Archivi tag: Isolamento termico estivo

Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (VA)

Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI):

fibra di legno interna in copertura leggera con originaria coibentazione esterna in lana di roccia (insufficiente):

Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-02 Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-05 Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-04 Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-03 Foto posa isolamento interno – Zona Climatica E – GG 2877 – Gallarate (MI)-01

materiali: Pavatherm, ProClima

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Coibentare dall’ interno con Stiferite

 L’impresa propone coibentazione dall’interno con Stiferite GT cm.6 e tramezza da 8cm a protezione dell’isolante. Esternamente il vecchio intonaco sul mattone pieno da 26cm sarà sostituito da un intonaco termoisolante. La committenza è felice che fregi e cornici originali restino intatti in facciata.

Stiferite GT è un pannello sandwich costituito da schiuma polyiso (88%w di cui il 6%w di pentano) espansa con l’impiego di pentano (poliuretano espanso) con ottima conducibilità termica Dichiarata pari a 0,023 W/mK. Il rivestimento Doutwin® è impermeabile ai gas contenuti all’interno delle celle e le caratteristiche chimico fisiche del pentano del pannello rendono il gas permanentemente intrappolato nel pannello stesso fino a suo smaltimento (UNI EN 13165). PCR non disponibile. EPD in regime di pre-certificazione.

stiferite-pentano

I maufatti in EPS sono realizzti con polistirene espandibile contenente penatno: all’inizio del processo il pentano totale arriva al 6%, dopo 14 giorni arriva al 2% e dopo circa 1 anno arriva allo 0,3%.  

Mentre si apre il Pentan-dibattito io torno a lavorare alla mia stratigrafia ricordando che:

  • coibentando dall’interno tutta l’energia grigia delle strutture perimetrali resta fuori dall’involucro caldo e non gioca più un ruolo a favore dell’inerzia termica
  • coibentando dall’interno non riesco a neutralizzare o moderare molti ponti termici
  • coibentando dall’interno devo risolvere le basse temperature superficiali dell’incontro solaio-parete esterna e tramezza-parete esterna
  • coibentando dall’interno devo seguire con grande attenzione la migrazione del vapore attraverso la stratigrafia e quindi il percorso degli impianti che attraversano la stratigrafia dalla parte calda a quella fredda: la condensa interstiziale deve essere evitata scrupolosamente
  • coibentando dall’interno devo progettare il nodo serramento-involucro edilizio trovando la posizione più sicura per non creare ulteriori ponti termici

Ecco la nuova stratigrafia:

stratigrafia-6cm stiferite

 Premesso che per contenere il surriscaldamento estivo devo progettare strutture con caratteristiche ben precise:

  • bassi valori del fattore di decremento f (f=Udyn / U)
  • alti valori di capacità termica areica interna
  • tante ore di sfasamento

 analizzo i componenti edilizi della stratigrafia prevista dall’impresa (intonaco termoisolante + muratura + stiferite + tramezza) per capire come si comportano in estate a confronto con una diversa stratigrafia (intonaco termoisolante + muratura + argilla + fibra di legno + argilla) che è anche la mia preferita:

nessuna coibentazione interna Stiferite 6cm fibra di legno 6cm & argilla
trasmittanza U  1,03 0,26 0,40
trasmittanza dinamica Udyn  0,165  0,011  0,018
sfasamento ore  9,6  14,9  16,3
areica interna  39,7 32,4  42,1
fattore di decremento  0,16  0,043  0,044

 Cosa possiamo capire da questi numeri?

  • dal valore di trasmittanza si capisce che senza intervenire anche all’interno le dispersioni sono dal triplo al quadruplo: per l’inverno è bene intervenire.
  • le ore di sfasamento indicano che la fibra di legno + argilla è migliore della stiferite in estate
  • il fattore di attenuazione indica parità grazie al fatto che la fibra di legno non ha lambda basso come la stiferite.

Tutto il progetto non è che mi piaccia. Evito sempre in tutti i modi di coibentare dall’interno, tutto si può fare, ma un tavolo con 4 gambe sarà sempre più performante di uno con 3. Isolare esternamente resta il tavolo migliore.

Un’altra cosa che non mi soddisfa è riempire la casa di stiferite forati e intonaco civile. Se devo proprio, preferirei riempire la mia casa di fibra di legno e argilla stando certo che il materiale più antico del mondo, compostabile e riciclabile all’infinito, mi regolerà l’umidità in casa assorbendo e rilasciando, mi assorbirà odori e sostanze tossiche, e diventerà il mio futuro accumulo termico.

Senza sposare la bioedilizia, o l’antipatia verso il pentano, si deve decidere che stratigrafia realizzare.

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Un muro in mattone pieno di 50cm contro il caldo estivo

 Premesso che per contenere il surriscaldamento estivo devo progettare strutture con caratteristiche ben precise:

 proviamo a progettare la coibentazione di un muro in mattoni pieni da ben 50cm di spessore. 50cm di mattone pieno sono in estate una buona protezione dal caldo, in inverno non sono un gran che contro le dispersioni. (è il caso della casa di Ale)

coibentare-muro-mattone-pieno-50cm

Senza fare una stratigrafia completa di intonaci e rasanti prendiamo in analisi i componenti edilizi principali per capire come si comportano in estate:

nessun intervento fibra di legno 10cm eps 10cm
trasmittanza U  1,26 0,29 0,28
trasmittanza dinamica Udyn  0,111  0,004  0,005
sfasamento ore  15  21  18
areica interna  63 62,8  62,8
fattore di decremento  0,09  0,015  0,019

 Cosa possiamo capire da questi numeri?

  • dal valore di trasmittanza si capisce che senza intervenire le dispersioni sono 4 volte più grandi: per l’inverno è bene intervenire.
  • le ore di sfasamento indicano che la fibra di legno è migliore dell’eps in estate
  • e anche il fattore di attenuazione indica che la fibra di legno è migliore dell’eps in estate

Sembra quasi che, fibra di legno o eps che sia, non ci sia una sostanziale differenza tra i due coibenti nel miglioramento estivo. Passare da un fattore di decremento di 0,09 a 0,015 significa in estate un miglioramento di 6volte del vaore, ma da 0,09 a 0,019 dell’eps un miglioramento di 4-5volte.

Direi che una parete di mattoni di 50cm. è un elefante e il capottino di 10cm sull’elefante incide, ma si sente poco… Guardiamo cosa succede se la coibentazione che progettiamo è spessa 14cm anzichè solo 10:

fibra di legno 10cm eps 10cm fibra di legno 14cm eps 14cm
trasmittanza U 0,29 0,28 0,22  0,21
trasmittanza dinamica Udyn  0,004  0,005  0,002  0,004
sfasamento ore  21  18  23,5  18,8
areica interna  62,8 62,8  62,8  62,8
fattore di decremento  0,015  0,019  0,011  0,017

Cosa possiamo capire da questi numeri?

  • dal valore di trasmittanza si vede che le dispersioni, importanti nel periodo di riscaldamento, scendono di 1/3 grazie ad ulteriori 4cm. di coibente
  • le ore di sfasamento indicano che l’eps più di tanto (poco) non può fare
  • il fattore di attenuazione indica che la fibra di legno è migliore dell’eps in estate e aumenta il divario tra i due materiali
  • la trasmittanza dinamica ci fa vedere come altri 4cm di fibra di legno migliorino sensibilmente il valore Udyn, mentre l’eps poco può fare.

L’elefante non è insensibile al cappotto esterno, ma se il grosso animale deve essere aiutato a stare fresco d’estate bisogna anche ricordare che:

  • l’ombreggiatura dei serramenti
  • la chiusura dei serramenti per impedire all’aria calda di invadere gli ambienti
  • la ventilazione esclusivamente notturna
  • la coibentazione del tetto

Ricordo ai lettori che quanto appena descritto si riferisce ad una muratura molto spessa e molto massiccia e questa tipologia appartiene ad alcuni vecchi edifici: tutto cambia quando lo spessore del laterizio e più contenuto e magari forato.

Non cediamo ai condizionatori d’aria!

            

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Facciata ventilata, conviene?

La facciata ventilata non mi piace? Credo per l’inutilità dell’investimento.

Chi la propone racconta di effetti miracolosi, chi la disegna racconta di effetti incredibili, chi la dovrebbe pagare… mi chiede cosa ne penso.

In alternativa al solito cappotto esterno, si progetta una camera d’aria esterna che permette l’ effetto camino: dove l’aria salirà verso l’alto.

Ovviamente lo strato termoisolante si esegue comunque, altrimenti la muratura resterebbe non coibentata come prima dell’intervento: si capisce già che questa facciata ventilata è un di più… è una finitura diversa.

facciata-ventilata-o-ombreggiatura-in-facciata

Se la facciata ventilata deve ottenere un valore estetico bene, benissimo, approvo, altrimenti, se stiamo pensando di ottenere una parete con capacità termiche incredibili… lasciamo subito perdere questo progetto.

facciata-ventilata-stratigrafia

Qualcuno potrebbe obiettare che nella camera di ventilazione la resistenza al passaggio termico dell’aria sia diversa. Ma la resistenza esterna è la stessa di quella interna dello stesso elemento costruttivo.

Devo ammettere che quando la facciata ventilata è disegnata in continuità con il progetto dell’ombreggiatura si ottengono i risultati più interessanti.


       

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