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Contenuto COV Pitture per pareti e soffitti interni

Spesso il committente scopre verso la fine del cantiere, o a lavori conclusi, che l’intonaco interno poteva essere un impasto migliore, più igroscopico, più traspirante e più attento alla salubrità dell’ambiente. Il materiale dell’intonaco stesso poteva essere una miscela antibatterica naturale resistente alla formazione di muffe e batteri.

Non si può più tornare indietro, gli intonaci sono dati.

Siamo però ancora in tempo per decidere o cambiare la finitura e trattandosi di finitura interna, a maggior ragione, dovrà essere salubre. Per salubre intendo qualcosa che non porti altri veleni in casa.

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L’ambiente interno può già contenere molte cose che non giovano alla nostra salute (dalla candela profumata, fino al detergente per il bagno), sforziamoci di stare attenti nella scelta delle finiture interne: parliamo di molti metri quadrati, dunque è un aspetto veramente importantissimo! Continua a leggere

Distacco dell’intonaco

La Corte di cassazione, sez. II Civile, con la sentenza n. 27433 del 9 dicembre 2013 ha stabilito che il distacco dell’intonaco, compromettendo l’isolamento termico e l’impermeabilizzazione della facciata dell’edificio è grave difetto dell’opera (oggetto della garanzia di cui all’articolo 1669 del Codice civile).

distacco intonaco-02

Tale sentenza obbliga l’appaltatore al rifacimento dell’intonaco e al risarcimento dei danni.

distacco intonaco

La tendenza degli ultimi anni a costruire tetti piani e assenza di sporti che proteggono le facciate non tiene in debita considerazione il rischio di deterioramento precoce dell’intonaco esterno.

tetto piano

Pur assecondando i sogni di modernità della committenza il progettista dovrebbe valutare con più attenzione o migliori accorgimenti la funzione che ha la finitura esterna, “la tonaca della casa”,  dato che costituisce il primo strumento di protezione a struttura unica.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Scelta dei rivestimenti murali (la finitura del cappotto)

 In un vecchio articolo cercavo di spiegare perchè le facciate delle case possono diventare verdi: “Le facciate diventano verdi?

Se siamo nella fase di scelta del sistema a cappotto per l’isolamento dell’involucro esterno siamo anche costretti a scegliere il rivestimento murale, che è un rivestimento in pasta, …di finitura!

Vogliamo evitare il più possibile che le facciate inverdiscano?

Allora optiamo per un rivestimento silossanico: questo materiale ha una superficie microporosa, ma idrorepellente. E’ un rivestimento traspirante.

resina-silossanica

Le resine silossaniche

  • resistono alle aggressioni biologiche (quelle dei microorganismi presenti nell’aria e nell’acqua)
  • offrono un’elevata permeabilità al vapore acqueo
  • hanno un bassissimo assorbimento capillare dell’acqua.

Quindi, se scegliamo un rivestimento ai silossani diminuiamo il pericolo che lo sporco portato dalla pioggia si sedimenti nei pori e nei capillari del rivestimento di facciata!

Certo la permeabilità al vapore acqueo non è quella di un rivestimento ai silicati!

Sapete che un valore µ basso è indice di alta permeabilità al vapore (molto traspirante) e una stratigrafia edile dovrebbe aumentare (o almeno non diminuire) la permeabilità al vapore ad ogni strato dall’interno all’esterno.

Allora confrontiamo qualche rivestimento murale per capire meglio le sue doti:

Se avrà un valore µ basso, allora sarà il rivestimento più traspirante!

  • Rivestimento ai silicati: valore µ ?      circa 40
  • Rivestimento ai silossani: valore µ ?  circa 60
  • Rivestimento acrilico: valore µ ?        circa 150
NON dimenticate che la traspirabilità è sempre legata allo spessore del materiale! è per questo che il valore Sd è il valore più importante da controllare!
Ricordate questo:

Il valore Sd (cioè la resistenza al passaggio del vapore) si ottiene moltiplicando il valore µ per lo spessore del materiale (sempre in metri):

  • intonaco:        valore µ = 5 spessore cm.1,5 Sd = 5 x 0,015 = 0,075 quindi un Sd = 0,075
  • cartongesso: valore µ = 8 spessore cm.1,2 Sd = 5 x 0,012 = 0,1 quindi un Sd = 0,1
  • un telo freno al vapore ha un valore Sd solitamente > 0,2

 Ho fatto un po’ di chiarezza?

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Le facciate diventano verdi?

“Con tutto quello che abbiamo speso… adesso le facciate stanno già diventando verdi! Con chi possiamo prendercela? Con il progettista? Con la squadra che ha realizzato il cappotto?”

Sempre più spesso committenti insoddisfatti mi fanno questa insistente domanda!

 finitura-cappotto-esterna

Le facciate rivestite dal sistema a cappotto tendono ad “inverdirsi”: sono formazioni di alghe e spore. A mio figlio spiegherei – è la natura

Quando il cielo è sereno le notti diventano molto fredde e l’involucro dell’edificio cede il calore alla volta celeste raffreddandosi notevolmente, tanto da formare condensa. Un po’ come succede alle nostre auto quando sono parcheggiate all’esterno.

Questa condensa non è altro che acqua e l’acqua è l’ingrediente fondamentale per creare questo “rivestimento vegetale”. Anche la nebbia favorisce questo fenomeno di “inverdimento”.

Per consolazione posso ricordare ai sofferenti proprietari di case “inverdite” che il fenomeno è anche un segno di buona qualità dell’aria, come lo sono la presenza di libellule o lucciole notturne. E’ la natura!

Non ci sono rimedi se non una progettazione più accurata (o più previdente):

  • gli sporti del tetto un po’ troppo risicati non proteggono adeguatamente le facciate dalle piogge e tendono ad aumentare l’umidità presente.
  • gli intonaci esterni troppo ruvidi favoriscono la crescita del verde

In ogni caso Vi posso assicurare che si tratta solamente di un problema estetico e nient’altro.

W IL VERDE,  M IL GRIGIO!


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