La grafite contenuta nel pannello in EPS grigio

Sapete come la penso – se la muratura esterna offre già un decente valore di sfasamento termico, e con decente penso a circa 10 ore, allora progettare un isolamento a cappotto che prevede il più economico dei materiali non è sbagliato.

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Il pannello isolante in schiuma di polistirene espanso di colore grigio offre un fantastico valore di conducibilità termica: 0,031 W/mK. Sì, sto parlando di EPS, materiale leggero che isola benissimo contro il freddo, cioè è perfetto per contenere le dispersioni termiche invernali.

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Contro il caldo invece, come quasi tutti i sistemi che usano pannelli di sintesi, non è un campione, ma se l’edificio ha già le sue doti di massa e spessore generoso, non è un errore prevedere un sistema a cappotto in EPS con grafite.

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Perchè con grafite e non un semplice pannello in EPS bianco?

Il pannello grigio ha 2 marce in più:

  1. ha una conducibilità termica più bassa, infatti 0,031 W/mK
  2. contiene speciali riflettori di infrarossi, e questi frenano la trasmissione del calore radiante (ecco perchè crescono le sue caratteristiche isolanti).

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L’ EPS con grafite viene prodotto con tagli di spessore 1,5 mm per evitare tensioni eccessive dovute all‘irraggiamento solare.

Ma della grafite, voi, che ne sapete? Se avete qualche minuto godetevi questo bel video con Greta Radaelli:

Lo sapete tutti – l’EPS, il polistirene, è figlio del petrolio! Però non lo stiamo bruciando, lo stiamo utilizzando per almeno 30anni senza più toccarlo! Ecco perchè è intelligente:

  • posarlo bene e fare il lavoro una sola volta
  • scegliere l’EPS grigio e non quello bianco (stessa quantità di petrolio ma con prestazioni migliori)
  • scegliere lo spessore più importante possibile (più petrolio incollo in facciata e meno petrolio brucio in caldaia)

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Alla fine della sua vita, se verrà smantellato, sarà bruciato come combustibile negli impianti di valorizzazione termica (inceneritori di rifiuti per parlarci chiaro), restituendo la sua energia originaria (era un prodotto derivato dal petrolio!).

Eh no, non ce lo pagheranno, pur trattandosi di combustibile pregiato.

Ma ci siamo abituati a “donare” rifiuti pregiati, anzi ci fanno pagare la tassa sui rifiuti come se noi stessimo fornendo spazzatura anzichè rifiuti pregiati, e per pregiati intendo carta, plastica, vetro, alluminio e altri metalli.

Ci prendono tutti  per scemi!

E in effetti lo sembriamo! forniamo materia prima gratis e loro ci tassano! Un premio dovrebbero darci!

Beh… torniamo al tema iniziale – la facciata isolante in EPS è un deposito temporaneo di petrolio, di cui però non potremo mai goderne una seconda volta. Fin che dura il convincimento che sia un rifiuto.

E dire che basterebbe una piccola protesta generale per abolire la tassa sui rifiuti! Non dimenticate che l’accidia è uno dei 7 vizi capitali! Agiamo:

  • dal giorno xy nessuno porterà più “rifiuti” all’esterno
  • sì, ce li teniamo tutti in giardino, e guai a chi cede!
  • i cassonetti per le strade rimarranno vuoti
  • i camion per la raccolta rifiuti gireranno vuoti e dopo qualche settimana si fermeranno per inutilità

Vedrete che verranno in ginocchio porta a porta per implorarci un po’ di vetro gratis, un po’ di plastica gratis, un po’ di alluminio gratis, un po’ di carta gratis!

Ci hanno rimbambiti fin dai tempi della scuola, perfino le maestre hanno collaborato alla propaganda universale, DOBBIAMO DIVIDERE i RIFIUTI e portarli nei CONTENITORI GIUSTI.

RIFIUTI ?

Ma quali rifiuti! Noi vi diamo materia prima pregiata! Voi dovete pagarcela! Se la volete, altrimenti ce la teniamo noi!


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autore: Federico Sampaoli

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13 commenti su “La grafite contenuta nel pannello in EPS grigio”

  1. no, per barriere chimiche si intendon quelle “iniezioni” ad una certa quota stabilita che sono eseguite per ottenere un taglio “chimico” del muro per evitare risalita di umidità.
    se siamo in centro storico e non c’è piena libertà di manovra, sarà meglio investire tutte le forze in un salubre isolamento interno che donerà all’abitazioni temperature superficiali interne molto confortevoli e allo stesso tempo dimezzerà (come minimo) le dispersioni invernali.
    da questa scelta dipenderà ovviamente la posizione dei nuovi serramenti per ottenere da loro la migliore prestazione possibile.

  2. Grazie per i preziosi consigli.

    Posso confermare che sono stati presi in considerazione i serramenti a doppia camera (forse a tripla), ed anche la VMC che probabilmente sarà decentralizzata.
    Sull’aerogel ho trovato molto utili i link che ha postato. La scelta dipenderà dal fatto che – essendo l’abitazione da ristrutturare in pieno centro storico – forse il cappotto in eps non sarà consentito, per via degli spessori elevati. Quindi l’aerogel potrebbe essere una valida alternativa, seppure più costosa. Mi sembra di capire che per “barriere chimiche” lei intenda gli intonaci termici.

    Seguo questo blog con molto interesse 🙂

  3. visto che la casa antica si trova in zona climatica F ed ha muri spessi in pietra ed è in fase di ristrutturazione si dovrebbe prima di tutto analizzare lo stato di salute del piede della muratura in contatto con il terreno.
    se il piede della muratura non mostra segni di umidità di risalita (meglio verificare con qualche strumento https://amzn.to/2FmrTgK https://amzn.to/2rSESDO) è possibile scegliere liberamente il sistema di isolamento a cappotto.
    se il piede della muratura non è perfettamente asciutto non è consigliabile applicare un cappotto: si dovrà per forza progettare un risanamento che potrebbe in questo caso prevedere un intonaco deumidificante, risanante e isolante almeno fino ad una data quota dal terreno.
    l’intervento potrebbe essere aiutato da un drenaggio perimetrale, ma io certo non conosco il terreno attorno all’abitazione.
    in ogni caso le barriere chimiche funzionano poco con una muratura disomogenea come quella in pietra.
    a seconda delle intenzioni di intervento per il solaio verso terreno si dovrà progettare uno strato di isolamento interno della base della parete al piano terra: questo per attenuare il ponte termico perimetrale e ottenere temperature superficiali interne più confortevoli e non a rischio condensa superficiale.
    un po’ tutti questi chiarimenti iniziali porteranno alla decisione finale di intervento.
    circa gli spessori, ovviamente è sempre opportuno che siano generosi e possano davvero contenere molto le dispersioni invernali.
    il fatto di avere come obiettivo una classe energetica elevata impone la progettazione di un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore (VMC).
    da qui l’argomento si allarga all’infinito passando per la scelta dei serramenti a doppia camera, fino al tetto ecc ecc.

    dell’aerogel ho parlato qui: http://espertocasaclima.com/?s=aerogel e qui http://espertocasaclima.com/?s=aerogel

  4. Salve, e grazie per l’opera di divulgazione! Per abitazioni antiche – quindi con muri in pietra spessi circa 60-80cm alla base – ed in zone climatiche fredde (fascia F, d’inverno nel mio paese si arriva tranquillamente a -20 gradi centigradi la notte), che tipo di cappotto consiglia, e di che spessore, per portare la casa in classe energetica B o anche A? L’EPS con grafite può essere una soluzione valida in rapporto ai suoi costi e ai benefici? Cosa pensa degli intonaci termici e dei pannelli sottili in aerogel o multistrato? L’abitazione di cui sto scrivendo sta per essere ristrutturata.
    Grazie in anticipo 🙂
    Davide

  5. Ok, grazie mille dei suggerimenti.
    Per quanto riguarda la possibilità di problemi con muffe o insetti, esiste qualche informazione in merito?

  6. pur trattandosi di un sottotetto e non di una copertura piana esposta all’irraggiamento,
    consiglierei di non scendere sotto i 10cm di fibra di legno e garantirsi un buon minimo sfasamento per proteggere il solaio in laterocemento dal surriscaldamento

  7. Ho visto altri articoli in cui consiglia la soluzione con fibra di legno. Da profano, e precisando che il tetto non soffre di infiltrazioni di alcun tipo, non mi è chiaro se questa soluzione possa o meno avere problematiche legate a insetti o muffe sul medio/lungo periodo .
    La stratigrafia del solaio in oggetto è semplicemente composta da gettata su travetti e laterizi , non cemento armato. In questa situazione, secondo la sua esperienza personale riferita a casi medi visti in passato, ritiene che uno spessore di 80/100 mm sia in grado di fornire un miglioramento complessivo effettivamente percepibile al piano sottostante?

  8. per dare una risposta corretta circa le prestazioni estive si deve calcolare la stratigrafia in tutti i suoi strati, ma per farla breve, trovo inutile posare uno strato enorme di isolante non adatto alla protezione dal caldo.
    meglio acquistare pannelli in fibra di legno (che possono essere tranquillamente calpestati anche direttamente se non parliamo di traffico pedonale).

  9. Grazie per la veloce risposta. Il solaio del sottotetto è stato tirato molto bene, quasi analogo ad un massetto.
    Il dubbio era proprio sulla prestazione estiva: volevo capire se una soluzione da 160mm EPS + 13mm legno può migliorare in maniera significativa la resa con il caldo rispetto ad un EPS grafitato da 160mm semplice. In alternativa, quale sarebbe il vostro suggerimento per una tipologia di isolamento a pannello che conservi la praticabilità del sottotetto e che abbia buone prestazioni sia estive che invernali?

  10. se il solaio piano ha una superficie abbastanza liscia si potrebbe posare facilmente e ritrovarsi con un unico pannello di isolamento termico accoppiato a pannello di OSB che diventa una nuova pavimentazione.
    attenzione alle dimensioni dei pannelli mm 2440 x 1220

    la prestazione invernale è certamente ottima, quella estiva non tanto, ma dipende dagli spessori in gioco.

  11. Salve, vorrei conoscere la vostra opinione sull’utilizzo di una lastra EPS grafitato + pannello in legno accoppiati (tipo Neowood 030 della Poron) per l’isolamento di un sottotetto accessibile ma non abitabile, da posare sul solaio piano in calcestruzzo.

  12. il sistema StoTherm Classic di isolamento termico per facciate a base organica con lastra isolante in EPS prevede 3 tipi di ncollaggio:
    Sto-Turbofix: incollaggio a base di schiuma PUR per lastre isolanti in polistirene espanso sinterizzato (EPS) con incastro maschio-femmina
    Sto-Dispersionskleber1: malta collante organica pronta all’uso
    Sto-Baukleber: malta collante minerale

    E’ da ricordare che su pareti esterne in legno occorre incollare le lastre isolanti esclusivamente con il prodotto Sto-Dispersionskleber.

    In presenza di supporti con insufficiente capacità portante, l’isolante deve essere incollato e fissato eseguendo una tassellatura supplementare.
    In relazione con i carichi di vento, l’altezza dell’edificio, ecc., una tassellatura supplementare può essere necessaria anche nel caso di supporti portanti.

    In 2 parole: incollato e tassellato!

  13. salve,
    volevo avere un suo parere sul metodo di fissaggio di un cappotto in pannelli grafite STO 10-12 cm.
    il fissaggio sarebbe tramite schiuma (non colla) e senza tasselli.
    la durata ed affidabilità nel tempo è la stessa dei sistemi a colla e tasselli più comunemente utilizzati oppure il risparmio nei tempi/costi di cantiere è solo a favore dell’impresa costruttrice?
    è una soluzione da prendere in considerazione oppure l’impresa non ne capisce molto?
    grazie.
    buon lavoro.

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