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isolamento contro il caldo - Isolamento termico contro il caldo 1

Isolamento termico contro il caldo

14 risposte

Progettare l’isolamento termico contro il caldo significa semplicemente prendere in considerazione solo materiali isolanti che proteggono le strutture dal veloce surriscaldamento.

Scarteremo sicuramente:

  • lana di roccia
  • lana di vetro
  • EPS bianco
  • e tutti gli isolanti con bassa densità e scarso calore specifico 😉

Il risultato nel lungo periodo non sarà una casa fresca: un ottimo isolante può solo ritardare molto il surriscaldamento ma non può raffrescare una casa! Intesi?

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Eh ma io pensavo che… No! non puoi pensare che il migliore isolante in circolazione, la fibra di legno per esempio, ti raffreschi la casa! Pensaci un attimo: anche i mari d’estate si scaldano, eppure hanno un’inerzia immensa! L’acqua ha un’elevata capacità termica, ed è necessario somministrare molto calore per ottenere una variazione di temperatura. La capacità termica infatti, è sempre proporzionale alla massa! E i mari hanno una massa immensa, ma, alla fine, anche loro salgono di temperatura 😉

isolamento contro il caldo - Isolamento termico contro il caldo 2

come raffrescare una casa in piena estate

Se vogliamo raffrescare una casa in piena estate abbiamo solo 2 possibilità:

  1. accendere un impianto (se lo abbiamo)
  2. fare ventilazione notturna trasversale (meglio se dal piano di sotto al piano di sopra, se viviamo su due piani)

attenuare l’onda termica

Ripeto: anche il migliore isolante contro il caldo non raffresca la casa. Posso però aggiungere un’informazione di grande consolazione: l’isolante attenuerà molto bene l’onda termica che cerca di entrare dall’esterno all’interno, quindi non succederà più che la parete o la falda del tetto  si surriscalderà oltre i 29°C circa. Mentre in assenza di isolante le strutture superano nello strato più interno anche i 34°C 🙁 proprio perchè non c’è l’isolante capace di attenuare l’onda termica 😉

Progettare l’isolamento termico contro il caldo non significa pompare lo spessore di un materiale isolante che magari è poco adatto oppure è leggero, cioè ha poca densità. Significa invece:

  • fare attenzione alle sue caratteristiche (basta leggere la sua scheda tecnica)
  • fare una simulazione della stratigrafia inserendo tutti gli strati (quelli esistenti e quelli che andremo ad aggiungere)

Eh ma io pensavo che… tanto uno vale l’altro… No!

isolamento contro il caldo - Isolamento termico contro il caldo 3

Proprio d’estate le temperature cambiano molto nelle 24h: sarebbe opportuno fare delle valutazioni dinamiche dell’involucro edilizio!

come valutare una stratigrafia con isolamento termico

Se abbiamo in mano il risultato di una stratigrafia sarà bene tenere d’occhio questi valori:

  • trasmittanza termica periodica, o trasmittanza termica dinamica – la Udyn (si tratta della capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nell’arco delle 24h) deve essere almeno minore di 0,12 W/mqK (questo non è solo un consiglio, è anche un valore normativo (DPR2/4/2009n.59)! Non so perchè la norma permetta per le sole coperture una Udyn fino a 0,20 (con un valore così alto lo sfasamento è bassissimo!).
  • sfasamento, cioè quante ore impiega l’onda termica a passare tutta la struttura (UNI EN ISO 13786) e ATTENZIONE quando Vi sottopongono il risultato di sfasamento di una stratigrafia: potrebbero aver messo un dato riferito ad un altro aspetto: quante ore impiega il flusso termico a passare la stratigrafia per alzare la temperatura interna di 1 ° (questo sfasamento (non di normativa) è anche 3 o 4 ore più alto!!! quindi sembra che la stratigrafia sia eccezionale con tante ore di sfasamento che poi nella realtà deludono 😐 )
  • capacità areica interna, la capacità della struttura di assorbire energia: attenzione se il valore di capacità termica areica interna è inferiore ai 40 kJ/m2K

altri materiali isolanti contro il caldo

E comunque non c’è solo la fibra di legno! C’è anche la canapa, il sughero, la cellulosa… E per chi costruisce da zero c’è il laterizio rettificato e i blocchi in calce canapa… o le balle di paglia 🙂

C’è tutto, esiste tutto, abbiamo già tutto 🙂 ma dobbiamo scegliere 😉

isole di calore

Il problema del caldo estivo è molto legato alle isole di calore in città che non danno tregua all’edificio surriscaldato e né permettono una salvifica ventilazione notturna naturale 🙁 Ma si sa: gli alberi sporcano, danno lavoro, sono pericolosi… godiamoci il cemento e l’asfalto 🙂


federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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14 risposte a “Isolamento termico contro il caldo”

  1. Avatar Giorgio

    Grazie, è importante avere l’opinione di chi le usa!
    Un saluto

  2. @ giorgio

    non solo è una buona idea usare queste pitture bianche ad alte riflettività ed emissività, proteggono anche dall’invecchiamento

  3. Avatar Giorgio

    Buongiorno,
    la ringrazio per tutte le informzioni utili che condivide. Vorrei chiedere cosa ne pensa delle vernici bianche riflettenti per i cosidetti coolroof. Sui tetti piani in guaina bituminosa danno qualche beneficio?
    Le schede tecniche promettono di passare da una superficie da 65/70 gradi a 40. E’ verosimile?
    Grazie per l’attenzione

  4. @ nello

    la prima cosa da temere è la qualità della posa del cappotto, quindi concentrerei gli sforzi sulla soluzione in laterizio rettificato monolitica.
    inoltre spingerei di più sulle prestazioni del blocco così che la sua dipendenza dal riscaldamento e dalla climatizzazione estiva sia quasi nulla.
    non conosco i dettagli della struttura in cemento armato esistente ma si potrebbe anche valutare un corso di blocchi esterno a mo’ di cappotto per evitare lavorazioni complicate ad attenuazione dei ponti termici.
    bisognerebbe fare delle simulazioni e alla fine un’analisi economica

  5. Salve, complimenti per l’articolo. Avrei una domanda.
    Ho un’abitazione allo stato grezzo, di nuova costruzione, classici pilastri da 30 cm. con tanti ponti temici , classe climatica C, ma le dico che il climatizzatore nell’altra abitazione non coibentata , lo accendiamo a Luglio e Agosto, mentre i riscaldamenti da Novembre fino a Marzo, quale mi conviene adottare, sia a livello economico che a livello di trasmittanza, tra un termoblocco rettificato da 36 cm ed il classico termoblocco da 30cm con 6 cm di cappotto ? Nella seconda opzione, è sufficiente un termoblocco normale di qualsiasi “marca” o meglio andare su una tipologia specifica?
    Nel primo caso temo,e non poco, l’inadeguatezza nella manodopera .
    Grazie

  6. @ marco

    della calcecanapa penso ogni bene possibile.
    la struttura portante “fredda” diventa un problema solo quando la platea di fondazione è fredda, quindi meglio progettare fin da subito una platea calda, che può anche funzionare come antirisalita 😉

  7. Buongiorno Ing. Cosa pensa dell’utilizzo dei mattoni e dei pannelli in calce canapa su una nuova costruzione ? Ci può spiegare con quali sistemi costruttivi si otterrebbero le migliori applicazioni? Per esempio se usati come tamponatura su struttura in CLS legno o acciaio. E quali risultati in termini di sfasamento termico contro il caldo si otterrebbero ?
    Grazie mille e buona giornata ???

  8. @ eugenio

    grazie per leggere espertocasaclima!
    è vero, la resistenza al fuoco delle lane minerali è classificata nella loro scheda tecnica.
    giustamente c’è da preoccuparsi al pensiero di perdere casa per un incendio. Chi vende materiale incombustibile o rappresenta i produttori di materiali incombustibili utilizza sempre questo asso nella manica della reazione al fuoco… ma vuole veramente salvarci la pelle? o vuole solo venderci qualcosa?

    Nella realtà i pannelli in fibra di legno hanno una ottima resistenza al fuoco, pur essendo combustibili: quindi possono essere usati senza problemi per le costruzioni testate fino a un periodo di resistenza al fuoco di un’ora e mezza.

    il requisito dell’ininfiammabilità del materiale da costruzione è un requisito di tempo, quindi di resistenza

    In Germania i materiali isolanti in fibra di legno sono classificati come “normalmente infiammabili”, e possono essere utilizzati per costruzioni fino a 3 piani.

    Se non avete mai visto il filmato delle palline da tennis che abitano delle casette isolate con lana di vetro, eps e fibra di legno, potete guardarlo qui: https://youtu.be/1aViEaFsgtw

    anni fa, ho raccolto personalmente degli sfridi di pannelli in fibra di legno per bruciarli nella stufa, beh sì, alla fine sono riuscito a bruciarli, ma se pensate di usarli come accendi-fuoco, allora starete freschi (nel vero senso della parola).

  9. Avatar Eugenio

    Buongiorno,
    ho scoperto da poco la sua pagina e sto leggendo i suoi articoli con molto interesse. Innanzitutto le faccio i complimenti e la ringrazio per le informazioni che ci fornisce. Le chiederei un parere relativamente alla resistenza al fuoco dei materiali isolanti: se non erro, analizzando la scheda tecnica della lana di roccia e di vetro, la loro classe di resistenza al fuoco è molto elevata rispetto ai materiali naturali.
    Grazie e ancora complimenti

  10. @ giovanni

    mi prendo i suoi complimenti volentieri, ma vorrei controbattere sui 54anni:
    se il sottotetto è accessibile è facile ordinare il materiale e intervenire da soli…
    per gli spessori e i materiali da scegliere c’è da fare il calcolo termico e scoprire quanto materiale ordinare, ma poi la posa è solitamente “appoggia e prosegui”.
    se si vuole evitare la spesa dello smaltimento, si accumulerà la lana di roccia (maschera + occhiali + guanti + vestito usa e getta) in una zona nord e il resto della superficie riceverà la nuova stratigrafia.

  11. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Grazie, purtroppo anche la mia abitazione progettata da un ingegnere civile e costruita tra la fine degli anni novanta e primi anni del duemila presenta un sottotetto con lana di roccia perchè in quel tempo il problema principale di una casa sembrava essere il freddo e quindi “metti il materassino di lana di roccia che ti tiene caldo”, poi vai d’intercapesine e fogli da 2 cm di polistirene e infine fai un bel massetto in allegerito e vai col lissiooooo… E infatti i risultati li sto vedendo ancora adesso che ho cinquantaquattro anni…sono pienamente d’ accordo con lei sul fai da te, ma c’è un tempo per tutto e purtroppo il mio è ormai scaduto ????
    Nota: sto valutando se è quali interventi sia opportuno fare per la mia abitazione bifamiliare su due piani e spero di poterla contattare quanto prima. Tra i tanti guru di internet, lei mi sembra quello che più rispecchia il mio modo di pensare e sentire la propria abitazione

  12. @ giovanni

    posso solo sconsigliare la lana di roccia come isolamento per un sottotetto: non protegge dal caldo!
    circa il rischio per la salute della lana di roccia, io per il principio della cautela non la toccherei nemmeno 😉
    comunque lo IARC non ha riconosciuto come cancerogena la lana di roccia: ha inserito le lane minerali nel gruppo 3 “non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani” , quindi solo per questa “chiamiamola incertezza” mai e poi mai me la porterei in casa!
    eviterei certamente anche la schiuma espansa a spruzzo, anche se il lavoro con protezioni adeguate viene fatto da un operatore specializzato. (poi la schiuma è irreversibile)
    in base alla tipologia di accesso al sottotetto e alle dimensioni della botola progetterei senza dubbio con materiali naturali e molto più efficaci contro il caldo.

    se è possibile il fai da te, il risparmio diventa enorme 😉

  13. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Buonasera, un mio amico mi ha parlato di un isolamento del sottotetto eseguito sulla sua vecchia abitazione costruita nei primi anni ’80 realizzato con schiuma espansa a spruzzo Icynene di cui non avevo mai sentito parlare. Quindi incuriosito sono andato nel loro sito per capire di cosa si trattava e ho “scoperto” che trattasi di una schiuma NON poliuretanica, nonostante l’aspetto nei vari video lo lasci supporre. Nel sito del fornitore è scritto più volte che per un lavoro ottimale, si dovrebbe prima asportare eventuali materassini di lana di roccia o di vetro se presenti, quindi provvedere ad una adeguata pulizia e poi procedere a spruzzare l’isolante. Nella casa del mio amico però, la squadra che ha realizzato il lavoro lo ha consigliato di lasciare il pre-esustenze materassino in lana di roccia, anzi a provveduto a stenderlo meglio nei punti in cui non era stato steso completamente e poi via con la schiuma… Il mio amico è rimasto soddisfatto; io però da profano mi chiedo in virtù delle caratteristiche della lana di roccia se non sarebbe stato più sensato togliere l’isolante pre-esistente? Se io indosso una maglietta termica per proteggermi dal freddo e poi sopra mi metto qualcosa di “miracoloso” con trasmittanza termica e sfasamento adeguati a proteggermi dall’onda termica penso che non otterrò mai valori ottimali o sbaglio? Di fronte a questi comportamenti sono sempre più spaventato dal fare lavori in casa perchè alla fine il rischio si buttare tanti quattrini invano è alto e su questo fronte purtroppo abbiamo già dato (vedo ex legge 10 ad esempio)

  14. […] bassi valori del fattore di decremento f […]