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Fibra di legno o fibra di canapa, è questo il dilemma

17 risposte

Sei una persona attenta alla qualità dei materiali da costruzione? Preferisci usare materiali naturali, che fanno il bene del tuo pianeta e quindi il bene della nostra salute, dell’ambiente e delle prossime generazioni? Sei in dubbio tra la fibra di legno e la fibra di canapa? Sono entrambi ottimi materiali, usiamoli!

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fibra di legno

I pannelli in fibra di legno flessibili sono materiali isolanti biologici di legno tenero. Venivano prodotti in Germania già dagli anni ’30 (uno dei più antichi materiali isolanti naturali).

La fibra di legno (scarto di lavorazioni legnose) lega la CO2 (bene per l’ambiente e dunque per noi) e offre un’eccellente protezione dal calore, dal rumore e dal freddo (ben per noi).

In Germania è abbastanza diffusa, ho letto che il 28% dei materiali isolanti flessibili sono in fibra di legno, ma resta una piccola nicchia se comparato all’intero mercato dei materiali isolanti (solo l’1%). E in Italia? Anche peggio. I committenti attenti sono pochi, le richieste sono poche e anche i vantaggi a NON usarlo sono pochi!

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In cantiere è quasi un materiale sconosciuto la fibra di legno, eppure sarebbe un materiale perfetto per isolare quasi l’intera casa:

  • chi non si fida della fibra di legno per l’ isolamento del tetto può certamente usarla nel sottotetto, o, dall’interno, interposta tra le travi
  • chi teme l’utilizzo come pannello isolante in facciata può usarlo all’ interno.

I pavimenti possono anche loro essere isolati con la fibra di legno, io l’ho usata ad alta densità nello Studio per ottenere un taglio termico dal vecchio pavimento in piastrella.

Come già detto l’isolamento in fibra di legno non è “spinto” come altri isolanti, ma imbattibile come protezione dal calore e quindi per un isolamento valido sia d’inverno che d’estate è meglio di tutti gli altri materiali isolanti. Può assorbire e rilasciare l’umidità e quindi aiuta a regolare il clima indoor della casa.

Paura del fuoco? Sì, la fibra di legno appartiene alla classe di materiali da costruzione B2. Cioè è “normalmente infiammabile”.

fibra di canapa

E la canapa? Per esperienza direi che la canapa, usata per secoli dall’uomo, è veramente diventato un materiale isolante sconosciuto. Colpa del marketing?

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La canapa cresce 4 metri in 4 mesi e si raccoglie 2 volte l’anno, si coltivata senza problemi e senza l’uso di erbicidi e si utilizza completamente. Perciò dovrebbe essere la più utilizzata, invece no. A volte abbiamo la “soluzione” sotto il naso e non ce ne rendiamo nemmeno conto.

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Senza addentrarci nei cicli di produzione, che forse avevo già affrontato in un vecchio articolo, basti sapere che per rendere l’isolamento di canapa non infiammabile viene aggiunto sale di boro, o soda, come per i fiocchi di cellulosa.

La fibra di canapa ha le migliori proprietà di isolamento acustico (con 4 cm si raggiungono 10 dB di abbattimento) e batte anche l’isolamento in fibra di legno con una migliore protezione dal caldo: pensate che ha una capacità termica specifica c = 2300 J/kgK.

Se ancora non vi ho convinti del tutto, sappiate che la a canapa è naturalmente resistente agli insetti.

ma il Kenaf cos’è?

Il kenaf somiglia alla canapa e cresce in pianura Padana e come la coltivazione della canapa, fa bene al terreno. Ma se vi state chiedendo come si comporta come isolante in estate posso assicurare che anche il kenaf ha una elevatissima capacità di accumulo del calore, oltre il doppio rispetto ad altri materiali isolanti come lana di roccia o lana di vetro.

Dunque kenaf o canapa è sempre un’ottima scelta se si punta sull’ isolamento dal caldo estivo, in più non teme l’umidità. Spesso i pannelli isolanti contengono sia fibre di kenaf che di canapa e presentano diametri leggermente diversi, dunque offrono un fonoisolamento maggiore.

I prodotti naturali ci confermano ogni giorno di poter competere con tutte le diavolerie non naturali, eppure restano isolanti di nicchia. Eppure sono materiali perfetti per il nostro clima. Eppure si vedono di rado in cantiere.

lana di roccia

La lana di roccia può non solo  causare un significativo problema di rifiuti, ma in fase produttiva richiede una quantità elevata di energia primaria.

E non dimenticatelo mai, perché è un aspetto fondamentale: la lana minerale ha una scarsa capacità di accumulo di calore, quindi la tua casa diventerà rapidamente un forno in estate.

Nota per gli amanti del fai da te:

  • se nel sottotetto o nel tetto ante anni ’90 avete lana minerale fate attenzione perché quelle vecchie fibre sono probabilmente cancerogene. Se l’isolamento risale invece al dopo 1996 potete stare più tranquilli: la nuova generazione di lana minerale non è più considerata cancerogena.

ma come è possibile?

eh… lo IARC non ha riconosciuto come cancerogena la lana di roccia: ha inserito le lane minerali nel gruppo 3 “non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani” , quindi solo per questa “chiamiamola incertezza” mai e poi mai me la porterei in casa!

sostituzione di vecchi isolanti fibrosi pericolosi

Non vale forse la pena considerare la sostituzione di vecchi isolanti fibrosi con alternative naturali e più rispettose dell’ambiente visto che offrono un isolamento comparabile e garanzie ambientali migliori?

i prezzi

Lo capisco, vi serve un prezzo per ragionarci meglio. Non sono d’accordo con voi (visto che la protezione dal caldo interessa tutti quanti, a parte gli alpini forse) ma se vogliamo buttarla in €/mq andiamo a vedere qualche pagina di listino prezzi.

Logicamente un prezzo reale dipende dalla quantità, dalla zona di fornitura e poi da chi è che sta facendo l’ordine 😉

Listino prezzi fibra di legno flessibile:

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Listino prezzi fibra di canapa:

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questo è il dilemma.


Siete incuriositi o affascinati dalla canapa? Volete farvi un’idea della fatica che stava dietro alla lavorazione della canapa fino a un po’ di decenni fa? Vi regalo queste immagini estratte dal video girato da Eugenio Monesma.

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Non perdetevi il suo filmato intero:


 


federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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17 risposte a “Fibra di legno o fibra di canapa, è questo il dilemma”

  1. @ marco

    gli spessori minimi di isolamento interno “esistono solo” se si cercano le agevolazioni fiscali o si vogliono rispettare i requisiti minimi per la zona climatica E.
    per individuare lo spessore dobbiamo fare il calcolo della stratigrafia parete e della stratigrafia solaio di pavimento (anche se immagino che lei non potrà fare lavori nelle zone non di proprietà.
    lo spessore è poi legato all’isolante scelto:
    se lavoriamo a secco: la stratigrafia aggiunta sarà isolante e fibrogesso
    se lavoriamo con collante e rasante: la stratigrafia aggiunta sarà isolante e collante e rasante

    per arrivare alla decisione io consiglio di fare delle simulazioni per capire gli ingombri e poi delle analisi economiche per capire la spesa

  2. Complimenti per l’articolo e per la sua professionalità. Faccio una domanda, dovendo io intervenire a Padova su di un immobile di circa 100 mq – è un piccolo condominio di 4 unità – ho tre pareti esterne (est sud ovest) un pavimento con sotto un area non riscaldata (ingresso condominio e garage) ed un soffitto h 2,80 che ha le stesse caratteristiche (sopra ho un appartamento e i rumori si sentono), la casa da APE è una classe F. Sarei dell’idea, non potendo fare un cappotto esterno, di farlo interno con canapa o kenaf per isolare sia termicamente che acusticamente. La casa è del 1978… che spessori minimi si dovrebbero utilizzare (pavimento – pareti esterne – soffitto). Grazie, saluti

  3. GRAZIE!

  4. @ franco

    visto che è prevista la sostituzione del serramento
    è necessario decidere definitivamente la soluzione di isolamento interno
    questo per definire anche il dettaglio di posa del nuovo serramento che possibilmente sarà leggermente arretrato verso l’interno per allinearsi all’isolante.

    appaltando il lavoro e accedendo ai bonus si deve per forza soddisfare i valori limite di trasmittanza, quindi in ordine di marcia:
    simulazione del calcolo termico dello stato di fatto (muri esistenti con intonaco int esterno)
    simulazione del calcolo termico post operam con canapa/legno/silicato materiale per verifica dei valori di trasmittanza e capire lo spessore di ogni soluzione
    scelta della soluzione in base allo spessore e al costo materiali
    scelta del serramento
    dettaglio di posa in base allo spessore della soluzione scelta
    incarico al tecnico per pratica edilizia e avvio lavori e successive comunicazioni a ENEA

    se può, preveda anche la posa di una VMC brevemente canalizzata per gestire almeno la zona notte (camere e bagni)

  5. Davvero grazie per la risposta: velocissima e super dettagliata! GRAZIE

    Premetto che non ci capisco molto e che in ogni caso farei fare tutto da una ditta in quanto vorrei provare ad accedere ai vari bonus.
    Ma sa, le “professionalità” non sempre si trovano ovunque, per questo ho preferito chiedere 🙂

    Si, devo cambiare anche gli infissi e progettare per avere una trasmittanza adeguata.

    Avevo pensato a pannelli di canapa/legno/silicato – al di là delle diversità – principalmente preferendo una soluzione naturale e soprattutto facendone anche una questione di spessori contenuti, essendo gli spazi molto ridotti.

    Grazie per il suggerimento dell’XPS goffrato per le mattonelle del bagno, non conoscvo proprio questo materiale e per questo piccolo ambiente potrei optare anche per questo prodotto pur non naturale.

    In termini di costi e attuale reperibilità tra i pannelli in canapa / legno / silicato cosa consiglierebbe?

  6. @ franco

    grazie di leggere!
    cominciando dal bagno, è più facile usare XPS goffrato per incollare poi le piastrelle.

    la scelta tra canapa (ma vale anche per la fibra di legno) e un pannello come il calcio silicato o gli idrati di silicato di calcio dipende da tanti aspetti.
    il primo significa lavorare a secco, proteggere con freno al vapore, rivestire,
    il secondo significa lavorare con collante e rasante.
    e poi c’è da dire che ovunque si devono progettare i risvolti (a soffitto, e sui divisori in contatto con le murature fredde) e questi sono da fare con il calcio silicato o idrati di silicato di calcio.
    e poi c’è da decidere se parte del lavoro è un fai da te o si incarica qualcuno…
    e poi c’è da decidere se si vuole approfittare delle detrazioni fiscali e dunque progettare lo spessore per soddisfare i limiti di trasmittanza.
    e le finestre?
    meglio riflettere bene ed essere felici della fatica fatta

  7. Buona sera,
    complimenti per il bell’articolo!
    Vorrei coibentare internamente un appartamento con muri perimetrali in mattoni.
    Valuterei un materiale naturale e traspirante che abbia uno spessore contenuto per non rubare troppo spazio agli ambienti.
    Tra questi c’è anche il bagno, che poi dovrei piastrellare sopra al “cappotto”.
    Ho visto che sia la canapa che il silicato di calcio hanno spessori intorno ai 30mm, quali consiglierebbe tra le due soluzioni?
    Grazie in anticipo,
    Franco

  8. @ valerio

    queste due soluzioni di isolamento interno sono due lavorazioni completamente diverse.
    quindi già possiamo dividere chi ama lavorare a secco da chi a spatola dentata e collante.

    poi c’è l’amore per i materiali e per gli attrezzi…

    circa la massa interna che si perde isolando dall’interno, io direi che possiamo recuperarla in parte anche con la finitura dei pannelli in calcio silicato o idrati di silicato di calcio.

    per le condense invece devo per forza prevedere un freno al vapore e fare attenzione alle sigillature lavorando a secco con pannelli in fibra di legno o di canapa

  9. Avatar Valerio Bianchi
    Valerio Bianchi

    Buonasera Federico,
    Prendo spunto dalle caratteristiche descritte nell’articolo e stavo pensando che come isolanti interni potrebbero essere una valida alternativa ai pannelli in silicato di calcio, quantomeno dal punto di vista della capacità termica; permetterebbe di rifinire con intonaco a base d’argilla in modo più semplice rispetto ai silicati, tipo i muri al grezzo?
    A livello di passaggio del vapore le prestazioni dovrebbero essere simili ai silicati ma sono più deboli in caso di condense, se non ho capito male.
    Non ho trovato molto materiale a riguardo, che ne pensa?
    Cordiali saluti
    Valerio

  10. @ andrea
    i valori descritti nella scheda tecnica e nella DoP del prodotto sono quelli attendibili.

    se la lana di roccia è degradata e si sfibra varrebbe la pena fare una bonifica e togliersi quell’eco-mostro dalla soffitta.
    io almeno dividerei i 2 strati isolanti con un tessuto tnt per non inquinare il prezioso pannello di canapa con le fibre artificiali vetrose, che però voleranno ovunque calpestando e lavorandoci sopra 🙁

    circa la canapa come isolante, la muffa è raramente un problema proprio perchè i pori aperti delle fibre della canapa sono in grado di assorbire l’umidità e rilasciarla nuovamente quando si asciuga.
    Se la percentuale di canapa non è il 100% e vengono aggiunti altri materiali, questa resistenza può diminuire.

    Un tetto che fa vedere la luce tra le tegole indica anche una continua ventilazione quindi il problema reale sarebbe solamente un’infiltrazione per rottura o spostamento di tegole

  11. Ho fatto diverse ricerche di materassini in canapa ma ho letto nella scheda tecnica che hanno un C di 1600-1700 e una densità di 50-60kg/m3, più basso rispetto ai valori dell’articolo.
    Mi farebbe comodo da sovrapporre al vecchio isolamento in lana di roccia che sembra non essere più efficace da quanto è degradato.
    Ho il dubbio però se vada protetto dalle intemperie visto che tra le tegole entra chiaramente la luce e quindi anche l’umidità

  12. @ boris cerello

    fa fatica a reperire il materiale? non fa fatica… non lo trova!

    anche la fibra di legno è diventata isolante introvabile. secondo le mie ricerche bisogna prenotare una consegna oggi per avere il materiale in cantiere in marzo, la data più vicina che ho trovato è stata gennaio.

    il costruttore, se vuole sostituire la fibra di legno con la cellulosa, che di solito è in fiocco, dovrà progettare una soluzione di posa diversa da quella prevista: un conto è posare un pannello ad alta densità in fibra di legno in doppio strato e un altro è realizzare un’intercapedine da riempire con fiocchi di cellulosa.
    la cellulosa è di per sé un validissimo materiale isolante,
    solo che la densità non è elevata e quindi la stratigrafia va ricalcolata per capire lo spessore che deve sostituire i 100+100mm di fibra di legno del progetto iniziale. specialmente per capire quanto sfasamento si può ottenere e con che spessore.
    realizzare un’intercapedine in cui insufflare i fiocchi di cellulosa ha un costo (parzialmente recuperato dal più basso prezzo della cellulosa rispetto alla fibra di legno, ma bisogna anche tener conto dello strato da maggiorare).

    la cellulosa è carta di giornale, è un isolamento termico in fibre di cellulosa e il materiale di base è sempre il legno, infatti ha capacità termica elevatissima (come la fibra di legno).
    viene mescolata con sali minerali e macinata et voilà ecco i fiocchi di cellulosa resistenti al fuoco, alla decomposizione, ai parassiti e alle muffe.

    per dormire sonni tranquilli meglio chiarire:

    soluzione costruttiva
    soluzione di posa
    confronto stratigrafia vecchia stratigrafia nuova
    analisi dell’aumento di spessore
    analisi dello sfasamento ottenibile
    costo complessivo

    unica alternativa è la canapa
    la canapa, materiale isolante ottimissimo, è sempre stata un materiale di nicchia per il suo costo un po’ più elevato.
    dunque oggi è ancora trovabile

  13. Avatar boris cerello
    boris cerello

    Sto ristrutturando una casa in valle d’Aosta nel computo era previsto nella copertura “isolamento in fibra di legno da 20 cm” ma il costruttore adesso mi dice che fa fatica a reperire il materiale e mi dice che lo potrebbe sostituire con fibra di cellulosa, cosa ne pensa?

  14. @ andrea de simone

    consiglio il materiale canapa perché non credo esista un materiale isolante con le stesse caratteristiche eccezionali.
    ma è vero, i materiali flessibili non hanno mai elevata densità quindi se il progetto sta cercando di ottenere il massimo sfasamento termico estivo deve certamente puntare su pannelli rigidi che arrivano anche a 160kg/mc di densità.
    non sempre però è possibile lavorare con pannelli isolanti rigidi e dunque si devono progettare spessori diversi.

  15. Avatar Andrea De Simone
    Andrea De Simone

    Ciao federico grazie per l articolo. Non capisco perché consigli la fibra di canapa/kenaf perché pur avendo alta capacità termica specifica ha bassa densità(30-40 kg/m3) quindi lo sfasamento non mi sembra eccelso. Tu cosa ne pensi?

  16. @ Andrea

    Se si ha il fotovoltaico il raffreddamento estivo costa quasi zero: ipse dixit.

    un edificio che dipende vita natural durante dall’impianto di raffrescamento non offre molto comfort proprio per il surriscaldamento delle strutture.

    però è vero, gli isolanti naturali hanno conduttività superiore (peggiore) rispetto a EPS e altri, quindi, per garantire la stessa trasmittanza U richiedono qualche cm di spessore in più.
    invece, riportando l’attenzione alla protezione dal surriscaldamento, succede l’esatto contrario: a parità di spessore, gli isolanti naturali garantiscono uno sfasamento termico superiore.

    circa i prezzi dei materiali: prendendo solo questo parametro per scegliere i materiali, ci si costringe a portare in casa ogni sorta di …. quindi attenzione: leggere le etichette e le SDS schede di sicurezza prima di scegliere.

  17. Avatar Andrea

    Ottimi materiali però ho qualche considerazione da fare. Se si ha il fotovoltaico il raffreddamento estivo costa quasi zero quindi la capacità termica passa in secondo piano; questi materiali hanno di solito una trasmittanza più alta rispetto al eps e al pur quindi necessitano di spessori molto elevati e non sempre c’è lo spazio; costano di più del eps.
    Poi io sono d’accordo che l’EPS è meglio non metterlo ma il portafoglio spesso dice altro