Ogni tanto una frase apparentemente assurda contiene qualcosa di vero 🙂 cit. “Il termotecnico che sta facendo la legge 10 sostiene che anche materiali come l’EPS possono offrire un’idonea protezione dal caldo… basta aumentare lo spessore” 😉
Ma se metto l’EPS, che ha pochissima massa e un calore specifico non eccezionale, come faccio a proteggermi dal surriscaldamento estivo?
Risposta: aumentiamo lo spessore.
Quanto?
Beh… mezzo metro 🙂
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Non è una battuta! Con mezzo metro di EPS possiamo veramente ottenere uno sfasamento termico estivo di circa 12 ore.
il metodo
Tecnicamente il ragionamento non è nemmeno sbagliato.
Se utilizzo un materiale poco interessante dal punto di vista del comportamento dinamico estivo posso compensare aumentando lo spessore fino a ottenere la prestazione che desidero ma non è un metodo di progettazione:
scelgo prima il materiale e poi continuo ad aumentarne lo spessore finché il numero che mi interessa diventa abbastanza bello?
Funziona. Ma forse potevamo ragionarci prima 😉
partiamo dal solaio senza isolamento
Prendiamo il solito solaio in laterocemento da 18 cm di un sottotetto non isolato.
- in inverno disperde come un matto
- e in estate il solaio si scalda rapidamente con uno sfasamento termico estivo di circa 4 ore 🙁
tutti gli isolanti isolano
Questa è una cosa che ripeto da anni e che continua a creare qualche incomprensione:
Anche l’EPS, anche la lana di roccia, anche una schiuma… se guardiamo soltanto il comportamento invernale e la trasmittanza U, possiamo ottenere risultati eccellenti con moltissimi materiali.
Ma quando arriva l’estate comincia un’altra partita… è importante capire come la struttura reagisce all’onda termica nelle 24 ore.
Ed è qui che cominciano a diventare interessanti
- densità,
- calore specifico,
- capacità termica,
- attenuazione e sfasamento.
50 cm di EPS: problema risolto
La trasmittanza U sarà eccezionale, e lo sfasamento di circa 12 ore è sufficiente.
Il tecnico aveva ragione? era questo il modo più intelligente per arrivarci?
Progettare non significa soltanto riuscire a raggiungere un numero, ma scegliere bene il materiale e lo spessore.
non basta cercare la massa
Devo comprare l’isolante più pesante possibile.
No 🙁 La massa è importante, ma non è l’unica cosa che ci interessa.
I trulli ci insegnano che la massa funziona magnificamente, ma immagino che nessuno voglia trasformare il sottotetto in Alberobello 😉
Quando scegliamo un isolante per proteggerci dal caldo dobbiamo guardare con molta attenzione il calore specifico del materiale, questo non è IL Sapere! questo è leggere una scheda tecnica 😉
il numero che quasi nessuno guarda
Il calore specifico ci dice quanta energia serve per aumentare di un grado la temperatura di un chilogrammo di materiale.
È uno di quei numeri nascosti nella scheda tecnica che quasi nessuno legge.
Se dobbiamo rallentare il surriscaldamento ci vengono in aiuto i materiali capaci di accumulare molta energia prima di aumentare la propria temperatura.
E qui diventa interessante scoprire che gli isolanti naturali offrono valori stupefacenti!
il calore specifico
i fiocchi di cellulosa
Prendiamo la cellulosa. I fiocchi hanno un calore specifico intorno ai 2.100-2.500 J/kgK.
Non sono certamente un blocco di granito e la densità cambia moltissimo secondo il tipo di posa:
- se insuffliamo la cellulosa in un’intercapedine possiamo raggiungere densità interessanti
- se invece la posiamo liberamente sul solaio del sottotetto la densità sarà decisamente inferiore.
Quindi lo spessore va scelto con il tipo di posa!
un sottotetto con i fiocchi
TIP coi fiocchi:
i fiocchi di cellulosa lasciati a vista, cioè in posa libera sul solaio (quindi non stiamo insufflando in intercapedine) si assestano 😐
Nella posa libera l’assestamento va previsto (massimo dell’8%): scriviamo la legge “meglio prevdere una maggiorazione in altezza del 10%” 😉
la fibra di legno
Con la fibra di legno la faccenda diventa ancora più interessante.
Anche qui abbiamo elevato calore specifico intorno ai 2.100-2.400 J/kgK e possiamo scegliere densità molto diverse a seconda del prodotto e della posa.
- per una bolletta per riscaldamento bassa in inverno, posso scegliere pannelli morbidi ed economici.
- per problemi di surriscaldamento estivo meglio pensare subito ai pannelli rigidi ad alta densità! Isolano benissimo anche d’inverno, ma d’estate mettono sul piatto proprio quello che ci serve: densità + elevato calore specifico. Una coppia che contro il surriscaldamento vale oro 😉
e perchè non la balla di paglia?
Senza scomodare la balla di paglia e senza disturbare il contadino che ti guarderebbe come fossi matto, oggi puoi acquistare pannelli in paglia pronti da 10cm di spessore:
- pesante è abbastanza pesante, circa 80kg/mc
- calore specifico 1.900 J/kgK
e il sughero? e la canapa?
Ottimi anche loro, ma visto che hanno costi elevati mi sembra uno spreco lasciarli rinchiusi nel sottotetto.
allora l’EPS è sbagliato?
No. L’EPS non diventa improvvisamente un cattivo isolante perché a me piacciono cellulosa, fibra di legno, canapa e compagnia bella.
Costa relativamente poco, pesa pochissimo, isola molto bene dal punto di vista della dispersione del calore e in determinate applicazioni può essere una scelta perfettamente sensata.
Ma non sceglierei un isolante e poi cercherei di convincerlo con altri trenta centimetri a fare il mestiere di un altro 😉
prima il progetto, poi il materiale
Il bello del calcolo termico è che ci permette di confrontare materiali diversi prima di comprarli.
Il bello del progetto è riuscire a scegliere il materiale che sa già fare il lavoro che gli stiamo chiedendo, senza doverlo convincere aumentando lo spessore fino a mezzo metro 😉
E quindi sì: anche mezzo metro di EPS può offrire uno sfasamento sufficiente.
Ma adesso che lo sappiamo… non è che dobbiamo farlo davvero! 🙂
copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio
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