Involucro edilizio e ottime stratigrafie non sono tutto

Perchè suggerisco sempre di progettare l’involucro edilizio e poi sedersi dal migliore termotecnico disponibile invece che telefonare all’idraulico?

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Gli strati che compongono il solaio verso terreno, le pareti verso l’esterno e la copertura,  non devono contenere errori progettuali o di fisica edile, devono rispettare i limiti stabiliti per ogni zona climatica dal DM 26.6.2015 e devono avere un occhio attento alla salubrità.

Ma buone stratigrafie non sono ancora tutto! Sono un buon punto di partenza.

Definire l’involucro è necessario e ci aiuta ad identificare la classe energetica richiesta, ma sono solo le stratigrafie delle parti opache a garantire qualità, comfort, prestazioni energetiche e salubrità?

Non proprio, o non del tutto.

Insisto moltissimo sulla qualità degli strati, sull’attenzione alla massa in una struttura leggera, sulla capacità areica degli elementi: le stratigrafie sono importanti! ma non solo quelle.

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La valutazione termotecnica dell’intero progetto è fondamentale per far funzionare le nostre future 4 mura!

  • la posizione geografica e i dati climatici locali non vi sembrano importanti?
  • il microclima del sito?
  • anche la forma e le dimensioni dell’edificio, la sua compattezza (un edificio spazioso e mono piano è meno efficiente di un edificio di pari metratura suddivisa su due piani) e le sue eventuali articolazioni influiscono parecchio.
  • l’ esposizione dei fori finestra, le ombreggiature fisse o architettoniche, sono a ostacolare o ad agevolare i guadagni solari gratuiti – anche loro contano.
  • la ventilazione degli ambienti è, direi, indispensabile: tenuta all’aria dell’edificio significa non avere rinnovi d’aria senza il nostro intervento, che potrebbe essere manuale con l’apertura della finestra, ma senza recuperare il calore. E’ tempo di conoscere la vmc ed informarsi adeguatamente (comprereste la vostra prossima automobile senza ventilazione? ecco, vi siete già dati una risposta)
  • la prestazione degli impianti e l’ottimizzazione delle perdite per distribuzione non sono cose importanti?

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Tutto questo po’ po’ di analisi è la via più giusta per valutare con professionalità la nostra futura casa! Ricordate:

Involucro & impianti.

Dolce & salato.

               

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+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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2 pensieri su “Involucro edilizio e ottime stratigrafie non sono tutto

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    per fare un’analisi dei comportamenti estivi ed invernali e scoprire le rispettive differenze tra la parete in blocchi porizzati con EPS con grafite e i blocchi cassero con EPS con grafite si dovrebbe calcolare una e poi l’altra stratigrafia compresa di intonaci.

    personalmente non amo (e non consiglio) di costruire con sistema costruttivo in blocchi a cassero in calcestruzzo alleggerito di argilla espansa LECA e inserto isolante ad elevata densità. Di fatto il mio involucro esterno sarà costituito da isolante (figlio del petrolio) e da un getto armato di cls strutturale, di classe di resistenza minima pari a Rck 250 di spessore 15cm.
    Il calcestruzzo (cls) è una miscela artificiale (legante + acqua + sabbia e ghiaia + additivi) e il legante è il cemento. Quindi costruisco una casa di cemento e ferro con 16cm di EPS che certamente esalta le prestazioni invernali.
    Questi blocchi, leggendo la scheda tecnica garantiscono circa 11 ore di sfasamento. Una prestazione estiva modesta anche se rispettosa di ogni normativa.
    La cosa positiva per il committente è che mi sembra che la tipologia costruttiva (o simile) stia prendendo piede in italia e molte imprese stanno lavorando spesso o solamente con questi blocchi. Ho letto che dal 2007 sono stati realizzati circa 137 cantieri.

    Di gran lunga preferisco (e suggerisco) il laterizio, magari non i blocchi da lei indicati, i blocchi in laterizio porizzato e rettificati con fori saturati con polistirene additivato con grafite, ma se lo spessore deve rispettare i 35cm… ottima scelta. Lo sfasamento estivo è eccezionale: oltre le 20 ore. Già da questo dato si capisce che parliamo di blocchi perfetti per il nostro clima.

    Ricordiamo che il blocco in laterizio porizzato non ha necessariamente bisogno di isolanti per possedere ottime prestazioni invernali ed estive:
    l’impasto viene alleggerito additivando all’argilla cruda degli alleggerenti e poi cotto. Queste macro porizzazioni si possono ottenere miscelando polistirolo in forma di piccole sfere (nella cottura brucia scindendosi in anidride carbonica ed acqua) o farine fossili, farine di cellulosa, farine di legno ed altri alleggerenti di natura organica e non.
    Non c’è dubbio che i blocchi fatti con argilla e farina di legno vergine diano più garanzie ad un ambiente che vuole essere biocompatibile.

    Se vuoi approfondire l’argomento del blocchi in laterizio porizzato rettificato leggi l’articolo dedicato a questo link.

  2. Giorgio Benvenuti

    Buongiorno, devo demolire e ricostruire un rustico su due piani in comune di Venezia ( zona climatica E, rischio sismico 4) e vorrei evitare di ricorrere alla coibentazione con cappotto esterno.
    Tra i prodotti proposti per la costruzione dell’involucro esterno ne ho individuati due:
    il sistema Bioplus A+ di blocchi a cassero in calcestruzzo alleggerito e inserto isolante proposto da Paver.
    i blocchi in laterizio porizzato addittivati con EPS nello spessore di 45 cm di Danesi Laterizi art. Poroton Plan P700 TS8.
    Vorrei conoscere la vostra valutazione delle prestazioni invernali ed estive dei due prodotti.

    Grazie

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