Il tetto senza tenuta all’aria

 Temo che notare la mancanza di tenuta all’aria del tetto in legno nelle ristrutturazioni recenti o nelle nuove costruzioni succederà sempre più spesso.

Si sta cominciando a costruire in modo più performante:

  • sistema a cappotto per proteggere l’involucro
  • serramenti ad alte prestazioni
  • tetto in legno con isolamento termico
  • impiantistica all’altezza della situazione
  • ecc ecc

e come prima conseguenza, i piccoli errori che negli edifici del passato avevano poca importanza oggi diventano danni enormi! Particolari che un tempo non provocavano nulla, oggi fanno saltare in aria molti progetti!

tetto in legno

Voglio sottolineare l’importanza della tenuta all’aria del tetto (rileggete il mio articolo sulla migrazione del vapore acqueo): il tetto che non offre tenuta all’aria permetterà all’aria umida calda interna di uscire all’esterno attraverso le imperfezioni, condensando!

Parliamo di condensa interstiziale.

Il tetto non può chiudere la casa con la forza del suo peso, deve essere sigillato: il legno e il laterizio, da soli, non è che possano collaborare così bene da offrire una chiusura ermetica!

3 cose da tenere ben a mente per ottenere la tenuta all’aria:

  1. La coibentazione della facciata deve congiungersi con quella del tetto ermeticamente.
  2. Le travi interne, quelle a vista, non devono proseguire oltre la muratura fino all’esterno!
  3. e nemmeno l’assito interno, il perlinato, deve proseguire senza interruzione!

tag-travi interne non oltre la muratura

La stagione invernale permette di notare il passaggio dell’aria calda all’esterno. La bassa temperatura è perfetta per accorgersi del problema e monitorarlo, soprattutto nelle prime ore del mattino, quando l’effetto non è ancora mitigato dalle ore più calde della giornata.

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Quindi, se volete controllare la buona tenuta del Vostro tetto potete farlo Voi stessi: dopo qualche notte fredda con l’impianto di riscaldamento in funzione e la casa abitata potrete scoprire, guardando l’incontro tra la falda e la facciata dall’esterno, se compaiono zone con goccioline o zone umide o ghiacciate addirittura.

Poi scrivetemi com’è andata, una soluzione la troveremo!

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Ma a cosa si va in contro se il tetto viene lasciato così?

Beh, in pratica, questo difetto che è frequente scoprire anche nei serramenti (nessuna tenuta all’aria e dunque passaggio di aria umida dall’interno  verso l’esterno) inizia a farsi sentire creando un’ottimo ambiente per la proliferazione della muffa.

Il brutto è che la muffa che nei serramenti salta fuori dalle cornici è nel caso del tetto nascosta dallo spessore del cappotto o della muratura.

L’incontro del tetto con la muratura non è adatto a stare nell’umido della condensa che si va a formare – bisogna porre rimedio!

Chi è in grado di dire quando e come il tetto avrà delle marcescenze? Dipende da un’infinità di fattori. Ma nessuno ci può dire che vada bene così!

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Non è solo l’aria umida ad uscire dalle fessure, anche i Vostri soldini spesi per il riscaldamento escono !

Non arrendiamoci! a tutto c’è rimedio! o quasi


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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61 commenti su “Il tetto senza tenuta all’aria”

  1. intendo Stirodach isolamento (La funzione del profilo metallico è di supporto delle tegole che costituiscono la copertura di tenuta all’acqua e contemporaneamente garantire un‘adeguata ventilazione a tutta la falda.
    Grazie all’utilizzo del polistirene espanso estruso, che costituisce l’anima isolante, ed alla geometria del profilo metallico, STIRODACH garantisce elevate prestazioni di isolamento termico senza soluzione di continuità e ponti termici ed una ventilazione diffusa ed uniforme
    al di sotto delle tegole e/o coppi che costituiscono la copertura) Il problema di condensa io ce lho sul colmo tetto guardando le perline faccia vista nel lato esterno cioe non dentro casa in poche parole..

  2. non capisco la frase “Stirodach è per tetti ventilati con supporti in metallo”.
    un tetto è ventilato quando c’è uno strato dedicato alla ventilazione sottotegola.
    nel caso di copertura con pannelli stirodach lo strato di ventilazione è creato dai profili metallici che svolgono il lavoro di una listellatura e controlistellatura in legno.

    e non riesco a comprendere questa condensa sul colmo, nè capisco dove si possa notare.
    forse lei intendeva descrivere che guardando il tavolato dall’interno si nota un deterioramento delle perline nella zona di colmo?

  3. Buona sera intanto grazie per avermi risposto ma volevo precisare che la condensa sul colmo ce l’ho esternamente secondo me causata dalla non aereazione del tetto visto che in tutto il perimetro dello stesso mi è stata messa la malta ed appoggiato sopra le tegole. L’isolamento Stirodach è per tetti ventilati con supporti in metallo.Grazie e buon lavoro …

  4. Una copertura isolata con lastre termoisolanti in polistirene espanso estruso (XPS) idrorepellente e a celle chiuse con rivestimento all’estradosso di una membrana di alluminio goffrato, di fatto NON è un pacchetto tetto traspirante.
    Esiste una microventilazione attraverso i profili metallici sagomati a trave reticolare in acciaio zincato in lega di aluzinc che sono il supporto delle tegole.
    La malta che una volta si usava per fermare le tegole non doveva essere messa, ma il problema non credo proprio sia questo.
    Lei indica che il tavolato a vista interno si sta deteriorando a causa della condensa: questo aspetto indica che il tetto (non parliamo ancora dell’isolamento) non ha tenuta all’aria e probabilmente sopra al tavolato non è stato posato un telo freno al vapore con funzione di tenuta all’aria.
    se invece è stato posato, il telo probabilmente non è stato nastrato.
    prima di tutto lei deve risalire alla documentazione in suo possesso per leggere la stratigrafia, guardare le tavole esecutive, guardare le foto di cantiere (se ci sono).

  5. Buona sera ho parecchi problemi con il mio tetto autoventilato che in tutti gli effetti non è ventilato.. mi spiego meglio… limpresa realizzarice e di montaggio del tetto mi ha messo della malta in tutto il perimetro del tetto ed appogiato sopra le tegole dicendomi che essendoci i ghiri cosi non vanno nel sottotetto.praticamente aria non ne entra e non ne esce.. il mio dubbio è che voglio capire se la malta messa sullisolamento Stirodach da 12 cm puo essere corrosiva per essa. .Adesso dovrò prendere dei provvedimenti legali perché ho condensa che mi esce dai colmi del tetto e dopo 8 anni ho il tavolato faccia vista del tetto che si sta deteriorando parecchio…Se cualcuno mi sa dare dire dellisolamento lo ringrazio da ora. Grazie e complimenti per il Blog..

  6. cercare di sigillare dall’interno le perline con qualche sigillante è una soluzione non definitiva perchè tra perlina e perlina continua a mancare una vera e propria tenuta all’aria.
    quello che lei ha notato è proprio la condensa dell’aria calda umida interna che tende ad uscire per tutto il periodo di riscaldamento.
    per esperienza non c’è una vera soluzione al problema, a meno che non si decida di intervenire all’intradosso (sul lato interno), magari cogliendo l’occasione per isolare ancora meglio la copertura, prevedendo un manto di tenuta all’aria e freno al vapore sul lato caldo.
    questo è in effetti l’unico modo di chiudere definitivamente l’involucro riscaldato evitando passaggi d’aria imprevisti e danni al legno.
    d’altro canto, il legno non può sopportare per sempre periodi di presenza di umidità senza andare incontro a marcescenze.

  7. Salve
    Purtroppo sono venuto a conoscenza di questo sito troppo tardi.
    Il mio tetto è costruito tutto da panneli compositi con facce interne in perline, inserto in polistirene espanso e sull’esterno un compensato marino. Sopra ad esso è presente un tessuto che fa traspirare ma è impermeabile, ed infine sono posati i listelli per far circolare l’aria ed evitano di far toccare le tegola sul tessuto.
    I travi e le perline sono passanti dall’interno all’esterno.
    Il cappotto esterno va a toccare direttamente le perline e non vi è nessun tipo di nastro auto espandente.
    Anche tra muro e perline non vi è stato messo nessun nastro auto espandente.

    Durante l’inverno ho notato che in due punti all’esterno del tetto si intravedono delle goccioline e in alcuni casi pure il ghiaccio.

    Per ovviare al problema del passaggio aria tra le perline e il muro pensavo di usare un adesivo-sigillante monocomponente (multifiss o sp101) da applicare all’interno, ma non so se ne varrà la pena.
    Oppure comprare un profilo in legno (cornice) da incollare con i prodotti sopra citati.

    Attendo consigli…?

  8. invece che concentrarsi dall’esterno sarebbe più utile migliorare dall’interno provando a chiudere le fessure con un sigillante elastico privo di plastificanti.
    lo scopo e non far arrivare il vapore interno nella struttura in contatto con il legno.

  9. Le perline non sono state interrotte dove c’è la muratura e il freno a vapore è stato posato su tutto il perlinato , come la maggior parte delle costruzioni in legno che vedo posare, quindi se io schiumo quei spazi di aria tra muratura e tetto è un lavoro inutile o può migliorare qualcosa? Grazie mille…

  10. in realtà la tenuta all’aria non si può eseguire chiudendo bene il cappotto nel nodo tetto parete.
    ma certamente il cappotto doveva andare in battuta alle parti in legno con del nastro auto espandente.
    si dovrebbe risalire attraverso disegni esecutivi e foto di cantiere al dettaglio del nodo tetto parete: in quel punto il freno al vapore sopra le perline dovrebbe essere stato sigillato alla parete, quindi le perline avrebbero dovuto interrompersi e poi riprendere.
    se non è stato progettato questo dettaglio succederà che l’aria calda e umida si infilerà sempre tra muro e perlina condensando dove la temperatura è più bassa.
    prima di preoccuparsi meglio risalire al progetto in dettaglio.

  11. Salve, io ho un tetto in legno con isolamento 12 cm , con travi e perline che sono continue dalla interno all’ esterno, e la casa è stata isolata con un cappotto di 10 cm di spessore. Ho provato a guardare la tenuta all aria e
    Mi sono accorto che in 2 punti sorgevano le gocce d acqua all esterno delle perline. Controllando bene mi sono accorto che il cappotto non è stato chiuso bene fino sulle perline e c era del vuoto d aria stuccato solo con il rasante ma non con il pannello isolante, volevo chiederle se dovrei riempire quei vuoti con della schiuma poliuretanica so risolve il problema? Grazie…

  12. in via di principio i pannelli isolanti di un sistema a cappotto andranno in aderenza a travi o sporti del tetto con l’aiuto di un nastro auto espandente BG1.
    ragionare invece sulle ancora possibili da applicare strategie per ottenere la tenuta all’aria dell’involucro riscaldato è assai delicato e complicato, specialmente senza vedere esattamente lo stato delle cose.
    resta comunque pericoloso contare sul funzionamento della ventilazione meccanica per evitare condense interstiziali nelle zone dove il vapore potesse facilmente migrare attraverso discontinuità del freno al vapore sul lato caldo della stratigrafia tetto.
    meglio fermarsi e progettare la soluzione ora piuttosto che tra due inverni.

  13. Ho trovato estremamente utile questo articolo, purtroppo l’ho letto troppo tardi. Ho realizzato il tetto della mia nuova casa, nella maniera più inappropriata dal punto di vista dei ponti termici, e cioè con i travetti che attraversano la muratura fino all’esterno. Una cosa comunque l’abbiamo fatta, e cioè abbiamo interrotto la continuità delle perline, e quando poseremo il cappotto, questo andrà ad aderire con l’isolamento del tetto. Mi chiedevo, visto che dobbiamo ancora realizzare il cappotto, qual è la migliore soluzione da poter adottare? Pensavo di nastrare (o siliconare) tutti i travetti e perline dall’esterno, poi gli poseremo sopra il cappotto. Dall’interno invece, farò siliconare (anche per una questione estetica) tutte le fessure attorno ai travetti e perline con silicone bianco. Tengo a precisare che abbiamo ricircolo di aria forzato e gli ambienti molto alti, fino a 5/6 metri. Ringrazio in anticipo.

  14. In caso di tetto in legno ventilato, cosa mi consiglia per una corretta tenuta all’aria e acqua per un passaggio di una canna fumaria per caldaia a condensazione???. ciao e grazie.

  15. buongiorno e complimenti per l’interessantissimo blog.
    Vorrei chiedere il suo parere sul problema del fissaggio dei pannelli fotovoltaici sul tetto inclinato, il cd. sistema semintegrato ossia con i pannelli paralleli e rialzati di 6/7 cm rispetto alle tegole.
    c’e’ chi propone di forare le tegole, chi di inserire delle staffe a forma di zeta fissandola nei listelli sotto tegola sulle quali poi ancorare i pannelli, eccetera.
    si pone pero’ il problema della tenuta all’ aria ed all’acqua.
    Lei che consigli puo’ dare (non so se casaclima abbia rilasciato direttive sul problema in questione)
    grazie mille

  16. installare una vmc riduce la quantità di vapore presente nel locale in tutto il periodo di riscaldamento.

    cercare di sigillare con materiali elastici e aderenti nel tempo è possibile ma dove la perlina è ortogonale alla parete esterna risulta difficile se non impossibile.

    nei casi come il suo il problema della mancanza di tenuta all’aria è “uno” solo dei problemi:
    spesso anche lo spessore dell’isolante è inadeguato, specialmente per la protezione estiva (o spessore scarso o materiale non adatto).

    ecco l’occasione di risolvere entrambi i problemi: un nuovo isolamento sul lato interno protetto da un manto freno al vapore con funzione di tenuta all’aria.

  17. Buon giorno,

    Sono un architetto ed in un mio recente lavoro di ristrutturazione di una casa degli anni 70 con sopralzo per recupero del sottotetto, si è venuta a manifestare la problematica esposta nel suo articolo “Il tetto senza tenuta all’aria”.
    Proprio come da lei esposto il tetto non offre un adeguata tenuta all’aria permettendo all’aria umida calda interna di uscire all’esterno attraverso le microfessure, condensando:
    – la coibentazione della facciata non si congiungersi con quella del tetto ermeticamente;
    – le travi interne, quelle a vista, proseguono oltre la muratura fino all’esterno;
    – anche l’assito interno, il perlinato, prosegue senza interruzione.
    Secondo la sua esperienza come posso ora risolvere in maniera definitiva questo problema?
    Io pensavo di installare delle unità di ventilazione con recuperatore di calore puntuali (per singolo ambiente) e sigillare dall’interno il nodo muro/perlina/travetto)
    può essere una valida soluzione?

    grazie
    Arch. Andrea Bonfanti

  18. resta il fatto che tutte le parti lignee risentono dell’ambiente carico di troppa umidità.
    si deve immediatamente riportare l’ambiente in normale livello di umidità interna facendo corretta ventilazione.
    è da ricordare che il tetto non ha un pacchetto traspirante, quindi la migrazione di una parte del vapore ambiente non se ne va attraverso la struttura: la barriera al vapore blocca tutto il vapore nello strato delle perline.
    monitorare temperatura e umidtà interna per rendersi conto della situazione!
    le parti in legno andrebbero anche loro verificate nel contenuto di umidità raggiunto fino ad ora: bisogna correggere immediatamente la gestione climatica indoor evitando che l’umidità del legno sia > 20 %.
    con due soldi potrebbe dotarsi di questo misuratore
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  19. La ringrazio per la risposta.
    La sigillatura c’è stata lungo tutto il perimetro del tetto quindi a nord e sud dove le perline sono ortogonali e a est ed ovest dove sono parallele. Specifico che nei lati nord-sud ci sono delle travi che poggiano sul muro, sopra cui sono inchiodate le perline che vanno all’esterno. Internamente queste travi si vedono, esternamente no perché l’intonaco arriva direttamente alle perline. Mentre nei lati est e ovest le perline poggiano sul muro.
    La muffa inizialmente si è formata sulle perline ortogonali nei punti in cui sono appoggiate alle travi, sempre a nord, tranne un caso. Ora invece, fermo restando che il nord è più colpito probabilmente anche perché le due stanze che occupano quel lato della mansarda sono più piccole e quindi circola meno aria, la muffa ha cominciato a formarsi anche nella parte interna del tetto, in genere nei punti in cui ci sono le travi. Praticamente mai però nell’attaccatura delle perline parallele al muro.
    Una cosa che avevo dimenticato di riportare è che nelle zone interessante si formano a volte dei veli circolari di muffa intorno ai nodi delle perline.

  20. prima di tutto è sempre bene ricordare che qualsiasi sia il difetto dell’edificio, è sempre l’umidità che noi creiamo all’interno a provocare i fenomeni della condensa e poi della muffa.

    detto ciò, le domando:

    – il nodo tetto-parete, dove è stata sigillata la fessura tra perlinatura e parete esterna, presentava le perline parallele alla parete oppure ortogonali alla parete?
    – il formarsi della muffa in alcune perline avviene dove le perline sono ortogonali alla parete, oppure ovunque?

  21. Buonasera, ho un appartamento in provincia di Viterbo del 1984 con pareti in muratura e mansarda con tetto in legno. Sopra le perline c’è una guaina catramata poi uno strato di materiale isolante spesso una ventina di centimetri, non so di cosa si tratti di preciso ma pare composto da sassolini grigi di forma vagamente sferica, infine le tegole. Ci sono anche 4 finestre Velux.
    Nel 1995 è stata sigillata esternamente la zona di contatto tra perline e travi con il muro. Fino a quel momento, forse per la non perfetta tenuta impercettibile normalmente ma che si manifestava con leggeri spifferi durante le giornate ventose, non c’erano stati problemi di muffa nella mansarda pur in presenza di condensa. Dall’inverno successivo invece il problema si è manifestato, e con gli anni hanno cominciato a formarsi muffe negli angoli e dietro i mobili che poggiano sulle pareti esterne.
    Ma anche così la parte interna del tetto non sembrava risentirne. Invece due o tre anni fa hanno cominciato a formarsi leggere patine di muffa grigio chiara in alcune perline, situate a contatto con il muro esterno o nelle parti più basse della mansarda. Questo inverno il fenomeno si è notevolmente accentuato e interessa ormai parecchi punti: oltre a quelli già detti si manifesta anche nei punti di contatto tra le perline e le travi interne del tetto e lungo le fessure tra le perline stesse.
    Preciso che le perline non sono lisce ma piuttosto ruvide quindi immagino più facilmente aggredibili dalla condensa, non so di che legno, forse abete.
    Il fatto che la muffa sul tetto si sia manifestata così repentinamente è indice di problemi seri o è “normale” considerando l’età dell’edificio e la qualità non eccelsa, per usare un eufemismo, della costruzione?
    Grazie.

  22. se si ha l’intenzione di intervenire dall’interno per garantire la tenuta all’aria NON progettata in fase di costruzione e aumentare l’isolante per migliorare la protezione dal caldo del tetto è da realizzare
    – un isolamento interposto sul lato interno (intradosso perlia attuale)
    – posare un freno al vapore igrovariabile con funzione di tenuta all’aria
    – sigillare correttamente
    – rivestire con nuova perlina trattata con prodotti senza emissioni pericolose per l’uomo o meglio, con fibrogesso e pittura salubre senza emissioni di VOC

  23. Innanzitutto complimenti per il blog.
    Volevo anch’io confermare (ove ce ne fosse bisogno) l’equazione coibentazione della facciata con non si congiunge con quella del tetto ermeticamente, travi interne che proseguono oltre la muratura e perlinato che prosegue senza interruzione = tetto senza tenuta all’aria.
    Nel mio caso, pur non notando segni di umidità, è evidente la presenza di spifferi semplicemente accostando la mano al tetto e ad alcune sue giunture.
    Purtroppo non conosco la stratigrafia del tetto (acquistato per ventilato) in quanto già posato in opera.
    Le chiedo se per mitigare il problema, evitando di intervenire dall’esterno, sia possibile isolare il tetto dall’interno con pannelli e ricoprire gli stessi con perlinato in modo da non perdere la vista caratteristica del legno. Nel caso, Le chiedo che materiale sarebbe preferibile usare quale pannello isolante.
    Grazie mille

  24. si deve tentare di correggere i punti di non tenuta all’aria della copertura
    (l’aria interna calda e umida ha trovato il modo per uscire attraverso qualche fessura spiffero o foro. ed è lì che condensa e fa comparire la muffa o il nero).
    un tetto così non può durare 30anni.
    inutile intervenire con vernici anti muffa.

  25. Buongiorno,
    prima di tutto complimenti per la rubrica.

    A seguito del controllo effettuato come suggerito dal vostro articolo mi sono accorto che in alcuni punti del tetto esterno (all’interno è tutto OK) alla mattina ci sono delle gocce d’acqua e il legno ha iniziato ad annerirsi. Le gocce si formano su aree limitate. In due casi sono (spero di riuscire a spiegarmi ) alle estremità del tetto, in corrispondenza di una delle travi portanti (in corrispondenza del colmo delle tegole) che esce dalla casa e passa sopra i balconi. Le gocce si formano nello spazio esistente tra la fine della trave e il pluviale, in un caso mi sembra di scorgerle anche sopra la trave. Comunque nel punto più lontano possibile dal muro della casa.
    In un terzo punto invece si creano su di una perlina in corrispondenza di un bagno, subito dopo il muro, praticamente contro la casa.

    Premetto che a breve dovrò procedere con la verniciatura di tutta la parte esterna del tetto e quindi con anche una sua “protezione” che fino ad oggi non era stata fatta.

    La casa è una villetta di nuova costruzione, dello scorso anno e il tetto è interamente in legno.

    Ho sentito il costruttore per il quale, l’utilizzo di vernici anti muffa e prodotti protettivi in genere, che stiamo andando a mettere, dovrebbe risolvere il problema. Eventualmente si potrebbe aggiugnere qualche tegola di quelle “aperte” per l’areazione del sottotetto.

    Mi rivolgo a Voi per sapere se ( mi rendo corto la scarsità di informazioni ) può essere vero che sarà sufficiente questo intervento o cosa alternativamente potrei fare.

    Il fatto che siano zone limitate, circoscritte, può essere garanzia che un eventuale problema possa essere risolto intervenendo nella corrispondente zona all’interno dell’abitazione ?

  26. a giudicare dalla scelta della stratigrafia tetto immagino che l’edificio si trovi in una zona climatica F.
    mi domando cosa volesse mai ventilare il suo carnefice, ops, il suo progettista, nello strato da 50mm.

    se ha progettato uno strato di styrodur, che è xps, materiale da isolamento controterra o in zona zoccolatura a rischio spruzzi, nessuna traspirazione è possibile.
    certo che se i pannelli non sono battentati ma accostati e a bordo dritto può infiltrarsi del vapore dall’ambiente interno che migra verso l’esterno.

    questa copertura in legno non ha mai presentato problemi di gocciolio visibili all’esterno sulle sporgenze del tetto vicino alle pareti? si possono notare nelle mattine più fredde con edificio riscaldato.

    per tornare al tema dell’isolamento termoacustico da migliorare solo dopo aver risolto i problemi di infiltrazioni (dall’esterno) e di tenuta all’aria, direi che si deve mettere la stratigrafia a verifica di calcolo con tante opzioni di materiali diversi fino a trovare la migliore soluzione migliorativa.
    non è complicato, si devono solo inserire nel calcolo diversi strati e confrontare i risultati.

  27. Mi sono in battuto nel suo sito e l’ho trovato molto interessante, e sopra tutto molto tecnico ed esaustivo. Mi permetto di sottoporle un mio problema, abito in una villetta a schiera con tetto ventilato in legno, il quale è Rumoroso e ha lasciato penetrare acqua dopo un nubifragio, eseguita una carotizzazione del medesimo, sono riuscito a capire com’erano stati fatti i lavori, e il pacchetto tetto. Perline da 18 mm. Isolamento termico e acustico in Styrodur 2500 C non battentato da 60 mm. Listoni per ventilazione tetto da 50 mm. Assito in tavolato a bordo diritto da 20 mm. Impermeabilizzazione mediante Membrana Rivega usb classic. Copertura micro ventilata in coppi posati a secco. Le volevo chiedere, vista la sua grande esperienza in materia, come posso rimediare al problema del rumore, poiché lo Styrodur è solo un materiale isolante e non termoacustico come dovea essere, la mancanza della barriera al vapore sotto l’isolante, mi potrebbe portare della condensa sul perlinato sottostante? Il progettista mi avrebbe proposto di chiudere la camera di ventilazione, e riempirla con lecca molto fine, in modo da ovviare l’effetto acustica della stessa e cosi migliorare anche l’isolamento termico. Che cosa ne pensa Lei? Mi potrebbe dare qualche altra soluzione, Grazie mille.

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