Dipendenza energetica di casa nostra

Non parlo quasi mai di normativa per spingere nei progetti una forte coibentazione. Piuttosto metto l’accento sul comfort che se ne ottiene o sulla protezione dal caldo in periodo estivo, o sull’impiantistica che può ridursi al minimo indispensabile.

Alcuni committenti nel momento di scegliere spessori ed investimenti vogliono conoscere esattamente il beneficio economico sulla bolletta annuale. Perchè isolare tanto se la bolletta energetica me la posso tranquillamente permettere?

Non siamo tutti uguali (nemmeno davanti alla legge) ma a voi, una casa che grazie all’isolamento spinto non ha bisogno di quasi niente, non regala un senso di libertà? di indipendenza? di autonomia? di leggerezza?

Non vi sentireste invincibili? immuni? fieri? all’avanguardia?

Nel 2013 l’Italia ha prodotto il 63,7% dell’energia con fonti rinnovabili, il 17,2% con il gas e il 15,9% con il petrolio.

dipendenza energetica unione europea

Nel 2013 l’Unione Europea ha consumato energia pari ai livelli anni ’90 (- 9,1% rispetto al 2006 (fonte Eurostat).

La produzione di energia UE e in Italia:

  • nucleare 29%,   in Italia 0%
  • rinnovabili 24%,   in Italia 63,7%
  • combustibili solidi 20%,   in Italia 0,1%
  • gas 17%,   in Italia 17,2%
  • petrolio 9%,   in Italia 15,9%
  • rifiuti non-rinnovabili 1%,   in Italia 3,1%

L’Unione Europea produce molta energia, ma quanta ancora ne deve importare? il 53% dei suoi consumi (nel 2013)!

Ovviamente non tutti i Paesi membri bruciano energia di cui non dispongono allo stesso modo:

  • la Danimarca deve importare il 12,3%
  • l’Italia il 76,9%
  • il Regno Unito il 46,4%
  • la Francia il 47,9%
  • la Germania il 62,7%
  • la Spagna il 70,5%.

3/4 dell’energia che bruciamo in Italia non è nemmeno nostra, la importiamo. La politica energetica italiana è sempre stata scarsa.

E noi?

che ci stiamo arrovellando sullo spessore del cappotto che faremo, o sulle nuove finestre che ordineremo – non abbiamo voglia di andare verso una nuova direzione?

Ho usato termini come ” libertà, indipendenza, autonomia, leggerezza” e aggettivi come ” invincibili, immuni, fieri, avanguardisti”. Ma voi come vi definireste da padroni di casa di classe energetica molto elevata?

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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4 commenti su “Dipendenza energetica di casa nostra”

  1. Buongiorno Sig. Guido,
    mi permetto farle una nota di chiarimento cosi da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti che vanno distinte in energia elettrica e termica , indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico ; la geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in minor richiesta elettrica) ma come spiegato per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile ; per l’energia elettrica invece se vuole rendersi quanto maggiormente autonomo possibile le consiglio di abbinare il fotovoltaico con l’utilizzo di sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm per quanto siano ancora costosi ed ammortabili non prima di 7/8 anni ; rimane indubbio il fatto che costruire un edificio autonomo/autarchico resta di fatto troppo costoso e complesso per la tecnologia attuale ; consideri comunque che di fatto in una passivhaus monofamiliare da 150 mq i costi complessivi di gestione dell’energia termica ed elettrica difficilmente superano i 500 €/anno tali da rendere inutile la ricerca dell’autonomia assoluta , questo standard di costruzione e’ di fatto la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e viene riconosciuto , con oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi , come il miglior risultato ottenibile in rapporto costo/rendimento/comfort abitativo e non da ultimo rispetto per l’uomo e per l’ambiente ; come esempio le cito una casa da noi costruita a Roncone (TN) , una delle prime case attive Italiane certificata passivhaus, con una produzione di energia elettrica maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo riscaldamento/deumidificazione/produzione acqua calda sanitaria/ventilazione meccanica/illuminazione/energia elettrica primaria per utilizzi domestici quali frigorifero,lavatrice,lavastoglie,asciugacapelli,etc – qui il link http://www.tekneco.it/progetto/villa-unifamiliare-passiva-roncone-trento/ ; ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva ; come detto e’ estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una passivhaus ad oggi assolutamente antieconomico

  2. Grazie Mirko,
    un’indicazione professionale che ho molto apprezzato. Sto più che altro cercando di acquisire informazioni sui vari sistemi in modo da farmi una cultura e non affidarmi a degli idraulici, mascherati da sedicenti termotecnici.
    C’è anche la volontà di eliminare la dipendenza dal fornitura di gas, ma su questa nutro qualche perplessità per i costi dei sistemi di accumulo che sono ancora poco costo/efficaci se posti a confronto alle necessità casalinghe nelle ore in cui non si autoproduce (il classico problema di chi lavora durante il giorno e deve fare tutto quando rientra), da qui la volontà di utlizzare il geotermico.
    Immagino che il suo consiglio sia anche quello di abbinare il tutto a un sistema domotico, che ne pensa?

    Grazie ancora e buon WE
    Guido

  3. Buongiorno Sig. Guido ,
    per la personale esperienza basata sulla costruzione di edifici ad alta efficienza credo che la soluzione migliore e primaria sia quella di investire nell’involucro e successivamente dotarlo di impianti più o meno complessi.
    Le consiglio quindi di partire da una base di protocollo di certificazione di qualità del costruito e di efficienza energetica assoluta quale Passivhaus/MinergieP/Casaclima Gold/Arca Platinum o similari e ipotizzare che i sistemi di raffrescamento /riscaldamento siano dimensionati per le potenze minime necessarie una volta garantita la prestazione dell’involucro (parliamo di 10-20 w/m2 nel giorno più freddo o più caldo dell’anno) ; come tale potrà utilizzare un piccolo fotovoltaico (comunque d’obbligo per legge) per alimentare la pompa di calore non geotermica (inutile investire denaro in un impianto complesso quando la richiesta energetica e’ estremamente bassa) unito ad una vmc con recuperatore di calore meglio certificato passivhaus (rendimenti più alti garantiti e vincoli obbligatori sulla emissioni di rumore in ambiente) ; ritengo superfluo e derogabile l’utilizzo di collettori solari termici una volta installata la pompa di calore poichè nella fase estiva , durante la produzione del “freddo” genera acqua surriscaldata ,salvo che abbia richieste particolari come vasche ad alta capacità da riscaldare; ben venga poi l’utilizzo di un riscaldamento/raffrescamento a pavimento di nuova generazione ad inerzia quasi zero (con attivazione inferiore a 20 minuti,senza massetto superficiale per intendersi) per ovviare ai problemi di latenza di detti impianti (nelle mezze stagioni può capitarle spesso di trovarsi con l’impianto acceso e al presentarsi del sole veder crescere la temperatura interna di 7/8 °C con conseguente surriscaldamento dato che una volta spento l’impianto la massa inerziale continuerebbe a cedere calore all’ambiente) unito ad un impianto di deumidificazione d’obbligo nelle sue zone ; le consiglio inoltre il supporto di un termotecnico capace e competente per garantirle qualità e comfort nella scelta degli impianti uniti ad una progettazione attenta dell’involucro

  4. Buonasera,
    scrivo per avere qualche chiarimento in merito all’abitazione che vorrei costruire in zona Ferrara (zona climatica E con elevato tasso di umidità durante la maggior parte dell’anno).
    Lotto di circa 600 mq in città, con costruzione di casa monofamiliare in legno di circa 200 mq su 2 piani con riscaldamento/raffrescamento a pavimento radiante.
    Vorrei capire se i seguenti sistemi possono/devono coesistere nell’abitazione (o se uno escluda l’altro o costituisca inutile ridondanza):
    – Pannelli fotovoltaici;
    – Geotermia in pompa di calore;
    – VMC Centralizzata con recupero di calore;
    – Pannelli Solari termici;
    – Impianto di recupero acqua piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino.
    Rngrazio per la cortese risposta.

    Cordiali saluti
    Guido

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