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isolamento tetto in legno - La prestazione termica del tetto senza membrana sopra la fibra di legno 1

La prestazione termica del tetto senza membrana sopra la fibra di legno

6 risposte

Il mese scorso un esperto-lettore poneva  un quesito in merito al suo tetto in legno:

  • barriera al vapore posta sulle perline (io suppongo un freno al vapore – spessissimo le parole freno e barriera sono ancora oggi usate senza attenzione
  • fibra di legno come coibente
  • nessuna membrana a protezione dell’isolante

Il costruttore del tetto ha applicato i controlistelli direttamente sullo strato isolante e sopra di essi l’OSB per creare la camera di ventilazione.

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La domanda era: quanto è alterata la prestazione termica del tetto causa l’assenza di una membrana sulla fibra di legno?

Quanto più freddo avrò se soffia il vento sul mio maglione di lana? Tanto più vento soffierà.

La mancanza dell’iso­la­men­to al ven­to non fa certamente bene alla coi­ben­ta­zio­ne.

Per esempio potrebbe accadere il gocciolio dalla condensa che si può formare sul lato inferiore dell’OSB

Comunque il man­to an­ti­ven­to  sul­la par­te ester­na del­la coi­ben­ta­zio­ne fibrosa im­pe­di­sce che gli stra­ti più ester­ni venga­no at­tra­ver­sa­ti e raffreddati dall’aria, e questo vale anche per le fi­bre mi­ne­ra­li come la lana di roccia.

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Per farla breve, se il pacchetto isolante è impermeabile al ven­to anche la pre­sta­zio­ne dichiarata dal produttore del­ pannello sarà garantita.

Dopo tutta la spesa prevista per la copertura, perchè risparmiare proprio sullo stra­to d’im­per­mea­bi­liz­za­zio­ne al ven­to che au­men­ta la si­cu­rez­za dell’in­te­ro si­ste­ma ed evi­ta ogni pos­si­bi­le cor­ren­te con­vet­ti­va? Un risparmio che va dai 3 ai 9€/mq.

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Ma quale telo scegliere per il nostro tetto?

ecco le caratteristiche che deve avere l’ultimo manto sotto le tegole?

  • deve garantire contro la pioggia battente e la tenuta all’acqua
  • deve essere aperto alla diffusione del vapore ma non essere micro-poroso (meglio le membrane monolitiche)
  • deve diminuire la resistenza alla diffusione del vapore man mano che aumenta il trasporto dell’umidità verso l’esterno

ma non finisce qui, la scelta della membrana impermeabile ma traspirante:

  • deve essere adatta ai gradi di inclinazione della falda del tetto (per esempio sotto i 10° di inclinazione abbiamo il caso di un tetto con attenzioni particolari)
  • deve garantire la resistenza ai raggi UV
  • deve prevedere le corrette sigillature nei sormonti e nei passaggi impiantistici (salire sul tetto senza questi elementi speciali può portare all’interruzione del cantiere con i rischi legati alle piogge)

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autore: Federico Sampaoli

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copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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6 risposte a “La prestazione termica del tetto senza membrana sopra la fibra di legno”

  1. normalmente ci sarebbe a vista un tavolato in perline (non ho indicato il freno al vapore)

    tavolato perline 0,020 0,130
    Rockwool Durock Energy 0,100 0,037
    Rockwool Durock Energy 0,100 0,037

    e lo sfasamento estivo arriverebbe a nemmeno 8 ore

    se simuliamo il beneficio dei pannelli in abete di quasi 7 cm di spessore (ma mi sembra un po’ strano):

    tavolato perline 0,033 0,130 2100 600
    tavolato perline 0,033 0,130 2100 600
    Rockwool Durock Energy 0,100 0,037 1030 150
    Rockwool Durock Energy 0,100 0,037 1030 150

    lo sfasamento estivo arriverebbe a nemmeno 12 ore

    come già sottolineato in precedenza, la lana di roccia è un isolante scarso come protezione dal surriscaldamento estivo, per colpa del suo valore di calore specifico è di soli 1030 J/kgK

    la fibra di legno offre invece 2400 J/kgK

    tavolato perline 0,033 0,130 2100 600
    tavolato perline 0,033 0,130 2100 600
    fibra di legno interp 10% 0,100 0,046 2400 160
    fibra di legno interp 10% 0,100 0,046 2400 160

    lo sfasamento estivo arriverebbe a 16 ore

    aumentando di uno strato si arriverebbe finalmente a quasi 23 ore di sfasamento

    se aumentassimo di uno strato la soluzione in lana di roccia si arriverebbe a sole 16 ore (quindi 30cm di lana di roccia si comportano come 20cm di fibra di legno)

    Non ci sono dubbi che una mansarda debba essere ben progettata, è un ambiente che soffre facilmente di surriscaldamento e diventa invivibile senza impianti in funzione. Quindi 30cm di fibra di legno assicurano un’ottima prestazione estiva.

    Naturalmente bisogna prevedere un costo materiale extra per il 3° strato di fibra di legno da 100mm, ma spendere 12 € al mq in più è un buon investimento

    circa i Velux, se faccio in tempo a concluderlo, uscirà un nuovo articolo lunedì pomeriggio!!

  2. Grazie mille,
    sull’appoggio delle tegole non ho specifiche, e quindi grazie, le chiedo!
    per quanto riguarda l’ isolante le rispondo subito, perchè il calore estivo è il mio terrore più del freddo invernale.
    Premetto, cosa che non avevo specificato ma che diventa rilevante, che parte del tetto (circa 1/4 della superficie) avrà fotovoltaico intergrato.
    Quindi ritornando all’isolante ci sono due pannelli di Durock Energy plus 10 cm ciascuno (20cm in tutto) a doppia densità e sotto il durock due pannelli di abete da 33mm ciascuno.
    Ho pensato abbiano messo lana di roccia perchè ignifuga.
    Che alternative avrei? Isolanti riflettenti alveolari?
    A questo punto per informazione completa le dico che ci saranno anche 6 velux sul tetto, ho cercato di capire quali vetri migliori per schermare i raggi UV e mi sembra siano i vetri selettivi ( fermo restando che d’estate vanno tenute le tapparelle chiuse nelle ore di massimo irraggiamento…).

    Grazie ancora e mi faccio sostenitrice del suo blog!

  3. @ Anna

    da esperto a esperta 😉 , sì ha ragione lei: tra isolante e strato di ventilazione anch’io andrei a chiudere il pacchetto termoisolante con un manto traspirante.

    è vero che sopra allo strato di ventilazione ci sarà un pannello OSB,
    ed è vero che il manuale rockwool (pagina 78), nella soluzione tetto con doppio pannello in lana di roccia, di cui il primo ad alta densità con doppia listellatura, la prima poggia sul primo pannello in lana di roccia, la seconda sulla prima, NON suggerisce di coprire il 2° pannello con un manto…
    Ma io ci terrei ad una protezione in più e alla tenuta al vento!

    E’ invece previsto questo manto impermeabile e traspirante nella soluzione di tetto ventilato (pagina 62) con pannello ad alta densità dove sopra lo strato di ventilazione ci sono listelli e controlistelli (niente OSB).

    Nel suo caso dove il pacchetto prevede l’OSB come piano inclinato per la posa delle tegole, l’impermeabilizzazione non traspirante non ha importanza (potrebbe anche essere bituminosa, basta che impermeabilizzi).
    Sarebbe più importante scoprire come verranno posate le tegole perché se posate con malta o schiuma non avranno vita lunga come quelle posate su listelli e controlistelli.

    Circa la sua domanda: se la soluzione che mi è mi è stata proposta è migliorabile…

    tutto è migliorabile, ma a parte le guaine qui non ho letto lo spessore dell’isolante!

    Conoscere lo spessore dell’isolante è fondamentale per capire se la sua mansarda in estate diventerà un forno per pizze oppure sarà protetto dal veloce surriscaldamento.
    Purtroppo la lana di roccia è un materiale fibroso molto adatto a contenere le dispersioni invernali, ma è molto scarso come protezione dal surriscaldamento estivo, infatti il suo valore di calore specifico è di soli 1030 J/kgK (il più basso nella categoria isolanti).
    In pratica ci vorrebbe uno spessore enorme per ottenere molte ore di sfasamento termico.

    Senza un adeguato isolamento dal caldo estivo la mansarda non solo offrirà poco comfort ma esigerà un impianto di raffrescamento per parecchie ore di funzionamento.

    e l’estate ogni anno arriva

  4. Buongiorno, stiamo affrontando un restauro di un edificio con rifacimento totale del tetto e la mansarda sarà abitata. Il tetto proprosto dallo studio di termotecnica è tetto ventilato in legno conforme a tutte le UNI correnti, ma guardando la stratigrafia mi vengono dei dubbi:
    sotto le tegole in terracotta mette un impermeabilizzazione con PVC in fogli,
    poi pannello a fibre orientate, intercapedine ventilata 6cm, doppio pannello isolante in lana di roccia a doppia densità, freno vapore, 2 tavole legno.
    I miei dubbi poichè viviamo in una zona molto umida, sia d’inverno che d’estate:
    1) PVC sotto tegola, non sarebbe meglio un materiale impermeabile traspirante?
    2) Nessuna guaina tra camera aria e pannelli a lana di roccia….vero che la lana di roccia è idrorepellente, ma è sufficiente?
    VI chiedo quindi se la soluzione che mi è mi è stata proposta è migliorabile con impiego di guaine traspiranti per evitare rischio condense in climi particolarmente umidi.
    Grazie

  5. in qualsiasi caso penso che un pacchetto traspirante per isolamento del tetto ventilato necessiti di 2 freni al vapore con funzionlità diverse sul lato caldo e sul lato freddo.

  6. Avatar Emiliano De Bon
    Emiliano De Bon

    Buongiorno, concordo (per mia modesta opinione) sulla protezione del manto isolante con una membrana in caso di ventilazione direttamente sopra all’isolante. Mi era stato proposto di fare una ventilazione sopra l’isolante senza proteggerlo e quindi sopra perline membrana OSB ma non ho accettato questa soluzione.
    La mia domanda riguarda il freno vapore in caso di utilizzo di isolante in lana di pecora. In quel caso è necessario oppure è possibile utilizzare le qualità igroscopiche della lana (e del tetto in legno) per compensarne l’assenza?
    Grazie della risposta