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isolamento esterno a cappotto - Cappotto, permeabilità all' acqua e alla diffusione del vapore, le 3 classi 1

Cappotto, permeabilità all’ acqua e alla diffusione del vapore, le 3 classi

9 risposte

Quando parliamo di permeabilità all’acqua parliamo dell’assorbimento idrico capillare di un materiale (ad esempio il rivestimento sopra al cappotto), mentre quando parliamo della diffusione del vapore ci si riferisce alla capacità di diffusione del vapore.

caratteristiche degli strati esterni esposti alle piogge

Bisognerebbe usare solo materiali che non permettono di assorbire troppa acqua (delle piogge intendo), non troppa e non troppo in fretta, e finiture esterne che con il loro basso valore Sd (alta permeabilità alla diffusione del vapore) permettono una veloce asciugatura dell’acqua assorbita.

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Perché bisognerebbe usare materiali che assorbono acqua ma non troppa e non troppo in fretta?

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Perché se usassi un materiale che non accetta nemmeno un grammo di acqua proveniente dall’esterno, questo materiale non sarebbe neanche capace di assorbire l’acqua di condensa e una superficie esterna spesso bagnata, sarebbe un invito a nozze per la proliferazione del verde come funghi e alghe 😐

la condensa sul cappotto

Dobbiamo ricordare che quando analizziamo un sistema a cappotto il punto di rugiada si trova sempre sulla superficie esterna (in facciata):

  • la condensa si forma sempre dall’esterno! quindi il materiale del rivestimento deve permettere lo smaltimento di questa condensa, quella che in molti ancora pensano provenga dall’ambiente interno attraversando tutta la stratigrafia… è solo vapore contenuto nell’aria esterna che condensa sulla superficie fredda del cappotto 😉 o è pioggia battente 🙂

Se i materiali della facciata esterna assorbono più acqua (intendo assorbimento capillare dell’acqua piovana) di quanta possa essere diffusa verso l’esterno, questa rimarrà bagnata per diverso giorni dopo una pioggia.

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capire le schede tecniche dei materiali

Purtroppo le schede tecniche dei materiali sono scritte come il Sudoku e i coefficienti di idroassorbenza e di diffusione del vapore acqueo sono espressi in tanti modi, per cui, se non sei abituato ogni giorno a confrontare questi valori, ti sembrerà un rompicapo 🙁

leggiamo insieme la scheda tecnica di un rivestimento per il cappotto

Andiamo ad esempio a leggere la scheda tecnica di questo Rivestimento a base di polimeri metilsiliconici in dispersione acquosa per facciate, indicato per la finitura dei sistemi d’isolamento termico e applicato in due mani:

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Dai dati tecnici possiamo capire che questa finitura per cappotto garantisce un assorbimento capillare basso:

  • infatti si legge “Permeabilità all’acqua classe W3” quindi bassa 🙂

e poi possiamo capire che la Permeabilità alla diffusione del vapore è alta:

  • infatti si legge “Permeabilità alla diffusione del vapore classe V1” quindi alta 🙂

Questa finitura di cappotti non scrive numeri nella scheda tecnica e si limita a informarci sulla “classe “ conforme alla norma, ma comunque se abbiamo detto che il materiale esterno deve assorbire poco e asciugare tanto, pare che questo rivestimento per il cappotto vada bene e garantisca elevata idrorepellenza e diffusività del vapore acqueo proteggendo il cappotto dall’attacco di funghi ed alghe… In realtà questo compito è assegnato al prodotto biocida che è contenuto: contiene miscela di: 5-cloro-2-metil-2H-isotiazol-3-one; 2- metil-2H-isotiazol-3-one (3:1) 🙁

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la scheda tecnica di un altro Rivestimento murale

Se andiamo a leggere la scheda tecnica di un altro Rivestimento murale strutturale con legante a base di silossani e silicato, magari troveremo non la “classe” ma i “numeri”:

Permeabilità alla diffusione del vapore: traduco io: classe V2 (media) 😉

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Permeabilità all’acqua: traduco io: classe V3 (bassa) 😉

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3 classi di diffusione del vapore

Per controllare e giudicare l’effetto “asciugativo” di un rivestimento per cappotto, (ma potrebbe essere anche un intonaco per esterni o una pittura per esterni) quindi la sua capacità di diffusione del vapore, la permeabilità al vapore, possiamo aiutarci con questa tabella:

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3 classi di permeabilità all’acqua

Per controllare e giudicare l’effetto protettivo di un rivestimento per cappotto, (ma potrebbe essere anche un intonaco per esterni o una pittura per esterni) contro l’assorbimento di acqua possiamo aiutarci con quest’altra tabella:

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è difficile scegliere i materiali

Non nego che sia difficile scegliere i materiali improvvisandoci tecnici di laboratorio, e nemmeno io lo sono, quindi anziché scegliere i materiali e accoppiarli con il nostro buon senso, scegliamo un sistema a cappotto certificato, dove tutti i componenti sono già stati testati insieme e hanno dato esito positivo. Dopo di che, dove esiste l’opzione di un prodotto diverso e con prezzo diverso 😉 (superiore ovviamente) scegliete il prodotto migliore! che con buona certezza significa un rivestimento esterno di più alta qualità.

Chi più spende 😐 meno spende 😉

cos’è un cappotto certificato

Se non hai mai sentito parlare di certificazione del cappotto termico provo a spiegartelo io in 3 minuti:

Un cappotto certificato garantisce che il tuo nuovo cappotto funzioni e non sia frutto della fantasia del tuo applicatore o composto dagli avanzi di magazzino dove va ogni mattina il tuo applicatore 😉

il suo ETA

L’efficacia e l’affidabilità del Sistema a cappotto è garantita dal suo ETA. L’ETA non è altro che la Valutazione Tecnica Europea (European Technical Assessment) e cioè un documento che contiene le prestazioni di un prodotto da costruzione.

Quasi tutti i Sistemi a Cappotto hanno il loro ETA ottenuto da ETAG 004.

I nuovi ETA invece si basano sull’EAD 040083-00-0404.

Entrambe, ETAG 004 e EAD 040083-00-0404 sono le “regole del gioco” quindi descrivono i requisiti che devono avere i sistemi di isolamento termico a cappotto.

Ora ne sai più del tuo applicatore 🙂 ma speriamo che questa battuta non sia vera 😐


federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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9 risposte a “Cappotto, permeabilità all’ acqua e alla diffusione del vapore, le 3 classi”

  1. @ marco

    potrà investire il risparmio sull’aspetto estetico in ulteriore spessore dell’isolante 🙂

  2. Grazie davvero per la risposta. Purtroppo quindi dovrò abbandonare l’idea e accantonare un po’ l’aspetto estetico in favore di quello funzionale. Le geopietre non hanno quell’ appeal estetico che cercavo. Poi in realtà ci sono sistemi certificati con il gres,ma ho sono accoppiati ad EPS o a multipli strati di malta con fibre sentitiche per irrigidire il cappotto che oggettivamente andrebbero a snaturare troppo la qualità della cappotto in fibra legno. Quindi ..less is more)

  3. @ marco

    sì, rivestimenti in gres porcellanato non permettono nessuna diffusione del vapore ed eviterei l’esperimento anche se esistono sistemi certificati che permettono la finitura in pietra garantendo una sufficiente traspirabilità che soddisfa le esigenze dei rivestimenti isolanti esterni.
    le lascio il link anche se non ho esperienze dirette: https://www.geopietra.it/assistenza-rivestimenti-pietra/sistema-geopietra

  4. Salve Federico, innanzitutto volevo farle i complimenti per la qualità degli articoli e dei temi trattati, poi se possibile mi piacerebbe avere un chiarimento sul tema oggetto dell’articolo.
    Nel caso volessi rivestire la facciata (o parte di essa) con del gres grandi lastre, sia che avvenga su cappotto in fibra di legno che su muratura blocchi rettificati porizzati,
    senza l’uso della struttura a parete ventilata(quindi incollato) , andrei a vanificare le prestazioni relative alla diffusione del vapore della restante stratigrafia(muro-cappotto o muro portante laterizio)?
    In realtà non ho trovato dati sulle tabelle dei vari rivestimenti in gres porcellanato a riguardo (permeabilità bassa, ma niente sui valori di diffusione del vapore acqueo)
    ma immagino sia bassa e per quanto lo spessore sia ridotto (12-22mm) i vapore dall’interno faccia fatica a uscire.
    Se possibile vorrei avere una sua valutazione.
    Grazie

  5. Avatar Alessandro Boato
    Alessandro Boato

    Grazie Federico,
    Faccio tesoro del tuo consiglio e mi muovo di conseguenza.

  6. @ alessandro

    il rivestimento dovrà essere previsto dal “sistema” a cappotto che si andrà a posare, quindi non andrei a “inventare” miscele con additivi.
    il rivestimento strutturale esterno che dovrà essere resistente alle intemperie, sarà idrorepellente ma anche permeabile al vapore quindi tra le 2 o 3 varianti di finitura proposte dal produttore si sceglierà quello additivato con protettivo antialghe e fungicida.
    anche la granulometria è meglio che sia ridotta.
    vedi anche https://youtu.be/6UJNgulr9JA

  7. Avatar Alessandro Boato
    Alessandro Boato

    Buonasera Federico, sono vicino alla firma con l’impresa per la realizzazione del cappotto esterno (EPS + grafite) sulla mia porzione di bifamiliare. Mia moglie vede in TV una trasmissione che tratta delle alghe legato alla realizzazione di un cappotto esterno e “alza le antenne”.
    In paese (Salzano (VE), zona climatica E) abbiamo notato numerose case di recente realizzazione, con cappotto, segnate dalle offese più o meno marcate causate dalle alghe.
    Ho letto avidamente il tuo articolo e ascoltato il video: chiedo ai cappottisti, sin da subito, i data sheet dei prodotti che utilizzeranno nel sistema cappotto.
    Cosa ne pensi nella ulteriore additivazione di biocidi, messi nei bidoni dell’intonachino ? Se si, l’aggiunta di questi ulteriori additivi crea potenzialmente problemi ?
    Una nota: 10 anni fa, sul muro esterno a est che è un fiume in piena quando piove, ho fatto mettere un cappottino in XPS della 3M, che serviva per proteggere delle cavillature sulla superficie, dovute a dei punti in cui convivevano travi di calcestruzzo con forati e le dilatazioni sono diverse…
    Questo cappottino è stato rifinito con intonachino acrilsilossanico da 1,5 mm e in tutti questi 10 anni, nonostante l’acqua piovana, non ha mostrato traccia di alghe.
    Un tuo consiglio è molto gradito e valutato!
    D’ora in poi utilizzerò il link a Amazon per gli ordini.
    Grazie.

  8. @ sandra

    è normale condensa che poi aiuta a crescere alghe.
    dove si notano delle strisce è invece gocciolio o dilavamento dalle piogge.
    leggi anche https://espertocasaclima.com/2023/10/27/cappotto-il-problema-delle-facciate-che-diventano-verdi/

  9. Avatar Sandra r.
    Sandra r.

    Il cappotto della mia casa è stato messo in opera circa 15 anni fà e circa 3/4 anni fa sono apparse zone di verde ad es. sotto il davanzale delle finestre e giù dai fermascuri (tipo una striscia che cola) in una sola parete e soprattutto nel piano terreno.
    Mi chiedo: può essere che il materiale utilizzato non sia ottimale e come posso sapere se questo è il caso?