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isolamento tetto in latero cemento - Tetto surriscaldato, meglio un isolamento o un condizionatore con FV ? 1

Tetto surriscaldato, meglio un isolamento o un condizionatore con FV ?

15 risposte

Ogni estate arriva la stessa domanda: Tetto in cemento armato, coppi appoggiati direttamente sopra. Fa un gran caldo d’estate (alle 7 di mattina già 30 gradi) ed un gran freddo d’inverno (se alle 23 riesco a raggiungere 22 gradi, la mattina ne ho 18):

  • meglio coibentare il tetto esternamente (internamente è troppo basso), togliere i coppi, mettere l’isolante, recuperare i coppi?
  • o meglio investire quei soldi in un impianto fotovoltaico da 5-6 KWh e mettere un condizionatore potente davvero?

isolamento tetto in latero cemento - Tetto surriscaldato, meglio un isolamento o un condizionatore con FV ? 2

E’ una bella domanda, “Rifaccio il tetto isolandolo oppure installo un impianto fotovoltaico da 5-6 kW con un climatizzatore bello potente?”

Ma sono 2 interventi completamente diversi.

se potessi farei entrambi

Se il budget lo permette, non c’è dubbio:

  • Isolamento del tetto
  • Fotovoltaico
  • Climatizzatore.

Magari approfittando dello stesso ponteggio. Ma se dovessi scegliere un solo intervento…
non avrei dubbi:

isolerei il tetto

Così potrò anche fare l’impermeabilizzazione che non ha mai avuto. Un manto di copertura sempre a rischio di infiltrazione è un problema che va risolto una volta per tutte. Ci sono passato anch’io.
E vivere aspettando il prossimo temporale non è il massimo.

il caldo non sparisce

L’isolamento non raffresca. E lo ripeto spesso.

Ma cambia completamente il modo in cui la casa vive il caldo.

Prima il solaio accumulava rapidamente l’energia del sole e  la restituiva verso l’interno come un radiante sul soffitto sempre acceso.

Dopo un buon isolamento, invece, il comportamento cambia completamente: termina il problema del forte surriscaldamento del solaio inclinato. Lo sfasamento passa dalle 4-6 ore (dipende dalla qualità costruttiva e dallo spessore del solaio) alle almeno 15-16 ore, o più, in base allo spessore deciso per la fibra di legno.

e allora come si sta?

Fuori continuerà a fare caldo. Questo nessun materiale lo può cambiare.

Ma dentro succede la cosa molto importante: il soffitto non sarà più rovente.

Con temperature interne intorno ai 29°C, si scoprirebbe che il solaio, il soffitto, non è surriscaldato come negli anni passati, si registrerebbero temperature superficiali interne prossime ai 27-28°C.

ma farà caldo comunque?

Farà caldo perchè fuori è caldo, ma non ho più un tetto che si comporta come un radiante acceso 🙂

  • e ciò permette anche di fare ventilazione notturna con discreto successo
  • e affrontare una nuova giornata con temperature interne ridiscese sui 26°C

l’isolamento da solo non basta, ventilazione notturna

La ventilazione notturna è l’abc della sopravvivenza:

  • permette di “sgonfiare” la casa dal calore accumulato ( con la coibentazione non si avranno più soffitti roventi).

ovviamente l’intervento non garantisce di stare freschi:

  • infatti non raffresca!
  • infatti non è un impianto di raffrescamento

Non sottovalutiamo l’importanza di una

  • corretta ombreggiatura
  • ventilazione naturale notturna

conclusione

Il climatizzatore allevia il caldo. L’isolamento evita che entri 😉

e non dimenticate:

  • ogni isolante isola dal freddo, ma solo pochi isolanti isolano dal caldo

dispersioni invernali

La soddisfazione di un tetto coibentato contro il caldo continua al cambio stagionale:

  • eviterà le dispersioni invernali dando una enorme sensazione di comfort sulla testa grazie a temperature superficiali interne vicine a quelle ambiente (circa 19°C)
  • conterrà le spese della bolletta per  riscaldamento

federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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15 risposte a “Tetto surriscaldato, meglio un isolamento o un condizionatore con FV ?”

  1. @ davide

    attenzione alla trappola del pannello più economico (penso tu ti riferisca a L2)!
    e pericoloso per la salute 😉 parliamo di lana di roccia, quindi di FAV, di fibre artificiali vetrose 😐
    questo pannello in realtà è 2 pannelli in uno:
    infatti il calore specifico è espresso così cP [kJ/kgK] WW 1,81* – MW 1,03
    quindi, per la protezione estiva, potrà contare solo sui miseri 50mm della lana di legno di abete rosso mineralizzata e legata con
    cemento.
    tutti gli altri 100mm di lana di roccia, poveretti, possono offrire solo 1030 J/kgK come calore specifico:
    questo è il valore peggiore tra tutti gli isolanti in commercio 😉
    può leggere i dati nella scheda tecnica CELENIT L2 al link https://www.celenit.com/Public/Downloads.php?celenit-l2_it_scheda-tecnica_201706.pdf&Open
    TIP:
    se vuoi ottenere il massimo isolamento invernale e estivo, guarda solo i pannelli in fibra di legno alta densità.
    (spendi poco e ottieni tanto) 😉

    – resistenza al fuoco:
    I pannelli in fibra di legno sono materiali organici e in genere hanno una classificazione di reazione al fuoco E.
    Questo non significa che siano “pericolosi”, ma semplicemente che, in caso di incendio sviluppato, possono partecipare alla combustione.
    Il comportamento reale però è importante: la fibra di legno non fonde, non gocciola e non rilascia fumi tossici, ma tende a carbonizzare superficialmente, rallentando la propagazione della fiamma.

  2. Avatar davide bertolini
    davide bertolini

    Buongiorno Ing. Sampaoli,

    la ringrazio per l’attività informativa che conduce attraverso il suo canale Tube, la trovo utile e comprensibile anche per noi non addetti ai lavori.

    Attualmente mi sto accingendo alla coibentazione del sottotetto di casa; si tratta di un sottotetto no abitabile con pavimentazione in cemento calpestabile. Vorrei posare un materiale isolante sopra alla pavimentazione del sottotetto, con la finalità principale di proteggere dal surriscaldamento estivo le camere posizionate al piano inferiore.
    Considerando le nozioni che riporta nei suoi video, ho individuato tre differenti Pannelli che mi sembrano maggiormente indicati al mio scopo. Per ciascun Pannello le riporto di seguito, una breve descrizione e i dati di Densità e Calore Specifico estrapolati dalle relative schede tecniche oltre al Calcolo della Capacità Termica (quest’ultima calcolata da parte mia – spero di averlo fatto correttamente….):

    1 – PANNELLO IN FIBRA DI CANAPA (KENAF) 80 mm – Densità 80 [kg/m3] – Calore specifico 2100 [J/kg K] – Capacità termica 46,7[Wh/kgK].

    2 – PANNELLO ACCOPPIATO (50 mm legno di abete rosso mineralizzato + 100 mm fibre di lana di roccia rigida) – Densità 196 [kg/m3] – Calore specifico 1800 [J/kg K] – Capacità termica 98,0 [Wh/kgK].

    3 – PANNELLO ACCOPPIATO (50 mm legno di abete rosso mineralizzato + 100 mm fibra di legno) – Densità 226 [kg/m3] – Calore specifico 1800 [J/kg K] – Capacità termica 113,0 [Wh/kgK].

    Alla luce dei dati sopra riportati, mi sembra che i due pannelli accoppiati possano essere più indicati rispetto al pannello in fibra di canapa. Consapevole della sua predilezione rispetto ai materiali naturali, le chiedo se la scelta della soluzione n °2 (legno mineralizzato e fibre di lana di roccia rigida) possa essere efficace rispetto al mio scopo. Sono consapevole che la soluzione n° 3 sarebbe quella più performante ma la sua scarsa resistenza al fuoco mi intimorisce.

    P.S.
    Se crede che il quesito non sia utile allo sviluppo della discussione proceda pure a non considerarlo, nessun problema .

    Cordiali saluti

    Davide Bertolini
    Reggio Emilia

  3. @ stefano

    sì il dettaglio esecutivo va progettato bene nel caso si riutilizi la grondaia esistente per esempio in rame.
    per il ponte termico dello sporto tetto, questo va attenuato solo sui lati di gronda che sono più vicini al volume riscaldato

  4. Avatar Stefano
    Stefano

    Salve dott. Sampaoli, l’idea di isolare il tetto da sopra è interessante anche perché sotto ho dei travi in legno che non vorrei coprire. Supponiamo che mettessi 20 centimetri di EPS grigio o altro materiale questo mi alzerebbe le tegole di 20 cm creando un brutto gradino in gronda, che poi dovrei isolare anche da sotto la gronda immagino, praticamente mi si crea un gradino di 60 cm proprio sulla canala dell’acqua per intenderci. Soluzioni?

  5. @ Giulia

    un ambiente ottimamente isolato necessita comunque e sempre di ventilazione notturna per funzionare in estate, altrimenti si deve sempre progettare un impianto meccanico per la climatizzazione e quindi gestire le temperature e l’umidità artificialmente.

    la lana di roccia come isolante all’estradosso delle falde in laterocemento riesce a contenere le dispersioni invernali ma come protezione estiva è, insieme alla lana di vetro, il più scarso dei materiali.
    rifare un tetto in ottimo stato di manutenzione è certamente un dispiacere, quindi l’unico intervento alternativo è isolare dall’interno tutto il tetto.
    il fatto è che se si vogliono ottenere prestazioni ottimali in estate, con la nuova stratigrafia si deve raggiungere un buon sfasamento (si calcola in ore).
    il solaio inclinato si surriscalderà comunque, ma l’isolante interno eviterà di surriscaldare velocemente l’ambiente che volete abitare.
    resta il problema dell’altezza interna, che io non conosco: forse troppo isolante impedisce di abitare come si voleva la soffitta.

    l’inerzia del tetto che si va a perdere si può in parte recuperare con il rivestimento interno del nuovo pacchetto isolante.
    il rischio di condensa interstiziale non c’è se si progetta il pacchetto isolante protetto da un freno al vapore correttamente nastrato e senza difetti di fiancheggiamento.
    per il rischio muffa vale lo stesso discorso.
    immagino che esistano dei Velux, quindi sarà necessaria la sostituzione con nuovi Velux e triplo vetro con telaio fisso sigillato al freno al vapore. anche il Velux deve garantire l’ombreggiatura del vetro se esposto a sud.

    il pavimento rivestito di poliplat (cartone sandwich) di materiale espanso, schiuma di poliuretano, racchiuso tra due strati di cartoncino forse può rimanere in vista di un pavimento in legno ma non credo abbia buone doti anticalpestio.

    abitare la soffitta così com’è per un paio d’anni significherebbe poi fare altri e più gravi compromessi nella progettazione del nuovo ambiente abitabile

  6. Gentilissimi, mi rivolgo a voi alla ricerca di alcune delucidazioni. Nella casa di famiglia, una villetta in Piemonte in montagna, vorremmo costruire un appartamentino separato. Ora come ora, la pareti e il tetto in laterocemento presentano un strato isolante in lana di roccia che nelle falde parrebbe insufficiente: in inverno anche se non è un ambiente riscaldato (per ora) non si sta male contando che è separato dal piano sottostante riscaldato da uno strato di isolante poliplat di 10cm. Il problema è l’estate in cui in soffitta fa abbastanza caldo. Sicuramente incide il fatto che non salendo mai in soffitta la lasciamo sempre chiusa e non la areggiamo, ma conta secondo me anche la copertura in laterocemento che surriscalda l’intero ambiente (un’intera falda è orientata verso Sud).
    Nell’ipotesi di rendere abitato questo piano abbiamo valutato di smontare il manto di copertura e mettere più isolante ma è una scelta purtroppo fuori budget (senza contare che il manto di copertura è in ottime condizioni). Pensavamo quindi di isolare internamente le falde ma temiamo di perde inerzia termica e di avere fenomeni di condensa e muffa. Avrebbe senso abitare la soffitta così com’è per un paio d’anni e poi valutare come procedere (isolare nell’intradosso o nell’estradosso)?
    Grazie per la risposta,
    un caro saluto

  7. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Grazie mille per i suggerimenti.

  8. probabilmente il suo terrazzo calpestabile è un solaio piano in latero cemento con vecchia impermeabilizzazione e pavimentazione.
    se è necessario salvaguardare l’ambiente sottostante dal surriscaldamento estivo si dovranno preferire solo pannelli in fibra di legno (o sughero) al polistirene. questo per evitare uno spessore enorme di isolante prima di soddisfare almeno oltre 12 ore di sfasamento.
    le infiltrazioni d’acqua che potrebbero interessare il nuovo pacchetto isolante sono da evitare con uno strato impermeabilizzante sopra l’isolante: suggerisco una guaina in poliolefine.
    Sull’impermeabilizzazione, cioè sopra alla membrana sintetica, si potrà finalmente preparare un premiscelato leggero e isolante per massetti come sottofondo per la nuova finitura del terrazzo.
    Se la pendenza non è già prevista si dovrà ottenere nell’ultimo strato appena descritto calcolando che nella parte più sottile lo spessore del massetto non potrà essere inferiore ai 6cm.

    per calcolare la prestazione estiva ed invernale dell’opera si dovranno calcolare insieme tutti gli strati, quindi stato di fatto + isolante + massetto. solo così si potrà essere sicuri che il pacchetto funzioni anche d’estate: il miglioramento invernale è invece fuori di dubbio.

  9. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Buongiorno, avrei un quesito sull’ isolamento di un terrazzo calpestabile già esistente di cui non conosco la stratigrafia. Vorrei migliorarne l’isolamento termico, sia estivo che invernale e avrei pensato ad uno strato di isolante tipo polistirene, da poggiare direttamente sulla pavimentazione esistente, su cui poi mettere un secondo strato di pannelli in fibra di legno da ricoprire a loro volta con uno strato protettivo (altri mattoni?).
    Mi chiedevo se, al di là dei vari spessori che non ho ancora definito, sarà necessario interporre tra fibra di legno e mattoni una guaina impermeabile (bitume?) per evitare infiltrazioni di acqua o se fosse possibile fissare i mattoni direttamente sui pannelli di fibra di legno.
    Grazie mille per la cortese risposta

  10. Avatar Micaela
    Micaela

    La ringrazio. Ciò mi conferma la scarsa cognizione di causa dei professionisti interessati. Dalle foto il tetto sembra ben isolato e posato ma questa è solo una mia impressione. Dopo le mie contestazioni il tecnico, a titolo transattivo, suo malgrado e prima di posare i coppi, mi ha proposto di aggiungere uno strato di coibente ulteriore e a mia scelta. Francamente ciò mi desta perplessità e non essendo del settore non saprei cosa proporgli dato che avrebbe dovuto lui suggerire a monte la soluzione ottimale

  11. trattandosi di un sottotetto non abitabile si potrà isolare a piacimento il solaio orizzontale per garantire un comfort ottimale al volume abitabile

  12. non avrei progettato 12cm di fibra di legno in zona climatica C proprio per lo scarso sfasamento estivo (circa 7 ore), nè la posa di un pannello OSB sul coibente perchè è un freno al vapore un po’ troppo forte rispetto a un telo traspirante.
    La trasmittanza della copertura sarebbe stata su per giù U W/m2K 0,296

    purtroppo ora la situazione è ulteriormente peggiorata per la protezione estiva e il surriscaldamento veloce degli ambienti sottotetto sono assicurati:
    la soluzione con eps 200 offre uno sfasamento estivo di circa 3 ore.
    possiamo dire che sarebbe una soluzione ottimale per un tetto in montagna dove la trasmittanza pari a 0,19 W/mqK darebbe qualche soddisfazione

    bisogna aggiungere a questi commenti che un materiale NON fibroso come l’eps per un tetto in legno offre nessuna protezione per l’acustica.

    circa la sorpresa della variazione in corso di posa, direi che a giudicare dalla scelta per il telo Delta Reflex indicato nel computo si poteva dedurre in anticipo che non sarebbe mai stato posato un pannello in fibra di legno traspirante: infatti il telo previsto è una barriera al vapore (e non un freno al vapore che si impiega in tetti in legno traspiranti) che garantisce un Valore Sd pari a 150metri.

    Mi domando se il tecnico o il costruttore abbiano fatto un’ analisi delle prestazioni invernali e della protezione estiva per un adeguato comfort in tutte le stagioni (Prestazione Energetica Estiva – Metodo dei parametri qualitativi).

    A questo punto, prima di contestare la stratigrafia, dovrebbe verificare se il costruttore abbia seguito il progetto della tenuta all’aria del tetto garantendo che il telo posato sul tavolato sia stato sigillato sulle pareti perimetrali.
    potrebbe anche essere stato semplicemente srotolato sul tavolato fino al perimetro del tetto, di fatto non garantendo la chiusura ermetica del volume riscaldato.
    Per capire se esista questo rischio di non tenuta e di future condense interstiziali in periodo di riscaldamento acceso, dovrebbe guardare le foto di cantiere, oppure richiedere un test di tenuta all’aria.

  13. Avatar Micaela
    Micaela

    Ho dimenticato di precisare che la casa constatazione di due piani più sottotetto non abitabile; sottotetto che, peraltro e clima interno permettendo, avrei utilizzato in parte come zona di svago per i bambini dato che le altezze lo avrebbero permesso. Ora temo che il caldo primaverile/estivo/autunnale non ne consentano più la regolare frequentazione salvo ovviare con la tradizionale pompa di calore.

  14. Avatar Micaela
    Micaela

    Correggo gli errori del t9. Coibente termocop eps 200. Grazie

  15. Avatar Micaela
    Micaela

    Gentile dr sampaoli, le scrivo perché sto costruendo casa proprio in queste settimane in zona climatica C e proprio ieri venerdì hanno installato la coibentazione nel tetto. Premetto che da computo metrico avrei dovuto avere la seguente stratigrafia: Copertura in legno costituita da travi in legno abete lamellare, opportunamente dimensionate, distanziate con interasse 80 cm, assito di copertura in abete piallato con incastro (spessore nominale 25 mm), barriera al vapore (tipo DELTA REFLEX), pannello coibente in fibra di legno (spessore 60+60 mm), pannello OSB (spessore 9 mm), telo impermeabile traspirante (tipo DELTA LITE), tegole tipo portoghese in laterizio. Venerdì pomeriggio, a cose ormai fatte perché il materiale è stato fornito la mattina e posato in pochissimo tempo, scopro amaramente che il coibente installato era eps. Contatto il tecnico per delucidazioni in merito è per contestare la difformitá dal computo sentendo ribattere che, per questioni di economia hanno deciso (cioè lui ha disposto senza avvisare) che fosse cambiato il voi ente ma le prestazioni rimanevano pressoché invariate. A nulla é servito precisargli che lo sfasamento termico tra eps e fibra di legno varia di parecchie ore e che non si tratta di dettaglio irrilevante dato che qui è già troppo se abbiamo due mesi di freddo. Per il resto dell’anno si va dai 15 ai 45 gradi… La nuova stratigrafia é ora la seguente: perline in abete da 15-19 mm, termo oppure eps 200 spessore 160 mm accoppiato con guaina, cartone catramato spessore 4 mm, aria in quiete a 293 k spessore 55 mm, tegole in laterizio coppo spessore 25 mm. Sto seriamente meditando di contestare la difformitá ma vorrei un suo autore ole parere tecnico riguardo la differenza di prestazioni e caratteristiche. La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.