Come progettare una muratura in laterizio con intercapedine isolata

Per una volta non parleremo di isolamento termico della parete, ma delle due pareti in laterizio che contengono lo strato isolante:

spostare l’isolante verso l’interno o verso l’esterno?

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Se ci troviamo a progettare una parete con isolante in intercapedine non dobbiamo dimenticare l’importanza dell’accumulo termico della parete quindi dobbiamo possibilmente scegliere di avere la massa maggiore nello strato interno.

A guardarsi intorno le pareti isolate in intercapedine presentano sempre blocchi forati sottili sul lato interno e forati più grossi sul lato esterno – probabilmente è una scelta dettata dall’istinto: devo proteggere l’edificio, quindi istintivamente il blocco più sicuro lo posiziono all’esterno. Questa volta l’stinto ci ha ingannato!

E’ vero che alcuni valori della stratigrafia fanno sembrare uguali le prestazioni dei 5 strati che la compongono, sia che il laterizio sottile sia all’esterno e sia che sia interno:

  • intonaco esterno
  • intonaco interno
  • isolamento in intercapedine
  • muratura esterna
  • muratura interna

La Resistenza Termica infatti non cambia, idem per la trasmittanza termica U, ma una parete in laterizio funge anche da volano termico: cioè limita le oscillazioni di temperatura delle superfici interne (per esempio quando spegniamo il riscaldamento, o la stufa ha terminato la combustione), ecco perché è utile avere più accumulo termico sul lato interno che sul lato esterno:

il motto progettuale è questo: + massa all’interno e + isolamento all’esterno

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e questo vale anche per una parete con un’intercapedine isolata dove anche questa deve decidere se spostare l’isolante verso l’interno o verso l’esterno!

Un accumulo termico maggiore grazie alla massa maggiore della muratura di tamponamento interno in laterizio offre un volano termico molto migliore! quindi un comfort migliore sia nel periodo di riscaldamento che in periodo estivo.

Oggi, immaginando di costruire il nuovo, possiamo mettere in cantiere la stessa stratigrafia con un’unica operazione (invece che 3 lavorazioni diverse), per esempio costruendo con un monoblocco preassemblato che ha 2 elementi in laterizio e uno strato isolante battentato e interposto:

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Si può ben vedere che questo sistema ha giustamente previsto il grosso laterizio interno come strato per accumulare il calore. Qui sotto l’analisi del nodo costruttivo degli angoli che sono ponti termici geometrici (le condizioni al contorno sono: Temperatura interna 20°C, esterna 0°C e Umidità relativa interna 65%):

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Nessuna criticità come umidità superficiale del lato interno e nessun rischio di condensazione interstiziale.

Se stiamo lavorando sull’esistente e ci troviamo, come spesso accade, nella situazione esattamente opposta (muratura grossa fuori e sottile dentro), l’unica soluzione che abbiamo sarà lavorare sugli intonaci interni per ristabilire un maggior accumulo possibile.

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autore: Federico Sampaoli

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14 commenti su “Come progettare una muratura in laterizio con intercapedine isolata”

  1. Buon pomeriggio Sig. Alessio tutti concordiamo che gli impianti VMC vadano sempre consigliati per meglio gestire la qualità dell’aria negli ambienti.
    Credo lei si soffermi sull’aspetto ‘’movimentazione d’aria’’ che ritiene ‘’impercettibile’’ nei sistemi di ventilazione meccanica per unità abitative con funzione di ricircolo.
    E’ chiaro che un impianto VMC di sola aria primaria che porti ad un ricambio pari a circa 0.4 Vol/h dell’unità abitativa è certamente ottimale.
    Prevedere un sistema di riscaldamento o raffreddamento attraverso un sistema di ventilazione supplementare porta ad un flusso d’aria certamente maggiore, solitamente 4 o 5 volte superiore.
    Aumentando il flusso d’aria di certo la percentuale di insoddisfatti per correnti d’aria, aumenta.
    Se vuole approfondire tale concetto può trovare ottime informative nella norma UNI EN ISO 7730.
    Sul fronte rumorosità, come lei anticipa, non udibile non posso spendere parole in quanto materia ampia e delicata e dipendente da moltissimi fattori.

  2. Premesso che il problema dei batteri o virus nei condotti potrebbe sussistere anche con VMC tradizionale, e non credo certo vi sentiate di sconsigliarla, temo che i recenti fatti abbiano amplificato il problema, ammesso che lo sia.
    Centri commerciali, ospedali, alberghi, ecc non mi pare siano soggetti a problematiche così devastanti.
    Tanto più che nel caso esistono anche prodotti sanificanti.
    Detto ciò la macchina è comunque dotata di vari filtri, sostituibili anche.
    Infine mi soffermo ancora sul fatto del presunto movimento aria che lo ripeto non esiste non è percettibile. Mi perplimo a leggere certe cose sono onesto..
    Sul fronte rumorosità, al di la del fatto che è la macchina è impostabile in molti parametri, tra cui anche la limitazione delle frequenza in determinati orari, in ripostiglio qualsiasi con porta chiusa, non è udibile.
    Faccio tesoro delle informazioni riguardo la struttura, ribadendo che un sistema a tutt’aria non ha bisogno di necessari accorgimenti, ma solo di una costruzione decente per l’anno 2020, ma questo vale per tutti i sistemi a prescindere.

  3. Buon giorno Sig.Alessio,
    un edificio NZEB (Nearly Zero Energy Building) non ha una definizione ben definita in quanto le direttive Europee EPBD del 2010 (oramai 10 anni fa) lasciano libertà ad ogni paese di individuare e dettare le caratteristiche per come bisogna costruire.
    In ogni caso si tratta di un edificio capace di un bilancio fra energia consumata ed energia prodotta prossimo allo zero. Il bilanciamento fra energia consumata deve essere somministrata con pannelli fotovoltaici possibilmente e limitare per quanto possibile l’energia consumata.
    Rispondendo ai sui quesiti.
    1° domanda:
    – Non ritengo corretta la considerazione che un edificio a tutt’aria debba avere particolari accortezze… anzi mi spingo a dire che è falso .
    Risposta : Un impianto a tutt’aria, correttamente come dice lei, non deve avere particolari accortezze anche perché si è spesso costruito con impianti a tutt’aria ma non è corretto dire edifici performanti. Per chiare un edificio performante lo si considera quando non supera un carico termico invernale superiore a 10 W/m2, vedi edifici Passivhaus, e per raggiungere questo obiettivo è assolutamente necessario essere accurati nei calcoli e soprattutto usare i giusti strumenti di calcolo.
    2° domanda:
    Se una macchina ‘’x’’ riesce non vedo le ‘’accortezze’’ che menziona.
    Risposta : Le macchine possono essere costruite per qualsiasi tipologia di carico termico ed estivo a servizio delle abitazioni.
    3° domanda:
    Conosco diverse abitazioni con la Brofer …
    Risposta :
    L’aggregato compatto Brofer che lei cita credo sia la HPU 600 è certamente una bella tecnologia . L’apperecchiatura che cita ha la capacità di una portata d’aria di rinnovo fino a 200 m3/h e una portata d’aria di ricircolo pari a 500 m3/h con la capacità di erogare una potenza di raffrescamento pari a circa 5000 Watt e similare in inverno.
    Quando descriviamo unità abitative con carico termico inferiore a 10 W/m2, ovvero ad alta efficienza, si intende ad esempio una abitazione di 100 m2 richiede di picco 1000 Watt. La macchina Brofer ne da 5000 Watt pertanto va benissimo per abitazioni che chiedono un carico termico fino a 50 W/m2 e oltre visto che prevede anche resistenze elettriche di supporto. Quindi per concludere tale aspetto, con 50/60 Watt/m2 è possibile costruire unità abitative senza grandi attenzioni o ‘’accortezze’’.
    I veri aggregati compatti a servizio degli edifici NZEB/Passiv riescono a riscaldare a raffreddare le nostre unità abitative con la portata dell’aria solo di rinnovo ecco quale è il concetto principale.
    In caso contrario vi è la necessità di prevedere più canali d’aria di ricircolo.
    Vediamo i difetti di tutti gli impianti ad aria che funzionano in ricircolo o quali siano gli accorgimenti da prendere in considerazione :
    La distribuzione dell’aria di ricircolo necessaria per il condizionamenti degli ambienti a valle dell’aggregato compatto nella maggiorparte dei casi, per semplicità d’installazione e per costi sono realizzati mediante tubazioni flessibili e questa tipologia di tubazioni forniscono nel tempo una superficie nutriente per i microorganismi. I materiali , la conformazione delle superfici e la configurazione geometrica dei componenti del sistema devono essere tali da impedire il deposito o l’adesione di agenti contaminanti. Tutti i componenti devono essere accessibili per l’ispezione e la pulizia. Tali accorgimenti risultano impraticabili. Ricordo che è necessario ridurre al minimo l’impiego di condotti flessibili, prive di superfici interne lisce, in quanto difficili da pulire; inoltre in caso di elevata contaminazione, tali dispositivi devono essere obbligatoriamente essere sostituiti.
    Un impianto a tutt’aria con ricircolo genera nelle abitazioni un ricambio d’aria compreso tra i 5 e i 7 Vol/h, e tale flusso d’aria non è cosi confortevole oltre al fattore di essere poco gestibile. Pensiamo di notte se si dovesse avviare quali potrebbero essere i rumori generati oltre a prevedere griglie di transito sulle porte o mantenere le basi delle porte sollevate di almeno 2 cm.
    4° domanda:
    Cosa voglio ottenere dal mio edificio ? Che sia costruito bene, che sia longevo e duraturo.
    Risposta :
    Tutti gli edifici sono progettati e costruiti per dare una durata nel tempo di circa 50 anni. Bisognerebbe dare più attenzione al sistema di manutenzione degli impianti e ridurre i costi di gestione.
    Per fare ciò le consigliamo di trovare un professionista che utilizza software PHPP, che sappia calcolare i ponti termici ad elementi finiti e che le sa consigliare bene i serramenti, l’impiantistica e una ottima tenuta all’aria dell’edificio con valori di n.50 < 0.6.
    5° domanda:
    Avendo una parete di Max 46 cm qual è la soluzione migliore ?
    Risposta :
    La soluzione migliore è considerare tutto il complesso edilizio affinchè la dirrenza tra dispersioni e apporti porti a un carico termico inferiore a 10 Watt/m2 e poi pensare a quanto fotovoltaico inserire per generare un edificio NZEB.
    Comprendere solo la valenza di trasmittanza di una parete non avrebbe un senso.
    6° domanda:
    Meglio un cappotto esterno generoso che mi dimessa i ponti termici e probabilmente mi costa meno ? o non dura negli anni ? o meglio intercapedine ?
    Risposta :
    Per definire la tipologia di coibente risulta sempre essere una calcolo che il suo professionista trova simulando più volte i risultati fino a quando non trova il giusto compremesso sempre tra dispersioni e apporti. Il concetto rimane sempre lo stesso per tutti pertanto pensare ad unico binario non è una scelta corretta.
    Tutti i sistemi coibenti se ben studiati permangono nel tempo. Se intende proteggere un eventuale cappotto da episodi esterni quali biciclette o altro esistono sistemi rinforzati oppure le dovrà proteggere con altro materiale, ma potrebbe scegliere, calcoli permettendo, solo mattone performante.
    Cordiali saluti

  4. Mi è capitato spesso di ascoltare committenti insoddisfatti dei loro professionisti: la critica al proprio architetto o al proprio ingegnere è di solito di natura confusa e personalmente evito di partecipare a questi sfoghi.

    Comunque sia, le cose stanno così:
    nessun risarcimento a titolo contrattuale potrà essere chiesto al professionista per l’inadempimento o il non corretto adempimento dell’incarico (Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza n. 2040 del 4 febbraio 2015).

  5. All’interno della definizione Nzeb in Italia rientrano “tanti” edifici ma bisogna capire quali lo sono realmente.
    Io progetto un edificio a tutt’aria solo se questo rientra all’interno di determinati valori e le posso assicurare che solo alcune volte l’edificio poteva essere riscaldato e raffreddato solo ad aria perché in tutti gli altri casi, nonostante avessi pareti da 0,10 infissi di un certo tipo, risolto tutti i 30 – 40 ponti termici in modo da azzerarli, ottimizzato l’esposizione, non sono riuscito a rientrare in certi valori – quindi ho dovuto considerare un altro tipo di impianto.

    Nel suo caso, se il termotecnico le dice che riesce con l’aggregato compatto a soddisfare i suoi fabbisogni, non capisco dove sta il suo problema.
    Un impianto a tutt’aria, per garantire un determinato comfort all’interno degli ambienti, non deve assolutamente superare determinate velocità e portate di aria altrimenti seccano l’ambiente e viene meno il comfort, appunto, per la velocità dell’aria e anche il comfort acustico dovuto ai grandi volumi d’aria di cui necessita per garantire determinate potenze.

    Per quanto riguarda il metano le posso assicurare che negli ultimi dieci anni non mi è capitato di utilizzarlo nei miei progetti.

    Nella progettazione non guardo se il fabbisogno è coperto dalla potenza che la macchina mette a disposizione ma tutta una serie di ulteriori considerazioni che permettono di progettare il comfort.
    Se il suo edificio ha un certo fabbisogno e lei pensa che a livello progettuale basta che la macchina “ce la fa”, ben venga, ma non rientra nel mio modo di progettare.
    Se ha già deciso l’aggregato compatto da utilizzare non capisco perché sta ancora chiedendo conferme per questo tipo di impianto.

    Tornando al suo edificio se ha ottimizzato il rapporto di forma, l’esposizione, gli ombreggiati, ha ridotto all’osso i ponti termici dell’involucro e degli infissi, ha ottimizzato gli spessori degli isolamenti degli elementi orizzontali e il suo ultimo dubbio è se fare un isolamento esterno o un isolamento in intercapedine, le consiglio di valutarli entrambi considerando la prestazione ed il costo delle due alternative. Secondo me sono entrambe valide soluzioni.

  6. Dunque per NZEB ovvero che sia meglio di un A4. Poi non capisco la domanda….c è un definizione di NZEB? Si. E allora…
    Detto ciò, ho notato che l articolo è stato modificato e di cio mi compiaccio.
    Non ritengo corretta la considerazione che un edificio a tutt aria debba avere particolari accortezze…anzi mi spingo a dire che è falso. Un edificio x ha un fabbisogno energetico estivo ed invernale? Bene se la macchina x ce la fa non vedo le “accortezze” che menziona. Piuttosto vedo fior di finti esperti (non mi riferisco a voi sia ben chiaro) e termo tecnici che demonizzano il tutt’ aria in favore dell’ ormai vetusto ed irregolabile riscaldamento a pavimento magari con ancora il gas metano e il solare termico (oscenità) ma senza VMC. Va bene tutto ma….il tempo dell’ incompetenza e delle mazzette dei produttori/installatori di radianti e caldaie temo sia in declino…
    Conosco diverse abitazioni con la brofer (cito questa perché è la più potente e tecnologicamente avanzata (portata d aria costante) non la devo pubblicizzare) che non sono NZEB ma A4 se no A3.
    Precisato ciò tra pochi mesi entra in vigore l obbligo per gli edifici di essere NZEB…quindi non mi pare di chiedere la luna. Anzi il minimo legislativo ormai.
    Cosa Voglio ottenere dal mio edificio?
    Che sia costruito bene, che sia longevo e duraturo, che le pareti abbiano trasmittanza uguale od inferiore a 0.20. Avendo una parete di Max 46cm qual è la soluzione migliore?
    Meglio il cappotto esterno generoso che mi azzera i ponti termici e probabilmente mi costa meno? O non dura negli anni?
    O meglio ad intercapedine? Immagino costi un Po di più ma in teoria l isolante è protetto ed pressoché eterno…
    Punto chiarito è che se ad intercapedine la parete grossa vuole interna. Nel mio caso evidentemente degli incompetenti mi hanno progettato il contrario. Nessun problema, Mai saranno pagati.

  7. Sarebbe interessante capire cosa intende per NZEB o cosa si aspetta dal suo nuovo edificio a livello di comfort. Consideri che l’edificio deve avere un fabbisogno energetico molto basso e deve essere ben studiato nei minimi dettagli per poter essere riscaldato e raffreddato solo con aria. I pilastri e i solai “coperti” con 5 cm non penso siano adeguati in un edificio performante ma come le dicevo nella risposta precedente dipende tutto da cosa vuol ottenere dal suo edificio.

  8. L’ abitazione sarà un tutt’aria, no riscaldamento a pavimento o radianti vari.
    La richiesta è che sia NZEB.
    Casa su due piani 140 mq esterni (70 p.t. +70 1°P. – netti interni sono 55+55), 110 interni, in pianura padana in Emilia, provincia di Ferrara (zona climatica E), zona sismica grado 3 credo (cmq epicentro del terremoto del 2012 che ha colpito l’emilia). Muratura di tamponamento. Non avendo cappotto esterno i pilastri verticali in calcestruzzo e solai orizzontali ricoperti se non erro da 5 cm di EPS o Celenit.
    Abitazione senza gas metano, ma tutta elettrica (fotovoltaico 6,2kW):
    Piano cottura ad induzione, Acqua calda sanitaria, vmc, de-umidificazione, riscaldamento e raffrescamento tutto affidato alla Brofer HPU600.
    Infissi: Marca: Internorm Modello: KF520 Triplo vetro – Valore Medio Uw (calcolato): 0.72 W/m²K
    Monoblocchi infissi: Marca: Hella Modello: Trav Frame
    Questo il mio caso…

  9. Per quanto riguarda il miglior compromesso le posso dire che dipende tutto da lei perché tutti i pacchetti, se ben progettati, portano allo stesso risultato. Se guarda il costo del pacchetto di tamponatura, capisce che ci possono essere delle soluzioni, se guarda la durabilità ce ne sono altre, se guarda la salubrità ce ne sono altre ancora.
    Con 46 centimetri di spessore si possono fare diverse soluzioni.
    Una soluzione può essere la migliore per lei ma non per un’altra persona, quindi capisce che deve essere riferita alle richieste della persona in quel determinato edificio. Saluti

  10. non si sa mai a chi credere…? trovare la persona giusta non è roba da pagine gialle!
    il dentista come lo ha scelto? economico? vicino? sottocasa?
    l’auto come l’ha scelta? anche qui ogni casa dice la sua e parla solo male degli altri.

    torniamo alla sua muratura.
    lei è quasi certamente un esperto-lettore, dunque avrà già capito che personalmente ho un debole per il blocco in laterizio rettificato non farcito di isolante. perfetto, salubre, semplice, veloce che altro volere?
    fabio forse ha un debole per un’altra soluzione…

  11. Si sono ancora in fase progettuale. Purtroppo sono anche deluso dal comportamento di numerosi professionisti o che perlomeno si spacciano tali. Passa proprio la voglia di costruire. Non si sa mai a chi credere, ognuno dice la sua…
    Tra l altro a sto punto che non mi convenga fare il classico cappotto esterno con laterizio interno….insomma la parete può essere fino a 46 cm nel mio caso….qual è il miglior compromesso? Il miglior rapporto qualità prezzo? L’ isolamento in intercapedine ha una tripla posa alla fine…. il cappotto esterno più laterizio interno solo due pose. Cioè se il cappotto esterno non da problemi (oltre a garantirmi il massimo della correzione dei ponti termici) e dura quanto la casa non vedo perché imbarcarmi in una soluzione ad intercapedine….
    Tenendo conto che la trasmittanza la voglio uguale o minore a 0.20 e non credo sia un problema con 46cm……
    Poi un altra cosa…. nel mio caso la soluzione giusta e corretta o comunque migliore è una. Lo si dica chiaro e tondo se quella che mi hanno progettato è errata e ne prendo atto. No a mille giri di parole alla politichese altrimenti chi come me è ignorante in materia rischia di rimanerlo perché nessuno prende posizione e ha il coraggio di sostenere e validare ciò che scrive. Senza polemica alcuna…Ancora grazie.

  12. Salve Alessio, mi sembra di capire che si trovi ancora a livello progettuale. La soluzione ottimale è sicuramente quella con il blocco “spesso” sul lato interno, l’isolamento in intercapedine ed il laterizio “sottile” all’esterno. Questo proprio per avere più “massa” all’interno. Se invece la parete è già stata realizzata allora può considerare di fare un intonaco di argilla di alcuni centimetri in modo da avere uno strato di accumulo adeguato. Saluti

  13. non si usa mai la muratura esterna meno spessa… è, come ho scritto, una scelta dettata dall’istinto.
    e una buona fetta del patrimonio edilizio è stato costruito con l’istinto.

    non le voglio dire di cambiare termotecnico e non intendo salire ad un livello di incompetenza.
    la posso però assicurare che lo spessore sottile di laterizio esterno non presenta nessuna criticità come umidità superficiale del lato interno e nessun rischio di condensazione interstiziale.

    se la preoccupazione è riferita all’umidità che si accumula d’inverno nella stratigrafia ricordiamo che il laterizio è materiale con grande assorbenza capillare.

    per curiosità può andare a leggere la valutazione dei parametri termotecnica a questo link
    http://www.fornacidimasserano.com/informazioni-tecniche-linea-tris/valutazione-dei-parametri-termotecnici

  14. Salve Sampaoli, avevo già letto in rete che sarebbe meglio mantenere la muratora “grossa” dentro.
    Il mio progetto attualmente prevede l’ esatto opposto, alla mia proposta di “scambio” pareti così mi ha risposto il termotecnico:

    “non si usa mai la muratura esterna meno spessa per motivi di condensa interstiziale fra gli strati di pacchetto in quanto il salto termico fra le due superfici è minimo e ti ritrovi una temperatura ancora bassa al’interno del muro con possibile formazione di condensa.”

    Allego stratigrafia del progetto https://gofile.io/?c=nXiH91
    Allego anche foto di un’altro cantiere precedentemente svolto (in questo caso il poroton esterno è da 30cm): https://imgur.com/a/ViJ1tJx https://imgur.com/a/uKt7pvM

    Che mi dice? Devo cambiare geometra e termotecnico?
    Grazie.

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