Vespaio aerato, platea calda, dubbi e consigli

 Il senso del vespaio aerato qual’è?  interrompere la risalita dell’umidità, disperdere il gas radon eventualmente presente, e spesso la tradizione, credo.

Personalmente preferirei una platea calda, coibentata all’intradosso (isolata da sotto) e un telo impermeabile sotto di essa.

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Verrebbe da pensare che se d’inverno sopportassi le dispersioni verso il basso (anche economicamente) della platea fredda potrei forse ripagarmi durante l’estate…

mi spiego meglio: avere sotto la casa una massa fresca, nelle settimane più calde, mi permetterebbe di scaricare molta energia che, avendo isolato tetto e pareti esterne, non potrei scaricare proprio da nessun’altra parte (se non attraverso la ventilazione notturna naturalmente (ma non sempre possibile)).

Quando gli ambienti interni iniziano a superare i 28° il clima si fa insopportabile e il calore è difficilmente smaltibile. Su questo tema potete leggere questo articolo: Platea Calda, fredda o tiepida?.

Se abbiamo deciso di costruire un vespaio aerato succederà che

  • in inverno l’aria esterna fredda (e povera di umidità) passa nel vespaio riscaldandosi e per l’effetto camino fuoriesce portando con sè eventuale umidità presente nel vespaio.
  • in estate l’aria fresca resta un po’ stagnante nel vespaio (e relativamente più secca) perchè non tende a salire.
  • in entrambe le stagioni la differenza di temperatura tra interno ed esterno può essere ben sfruttata da una pompa di calore (parlatene con un termotecnico).

Non facciamo l’errore di progettare le bocchette di aerazione un po’ dappertutto, ma possibilmente a nord e a sud e con una certa differenza di altezza tra quelle basse a nord e quelle alte a sud: tiraggio garantito!

Quindi non posiamo le bocchette come nell’immagine: tutte alte uguali, tutte a est e a ovest più un paio a nord e a sud!

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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120 pensieri su “Vespaio aerato, platea calda, dubbi e consigli

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    anni fa mi è capitato lo stesso problema, il comune ha indicato che bisognava osservare la tecnica del vespaio aerato. purtroppo non ricordo come il committente e il suo tecnico abbiano risolto la questione.
    il regolamento edilizio comunale che indica di staccare il solaio dal terreno con uno strato d’aria debolmente ventilata probabilmente vuole salvaguardare la salubrità delle costruzioni, visti i danni che presentano gli edifici degli anni passati.
    penso che si possa però presentare un progetto alternativo al comune e trovare un punto di accordo.

    ricordo anche che, e dipende sempre dal terreno, per avere una platea calda e anche asciutta potrebbe servire un progetto di drenaggio perimetrale che costantemente allontana l’acqua del terreno dalla fondazione

  2. davide

    Salve il mio problema è questo ho convinto il tecnico a fare una platea appoggiata ad uno strato di vetro cellulare interrompendo di fatto qualsiasi contatto tra il terreno e la mia fondazione ed eliminando l’umidità di risalita ora il mio comune mi dice che il regolamento edilizio comunale prevede che l’intradosso debba essere staccato dal terreno per almeno 30 cm e ci deve circolare l’aria.
    Specifico che la platea non è con fondazioni a travi rovesce ma un solettone portante e mi indicano un vespaio ad igloo che io non voglio.
    Come risolvo questa questione?
    La ringrazio in anticipo.

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    telo antiradon e caccia alle crepe o punti di non tenuta + eventuale possibile isolamento per le dispersioni verso il basso.
    vmc anche se solo puntuale e possibilmente con mini canalizzazione per servire almeno 2 locali con una macchina, sì

  4. Gianluca

    Buongiorno un consiglio in generis : casa anni 50, rustico 100mq con muro 50cm a pietra poi intonacata. Classe G. No muffa presente in casa, Abito in zona notoriamente ricca di Radon ( Friuli). Volendo ristrutturare e non avendo ampia capacita’ economica, suggerisce minivespaio ( 5cm o 10cm ) o VMC ? Grazie 1000 e complimenti .

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    grazie per leggere.
    gli igloo non sono la soluzione suprema:
    teniamo sempre presente che gli igloo diventano una porzione del solaio contro terra ma le murature sono sempre in contatto con il terreno e probabilmente sono umide.

    ora è da analizzare bene l’affermazione “a causa dell’umidità” .
    può derivare dall’effetto cantina (luogo con superfici fredde dove arriva aria estiva calda)
    può derivare dall’umidità di risalita che porta nuova umidità in ambiente.

    se non ci fossero problemi di infiltrazioni e umidità di risalita dalle fondazioni sarebbe consigliabile concentrare la progettazione e la spesa nell’isolamento interno e nelle migliori finiture interne (intendo qualità di materiali) per ottenere un ambiente con alto livello di comfort in tutte le stagioni.

    un impianto di climatizzazione solitamente si occupa di portare la temperatura a quella voluta (artificialmente) e di deumidificare l’aria. purtroppo non si occupa del ricambio dell’aria, che deve essere fatto manualmente in assenza di vmc, ventilazione meccanica controllata.

    buone riflessioni

  6. fabio

    salve leggo spesso per nuovi spunti il suo blog
    ma vorrei chiederle un mio dubbio ,abito zona bergamo

    casa da ristrutturare pian terreno(taverna) che sfruttavo specialmente in estate per il fresco ma a causa dell umidita e per farla diventare abitabile sto per posare degli igloo per un vespaio ventilato, mi chiedevo tramite le prese d aria;
    in inverno immetterei aria fredda e quindi in teoria raffredderei il massetto .
    in estate immetto aria calda e quindi in teoria riscaldo il massetto
    come strato isolante e per compensare il livello degli impianti userei 6 cm di argilla espansa
    quindi penso che i benefici estivi li perderei
    ma non è un po un controsenso? posso fare a meno dell isolamentoo invece devo pensar all xps? dovro pensare ad un impianto di climatizazzione per lei?
    grazie

  7. Paolo

    Buonasera,
    ho appena finito di discutere con l’impresa che realizzerà la mia prossima abitazione e ci siamo fermati di fronte ad un dubbio:
    per mesi ho spinto, grazie ai suoi consigli, sull’utilizzo del vetro cellulare sotto fondazione a platea…dopo un po’ di scetticismo iniziale, l’impresa mi ha valutato questa soluzione economicamente equivalente alla soluzione con vespaio aerato.
    La scelta diventerebbe solamente una questione tecnica, ma sia l’impresa che l’ingegnere che si occupa del calcolo strutturale, evidenziano vantaggi a favore della soluzione con gli igloo:
    -prevedendo un pavimento radiante, secondo loro dovrei comunque prevedere uno strato di isolante immediatamente sotto al massetto caldo, per evitare dispersioni verso il basso. In questo caso effettivamente avrebbe meno importanza l’accorgimento di progettare una platea calda. Sbaglio?
    -il passaggio degli impianti per loro risulterebbe molto più comodo se fatto all’interno del vespaio.
    -dovendo prevedere comunque delle travi rovesce in corrispondenza dei pilastri, per meglio distribuire il carico sul terreno, ci sarebbero comunque dei dislivelli sulla platea che andrebbero riempiti con del materiale…in questo caso meglio colmare il dislivello con l’aria del vespaio o con del materiale non ben definito nè per tipologia nè per funzionalità?
    La rigrazio per i suoi preziosissimi consigli

  8. Federico Sampaoli Autore articolo

    Il consiglio di un intonaco risanante per murature in tufo con carico di umidità e salinità è buono sia per facciate esterne che interne.
    Se c’è un alto livello di umidità o contaminazione salina è meglio applicare almeno due o più strati.
    Se sul lato interno succede anche condensa sarà bene pensare anche all’ isolamento interno per garantire comunque traspirabilità alla muratura ma garantire anche una temperatura superficiale interna più confortevole e quindi a basso rischio di condensa

  9. Angelo

    Vorrei capire una cosa che non è proprio riguardante il “vespaio” ma le fondazioni del fabbricato strutturato su muri maestri con mattoni di tufo. Come si risolvono i problemi dell’ umidità di risalita dal momento che essendo circondato perimetralmente dalla strada non si può scavare intorno? In pratica mi è stato consigliato di rifare l’ intonaco da terra fino a circa 2mt di altezza usando miscele deumidificanti e traspiranti. Risolverebbe il problema?

  10. Federico Sampaoli Autore articolo

    personalmente non credo affatto negli igloo e mi appaiono una spesa senza senso con costi di messa in opera proibitivi.
    sono molto favorevole invece ad una platea di fondazione poggiante sull’isolante (una platea calda), che potrebbe avere una quota ideale rispetto al terreno ed eventualmente un drenaggio perimetrale a salvaguardia dei materiali nel tempo.
    tutto però dipende dalle esigenze dello strutturista.

  11. Massimiliano Cussotto

    Salve,
    per una nuova costruzione a due piani lo strutturista ha previsto fondazioni continue. Per quanto riguarda l’isolamento del solaio controterra ho previsto (dal basso verso l’alto): strato di ghiaia per regolarizzare il fondo scavo, strato di ghiaia di vetro cellulare, iglu, caldana, pannelli in XPS, massetto, pannello radiante, ecc…La domanda è questa: se lo strato di ghiaia di vetro cellulare ha funzioni di barriera alla risalita capillare e quindi umidità, posso rinunciare alla ventilazione del vespaio con iglu (in questo modo evito il passaggio di aria fredda, e posso anche rinunciare ai pannelli in XPS, oltre a evitare il ponte termico delle bocchette di areazione)? Grazie in anticipo e complimenti per la professionalità

  12. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’xps è ideale come materiale isolante controterra.
    e certamente la trasmittanza del piede muratura con meno spessore + xps sarà equivalente o migliore al resto della muratura.

    la guaina bugnata è meglio posata con le bugne verso l’isolante per permettere una microventilazione
    il sistema drenante perimetrale con tutta quella ghiaia si otturerà nel breve periodo quindi eviterei questo enorme trasporto di materiale evitando di portare via tutta la terra di scavo a favore di un tessuto drenante con prestazioni litri ora mq da scegliere a piacere + reinterro materiale di scavo.
    il tubo microforato, se possibile va portato ad una quota più bassa di 10cm e se possibile pendenzato verso il pozzetto di raccolta designato.

  13. MARIACHIARA MAZZANTI

    Buongiorno, sto progettando una nuova costruzione ad energia quasi zero. Ho un dubbio sull’attacco a terra: la quota della platea dev’essere a -0,7 m rispetto alla quota di campagna per questioni legate alla tipologia del terreno. La stratigrafia si presenta così:

    http://imageshack.com/a/img921/1982/I6r5Ar.jpg

    http://imageshack.com/a/img923/6138/Ex11Fe.jpg

    C’è dunque l’isolante sotto fondazione ad una quota di -80 cm rispetto al pavimento. Temo che non conti molto ad una profondità così elevata… Ma è una mia considerazione basata sulla logica, non supportata da calcoli. Ho provato a controllare se esistono casi simili a questo, ma non sono riuscita a trovare dettagli simili. Ha suggerimenti? Crede che si possa semplicemente sovradiamensionare l’XPS per ottenere un buon risultato?

    Grazie e buona giornata

  14. Mario

    Buongiorno é stata realizzata una platea con iglu per un ampliamento,c è stato un errore di esecuzione e gli iglu sono stati messi anche nel muro perimetrale,saprebbe dirmi eventuali conseguenze e ed eventuali rimedi?grazie

  15. marco

    si ci sara’ un sistema a cappotto e l’obiezione principale del geometra riguardava proprio le crepe e sgretolature che la gomma morbida in elastomero di un bello spessore 5 cm che ho suggerito io poteva creare, ma se il problema delle crepe e’ solo estetico il cappotto lo risolve egregiamente…

  16. Federico Sampaoli Autore articolo

    ogni forometria prevista nell’elemento edilizio che delimita involucro riscaldato dall’ambiente esterno è un ponte termico.
    la tubazione che raggiunge il vespaio ha naturalmente un microclima più favorevole dell’aria esterna, ma questo in gran parte è dovuto alla dispersione della muratura che regala un po’ di energia al tubo.
    meglio isolare le tubazioni e prevedere come mascherare il contorno foro aerazione (AERAZIONE, con la E dopo la A iniziale, dal latino aere = aria) per non vedere crepe circolari.
    immagino comunque che la muratura esterna sarà rivestita da un sistema a cappotto.

  17. marco

    buongiorno, dovendo fare un vespaio aerato mi chiedevo se dovessi fare passar le tubazioni all’interno di una muratura di tamponamento in forati (creando cosi un ponte termico) una guaina termoisolante in elastomero con spessore di 5 -6 cm tipo questa:
    http://www.mobius.it/product.php?lang=it&action=view&pid=10
    potrebbe andare bene per isolare le tubazioni ?
    Secondo il mio geometra (che mi sembra molto allergico alle correzioni di tutti i ponti termici) la diversa densita’ dei materiali potrebbe portare a crepe e sgretolamenti.
    Potrebbe darmi un consiglio in merito
    grazie mille

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    nell’intercapedine da riempire penserei all’ ARGILLA ESPANSA PER SOTTOFONDI e RIEMPIMENTI semplicemente sfusa.

    nel nuovo ampliamento è corretto scendere con pannelli in xps anche sotto la quota terreno proteggendo il pannello con guaina buggnata con bugne verso il pannello a creare una microventilazione.

    consiglio anche di progettare un drenaggio perimetrale in occasione dello scavo per prevenire ogni inconveniente da umidità di risalita delle strutture in contatto con il terreno.

  19. PAOLO

    Egr dott. Sampaoli, buongiorno e buon inizio anno.
    La contatto per due consigli. Zona entroterra di Genova, sulla ns casa bifamigliare in verticale anni 70 costruita in struttura mista sto per applicare cappotto EPS da 10cm, inoltre abbiamo fatto ampliamento volumetrico in adiacenza con Poroton che rivestiremo anch’esso con EPS da 10 cm.
    Domande:
    1) nella casa vecchia il PT ha un solaio pavimento di tavelloni e gettatina, sotto c’è una intercapedine che ha altezza che varia dai 20 cm a nord ai 90m cm a sud, il pavimento seppur in legno è sempre freddo e poco confortevole, pensavo di eventualmente applicare da sotto un isolante (l’opertazione comporterebbe l’apertura di un varco nel perimetro della zoccolatura ed in qualche modo poi farsi spazio per applicare l’isolante visto che l’altezza va da 20 cm a 80cm) cosa mi consiglia?
    2) nel nuovo ampliamento sotto il piano di campagna il tecnico della ditta di Cappotti mi consiglierebbe di applicare un pannello apposito fino alla ciabatta della fondazione e poi terra contro , eventualmente una guaina bugnata di protezione al pannello. Il mio D.L. invece lui consiglia di fare sotto il piano di campagna una piccola intercapedine e poi partire con EPS sopra il marciapiede. La seconda a me parrebbe una inutile spesa. Lei cosa mi consiglia?

    grazie
    Paolo

  20. Max

    Le tubazioni in pvc per la ventilazione del vespaio interrato, passando all’interno delle murature di una abitazione al piano terra, possono creare fenomeni di condensa ??? In pratica ho tubo di aria fredda all’interno del muro di spessore di cm.30 e il cappotto è all’esterno??? E’ trascurabile il ponte termico. Ciao e grazie.

  21. vincenzo

    Grazie della gentile risposta, mi stava venendo un dubbio sulle strutture di fondazione a trave rovescia, ho visto che molti mettono una guaina liquida per impermealizzare le fondazioni sia dentro che fuori oltretutto ci sono delle riprese di gettata che non mi convincono molto.
    Il costruttore e il direttore dei lavori e lo strutturalista dicono che basta la guaina bugnata (per altro di pessima qualità) davanti all’xps e incollare l’xps direttamente sul cemento col collante per i pannelli, mettendo intorno dell’arido di fondazione (sassi) e drenaggio. Non ne sono molto convinto.
    Cosa ne pensa?

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    una guaina bugnata ha il compito di separare e proteggere i pannelli isolanti dal riempimento in terra e scavo di risulta, inoltre permette tra le bugne una micro ventilazione anche nella quota interrata.
    i pannelli in xps per fondazioni sono ideali per stare a contatto con il terreno e sotto lo stress della compressione: si deve scegliere il pannello adatto alla destinazione.
    senza l’uso di coibentazione per la fondazione ci si trova con fondazioni fredde e costretti a progettare un taglio termico successivo (fattibile al piede dei tamponamenti ma non nelle strutture portanti collegate alle fondazioni.

  23. vincenzo

    Salve,
    visto il disegno nell’articolo mi sembrerebbe naturale progettare l’isolamento nello stesso modo, mi sto scontrando con costruttore e direttore dei lavori che dicono che va bene l’isolante xps fuori terra ma sotto terra a contatto con le fondazioni può generare condensa e non si deve mettere e che basta solo la guaina bugnata.
    A me non sembra una cosa sensata dato che il freddo scende anche sotto il terreno e raffredderebbe il cls delle fondazioni generando un ponte termico,che ne pensa?

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    esatto! tutti i tubi passanti nell’involucro edilizio sono un ponte termico. vanno coibentati, ma solitamente, a quel primordiale stadio di avanzamento lavori il committente non si è ancora appassionato / dcoumentato / informato sufficientemente sul tema dell’involucro e della coibentazione in generale.

  25. marco

    L’argomento del vesapio e delle bocchette di aerazione e’ davvero interessante, ragionando però mi viene un dubbio;
    nei tubi per l’aerazione d’inverno passa aria fredda, se vengono posizionati dentro il muro perimetrale non fanno da ponte termico??
    Mi e’ sfuggito qualcosa?
    Grazie

  26. marco

    Buongiorno a tutti i lettori del blog ed a lei Federico.
    restando sull argomento delle bocchette di aerazione mi chiedo quale sia la giusta differenza di altezza fra le bocchette a lato nord più basse e quelle più alte a lato sud
    Inoltre quante bocchette per parete ad esempio di 11 metri.
    Grazie

  27. Walter

    Ed infatti è proprio così. Bisogna cercare di esporre il più possibile al calore del sole la conduttura a sud, facendola quindi più lunga possibile e ben esposta, in tal modo l’aria al suo interno si riscalderà per irraggiamento solare, divenendo più leggera: tale conduttura farà quindi da “pompa” che risucchierà l’aria fredda dall’interno del vespaio portandola all’esterno. Al contrario quella a nord, dovrà essere più corta possibile e in ombra, in tal modo si ridurrà la possibilità di riscaldare l’aria entrante che offrirà quindi meno resistenza a compiere la discesa verso il basso, facilitando il percorso a “termosifone”.
    E’ chiaro che, perché il fenomeno fisico avvenga, devono essere soddisfatte diverse condizioni climatiche che non tutti i giorni è possibile avere, pertanto ci saranno dei periodi in cui l’aria nel vespaio non verrà ricambiata.
    Saluti.

  28. Federico Sampaoli Autore articolo

    grazie Walter del contributo.
    ci sono veramente tante tesi valide e anche opposte purtroppo.
    alcune tesi affermano che:
    l’aria contenuta nel vespaio, più fresca e pesante, non sia per niente invogliata a salire verso la parte nord dell’edificio, ma piuttosto risucchiata dalle bocchette a sud che tendono a contenere aria più riscaldata.

  29. Walter

    Mi permetto di segnalare un errore presente nell’articolo in merito all’altezza delle prese d’aria. Qui si afferma: “Non fate l’errore di progettare le bocchette di aerazione un po’ dappertutto, ma possibilmente a nord e a sud e con una certa differenza di altezza tra quelle basse a sud e quelle alte a nord: tiraggio garantito!”
    In realtà vanno posizionate basse a nord, dove l’aria è più fredda e quindi più pesante, e alte a sud dove al contrario l’aria è più calda e quindi più leggera che salendo crea l’effetto camino.
    Saluti.

  30. Federico Sampaoli Autore articolo

    il mio parere…
    io preferisco sempre una platea calda, che nasce sull’isolante.
    nel suo caso l’isolamento termico per minimizzare le dispersioni verso il basso si farà sopra la platea (all’estradosso).
    mancando le bocchette per dare sfogo all’intercapedine orizzontale creata con gli igloo si potrebbe prevedere alcuni carotaggi, che però lesionerebbero le armature.

    se facessi il suo consulente, in base allo stato del terreno, proporrei un drenaggio perimetrale che arrivasse alla linea più bassa della fondazione. Questo intervento facile ed economico in fase di costruzione permette di garantire un buon equilibrio igrometrico alla struttura in cla e nessun ristagno di acqua.
    Si può eseguire anche se si è deciso di isolare verticalmente la fondazione contro terra.

  31. Carlo

    Salve, sto costruendo una casa in legno che poggia su un seminterrato in c.a. per il quale era prevista una platea ventilata ad igloo di altezza 65cm. Purtroppo solo adesso, a struttura in c.a. ultimata, mi sono accorto che mancano le bocchette di aerazione. Non capisco come sia potuto succedere e capisco ancora meno il DL che mi dice che poi non sono così necessarie! Qual è il suo parere? Eventualmente in che modo posso ancora rimediare ?
    Ringrazio anticipatamente

  32. Federico Sampaoli Autore articolo

    per mia esperienza l’unico e miglior modo di combattere l’umidità di risalita è garantire un terreno meno bagnato con un drenaggio perimetrale: a volte non si può realizzarlo in aderenza ai muri seminterrati ma ho visto che anche a distanza di marciapiede il drenaggio è molto efficace.

  33. Rosario

    Trattasi di umidità di risalita dal lato nord dove la taverna è completamente fuori terra. Dal lato sud, invece, la taverna è sotto il livello del terreno del giardino per un’altezza di 130 cm, la parete sud infatti è a contatto con un intercapedine riempita con calcinacci e chiusa con pavimento in porfido, a sua volta l’intercapedine è a contatto diretto con il terrapieno del giardino. L’idea sarebbe quella di buttare giù l’intercapedine esistente, raggiungere il vespaio e tirare da lì due tubi che poi salirei ad un’altezza maggiore rispetto a quelli già esistenti sulla parete nord, e lascerei nella nuova intercapedine che andrei a realizzare e sulla quale avrei intenzione di installare una grata aperta (tanto ci troviamo sotto un balcone, protetta dunque dall’acqua piovana). Può funzionare in questo modo? Grazie

  34. Paolo

    La Ringrazio molto per la cortese e rapidissima risposta.

    Quindi l’unico dubbio che mi rimane, trattandosi di edificio pubblico, e luogo di lavoro, è se bocchette a quota piano interrato, a riscontro di bocchette opposte recapitanti in copertura, garantiscano l’effetto camino continuo e non diano adito a dubbi e/o contestazioni riguardo a esalazioni in senso opposto nell’intercapedine e quindi risalenti verso le finestre della facciata; nel dubbio porto tutto in copertura a una differente, seppur minima quota.

    La ringrazio ancora e La saluto distintamente.

  35. Federico Sampaoli Autore articolo

    per la fondazione a travi rovesce meglio utilizzare calcestruzzo additivato con idrofugo senza confidare nell’impermeabilizzazione.

    meglio casserare verticalmente la fondazione con xps per migliorare il ponte termico del piede della muratura sopra la fondazione

    sul magrone andranno posati gli igloo
    e sugli igloo si preparerà il getto armato con rete metallica per realizzare la cappa
    la cappa sarà disgiunta dalla fondazione perchè le sponde saranno i casseri interni in xps
    dagli igloo non può risalire umidità

    stratigrafia dal basso verso l’alto:

    magrone armato
    igloo
    cappa armata
    xps
    alleggerito per impianti
    anticalpestio per pavimento galleggiante
    radiante
    massetto
    finitura

    purtroppo non so darle consigli per le misure della ventilazione dell’intercapedine formata dagli igloo.

  36. Paolo

    Buongiorno; devo realizzare un piano seminterrato (interamente circondato da ampia intercapedine impermeabilizzata), di circa 340 mq, essenzialmente un rettangolo con lati maggiori a nord e sud, su vespaio areato mediante igloo. Dovendo realizzare le fondazioni a travi rovesce, avrei previsto collegamenti mediante tubi Ø 10 ogni 2 mt per ogni zona interclusa dalle travi. Ovviamente prevedo ghiaia, telo antiradon, e pannello xps da 10 cm.
    Non essendo molto esperto sulla questione vorrei porre qualche quesito al gentilissimo curatore del blog:

    1) Esiste un dimensionamento di massima col quale prevedere le tubazioni di esalazione del vespaio in copertura? Devo mantenere i Ø 10 ogni 2 mt o posso ridurre? Avrei qualche problema di passaggio nelle travi di bordo dei vari solai (3 piani), causa armatura fitta e vorrei limitare all’indispensabile le asole tecniche interne (ne ho 6, tre per lato a ridosso dei muri esterni per gli scarichi, più una in posizione centrale per tutti gli impianti).

    2) E’ confermato bocchette a sud più alte?

    3) Per evitare colature sulla facciata esterna se porto tutti i tubi in copertura con un minimo di delta è sufficiente a creare il tiraggio? Purtroppo le gronde hanno la stessa quota per cui posso solo agire sulla quota del torrino.

    Oppure: posso sfruttare l’intercapedine per mettere le bocchette nord al piano del pavimento interrato, (quelle a sud sempre in copertura) senza che qualcuno possa paventare una esalazione di Radon da esse, magari lasciandole in pendenza al fine di scaricare la condensa?

    PS: una riflessione a parte: un collega mi dice che impermeabilizzando SOPRA la soletta dell’igloo, si può formare umidità alla base dei muri; lui dice che isola SOTTO la soletta che fà da base di appoggio all’igloo, previa formazione di piano di posa in sabbia. Dato che ovunque, anche in manuali qualificati, ho trovato corretta la prima soluzione, lei che ne pensa?

    Mi scuso per la lunghezza, e spero di essere utile anche a qualcun altro come me con poca esperienza in tema di vespai areati.

    Ringrazio in anticipo per l’attenzione e per le tante informazioni preziose che ho trovato su questo blog.

  37. Federico Sampaoli Autore articolo

    sarebbe bene chiarire quali sono e come appaiono i problemi di umidità della taverna seminterrata.
    umidità di risalita?
    umidità ambiente?

  38. Rosario

    Buongiorno, ho problemi di umidità in una taverna che è sottoposta rispetto al giardino (lato sud) di circa 1,5 m, mentre dal lato nord è completamente fuori terra ma ho i medesimi problemi di risalita. Dieci anni fa in fase di costruzione fu creato un vespaio ma, udite, udite, senza alcun tubo di fuoriuscita aria!!! Circa 5 anni fa ho raggiunto il vespaio dall’interno sul lato nord ed ho inserito due tubi di aerazione che ho portato all’esterno, ora vorrei completare l’opera scavando il lato sud dall’esterno ma non so come fare.
    Tra le mura perimetrali ed il giardino esiste un’intercapedine chiusa,riempita a muratura e pavimentata in porfido, per raggiungere il vespaio dovrei dunque scavare il giardino e tirare giù tale intercapedine, innestare due tubi ad una distanza di 2,5-3 m in modo che siano opposti a quelli del lato nord e ricreare l’intercapedine magari lasciandola aperta ed in cui alloggerei i tubi di fuoriuscita del vespaio ma in che modo?

  39. Federico Sampaoli Autore articolo

    in questa deriva di approssimazione e qualunquismo…

    trovandoci in zona climatica E non perderei mai il tempo a calcolare la convenienza di isolare poco o tanto il primo solaio per evitare le dispersioni verso il basso.
    è bene isolare il più possibile e raggiungere trasmittanze da standard passivi.
    il fatto che sia una costruzione in legno ci libera dal problema del ponte termico o taglio termico delle pareti in contatto con la platea fredda.
    dunque si deve determinare lo spazio a disposizione e calcolare la prestazione del primo solaio con i vari materiali ed eventualmente prevedere una stratigrafia a secco per avere più spessore disponibile.

    per migliorare la situazione, ormai di fatto, si potrebbe progettare una “gonnella” termoisolante esterna per garantire una temperatura più stabile alla fondazione. (disegni alla mano)

  40. Luca

    Gent.mo Dr.Sampaoli,
    Innanzitutto le porgo i miei più sinceri complimenti tanto per gli intenti quanto per la sua professionalità condivisa con tutti gli utenti della rete che possono ancorarsi alla sua esperienza in questa deriva di approssimazione e qualunquismo in cui navighiamo, spesso tutti, con il cervello spento 🙂
    Per il resto mi permetto di chiederle alcune delucidazioni sul tema inquanto seppur stia realizzando un’edificio con obiettivi quasi passivi, interamente in legno e fibra di legno, mi rendo conto di aver trascurato in tempo utile gli aspetti del piede e mi piacerebbe per quanto possibile porre rimedio ringraziandola sin d’ora del suo prezioso punto di vista.
    Il fabbricato è in zona E in campagna, la platea insiste su un classico magrone ed è ha dimensionedi 12×12 mt di cui i primi 50 cm sono armati ed i secondi 50 cm sono realizzati con gli igloo, con fori di areazione su tutti i lati ed ad altezze uguali. Tutt’intorno ho realizzato un efficientissimo drenaggio che insiste su un piano inclinato in cemento, realizzato sul magrone, con tubo drenante avvolto nel tnt e riempito di pietre per un’altezza corrispondente alla parte armata della platea, 50 cm.
    Il fabbicato per metà segue il filo esterno della sagoma della platea e per un’altra metà, in pianta ovviamente, segue un offset interno al filo platea di ca. 100cm.
    Il fabbricato insiste su un dormiente perimetrale in KVH isolato con guaina butilica, tuttavia le mie perplessità sono circa l’opportunità e le modalità, di poter coibentare la parte emersa ed esterna della platea ( fianchi e piano orizzontale) e tutto l’interno, considerando che non ho previsto impianti a pavimento ed ho un cavedio da riempire al max di 8/10 cm dal piano platea al pavimento finito che sarà realizzato ovviamente… in legno.
    Le parti esterne della platea, sul piano orizzontale, sono state coperte da uno strato di guaina che si raccorda per ca 30cm con la coibentazione del fabbricato (su un apposito zoccolo in osb) mentre i fianchi emersi della platea per un’altezza di 50 cm ca. (lo spessore dei granchi) e nudo.
    Apprezzerei sapere il suo parere circa materiale e spessore eventuale con il quale rivestirebbe tanto l’esterno quanto l’interno. Io sono in dubbio tra XPS e fibre minierali, per l’esterno ed materiale da sversare in granuli per l’interno, tipo perlite o altro.
    In realtà potrei dettagliare ed argomentare il tutto molto meglio, ma mi rendo conto che forse ho scritto già abbastanza e non vorrei approfittare troppo del suo tempo.
    Pertanto la ringrazio in anticipo per il tempo che deciderà di dedicare alla risposta ed in generale per tutto quanto realizzato in questo magnifico “contenitore”

  41. cristiano

    Ok grazie Federico… Anch’io non amo il vespaio aerato, ma in questo caso ho un edificio esistente in risanamento, quindi non avevo moltissime alternative. Secondo te la differenza di altezza tra le bocchette può essere considerata molto importante? Voglio dire, se faccio 10cm o 1m, suppongo sia meglio una differenza di almeno un metro, per “pescare” condizioni di pressione e umidità leggermente diverse…

  42. Federico Sampaoli Autore articolo

    cito “una terza variabile che è quella dell’umidità relativa e a saturazione dell’aria: un’aria calda presenta un’umidità a saturazione maggiore di una più fredda e quindi, a parità di umidità relativa, tende ad acquistare umidità dall’ambiente circostante e quindi ad appesantirsi.”

    riflettendo un’altra volta su questo tema (odio il vespaio aerato, amo la platea calda) sto pensando che:

    la bocchetta alta a sud sia la più corretta:

    l’aria del lato nord a 13° risucchiata sotto la casa si scalda fino a 15° diminuendo la sua umidità relativa (si secca)
    il vespaio aerato si potrebbe immaginare come uno scambiatore di calore: al suo interno l’aria a 13° viene riscaldata dallo scambiatore ed esce dal lato sud 16° perchè ha ora una densità minore.
    l’aria esterna di 16° del lato sud (di sicuro moto ascensionale) non si tufferebbe mai nel buco fresco per condensare nel vespaio.

    penso che la bocchetta alta a sud sia la più corretta.

  43. cristiano

    Caro Federico,
    ma il tiraggio garantito è con le bocchette più basse a sud e più alte a nord? Su questo aspetto in rete non è semplice trovare pareri concordi 🙂
    grazie
    cristiano

  44. Federico Sampaoli Autore articolo

    in sincerità non saprei.
    questa soluzione vorrebbe risolvere il problema di avere un foro in facciata?

    la soluzione è adottare un sistema chiuso senza ponti termici senza interrompe il cappotto
    esterno con un condotto di presa d’aria integrato che controlla l’aria di
    immissione e costituisce un sistema chiuso perfettamente isolato.

  45. lu

    buongiorno
    volevo chiedere se è possibile posizionare la presa s’aria di una stufa a pellet dal vespaio (su iglù) o c’è in rischio di portare gas radon all’interno dell’abitazione ?

    grazie

  46. Ivan

    Effettuerò una ulteriore verifica per capire se la norma prevede anche altro… ma in FVG c’è una legge regionale n°44 del 23 agosto 1985 che prevede esplicitamente la presenza sotto il primo piano abitabile di una intercapedine d’aria (http://lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=1985&legge=44&ID=art4&lista=0&fx=lex)
    Di fatto penso che questo inibisca l’uso delle membrane anti-radon.
    (Fonte2: http://it.wikipedia.org/wiki/Vespaio a pie’ pagina.)
    Grazie.

  47. Federico Sampaoli Autore articolo

    ci sono in commercio apposite membrane impermeabilizzanti bitu-polimeriche per risolvere le problematiche connesse alla disintegrazione degli atomi di radon. Sono certificati, a conferma della loro piena efficacia contrastare gli effetti negativi del radon.

  48. Ivan

    La ringrazio molto.
    In FVG è obbligatorio predisporre un vuoto sanitario [presenza accertata di gas radon] e quindi dovremo per forza prevedere lo strato con gli igloo… a quel punto penso che tenere al caldo “i piedi degli igloo” e la base della platea (i.e. su uno strato di xls) fornisca vantaggi esigui
    Parto dall’idea che comunque nel periodo invernale il vuoto si riempirebbe di aria fredda che si trasmetterebbe agli strati soprastanti al di là della eventuale coibentazione sottostante.
    A fronte di questo penso che poche delle opere che prevedevo nel commento precedente sarebbero evitabili.

  49. Federico Sampaoli Autore articolo

    e dopo tutta questa previsione di opere non sarebbe valido valutare una platea calda? una piattaforma gettata su cassaforma isolante in xps o vetro cellulare?
    nessun ponte termico e un’unica sola opera.

    le guaine impermeabilizzanti impermeabilizzano.
    il drenaggio evita il rischio di una falla o difetto nell’impermeabilizzazione nel tempo.

  50. Ivan

    Buongiorno,
    *Dipendenza da blog*: si certamente, è un complimento. Trovo spesso spunti e riflessioni molto molto interessanti… tanto da esserne diventato “dipendente” 😉

    Drenaggio
    La casa starà su una platea, sul perimetro verticale in cemento verrà messa una guaina impermeabilizzante, poi ci sarà lo zoccolo dell’isolamento in XPS 16cm (anche se stavo pensando al vetro cell per una questione di resistenza alla compressione). Mentre stiamo valutando se intervenire aggiungendo dopo lo zoccolo in XPS con una membrana bugnata. Ho letto il suo articolo relativo al risanamento con trincea di granuli di vetro cellulare ma a livello di costi forse è superiore e, probabilmente, si orienterebbe più a “risanamenti” più che a nuove costruzioni dove già esiste uno strato di coibente in fondazione.

    Ponte termico muratura (armata)
    Costruiremo in muratura armata per cui il taglio termico dei primi corsi di muratura verrà fatto attraverso riempimento con perlite almeno nei primi 3 o 4 corsi (utilizzeremo un blocco Stabila Taurus di altezza 15cm)

    Solaio
    Per quanto riguarda il solaio sul quale ci sarà un radiante sul quale nutro ancora diversi dubbi) il progettista ha previsto una stratigrafia sopra il vespaio composta da: (da sotto a sopra) 5cm di cls, 10 cm di prelibeton, 4cm di polistirene espanso estruso con pelle, 3.2cm di poliuretano espanso in continuo in lastre, 5.6 calata additiva per pannelli, piastrelle in ceramica. Ci sarà un radiante al pavimento solo riscaldamento.
    Stavo pensando se un vespaio già isolato mi potrebbe dare ulteriore vantaggi a costi ragionevoli, non so cosa ne pensi lei.

    Grazie come sempre
    ivan

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    dipendenza dal blog: lo prendo come un complimento.

    il vespaio è costoso e dunque comprendo pienamente l’ansia di sbagliare. mi spiace che galleggi nell’aria una sorta di dubbio, ma in effetti ci sono opinioni contrastanti che non si possono confrontare con esperienze straniere per mancanza di tradizione fuori dall’Italia.

    dopo tanti anni potrei dire che la bocchetta è importante fino ad un certo punto…
    direi che ci sono due aspetti ancora più incisivi sul buon esito:

    – la progettazione dell’eventuale drenaggio perimetrale
    – la progettazione dello strato coibente all’estradosso del primo solaio freddo anche al fine di prevedere gli impianti in un ambiente con minimi sbalzi di temperatura.
    – la soluzione del ponte termico dove la parete esterna incontra il getto sopra gli igloo.

  52. Ivan

    Buongiorno,
    ho ormai una certa dipendenza dal suo blog, purtroppo lo sto leggendo un po’ disordinatamente ma è sempre illuminante.
    Nella progettazione della mia abitazione in FVG (che cerco di seguire passo passo) verrà predisposta una platea ed è obbligatoria la realizzazione di un vespaio (non ci sono scantinati).
    La pianta é rettangolare e si espone Sud-Ovest / Nord-Est.
    Nel leggere un po’ di articoli sulla realizzazione del vespaio mi rendo conto che c’è molta difformità su come predisporre i tubi di areazione dello stesso.
    Ad esempio qualche azienda produttrice evidenzia nel manuale di posa:

    “Posizionare i tubi di aerazione più ALTI A SUD e più BASSI A NORD. Ad esempio, è possibile porre i tubi a livello terreno a nord e portare il tubo in copertura a sud, creando così un “effetto camino”;”

    nel suo articolo, ma anche in altri contesti, trovo proprio l’opposto, banalmente io avrei pensato di avere quelli di aria “più fredda” (quindi supponevo nord) più bassi, mentre quelli più alti verso sud.
    Noto in una risposta, ma non so se si riferisce ad un caso specifico, che anche lei poi sembra optare per il “più alto a SUD”. Può essere quindi questa la soluzione “finale”, secondo lei?

    La ringrazio molto

  53. Marco

    innanzitutto grazie per il prezioso aiuto…
    I materiali che io conosco (fiocchi di cellulosa, fiocchi di lana di vetro o di roccia, palline di EPS), da posare a spruzzo sulla soletta di copertura hanno comunque tutti una massa ridotta e in quanto tale non adatta per la protezione al caldo. Mi può suggerire un materiale idoneo? Una ditta mi ha proposto un liquido bicomponente che posato diventa schiuma: ISOL 40 (poliolo formulato avente OPD=0). 40 kg/mc, lambda 0,023….. Però ha sempre una massa ridotta… Il termotecnico che sta facendo la legge 10 sostiene che anche con materiali come l’EPS per ottenere un’idonea protezione dal caldo basta aumentare lo spessore…

  54. Federico Sampaoli Autore articolo

    la soletta del sottotetto che risulta irregolare non è un problema scegliendo un materiale coibente sfuso che ben si adatta a tutto.
    se si è sicuri che l’intercapedine aerata è inutile in quanto tutto risulta molto asciutto si può realizzare il cappotto esterno partendo da poco sotto il terreno, chiudendo i passaggi d’aria ottenendo uno strato di aria ferma.
    se il perimetro della casa lo permette si può progettare una “gonnella” di isolante orizzontale che aiuta a tenere più alta la temperatura del terreno intorno alla casa correggendo un po’ il ponte termico in questa zona.

  55. Marco

    ok la coibentazione dell’estradosso dell’ultimo solaio con eps non protegge dal caldo…. ma non ho un fondo regolare che mi consenta di mettere altri isolanti a pannelli ad alta densità, tipo la lana di roccia che uso per il cappotto…. Dovrei prima rasare la soletta e poi applicare dei pannelli con costi più alti…. non mi viene in mente altro…. L’unica alternativa che mi viene in mente è quella di posare sullo strato di EPS un assito da 5 cm per aumentare la massa, cosa ne pensa? L’isolamento del solaio al PT sull’estradosso vorrei proprio evitarla in quanto vorrei tenere l’attuale pavimentazione e le quote esistenti. Sto anche valutando con cosa sostituire l’attuale caldaia…. Sento pareri contrastanti sulle PDC…. molti mi dicono che senza un fotovoltaico la PDC non sarebbe assolutamente conveniente rispetto ad una caldaia a condensazione….. io vorrei rinunciare al metano in casa…. Sto anche facendo un preventivo per la sostituzione dei vetri dei serramenti esterni: attualmente ho dei vetrocamera con intercapedine ad aria 4/9/4 montati su serramenti in Hemlock da 58 mm; dovrei riuscire, modificando i fermavetri, ad installare dei vetrocamera 6/16/6 ad Argon. L’abitazione è situata in provincia di Milano

  56. Federico Sampaoli Autore articolo

    la coibentazione della soletta del sottotetto con eps a spruzzo non mi sembra un buon materiale per la protezione dal caldo e nemmeno un intervento economico.
    riempire il vespaio di isolante? bisognerebbe conoscerlo.
    per sicurezza isolerei all’estradosso del primo solaio.
    dopo l’efficientamento si potrebbe pensare di far lavorare i radiatori in ghisa a bassa temperatura.

  57. Marco

    Buongiorno

    Sto eseguendo una riqualificazione energetica su una porzione di villa bifamiliare disposta su due livelli con prospetti a SUD, EST e OVEST e muro divisorio a NORD. Eseguirò un cappotto esterno in lana di roccia 120 kg/mc da 12 cm, coibentazione della soletta del sottotetto con eps a spruzzo, sostituzione dei caloriferi in ghisa con pannelli radianti a soffitto, installazione di PDC e sostituzione dei doppi vetri esistenti con tipo più performante. Ho un problema: al piano terra (circa 85 mq) è stato realizzato un solaio, privo di coibentazione, poggiante su muretti in c.a. con sottostante intercapedine di 50 cm e strato di magrone; questa intercapedine è aerata con tubi che terminano in pozzetti sistemati nel giardino. per isolare questo solaio avevo pensato di insuflare del materiale coibente in fiocchi o in pallini nell’intercapedine. Intasando completamente l’intercapedine perderei la ventilazione e avrei un costo piuttosto alto. Se riuscissi a insuflare solo uno strato di 15 cm (ammesso che tecnicamente si riesca a creare uno strato piu o meno omogeneo) che si deposita sul magrone chiudendo le bocchette di aerazione (la casa è asciutta) pensa che sia un intervento efficace? Grazie

  58. Federico Sampaoli Autore articolo

    cito “una terza variabile che è quella dell’umidità relativa e a saturazione dell’aria: un’aria calda presenta un’umidità a saturazione maggiore di una più fredda e quindi, a parità di umidità relativa, tende ad acquistare umidità dall’ambiente circostante e quindi ad appesantirsi.”

    riflettendo un’altra volta su questo tema (odio il vespaio aerato, amo la platea calda) sto pensando che:

    la bocchetta alta a sud sia la più corretta:

    l’aria del lato nord a 13° risucchiata sotto la casa si scalda fino a 15° diminuendo la sua umidità relativa (si secca)
    il vespaio aerato si potrebbe immaginare come uno scambiatore di calore: al suo interno l’aria a 13° viene riscaldata dallo scambiatore ed esce dal lato sud 16° perchè ha ora una densità minore.
    l’aria esterna di 16° del lato sud (di sicuro moto ascensionale) non si tufferebbe mai nel buco fresco per condensare nel vespaio.

    penso che la bocchetta alta a sud sia la più corretta.

  59. Enrico

    Ritorno alla domanda di Riccardo (in quanto anch’io ho finora ragionato in quel modo) formulata il 19 febbraio 2014 e alla Sua risposta del 22 febbraio.

    È vero che l’energia fluisce da un corpo a maggiore energia, quindi a più elevata temperatura, verso uno a minore energia e quindi a minore temperatura (2° principio della termodinamica). Sotto questo aspetto il ragionamento espresso nella Sua risposta non fa una grinza:
    “lato nord 13°, sotto la casa 15°, lato sud 16°. dove va l’aria che sta sotto la casa?
    secondo me
    l’aria con 15° va verso l’aria con 13°
    l’aria con 16° va verso l’aria con 15°”
    Per un solido la cosa mi sembra pacifica.
    Nel caso di un aeriforme si intromette un’ulteriore variabile che è la densità: un’aria più calda ha densità minore, di una più fredda quindi l’aria calda tende a salire e nel caso del suo esempio l’andamento del flusso d’aria sarebbe contrario di quello da Lei proposto.
    Ma ecco una terza variabile che è quella dell’umidità relativa e a saturazione dell’aria: un’aria calda presenta un’umidità a saturazione maggiore di una più fredda e quindi, a parità di umidità relativa, tende ad acquistare umidità dall’ambiente circostante e quindi ad appesantirsi.
    Si presenta pertanto una concomitanza di variabili tale per cui forse solo un’indagine sperimentale può rivelare il comportamento effettivo dell’aria. Queste indagini saranno sicuramente state realizzate: con quali risultati?
    Per quanto mi riguarda ho potuto constatare che con il “mio sistema” la cosa funziona talmente che in un caso il tubo di uscita, posto in alto sulla parete sud, ha dovuto essere prolungato leggermente verso l’esterno per evitare le colature provocate dall’umidità in uscita.
    Grazie
    Enrico

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  62. Federico Sampaoli Autore articolo

    Tema contestatissimo. scottante.

    lato nord 13°, sotto la casa 15°, lato sud 16°. dove va l’aria che sta sotto la casa?
    secondo me
    l’aria con 15° va verso l’aria con 13°
    l’aria con 16° va verso l’aria con 15°

  63. Riccardo

    Buongiorno,
    Le chiedo una precisazione, nel suo articolo ha scritto: “Non fate l’errore di progettare le bocchette di aerazione un po’ dappertutto, ma possibilmente a nord e a sud e con una certa differenza di altezza tra quelle basse a sud e quelle alte a nord: tiraggio garantito!”
    Io sapevo che l’effetto camino per il vespaio richiedesse le bocchette più alte a sud (dove l’aria è più calda e dunque sale) e più basse a nord. Cosa mi sono perso?

    Grazie, cordiali saluti

  64. somasca69

    Buongiorno dott. Sampaoli
    Leggo nell’articolo postato:
    [··] .in entrambe le stagioni la differenza di temperatura tra interno ed esterno può essere ben sfruttata da una pompa di calore.
    L’interventodi ristrutturazione in atto sulla mia casa si è via via trasformato da un iniziale intervento minimale ad un intervento di installazione di una pdc e completo rifacimento dell’involucro compresa la realizzazione di un vespaio areato
    Come é possibile coniugare il vespaio areato e con la pdc? Con quali interventi?
    Grazie in anticipo e cordiali saluti

  65. daniele

    La ringrazio, è stato gentilissimo.
    il blower, stiamo vedendo quando farlo, per ora è stata data grande attenzione alla sigillatura devo dire, ogni giunzione tra elementi costruttivi è ripassata in ultimo con apposito nastro per tenuta all’aria.

    grazie per il consiglio sul “cappotto” alla platea, lo farò sicuramente.

    per il vespaio conviene chiudere le bocchette est/ovest e rialzare quelle di sud?
    grazie ancora, continuo a leggerla, purtroppo ho trovato il blog solo qualche mese fa a platea già fatta..

  66. Federico Sampaoli Autore articolo

    è stata progettata una platea di fondazione fredda perchè le dispersioni verso il basso saranno contenute con un isolamento interno orizzontale che incontrerà, senza interrompersi, lo strato di isolamento interno.
    l’importante è che in ogni dettaglio si riesca ad ottenere la tenuta all’aria con opportune sigillature.
    è previsto il blower door test?

    mi sembra comunque un’operazione fattibilissima e non costosa la coibentazione in xps del lato verticale della fondazione. la farei eseguire.

  67. daniele

    Queste sono due foto che spiegano meglio delle mie parole da “ignorante”

    https://lh4.googleusercontent.com/-Kh9qDglg-_o/UZsLu55pxbI/AAAAAAAAB4I/doqh3C_2-X4/w958-h719-no/20130520_193108.jpg

    https://lh6.googleusercontent.com/-0kVShdgaBOw/UZxaRDtnW9I/AAAAAAAACAQ/tRfs6pMahKQ/w958-h719-no/20130522_073115.jpg

    come si vede dovrò ora creare i pozzetti per le bocchette, volevo quindi dire alla ditta che il gomito e prolunga delle bocchette di sud deve arrivare a un livello più alto rispetto a quelle di nord, restando ovviamente nel volume del pozzetto.

    io volevo cappottare il basamento che si vede in prima foto bene e il risvolto sopra fino ad arrivare a congiungermi con il cappotto che poggia sul basamento dove c’è la guaina.
    In pratica la parte di platea senza guaina risulta senza cappotto.

    https://lh4.googleusercontent.com/-tQrMu3R9PnE/UonEmEWsltI/AAAAAAAADzY/UePWLx-wdfQ/w958-h542-no/IMAG0334.jpg

    è proprio vero che quando si fa una casa si commettono sempre errori, forse alla quarte che si fa si comincia a rasentare la perfezione 😀

  68. Federico Sampaoli Autore articolo

    se l’areazione del vespaio è confinata nei pozzetti meglio rispettare il dislivello che manca attualmente.

    per valutare bene la coibentazione della platea di fondazione, visto che c’è ancora la possibilità di intervento, si dovrebbero vedere foto stato di fatto attuale e disegni.

  69. daniele

    La ringrazio, mi sono spiegato male.

    Non ho le bocchette sul cappotto, ma la ditta mi installerà dei pozzetti nel terreno con una grata per far arrivare aria alle bocchette.
    Ogni bocchetta ha il suo pozzetto.
    Conviene quindi che a sud il raccordo arrivi più in alto nel caso pozzetto rispetto a quelli di nord?
    A questo punto potrei risparmiare materiale e lavoro per le bocchette di est e ovest, ma come sigillarle?

    Inoltre io ho un basamento di 30 cm di altezza su cui sono state realizzati dei cordoli per contenere i granchi e l’areazione, ora dovrò riempire di terra circa 50cm tutto il lotto mi chiedevo se conviene fare un cappotto anche alla platea di con XPS che poi verrà tutto con plastica alveolare tipo dorken e coperto dal terreno o se un’isolamento del genere risulta ora del tutto inutile perché andava fatto quando si sono posizionati i casseri per la gettata.

    Grazie mille

  70. Federico Sampaoli Autore articolo

    alzare la bocchetta con una curva si può ancora fare, ma forse invade lo spessore del cappotto (in questo caso io preferirei lasciare il cappotto esterno in pace senza creare ponti termici)
    le bocchette in più le chiuderei in un secondo momento eventualmente.

  71. daniele

    Salve, sto ultimando una casa in legno su una platea con vespaio areato.
    mi sono reso conto tardi che il progettista della platea, mi ha inserito bocchette anche a est e ovest anche se la maggior parte sono a nord e sud.
    Inoltre le bocchette sono poste tutte alla stessa altezza.
    Chiedo a Lei se mi conviene:
    1) chiudere le bocchette a est e ovest sigillandole?come?
    2)l’effetto camino è garantito comunque se ora che bisogna fare i raccordi e i pozzetti prolungo maggiormente le bocchette di sud in modo che siano più alte? o l’intero tubo sotto platea doveva essere inclinato?

    grazie

  72. Federico Sampaoli Autore articolo

    temere l’umidità è ingiustificato. è bene misurare l’umidità e capire se il terreno esterno presenta dei punti critici.
    leggi anche http://espertocasaclima.com/soluzioni-edli/umidita-dei-componenti-edilizi/
    se le murature sono salubri si potrebbe pensare di mantenerle tali con un drenaggio esterno intorno all’edificio o parte di esso.

    il nuovo solaio interno su igloo dovrebbe essere separato dalle murature perimetrali da un taglio termico. sopra al getto sugli igloo andrebbe posata una barriera all’umidità (e al gas Radon), poi la coibentazione, poi gli impianti (al calduccio e non al freddo).

    anche per le vecchie mura perimetrali va progettata la coibentazione e la soluzione del ponte termico del piede della muratura.

  73. Matteo

    Buongiorno, sono in fase di ristrutturazione di un’immobile in provincia di Milano costruito all’inizio del ‘900. Vorrei realizzare un vespaio aerato e temo la presenza di umidità di risalita nelle murature. Attualmente sembra non essercene, però il fabbricato è praticamente sempre aperto e senza impianto di riscaldamento. Una volta coibentato e riscaldato vorrei evitare che si presenti il problema. Come posso fare per far si che l’enventuale umidità risalente dalle murature si trasmetta al solaio del pianoterra che eseguirò sopra al vespaio? Devo staccarlo in qualche modo? Devo posizionare delle barriere all’umidità?
    Anche tra caldana sopra vespaio e sottofondo impianti?
    Grazie

  74. mirco

    Per risolvere il problema di umidità di risalita e di spinta laterale è efficace l’elettrosmosi?

  75. Luca

    Buonasera,

    Io non son riuscito a combattere col mio muratore per fargli mettere le bocchette di areazioni sfalsate.
    Ho fatto eseguire un vespaio ventilato con Granchi H40
    e su fondazioni continue (piatte non sez a L) da 80 cm. le bocchette son state poste tutte alla stessa altezza legate al ferro superiore prima della gettata del CLS tutte D10cm e 1 D12
    1 lato ovest/ 3 sud /1 sud-est- Spero funzioni ugualmente!!(nord non possibile perchè casa a schiera) magari pensavo da una parte di sollevarle in seguito con curva e tubo piu alto da una lato e poi magari rivestirle a filo del muro di elevazione.
    MA sarà lo stesso?? cmq ho provato a metterci la mano e l’aria calda si sente uscire!! MAh!! spero mi diate qualche dritta.. Grazie

  76. Mattia87

    Quindi sarebbe meglio che le sonde lavorassero con il terreno? O é indifferente?

  77. Federico Sampaoli Autore articolo

    lo scambio geotermico col terreno dell’estrazione aria nuova dall’esterno ha il compito di far arrivare alla vmc aria meno fredda in inverno e aria più fresca in estate.

    realizzare un taglio termico con vetro cellulare forato dai ferri d’armatura è ottima soluzione strutturista permettendo.

  78. Mattia87

    Grazie per la pronta risposta.

    Cercando con google “casaclima gold cogliate” il primo risultato è una piccola relazione in formato .pdf sulla costruzione di una casa passiva dove vengono separate 2 platee termicamente con blocchi di vetro cellulare infilzati dai ferri di armatura.

    Potrebbe essere una soluzione altrettanto valida all’isokorb?

    Proseguendo con la relazione viene spiegato che le sonde geotermiche sono annegate nella platea calda per sfruttarla come scambiatore di calore.

    Ma se la platea è stata isolata sotto e tutto attorno con il vetro cellulare che scambio di calore può avvenire?
    Un’altra domanda, la serpentina geotermica può stare sotto la platea se utilizzassi il vetro cellulare? Ovvero essendo il vetro cellulare un isolante la serpentina geotermica può svolgere la sua funzione di scambiatore di calore?

    grazie ancora

    Per Emacalle: si c’è una pompa di calore che interagisce con la vmc si in riscaldamento che raffrescamento. Prevedo anche alcuni split che poi se sarà il caso monterò

  79. Federico Sampaoli Autore articolo

    la tenuta all’aria del volume riscaldato è garantita unicamente dall’intonaco interno.
    certo che gli impianti elettrici (per esempio) bucano tale tenuta in vari punti.

    si può ancora progettare una coibentazione interna di poco spessore se lo ritenete un lavoro fattibile

  80. Andrea

    Buongiorno Federico,
    le rispondo alle sue domande:

    “il cappotto esterno non ha gocciolatoio in basso? ha lo zoccolo in xps?”

    il cappotto, da quello che vedo, non è provvisto di gocciolatoio e lo zoccolo in pietra è ‘incollato’ al cappotto.

    “le bocchette di areazione sono solitamente a sud e a nord, forse sono state chiuse con la coibentazione esterna?”

    Forse ma ho delle foto della casa in costruzione prima della posa del cappotto e non presenta fori sul lato nord (la foto si riferisce solo a quel lato)

    “il suo ambiente è difficile da riscaldare perchè avete grandi dispersioni verso il basso e forse infiltrazioni d’aria.
    dovete gestire manualmente la ventilazione invernale con brevi e frequenti arieggiamenti per tenere più basso il livello di umidità interna.”

    è quello che pensavo anche io; inoltre facendo un foro sul muro del lato nord (dall’interno) abbiamo notato che entra aria quando si alza il vento (e questo è quasi sempre presente).
    Ma non riesco a capire da dove possa entrare questa aria e come faccia ad evitare la barriera del cappotto?

    “sicuri che si tratta di umidità di risalita e non di condensa superficiale in basso dove le pareti restano fredde?”

    Si siamo sicuri perché si sono presentate efflorescenze saline e distacchi di intonaco a livello del battiscopa.
    Inoltre è presente anche condensa superficiale sia in basso che in alto dove ci sono evidenti ponti termici.

    Per la condensa penso che la risolveremo con della vernice termica ma per quanto riguarda il vespaio secondo lei si potrà ripristinare e ne varrà effettivamente la pena?

    Inoltre la guaina sotto il marciapiede esterno vale la pena di posarla per evitare l’assorbimento dell’acqua da parte del massetto sottostante?

    La ringrazio in anticipo per qualsiasi consiglio che vorrà dare.

    Saluti

  81. Emacalle

    Mi intrometto: riscaldarsi con la sola vmc è praticamente impossibile in quanto le portate in gioco sono molte basse (0,5 ricambi/ora) e non possono essere mandate a temperature troppo alte. Tra l’altro per quanto buono sia il recuperatore garantisce sempre una temperatura di mandata sotto i 20 gradi salvo l’adozione di un recuperatore termodinamico o di una batteria elettrica o ad acqua di integrazione. Il consiglio è di mettere la vmc e di installare un impianto che copra soprattutto i picchi di potenza nei periodi piú rigidi (stufa a pellet, caminetto, rad. elettrici, split in pompa di calore). Nel progetto che abbiamo fatto noi si è optato per lo split in pompa di calore per l’ottima efficienza. Saluti

  82. Federico Sampaoli Autore articolo

    come staccare termicamente la parte di platea del garage e del portico, che sono esterni all’ambiente riscaldato, pur mantenendo la continuità strutturale sarà già stato progettato dal Vostro strutturista: avrà previsto l’utilizzo di quegli elemneti a taglio termico che offrono la continuità dell’armatura. Per capire bene come funzionano gli elementi per taglio termico potete guardare questo semplice video http://www.youtube.com/watch?v=IQF-eO92hyM

    la platea calda è ancora sconosciuta in italia.
    se xps styrodur 3035CS non vi da una buona sensazione potete utilizzare xps styrodur 5000CS.
    la ghiaia in vetro cellulare offre una seconda funzione: di drenaggio, e questo puà essere un aspetto molto importante, dipende dal terreno…

    Se state progettando di costruire con qualità e caratteristiche da casa passiva, dovete risolvere tutti i nodi difficili in fase progettuale e non durante la cantierizzazione…
    Ma già lo state facendo!

  83. Mattia87

    Buonasera Federico,
    in zona tra le province di Venezia e Treviso sto progettando una casa con valori da passive house e avrei bisogno di alcuni consigli.

    La casa sarà in legno con struttura a telaio, la pianta della casa è presoche un rettangolo se non fosse per un portico sul lato ovest e il garage a sud

    1- la platea sarà una di tipo caldo e qui nasce il primo problema, come staccare termicamente la parte di platea del garage e del portico, che sono fuori dall’involucro isolato, pur mantenendo la continuità strutturale?

    2- la platea è stata progettata con 20cm di isolante xps styrodur 3035CS alla base ora però sono venuto a conoscenza del vetro cellulare (sinceramente mi da una sensazione di maggior stabilità piuttosto che appoggiare le fondamenta su del xps) e vorrei avere un consiglio su quale dei due utilizzare considerando pregi e difetti

    3- come impiantistica vorrei utilizzare la sola vmc con uno scambio geotermico, ora se per isolare la platea utilizzassi il vetro cellulare la serpentina geotermica può stare sotto di essa?

    grazie fin d’ora

  84. Federico Sampaoli Autore articolo

    forse è colpa del marciapiede che non ha pendenza, forse è colpa del muro che pesca acqua da sotto, dal terreno

    il cappotto esterno non ha gocciolatoio in basso? ha lo zoccolo in xps?

    le bocchette di areazione sono solitamente a sud e a nord, forse sono state chiuse con la coibentazione esterna?

    il suo ambiente è difficile da riscaldare perchè avete grandi dispersioni verso il basso e forse infiltrazioni d’aria.
    dovete gestire manualmente la ventilazione invernale con brevi e frequenti arieggiamenti per tenere più basso il livello di umidità interna.

    sicuri che si tratta di umidità di risalita e non di condensa superficiale in basso dove le pareti restano fredde?

  85. Andrea

    Buongiorno,
    ho alcuni problemini nel mio appartamento costruito al piano terra senza garage o cantine sottostanti:

    1) ho problemi di umidità di risalita dei muri dovuti al fatto che hanno costruito i marciapiedi esterni del mio appartamento più in alto rispetto al piano di posa dei muri perimetrali.
    2) si sono dimenticati di mettere le guaine sotto i marciapiedi esterni
    3) le guaine taglia muro installate sono quelle per insonorizzare (PE espanso) e non quelle adatte per impedire l’umidità di risalita (bituminose)
    4)il cappotto esterno arriva fino a terra e non è isolato da questo.
    5)il pavimento dovrebbe essere stato costruito con un vespaio fatto da igloo ma non vedo le bocchette di aerazione esterne.
    6)l’ambiente del mio appartamento in inverno è difficile da riscaldare ed l’umidità relativa arriva al 75%.

    cosa mi consiglia di fare?

    Grazie per qualunque consiglio.

  86. Federico Sampaoli Autore articolo

    Se dovessi progettare io la stratigrafia del primo solaio penserei di utilizzare la ghiaia di vetro cellulare che garantisce un ottimo isolamento termico ed una assoluta impermeabilità nelle fondazioni.
    Il vetro cellulare ha ottima resistenza alla compressione delle superfici (come quella della ghiaia), sostituisce lo strato portante e lo strato anticapillare.

  87. Valter

    Salve.
    ho una casa da ristrutturare (a schiera), il primo grosso lavoro è quello della demolizione della pavimentazione interna fino alla fondamenta.
    Premetto che la casa fortunatamente è asciuttissima, a tal punto che nei fori di ispezione che ho fatto ho trovato dei mattoni pieni senza un po’ di umidità.
    La casa è anni ’50 e al tempo avevano posato 30 cm di sassi, e poi c’è la sua pavimentazione.
    All’inizio avevo pensato per la posa del vespaio aerato, ma una persona mi ha detto
    che se ci sono le fondamenta di mezzo c’è il rischio che l’umidità rimanga in vari punti del vuoto.
    Mi ha invece consigliato così:
    1) scavo fino alla base della fondamenta (circa 45 cm. dal livello finito)
    2) getto calcestruzzo con rete___cm.10
    3) telo impermeabile
    4) Isolamento (xps)_____________cm.15
    5) impianti idraulici ed elettrici___cm.?
    6) chiudere ancora con xps______cm.?
    7) massetto_____________________cm.6
    8) rivestimento_________________1,5/2
    Non ci sarà il rischio che non essendoci piu’ lo strato di sassi o un vespaio aerato la casa non sarà piu’cosi’ asciutta?

    Cosa ne pensa?

    Potrebbe andare bene?

    Come sempre
    Grazie.

  88. Federico Sampaoli Autore articolo

    bisognerebbe vedere lo stato di fatto naturalmente.
    un intonaco traspirante è sempre consigliabile perchè permette al muro di avere una pelle che si comporta adeguatamente, ma la situazione potrebbe essere aggravata da un continuo contatto con il terreno troppo umido:
    probabilmente un drenaggio perimetrale aiuterebbe il piede della casa a trovarsi in situazioni di umidità più normali e sostenibili.

  89. Pier

    Buongiorno, ho il medesimo problema del signore di Lodi ( abito anche io in quella zona ) fondamenta che pescano acqua e per capillarità risalita della umidità su tutti i muri portanti (villetta a 2 piani anni 60).
    Mi è stato suggerito di scostare tutta la casa e fare per un metro o poco più una copertura con malta porosa ad alta traspirazione ( vedi pozzolana o altro) ed al di sopra (dopo il metro di traspirante ) realizzare un cappotto per isolare ulteriormente le pareti.

    Le sarei grato se volesse commentare l’intervento che mi è stato suggerito.

    Cordiali saluti

  90. Federico Sampaoli Autore articolo

    credo che la prima cosa da fare per evitare il taglio muro o la vetrificazione del muro per impedire la risalita capillare, sia la progettazione di un drenaggio perimetrale che offrirà alla casa la possibilità di ritrovarsi con i “piedi asciutti” o almeno in naturale situazione di umidità.

  91. Lea

    Buongiorno, abito in provincia di Lodi al piano terra di una villetta. Ho diversi problemi di umidità di risalita su tutti i muri perimetrali,sia in basso che in alto, oltre che nel pavimento, inoltre il pavimento presenta leggerissimi avvallamenti. Credo che il pavimento poggi direttamente sul terreno oppure che sotto ad esso ci sia solo un sottofondo. Inoltre l’ambiente sa di muffa, c’è un odore di umidità fastidioso. Le facciate della casa sono libere. Come potrei risolvere questo problema? Pensavo di tirare su il pavimento e di creare un vespaio di iglù, ma poi come risolvo il problema dei muri perimetrali?? Dovrei anche cambiare gli infissi e modificare alcuni vani delle finestra. Cosa potrei fare? grazie

  92. Valter

    Salve.
    Se invece di nord e sud, mi trovo un’abitazione già esistente da ristrutturare (casa a schiera) con le facciate negli altri punti?
    Per esempio est (bocchette basse) e ovest (bocchette alte) o viceversa può fare l’effetto camino ugualmente?
    15 cm. di vuoto può bastare come vespaio aerato?

    Grazie.

  93. mario

    Salve volevo un aiuto.ho fatto abbassare il pavimento di circa 7centimetri eil muratore mi ha messo un telo sotto e poi ha fatto la cadana ,secondo voi a fatto una cosa sensata?mi dice che serve per l’umidita e vero?poi volevo chieredere se in casa non scendono i gradi che siglifica che non ho umidita?grazie aspetto un vostra risposta salve.

  94. Federico Sampaoli Autore articolo

    è normale che l’aria, più calda dell’ambiente esterno, raffreddandosi improvvisamente all’uscita del tubo, condensi.
    se il diametro lo permette, sì.

  95. Mario

    quindi la condensa è normale ? cosa potrei fare per evitare la goccia sul muro ? intubare un tubo in senso opposto ?

  96. Federico Sampaoli Autore articolo

    certamente la sua zona climatica è fredda fredda.
    forse il tubo ha leggera pendenza verso l’esterno e gocciola in parete.
    peccato che sia stato tagliato a filo intonaco!

  97. Mario

    Buon giorno,
    io ho un problema di fuoriuscita di condensa sui muri esterni della casa proveniente dalle feritoie dei tubi di areazione del vespaio.
    E’ normale la presenza di condensa ?
    Come posso evitare di macchiare i muri esterni ?
    Temo che i tubi siano posizionati in modo da riversare verso il basso la condensa.
    Grazie e saluti.

  98. Federico Sampaoli Autore articolo

    la stufa, i radiatori, il forno, il fuoco, qualsiasi cosa aiuti a mantenere una temperatura di 20° C internamente aiuta le temperature superficiali dei muri a raggiungere livelli meno sfavorevoli e meno adatti alla proliferazione delle muffe.
    Arieggiare a lungo significa vanificare gli sforzi e la spesa fatta per aumentare le temperature interne! quindi è sbagliato.
    Per una corretta ventilazione leggete qui: http://espertocasaclima.com/ventilazione/il-modo-migliore-di-arieggiare-in-inverno/

  99. EnZa

    Buongiorno, grazie per la risposta, immaginavo!
    Mi hanno consigliato di installare una stufa a pellet, in modo da assorbire tutta l’umidita, ovviamente i locali devono essere arieggiati per circa 2 ore al gg, cosa be’ pensa?

  100. Federico Sampaoli Autore articolo

    mi sembra difficile scavare in una casa abitata, ma anche con una bacchetta magica e un po’ di rotoli di guaina non risolverei il problema delle murature.
    credo che da un lato ci sia risalita capillare (umidità che sale attraverso le strutture), dall’altro basse temperature superficiali (mancanza di coibentazione) che portano a condense e muffe.
    i serramenti nuovi rivelano che la ventilazione manuale è scarsa o fatta in modo errato.

  101. EnZa

    Buongiorno, ho un problema di umidità bei perimetri della mia casa dovuti alla mancanza di vespaio.
    Vivo a piano terreno e in inverno immancabilmente si ripresenta l’umido e licheni, il pavimento trasuda e le pareti, sopratutto gli angoli presentano muffe!
    La casa è degli anni 50, sotto ci sono sassi e sabbia e quando è stata ristrutturata il padrone di casa ha posizionato sopra ad un vecchio pavimento uno nuovo!
    Inoltre le pareti rimangono fredde e diventa difficile riscaldare gli ambienti, viceversa in estate è impossibile viverci per il gran caldo!
    Il problema maggiore si è presentato quando abbiamo cambiato gli infissi vecchi con quelli nuovi in PVC.
    Vorrei trovare una soluzione per poter isolare il pavimento senza dover scavare e rifare il vespaio, cosa mi consigliate?
    Mi hanno proposto di tirare via i due pavimenti sovrapposti e fare una rivestimento con una guaina apposita per isolare, cosa ne pensate?

  102. cicciohué

    ti ringrazio; però credo che tecnicamente e compatibilmente con il budget, del condominio, mi sto orientando in qualità di D.L. e consulente, a convincere i Signori all’installazione di impianti di ventilazione controllata nei tre appartamenti al Pian terreno.
    Esistono degli elementi per areare questo cumulo di terra indefinito per granulometria,( ma cmq non un vespaio) sotto i pavimenti di questa abitazione?
    Si potrebbe perforare da parte a parte facendo modo che almeno un pò d’aria ci circoli.
    Grazie

  103. Federico Sampaoli Autore articolo

    esternamente bisognerebbe fare uno scavo profondo almeno fino alla base della fondazione per scoprire la quota di falda. ovviamente non in un periodo secco. e monitorare un po’ la situazione per decidere l’intervento.
    non conosco la situazione esterna di fatto dell’edificio.

  104. cicciohué

    Buona sera, ho un problema, con il pavimento di un edificio, ai tre appartamenti al pian terreno.
    Non c’è vespaio, né solaio, ma una volgare magrone disteso direttamente sulla terra!Sopra han pensato bene di fare i pavimenti.Esistono una specie di bocchette perimentrali, sul basamento della palazzina (ciampino-RM) ma non vi entra dentro nemmeno un manico di scopa!
    Come si può intervenire per impedire all’umidità di risalire da tutti i muri portanti, in tufo, del palazzo?
    Non credo sia sufficiente imprimere di sostanze chimiche i soli muri portanti. l’umidità risale persino dai tramezzi.

  105. Federico Sampaoli Autore articolo

    non ho ben capito se parliamo di umidità in ambiente o se sia la struttura a soffrire di umidità.
    isolare il vespaio è impossibile perchè inaccessibile (immagino) e se anche ci inventassimo un modo, non sarebbe più aerato.
    Se il beneficio di chiudere le bocchette è sensibile, ne lascerei una ed una aperte per test.

  106. Davide

    Buongiorno, abito in un appartamento al piano terra e sotto ho il vespaio. Siccome il pavimento si fredda moltissimo, ho provato a chiudere le bocchette d’areazione, notando subito un ambiente più caldo. Inoltre ho forti problemi di umidità, e in quei giorni anch’essa era più bassa. A distanza di tempo ho riaperto le bocchette perché mi è stato sconsigliato di chiuderle, e poi anche per paura del radon. Le bocchette sono posizionate a est e ovest. Pensavo di farne una a nord, ma ho paura che si fredda maggiormente la casa. Volevo sapere inoltre come posso isolare il vespaio senza dover rifare il pavimento. Grazie.

  107. nicola

    buongiorno!
    io il vespaio, l’ho già. effettivamente come deumidificante funziona benissimo!(ho provato a tappare le bocchete per non avere freddo, è l’umidità è apparsa quasi subito!)e d’estate il pavimento crea un bel fresco(tant’è che non ho bisogno di rinfrescare).
    il problema è solo quando fa freddo, tanto da pensare di riscaldare il vespaio(magari tappando parzialmente le aperture o ponendo dei filtri).
    ha qualche suggerimento in merito?

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