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100 anni per il Bauhaus

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Come vola il tempo – quando ero sotto la trentina e l’efficienza energetica non esisteva proprio, o almeno non se ne parlava, anni ’90, mi piaceva da matti la corrente del BAUHAUS:

gli oggetti, i mobili, fino alle maniglie delle porte o gli interruttori della luce, le lampade.

Ecco, senza pensieri di consumi, bollette ed emissioni nocive probabilmente la mia anima era come in foto, molto distesa…

 

Era tutto della giusta forma e finitura per me, un po’ grezza magari, un po’ industriale, giusta per me, che sognavo di andare a vivere in un grande spazio vuoto da riempire con calma e cose belle per me, quello che gli architetti chiamano loft. Beh quando vai verso i trenta non è che sogni la villa con i cipressi, meglio un loft. E poi l’ho avuto:

In ogni libreria o mercatino mi sfogliavo quei libri costosi che contenevano le più belle opere e le più belle foto dei lavori degli artisti del tempo, beh artisti! veri designer!

pensate all’epoca in cui lavoravano e fantasticavano con legno metallo e cuoio e tanta lungimiranza e tanto genio un secolo fa.

Quel parallelepipedo con la scritta verticale BAUHAUS era la scuola d’arte e design. Fondata da Walter Gropius nel 1919 a Dessau doveva diventare il movimento modernista.

 

Poi è arrivato il nazismo, Walter Gropius e Konrad Wachsmann se ne vanno negli Stati Uniti a costruire la General Panel Corporation vocata alla costruzione prefabbricata. Già a quel tempo, pensate quanto erano avanti!

Chi non conosce nulla del Bauhaus potrebbe almeno sfogliare un buon libro per farsi un’infarinatura e magari scoprire che le cose disegnate a quel tempo sono valide oggi come allora e sono forse affini al proprio gusto.

Chi sta mettendo sù casa potrebbe interrompere il lavoro del proprio arredatore ed evitare di riempire ogni centimetro libero con mobili su misura fatti oggi.

Partite sempre dal vuoto!

Senza fretta, con buoni pezzi! modernariato, antico, di famiglia… non importa, buoni pezzi!

Evitate di tappezzare la casa su misura, vi perdete una opportunità!

Fate attenzione a quello che vi portate in casa: potrebbe anche non andarsene mai più.

Affinatevi il gusto. Poi decidete. Senza fretta, con buoni pezzi!

Ma perchè sto parlando di design? he! si festeggia il centenario della scuola d’arte e design fondata da Walter Gropius, appunto nel 1919!

Non è una sciocchezza, ha segnato il XX Secolo:  il Bauhaus. Per questa occasione (il centenario) è stata costruita una miniatura su ruote della celebre scuola con l’obiettivo di creare una nuova scuola di design “in movimento” in ogni città coinvolta: ecco qui sotto ” die Wohnmaschine :

Ci sono voluti 100 anni per meritarsi questo modulo su ruote, mi ricorda un po’ BIOSPHERA, modulo su ruote con tutt’altri contenuti.

Non vorrete raccontarmi che un involucro edilizio ben costruito e ben coibentato

non potrebbe essere arredato con pezzi buoni!

Provateci almeno!

Sarete sempre in tempo per correre da Ikea o dal vostro arredatore.

Anche una maniglia può dare un’impronta alla propria casa?

anche una maniglia!

anche un posacenere?

ogni cosa, direi!


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Voglio la casa fresca tutta l’estate

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Più di un committente nel momento di valutare la spesa per impianti si è apertamente lamentato. E questo succede sempre se i dati climatici della località ci dicono che non siamo in zona climatica F.

Perchè?

Beh, il montanaro (inteso come complimento) sa che bisogna accendere il fuoco per sopravvivere – l’ha già messo in conto!

Ma per la grande maggioranza delle località italiane il calcolo energetico dell’edificio non si occupa solo dell’energia dispersa ma dell’energia che chiede l’edificio per il raffrescamento estivo. Il montanaro deve proteggersi dal freddo, deve isolare la casa e trovare l’energia che disperde attraverso una qualche fonte.   Possiamo quasi dire – …ce l’ha facile!

Tutti gli altri, e quindi tutti quelli che abitano in zona climatica fino alla E compresa, devono fare i conti con l’inverno – e dopo qualche scroscio primaverile devono fare i conti con l’estate:

  • temperature alte per alcune zone
  • temperature alte e umidità elevata per le altre

E qui gli impianti si fanno complicati! Sempre che non vogliate risolvere con uno split di MediaWorld.

Raffrescare, deumidificare, rinnovare l’aria interna sono 3 esigenze che lasciano il segno: nel portafogli!

Non dico che il costo per impianti raddoppi, ma …

I costi energetici dovuti al consumo per riscaldamento e acqua calda sanitaria (ACS) sono una voce, a cui va sommato l’investimento per l’impianto e il costo per la manutenzione annuale. Fin qui tutto bene, si sa – d’inverno dobbiamo riscaldare il nostro nido. Sceglieremo la fonte energetica in base alle preferenze personali o in base all’andamento dei costi con una simulazione a 20anni:

  • metano?
  • gpl se manca il metano?
  • gasolio se manca il metano?
  • legna?
  • pellets?
  • pompa di calore?
  • tutto elettrico?

I costi energetici dovuti all’impianto di raffrescamento e trattamento dell’aria + il costo dell’impianto stesso sono alti.

E a molti committenti spaventa sia la spesa che la complicazione tecnica del doppio impianto. Comunque la tecnologia c’è:

  • se alimentati ad acqua refrigerata a 15°C, i deumidificatori per la climatizzazione estiva possono deumidificare l’aria ambiente non alterandone la temperatura (ci sono 2 scambiatori di calore che pre-raffrescano l’aria in ingresso e la raffrescano dopo la deumidificazione ). Sono deumidificatori con apporto frigorifero con condensatori secondo lo schema:

  1. aspirazione aria rinnovo
  2. aspirazione aria esausta
  3. aspirazione aria da ambiente
  4. espulsione aria esausta
  5. mandata aria ambiente

Ho la notizia buona che tutti cercavate: non è obbligatorio!

Come non è obbligatorio fare la doccia con l’acqua calda, così non siamo costretti a raffrescare la casa tutta l’estate. Ci vuole uno spirito forte? amore per la sofferenza?  umiltà davanti al clima e le stagioni? un pizzico di follia? Può darsi. Il fatto è che se vogliamo guidare il clima in-door come un videogame dobbiamo mettere mano al portamonete: progettare l’impianto più adatto, installarlo, mantenerlo, e fornirgli l’energia di cui ha bisogno.

Non vi sto istigando a vivere delle estati francescane – in assoluta povertà e gioiosa libertà – non vi sto dando delle regole  come il poverello di Assisi, ma vorrei darvi un proposito di vita, questo sì.

Converrete con me (anche senza convertirvi) che se ogni famiglia italiana accendesse un condizionatore d’aria per la zona giorno e uno per la zona notte, l’Italia sarebbe da buttar via: abbasserà anche la temperatura di qualche grado, e diminuirà il livello di umidità, ma tra il rumore del compressore e il consumo energetico di tutta la popolazione raffrescata …

Intanto ripiantiamo tutti gli alberi delle vie che qualche scellerato amministratore ha fatto segare (è noto, le piante sporcano), il verde sì che fa scendere le temperature roventi delle città italiane, poi

  • riprogettiamo bene l’involucro edilizio,
  • facciamo un tetto ben isolato contro il caldo,
  • facciamo pareti con le stesse qualità della copertura,
  • facciamo ombreggiamento intelligente
  • e ventilazione naturale notturna

sempre adattandoci alle alte temperature estive senza lamentarci troppo. In fondo, a dirla tutta, parliamo di 2-3 settimane veramente bollenti per ogni anno. Sopravviverem

cito adesso Emilio Rigatti nel suo libro Minima pedalia, prestatomi dall’ingegnere Lorenzo Sartoratti durante le nostre prime riunioni (sì devo ricordarmi di renderlo):

Quando comprai la prima auto con l’aria condizionata mi convinsi rapidamente che accendere l’estate d’inverno o accendere l’inverno d’estate premendo un pulsante non era così bello e sano come volevano farmi credere. Perchè – ho cominciato a chiedermi – devo costringere il mio corpo a uno stato di perenne inadeguatezza con il clima? Perchè ogni volta che scendo dalla macchina mi devo sentire sulla Luna? Ci venderanno gli scafandri con l’aria condizionata? E le stagioni sono fatte per essere combattute come fossero l’Impero del Male, come se avessero le armi chimiche?


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Isolamento verso garage o box chiuso esempio nuova costruzione con fattore di correzione in Zona climatica E

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Un po’ per tradizione negli edifici esistenti e un po’ per desiderio della committenza nelle nuove costruzioni, gli italiani hanno il garage in casa, al pian terreno o nel seminterrato:

Per tradizione, i tedeschi tengono l’auto in un box vicino, o attiguo, quasi mai in casa, spesso un carport:

Il garage è un ambiente non riscaldato e non fa parte dell’involucro termico. Solitamente, da noi, è un ambiente che confina con l’abitazione per almeno due pareti + il soffitto. Pareti e solaio sono detti elementi strutturali verso vano non riscaldato: il vano potrebbe essere anche una cantina, un deposito, un magazzino. Sono le superfici disperdenti della parte di edificio che stiamo analizzando.

Se stiamo progettando l’isolamento termico di queste strutture dobbiamo conoscere quale sarà il fattore di correzione fi dello scambio termico tra ambiente climatizzato e non climatizzato: infatti il fattore di correzione si moltiplica al valore di trasmittanza U della stratigrafia – perciò

U * fi

Il fattore di correzione, quando è diverso da 1 naturalmente, indica proprio che stiamo analizzando la trasmittanza di un elemento edile che separa l’abitazione da un ambiente non climatizzato ma che però non ha proprio la temperatura dell’ambiente esterno! Il garage sarà anche freddo, ma non è come stare in giardino.

Questo fattore si potrebbe anche calcolare con la formula qui sopra ma, per semplicità, CasaClima usa dei coefficienti fi predeterminati di tutte le tipologie di elementi disperdenti verso ambienti non riscaldati. Comodo no?

  • se il garage, o il box, è un ambiente areato, mi spiace ma il fattore di correzione è 1, quindi il garage equivale all’ambiente esterno. è logico.
  • se il garage, o il box, è un ambiente non areato ma senza chiusure a tenuta, allora il fattore di correzione diventa 0,8 e potrò moltiplicare la trasmittanza U*0,8
  • se il garage, o il box, ha invece chiusure a tenuta, il fattore di correzione è 0,5

Facciamo un esempio pratico per comprendere una volta per tutte questo fattore di correzione dello scambio termico:

Abbiamo la fortuna di costruire ex novo, una nuova costruzione. Sotto l’abitazione abbiamo previsto che ci siano 2 garage e 1 spaziosa cantina.

Cosa ci dice il DECRETO 26 giugno 2015 (Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici)? Ci parla proprio dei REQUISITI SPECIFICI PER GLI EDIFICI dopo il DM 26.6.2015: ad esempio, nella Tabella 3: Trasmittanza termica delle strutture opache orizzontali di pavimento verso l’esterno, gli ambienti non climatizzati o contro terra.

Prendiamo la Zona climatica E, dobbiamo preparare una stratigrafia del solaio che divide abitazione da garage e cantina. La stratigrafia parte dallo strato più interno, diciamo la piastrella, il collante e via via fino all’intonaco del soffitto del garage che sarà lo strato più esterno. Il valore di trasmittanza ci salterà fuori appena terminato di inserire tutti gli strati con relativi spessori, conduttività, calori specifici e  densità.

Prendiamo come risultato di calcolo un valore di trasmittanza pari a 0,30W/mqK

Naturalmente dobbiamo rispettare quel valore minimo imposto dal DM 26.6.2015: 0,26W/mqK

A questo punto siamo pronti per migliorare il valore U della stratigrafia che abbiamo in mente. E qui ci serve proprio il fattore di correzione fi !

Per concludere l’esempio descriviamo come ambienti non areati e con chiusure a tenuta i  2 garage e la spaziosa cantina – quindi possiamo contare sul coefficiente fi 0,5:

Se la stratigrafia dava un valore di trasmittanza pari a 0,30W/mqK dobbiamo moltiplicare 0,30 * 0,5 e otterremo un valore U più che ottimo:

U 0,15 W/mqK

Ora che sappiamo bene come progettare il garage di questa ipotetica nuova costruzione ricordiamoci di non fare un’apertura troppo risicata, abbondiamo sulla larghezza ed evitiamo piccoli e costosissimi incidenti di manovra per entrare o uscire dal box auto. Per convincervi (e stupirvi un po’) ho qui un brevissimo video con una difficilissima manovra di entrata nel garage. Dopo la sconcertante scena, chiudete il link, non perdete altro tempo! Vi aspetto invece con i vostri calcoli o le vostre stratigrafie! e tutte le proposte per attenuare i ponti termici più forti del vostro bel progetto.


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