Superfici scure senza limitazioni cromatiche per sistemi a cappotto anche in EPS

Quando troverò un colore più scuro del nero, lo indosserò. Ma fino a quel momento, io mi vestirò di nero!

Coco Chanel

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Coco Chanel (Gabrielle Bonheur Chanel) è stata una rivoluzione nel mondo della moda, proponendo abiti che non costringessero la donna in stecche e corsetti. Ha lanciato il nuovo modello femminile del ‘900, il famosissimo tailleur, elegante e raffinato, atipico per il periodo in cui vive. Muore a Parigi nel 1971.

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Sicuramente una donna sopra le righe Coco Chanel, come qualche committente che chiede al progettista una facciata della casa tutta nera.

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Non mi pento di nulla nella mia vita, eccetto di quello che non ho fatto – diceva Coco.

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i colori scuri nel sistema a cappotto

Il committente che ama i colori scuri deve però usare molta cautela per la finitura del sistema a cappotto:

  • un indice di riflessione alla luce < 20 comporta un forte aumento di temperatura delle facciate con picchi superiori agli 80 °C. E il sistema a cappotto in EPS è il primo a soffrire delle alte temperature e a mal digerisce quelle sopra  i 70°C.

normale pittura per facciate

La normale pittura per facciate contiene comuni pigmenti neri (ossido di ferro, fuliggine) e infatti porta con sé il rischio di formazione di crepe o espansione dei pannelli isolanti. Le forti tensioni sono la prima causa di danno al cappotto!

La pittura per facciate termoriflettente invece mantiene i picchi termici  sotto i 70 °C e ci riesce grazie agli innovativi pigmenti “near Infrared” che riflettono una parte dell’energia solare nello spettro non visibile degli infrarossi a corto raggio.

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pittura per facciate con pigmenti “near Infrared”

La pittura è disponibile in molte colorazioni e riduce del 15-25% la temperatura di facciata, anche con superfici scure che, come tutti sappiamo, sono un magnete per il calore quando c’è irradiazione solare diretta.


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Personalmente sono contrario a questa stortura e consiglio sempre superfici chiare che riflettono bene la luce e allontanano il calore. Questo è importante specialmente per una zona terrazzo che in alcune ore del giorno diventa insopportabile nelle vicinanze della parete.

lesioni o deformazioni dei pannelli isolanti

Se però non siete disposti a compromessi e volete la facciata scura come Coco Chanel la vorrebbe, ma volete anche la garanzia di non ritrovarvi con lesioni o deformazioni nel materiale isolante, queste pitture riflettenti gestiscono una grande quantità di energia.

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“Coco Chanel”- black Technology: superfici scure, ma visibilmente più fresche! e senza limitazioni cromatiche.

Le facciate nere non sono più un problema ed  è possibile ottenere anche un indice di riflessione inferiore a 10.

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Naturalmente questa soluzione può essere interessante anche per il rinnovamento di sistemi di isolamento termico già esistenti.



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autore - Federico Sampaoli  


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2 commenti su “Superfici scure senza limitazioni cromatiche per sistemi a cappotto anche in EPS”

  1. @ MT

    case e auto bianche!

    eppure è ancora oggetto di dibattito scientifico il beneficio dell’utilizzo di materiali “cool” su scala annuale, cioè considerando anche gli scambi di calore dell’involucro durante la stagione fredda e, in particolare, gli apporti solari gratuiti che potrebbero risultare più limitati.

    per parlare di manto di copertura:
    è dimostrata la capacità di raffrescamento passivo data dalle coperture ventilate in laterizio e, in particolare, la loro capacità di limitare le temperature superficiali raggiunte dal manto nei periodi a elevata temperatura dell’aria e irraggiamento solare, tipici delle estati nei contesti climatici caldi e temperati.

    questa capacità di raffrescamento passivo è
    • ottenuta anche se i materiali costituenti il manto non sono “cool” e presentano proprietà radiative
    “intermedie” (laterizio)
    • dovuta al raffrescamento convettivo originato non solo dalla ventilazione sottomanto, ma anche dal
    passaggio di aria attraverso i giunti degli elementi discontinui del manto (si dovrebbe migliorare
    ulteriormente questo effetto di convezione naturale incrementando la permeabilità all’aria tra le
    tegole, attraverso una modifica della forma)

    quindi basta fare tetti con coppi e tegole prese in malta 😉

    parlando di isola di calore, una elevata riflettanza (0,65) rispetto a tegole caratterizzate da bassa riflettanza (0,35), comporta differenze anche dell’ordine di circa 10°C del manto: dunque si può veramente inibire l’effetto isola di calore intorno all’edificio.

    sul tema asfalto:
    nemmeno io riesco a capire perché in Italia continuiamo a pagare asfalti neri tipo Coco Chanel. basta fare un giretto in Francia, ma anche solo in Corsica per notare che si posano impasti stradali chiari e anche di colore beige-sabbia che si sposano con la natura circostante in modo eccezionale.
    basterebbe rinnovare l’esistente con conglomerato per usi stradali detti “bitumi albini” che presentano una colorazione chiara.

  2. Ma che vadano a caXXre architetti ed amanti del nero!!
    Con tutti i problemi di surriscaldamento… Non solo del cappotto, parlo anche isola di calore e surriscaldamento globale!

    In Italia abbiamo cementificato il 7% della superficie, dovremmo trovare il modo di schiarire l’asfalto (per esempio obreggiandolo con alberi) e non rendere più scure le nostre abitazioni!!
    Quindi: Pareti bianche e copertura tetto in alluminio naturale.

    Se proprio vi piace il nero mettete pannelli solari.


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