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Il sottotetto non mente: cosa succede ad alcuni isolanti quando invecchiano

3 risposte

Se il tetto può nascondere molte cose, il sottotetto non mente mai: basta salire per un sopralluogo e guardare cosa succede ad alcuni isolanti dopo decenni

Coraggio, andiamo a vedere insieme.

entriamo nel sottotetto

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Ogni sopralluogo può raccontare una storia. Ci sono sottotetti che raccontano il tempo.

La polvere, le infiltrazioni dimenticate, le ragnatele, il materiale isolante quasi sparito, ancora lì, ma sembra aver perso l’anima:

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un isolante come un animale svuotato

Ricorda il corpo di un animale morto da tempo. Il pelo è ancora lì. O le piume, ma la struttura non esiste più.

Così trovo spesso la lana minerale nei sottotetti, come un tappeto di pulcini morti.

La lana minerale mantiene ancora le sue fibre, ma il rotolo non è più quello gonfio e soffice di un tempo.

Basta sfiorarlo, si apre, si sbriciola, si comprime, svanisce sotto i piedi

Il materiale è così fragile che è difficile perfino raccoglierlo senza romperlo. E alza tanta di quella polvere, che poi non è polvere ma ben peggio: fibre artificiali vetrose.

E se entra un raggio di sole nel sottotetto, si può notare come un filo di vento faccia volare le fibre ovunque 🙁

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le fibre artificiali vetrose FAV

La roccia non marcisce, non può marcire, le fibre minerali non spariscono, non possono sparire. Ma allora cosa sta succedendo alla lana minerale che invecchia?

E’ il legante che tiene insieme le fibre a deteriorarsi.

Quando dopo decenni la coesione diminuisce, il rotolo di lana minerale perde consistenza.

ma allora la conducibilità cambia?

NO, la conducibilità della fibra può rimanere molto simile. Infatti anche se la densità del materiale è scesa nel tempo, ciò non significa che l’isolante minerale cambi il valore della conducibilità termica.

Ne avevamo parlato approfonditamente nel precedente articolo “Lana di roccia ad alta densità, isola di più?“, il succo era:

Lana di roccia è sempre Lana di roccia
60 kg/m3 non sono 160 kg/m3
Spessore: 10 cm è sempre Spessore: 10 cm

Che io scelga un pannello morbido di lana di roccia da 60kg/mc o che ne prenda uno ad altissima densità, quindi da 160kg/mc, il valore della trasmittanza U non cambia 😉

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il problema è un altro

Quando il rotolo di lana minerale:

  • si abbassa
  • perde spessore
  • si apre
  • non aderisce più al solaio

l’isolamento reale della copertura peggiora.

Non è più quello strato che era stato progettato.

Un pannello progettato per lavorare con uno spessore uniforme non dovrebbe trasformarsi in un materiale discontinuo, malandato e in fin di vita:

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La lana di roccia è composta principalmente da fibre minerali, ma non solo:

  • per trasformare milioni di fibre sottilissime in un pannello o un rotolo serve un legante, una resina termoindurente, con il compito di mantenere l’isolante stabile, elastico e resistente alla movimentazione.

Ma ripeto: non tutte le lane minerali che incontro sono in queste condizioni. Ho visto anche isolanti ben conservati.

la foto più importante

Non posso farvi capire la consistenza con una foto, posso solo farvela intuire:

se prendete in mano quel materiale (con i guanti!!!) e provate a sollevarlo, capite subito che non esiste più un rotolo di isolante

  • le fibre stanno insieme soltanto dall’abitudine di stare lì ad aspettare la loro fine.

ma è sempre così?

Ho visto anche lane minerali ancora in ottime condizioni, ma tanti sottotetti datati con questa situazione.

Si legge spesso che se la lana minerale è stata posata prima del 1996, si può presumere che si tratti di lana minerale “vecchia”, quella che sprigionava polvere di fibre minerali inorganiche artificiali con una lunghezza e un diametro tali che la polvere di queste dimensioni è respirabile.

ma allora tutti gli isolanti fibrosi faranno questa fine

Direi di no. Ed ecco perchè:

Guardiamo un attimo la differenza fra la fibra di legno e la lana minerale?

  • nella fibra di legno la fibra è anche la struttura (nei prodotti migliori, è spesso la lignina del legno stesso)
  • è la rete di fibre intrecciate che conferisce gran parte della consistenza meccanica.

lana minerale e la lana di legno, confronto inutile

In ogni caso è inutile confrontare la lana minerale con la lana di legno, perchè nel nostro clima, la lana minerale è assolutamente inutile:

  • tutti gli isolanti isolano dal freddo ma solo pochi isolano dal caldo 😉

federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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3 risposte a “Il sottotetto non mente: cosa succede ad alcuni isolanti quando invecchiano”

  1. @ paola

    non è chiaro se tra volume abitato e riscaldato (ultimo appartamento) ci sia come unica separazione lo strato di malta (generalmente gesso o gesso e calce) steso direttamente sulla rete.
    il rischio crollo (Sfondellamento/Distacco) dovuto alla rete e ai pendini metallici degradati richiede una verifica accurata della tenuta statica, ma solitamente su un controsoffitto Rabitz, anche sano, non andrebbe posato alcun carico permanente aggiuntivo.

    se è considerato una pertinenza esclusiva dell’appartamento dell’ultimo piano, sia la stabilità del controsoffitto Rabitz sia l’eventuale posa di isolante termico interno sarebbero a suo carico esclusivo 🙁

  2. Gent.mo, ringrazio innanzitutto per l’ampia lettura sull’argomento “isolamento e involucro” e su come riesce a trasmetterlo con molta chiarezza.
    Da poco mi trovo in un condominio all’ultimo piano in cui sto facendo una piccola ristrutturazione..e ho scoperto che le controsoffittature presenti, nascondono dei semplici intonaci armati come unico diaframma dal sottotetto non calpestabile. Si tratta del sistema Rabitz (anni 50-60). In poche parole questa “controsoffittatura” composta da intonaco di calce armata (spessore 1.5 cm) sta cedendo con formazioni di lesioni perimetrali e centrali formanti grosse lastre. Consideri oltretutto che nel sottotetto (con copertura a falda unica inclinata) mi ritrovo nella stessa situazione dell’ultima foto, presenza di lana di roccia annerita e pieno di materiali di risulta anche tubi in eternit come ulteriori carichi sulla controsoffittatura! Ovviamente questo sistema andrà demolito e rifatto, con bonifica del sottotetto. Diciamo che il problema interessa il 60% della casa da 100mq circa.
    Lei cosa può consigliare in zona D (Firenze) ultimo piano sottotetto? dove posso almeno metterci un lampadario o un eventuale ventilatore(che è il minimo)?
    Controsoffitto in fibrogesso+freno a vapore+ fibra di legno a.d.(o fiocchi cellulosa?)?
    spessori?
    Un cordiale saluto e grazie
    P

  3. Gent.mo, ringrazio innanzitutto per l’ampia lettura sull’argomento “isolamento e involucro” e su come riesce a trasmetterlo con molta chiarezza.
    Da poco mi trovo in un condominio all’ultimo piano in cui sto facendo una piccola ristrutturazione..e ho scoperto che le controsoffittature presenti nascondono dei semplici intonaci armati come unico diaframma dal sottotetto non calpestabile. Si tratta del sistema Rabitz (anni 50-60). In poche parole questa “controsoffittatura” composta da intonaco di calce armata (spessore 1.5 cm) sta cedendo con formazioni di lesioni perimetrali e centrali formanti grosse lastre. Consideri oltretutto che nel sottotetto (con copertura a falda unica inclinata) mi ritrovo nella stessa situazione dell’ultima foto, presenza di lana di roccia annerita e pieno di materiali di risulta anche tubi in eternit come ulteriori carichi sulla controsoffittatura! Ovviamente questo sistema di controsoffittatura andrà demolito e rifatto, con bonifica del sottotetto. Diciamo che il sistema interessa il 60% della casa da 100mq circa.
    Lei cosa può consigliare in zona D (Firenze) ultimo piano sottotetto? dove posso almeno metterci un lampadario o un eventuale ventilatore?
    Controsoffitto in fibrogesso+freno a vapore+ fibra di legno a.d.(o fiocchi cellulosa?)? spessori?
    Un cordiale saluto e grazie
    P