Sono contento di aver pubblicato, negli anni, molti post e video per chiarire l’importanza della buona scelta dei materiali per isolamento interno, evitando soluzioni scadenti o addirittura pericolose per la salute.
Sono anche contento che sia diventato molto più chiaro il concetto di igroscopicità e, infine, che chi mi scrive o mi contatta abbia compreso quanto la finitura giochi un ruolo altrettanto importante.
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Parlo della tinteggiatura, ovviamente.
Perché sul pennello ci giochiamo sia il lavoro fatto – costoso e faticoso – sia la nostra salute e quella di chi vive con noi.
ma cosa voglio dire oggi?
Mettiamo di aver fatto tutto correttamente:
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abbiamo trovato la migliore soluzione
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abbiamo deciso uno spessore adeguato
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abbiamo scelto il metodo di posa
E ricordiamoci una cosa fondamentale: isolando sul lato interno non vince chi isola più grosso, come accade nel cappotto esterno.
C’è il rischio concreto di raffreddare eccessivamente la struttura esterna, fino a portarla in condizioni critiche.
Non dimentichiamolo mai.
isolamento interno e massa: un equilibrio da ricostruire
Abbiamo anche capito l’importanza di ristabilire un po’ di massa sul lato interno di una stratigrafia che, per forza di cose, diventa più leggera introducendo uno strato isolante.
La massa è ciò che regola l’inerzia termica.
È quella che:
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ci dà comfort in estate, quando non sappiamo più dove scaricare l’energia in eccesso
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ci regala, in inverno, ambienti con oscillazioni di temperatura più contenute
La massa è fondamentale.
Anche quando lavoriamo a secco, senza intonaci e rasature.
La lastra di fibrogesso è massa.
Se la raddoppio, aumento ulteriormente la massa.
Non è una spesa superflua.
isolamento = leggerezza
finitura = massa
In gergo tecnico parliamo di capacità areica interna.
Si può calcolare.
Non è un dato romantico, è un numero.
comfort estivo: niente magia, solo fisica
Abbiamo individuato anche il tipo di isolante che consente un miglioramento estivo, cioè una maggiore protezione dal surriscaldamento.
Parliamo di ore di sfasamento termico estivo.
Anche questo si calcola.
Non è un dato romantico, è un numero.
A questo punto abbiamo progettato un ottimo isolamento interno per una casa che:
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soffriva di discomfort invernale
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aveva superfici fredde con rischio di condensa e muffa
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si surriscaldava d’estate
Tutto risolto?
posso continuare a “gestire” la casa come prima?
La risposta è no.
Il livello di umidità interna non smette di essere un problema solo perché le superfici ora sono più calde.
La condensa superficiale diminuisce, sì.
Ma il vapore continua a essere prodotto.
In inverno il ricambio d’aria manuale è facilitato dalla differenza di temperatura interno/esterno
(importante rimuovere le zanzariere in periodo invernale).
E d’estate?
Possiamo smettere di ventilare di notte perché “tanto c’è l’isolamento interno”?
Ancora no.
Un buon isolamento non raffresca.
Non può farlo.
estate: più facile, ma attenzione agli errori
D’estate tutto sembra più semplice:
finestre aperte, più aria, meno chiusure.
Ma non confondiamo:
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isolamento contro il surriscaldamento con un materiale che “raffresca” 😉
Non esiste.
Se non ombreggiamo e non ventiliamo di notte, l’isolamento interno trattiene anche il calore in eccesso.
Dobbiamo gestire la casa.
Dobbiamo capire l’isolamento interno.
copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio
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