Il tetto senza tenuta all’aria

 Temo che succederà sempre più spesso nei prossimi anni! notare la mancata tenuta all’aria del tetto in legno nelle ristrutturazioni recenti o nelle nuove costruzioni. E Vi spiego perchè:

Si sta cominciando a costruire in modo più performante,

  • sistema a cappotto per proteggere l’involucro
  • serramenti ad alte prestazioni
  • tetto in legno con isolamento termico
  • impiantistica all’altezza della situazione
  • ecc ecc

e come prima conseguenza i piccoli errori si vedono eccome! Particolari che un tempo non provocavano nulla, oggi distruggono due anni di lavoro di progettisti e artigiani, senza parlare della delusione dei committenti, i proprietari della casa!

tetto in legno

Voglio sottolineare l’importanza della tenuta all’aria del tetto, ricordate il mio articolo sulla migrazione del vapore acqueo? Il tetto che non offre tenuta all’aria permetterà all’aria umida calda interna di uscire all’esterno attraverso le microfessure, condensando!

Parliamo di condensa interstiziale.

E’ come se il tetto chiudesse la casa solo con la forza del suo peso e non perchè è stato sigillato: il legno e il laterizio, da soli, non è che possano collaborare così bene da offrire una chiusura ermetica!

3 cose da tenere ben a mente per ottenere la tenuta all’aria:

  1. La coibentazione della facciata deve congiungersi con quella del tetto ermeticamente.
  2. Le travi interne, quelle a vista, non devono proseguire oltre la muratura fino all’esterno!
  3. e nemmeno l’assito interno, il perlinato, deve proseguire senza interruzione!

tag-travi interne non oltre la muratura

La stagione invernale fa notare il passaggio dell’aria calda all’esterno. La bassa temperatura è perfetta per accorgersi del problema e monitorarlo, soprattutto nelle prime ore del mattino, quando l’effetto non è ancora mitigato dalle ore più calde della giornata.

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Quindi, se volete controllare la buona tenuta del Vostro tetto potete farlo Voi stessi: dopo qualche notte fredda con l’impianto di riscaldamento in funzione e la casa abitata potrete scoprire, guardando l’incontro tra la falda e la facciata dall’esterno, se compaiono zone con goccioline o zone umide o ghiacciate addirittura.

Poi scrivetemi com’è andata, una soluzione la troveremo!

Ma a cosa si va in contro se il tetto viene lasciato così?

Beh, in pratica, questo difetto che è frequente scoprire anche nei serramenti (nessuna tenuta all’aria e dunque passaggio di aria umida dall’interno  verso l’esterno) inizia a farsi sentire creando un’ottimo ambiente per la proliferazione della muffa.

Il brutto è che la muffa che nei serramenti salta fuori dalle cornici è nel caso del tetto nascosta dallo spessore del cappotto o della muratura.

L’incontro del tetto con la muratura non è adatto a stare nell’umido della condensa che si va a formare – bisogna porre rimedio!

Chi è in grado di dire quando e come il tetto avrà delle marcescenze? Dipende da un’infinità di fattori. Ma nessuno può dire che va bene così!

Non è solo l’aria umida ad uscire dalle fessure, anche i Vostri soldini spesi per il riscaldamento escono !

Non arrendiamoci! a tutto c’è rimedio! o quasi

Se vuoi informarti e approfondire meglio l’argomento potresti leggere questi testi, quello sull’umidità e tenuta all’aria è veloce e molto chiaro anche se non si è esperti del settore:
 

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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59 pensieri su “Il tetto senza tenuta all’aria

  1. Marco D B

    intendo Stirodach isolamento (La funzione del profilo metallico è di supporto delle tegole che costituiscono la copertura di tenuta all’acqua e contemporaneamente garantire un‘adeguata ventilazione a tutta la falda.
    Grazie all’utilizzo del polistirene espanso estruso, che costituisce l’anima isolante, ed alla geometria del profilo metallico, STIRODACH garantisce elevate prestazioni di isolamento termico senza soluzione di continuità e ponti termici ed una ventilazione diffusa ed uniforme
    al di sotto delle tegole e/o coppi che costituiscono la copertura) Il problema di condensa io ce lho sul colmo tetto guardando le perline faccia vista nel lato esterno cioe non dentro casa in poche parole..

  2. Federico Sampaoli Autore articolo

    non capisco la frase “Stirodach è per tetti ventilati con supporti in metallo”.
    un tetto è ventilato quando c’è uno strato dedicato alla ventilazione sottotegola.
    nel caso di copertura con pannelli stirodach lo strato di ventilazione è creato dai profili metallici che svolgono il lavoro di una listellatura e controlistellatura in legno.

    e non riesco a comprendere questa condensa sul colmo, nè capisco dove si possa notare.
    forse lei intendeva descrivere che guardando il tavolato dall’interno si nota un deterioramento delle perline nella zona di colmo?

  3. Marco D B

    Buona sera intanto grazie per avermi risposto ma volevo precisare che la condensa sul colmo ce l’ho esternamente secondo me causata dalla non aereazione del tetto visto che in tutto il perimetro dello stesso mi è stata messa la malta ed appoggiato sopra le tegole. L’isolamento Stirodach è per tetti ventilati con supporti in metallo.Grazie e buon lavoro …

  4. Federico Sampaoli Autore articolo

    Una copertura isolata con lastre termoisolanti in polistirene espanso estruso (XPS) idrorepellente e a celle chiuse con rivestimento all’estradosso di una membrana di alluminio goffrato, di fatto NON è un pacchetto tetto traspirante.
    Esiste una microventilazione attraverso i profili metallici sagomati a trave reticolare in acciaio zincato in lega di aluzinc che sono il supporto delle tegole.
    La malta che una volta si usava per fermare le tegole non doveva essere messa, ma il problema non credo proprio sia questo.
    Lei indica che il tavolato a vista interno si sta deteriorando a causa della condensa: questo aspetto indica che il tetto (non parliamo ancora dell’isolamento) non ha tenuta all’aria e probabilmente sopra al tavolato non è stato posato un telo freno al vapore con funzione di tenuta all’aria.
    se invece è stato posato, il telo probabilmente non è stato nastrato.
    prima di tutto lei deve risalire alla documentazione in suo possesso per leggere la stratigrafia, guardare le tavole esecutive, guardare le foto di cantiere (se ci sono).

  5. Marco D B

    Buona sera ho parecchi problemi con il mio tetto autoventilato che in tutti gli effetti non è ventilato.. mi spiego meglio… limpresa realizzarice e di montaggio del tetto mi ha messo della malta in tutto il perimetro del tetto ed appogiato sopra le tegole dicendomi che essendoci i ghiri cosi non vanno nel sottotetto.praticamente aria non ne entra e non ne esce.. il mio dubbio è che voglio capire se la malta messa sullisolamento Stirodach da 12 cm puo essere corrosiva per essa. .Adesso dovrò prendere dei provvedimenti legali perché ho condensa che mi esce dai colmi del tetto e dopo 8 anni ho il tavolato faccia vista del tetto che si sta deteriorando parecchio…Se cualcuno mi sa dare dire dellisolamento lo ringrazio da ora. Grazie e complimenti per il Blog..

  6. Federico Sampaoli Autore articolo

    cercare di sigillare dall’interno le perline con qualche sigillante è una soluzione non definitiva perchè tra perlina e perlina continua a mancare una vera e propria tenuta all’aria.
    quello che lei ha notato è proprio la condensa dell’aria calda umida interna che tende ad uscire per tutto il periodo di riscaldamento.
    per esperienza non c’è una vera soluzione al problema, a meno che non si decida di intervenire all’intradosso (sul lato interno), magari cogliendo l’occasione per isolare ancora meglio la copertura, prevedendo un manto di tenuta all’aria e freno al vapore sul lato caldo.
    questo è in effetti l’unico modo di chiudere definitivamente l’involucro riscaldato evitando passaggi d’aria imprevisti e danni al legno.
    d’altro canto, il legno non può sopportare per sempre periodi di presenza di umidità senza andare incontro a marcescenze.

  7. Gugliermo

    Salve
    Purtroppo sono venuto a conoscenza di questo sito troppo tardi.
    Il mio tetto è costruito tutto da panneli compositi con facce interne in perline, inserto in polistirene espanso e sull’esterno un compensato marino. Sopra ad esso è presente un tessuto che fa traspirare ma è impermeabile, ed infine sono posati i listelli per far circolare l’aria ed evitano di far toccare le tegola sul tessuto.
    I travi e le perline sono passanti dall’interno all’esterno.
    Il cappotto esterno va a toccare direttamente le perline e non vi è nessun tipo di nastro auto espandente.
    Anche tra muro e perline non vi è stato messo nessun nastro auto espandente.

    Durante l’inverno ho notato che in due punti all’esterno del tetto si intravedono delle goccioline e in alcuni casi pure il ghiaccio.

    Per ovviare al problema del passaggio aria tra le perline e il muro pensavo di usare un adesivo-sigillante monocomponente (multifiss o sp101) da applicare all’interno, ma non so se ne varrà la pena.
    Oppure comprare un profilo in legno (cornice) da incollare con i prodotti sopra citati.

    Attendo consigli…?

  8. Federico Sampaoli Autore articolo

    invece che concentrarsi dall’esterno sarebbe più utile migliorare dall’interno provando a chiudere le fessure con un sigillante elastico privo di plastificanti.
    lo scopo e non far arrivare il vapore interno nella struttura in contatto con il legno.

  9. Sonia

    Le perline non sono state interrotte dove c’è la muratura e il freno a vapore è stato posato su tutto il perlinato , come la maggior parte delle costruzioni in legno che vedo posare, quindi se io schiumo quei spazi di aria tra muratura e tetto è un lavoro inutile o può migliorare qualcosa? Grazie mille…

  10. Federico Sampaoli Autore articolo

    in realtà la tenuta all’aria non si può eseguire chiudendo bene il cappotto nel nodo tetto parete.
    ma certamente il cappotto doveva andare in battuta alle parti in legno con del nastro auto espandente.
    si dovrebbe risalire attraverso disegni esecutivi e foto di cantiere al dettaglio del nodo tetto parete: in quel punto il freno al vapore sopra le perline dovrebbe essere stato sigillato alla parete, quindi le perline avrebbero dovuto interrompersi e poi riprendere.
    se non è stato progettato questo dettaglio succederà che l’aria calda e umida si infilerà sempre tra muro e perlina condensando dove la temperatura è più bassa.
    prima di preoccuparsi meglio risalire al progetto in dettaglio.

  11. Sonia

    Salve, io ho un tetto in legno con isolamento 12 cm , con travi e perline che sono continue dalla interno all’ esterno, e la casa è stata isolata con un cappotto di 10 cm di spessore. Ho provato a guardare la tenuta all aria e
    Mi sono accorto che in 2 punti sorgevano le gocce d acqua all esterno delle perline. Controllando bene mi sono accorto che il cappotto non è stato chiuso bene fino sulle perline e c era del vuoto d aria stuccato solo con il rasante ma non con il pannello isolante, volevo chiederle se dovrei riempire quei vuoti con della schiuma poliuretanica so risolve il problema? Grazie…

  12. Federico Sampaoli Autore articolo

    in via di principio i pannelli isolanti di un sistema a cappotto andranno in aderenza a travi o sporti del tetto con l’aiuto di un nastro auto espandente BG1.
    ragionare invece sulle ancora possibili da applicare strategie per ottenere la tenuta all’aria dell’involucro riscaldato è assai delicato e complicato, specialmente senza vedere esattamente lo stato delle cose.
    resta comunque pericoloso contare sul funzionamento della ventilazione meccanica per evitare condense interstiziali nelle zone dove il vapore potesse facilmente migrare attraverso discontinuità del freno al vapore sul lato caldo della stratigrafia tetto.
    meglio fermarsi e progettare la soluzione ora piuttosto che tra due inverni.

  13. Michele

    Ho trovato estremamente utile questo articolo, purtroppo l’ho letto troppo tardi. Ho realizzato il tetto della mia nuova casa, nella maniera più inappropriata dal punto di vista dei ponti termici, e cioè con i travetti che attraversano la muratura fino all’esterno. Una cosa comunque l’abbiamo fatta, e cioè abbiamo interrotto la continuità delle perline, e quando poseremo il cappotto, questo andrà ad aderire con l’isolamento del tetto. Mi chiedevo, visto che dobbiamo ancora realizzare il cappotto, qual è la migliore soluzione da poter adottare? Pensavo di nastrare (o siliconare) tutti i travetti e perline dall’esterno, poi gli poseremo sopra il cappotto. Dall’interno invece, farò siliconare (anche per una questione estetica) tutte le fessure attorno ai travetti e perline con silicone bianco. Tengo a precisare che abbiamo ricircolo di aria forzato e gli ambienti molto alti, fino a 5/6 metri. Ringrazio in anticipo.

  14. Massimo B.

    In caso di tetto in legno ventilato, cosa mi consiglia per una corretta tenuta all’aria e acqua per un passaggio di una canna fumaria per caldaia a condensazione???. ciao e grazie.

  15. marco

    buongiorno e complimenti per l’interessantissimo blog.
    Vorrei chiedere il suo parere sul problema del fissaggio dei pannelli fotovoltaici sul tetto inclinato, il cd. sistema semintegrato ossia con i pannelli paralleli e rialzati di 6/7 cm rispetto alle tegole.
    c’e’ chi propone di forare le tegole, chi di inserire delle staffe a forma di zeta fissandola nei listelli sotto tegola sulle quali poi ancorare i pannelli, eccetera.
    si pone pero’ il problema della tenuta all’ aria ed all’acqua.
    Lei che consigli puo’ dare (non so se casaclima abbia rilasciato direttive sul problema in questione)
    grazie mille

  16. Federico Sampaoli Autore articolo

    installare una vmc riduce la quantità di vapore presente nel locale in tutto il periodo di riscaldamento.

    cercare di sigillare con materiali elastici e aderenti nel tempo è possibile ma dove la perlina è ortogonale alla parete esterna risulta difficile se non impossibile.

    nei casi come il suo il problema della mancanza di tenuta all’aria è “uno” solo dei problemi:
    spesso anche lo spessore dell’isolante è inadeguato, specialmente per la protezione estiva (o spessore scarso o materiale non adatto).

    ecco l’occasione di risolvere entrambi i problemi: un nuovo isolamento sul lato interno protetto da un manto freno al vapore con funzione di tenuta all’aria.

  17. andrea

    Buon giorno,

    Sono un architetto ed in un mio recente lavoro di ristrutturazione di una casa degli anni 70 con sopralzo per recupero del sottotetto, si è venuta a manifestare la problematica esposta nel suo articolo “Il tetto senza tenuta all’aria”.
    Proprio come da lei esposto il tetto non offre un adeguata tenuta all’aria permettendo all’aria umida calda interna di uscire all’esterno attraverso le microfessure, condensando:
    – la coibentazione della facciata non si congiungersi con quella del tetto ermeticamente;
    – le travi interne, quelle a vista, proseguono oltre la muratura fino all’esterno;
    – anche l’assito interno, il perlinato, prosegue senza interruzione.
    Secondo la sua esperienza come posso ora risolvere in maniera definitiva questo problema?
    Io pensavo di installare delle unità di ventilazione con recuperatore di calore puntuali (per singolo ambiente) e sigillare dall’interno il nodo muro/perlina/travetto)
    può essere una valida soluzione?

    grazie
    Arch. Andrea Bonfanti

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    resta il fatto che tutte le parti lignee risentono dell’ambiente carico di troppa umidità.
    si deve immediatamente riportare l’ambiente in normale livello di umidità interna facendo corretta ventilazione.
    è da ricordare che il tetto non ha un pacchetto traspirante, quindi la migrazione di una parte del vapore ambiente non se ne va attraverso la struttura: la barriera al vapore blocca tutto il vapore nello strato delle perline.
    monitorare temperatura e umidtà interna per rendersi conto della situazione!
    le parti in legno andrebbero anche loro verificate nel contenuto di umidità raggiunto fino ad ora: bisogna correggere immediatamente la gestione climatica indoor evitando che l’umidità del legno sia > 20 %.
    con due soldi potrebbe dotarsi di questo misuratore
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  19. Emanuele

    La ringrazio per la risposta.
    La sigillatura c’è stata lungo tutto il perimetro del tetto quindi a nord e sud dove le perline sono ortogonali e a est ed ovest dove sono parallele. Specifico che nei lati nord-sud ci sono delle travi che poggiano sul muro, sopra cui sono inchiodate le perline che vanno all’esterno. Internamente queste travi si vedono, esternamente no perché l’intonaco arriva direttamente alle perline. Mentre nei lati est e ovest le perline poggiano sul muro.
    La muffa inizialmente si è formata sulle perline ortogonali nei punti in cui sono appoggiate alle travi, sempre a nord, tranne un caso. Ora invece, fermo restando che il nord è più colpito probabilmente anche perché le due stanze che occupano quel lato della mansarda sono più piccole e quindi circola meno aria, la muffa ha cominciato a formarsi anche nella parte interna del tetto, in genere nei punti in cui ci sono le travi. Praticamente mai però nell’attaccatura delle perline parallele al muro.
    Una cosa che avevo dimenticato di riportare è che nelle zone interessante si formano a volte dei veli circolari di muffa intorno ai nodi delle perline.

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    prima di tutto è sempre bene ricordare che qualsiasi sia il difetto dell’edificio, è sempre l’umidità che noi creiamo all’interno a provocare i fenomeni della condensa e poi della muffa.

    detto ciò, le domando:

    – il nodo tetto-parete, dove è stata sigillata la fessura tra perlinatura e parete esterna, presentava le perline parallele alla parete oppure ortogonali alla parete?
    – il formarsi della muffa in alcune perline avviene dove le perline sono ortogonali alla parete, oppure ovunque?

  21. Emanuele

    Buonasera, ho un appartamento in provincia di Viterbo del 1984 con pareti in muratura e mansarda con tetto in legno. Sopra le perline c’è una guaina catramata poi uno strato di materiale isolante spesso una ventina di centimetri, non so di cosa si tratti di preciso ma pare composto da sassolini grigi di forma vagamente sferica, infine le tegole. Ci sono anche 4 finestre Velux.
    Nel 1995 è stata sigillata esternamente la zona di contatto tra perline e travi con il muro. Fino a quel momento, forse per la non perfetta tenuta impercettibile normalmente ma che si manifestava con leggeri spifferi durante le giornate ventose, non c’erano stati problemi di muffa nella mansarda pur in presenza di condensa. Dall’inverno successivo invece il problema si è manifestato, e con gli anni hanno cominciato a formarsi muffe negli angoli e dietro i mobili che poggiano sulle pareti esterne.
    Ma anche così la parte interna del tetto non sembrava risentirne. Invece due o tre anni fa hanno cominciato a formarsi leggere patine di muffa grigio chiara in alcune perline, situate a contatto con il muro esterno o nelle parti più basse della mansarda. Questo inverno il fenomeno si è notevolmente accentuato e interessa ormai parecchi punti: oltre a quelli già detti si manifesta anche nei punti di contatto tra le perline e le travi interne del tetto e lungo le fessure tra le perline stesse.
    Preciso che le perline non sono lisce ma piuttosto ruvide quindi immagino più facilmente aggredibili dalla condensa, non so di che legno, forse abete.
    Il fatto che la muffa sul tetto si sia manifestata così repentinamente è indice di problemi seri o è “normale” considerando l’età dell’edificio e la qualità non eccelsa, per usare un eufemismo, della costruzione?
    Grazie.

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    se si ha l’intenzione di intervenire dall’interno per garantire la tenuta all’aria NON progettata in fase di costruzione e aumentare l’isolante per migliorare la protezione dal caldo del tetto è da realizzare
    – un isolamento interposto sul lato interno (intradosso perlia attuale)
    – posare un freno al vapore igrovariabile con funzione di tenuta all’aria
    – sigillare correttamente
    – rivestire con nuova perlina trattata con prodotti senza emissioni pericolose per l’uomo o meglio, con fibrogesso e pittura salubre senza emissioni di VOC

  23. Cosimo

    Innanzitutto complimenti per il blog.
    Volevo anch’io confermare (ove ce ne fosse bisogno) l’equazione coibentazione della facciata con non si congiunge con quella del tetto ermeticamente, travi interne che proseguono oltre la muratura e perlinato che prosegue senza interruzione = tetto senza tenuta all’aria.
    Nel mio caso, pur non notando segni di umidità, è evidente la presenza di spifferi semplicemente accostando la mano al tetto e ad alcune sue giunture.
    Purtroppo non conosco la stratigrafia del tetto (acquistato per ventilato) in quanto già posato in opera.
    Le chiedo se per mitigare il problema, evitando di intervenire dall’esterno, sia possibile isolare il tetto dall’interno con pannelli e ricoprire gli stessi con perlinato in modo da non perdere la vista caratteristica del legno. Nel caso, Le chiedo che materiale sarebbe preferibile usare quale pannello isolante.
    Grazie mille

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    si deve tentare di correggere i punti di non tenuta all’aria della copertura
    (l’aria interna calda e umida ha trovato il modo per uscire attraverso qualche fessura spiffero o foro. ed è lì che condensa e fa comparire la muffa o il nero).
    un tetto così non può durare 30anni.
    inutile intervenire con vernici anti muffa.

  25. Matteo

    Buongiorno,
    prima di tutto complimenti per la rubrica.

    A seguito del controllo effettuato come suggerito dal vostro articolo mi sono accorto che in alcuni punti del tetto esterno (all’interno è tutto OK) alla mattina ci sono delle gocce d’acqua e il legno ha iniziato ad annerirsi. Le gocce si formano su aree limitate. In due casi sono (spero di riuscire a spiegarmi ) alle estremità del tetto, in corrispondenza di una delle travi portanti (in corrispondenza del colmo delle tegole) che esce dalla casa e passa sopra i balconi. Le gocce si formano nello spazio esistente tra la fine della trave e il pluviale, in un caso mi sembra di scorgerle anche sopra la trave. Comunque nel punto più lontano possibile dal muro della casa.
    In un terzo punto invece si creano su di una perlina in corrispondenza di un bagno, subito dopo il muro, praticamente contro la casa.

    Premetto che a breve dovrò procedere con la verniciatura di tutta la parte esterna del tetto e quindi con anche una sua “protezione” che fino ad oggi non era stata fatta.

    La casa è una villetta di nuova costruzione, dello scorso anno e il tetto è interamente in legno.

    Ho sentito il costruttore per il quale, l’utilizzo di vernici anti muffa e prodotti protettivi in genere, che stiamo andando a mettere, dovrebbe risolvere il problema. Eventualmente si potrebbe aggiugnere qualche tegola di quelle “aperte” per l’areazione del sottotetto.

    Mi rivolgo a Voi per sapere se ( mi rendo corto la scarsità di informazioni ) può essere vero che sarà sufficiente questo intervento o cosa alternativamente potrei fare.

    Il fatto che siano zone limitate, circoscritte, può essere garanzia che un eventuale problema possa essere risolto intervenendo nella corrispondente zona all’interno dell’abitazione ?

  26. Federico Sampaoli Autore articolo

    a giudicare dalla scelta della stratigrafia tetto immagino che l’edificio si trovi in una zona climatica F.
    mi domando cosa volesse mai ventilare il suo carnefice, ops, il suo progettista, nello strato da 50mm.

    se ha progettato uno strato di styrodur, che è xps, materiale da isolamento controterra o in zona zoccolatura a rischio spruzzi, nessuna traspirazione è possibile.
    certo che se i pannelli non sono battentati ma accostati e a bordo dritto può infiltrarsi del vapore dall’ambiente interno che migra verso l’esterno.

    questa copertura in legno non ha mai presentato problemi di gocciolio visibili all’esterno sulle sporgenze del tetto vicino alle pareti? si possono notare nelle mattine più fredde con edificio riscaldato.

    per tornare al tema dell’isolamento termoacustico da migliorare solo dopo aver risolto i problemi di infiltrazioni (dall’esterno) e di tenuta all’aria, direi che si deve mettere la stratigrafia a verifica di calcolo con tante opzioni di materiali diversi fino a trovare la migliore soluzione migliorativa.
    non è complicato, si devono solo inserire nel calcolo diversi strati e confrontare i risultati.

  27. ivo

    Mi sono in battuto nel suo sito e l’ho trovato molto interessante, e sopra tutto molto tecnico ed esaustivo. Mi permetto di sottoporle un mio problema, abito in una villetta a schiera con tetto ventilato in legno, il quale è Rumoroso e ha lasciato penetrare acqua dopo un nubifragio, eseguita una carotizzazione del medesimo, sono riuscito a capire com’erano stati fatti i lavori, e il pacchetto tetto. Perline da 18 mm. Isolamento termico e acustico in Styrodur 2500 C non battentato da 60 mm. Listoni per ventilazione tetto da 50 mm. Assito in tavolato a bordo diritto da 20 mm. Impermeabilizzazione mediante Membrana Rivega usb classic. Copertura micro ventilata in coppi posati a secco. Le volevo chiedere, vista la sua grande esperienza in materia, come posso rimediare al problema del rumore, poiché lo Styrodur è solo un materiale isolante e non termoacustico come dovea essere, la mancanza della barriera al vapore sotto l’isolante, mi potrebbe portare della condensa sul perlinato sottostante? Il progettista mi avrebbe proposto di chiudere la camera di ventilazione, e riempirla con lecca molto fine, in modo da ovviare l’effetto acustica della stessa e cosi migliorare anche l’isolamento termico. Che cosa ne pensa Lei? Mi potrebbe dare qualche altra soluzione, Grazie mille.

  28. Federico Sampaoli Autore articolo

    il suo tetto è costituito da una lastra termoisolante in polistirene espanso estruso (XPS), idrorepellente e a celle chiuse, probabilmente rivestito all’estradosso con una membrana riflettente in alluminio goffrato con profilo metallico portategole.
    questo profilo garantisce la ventilazione a tutta la falda.

    la ventilazione gioca, specialmente in inverno, un ruolo inutile: il vapore infatti non sta trapassando il pacchetto tetto per essere smaltito attraverso la ventilazione.

    il fatto è che questo tetto funziona grazie alla barriera al vapore: cosa significa?
    significa che non è traspirante, quindi l’aria calda e umida della casa deve essere trattenuta nell’ambiente caldo grazie alla ottimale sigillatura della barriera al vapore posata all’estradosso del tavolato maschio femmina delle falde del tetto.

    il problema delle condense e del gocciolio indica che ci devono essere molti punti di non tenuta del telo barriera al vapore: la barriera al vapore dovrebbe essere stata sigillata con nastro in ogni giuntura e in ogni foro e a perimetro.

    dalle foto di cantiere si potrebbe vedere il livello di sigillatura.

  29. Giovanni

    Buona sera e grazie dei consigli che stò mettendo in pratica per risolvere il problema di condensa o infiltrazione ( stò tenendo sotto controllo il tutto ) in ogni caso le spiego circa come è composto il mio tetto…. Perline ad incastro che sono viste dall’interno sopra barriera antivapore isolante stirodach da 12 cm e tegole… Il problema secondo mè è che anno fatto un cordoncino di cemento sù tutto il contorno del tetto è appoggiato sopra le tegole.. Al posto di essere ventilato sono stati chiusi tutti i passaggi per l’aria …da notare che la ditta esecutrice mi dice che loro non montano l’anti passerò ma mettono in cemento… All’inizio pensavo fosse uno scherzo ma mi sono reso conto che non è così. Riguardo i Velux ho scoperto che con la barriera anti vapore ed isolamento non sono andati a ridosso dello stesso ma hanno fatto un telaio in legno alla misura velux e sono andati a ridosso dello stesso e non sotto per arrivare al velux… Non sò se sono stato abbastanza chiaro comunque ho anche foto che spiegano il problema… 1000 grazie ancora buon lavoro

  30. Federico Sampaoli Autore articolo

    il fatto che una copertura sia ventilata dovrebbe essere garanzia che l’umidità che è riuscita ad attraversare il pacchetto possa andarsene facilmente.
    parlo per teoria perchè qui non è stata ben descritta la stratigrafia, cioè come sono disposti gli strati a partire dalle perline che sono lo strato più interno.

    a leggere la descrizione delle gocce d’acqua mi viene il sospetto (è già capitato) che la ventilazione sia stata progettata tra perline ed isolamento: cioè che l’aria passi dentro al pacchetto tetto. ma questo spero proprio che non sia. sarebbe un errore incredibile, ma ripeto, già capitato.

    lei parla anche di infiltrazioni viste controllando il tetto, che sono ben altra cosa rispetto alle condense interstiziali.

    circa i lucernai, anche qui è da chiarire dove si notino segni di muffa.

    ora sangue freddo:
    1 è da cercare qualche documento che racconti bene la stratigrafia e i materiali che la compongono
    2 è da far ricerca tra le foto di cantiere
    3 è da vedere nella documentazione Velux del tempo del montaggio come è stato progettato il nodo telaio serramento e foro in copertura

    da lì si può risalire all’errore e progettarne la correzione.
    possibile che dopo 4 inverni senza problemi solo al 5° accada questo fatto? anche questo aspetto è da chiarire.

  31. Giovanni

    Ciao sono Giovanni ho un problema di condensa non indifferente del mio tetto auto ventilato con isolamento da 12 cm . Il tetto è nuovo costruito nel 2009 e dopo una piccola nevicata ci siamo accorti che da un trave al centro della stanza veniva giù delle gocce d’acqua ..A quel punto mi sono messo a controllare tutto il tetto sia dentro che fuori… Un disastro…Su tutti e tre i colmi del trave più in alto (all’esterno )ho notato infiltrazioni e le perline con la muffa… Da notare che questo tetto mi è costato 40000.00 euri..Non è finita…. Ho due velux e anche qui ho il legno che inizia a dare segni di muffa… Cosa posso fare..? grazie mille ..

  32. Federico Sampaoli Autore articolo

    allora facciamo un vero camino!
    gli spifferi non devono far parte del progetto. certo la zona climatica è favorita e sottolinea meno i difetti costruttivi.

  33. Ferdinando

    Sto imparando moltissimo leggendo questo splendido blog.
    Riguardo a questo post mi chiedo, e mi riferisco al tetto che sto per realizzare sulla costa sud della Sicilia quindi estrema zona B e solo 825 gradi giorno, se nella mia situazione non sia al contrario meglio favorire l’uscita dell’aria all’esterno nella parte alta dell’edificio, quasi a creare un piccolo effetto camino e smaltire il caldo del giorno.
    Questo in aggiunta ovviamente ad un tetto e mura con adeguato sfasamento. Ma di questo magari scriverò in altra area del blog.
    Complimenti ancora.

  34. Federico Sampaoli Autore articolo

    il danno vero e grave è solo la marcescenza del legno nel lungo periodo.
    quel che si vede dall’esterno è il difetto, con le sue goccioline e le macchie nere.
    tentare una sigillatura interna è doveroso.

    peccato che chi faccia tetti non sappia come si fanno! come dove si mangia male, ci si chiede se in cucina ci sia un cuoco.

  35. Mauro

    Grazie per tutti i commenti. Anch’io mi trovo nella stessa situazione di altri con muffa su perline in gronda esterna contro muro sia su lato ovest che est. Volevo sapere se il continuo formarsi della muffa in quegli angoli possa allargarsi in futuro al resto del tetto, anche all’interno dell’abitazione. Inoltre, non potendo risolvero il problema a monte, sarebbe sufficiente tenerlo sotto controllo carteggiando e applicando vernici isolanti?Certo come dice lei, non si risolve il problema dell’efficienza energetica. Grazie

  36. Federico Sampaoli Autore articolo

    ventilato o no il tetto deve garantire la tenuta all’aria.
    la zona di ventilazione è la più esterna (sopra la coibentazione – sotto la copertura, tegole?)
    il tetto ed i muri perimetrali esterni devono impedire all’aria calda umida interna di uscire all’esterno attraverso su tutto il perimetro.
    forse le sue perline sono passanti da dentro a fuori? in questo caso è facile che ci siano moltissimi spifferi.
    se sul colmo c’è una trave passante da dentro a fuori è facile che ci sia un grande passaggio di aria.

    l’aria calda che riesce ad uscire si raffredda immediatamente e condensa: quel bagnato rovina il legno e continuerà a rovinarlo ogni inverno.
    nelle mattine più fredde potete fotografare dall’esterno la presenza di goccioline di condensa.
    e inviarcele magari.

  37. MARIA GRAZIA BIANCHI

    Abito da 6 mesi in una casa costruita nel 2010 con tetto ventilato, ma da quando ha nevicato è uscita la muffa sulle perline esterne vicino al colmo sul lato nord ed anche molto più accentuato sulle perline esterne del tetto sul lato est.
    Le perline sono diventate nere e le ho fatte visionare al costruttore che mi ha detto che la cosa è normalissima trattandosi di un tetto ventilato e coimbentato e che non ci saranno problemi in futuro per il tetto.
    Vi prego di confermarmi se è vero.
    Grazie.

  38. Pingback: se state decidendo il vostro futuro tetto, non fate le cose a metà, non accontentatevi per nessun motivo, nemmeno per quello economico: sarebbero comunque soldi buttati! "per ogni misura si deve sempre mettere in pratica la migliore efficienza possibile"

  39. Federico Sampaoli Autore articolo

    siete una delle infinite vittime della mancata progettazione della tenuta all’aria del tetto in legno (il silicone non è metodo risolutivo e non è manutentibile in zone alte o inaccessibili)

    siete anche vittima della non corretta posa del sistema a cappotto che in alto, in battuta al tetto, dovrebbe già aver posato una nastratura di tenuta composta da schiuma poliuretanica elastica, precompressa, auto espandente.

    siete anche vittima della mancata progettazione di un sistema di drenaggio perimetrale che evita la spinta dell’acqua sulla parete che certamente non è del tipo water-proof.

    Posso dare solo corrette informazioni tecniche, non legali.

  40. UNUS SED LEO

    Preso atto della cattiva tenuta all’aria del nostro tetto in legno,
    rilevatasi con la formazione di muffa sul perlinato del medesimo in corrispondenza della giuntura con il cappotto esterno (il costruttore voleva intervenire con silicone….) abbiamo chiesto un sopralluogo di un perito.
    L’intervento del tecnico confermava l’esistenza del problema ed inoltre portava alla luce un problema di generalizzata infiltrazione di umidità dal terreno sulle pareti dello scantinato.
    Ora chiedo: l’eventuale soluzione del primo problema da parte del costruttore, associato alle infiltrazioni di umidità dal terreno potrà un domani causare ulteriori disagi quali muffa all’interno dell’unità abitativa?
    (trattasi di villetta nuova abitata da 4 anni, strutturata su scantinato/garage interrati, piano terra quale zona giorno e primo piano mansardato quale zona notte).
    E poi, esistono i presupposti per adire per vie legali nei confronti dell’impresa costruttrice, una volta accertate tramite perizia eventuali sue responsabilità?
    Grazie per l’attenzione.

  41. PAOLINA

    Ciao,
    ho comprato una villetta a schiera di testa posizionata a sud; nel primo inverno (2010) si è formata della muffa sulla perlina esterna attaccata al muro. L’estate successiva l’abbiamo carteggiata e tenuta sotto controllo, infatti non si è più ripresentata. Questo inverno invece, nel lato + a sud, in particolare in corrispondenza del locale caldaia, e nel lato ad est, dove ho il confine col mio vicino diviso da una trave, ho l’ultimo pezzo di perlina che fà la goccia…come devo intervenire? Scoperchiare il tetto mi è impossibile, come si risolve questo problema??
    P.s.se un giorno mi comprassi un’altra casa, il legno non lo voglio vedere nemmeno nei mobili!!!

  42. Federico Sampaoli Autore articolo

    E’ esatto, la vmc può mitigare il problema aiutando la gestione dell’umidità che sarebbe continuamente mantenuta in valori più normali (infatti la proposi). Ma la non tenuta all’aria è la premessa per un non risparmio energetico e un non comfort acustico. La muffa è solo una conseguenza, fastidiosa, insalubre (e un campanello d’allarme)!

  43. Riccardo

    Sarei curioso di sapere se nei casi descritti sopra, di Giorgio e Lara, sia installato o meno un impianto di VMC.
    Se vivono in una casa senza VMC e se ci fossero le condizioni, potrebbe servire installare la VMC localizzata soltanto in mansarda o nel locale sottotetto (sempre che sia confinato volumetricamente parlando dal resto della casa)?
    Penso che parte dell’umidità contenuta dall’aria interna potrebbe essere dissipata tramite la VMC localizzata prima che possa uscire attraverso le fessure.
    Oppure se si è in vena di ristrutturazioni, mettere una VMC centralizzata cambierebbe qualcosa?
    Forse non risolverebbe completamente il problema ma lo limiterebbe soltanto e non giustificando completamente la spesa fatta se pensata solo per questo motivo.
    Cosa ne pensi Federico?

  44. Federico Sampaoli Autore articolo

    Spesso i rivenditori di materiale edile tengono pochi materiali di questo tipo (forse perchè nessuno li chiede???:-)).
    Materiali un po’ particolari si possono trovare nel catalogo Riwega, eccezionalmente fornito di ogni tipo di soluzione.
    Il perlinato non dovrebbe mai essere progettato passante da dentro a fuori, altrimenti poi si è costretti a correre ai ripari, spesso difficilmente.

  45. Riccardo

    Ciao Federico, premetto con ringraziarti per i numerosi consigli che stai dispensando su questo forum.
    Tu dici:”Si dovrebbe riempire le fessure tra tetto e parete con sigillante per il collegamento a parti edili..”

    Siccome vedo che quello della condensazione sul perlinato esterno è un problema molto comune ed essendo vastissima la giungla di materiali e venditori nel campo edile.
    Hai qualche proposta di prodotto da te utilizzato o che conosci come buon prodotto. Sò che esporre una marca e un prodotto in specifico significa esporsi in maniera forse eccessiva, però come si parlava in un altro tema di questo sito forse è il caso di parlare degli ottimi materiali presenti sul mercato e non andare a tentativi che portano a scarsi successi.
    Ciao e grazie.

  46. Federico Sampaoli Autore articolo

    in che zona è l’edificio?
    è sintomo di una non tenuta all’aria dell’interno, proprio perchè accade in inverno.
    non avete qualche immagine scattata da fuori? e possibilmente dello stesso punto dall’interno?

  47. cristian

    salve io ho un problema ho il tetto in legno ventilato e il cappotto esterno ,in inverno mi fa umidita all’esterno nell’angolo tra la fine del cappotto e il tetto cosi che si inumidifica il tetto

  48. Pingback: cosa vuol dire umidità per convezione? Vuol dire che l'umidità (il vapore acqueo) è penetrata attraverso una fuga, o un taglio di una guaina, o nel punto di una giunta mal fatta, in un materiale edile. | esperto Casa Clima

  49. Federico Sampaoli Autore articolo

    E’ bene distinguere le parole:
    per tenuta all’aria si intende che il tetto potrebbe essere messo sotto esame blowerdoor test con successo (nessun spiffero per dirla facile).
    Le guaine permeabili al vapore permettono al vapore la “diffusione” (non incontrollata) attraverso il pacchetto coibente.
    Il tetto ventilato permette alla fine l’uscita all’esterno di tutta l’umidità che ha attraversato il pacchetto.
    Il vapore dunque è bene che passi e che esca anche!
    Se abbiamo un tetto verde (che non sarà mai ventilato) il vapore prenderà solo la strada verso l’interno (in estate) e verrà ugualmente smaltito: ecco perchè Naturalia Bau fornisce i teli igrovariabili per esempio.
    Tu hai confuso la permeabilità al vapore con la convezione, dove l’umidità (il vapore acqueo) è penetrata attraverso una fuga, o un taglio di una guaina, o nel punto di una giunta mal fatta, in un materiale edile.
    Leggi anche:
    http://espertocasaclima.com/tetto/umidita-per-diffusione/
    http://espertocasaclima.com/tetto/umidita-per-fiancheggiamento/
    http://espertocasaclima.com/tetto/umidita-per-convezione/
    http://espertocasaclima.com/tetto/capitolato-tetto-in-legno-posa/

    Forse sono stato troppo breve, per un argomento così complesso, ma appena è messo a fuoco è tutto chiaro e comprensibile, quasi logico.

    …per ogni domanda sono qui.

  50. Nicola

    Scusa Federico, ma non riesco proprio a capire! Tu scrivi: “Il tetto che non offre tenuta all’aria permetterà all’aria umida calda interna di uscire all’esterno attraverso le microfessure, condensando!” Ma allora a cosa servono le varie guaine ad elevata permeabilità al vapore che i più grandi costruttori di tetti ventilati (es. NaturaliaBau) mettono nei loro tetti? ‘Sto vapore deve o non deve passare? Devo pensare ad un bel telo di PVC da stendere sul mio prossimo tetto in legno per renderlo impermeabile al vapore? Non ci capisco più niente… Dammi lumi , ti prego.

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    Perchè? 1) Perchè è una soluzione non invasiva (e quindi di ripiego) per non andare in contro a rifacimenti dispendiosissimi. 2) Perchè l’ulteriore punto debole della fessura tra perlina e perlina (maschio femmina o no) deve anch’esso essere sigillato come fosse una fessura. 3) Perchè anche dall’esterno si deve fare la stessa attenzione: sigillatura del cappotto in alto e sigillatura della fuga delle perline. Forse si possono inventare decine di soluzioni diverse e migliori, ma se non si vuole scoperchiare la casa (con i relativi costi) si deve intervenire “di ripiego” con i materiali migliori disponibili.

  52. Lara Facchinetti

    Ciao,io e Roberto ti ringraziamo molto per la tua cortesia e attendiamo una tua gentile risposta.
    il problema rimane come da foto, a quanto ho letto sopra il signor Giorgio ha già eseguito quello che avevi previsto anche per noi,senza però grandi risultati.
    perchè?
    Grazie ancora.
    Lara

  53. Giorgio

    Grazie per la cortese risposta. Purtroppo il tipo di intervento suggerito è già in parte stato messo in opera dall’interno dell’edificio ma senza significativi e definitivi risultati. Anche quest’anno all’abbassarsi delle temperature, l’aria umida che “sfugge” dal nodo parete/tetto, condensa invitabilemnte per una questione fisica.
    Ritengo che il lavora di persone con la sua esperienza in affiancamento a tecnici e operatori edili (segherie e cappottisti) siano ASSOLUTAMENTE fondamentali in fase di progettazione ed esecuzione per evitare di sprecare tutto il lavoro fatto (e i costi conseguenti) per la coibentazione, uso materiali traspiranti e quant’altro.

  54. Federico Sampaoli Autore articolo

    La cosa più importante di tutte era proprio fare attenzione alla tenuta all’aria nel delicato punto d’incontro tra legno (listelli e travi) e muratura.
    L’uso di nastri autoespandenti o schiume sono indispensabili. La non tenuta all’aria permette il passaggio di aria umida.
    Si dovrebbe riempire le fessure tra tetto e parete con sigillante per il collegamento a parti edili. Se sembra facile la sigillatura dove le perline corrono parallele alla muratura,
    ben più difficile è ottenere la tenuta dove le perline passano fino all’esterno (perpendicolari alla muratura) offrendo all’aria l’ulteriore punto debole della fessura tra perlina e perlina.
    E’ un lavoro certosino quello di controllare tutte le fessure e sigillarle, ma potrebbe risolvere definitivamente il problema della non tenuta all’aria.

  55. Giorgio

    Ottimo blog ben curato ben fatto e pieno di informazioni tecniche molto ben esposte.
    Dobbiamo confermare che il problema del tetto senza tenuta all’aria è un problema reale e serio, sperimentato sulla nostra pelle. Casa nuova in muratura con cappotto in fibra di legno (10 cm) e tetto in legno lamellare con isolamento in fibra di legno (24 cm). Ebbene il problema del nodo parete-tetto non è tenuto per niente in considerazioni da architetti, termotecnici e maestranze (cappottisti e posatori del tetto in-primis) almeno nella nostra zona Lombardia Milano-Bergamo.
    L’effetto nel nostro caso, forse aggravato dalla curvatura del tetto, è condensa e muffa sulle perline della gronda esterna.
    Il problema non ancora risolto in quanto al copertura del tetto in zinco-titanio non ne facilita la rimozione e sistemazione del problema

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