Occhi aperti in Classe A

Tiriamo le somme:

La targhetta CasaClima è senz’altro sinonimo di garanzia: la mia casa è stata veramente fatta come l’Agenzia CasaClima comanda. La targhetta a sinistra del portone è lì a riprova di tutti gli sforzi fatti e del traguardo raggiunto.

La casa “targhettizzata”, a pari caratteristiche della gemella di fianco, avrà anche un valore sul mercato immobiliare superiore, proprio perchè garantisce di essere qualitativa – e risparmiosa.

Attenzione!

CasaClima Nature

solo la targhetta CasaClima Nature garantisce anche che i materiali utilizzati offrano salubrità agli ambienti interni. Infatti sono richiesti precisi requisiti per la qualità dell´aria, per l´illuminazione naturale, per il comfort acustico e per la protezione dal gas radon.

Lasciamo da parte l’indice di efficienza dell’involucro (< 50 kWh/mqa) e l’indice di emissione di CO2 (< 20 kg CO2/mqa), CasaClima Nature impone negli ambienti interni materiali e prodotti che rispettano i limiti di emissione (VOC, formaldeide) come definiti in direttiva tecnica.

Questo aspetto è molto importante da ricordare, specialmente per chi non costruisce la sua casa con targhetta, ma per chi sta acquistando una casa con targhetta! Per assurdo – ma neanche tanto, per mia esperienza – si potrebbe essere così abbagliati dalla targhetta CasaClima in bella mostra all’entrata del condominio sfavillante da dimenticare di informarsi sul tipo e qualità di costruzione che stiamo andando ad acquistare:

Ci si può facilmente ritrovare proprietari di un appartamento in Classe A edificato da costruttori che pubblicizzano appartamenti confortevoli, protetti dal surriscaldamento, in grado di “offrire sensazione di benessere” (cito dal depliant : …per concretizzare il sogno di vivere ed abitare in modo sano e rispettoso dell’ambiente…) utilizzando:

intonaco interno: malta cementizia
materiale di costruzione dell’involucro: calcerstruzzo
materiale coibente: eps

Stratigrafia dei muri perimetrali, dall’esterno verso l’interno:

  • 12cm di polistirolo
  • 19cm di calcestruzzo
  • 6,5cm di polistirene
  • 1cm di lana di legno di abete, mineralizzata e legata con cemento Portland
  • intonaco interno in malta cementizia.

Anche in copertura, polistirolo e calcestruzzo.

Purtroppo bisognerebbe essere esperti di tutto per non inciampare nelle fregature della vita.

Dimenticavo: per la climatizzazione estiva sono previsti 2 apparecchi refrigeranti: zona giorno e zona notte.

Poveri acquirenti…

E Tu hai esperienze di case in classe A?

personalmente no, ma ho sentito di molte insoddisfazioni.
personalmente no, ma ho conoscenti molto soddisfatti.
personalmente no, ma darei più importanza ai materiali che alla classe energetica.
sì, e sono pienamente soddisfatto della scelta dei materiali.
sì, e non sono soddisfatto dei materiali.
sì, e sono parzialmente soddisfatto dei materiali.





federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

diventa anche Tu sostenitore di espertocasaclima.  esperto casaclima

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

7 commenti su “Occhi aperti in Classe A”

  1. si fa parte del paesaggio rurale, si tratta di pietra calcarea con cui si fanno i tipici muri a secco visti in tante foto assieme ai fichi d’india, devo scegliere la malta che sia abbastanza traspirante per il resto non dovrebbe essere un gran problema. nottetempo stavo anche pensando di non usare il blocco in legno cemento mineralizzato con eps incluso ma di applicare tra questo senza isolamento e la pietra pannelli sempre in legno mineralizzato o fibra di legno, all’interno forse controparete in pannelli di argilla cruda per alloggiare l’impianto elettrico…. dovrò verificare il punto interstiziale di condensa

  2. quasi quasi mi trovo nella situazione dell’articolo solo che se resto fregato lo sto facendo con le mie mani… devo ristrutturare un rudere in sicilia al momento fatto solo di pietrame fatiscente quindi è necessaria la demolizione e ricostruzione che vorrei mantenere in pietra sia per ordini della sovrintendenza quanto per etica “locale” e per mantenere una resistenza termica a prova di sole siculo. la muratura è di 65cm e almeno la pelle esterna la vorrei ripristinare per un 20-25cm, per l’interno è un’altra, lunga storia che descrivo brevemente con le motivazioni e i dubbi che mi hanno portato a cambiare: 1) termolaterizi portanti… sconsigliati per la non uniformità delle giunture, per citare un mio conterrone “quelli (i muratori) due linee di malta che non si toccano non te le fanno neanche se ci spari nei piedi”, 2) pilastri e tamponatura in termolaterizi, e la resistenza termica? 3 arriva jacopo fo e mi mostra i blocchi cassero in legno cemento, figata!! 20h di sfasamento in 38cm di spessore… sarà vero? mah guardo altre casseforme a perdere e mi imbatto anche nei (4) blocchi in eps che qualcuno preferisce perchè dice e più facile metterci dentro il calcestruzzo ma mi pare di capire ci sia qualche problema di traspirabilità. Naturalmente non posso che condividere chi mi dice che il calcestruzzo di eco-compatibile c’ha solo il km0 visto che lo trovi ovunque, lo puoi alleggerire con l’argilla espansa, qualche additivo per risparmiare acqua e metterci del ferro decente per evitare o diminuire l’effetto faraday ma sempre cemento armato è… spero almeno solo sia una volta per sempre, ma dietro un muro di pietrame di 25cm in zona piuttosto sismica che ci metto? almeno gli impalcati e il tetto li faccio in legno imbottiti di fibra di legno!! si accettano suggerimenti, consigli e anche altri dubbi nel caso mancassero i primi!!
    Complimentoni per il blog e per la filosofia!!! la “condiviscienza” deve diventare una religione!!!

  3. è giusto, ma si potrebbe parlare per ore su questo tema.
    intonaci miscelati con cemento e pareti in calcestruzzo non possono essere paragonati con intonaci miscelati con calce e blocchi prodotti unicamente con impasti di argille naturali e farina di legno totalmente priva di additivi chimici (il processo di produzione è aggiungere all’argilla cruda la farina di legno che poi durante la cottura subisce il processo di combustione totale lasciando le microcavità che rendono poroso il blocco in laterizio).

  4. Andrea Facchinello

    Condivido parzialmente. Troverei corretto integrare l’articolo giustificando la mancata “sensazione di benessere” negli ambienti costruiti con calcestruzzo ed eps con spiegazioni chiare, altrimenti resta solo una opinione personale (una persona che non segue il sito sicuramente non torna a rileggere tutti i post precedenti, e si crea con un singolo articolo un’idea sbagliata). Dopo aver letto l’articolo resta inoltre quasi la sensazione di una casa “poco sana”, quindi sarebbe interessante un confronto anche in questo senso.

    Grazie e complimenti per gli articoli sempre utili ed interessanti.

  5. l’aspetto economico nelle scelte è determinante. non tutti possiamo riempirci gli armadi di cachemere e lino… infatti.

    ma il mini sondaggio sta rilevando proprio che è più importante non acquistare una casa di materiali scadenti (cemento + eps) che acquistare una casa certificata.

    speriamo che altri lettori partecipino!

  6. Questo tuo articolo non lo condivido proprio. Con questi articoli si rischia di creare una vera confusione agli acquirenti. Benchè chiaramente non condivida le scelte dell’impresa che hai citato, rimane comunque una casa certificata da CasaClima e quindi fino a prova contraria, su un’altro pianeta rispetto alle costruzioni che si trovano oggi sul mercato. L’esempio del risultato lo puoi vedere nel sondaggio: vince alla stra grande “perferisco i materiali naturali alla classe energetica” (o qualcosa del genere)…..
    E allora ci ritroviamo, come ben sai, con selezione maniacale dei materiali (all’inizio del cantiere) poi verso la fine (dei soldi) si diventa molto più tolleranti, e magari prima ci siamo dimenticati di risolvere i ponti termici. Alla fine ci troveremo una bellissima casa in bio architettura con probabilmente la muffa per dentro.
    Già le persone fanno fatica a districarsi nel vomitevole mercato edilizio, se poi anche gli operatori si mettono a “complicare le cose” non ne usciamo più.
    Ti faccio comunque i complimenti per gli articoli (gli altri) che scrivi.
    Ciao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.