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Come cercare un intonaco interno salubre

6 risposte

Ne avevo già parlato qualche settimana fa di come si possa cercare un intonaco interno salubre, ma visto che “repetita iuvant”, e cioè, ripetere aiuta sempre — oggi recuperiamo qualche brano da quel post.

Non hai voglia di leggere l’articolo? vai al VIDEO

la premessa resta la stessa:

il committente, nella maggior parte dei casi, non riceve alcuna informazione sul tema “intonaco interno” — né sulle sue qualità, né sulla sua importanza, né tantomeno sui rischi che può comportare per la salute.
E allora? Non resta che rimboccarsi le maniche e informarsi da soli.

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qualità e composizione degli intonaci interni

Chi vuole indagare in autonomia sulla qualità e sulla composizione degli intonaci interni può fare almeno due cose per evitare di rovinarsi la casa con un errore tanto banale quanto diffuso:

  1. rivolgersi ad aziende che trattano solo materiali naturali. Vi accorgerete subito che vi proporranno calce o argilla.  Niente fronzoli, niente chimica. Due soli ingredienti, bioedili al 100%, senza ombra di dubbio.
  2. rivolgersi ad aziende dai grossi nomi, cercando nei loro siti web la voce “bio architettura”

come trovare l’ intonaco interno giusto dai colossi dell’edilizia?

Meglio non fare nomi perchè poi mi tirano le orecchie via mail… Per cercare senza perdere tempo dovete digitare in Google [nome dell’azienda] + quello che vi suggerisco qui sotto:

  • bio edilizia
  • restauro storico
  • sistema bio architettura
  • bio restauro
  • linea antica
  • tradizione
  • risanamento restauro
  • linea storica
  • prodotti ecologici
  • bio edilizia
  • restauro eco sostenibile
  • restauro artistico
  • qualità restauro

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salubrità e sostenibilità

Anche i colossi del settore  edilizia, nei loro angoli “bio”, elogiano la salubrità e la sostenibilità e la purezza di questa nicchia di articoli chiamata “bio architettura”

… come ad ammettere che

  • tutto il resto del catalogo prodotti …è un mare di veleni o, materiali da evitare con cura… 😐
  • tutto il restante magazzino è, come dire? “insostenibile” 😐

In un certo senso, bisogna riconoscerlo: sono persino onesti 🙂

finitura interna parete - Come cercare un intonaco interno salubre 4

conclusione

chi cerca trova! anche un intonaco buono si può ancora trovare 🙂


federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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6 risposte a “Come cercare un intonaco interno salubre”

  1. Buonasera,
    per completezza, preciso che i miei dubbi sull’eventuale controparete sono:
    1) la possibile perdita, almeno parziale, del beneficio dello sfasamento termico garantito dal laterizio Poroton (P800 sp. 20 cm);

    2) il rischio di formazione, nel medio-lungo periodo, di condensa interstiziale all’interno della controparete;

    3) il maggior costo complessivo rispetto alla Soluzione 1, (che preferisco)

    Inoltre opterei per un EPS grafitato
    Grazie

  2. Buonasera
    zona Climatica E

  3. @ davide

    in che zona climatica siamo?

  4. Gentile Professore,
    desidero innanzitutto ringraziarLa e farLe i complimenti per il Suo sito e per i contenuti video che ho scoperto recentemente. Per un neofita come me rappresentano una fonte estremamente utile per acquisire maggiore consapevolezza sui temi del comfort e dell’efficienza dell’involucro edilizio.

    Le scrivo per sottoporLe un quesito relativo alla stratigrafia delle murature perimetrali della mia futura abitazione.

    Il tecnico che mi segue propone la seguente soluzione (dall’interno verso l’esterno):

    – doppia lastra in cartongesso, per uno spessore complessivo di circa 2-3 cm
    – blocco in laterizio tipo Poroton da 20 cm
    – intercapedine tra laterizio e cartongesso destinata al passaggio degli impianti idraulici ed elettrici, con riempimento in lana di roccia
    – cappotto esterno in EPS da 10–12 cm

    Personalmente, invece, sarei orientato verso una delle seguenti alternative:

    Soluzione 1

    – intonaco interno a base di sabbia e calce NHL 3.5
    – blocco in laterizio Poroton da 25 cm
    – realizzazione delle tracce impiantistiche direttamente nel laterizio
    – cappotto esterno in EPS da 10–12 cm

    Soluzione 2

    – intonaco interno a base di sabbia e calce NHL 3.5
    – blocco in laterizio Poroton da 38 cm
    – realizzazione delle tracce impiantistiche direttamente nel laterizio
    – assenza di cappotto esterno

    Mi viene tuttavia obiettato che l’esecuzione delle tracce nel Poroton possa comprometterne le prestazioni, in particolare in termini di trasmittanza e sfasamento termico. Per questo motivo mi viene suggerita la soluzione con controparete in cartongesso e isolamento in lana di roccia per l’alloggiamento degli impianti.

    Le sarei molto grato se potesse esprimere un Suo parere tecnico in merito alla soluzione più corretta ed equilibrata sotto il profilo prestazionale ed economico.

    La ringrazio fin d’ora per l’attenzione e per l’eventuale riscontro.

    Cordiali saluti,
    Davide

  5. @ roberto

    sì, in estate è molto delicato decidere come e quando arieggiare per evitare di portare nuova umidità esterna all’interno.
    d’inverno è tutto più facile.
    anche la vmc in estate non aiuta, anzi io non la uso da giugno a settembre.
    l’idea di riscaldare ad aria gli ambienti si sposa bene con un isolamento interno, se poi riesco ad aggiungere intonaco interno, questo mi regala un po’ di inerzia, utile anche d’estate

  6. Avatar Roberto

    Buonasera,
    dr. Federico Sampaoli. Avendo acquistato un abitazione sita in Lombardia costruita al grezzo (senza impianti, tramezzi e finiture) e in procinto di decidere come realizzare impianti e murature interne, leggendo alcuni suoi articoli mi è sorta una curiosità: premesso che prevedo l’istallazione di impianto di climatizzazione a split; l’utilizzo di intonaco interno a calce (scegliendo grazie a suoi consigli quello senza cemento); che uso arieggiare nelle ore relativamente fresche le stanze (anche se questo comporta richiamare aria umida), ha maggiore importanza investire in un intonaco a calce magari con spessori maggiorati rispetto al solito (1,5 cm mi è stato detto) che aiuti a ridurre l’umidità e tenere lontane le muffe o in un impianto vmc centralizzato?. Il dubbio nasce dal fatto che (per mia ignoranza?) secondo me nei periodi caldi se l’aria minima esterna notturna (umida) non scende sotto i 25 gradi e in casa ci sono 24 gradi non è sensato mantenere attiva la VMC. Cosa ne pensa al riguardo? Grazie Roberto