Come eliminare la muffa per sempre, 3 modi

Il periodo estivo è il momento ideale per progettare di eliminare la muffa, e permette di affrontare la stagione autunnale con le carte in regola. Ricordiamoci che stiamo parlando della nostra salute e non di argomenti futili.

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Prima di analizzare le 3 possibilità che abbiamo per combattere la muffa in casa, fissiamo alcuni punti importanti:

superfici fredde e umidità elevata = muffa

La muffa è sempre il risultato non voluto della presenza di porzioni di superfici interne fredde (dei cosiddetti ponti termici di un edificio) e umidità interna troppo elevata. Inutile quindi concentrare tutte le nostre ire sul costruttore della casa fin che noi non abbiamo fatto la nostra porta con una corretta ventilazione degli ambienti.

Chi sta leggendo questo articolo sa benissimo che il problema della muffa non riguarda solo gli edifici esistenti non ristrutturati, ma anche edifici nuovi o magari appena ristrutturati. Per esempio in molto casi la muffa è comparsa dopo che sono state installate nuove finestre.

arieggiare meglio = niente muffa

Le brutte abitudini di cambiare poco l’aria sono dure a morire, perciò costringetevi a tenere in casa qualche termoigrometro, molti modelli indicano il livello massimi e minimo raggiunti nelle 24 ore e sono ancora più utili a capire quanto bene o quanto male stiamo conducendo la casa.

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Se non badate a spese, regalatevi un misuratore di CO2 che è uno strumento ancora più intelligente per gestire gli ambienti interni: se la CO2 è elevata, sopra gli 800 ppm, non c’è alcun dubbio che sia venuta l’ora di cambiare aria!

In breve tempo vi abituerete ad arieggiare meglio, brevemente e spesso (è perfettamente inutile e stupido lasciare la finestra aperta mezza mattina d’inverno! ma tante case sono gestite così).

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cosa dice la normativa

Tanto perchè lo sappiate anche voi, la normativa italiana ammette la presenza di ponti termici – purché se ne tenga conto nel calcolo delle dispersioni termiche e purché non determinino la formazione di muffa. Tutti i progetti devono attenersi a questa norma.

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cosa dice CasaClima

Cosa dice invece il protocollo CasaClima? La certificazione CasaClima vuole che tutti i ponti termici non determinino una temperatura superficiale interna inferiore ai 17°C che diventano 12,6°C se è installato un apparecchio di ventilazione meccanica con recupero di calore (la VMC).

Perchè l’Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima fornisce queste 2 indicazioni fondamentali?

nessuna zona con temperatura superficiale interna inferiore ai 17°C

Proprio perchè sa che un’abitazione dove i ricambi d’aria sono gestiti manualmente da chi ci abita (aprendo le finestre ogni tanto) il livello di umidità è spesso fuori controllo e, ad esempio di notte, raggiunge livelli ancora più elevati: in questa situazione il rischio muffa è dietro l’angolo ed è indispensabile che l’edificio non presenti nessuna zona con temperatura superficiale interna inferiore ai 17°C e quindi riesca a sopportare elevati livelli di umidità interna senza evidenziare condense.

nessuna zona con temperatura superficiale interna inferiore ai 12,6°C

Tutto cambia se abbiamo installato una VMC: la ventilazione meccanica, che recupera anche il calore, si occupa in tutto o in parte (dipende se è un impianto centralizzato oppure se è puntuale) del ricambio d’aria e quando all’esterno le temperature sono inferiori a quella ambiente è sicuro che anche una certa quantità di vapore venga espulsa insieme all’aria viziata. Ecco perchè CasaClima vuole che tutti i ponti termici non determinino una temperatura superficiale interna inferiore ai 12,6°C (e non 17°C): l’aria interna più secca difficilmente condensa su una superficie con temperatura di 12,6°C.

Se guardate nella tabella che vi ho messo sotto, l’aria ambiente a 20°C e 60% di umidità relativa interna (con il suo carico di vapore) potrebbe raggiungere il punto di rugiada solo se trovasse una superficie di 12°C e CasaClima sa benissimo che con la VMC accesa difficilmente la casa avrà un umidità relativa interna più alta rispetto a quel 60%, forse per alcuni minuti e in alcuni ambienti come il bagno o la cucina.

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Il comfort termo igrometrico

Questo breve accenno sui picchi improvvisi di umidità elevata (faccio la doccia, oppure scolo la pasta) dovrebbe essere l’occasione per ricordarvi che scegliere un rivestimento interno (intonaco, finitura, pittura ecc) igroscopico non è una decisione inutile o prettamente estetica. Anche il rivestimento interno svolge la sua funzione di volano igrometrico solo se è stato scelto con cura. In due parole, un intonaco cementizio e una pittura scadente non permettono alle superfici di svolgere questa utile funzione di assorbire temporaneamente e alla svelta un bel po’ di vapore. Un intonaco di calce e una pittura alla calce invece sì.

Aì possono fare tutto gli impianti (la VMC in periodo di riscaldamento e il deumidificatore in periodo estivo) ma facilitare il compito di trattare improvvisamente grandi quantità di vapore significa godere di un miglior comfort abitativo.

la classificazione delle capacità di assorbire il vapore

Alcuni materiali possono assorbire e cedere molto vapore (il legno, la calce, l’argilla). Sulle certificazioni dei materiali si può leggere la classificazione delle capacità di assorbire il vapore:

  • da WS I fino a WS III.

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Questo è un ottimo esempio, l’argilla supera la classe WS III ed è in grado di assorbire in mezz’ora anche 10 grammi di vapore ogni mq di superficie. Immaginate che una parete di soli 4 metri di lunghezza può farsi carico di 100g di vapore se improvvisamente ci fosse troppo vapore in ambiente.

capito come eliminare la muffa?

Avete ragione, non ho ancora scritto la ricetta antimuffa. Lo faccio adesso, ma tutte le premesse fatte sopra non sono inutili.

la bonifica

Iniziamo con le 3 operazioni di bonifica dalla muffa:

  1. rimuoviamo meccanicamente le macchie di muffa dalle pareti e dal soffitto facendo meno polvere possibile e proteggendo occhi e respiro senza usare nuovi spray e altri veleni
  2. controlliamo se la muffa ha attaccato le schiene dei mobili perchè in questo caso dobbiamo sostituirli
  3. laviamo tutti i tessuti e indumenti che profumano di muffa aggiungendo un po’ di acqua ossigenata nel cassettino prima della lisciva

con queste 3 operazioni possiamo dire di aver fatto una sufficiente bonifica dalla muffa senza aggiunta di ulteriori veleni o biocidi.

Adesso dobbiamo pianificare l’intervento antimuffa che può prendere 3 strade: quella economica, quella più costosa e quella ancora più costosa.

intervento antimuffa economico (1a strada)

Per risparmiare e affrontare la stagione autunnale dopo le 3 operazioni di bonifica dobbiamo rinnovare tutte le finiture interne, quindi scegliere una nuova pittura murale interna. Moderiamo la fantasia e puntiamo sulle tinte tenui pastello se non sopportate il bianco, comunque sia i colori vivaci sono meno amici della salute. Il bianco sarebbe comunque l’operazione più facile perchè di più facile stesura senza difetti.

La nuova pittura deve essere a base calce  e non antimuffa o nano termoisolante quindi in base alla situazione delle superfici si dovrà scegliere un promotore di adesione corretto, un primer, un fissativo sicuramente non acrilico.

L’occasione del rinnovo degli interni è non solo un buon momento per rivedere l’estetica, è il momento ideale per togliere le cornici dei serramenti e verificare che ci siano le nastrature telaio-muro a garanzia della tenuta all’aria del foro finestra.

Così abbiamo fatto un decente e forse sufficiente (dipende da voi e da quanta umidità riuscirete a non accumulare in casa. cambiate abitudini!) intervento antimuffa perchè

  1. la pittura ha un pH elevato sgradito alle muffe
  2. arieggiando frequentemente e intelligentemente potete mantenere l’umidità interna più bassa.

intervento antimuffa costoso (2a strada)

Potendo spendere almeno 2mila €, oltre al pittore, siamo in grado di acquistare una macchina (speriamo ne basti una sola) VMC, cioè una ventilazione meccanica decentralizzata con recupero di calore, che, se risulta brevemente canalizzabile verso un ambiente vicino, sarà capace di creare un flusso d’aria molto virtuoso e dare anche grandi soddisfazioni di comfort.

Pensate se si riuscisse a portare la mandata dell’aria in camera padronale e la ripresa nel bagno, dove notoriamente l’umidità è elevata e spesso resta qualcosa di bagnato per molto tempo. Tutto dipende dal distributivo interno e dagli impedimenti strutturali o del mobilio interno.

Così abbiamo fatto un buon lavoro perchè oltre alla bonifica interna e ai nuovi rivestimenti sani e freschi abbiamo installato una specie di maggiordomo da parete, la VMC, che si occuperà di aiutarci nella corretta ventilazione dei locali per tutto il periodo di riscaldamento.

Una garanzia in più rispetto all’intervento antimuffa economico che si affida in gran parte alla buona sorte e ai buoni materiali.

intervento antimuffa più costoso (3a strada)

comprendere la muffa - Come eliminare la muffa per sempre, 3 modi 13Abbiamo capito che la muffa è comparsa sulle pareti e a soffitto perchè le superfici sono troppo fredde quindi sappiamo bene che la casa o non è isolata o è stata mal isolata. In entrambi i casi, progettare un isolamento sul lato interno è la soluzione migliore perchè anche le zone più critiche avranno finalmente una temperatura superiore:

  • lo spessore non è così determinante, ma come minimo, collanti e finiture incluse, dobbiamo prevedere 25mm.

L’isolamento interno garantirà temperature interne più confortevoli e la VMC si occuperà di mantenere il livello di umidità relativa interna più basso.

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Se conoscete almeno un po’ questo sito di informazione tecnica sapete già (siete esperti-lettori) che non è possibile progettare un isolamento interno con materiali pericolosi per la salute o chiusi al passaggio del vapore quindi diamo semaforo verde solo a sistemi salubri e igroscopici con finiture a base calce.

Così abbiamo fatto un ottimo lavoro: la bonifica, l’isolamento interno, l’eliminazione degli spifferi dei contorni finestra e la ventilazione corretta.

Abbiamo eliminato la muffa per sempre. Era quello che volevamo.


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autore – Federico Sampaoli  comprendere la muffa - Come eliminare la muffa per sempre, 3 modi 17


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4 commenti su “Come eliminare la muffa per sempre, 3 modi”

  1. è buona regola non limitarsi a isolare la parete ma cercare di risvoltare l’isolante per una 30ina di cm a soffitto e verticalmente sui divisori per evitare che la zona dove termina l’isolamento abbia una temperatura superficiale troppo bassa e troppo diversa da quella isolata.
    di fatto si crea un dente, ma esistono anche isolanti a cuneo per nascondere meglio la soluzione per l’attenuazione del ponte termico.

  2. in merito alla soluzione 3, il cappotto interno va posizionato su tutte e 4 le pareti o può bastare solo sulle 2 pareti più fredde?
    grazie

  3. come da manuale, non posso progettare un sistema a cappotto su una muratura umida, quindi devo prima progettare il risanamento e poi progettare l’isolamento a cappotto sul lato esterno.
    diverso sarebbe se intendo isolare dall’interno perchè alcuni pannelli sono adatti all’isolamento di pareti con presenza di umidità di risalita e anche presenza di sali.
    oppure alcuni speciali intonaci risananti deumidificanti e termoisolanti

  4. Mi sono sempre chiesto (vado un po’ fuori argomento) cosa succede facendo un cappotto su un muro interessato da umidità di risalita? Immagino che i sali che spaccano l’intonaco stacchino anche il cappotto. Che fare?

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