Lastrico solare, isolare e trasformare

I nuovi proprietari dell’ultima unità in alto in un condominio (di un palazzo.. fate voi)  sono di solito i più interessati tra tutti i condòmini ad intervenire sull’ultimo solaio: un po’ per garantirsi dal rischio di infiltrazioni e un po’ perchè sono interessati a riqualificare energeticamente il loro ultimo piano che, come noto, è quello che più di ogni altro soffre di dispersioni termiche invernali e importante surriscaldamento nella stagione estiva.

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Da un lato la lotta in sede di riunione condominiale per proporre i lavori, dall’altro la burocrazia.

Progettando la stratigrafia per isolare l’ultimo solaio (tetto piano) è sempre conveniente intervenire da fuori, cioè all’estradosso: così si ottengono le prestazioni migliori. Questa è anche l’occasione per fare una nuova impermeabilizzazione una volta finiti i lavori.

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Non capita di rado che sia proprio il proprietario dell’ultimo piano ad accollarsi le spese per tali lavori – spesso l’unica alternativa alla battaglia di condominio. Sarà lui a finanziare tutti i lavori di manutenzione straordinaria e di riqualificazione e a questo punto si prende il lusso di ripavimentare il lastrico solare a suo gusto – parapetti, vasi e mobili da giardino inclusi.

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Ma l’ex tetto piano malandato dell’edificio può trasformarsi in un terrazzo abitabile senza aver richiesto il permesso di costruire?

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Di per sè, pavimentare un lastrico solare è solo un intervento di manutenzione straordinaria e non ne cambia la sua destinazione di utilizzo (è un tetto).

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Volete che il lastrico solare diventi un terrazzo? ci vuole il permesso di costruire.

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autore – Federico Sampaoli  isolamento lastrico solare - Lastrico solare, isolare e trasformare 13


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2 commenti su “Lastrico solare, isolare e trasformare”

  1. la trasmissione del calore attraverso l’ultimo solaio di copertura segue i tre meccanismi conduzione, convezione e irraggiamento. Le singole resistenze si combinano in serie restituendo la Resistenza totale.

    la trasmissione del calore attraverso le intercapedini, avviene per irraggiamento tra le opposte superfici dell’intercapedine e per convezione termica.

    l’ irraggiamento non risente dell’orientazione dell’intercapedine (solo dall’emissività delle superfici che si guardano)
    la convezione è invece condizionata dall’orientamento delle superfici.

    nel suo caso si vuole ottenere una intercapedine orizzontale con il flusso termico verso il basso in estate e verso l’alto in inverno: la convezione sarà ostacolata dai fenomeni della stratificazione dell’aria con moti convettivi trascurabili.

    sopra allo spessore dei 3 cm circa la resistenza termica specifica non dipende più dallo spessore dell’intercapedine d’aria:
    – la Resistenza termica di intercapedini non ventilate sopra ai 5cm vale 0,16 m2K/W se il flusso termico è verso l’alto
    – la Resistenza termica di intercapedini non ventilate sopra ai 5cm vale 0,21-0,23 m2K/W se il flusso termico è verso il basso

    http://www.tecnologica.altervista.org/php5/index.php?title=Resistenza_termica_di_intercapedini_d%27aria

  2. Fernando Trombetta

    Buongiorno.
    Le domando se, per la coibentazione di un lastrico solare, posso usare dei pannelli verticali in modo da creare una sorta di tetto con una altezza centrale di un metro e con obliquità che porti a pannelli a conficcarsi nel muri perimetrale. Non sarebbe una veranda perchè non abitabile ma servirebbe a creare uno spazio aereo chiuso che funzionerebbe come isolante. unitamente ai pannelli coibentati utilizzati per la realizzazione.
    In caso affermativo, vorrei sapere quale è l’altezza massima centrale raggiungibile.
    Grazie
    Fernando Trombetta

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