Riscaldamento, gestirlo meglio dell’anno passato

E il freddo, anche quest’anno, alla fine è arrivato:acqua calda sanitaria & solare termico - Riscaldamento, gestirlo meglio dell'anno passato 1

è tempo di accendere il riscaldamento.

Tante famiglie cercano di regolare il termostato (spesso installato in posizione sbagliata) sperando di trovare il compromesso ideale tra risparmio e temperatura confortevole, ma un termostato ambiente che permette infinite regolazioni non è molto utile per avere comfort e risparmio in bolletta.

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L’errore sta proprio nell’idea che le impostazioni del termostato facciano tutto loro:

1. è la regolazione della temperatura di mandata della caldaia che dev’essere ben gestita 2. sono le valvole dei radiatori (o le testine elettrotermiche per i circuiti radianti) che devono essere chiuse o aperte fino ad ottenere l’equilibrio completo dell’impianto nei vari ambienti.

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Meglio utilizzare la caldaia con una mandata moderata, a seconda delle esigenze dettate dal clima esterno, senza tante interruzioni, evitando continui on-off. Le portate delle caldaie non devono comunque scendere sotto le portate minime richieste.

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Per le caldaie a condensazione, la condensazione (se avviene) consente di recuperare parte del calore contenuto nel vapore e di abbassare la temperatura dei fumi e dell’involucro, riducendo così le dispersioni (verso l’ambiente esterno o il locale caldaia) che sono solamente lo 0,5% del PCI (Potere Combustibile Inferiore). Il calore di condensazione è il calore che possiamo recuperare facendo condensare l’acqua ed è appunto sul possibile recupero di questo calore che si basa la tecnologia delle caldaie a condensazione.

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Le caldaie a condensazione possono condensare, ma riescono a condensare solo con temperature di ritorno inferiori a quelle di rugiada nei fumi (per il metano variano da 53 a 58°C) :

  • più le temperature di ritorno sono basse e più condensa otteniamo e più calore recuperiamo dai fumi.

acqua calda sanitaria & solare termico - Riscaldamento, gestirlo meglio dell'anno passato 7 Insomma, i consumi sono molto influenzati dalle temperature dell’acqua di ritorno in caldaia più che dal suo rendimento (si può dire che c’è un 10% di consumi in meno rispetto ad una caldaia tradizionale).

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Per le caldaie tradizionali ci sono limiti che riguardano sia le temperature di ritorno che le portate : le portate minime (i valori sono in genere indicati dai Produttori) non devono essere inferiori al 30-40% della portata nominale. Vanno evitate temperature di mandata e di ritorno troppo basse: i limiti sono indicati dai Produttori. Insomma, i consumi non sono influenzati tanto dalle condizioni di lavoro della caldaia, ma dal suo rendimento.

Allora? tenere la caldaia spenta il più possibile è risparmio energetico ?

In effetti, meno differenza di temperatura tra interno ed esterno c’è e più contenute sono le dispersioni termiche dell’edificio, ma le temperature superficiali interne troppo basse mettono le strutture a rischio condensa e quindi a rischio muffa.

Meglio lasciare il più possibile acceso il riscaldamento con caldaia regolata al minimo:

  • a temperatura più bassa la caldaia ha una resa maggiore.

Continuando a tenere spento il più possibile si dovrà regolare più alta la temperatura per godere in casa di un certo comfort:

  • temperature basse durante le assenze e più alte quando si è in casa, impongono una temperatura dei radiatori più elevata per soddisfare il valore impostato ad un certo orario (l’inerzia termica delle strutture non isolate o non sufficientemente isolate è forte).

Regoliamo la temperatura di mandata in modo proporzionale alla temperatura esterna mantenendo il più basso possibile la temperatura dell’acqua :

  1. si deve trovare il giusto equilibrio della temperatura di mandata anzichè spegnere e accendere l’impianto, intervenite sempre sulla temperatura di mandata (se non lo fa già la sonda esterna per voi)!
  2. se vi assentate per qualche giorno da casa, inutile trasformarla in un cubo di ghiaccio, abbassate un po’ la mandata, fate un completo ricambio d’aria per eliminare il vapore accumulato negli ambienti, al vostro rientro rialzate la mandata
  3. bilanciate l’impianto, ambiente per ambiente: anche in assenza di valvole termostatiche moderne si possono chiudere e aprire le valvole dei singoli radiatori in ogni stanza (la corretta portata permette di riscaldare gli ambienti più dispersivi e freddi con la massima apertura della valvola e di riscaldare con una portata “più strozzata” gli ambienti che sono già di per sè, per esposizione o cubatura, più caldi e meno bisognosi di riscaldamento)
  4. impostate i termostati ambiente ad una temperatura irraggiungibile e concentratevi per avere ovunque i 19-20°C (e nei bagni qualche grado in più) intervenendo sulle valvole dei radiatori (o le testine elettrotermiche per i circuiti radianti) [amazon_link asins=’B00U19FY24,B00S55XU5O,B00DFYUDIW’ template=’ProductCarousel’ store=’wwwespertocas-21′ marketplace=’IT’ link_id=’1a415104-d096-11e8-98eb-1d80b92e4efd’]
  5. ora reimpostate il termostato, magari interverrà quando in effetti le temperature interne sono raggiunte e non c’è necessità di ulteriore energia
  6. trovate sul termostato la temperatura perfetta per voi e poi, invece che impostare orari e giorni della settimana sfogate sempre la vostra voglia di regolazioni sulla temperatura di mandata della caldaia
  7. evitate, per quanto possibile, forti differenze di temperatura interna tra un ambiente e l’altro: le disomogeneità di temperatura indoor non favoriscono la sensazione di comfort percepita e portano a più elevate concentrazioni di umidità interna in alcuni ambienti meno riscaldati (rischio muffa)

Alla stagione fredda successiva, appena si sente l’esigenza di far partire l’impianto (bilanciato l’anno prima), non corriamo ad impostare giorni della settimana e orari di accensione e spegnimento! Concentriamoci sulla sola regolazione della temperatura di mandata. Solo su quella!

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Inutile fissare 65°C di mandata in ottobre, far partire la caldaia per due ore e poi fermare l’impianto fino al pomeriggio per farla ripartire nuovamente a 65°C.

Avrete un impianto che va piano, sano e lontano.

Ecco che i muri e tutte le strutture avranno sempre più o meno la stessa temperatura, ben più alta di prima, senza permettere alle spore di trovare zone con condense alle temperature critiche dei 13-16°.

La produzione di acqua calda sanitaria (ACS) invece può venire da vari sistemi, ad accumulo, istantanei e misti :

  • nei sistemi di accumulo l’ACS viene riscaldata e accumulata ad una temperatura più elevata rispetto a quella di utilizzo e poi miscelata con l’acqua fredda
  • se la produzione è istantanea l’ACS viene riscaldata appena ce n’è la richiesta e la temperatura ideale è intorno ai 45°C, quella che preferite
  • volete l’acqua calda sanitaria a costo zero? allora leggete quest’altro articolo.[amazon_link asins=’8859811740,8890496053,887283287X,8872833434,8872833140,8816408561,8804717181′ template=’ProductCarousel’ store=’wwwespertocas-21′ marketplace=’IT’ link_id=’7d3cce84-7664-4460-ac11-05cc2a89c746′]

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    autore: Federico Sampaoli


     

18 commenti su “Riscaldamento, gestirlo meglio dell’anno passato”

  1. Buon pomeriggio Daniele, ottimo risultato direi.
    La pompa di calore migliora la resa se la tempertaura di mandata viene abbassata e di conseguenza per erogare la stessa energia all’edificio necessità di più tempo di attivazione.

  2. Rispondo a Marco. L’appartamento dopo la riqualificazione è arrivato in fascia B (con la vecchia scala…) dalla G di partenza. Mi trovo a Venezia e negli ultimi 30 gg il cop è di circa 4.come ulteriore intervento sulla PdC ho abbassato la frequenza massima di funzionamento del compressore.Da quello che ho notato la macchina lavora per più tempo…non so se questo può influire sui consumi e/o affidabilità della macchina

  3. Buona sera a tutti e in particolare al Sig. Daniele 22/11/2018 e Sig.Gess 26/12/2019
    Ora non mi soffermerei sulla programmazione della pompa di calore del Sig. Daniele il quale ha raggiunto certamente un ottimo risultato valutando il COP anche se non si conoscono i fabbisogni dell’edificio e a quale periodo invernale si riferisce. In ogni caso risulta essere una ottima soluzione che consiglio di cercare di migliorare, sempre che sia possibile, riducendo ulteriormente la temperatura di mandata. Si vuole ricordare che la temperatura di mandata è certamente l’ago della bilancia ma dipende dal sistema nel suo complesso, comunque complimenti per la vostra osservazione nel tempo del sistema di riscaldamento. Seguite la regola anche nella produzione dell’acqua calda sanitaria predominante in un edificio a basso consumo o NZEB. Sfruttare al meglio le potenzialità della pompa di calore è un obiettivo che deve sempre risultare primario e impiega diverso tempo anche con una verifica di due stagioni invernali.
    Le osservazioni del Sig. Gess sono spesso corrette ma non andrei a generalizzare in quanto si trovano ottimi progettisti in grado di saper calcolare e dimensionare correttamente una pompa di calore conoscendo molto bene il campo energetico nonché di fabbisogno di acqua calda sanitaria dell’edificio. Quando la potenza minima di una caldaia o una pompa di calore risulta essere più elevata della richiesta dell’edificio è certamente vero e possibile ma nello stesso tempo si possono facilmente trovare sistemi capaci di attenuare tale problematica. Oggi gli edifici risultano di certo isolate ma pochissimi sono gli edifici ad altissima efficienza energetica e non mi riferisco semplicemente alle classi energetiche Nazionali facilmente raggiungibili ma ad edifici con certificazioni energetiche internazionali. In ogni caso spesso e volentieri il fabbisogno di riscaldamento è inferiore al fabbisogno di produzione di acqua calda sanitaria la quale richiede grandi accumuli e tempi più veloci per la messa a regime. Pertando dimensionare e scegliere il sistema corretto si scontra anche con i costi di realizzazione che spesso e volentieri i clienti non desiderano affrontare perché non correttamente informati, semplicemente con calcoli economici e di tempi di rientro economico. Confido sempre in un miglioramento di tutti gli attori. Buona serata a tutti.

  4. grazie peri il contributo. anche le sonde esterne non mi sembrano molto d’aiuto, ma io ho avuto una sola esperienza personale quindi mi trattengo dal commentare

  5. Linea di principio giusta , solo che il problema è che le caldaie e le pompe di calore sono tutte sovradimensionate . Quindi la loro potenza MINIMA è spesso superiore alla potenza richiesta , quindi andranno sempre in ON OFF indipendentemente dalla temperatura di mandata . Te puoi impostare tutte le temperature basse che vuoi , lei si spegnerà sempre . E allora ? ci vogliono caldaie e PDC SU MISURA , che al loro minimo generano meno del minimo richiesto . Solamente che come spesso accade si fa la gara a chi ce l’ha più grosso e quindi vige la regola : più grosso è meglio , mentre invece non è così . Per quello che riguarda le testine ed i termostati , sono apparecchi per i tecnici di oggi , che sono incapaci di bilanciare con le portate e come detto sopra le giuste potenze, la casa . Solo che bisogna fare i conti con la testa della gente , che non ha , col mercato che ha idee tutte sbagliate , ed infine non da meno coi progettisti che non sanno realmente dimensionare le potenze e quindi stanno sempre ultrasovradimensionati .

  6. Salve Marco,
    La PdC ora è impostata per leggere il valore temperatura esterna al mattino…ma potrei impostarla per leggerlo durante tutto l’arco della giornata…
    Mi pare convenga fare così…e io già pensavo anche di variare questo parametro…

    Purtroppo le PdC non sono come le caldaie…da questo punto di vista le caldaie sono molto più facili…un singolo parametro e via…le PdC ormai sono talmente complicate che uno dovrebbe avere sempre il Centro Assistenza in casa perchè 9 volte su 10 il grosso delle impostazioni sono bloccate da password…

  7. Buon giorno Daniele
    Vedi, e come mi confermi, non tutte le pompe di calore hanno una regolazione tale da dare al cliente possibilità di regolazione avanzate.
    Impostare le temperature di mandata in funzione agli orari non è corretto perché non considera ne la temperatura esterna ne tanto meno l’inerzia della casa e quindi la temperatura ambiente.
    In ogni caso regolare per quanto possibile è sempre una cosa giusta per il prortafoglio e di conseguenza per l’ambiente.
    Un consiglio : in Italia purtroppo non esistono siti o edicole che mettono a confronto per la grande platea di tutti noi, le varie apparecchiature sia dal punto di vista di rendimento che economico, che spazia dalle pompe di calore, alle stufe a legna, alle lampadine, alle lavatrici etc.

  8. Salve Marco,
    Io posso agire sulla temperatura di mandata impostando un valore minimo di 30 gradi come T max: ora è a 32.

    La logica di funzionamento prevede di sfruttare la massa termica del massetto per far funzionare la PdC
    nelle ore più vantaggiore del giorno, garantendo al tempo stesso il comfort durante tutto l’arco della giornata. Viene effettuata una programmazione giornaliera della temperatura dell’Acqua di ritorno dal massetto radiante in riscaldamento e di mandata in raffrescamento partendo da quattro punti da impostare.

    Questi valore io li ho impostati così modificando quelli di default: P1 ore 0:00 T 21 gradi, P2 ore 8:00 T 24 gradi, P3 ore 14:00 T 26 gradi, P4 ore 20:00 26 gradi.
    P1 corrisponde al mantenimento notturo.
    P2 rappresenta il punto inizio rampa riscaldamento: all’orario impostato viene richiesta la temperatura impostata quale punto di inizio per la rampa di riscaldamento del massetto
    P3 rappresenta il punto di arrivo rampa riscaldamento: all’orario impostato viene richiesta la temperatura impostata quale punto di arrivo per la rampa di riscaldamento del massetto
    P4 rappresenta il punto intermedio della rampa di decremento:all’orario impostato viene richiesta la temperatura impostata quale punto intermedio per la rampa di decremento del massetto. Essendo uguale al P3 viene utilizzato per prolungare il caricamento del massetto. In ogni caso a mezzanotte viene raggiunta la temperatura di set per il mantenimento notturno.

    Analizzando i dati raccolti dall’applicazione di gestione, da una settimana la PdC ha consumato circa 25,46 Kw, prodotto circa 123 KW di potenza in riscaldamento con un COP medio di 4,8.

    Per la cronaca, la PdC è una Emmeti.
    saluti

  9. Buon pomeriggio Daniele (19 novembre 2018 alle 21:37), se la sua pompa di calore lavora come un sistema on/off piuttosto che in modulazione probabilmente la pompa di calore è sovradimensionata come spesso accade.
    Prima di tutto spieghiamo che l’inverter della pompa di calore è una tecnologia oramai conosciuta e spesso mal progettata e utilizzata. L’inverter consente di regolare la velocità del ventilatore e compressore in modo tale da erogare una potenza termica variabile in funzione alla richiesta dell’impianto.
    L’inverter permette di ottimizzare consumi di energia elettrica e quindi ottenere un risparmio energetico del 30-40% rispetto agli apparecchi on/off oltre ad una minore usura della vostra pompa di calore.
    L’inverter indicativamente lavora in on-off quando le potenze richieste dall’impianto scendono al di sotto del 30% circa della potenza massima erogabile dalla stessa pompa di calore.
    Altro aspetto importante da non sottovalutare è utilizzare la pompa di calore senza un serbatoio inerziale e una pompa di rilancio anche se i costruttori garantiscono.
    Per regolare meglio la vostra pompa di calore in conclusione chiedete in primis al vostro progettista e poi al centro assistenza di regolare sia la curva climatica che lo scostamento in funzione al vostro edificio.
    Se non vengono presi questi accorgimenti il risultato è semplice maggior consumo elettrico in bolletta.
    Cordiali saluti

  10. Il sistema Caleffi WiCal è un sistema di termoregolazione della temperatura degli ambienti nel caso di impianto a radiatori, che permette di evitare locali freddi o locali surriscaldati agendo in apertura e chiusure dei singoli radiatori. Il comando a bordo radiatore modula in modo da mantenere la temperatura ambiente costante al valore di impostazione. Le valvole sono piuttosto reattive ma il cliente difficilmente potrà accorgersi almeno che non verifichi costantemente la temperatura di ritorno dei singoli radiatori in funzione anche degli apporti interni.
    Aspetto importante è la rumorosità che dipende da diversi fattori quali impostazione della prevalenza della pompa di circolazione e cercando di non superare la pressione differenziale massima con comando montato su valvola di 1 bar.
    Quindi bilanciare in primis l’impianto aiuta a eliminare la rumorosità dell’impianto che potrebbe essere dato anche dalla presenza di aria dell’acqua.
    La valvola termostatica agisce sulla portata d’acqua circolante nel radiatore, in modo tale da ridurne l’apporto di energia e quindi la potenza erogata.
    Il funzionamento corretto delle valvole termostatiche è una drastica riduzione delle portate d’acqua circolanti all’interno dell’impianto quindi utilizzare elettropompe elettroniche dove sia possibile impostare la prevalenza di calcolo del vostro progettista.

  11. Salve, mi chiedevo se avesse ma avuto occasione di vedere in azione un sistema di regolazione delle valvole tipo il WiCal della caleffi e cosa eventualmente ne pensi. Sulla carta sembrerebbe essere un sistema interessante anche se le variabili in gioco sono tante e diverse tra loro e ci vuole poco a vanificare le promesse. Purtroppo trovo le valvole meccaniche molto poco reattive; sempre troppo aperte o troppo chiuse, spesso rumorose (fischi) e difficili da regolare bene.
    Grazie mille.

  12. @Vac
    Pensavo pure io di abbassare la temperatura di mandata e da max 32 portarla a max 28-30.

  13. @Daniele
    Cappotto interno e parquet?
    Non sono un termotecnico ma immagino che avrai repentini sbalzi di temperatura!
    A maggior ragione ritengo opportuno abbassare il più possibile la temperatura dell’acqua di mandata.

  14. Salve, io utilizzo una Pompa di Calore invece della caldaia ma i concetti sono applicabili ugualmente. Ora che è arrivato il freddo ho acceso la pompa di calore nell’appartamento nuovo e vedo che riesce abbastanza velocemente a portare l’appartamento alla temperatura desiderata. La PdC quindi tende a lavorare più come una On/Off.
    Ho un massetto sottile, 0,5 cm sopra tubo: si hai letto bene (Leca Paris Slim)… ma anche parquet in bamboo (quindi isolante). Ovviamente se spengo l’impianto il pavimento è veloce pure a tornare freddo…nel senso che non si sente più il parquet caldo… La PdC è impostata per mandare al max T di mandata a 32 gradi.
    Ho anche un cappottino interno (3 cm sughero) + controsoffitto (3 cm fibra legno).
    La PdC è una Emmeti e usa Curva Climatica per regolare la temperatura leggendola sul ritorno…alla mattina legge la temperatura esterna e la usa per i suoi “calcoli”… i Flussometri sono tutti aperti quindi magari devo agire li…dimenticavo il passo dell’impianto radiante è 5 cm…
    Sto cercando di ottimizzarla ma non è semplice.
    Grazie Saluti
    Daniele

  15. Condivido parola per parola!
    Quando vivevo in appartamento dimezzai il consumo con pochi accorgimenti… Primo fra tutti abbassando la temperatura di mandata.

    P.S. Talvolta mi capita di trovare impianti in cui il termostato spegne la caldaia ma non la pompa
    L’acqua continua inutilmente a circolare e (soprattutto se i tubi non sono coibentati) si disperde calore.

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