Se l’intonaco tradizionale contribuisce a rallentare il passaggio del vapore, allora anche un semplice cartongesso svolge questa funzione?
Sì. Ma troppo poco. Ed è proprio quel “troppo poco” che oggi dobbiamo scoprire.
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cartongesso come tenuta all’aria
Se il cartongesso è posato bene, senza fessure e con il perimetro correttamente nastrato, qualcosa fa. Contribuisce alla tenuta all’aria e offre anche una piccola resistenza al passaggio del vapore. Il problema è che quella resistenza è molto debole, cioè è troppo aperto alla diffusione del vapore.
cartongesso come freno al vapore
Una lastra standard in gesso rivestito, cioè un pannello in cartongesso che di solito ha una densità di 600 kg/mc garantisce un certo FATTORE DI RESISTENZA al VAPORE ACQUEO:
- a secco di 9,2
- a umido di 5,7
cartongesso e il valore Sd
Come ripeto sempre è stupido giudicare un materiale leggendo questo FATTORE DI RESISTENZA al VAPORE ACQUEO perchè sì, è un dato che ci serve, ma ci serve per calcolare il valore Sd se vogliamo fare un confronto tra 2 strati per giudicare come si comportano.
Se un materiale ha un elevato FATTORE DI RESISTENZA al VAPORE ACQUEO ma è sottilissimo oppure resiste poco al passaggio del vapore ma è molto spesso… capite che le cose si fanno più complicate.
E giudicare un materiale leggendo solo il FATTORE DI RESISTENZA al VAPORE ACQUEO è proprio da sciocchi.
Moltiplicando il FATTORE DI RESISTENZA al VAPORE ACQUEO per lo spessore del materiale, otteniamo un numero che invece ci diventa utilissimo! è il valore Sd (espresso in metri, rappresenta lo spessore d’aria equivalente alla diffusione del vapore).
Questo numero, questo valore Sd ci dice finalmente ed esattamente quanto è forte o debole la resistenza che quel materiale oppone al passaggio dell’umidità:
- più il valore Sd è basso, più il materiale è traspirante.
Torniamo indietro adesso e verifichiamo quel cartongesso da 600 kg/mc con RESISTENZA al VAPORE ACQUEO:
- a secco di 9,2
- a umido di 5,7
cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo moltiplicare la resistenza per lo spessore, quindi:
- 9,2 * 0,0125 m (lo spessore di 12,5mm) = Sd 0,11
- 5,7 * 0,0125 m (lo spessore di 12,5mm) = Sd 0,07
esempi di freno al vapore nelle stratigrafie dei tetti
Abbiamo imparato quale “strumento” usare per misurare la capacità o la incapacità di gestire la migrazione del vapore da parte di una lastra in cartongesso: il valore Sd 🙂
Solo che se non siamo abituati a confrontare valori Sd, un numero vale l’altro… 🙁 nel senso che non ci dice proprio un bel niente 😐
E’ un po’ come raccontare alla nonna rimasta a casa che nel nostro viaggio nel deserto abbiamo toccato la temperatura di ben 122,7 °F… Alla nonna non dice nulla questo valore 🙁
Ecco perchè è utile fare alcuni esempi con i teli e le membrane che si usano nei tetti, e che nascono appositamente per gestire il vapore, cioè la spinta del vapore che nasce quando riscaldo la casa e fuori è più freddo.
Vogliamo evitare che il vapore passi troppo velocemente da dentro casa a fuori casa perchè i materiali traspiranti e fibrosi del pacchetto isolante ne soffrirebbero, e ne soffrirebbe anche il legno magari interposto agli strati.
In genere quindi, dobbiamo scegliere
- un telo sul lato caldo per frenare il vapore (quindi sotto l’isolante)
- un telo sul lato freddo (sopra l’isolante) per permettere al vapore di uscire dal pacchetto e andarsene a fare danni altrove volandosene via nello strato di ventilazione 😉
Guardando i valori Sd che di solito io consiglio per i tetti, possiamo capire un po’ meglio quel valore Sd calcolato per il cartongesso, che poco fa ci diceva poco nulla, non avendo riferimenti utili a comprenderlo!
esempio di telo sul lato caldo per frenare il vapore
Uso spesso un freno al vapore, quindi sotto le coibentazioni del tetto, che va bene un po’ per tutte le costruzioni di copertura ventilata, con valore Sd pari a 2,3 m.
Tanto per ritornare un secondo al concetto reale della RESISTENZA al VAPORE ACQUEO di cui abbiamo parlato all’inizio, questo freno al vapore ha una resistenza pari a 5.000, ma ovviamente per uno spessore sottilissimo pari a quello del telo 😉
Ancora più spesso, sempre sotto le coibentazioni del tetto, uso un freno al vapore che ha prestazioni variabili, quindi è intelligente: se serve frena di più il vapore, altrimenti “si apre molto” al passaggio. Questa membrana ha un valore SD che varia da 0,25 m (molto aperta) a 25 m. (molto chiusa).
Insomma, se confrontiamo il valore Sd di circa 2 metri rispetto a quello offerto dal cartongesso che era tra 0,07 e 0,11 capiamo subito che qualcosa il cartongesso fa, ma è troppo poco 🙁
esempio di telo sul lato freddo per permettere al vapore di uscire
Visto che abbiamo dato un ordine di grandezza al freno al vapore che deve dosare il passaggio e proteggere l’isolamento fibroso e traspirante, adesso possiamo dedicare altri 3 minuti a capire come permettere al vapore di uscire dal pacchetto isolante senza intrappolarlo e mettere in pericolo l’isolante e il legno.
Uso spesso una membrana sottotegola traspirante, quindi sopra la coibentazione del tetto e sotto lo strato di ventilazione, direttamente sui pannelli in fibra di legno, con valore Sd 0,05 = 0,02 m
Ovviamente in alcuni contesti è meglio usare una membrana sottotegola estremamente resistente ma sempre aperta alla diffusione, ad esempio in tetti con inclinazione molto ridotta. Questa ha un valore Sd più alto, 0,95 m, e infatti ha anche grammatura “potente” oltre 5o0 gr/m2
il cartongesso è diverso dal fibrogesso?
Chi mi segue da tempo sa quanto io sconsigli il cartongesso! Eh lo so anch’io che costa poco!
Ecco, anche questo fattore del prezzo basso dovrebbe essere una campanellina d’allarme! A parte la qualità scarsa del materiale in sé, anche l’inerzia è scarsa, ma adesso evitiamo un pippone sui cartongessi e facciamo solo un’ultima cosa: entriamo nel mondo del fibrogesso!
fibrogesso come freno al vapore
Le lastre in gesso-fibra sono composte da gesso speciale d’alta qualità e da fibre di cellulosa speciali, estratte da qualità scelta di carta riciclata.
Volgarmente cartongesso e fibrogesso (gessofibra) vengono un po’ confusi, ma in comune hanno poco, se non essere pannelli per costruire a secco! cioè senza intonaco.
Basta alzare un pannello in fibrogesso: provate a prenderne uno in mano. La mano capisce immediatamente quello che la scheda tecnica impiega 3 pagine a spiegare.
Basta toccarlo per accorgersi di quanta qualità ci portiamo dentro casa! e quanta inerzia! Infatti il fibrogesso ha una densità che va dai 1.000 a oltre i 1.250 kg/mc
fibrogesso e il valore Sd
Moltiplicando il FATTORE DI RESISTENZA al VAPORE ACQUEO che in questo caso è 21 e non 5 – 9 del cartongesso, per lo spessore del materiale, otteniamo un valore Sd molto diverso dal cartongesso
- 21 * 0,0125 m (lo spessore di 12,5mm) = Sd 0,26
prima invece:
- 9,2 * 0,0125 m (lo spessore di 12,5mm) = Sd 0,11
- 5,7 * 0,0125 m (lo spessore di 12,5mm) = Sd 0,07
conclusione
Ogni materiale oppone una certa resistenza al passaggio del vapore…
anche il cartongesso,
anche il fibrogesso.
Ma tra “fare qualcosa” e “fare il lavoro giusto” c’è una bella differenza.
Quando propongo i materiali per un tetto non voglio sperare che il cartongesso rallenti un po’ il vapore.
Preferisco affidare questo compito ad una membrana nata proprio per farlo.
Ogni materiale dovrebbe fare il mestiere per cui è stato inventato:
- il cartongesso riveste
- il fibrogesso aggiunge massa e qualità
- il freno al vapore… frena il vapore 🙂
Infatti non è un FRENO a VAPORE 😉 frena il vapore! non va a vapore 😉
copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio
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