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L’ ENEA, sapete cos’è no? ha preparato…

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In questo blog scrivo un po’ di tutto sulle soluzioni per isolare meglio un edificio e con risultati validi anche nella stagione estiva. Mi prometto sempre di indicare come raggiungere l’obiettivo e perchè sia importante un’analisi delle caratteristiche dei materiali isolanti.

Ma qual’è l’obiettivo?

Per me è il comfort senza dipendere troppo dall’energia – come dire, ottenere molto consumando poco.

Infatti tutti gli argomenti che vi propongo, in fin dei conti, finiscono sempre lì, sull’Efficienza energetica.

L’ ENEA, sapete cos’è no? è una missione istituzionale, è l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, un ente finalizzato alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo economico sostenibile. C’è personale altamente qualificato, laboratori avanzati,  impianti sperimentali e  strumentazioni di eccellenza e il suo riferimento istituzionale è il Ministero dello Sviluppo economico. ENEA è anche  il  coordinatore del Cluster Tecnologico Nazionale Energia, candidata ad Agenzia Nazionale per l’uso efficiente delle risorse e la mobilità sostenibile.  Dicevo – l’ENEA ha organizzato dei percorsi didattici e questionari per le scuole, educazione ambientale aperta a tutte le scuole insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, tutto all’insegna dell’uso efficiente e consapevole dell’energia.

Sono tutti argomenti piacevoli ed interessanti da leggere, con qualche dato ma non troppi dati, non vi annoierete! Vi ho preparato dei link per arrivarci in fretta senza perdervi, sono tutti link da aprire in famiglia “per grandi e piccini!

non perdeteveli e poi lasciate un commento, anzi, fatelo scrivere a loro:

            

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Edilizia italiana e cattive abitudini – i pagamenti

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Edilizia italiana e cattive abitudini – voglio parlare brevissimamente del malcostume di tirare i pagamenti all’infinito.

In qualità di consulente sono molto vicino al committente – si parla, ci si confida, si ascolta. Ma sono anche vicino a chi in cantiere ci lavora. Mi capita spesso di venire a sapere che il committente non ha pagato quello e non ha pagato questo e sta aspettando prima di pagare quest’altro…

Sono tutti importi più o meno grossi che andrebbero a saldare forniture e lavorazioni già svolte da tempo. In piccola parte sono problemi di liquidità del committente, in gran parte sono l’abitudine di tenere in sofferenza il creditore.

In questo secondo caso mi domando sempre quale sia il senso di un comportamento così fastidioso. Non è che i soldini lasciati in banca fruttino il 13% come nei gloriosi anni ’80 – allora perchè non usarli per pagare puntualmente l’artigiano o l’impresa? Pagare puntualmente un lavoro già svolto non solo è elegante, corretto e segno di educazione, è anche un modo per riconoscere che l’opera svolta è stata buona – e un artigiano a cui si riconosce una buona esecuzione è un artigiano  soddisfatto e un artigiano soddisfatto è ben motivato a proseguire, a lavorare bene ed impegnarsi sempre.

Ecco il tuo denaro! hai fatto un buon lavoro!

Questa frase è terribilmente rara, pensateci! Ma un gesto così lascerebbe un segno nel cuore di chi si è impegnato.

Pagare può anche farci sentire bene – chi paga puntuale non è uno stupido, è un uomo giusto.

Le imprese italiane non incontrano spesso uomini giusti e spesso fanno i conti con una grande crisi di liquidità e flussi di cassa, un bel problema per mandare avanti la baracca!
Pagare al momento dell’acquisto, o addirittura prima, piace veramente poco nel settore delle costruzioni: tutto il sistema si basa sul credito a 30, 60, 90, 120, 150, 190 giorni e più.

E poi ci si lamenta dei preventivi alti o dei ritardi?

Quando si chiede un preventivo si dovrebbe comunicare contestualmente se si intende pagare in anticipo, un po’ in anticipo e un po’ alla consegna o se si intende pagare quando se ne avrà voglia. Ecco, 3 listini prezzi diversi! così bisognerebbe fare.

In effetti quasi tutti i pagamenti puntuali vanno semplicemente a pagare i conti di quelli che alle imprese la tirano per le lunghe! I committenti buoni pagano per tutti i committenti cattivi. Un bel sistema! “Sistema Italia” scriverebbero i giornali.

E i committenti non vengano a dirmi che è compito dell’impresa attingere al credito bancario! Sappiamo tutti com’è la situazione del credito… a rating cattivi corrispondono rapporti bancari pessimi. E’ un cane che si morde la coda.

Se il committente vuole un buon lavoro, che tiri fuori i soldi! Le imprese non possono nè rinnovare il sistema del credito italiano con un colpo di bacchetta magica, nè scaricare tutti i problemi finanziari sui magazzini edili.

Qualcuno ha qualcosa da aggiungere?

            

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Solo luci LED che non fanno male alla salute

Deluso dalla bolletta salata? Sì è così, consumiamo pochissimo, ma i costi fissi restano troppo alti per sentirci soddisfatti, comunque non per questo installeremo lampadine senza alcun riguardo al consumo reale.

Noi, il risparmio, ce l’abbiamo nel sangue.

Bene, prima di lanciarvi nell’acquisto di tutte le lampadine che vi servono proviamo a capire il tipo di lampadina che bisognerebbe comperare, dal punto di vista  del basso consumo  e dal punto di vista della nostra salute.

Alcuni LED, purtroppo, emettono picchi di luce blu dannosi per la nostra salute (ciclo del sonno, produzione di melatonina, umore, danni alla retina). E lo stesso problema esiste per TV tablet e cellulari naturalmente…

Ma come si può capire se le lampadine che stiamo comprando sono del tipo quasi a emissione “solare”? Ci metteremo tutti a fare misurazioni tramite spettrometro?

La luce blu, di sera, distrugge il nostro sistema endocrino. Se vuoi approfondire puoi leggere questo articolo della Harvard Medical school.

Ho letto in giro che praticamente tutto quel che viene venduto oggi ha un picco di emissione nella parte blu dello spettro. Prima o poi si venderanno LED che possono emettere uno spettro luminoso quasi uguale a quello del sole (completo e bilanciato e ottimo per la nostra salute). SunLike sarà il suo nomignolo.

Fino a che non si potranno comperare LED a spettro solare bisognerebbe rimanere con le vecchie lampadine ad incandescenza (divenute introvaibili) o in alternativa, quando cala il sole, andarsene tutti a dormire, o chiacchierare a lume di candela!

Il fatto è che se non vogliamo bruciare 100 Watt per stare a tavola la sera bisognerà pur sceglierla la nostra lampadina LED!

Visto che c’ero mi sono messo a fare una ricerca per trovare lampadine LED che garantiscano un CRI abbastanza vicino a 100 (CRI 100 = luce naturale)… difficile! Troverete sempre un indice di resa dei colori pari a 80.

Le vecchie lampadine ad incandescenza, quelle sì che vanno bene e fanno bene, purtroppo fanno più caldo che luce e questo non è molto efficiente!

Per acquistare lampadine eccellenti possiamo riferirci ai Lumen e ai Watt?

Sarebbe troppo facile: 

  • una lampadina LED indica facilmente il consumo di energia (i Watt) e l’ emissione luminosa ( i Lumen), poi bisogna guardare la sua resa cromatica (CRI o IRC in italiano)

E se la nostra casa vuole fare attenzione ai materiali e alla salubrità degli ambienti interni figuriamoci se possiamo permettere a qualche luce LED di rovinare tutto il progetto!

Ma perchè una cattiva luce LED può nuocere alla salute?

La radiazione ottica è una radiazione elettromagnetica assorbita dai tessuti quindi riguarda pelle e occhi:  la luce eccita gli elettroni delle molecole cellulari (rompe e riorganizza i legami chimici). E così la luce blu può danneggiare i foto ricettori della retina.

Se esponiamo ai raggi UV la pelle, questa attiva il suo meccanismo di protezione:  si abbronza o si brucia.

Anche le strutture superficiali dell’occhio reagiscono:  i danni alla retina si hanno solo con raggi tra i 300 nm ed i 1400 nm: danno fotochimico da luce blu (fotoretinite). Dalla luce visibile invece l’occhio si difende da solo o chiudendosi o restringendo la pupilla per proteggere la retina.

Nei paesi dell’Unione Europea, ed in Italia, si vendono solo lampadine con marchio CE ma non vuole ancora dire nulla sulla qualità della luce LED quindi evitiamo sempre le lampadine (anche all’esterno, anche in giardino) che hanno un’emissione elevata di luce blu:

  • una lampadina LED con 2700 K (bianco caldo) è meno pericolosa
  • una lampadina LED con 5000 K (bianco freddo) ha un picco di luce blu di intensità superiore quindi è più pericolsa

La normativa IEC 62471 attribuisce anche ai LED una classe di rischio in base ad una serie di misurazioni che potete leggere qui.

Se in ufficio dovete per forza maggiore convivere con un’illuminazione sbagliata avete 3 possibilità:

 


L’ARPAV ci ricorda che:

  • la componente di luce blu causa effetti ambientali negativi sia su flora e fauna, sia per quanto riguarda l’inquinamento luminoso del cielo. Si raccomanda di utilizzare sorgenti con temperatura di colore il più bassa possibile, sempre nel rispetto della Legge Regionale n. 17/09 e delle norme tecniche di settore.


            

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