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Isolamento interno, soluzione per la bassa inerzia da 4€

Una risposta

Avevo ricordato, e in più articoli che isolando sul lato interno non vince chi isola più grosso, come accade nel cappotto esterno – questo semplicemente per evitare di raffreddare eccessivamente la struttura esterna.

Ma ora parliamo di inerzia perchè è un concetto

  • utile da capire (per scegliere e decidere bene)
  • interessante per avere tanto comfort in casa
  • da valutare economicamente (€,cc)

Non hai voglia di leggere l’articolo? vai al VIDEO

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isolamento interno e massa sono un equilibrio da ricostruire

Ristabilire un po’ di massa sul lato interno di una stratigrafia, diciamo “alleggerita” perchè abbiamo messo l’isolante sul lato interno, è fondamentale!

La massa è quella che regola l’inerzia termica.
Aumentare l’inerzia aggiungendo massa sullo strato più interno:

  • porta più comfort in estate, quando non sappiamo più dove scaricare l’energia in eccesso

  • regala, in inverno, ambienti con oscillazioni di temperatura più contenute

  • nasconde i difetti dell’isolamento interno 🙁 difetti… meglio dire le mancanze 🙂

come misurare e correggere l’inerzia?

Se sei interessato ad analizzare approfonditamente la stratigrafia sei già una spanna davanti a tutti! significa che hai capito perfettamente il concetto 😉

Che poi non è un concetto! come ho già detto più volte non è un’idea romantica o una cavolata che mi sono inventato scrivendo l’articolo! in gergo tecnico parliamo di capacità areica interna.
E questa capacità si può calcolare, è un numero 🙂

Se guardiamo il calcolo termico della stratigrafia che abbiamo in mente, possiamo sempre controllare questo valore espresso in kJ/mqK quindi non è fantasia ma è analisi 😉

isolamento = leggerezza
finitura = massa

La faccio breve:

  • se siamo bassi, verso i 10 kJ/mqK e ben lontani dai 40 NON abbiamo la migliore situazione (questa è la tipica situazione di “isolante morbido + cartongesso”)
  • se invece ci avviciniamo ai 40 kJ/mqK, allora l’inerzia inizia veramente a farsi sentire! ottima stratigrafia 🙂

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quanto costa correggere l’inerzia

Se sei interessato a valutare economicamente questa miglioria alla stratigrafia sei già una spanna davanti a tutti! significa che hai capito perfettamente il concetto 😉

… allora quanto costa dottore? non perdiamo altro tempo!

COSTO maggiore inerzia per isolamento a secco in cartongesso

A secco, vuol dire che lavoriamo senza intonaci e rasature, quindi la stratigrafia dell’isolamento interno finisce solitamente con una lastra di cartongesso:

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La lastra in cartongesso è poca massa… parliamo dei soliti 12mm e mezzo
Se la raddoppio, finalmente, aumento la massa:

  • con meno di 4€/mq posso permettermi di fare una doppia lastra
  • e migliorare la stratigrafia dal punto di visita dell’inerzia troppo scarsa 🙂

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COSTO maggiore inerzia per isolamento a secco in fibrogesso

Visto che il cartongesso:

  • ha una bassa igroscopicità 🙁
  • assorbe solo piccole quantità di umidità 🙁
  • si deteriora rapidamente in caso di umidità (tende a gonfiarsi, deformarsi e perdere integrità strutturale) 🙁
  • è spesso prodotto con gesso riciclato da impianti industriali o da sottoprodotti chimici 🙁

NON prendiamolo nemmeno in considerazione e sostituiamolo con il fibrogesso (gesso naturale armato con fibre di cellulosa):

  • è più robusto, 🙂
  • ecologico, 🙂
  • e stabile 🙂
  • ha buona traspirabilità e igroscopicità 🙂
  • e non ha additivi chimici 🙂

La lastra di fibrogesso è massa.
Se la raddoppio, aumento ulteriormente la massa. Non è una spesa superflua!

  • con 10€/mq posso permettermi di fare una doppia lastra
  • e migliorare la stratigrafia 🙂

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costo maggiore inerzia per isolamento tradizionale

Per tradizionale intendo dire che lavoriamo con intonaci e rasature, perchè l’isolamento interno lo abbiamo fatto incollando alla parete fredda pannelli isolanti, come il Multipor o come quelli in calcecanapa.

Ricordo che i pannelli vanno incollati con collante e spatola dentata su tutta la superficie senza lasciare vuoti:

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Cosa possiamo fare per aumentare la massa, e quindi l’inerzia e quindi il comfort e quindi la qualità dell’isolamento interno se devo intonacare e rasare i pannelli isolanti?

Semplice: aumento lo strato di intonaco 😉

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Evitiamo di prezzare un meraviglioso intonaco interno in argilla,

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che tanto è di nicchia e probabilmente anche il listino prezzi.

Valutiamo il costo maggiore di uno strato più spesso, diciamo 2 cm invece che 1 cm di un intonaco a calce:

  • con 4€/mq posso permettermi di fare uno spessore extra di intonaco a calce
  • e migliorare la stratigrafia 🙂

A pensarci bene, non solo è

  • molto più economico di una doppia lastra in fibrogesso
  • quasi sempre i 2cm di intonaco li posso fare in una unica lavorazione 🙂 🙂
  • mentre il fibrogesso richiede una doppia posa

 


federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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Una risposta a “Isolamento interno, soluzione per la bassa inerzia da 4€”

  1. Avatar Davide

    Buongiorno Dottore,
    seguo con grande interesse i suoi contenuti: trovo il suo lavoro di divulgazione tecnica molto utile per chi, come me, sta affrontando direttamente la progettazione della propria abitazione.
    In passato avevo già provato a porle una domanda simile, ma in modo meno preciso. Dopo aver approfondito meglio il tema, ho cercato di strutturarla in maniera più chiara.

    Sto progettando la realizzazione della mia nuova abitazione nZEB in zona climatica E, con struttura portante in cemento armato (pilastri, setti e cordoli) su vespaio areato (igloo). In questa fase devo definire la soluzione per i muri di tamponamento non portanti e sto valutando tre possibili configurazioni.

    A) Laterizio rettificato da 45 cm

    – Realizzazione delle tracce per corrugati e impianti idraulici secondari tramite scanalatrice
    – Chiusura delle tracce con sabbia e calce NHL 3.5
    – Intonaco interno ed esterno in sabbia e calce NHL 3.5, spessore 1,5 + 1,5 cm

    Secondo la scheda tecnica del laterizio (con intonaco a base calce 1,5 + 1,5 cm e senza tracce):
    – U = 0,191 W/m²K
    – Capacità termica areica interna = 36,91 kJ/m²K
    – Sfasamento termico = 29,02 h

    B) Laterizio rettificato da 38 cm

    – Intonaco esterno 1,5 cm come nel caso A
    – Controparete interna da 5 cm per alloggiamento impianti
    – Chiusura con doppio pannello in fibrogesso (1,25 + 1 cm)

    Secondo la scheda tecnica del laterizio (con intonaco a base calce 1,5 + 1,5 cm):
    – U = 0,225 W/m²K
    – Capacità termica areica interna = 37,79 kJ/m²K
    – Sfasamento termico = 24,88 h

    C) Poroton P800 da 20–25 cm

    – Cappotto esterno in EPS da 14 cm posato a regola d’arte
    – Controparete interna da 5 cm con doppio pannello in fibrogesso (1,25 + 1 cm)

    Se le scanalature nel laterizio e la successiva chiusura delle tracce vengono eseguite correttamente, sarei orientato verso la soluzione A, che mi sembra anche la più semplice e potenzialmente più economica da realizzare.
    In alternativa valuterei la soluzione B, mentre sarei meno propenso verso la soluzione C.

    Alla luce della sua esperienza, quale soluzione riterrebbe più corretta dal punto di vista tecnico e prestazionale?

    La ringrazio in anticipo per l’attenzione e per l’eventuale riscontro.