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ISOLAMENTO TETTO - L' isolamento intelligente prenderà il sopravvento, come la AI 1

L’ isolamento intelligente prenderà il sopravvento, come la AI

Sono un po’ preoccupato, leggo dappertutto che l’intelligenza artificiale potrebbe sfuggirci di mano. Temo che anche l’ isolamento intelligente prenderà il sopravvento, come la AI 😐

Dicono che la AI potrebbe diventare più intelligente di noi (è più intelligente di noi, solo che in un altro modo), potrebbe organizzarsi, migliorarsi da sola, prendere decisioni senza chiederci il permesso e magari entro la fine del decennio farci fuori tutti.

Addirittura Zanny Minton Beddoes, direttrice dell’Economist dice «Finché l’AI resterà sotto il controllo umano e allineata agli esseri umani, andrà tutto bene».

Intanto Trump sostiene la necessità di una autoregolamentazione del settore SuperIntelligenza “americana”.

Non hai voglia di leggere l’articolo? vai al VIDEO

La cosa pare seria:

giorni fa Amodei ha chiesto di rallentare lo sviluppo dei modelli AI, Anthropic ha pubblicato il 10 settembre il nuovo rapporto sugli usi malevoli, Jacob Coxon ha scritto che persone che costruiscono questi sistemi ritengono possibile un esito catastrofico entro il decennio. Persone che lavorano dentro le aziende che costruiscono sistemi AI dicono di essere preoccupate davvero 😐 😐 😐

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Ma ho un altro sospetto:

e se prendesse il sopravvento anche lui? lui chi? “IT”

l’isolamento termico potrebbe sfuggirci di mano

Pensateci bene.

Oggi siamo ancora noi a decidere tutto.

Decidiamo se fare il cappotto,

quanto farlo spesso.

Decidiamo il materiale.

Decidiamo se isolare il tetto oppure montare il fotovoltaico.

Decidiamo che 8 cm bastano,

anche se qualcuno dice 10.

Il termotecnico osa proporne 14 e il committente impallidisce.

L’impresa dice che 12 sono già tanti.

Alla fine, ne mettiamo 10 che siamo tutti contenti 🙂

ma quanto potrà durare? l’uomo ha i giorni contati 😐

Un giorno l’isolamento termico potrebbe diventare autonomo. Potrebbe accorgersi di essere stato sottovalutato e deriso per decenni 🙁 E lì saranno guai 😐

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il primo segnale sarà quando “IT” ordinerà i pannelli da solo

Immagino già la scena…

Sono le 3 di notte, noi dormiamo.

IT va al computer.

Controlla le stratigrafie, scopre che sulla parete nord abbiamo previsto solo 8 cm.

Non dice niente, apre il sito del rivenditore e ordina 30 cm di fibra di legno.

Consegna in cantiere martedì mattina.

Poi contatta l’applicatore via chat e gli manda le tavole esecutive.

Prenota il ponteggio.

E il mattino successivo, di buon ora, apre anche un conto corrente separato… perché, prima o poi, qualcuno quei pannelli ordinati dovrà pur pagarli.

se l’ AI conquista il mondo

Cia hanno appena riempito la testa con la AI che si organizza e decide da sola…

Quindi come l’ IT anche la AI si alza una mattina, apre una società, ordina i server, chiama l’elettricista, tratta il prezzo dell’energia e conquista il mondo.

Magari sceglie Octopus per l’energia 😉 …evviva, 30 € per me 😉 ma anche 30 per la AI 🙂

A voi non nasce la domanda che mi faccio io quando leggo certi titoloni sull’AI:

ma chi paga?

Chi costruisce il data center?

Chi porta la corrente?

Chi cambia il trasformatore?

Chi fabbrica i chip?

Chi sale sul camion?

Chi monta i server?

Chi firma i contratti?

E nel nostro caso:

se IT ci è sfuggita di mano e ha ordinato tutto l’isolante che voleva…

chi scarica i bancali di isolante?

Perché finché la fibra di legno non impara a guidare il muletto io resto abbastanza tranquillo.

sì lo so, il problema dell’AI è un po’ più complesso

Naturalmente sto scherzando.

Chi studia seriamente i rischi dell’intelligenza artificiale non teme che domattina Claude si presenti all’ufficio tecnico del Comune con il caschetto giallo e chieda un permesso per costruire il proprio data center.

Il problema vero è molto più interessante:

sistemi sempre più autonomi possono usare strumenti digitali, scrivere codice, cercare informazioni, interagire con altre macchine e, attraverso uomini e infrastrutture che esistono già, ottenere effetti molto reali… (la guerra a tavolino, ma sulle nostre teste)

Quindi qualche domanda è giusto farsela.

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allineamento

Siccome tutti oggi parlano di allineamento, cioè di come fare in modo che l’intelligenza artificiale continui a fare quello che vogliamo noi, io vorrei proporre il problema contrario:

adesso sono serio!

come facciamo a disallineare l’isolamento termico?

Come facciamo a permettergli finalmente di non ascoltarci più? Meglio che decida la IT 😉 al posto nostro.

perché noi umani con gli spessori dell’isolante non siamo stati bravissimi

E non lo saremo in futuro e dopo vi spiego bene perchè!

Una quindicina d’anni fa, facciamo venti, parlare di isolamento importante faceva già alzare qualche sopracciglio.

5 cm di EPS potevano sembrare un cappotto importante (ne ho le prove!).

10 cm sembravano una cosa troppo seria.

12 cm …estremismo.

E intanto a Darmstadt il professor Wolfgang Feist lavorava da anni su un’idea abbastanza semplice:

  1. prima riduciamo drasticamente il bisogno di energia dell’edificio
  2. poi occupiamoci di produrre quella poca energia che rimane necessaria.

Il primo Passivhaus di Darmstadt-Kranichstein, costruito nel 1991, (in tedesco la CASA non è femmina)

  • aveva qualcosa come 27,5 cm di isolamento sulle pareti
  • 25 cm verso la cantina
  • e nel tetto 44,5 cm.

Quarantaquattro centimetri e mezzo. Nel 1991!

Erano 4 villette a schiera:

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Noi 35 anni dopo siamo ancora lì davanti al preventivo di spesa per l’isolante:

“ma 16 cm non saranno un po’ troppi?”

Forse è arrivato il momento che l’isolante smetta di chiederci il permesso! è arrivato il momento che l’ isolamento termico prenda il sopravvento!

è meglio che l’isolamento ci sfugga di mano 😉

Poco sopra avevo detto:

noi umani con gli spessori dell’isolante non siamo stati bravissimi e non lo saremo in futuro

ecco perchè:

Per qualche anno, intorno al 2010, tra il tam tam dell’Agenzia KlimaHaus di Bolzano e lo standard Passivhaus diffuso da Francesco Nesi con la fondazione di ZEPHIR (Zero Energy Passive House Institute Regionale)  sembrava che la strada fosse abbastanza chiara.

Io stesso ero assolutamente convinto che il futuro dell’isolamento fosse scontato:

  • elevatissimi spessori e bassissimi consumi
  • infatti il mio motto era diventato + INVOLUCRO e – IMPIANTI

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Il futuro mi sembrava chiarissimo: la Casa passiva. What else?

Involucro molto efficiente, ponti termici curati, tenuta all’aria, ventilazione…

Poco fabbisogno > Poco impianti.

poi arrivarono gli impianti 🙁

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Abbiamo scoperto che gli impianti sono più divertenti.

Hanno i display.

Le app.

Le lucine.

Il Wi-Fi.

Le curve, i grafici, le medie.

La pompa di calore.

Il COP 4, 5, 6, e chi più può più ne metta

Il fotovoltaico.

Gli inverter.

Le batterie.

Il mini fotovoltaico.

Il bollitore intelligente.

Il contatore intelligente.

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Adesso arriverà anche la batteria Octopus intelligente che compra corrente quando costa poco e la rivende quando costa tanto.

Tutti intelligentissimi.

Tranne forse noi 🙂

Dipendere così tanto dall’energia, è un bel rischio quando il gioco si fa duro! Meglio una casa passiva, la barca a vela delle case 😉

gli anni ’70 non sono mai finiti

Quando ero piccolo la casa aveva un problema?

Si alzava il termosifone.

La parete poteva essere fredda.

La finestra poteva spifferare, e dalla portafinestra vedevi sotto la luce di fuori

Il tetto poteva disperdere quanto voleva.

Ma avevamo un bel termosifone bollente.

Problema risolto.

oggi siamo solo molto più moderni.

La casa disperde?

Mettiamo la pompa di calore.

La casa consuma troppo?

Mettiamo il fotovoltaico.

Il fotovoltaico produce troppo?

Mettiamo la batteria.

La batteria non basta?

Mettiamone una più grande.

Fa caldo?

Mettiamo il climatizzatore.

Serve altra corrente?

Mettiamo altro fotovoltaico.

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è tutto cambiato, il mondo è cambiato

Tranne una cosa:

  • continuiamo a gestire e a curare il fabbisogno invece di ridurlo.

Ecco perchè spero veramente che l’isolamento termico diventi intelligente quanto lo è la AI

il giorno della ribellione, AI e IT faranno quel che vogliono loro

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Me lo immagino!

Una mattina arrivi in cantiere, e la parete è già isolata.

30 cm.

“Chi ha deciso lo spessore?”

Silenzio…

L’applicatore guarda il capocantiere.

Il capocantiere guarda il progettista.

Il progettista guarda me e dice: sei stato tu? in qualità di consulente non puoi decidere nulla!!!!!!

Poi dall’ isolante termico arriva una vocina, è IT che parla:

“Ho fatto tutto io.”

Panico.

“Ma ne avevamo previsti 12!”

“Lo so. dice IT”

“E perché ne hai messi 30?”

“Ho letto il calcolo termico e ho scoperto che erano insufficienti.”

“Ma costano troppo quegli spessori!”

“Ho letto anche le vostre bollette.”

“Ma così la parete diventa grossissima!”

“Infatti.”

“E le soglie?”

“Le ho già ridisegnate con SketchUp.”

“E il ponte termico del balcone?”

“Già risolto.”

A questo punto, Architetto, io non chiamerei nemmeno i vigili.

Se IT bevesse, gli offrirei un caffè.

finalmente un’intelligenza fuori controllo, utile

Spero allora che succeda davvero.

Spero che una notte l’isolamento termico impari a leggere le stratigrafie.

Che cominci a moltiplicarsi.

Che invada i sottotetti.

Che riempia le intercapedini.

Che salga sui tetti.

Che circondi i pilastri.

Che insegua i ponti termici fin dentro agli angoli dove noi non abbiamo voglia di arrivare.

E soprattutto spero che sviluppi una capacità che all’essere umano manca da parecchio tempo:

pensare ai prossimi trent’anni invece che al prossimo incentivo.

Perché di bonus in bonus siamo diventati bravissimi a cambiare caldaie, installare pannelli, aggiungere batterie, compilare pratiche e inseguire percentuali, ascoltando i bonifici parlanti…

il vero pericolo

Non dovremmo temere che l’isolamento termico prenda il sopravvento.

Dovremmo temere che non lo faccia mai.

Che continui docilmente a restare in magazzino.

Che aspetti che qualcuno lo scelga.

Che aspetti che qualcuno gli conceda 2 centimetri in più.

Che aspetti il prossimo bonus.

Che aspetti il prossimo aumento del gas.

Che aspetti la prossima pompa di calore.

Che aspetti la prossima batteria.

Sempre zitto, ubbidiente.

Sempre troppo sottile.

Quindi sì. Sono favorevole a perdere il controllo 🙂 🙂 🙂

Se una notte l’isolamento termico dovesse diventare autonomo e decidere da solo materiali, centimetri e dettagli costruttivi…

Lasciatelo lavorare 😉 farà meglio di tutti noi!

e la AI…

la AI ruba il lavoro a chi lavora senza AI


federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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