110%, il finanziamento ponte e la cessione del credito

Sarò io poco propenso alle continue novità sulle detrazioni fiscali “sparate” nel cielo italiano da fantasiosi legislatori, ma l’anno del 110% che sta per iniziare, secondo me, si predispone a essere prodigo di dispiaceri.

i professionisti tentano di azzeccare i garbugli del Decreto Rilancio

Da un lato molti proprietari di casa sono fermi nell’attesa di vedere apparire questa cometa e perdono tempo, dall’altro un esercito di professionisti stanno investendo centinaia di ore nel tentativo di azzeccare i garbugli del Decreto Rilancio, tempo che potevano investire in know-how e dunque nella propria crescita professionale anziché nelle “parole crociate” del testo del Decreto. Centinaia di ore gettate alle ortiche… povera patria.

come è possibile il 110%?

C’è anche da domandarsi se i governanti siano bravi a far di conto: come è possibile il 110%? più del 100? Come è possibile che uno Stato europeo possa rinunciare al gettito fiscale di quanti approfitteranno del 110%? Farà girare il lavoro… sento ripetere. Ma senza entrate, cosa farà l’Agenzia delle Entrate? risponderà alle FAQ invece che raccogliere denaro?  

E come mai nessuno dei 27 paesi si è risollevato dal COVID-19 giocando la lotteria del 110%? 

Andrà tutto bene? Non credo.

Mentre il mondo gira e il clima cambia, noi stiamo fermi a vedere se riusciamo a capire le regole del gioco per vincere o far vincere ai clienti i lavori gratis.

Ora la smetto coi miei commenti, voglio informarvi sull’aspetto che più conta per chi insegue la pratica del 110%: il soldo, la pecunia!

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l’aspetto che più conta per chi insegue la pratica del 110%

Chi sfrutterà il 110% quasi sempre non dispone dei capitali per affrontare gli interventi e le spese urgenti quindi deve per forza rivolgersi agli istituti di credito o alle Poste Italiane per ottenere un finanziamento “ponte” e iniziare i lavori. Non c’è dubbio che serva una buona liquidità per avviare i lavori in attesa di maturare le prime cessioni del credito (a stato avanzamento lavori o alla chiusura dei lavori).

le banche e il “pacchetto 110% preconfezionato”

Nel giro di qualche settimana tutti gli istituti finanziari proporranno ai soggetti destinatari dei bonus fiscali il loro “pacchetto 110% preconfezionato” e secondo me, da quando Intesa Sanpaolo ha fatto il suo outing, tutti si allineeranno più o meno così:

  1. stipula del contratto di cessione del credito per tutta la durata effettiva dei lavori
  2. impegno della Banca all’ acquisto del credito d’imposta
  3. impegno del cliente a cederlo con la formula della cessione pro-soluto:

  • per i crediti d’imposta con compensazione in 5 quote annuali, la Banca si impegna ad acquistare il credito d’imposta a 102,00€ per ogni 110,00€ di credito di imposta se il cedente è una persona fisica o un condominio (92.7% del valore nominale del credito)
  • per i crediti d’imposta con compensazione in 5 quote annuali, la Banca si impegna ad acquistare il credito d’imposta a 100,00€ per ogni 110,00€ di credito d’imposta se il cedente è un’impresa (90.91% del valore nominale del credito)
  • per i crediti d’imposta con compensazione in 10 quote annuali, la Banca si impegna ad acquistare il credito d’imposta a 80,00€ per ogni 100,00€ di credito d’imposta (80% del valore nominale del credito).

musica per le vostre orecchie:

il pagamento del corrispettivo della cessione avverrà entro 5 giorni lavorativi successivi alla data in cui il credito risulterà nel cassetto fiscale della Banca, senza alcun ulteriore onere.

Per tutti quelli che ricorreranno al finanziamento “ponte”, il corrispettivo della cessione sarà ovviamente utilizzato per rimborsare alla Banca il finanziamento.

Andrà tutto bene?


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2 commenti su “110%, il finanziamento ponte e la cessione del credito”

  1. per l’agevolazione il Decreto fa riferimento alla data effettiva del pagamento e non a quella di inizio lavori.
    Mettiamo il caso, ad esempio, che un contribuente voglia fare a giugno 2020 i lavori per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione. Se nel mese di giugno (quindi fuori dal periodo agevolato) dà un acconto al fornitore, su quella spesa non avrà il 110%. Se versa un saldo nel mese di luglio, su questa spesa potrà avere il superbonus.

    l’Agenzia delle Entrate dice che le spese sostenute per gli interventi trainanti devono essere effettuate nell’arco temporale di vigenza dell’agevolazione: cappotto o sostituzione dell’impianto di climatizzazione devono essere fatti tra il 1° luglio 2020 ed il 31 dicembre 2021.

    Visto che tutto vale se e solo se le asseverazioni ed i requisiti tecnici lo consentano…
    io penso che il suo cappotto da 8cm non soddisfi i requisiti dell’allegato E, mentre i sistemi isolanti Thermophon di Settef rispettano i Criteri Ambientali Minimi, necessari per accedere al Superbonus 110%. quindi bisogna verificare la trasmittanza ottenuta post operam: se non la conosce chieda al suo tecnico di controllare.

    Mal che vada potrà utilizzare l’opzione della cessione del credito, che è prevista per gli anni 2020 e 2021, ma con le percentuali di detrazione previste per i singoli interventi (ristrutturazione edilizia o ecobonus, ma non il 110%).

  2. Buongiorno, le volevo chiedere informazioni per quanto riguarda il superbonus 110. Premetto che la mia cila è stata aperta nel 2018 e non ancora chiusa, ho già eseguito lavori di coibentazione esterna con cappotto settef da 8 cm, impianto fotovoltaico da 6kw e termico. I lavori sono stati appena finiti ma ancora devono fatturarli. Secondo lei sono nelle condizioni di poter chiedere questo bonus? Considerato che non ho capienza fiscale e che le aziende non mi fanno sconti in fattura, la mia unica alternativa è la cessione del credito alle banche.

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