Ogni estate arriva la stessa domanda: Tetto in cemento armato, coppi appoggiati direttamente sopra. Fa un gran caldo d’estate (alle 7 di mattina già 30 gradi) ed un gran freddo d’inverno (se alle 23 riesco a raggiungere 22 gradi, la mattina ne ho 18):
- meglio coibentare il tetto esternamente (internamente è troppo basso), togliere i coppi, mettere l’isolante, recuperare i coppi?
- o meglio investire quei soldi in un impianto fotovoltaico da 5-6 KWh e mettere un condizionatore potente davvero?
E’ una bella domanda, “Rifaccio il tetto isolandolo oppure installo un impianto fotovoltaico da 5-6 kW con un climatizzatore bello potente?”
Ma sono 2 interventi completamente diversi.
se potessi farei entrambi
Se il budget lo permette, non c’è dubbio:
- Isolamento del tetto
- Fotovoltaico
- Climatizzatore.
Magari approfittando dello stesso ponteggio. Ma se dovessi scegliere un solo intervento…
non avrei dubbi:
isolerei il tetto
Così potrò anche fare l’impermeabilizzazione che non ha mai avuto. Un manto di copertura sempre a rischio di infiltrazione è un problema che va risolto una volta per tutte. Ci sono passato anch’io.
E vivere aspettando il prossimo temporale non è il massimo.
il caldo non sparisce
L’isolamento non raffresca. E lo ripeto spesso.
Ma cambia completamente il modo in cui la casa vive il caldo.
Prima il solaio accumulava rapidamente l’energia del sole e la restituiva verso l’interno come un radiante sul soffitto sempre acceso.
Dopo un buon isolamento, invece, il comportamento cambia completamente: termina il problema del forte surriscaldamento del solaio inclinato. Lo sfasamento passa dalle 4-6 ore (dipende dalla qualità costruttiva e dallo spessore del solaio) alle almeno 15-16 ore, o più, in base allo spessore deciso per la fibra di legno.
e allora come si sta?
Fuori continuerà a fare caldo. Questo nessun materiale lo può cambiare.
Ma dentro succede la cosa molto importante: il soffitto non sarà più rovente.
Con temperature interne intorno ai 29°C, si scoprirebbe che il solaio, il soffitto, non è surriscaldato come negli anni passati, si registrerebbero temperature superficiali interne prossime ai 27-28°C.
ma farà caldo comunque?
Farà caldo perchè fuori è caldo, ma non ho più un tetto che si comporta come un radiante acceso 🙂
- e ciò permette anche di fare ventilazione notturna con discreto successo
- e affrontare una nuova giornata con temperature interne ridiscese sui 26°C
l’isolamento da solo non basta, ventilazione notturna
La ventilazione notturna è l’abc della sopravvivenza:
- permette di “sgonfiare” la casa dal calore accumulato ( con la coibentazione non si avranno più soffitti roventi).
ovviamente l’intervento non garantisce di stare freschi:
- infatti non raffresca!
- infatti non è un impianto di raffrescamento
Non sottovalutiamo l’importanza di una
- corretta ombreggiatura
- ventilazione naturale notturna
conclusione
Il climatizzatore allevia il caldo. L’isolamento evita che entri 😉
e non dimenticate:
- ogni isolante isola dal freddo, ma solo pochi isolanti isolano dal caldo
dispersioni invernali
La soddisfazione di un tetto coibentato contro il caldo continua al cambio stagionale:
- eviterà le dispersioni invernali dando una enorme sensazione di comfort sulla testa grazie a temperature superficiali interne vicine a quelle ambiente (circa 19°C)
- conterrà le spese della bolletta per riscaldamento
copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio
“Qui sotto puoi lasciare un commento” – non devi registrarti e il tuo indirizzo email non sarà mai pubblicato, approfittane! riceverai presto una risposta!
oppure sostieni l’informazione libera e imparziale di espertocasaclima con un un Buono Regalo Amazon digitale (via e-mail o SMS)





Lascia un commento