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Pavimento contro terra: la calce sfida cemento, bitume e igloo

7 risposte

Mentre tutti si ammazzano per impermeabilizzare cementificare e dividere gli strati orizzontali con fogli in PE, ci sono ancora ribelli e rivoluzionari che bandiscono barriere al vapore o materiali bituminosi stesi sotto il massetto per impedire il passaggio di vapore e umidità capillare.

Gente che evita strati in cemento e compagnia bella per costruire — anzi, ricostruire — un pavimento controterra in calce 🙂

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costruire contro terra: il pavimento in calce che funziona

Sotto vediamo un pavimento contro terra:

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e per stupirvi, non la tiro per le lunghe…

stratigrafia contro terra

ecco la stratigrafia che potete ammirare negli ultimi strati:

  1. abbiamo un terreno con ghiaia compattata, questo c’era e questo è rimasto
  2. 16 cm di granulato di perlite compattata come strato isolante e per contrastare la risalita capillare dell’umidità
  3. cartone ondulato (quello per proteggere i pavimenti quando imbianchiamo): 3 fogli, uno ondulato, tenuti insieme da collanti di origine naturale
  4. 4-5 cm di miscela la più asciutta possibile di argilla espansa sabbia e calce NHL 5
  5. preparazione della rete e posa del tubo del riscaldamento radiante a pavimento
  6. 6 cm di massetto in calce, composto da 2-3 parti di sabbia e calce NHL 5

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Tutto miscelato in betoniera, lì sul posto, in cantiere.

In 72 ore è pedonabile, in 28 giorni appare asciutto, in 2 anni è stagionato 🙂

Dopo 28 giorni possiamo accendere l’impianto radiante, salendo di 5 K ogni 24 ore fino ai 40 °C, e poi scendendo allo stesso modo, gradualmente.

finitura del massetto in calce

Come finitura, il massetto in calce può diventare esso stesso il pavimento finito:
può ricevere una rasatura fine, può essere lisciato, può essere lucidato, e poi protetto con olio di lino o cera naturale.

giunto perimetrale: separare (ma non troppo)

Un piccolo passo indietro.
Per preparare la zona perimetrale del massetto è necessario creare un giunto comprimibile che separi il massetto dagli elementi verticali.
Di solito è un rotolo di materassino in PVC a celle chiuse, che assorbe le dilatazioni del massetto ed evita la trasmissione di rumori.

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In questo edificio storico, ovviamente, il giunto perimetrale comprimibile diventa una striscia di sughero. Ma non è questo che volevo sottolineare:

  • questo giunto perimetrale è anche isolante
  • in realtà, se il calore del massetto in calce (scaldato dall’impianto radiante) venisse trasmesso al piede della muratura non isolata, sarebbe un grande beneficio 😉 il piede della muratura sarebbe meno freddo.

fori e tubi di ventilazione sotto il pavimento: servono davvero?

Sulla zona interrata e sul solaio verso terra, esistono interessanti studi dell’Istituto Fraunhofer che dimostrano come fori di ventilazione, tubi o vespai aerati siano spesso inefficaci e, in alcuni casi, persino controproducenti, perché creano ponti termici.

In Italia  invece continuano ad essere molto utilizzati, insieme al cemento, dimenticando i benefici termici assicurati dal “sistema” struttura-sottosuolo.

Davanti al problema dell’umidità di risalita, assisto anch’io quotidianamente a questa dispendiosa proposta standard:
demolizione del pavimento, scavo, igloo, nuovo getto su igloo… 🙁

Pensate solo all’aria calda primaverile e di inizio estate che entra nello strato ventilato degli igloo.
Pensate a quanta umidità portiamo dall’esterno e a quanta condensa si forma lì sotto 🙁

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bilancio energetico

Lo so anch’io che le bocchette di ventilazione potrebbero essere lasciate aperte in inverno, con aria fredda e secca, e chiuse al cambio di stagione.
Ma anche questa soluzione dimentica che, energeticamente parlando, il pavimento perde il beneficio del contatto diretto con il suolo 😉

TIP

Se il pifferaio magico propone gli igloo, non diciamo subito di sì, anche se non sappiamo nulla di vespaio, fondazioni e platea!
Spesso nemmeno lui saprà spiegarci davvero cosa succederà lì sotto — sotto casa vostra — nelle varie stagioni 😉

trovare la calce in sacco

Qui siamo in Germania, e pare che sia sempre più difficile trovare la calce in sacco, si tende ad importarla dalla Francia. Qui in Italia non mi sembra così difficile trovarla ed acquistarla…

fiducia nei materiali naturali

Il problema in Italia, semmai, sono i cantieri andati storti.
A forza di cedere alle moine del cemento, di non riflettere, di non apprezzare e di non dare fiducia — come meritano — ai materiali naturali, anche gli ultimi produttori di calce andranno a vivere in baita o diventeranno nomadi digitali.

E allora anche noi andremo in Francia a elemosinare i sacchi, che — tra parentesi — sembrano pure molto economici 😉

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conclusione

Spero di avervi fatto venire una gran voglia di massetti a base di calce per la regolazione naturale dell’umidità, o almeno una leggera antipatia verso i sistemi cementizi.

Purtroppo in cantiere e sulla scrivania non abbiamo sempre la massima libertà: dobbiamo seguire regole, norme e consuetudini…
E anche le idee migliori, ma troppo bizzarre, a volte restano un sogno nel cassetto 🙁

Tutte queste succose informazioni le ho raccolte ascoltando un podcast dove Friedrich Idam chiacchierava con l’architetto Rita Mullen che possiede una vasta esperienza nella conservazione dei beni storici ed è attualmente ricercatrice presso l’Università Tecnica di Vienna sulle pavimentazioni storiche.


federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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7 risposte a “Pavimento contro terra: la calce sfida cemento, bitume e igloo”

  1. @ marco

    si sarebbe potuto lasciare fondazioni e soletta fredde e poi prevedere uno spessore di XPS omogeneo, impianti (al caldo) nell’alleggerito, il massetto e il radiante sottile

  2. Ciao Federico, ho dovuto combattere con il mio architetto su molti aspetti che riguardano la realizzazione della mia casa, una di queste è l’isolamento delle fondazioni a travi rovesce. Dopo lo scavo subito il magrone, poi getto di c.a. con inserimento all’ultimo momento (la legge 10 non lo prevedeva) di un vespaio con igloo di circa 30-35 cm SENZA AERAZIONE cioè senza bocchette!!! Al suo posto era previsto il ghiaione come primo strato contro terra. La previsione era di riempire i vuoti (con altezza 10 cm) formati dalle travi rovesce, con XPS da 10 cm dopodiché pavimento pronto per massetto porta impianti e impianto radiante a pavimento. Il tutto lasciando le travi in c.a. profonde 70 cm senza isolante. Ho ipotizzato una futura dispersione termica dell’impianto in direzione della trave in c.a. fredda che va giù nel terreno. Ho chiesto l’aumento dello spessore di XPS da 10 a 15 cm in modo di superare l’estradosso della trave chiedendo di isolarla con 5 cm di Stiferire. Ci sarà anche una guaina e un telo anti Radon (che ho chiesto io suscitando molta perplessità). Siamo alla posa degli impianti. Faremo così ma l’archistar è molto contrariato del mio comportamento e del fatto che io cerchi di informarmi. Ti chiedo la trave rovescia di c.a. senza isolamento è un ponte termico passante e soprattutto terrificante se non isolato dal pavimento? Saluti dall’ Abruzzo

  3. Avatar Stefano Motta
    Stefano Motta

    Buon pomeriggio, ho una casa in campagna, piano unico, muri in tufo che sto restaurando il più possibile da me. L’interno lo intonacherò in argilla, avendo visto i tuoi video. Il pavimento attuale è piastrellato, molto bene direi. Non volendo assolutamente seguire i consigli di romperlo, scavare, mettere igloo, massetto in cemento ecc. ecc. mi chiedevo se, applicare uno strato di calce e leca, successivamente finire con la calce e sabbia, potrebbe essere fattibile. Fattibile da me oltretutto, anche per puro divertimento. Posso alzarmi come quota, dall’attuale pavimento finito, di 25 cm. Grazie per ogni consiglio in merito.

  4. @ marco

    è solo uno strato di separazione, che regge lo stress quando si lavora con l’impasto simile alla “terra umida” (si dice)

  5. buongiorno,
    una cosa mi sfugge:
    ” il cartone ondulato (quello per proteggere i pavimenti quando imbianchiamo): 3 fogli, uno ondulato, tenuti insieme da collanti di origine naturale.” a cosa serve? non si riempie di acqua e quindi disintegra? o è un modello prodotto specificamente per questo uso e resistente all’acqua? se si prodotto da chi?

  6. @ gabriele

    vetro cellulare sì, come primo strato.

  7. Avatar Gabrirle

    Salve, sostituire alcuni componenti degli strati con vetro cellulare in granuli non potrebbe apportare dei benefici ?