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Tetto in legno con Celenit o con lana di roccia doppia densità?

4 risposte

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I lettori approfittano spesso dello spazio per i commenti nel blog per porre domande sulle stratigrafie che gli vengono proposte dai costruttori, è un modo veloce per togliersi qualche dubbio o ricevere una verifica in fretta.

Francesco questa notte mi ha scritto:

Salve dott. Sampaoli…mi trovo in zona climatica C e sono in procinto di realizzare una villetta con il tetto in legno… mi preoccupa molto la coibentazione del tetto e proprio x questo mi sono fatto realizzare più di un preventivo…di questi preventivi solo due mi hanno colpito in positivo ma non so quale scegliere dato che i prezzi ahimè sono ben differenti….

Prima soluzione:

  • Pos. 3) Tavolato maschiato sp. 30 mm.
  • Pos. 4) Telo freno vapore Tyvek + listelli di contenimento coibentazione.
  • Pos. 5) Coibentazionea ventilata celenit composta da strato pannello in lana di legno mineralizzata celenit n 30mm. strato pannello in granulato di sughero celenit LSC 80 mm. strato pannello di fibra di legno celenit n 20 mm. + telo traspirante tyvek
  • Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 20 mm.
  • Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm. + guaina ardesiata sp. 4 mm.
  • Pos. 8) Tegola portoghese in cotto

NOTA per i lettori: il pannello Celenit LSC è un prodotto attualmente non più disponibile (segnalazione da parte dell’assistenza tecnica dell’azienda in data 21.12.18)

PREZZO:190 a mq  

Seconda soluzione:

  • Pos. 3) Tavolato maschiato sp. 20 mm.
  • Pos. 4) Telo freno vapore + listelli di contenimento coibentazione.
  • Pos. 5) Coibentazione con lana di roccia sp. 160 mm. hardrock Energy della (rockwool).
  • Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 12 mm.
  • Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm.
  • Pos. 8) Tegola portoghese in cotto.

PREZZO:160 a mq

Secondo lei con la seconda soluzione riuscirei a non soffrire il caldo estivo? o devo optare X forza X la prima?


Rispondo a Francesco con questo articolo dedicato, proprio perchè alcuni chiarimenti sono utili a tanti lettori nella medesima situazione.


Rispondo come segue:

premesso che il tetto si fa una volta sola, e non si deve sbagliare, come si può decidere la stratigrafia senza un’analisi del pacchetto tetto?

è vero che l’elenco in punti già descrive sommariamente le 2 soluzioni, MA…

  • sono state progettate per garantire la protezione dal caldo?
  • e le prestazioni invernali?
  • avremo un adeguato comfort in tutte le stagioni?
  • è stata fatta la verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015 ?
  • a proposito di protezione estiva  è ottenuta una Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,18 W/m2K ?
  • e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva abbiamo uno sfasamento > 12 ore? che è proprio il minimo minimo minimo!!!!
  • è stata progettata la tenuta all’aria del tetto in legno senza rischi di condense interstiziali?
  • ci sono le indicazioni per una corretta sigillatura di travi passanti da dentro a fuori e altri nodi critici o soluzioni strutturali alternative alle travi passanti per realizzare lo sporto del tetto?
  • e l’analisi della migrazione del vapore attraverso il pacchetto di copertura?

Entrambe le soluzioni, sia quella in sughero + Celenit (lana di legno mineralizzata) che quella in lana di roccia a doppia densità, indicano che l’ultimo strato sopra la coibentazione sarà un pannello OSB (forte freno al vapore) + guaina: questo è un errore progettuale perchè si sta costruendo un pacchetto traspirante dove il vapore dell’ambiente interno è solo regolato (frenato) dal telo posato sul lato caldo ma non potrà mai uscire all’esterno perchè l’ultimo strato non permette la traspirazione. Questo aspetto deve essere chiarito chiedendo se sia previsto uno strato di ventilazione e un telo impermeabile e traspirante con funzione di tenuta al vento.

Parlando di prestazioni estive, e dunque protezione dal caldo, queste stratigrafie NON sono proprio idonee:

  • è vero che il pannello isolante Celenit LSC composto da granulato di sughero naturale compresso + quello Celenit in lana di legno mineralizzata con cemento sembrano offrire una densità enorme e un buon valore di calore specifico, ma gli spessori progettati sono così ridotti che poco possono fare contro il caldo estivo: infatti la stratigrafia garantisce uno sfasamento di circa 7 ore: gli ambienti sottostanti si surriscalderanno fortemente ed in breve tempo.
Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,020 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 Celenit N 0,030 0,065 1810 400
4 CELENIT LSC 0,040 0,050 1500 170
5 CELENIT LSC 0,040 0,050 1500 170
6 Celenit N 0,020 0,065 1810 400
7 OSB 3 0,012 0,130 1600 600
  • la 2a soluzione è ancora più scarsa nelle prestazioni estive, mentre si comporta egregiamente in inverno quando la sola cosa importante diventa il contenimento delle dispersioni! Ma qui siamo preoccupati per il caldo estivo – e a ragione! Il pannello in lana di roccia a doppia densità 190/90 kg/mc sembra avere un bel po’ po’ di spessore (160mm), ma il suo calore specifico è bassissimo: non può proteggere dal caldo. Infatti il pacchetto tetto in lana di roccia garantisce circa 5ore di sfasamento.
Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,020 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 Hardrock energy 0,160 0,036 1030 110
4 OSB 3 0,012 0,130 1600 600

Valutare un’offerta economica per la costruzione di un tetto in legno non è banale e i costi in gioco sono molto elevati:

  • se analizziamo un pacchetto tetto e il suo costo al metro quadro dobbiamo ricordare che solo il 25% circa del prezzo è imputabile al coibente: quindi occhi aperti sui pannelli che ci vengono proposti! Sono adatti al clima dove il tetto viene costruito? Lo spessore è adeguato? Qualcuno ha fatto i calcoli?

Ora si è parlato in modo approfondito dei pannelli isolanti e si è un po’ dimenticato l’argomento vapore, condense, tenuta all’aria e struttura lignea: NON sottovalutiamo mai questi aspetti, anzi NON procediamo senza averli ben definiti. Gli errori costano cari.

Concludo dicendo…

Francesco, credo che sia sbagliato il suo approccio: farsi proporre due soluzioni diverse con relativi prezzi diversi non serve a NULLA.

Una soluzione prevede le mele e l’altra soluzione prevede le pere: non si possono confrontare pere e mele.

L’approccio corretto è decidere la stratigrafia tetto (perchè è quella che ci serve, è quella giusta per noi, per la nostra casa, per il nostro clima) e poi farsi fare due offerte da due artigiani. Allora sì che posso mettermi seduto, confrontare e decidere!

Se non vuole chiedere direttamente assistenza a me, torni dal suo tecnico di fiducia, si faccia fare una proposta di stratigrafia per tetti in legno con buone doti di protezione dal surriscaldamento estivo scegliendo con calma materiali coibenti e manti corretti per la gestione del vapore, analizzi con lui le soluzioni per ottenere la tenuta dell’ambiente sottostante senza il rischio di infiltrazioni d’aria e condense interstiziali che le guasterebbero l’opera intera. Verifichi con calma i risultati dei calcoli e poi faccia richiesta di preventivo per offerta e posa!

Lei deve chiedere un prventivo per quello che vuole lei e non per quello che vogliono fare loro. 😉


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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4 risposte a “Tetto in legno con Celenit o con lana di roccia doppia densità?”

  1. posso immaginare i danni e il danno economico derivato dalle infiltrazioni, ma le infiltrazioni hanno a che fare con la posa e non con il materiale per coibentazione.
    le muffe invece mi spingono a sospettare che sopra al tavolato del tetto in legno non sia stata progettata la tenuta all’aria dell’ambiente abitato e riscaldato sottostante.
    siamo certi che in questo nuovo progetto il manto con caratteristiche di freno al vapore sopra al tavolato garantisca anche la tenuta all’aria dell’involucro? ci sono dettagli esecutivi della posa del telo per le opportune verifiche?

    sembra che il progetto di rifacimento del tetto sia indirizzato verso le lane minerali, ma spero che sia stata informata che sul lato caldo è previsto uno strato fonoisolante che non è altro che una lastra in gesso accoppiata ad un elemento fonoimpedente su un lato e da un pannello in fibra di legno sull’altro. L’elemento fonoimpedente è costituito da una miscela di filamenti di cotone, lino e lana e collante polipropilenico.

    e poi non si può dormire sonni tranquilli pensando che la lana di roccia inzuppata da eventuali infiltrazioni o condense interstiziali dovute a infiltrazioni d’aria o altre cause resista negli anni e mantenga il tetto in ottimo stato.

    un altro aspetto importante sarebbe guardare il risultato del calcolo delle prorietà termiche del pacchetto tetto in lana di roccia proposto dal vostro tecnico di fiducia, e in particolare il dato di sfasamento espresso in ore che ci può indicare bene quanto siamo protetti dal surriscaldamento estivo.
    certamente il pacchetto isolante è ottimale in inverno contro le dispersioni termiche, mentre il fattore di attenuazione, la costante di tempo termica e lo sfasamento non saranno sufficienti.

    circa la preparazione di una seconda copertura in OSB con seconda impermeabilizzazione sopra lo strato di ventilazione è certamente una doppia garanzia in caso di difetti dell’impermeabilizzazione sottostante sul lato freddo del pacchetto, ma è anche un costo in più e un peso in più.

  2. Avatar Giorgia

    Buonasera dott. Sampaoli,
    Grazie per tutti consigli che ogni volta apprendo dai suoi articoli e dalle chiare risposte.
    Le chiedo se possibile un’opinione su questa stratigrafia di tetto in legno ventilato costruito in zona Mira riviera del Brenta
    1. Premetto che per scelta abbiamo chiesto al nostro tecnico di non utilizzare la fibra di legno dovuta a esperienza pregressa negativa per cui dopo posa scorretta di son create muffe infiltrazioni etc etc
    Il tecnico ha proposto questa 1:tavolato da25 mm,freno al vapore
    2. Un pannello silentetto” da 4 cm
    3. Poi 12 cm di lana di roccia con densità 165kg/m3 e altri 8 cm lama di roccia da 8 con densità 150 kg/m3
    4 membrana al vapore e camera di ventilazione da 6 o 8 cm
    5 pannello osb da 19 mm e sopra guaina impermeabilizzante
    6 Coppi posoti su listelli di alluminio reggi coppo
    Grata del suo tempo e delle sue indicazioni le porgo tanti cordiali saluti
    Giorgia

  3. rispondere a tutte le domande equivale ad una completa progettazione del tetto in legno, che farei volentieri, ma non il 1 maggio 😉 .
    ho dedicato tantissimi articoli per orientare nel modo migliore la progettazione, ma cercando di darle una risposta posso dire che

    per abitare una mansarda in clima caldo mediterraneo oltre a trattare il legno a vista con prodotti che garantiscano di non portare emissioni nocive in ambiente devo prevedere uno spessore di isolante tale da garantire un buon sfasamento termico perchè sarà proprio la prestazione estiva a permettere di abitare sottotetto in modo confortevole.

    i pannelli in sughero offrono una buona protezione dal surriscaldamento estivo ma non hanno una prestazione ottima come la fibra di legno quindi se vengono usati nella stratigrafia lo spessore aumenterà di qualche centimetro per compensare.
    in qualsiasi caso lei deve spronare il suo tecnico a raccogliere le schede dei materiali e calcolare la stratigrafia completa di tavolato fino al telo impermeabile e traspirante per scoprire la vera prestazione estiva del pacchetto.
    e non si preoccupi tanto della trasmittanza U quanto delle ore di sfasamento e del fattore di attenuazione! questo è quello che interessa maggiormente in questo progetto.
    posso già dire che 12 cm di isolante sono scarsini.

    circa i teli posso suggerire di impiegare un freno al vapore igrovariabile invece che uno normale con valore Sd pari a 2 metri.

    circa lo strato di ventilazione, non ho esperienze dirette del sistema con il piedino in materiale plastico agganciato al coppo, quindi solitamente prevedo di realizzare lo strato di ventilazione con listello e controlistello sopra al telo impermeabile e traspirante che copre il pacchetto isolante (sopra all’ultimo pannello che sarà certamente ad alta densità).

    per ottenere un intradosso bianco del legno a vista si possono usare oli o vernici a patto che siano miscele naturali senza biocidi o conservanti.

    infestanti:
    purtroppo le specie legnose nostrane non sono resistenti alle termiti tranne il durame di castagno.
    contro le termiti alcuni suggeriscono l’utilizzo di esche alimentari (stazioni con sostanza attiva in basse concentrazioni e profilo tossicologico molto basso).
    Le termiti sotterranee, e le termiti del legno secco fanno attività distruttiva per parecchi anni: il trattamento preventivo può essere quello del trattamento del terreno circostante (insetticidi) o del trattamento del legname con insetticidi, solo che la disinfestazione del legno non porta alla distruzione della colonia (che è nel terreno). Meglio le esche! E bassa umidità del legno! Quindi attenzione alla scelta dei teli.

  4. Avatar Paola Contu
    Paola Contu

    Buongiorno, devo realizzare una copertura per una piccola unità abitativa (35 mq) con struttura in legno a Cagliari. Dal momento che il sottotetto sarà abitabile, vorrei definire con precisione la stratigrafia del tetto in modo da assicurare una buona protezione sia in estate che in inverno, un adeguato sfasamento e da garantire una corretta gestione del vapore. Inoltre, nella mia zona, con il caldo umido estivo, è frequente l’attacco di insetti (termiti) e vorrei fare di tutto per limitare al massimo questa eventualità. Mi piacerebbe che la nuova copertura fosse il più possibile ecologica. Il mio tecnico ha ipotizzato una stratigrafia, ma io ho ancora molti dubbi riguardo a diversi aspetti, tra cui il tipo di coibente e di teli e la posa delle tegole.
    Questa è la stratigrafia ipotizzata:
    tavolato 2,5 cm
    freno al vapore Sd 2m
    doppio strato di pannelli di fibra di legno dello spessore di 6+6 cm
    telo traspirante impermeabile Sd 0,02
    posa delle tegole con sistema Aercoppo.
    Cosa ne pensa? E’ corretto posizionare le tegole direttamente sul telo o è meglio prevedere un ulteriore tavolato o dei listelli? E’ conveniente sostituire i pannelli di fibra di legno con pannelli di sughero? L’intradosso del tavolato dovrebbe essere verniciato di bianco: quali caratteristiche deve avere il prodotto da impiegare, in modo da non influire sul passaggio del vapore?
    Spero che lei possa gentilmente rispondere alle mie domande e chiarirmi qualche dubbio.
    La ringrazio per la sua attenzione.
    Distinti saluti,
    Paola Contu