il coperchio e

 vmc installata Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

accendere (all’ora di cena tutto era pronto per premere ON e I, cioè velocità 1)

 vmc prima accensione Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

Velocità I, silenzio assoluto, velocità II, silenzio, velocità III, siiiiiiisente. Ho acquistato la versione con 10 velocità, quindi da telecomando posso scegliere velocità intermedie arrivando fino alla velocità 4 mantendendo silenzio. La neo-nata VMC è installata nella zona giorno, un po’ cucina, un po’ sala da pranzo, un po’ soggiorno, un po’ entrata, un po’ studio, un po’ stufa e divani e devo ammettere che un ambiente da più di 300 metri cubi sono un po’ troppi per una VMC a velocità I che garantisce un ricambio di 15 mc/ora. A meno che si sia poco in casa, allora è perfetta. Già con velocita 2 (delle 10 velocità) e 20 mc/ora si può stare bene anche in tre e cucinare pure.

vmc decentralizzata Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

E’ stagione di stufa questa: temevo una certa incompatibilità. Invece stufa e VMC vanno daccordissimo, sono già amiche inseparabili, e il filtro a carboni attivi svolge un lavoro ottimo: fuori, l’aria, specialmente la sera, puzza di tutto (traffico, camini, nebbia, riscaldamenti altrui) e la VMC non tira dentro nulla di nulla. E’ installata a sud, in posizione "lucertola", di giorno lavora con aria soleggiata. Speriamo aiuti il rendimento!

La macchina VMC viene già fornita con due filtri, ma ho immediatamente sostituito quello in aspirazione con quello che secondo me è ideale d’inverno: ai carboni attivi (un vello di microfibra a doppio strato come mezzo filtrante, cui si aggiungono diversi strati di carbone attivo: e’ in grado di trattenere in modo efficace, oltre alle polveri a grana grossa, anche le polveri fini come pollini e spore fungine e permette di eliminare odori e gas tossici come carburanti, ossidi d‘azoto ed ozono):

  Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

In primavera invece lo sostituirò con quello contro i pollini, che trattiene, oltre alle polveri a grana grossa, anche quelle più fini (particelle di dimensioni fino a 0,4 μm) e circa il 90% dei batteri, perfetto per affrontare la nuova stagione:

  Ventilazione meccanica controllata, o VMC, e apertura finestre

 Sarebbe bello che i consumi per riscaldamento si abbassassero grazie alla VMC. Se non succederà sarò ugualmente soddisfatto perchè la sensazione di un’aria migliore e in modo continuato è veramente più che una percezione! Specialmente la sera!

Sono però certo che il consumo per riscaldamento avrà un calo: sono tante le occasioni d’inverno in cui si sente il bisogno di cambiare l’aria, e non solo dopo aver cucinato! Di mese in mese controllerò e documenterò (sempre in questo articolo!).

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Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

 E’ quasi sempre il committente a contattarmi per valutare la bontà o meno di un pacchetto tetto (l’unico che ne dubita! :-) ). Più che altro le domande sono… "va bene così? Perchè ho letto un po’ ovunque che le guaine dann problemi…"   Così ricevo, per visione e valutazione, i più diversi capitolati che ora non pubblico e nemmeno giudico per l’onerosità.

tetto pacchetto

Il tetto è un argomento veramente importante, e a maggior ragione il rifacimento di un tetto!

  • Se la casa la conosciamo perchè l’abbiamo già vissuta allora conosciamo anche i suoi difetti, e possiamo partire da lì. Non parlo del gocciolio, ma piuttosto della protezione che mi offre dal caldo e dal freddo. Sono due aspetti che riguardano la coibentazione del tetto, ma non sono la stessa cosa.

Noto invece, leggendo varie offerte, che la voce "isolamento" nel capitolato tetto è la soluzione a tutti i mali, e quindi… "mi dica mi dica che devo firmare se nò i lavori non iniziano!"

  • Se il tetto invece non lo conosciamo già, dobbiamo fermarci e ragionare.

tetto capitolato

Coibentare non significa decidere lo spessore e partire con i lavori!

Coibentare significa progettare il comfort per chi abiterà sotto quel tetto. E certamente un tetto di Dobbiaco dovrà essere un pizzico diverso da un tetto di Firenze, e non solo nello spessore.

Allora ragioniamo un attimo a grandi linee sulle proprietà della coibentazione di un tetto, in modo da avere qualche buona informazione prima di decidere di firmare un capitolato tetto, "perchè poi ve lo terrete 30 anni sopra la testa (minimo), la stessa testa che sta decidendo se firmare!"

  • Un tetto di una casa in una zona particolarmente fredda ha soprattutto bisogno di uno spessore adeguato per ottenere un buon valore di trasmittanza. E se il Ministro Scajola (che di case se ne intende!) il 26 gennaio 2010 ha stabilito che in zona cimatica F le coperture devono rispettare il vaore di trasmittanza termica U = 0,23 (W/mqK), è bene fare da così a meglio. Forse quello contro il freddo è il tetto in definitiva più semplice da realizzare.
  • Un tetto di una zona dove d’estate si soffre il caldo ha invece bisogno di attenzioni diverse e qualche ragionamento in più: se in una zona fredda la corretta coibentazione mi abbassa la bolletta per riscaldamento e mi regala un comfort migliore, in una zona calda una buona coibentazione può rendere superfluo l’impianto di raffrescamento. Non poca cosa direi!

Non è che il buon tetto ci raffresca la casa che si è surriscaldata, questo è chiaro, ma impedisce al caldo di entrare in casa! Per farla breve, in zona F, non posso coibentare così tanto che l’impianto di riscaldamento diverrà inutile, mentre, in zona E, posso prendermi il lusso di evitare l’impianto di raffrescamento perchè ho costruito bene.

 Il tetto, ottimo d’estate (e ottimo d’inverno), ha bisogno di tanta inerzia termica.

La coibentazione ideale deve avere elevata capacità termica massica ed essere posata su una struttura che anch’essa possa accumulare calore (ecco a cosa possono servire le vecchie tavelle!).

tetto vecchie tavelle 500x349 Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

Quindi una coibentazione "leggera" funziona peggio di una "pesante": la capacità massica, kg/metro cubo, diventa importante perchè il pannello coibente, utile anche d’estate, ha due funzioni:

  • non trasmettere il calore (quindi ha un buon lambda, cioè un basso valore di conducibilità termica! cioè poco calore riesce ad attraversare la coibentazione!)
  • accumulare molto calore (quindi tanta energia può essere accumulata in ogni kg di coibente, J/(kg K)) (cosa può mai accumulare il polistirene???)

La fibra di legno ha doppia capacità termica massica rispetto alla lana minerale, per capirci!

tetto sottotetto isolamento Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

 Persino il D.P.R. del 2 aprile 2009 n.59 si occupa di contenere l’energia consumata per il raffrescamento e raccomanda di rispettare bassi valori di trasmittanza termica dinamica (o periodica): Udyn basso = buona capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nell’arco delle 24h.

per il tetto è richiesta una Udyn < 0,20W/mqK

  • 22 cm. di fibra di legno offrono più di 12 ore di sfasamento e infatti la Udyn = 0,04 W/mqK (molto bassa!)
  • 12 cm. di fibra di legno offrono solo 6 ore di sfasamento e infatti la Udyn = 0,20 W/mqK (rispetta solo il DPR!)

morale della favola?

meglio far meglio!

tetto e tegole Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

tetto isolare secondo enev Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

 

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