Coibentare una casa in mattoni faccia a vista

Sono ancora molti i committenti che chiedono una finitura faccia a vista. Sono anche committenti che non amano avere all’esterno un sistema a cappotto, come se il laterizio faccia a vista fosse garanzia di eternità.

Coibentare una casa faccia a vista

In questo caso la stratigrafia prevede la coibentazione in intercapedine. Molto spesso in capitolato è descritto uno strato di lana di roccia, in pannelli – soluzione che non amo.

Materiali naturali e più sostenibili sarebbero fibra di legno, sughero, canapa o celluolsa.

Io resto della convinzione che l’isolamento in intercapedine non sia la via migliore da perseguire, specie nel caso di nuova costruzione, e non tanto per la complicazione costruttiva e le difficoltà dei fori finestra, ma per la situazione termica degli strati:

  • una muratura interna calda
  • una coibentazione che non potrò mai più toccare
  • una muratura esterna “scollata ma ancorata” con temperature bassissime invernali e repentini sbalzi.

La stratigrafia è permeabile al vapore – ma cosa succede al materiale della coibentazione  quando è attraversato dal vapore e incontra nell’ultimo strato una superficie improvvisamente tanto fredda?

Sicuramente avviene condensazione e un materiale igroscopico si fa carico della massa d’acqua in modo estremamente naturale – non è questo il punto! Il punto è che probabilmente abbiamo fatto dei calcoli sulla stratigrafia – io per giudicare o consigliare una certa stratigrafia eseguo sempre il Calcolo delle Proprietà Termiche dei componenti edilizi per scoprire, da un lato come e quanto mi proteggerò dal caldo (fattore di decremento (attenuazione) e sfasamento) e dall’altro fino a che punto riuscirò a contenere le dispersioni (Trasmittanza U [W/m2K] secondo UNI EN ISO 6946). E’ logico che per ogni strato avrò inserito il valore di conduttività termica del materiale.

La conduttività del materiale secco! Dry! avete già capito dove vado a parare…

Se consideriamo il sughero, sappiamo che non è un campione di permeabilità al vapore, ma la fibra di legno è di certo un materiale fortemente igroscopico.

Il freddo laterizio faccia a vista rappresenta la finitura del cappotto esterno, rappresenta l’ultimo strato che il vapore deve attraversare. Nel momento in cui il vapore condensa possiamo contare solo sulle ottime qualità assorbenti del laterizio – con parole più proprie – qualità adsorbenti (dal latino adsorbere, termine composto dalla preposizione ad, a, e dal verbo sorbere, assorbire lentamente).

E’ logico però che pur scegliendo un laterizio faccia a vista molto permeabile al vapore la stagione più fredda provoca temperature interne alla stratigrafia così difficili che la coibentazione contiene una anomala percentuale d’acqua e l’adsorbimento del laterizio non “guarisce il problema”. Proprio nella stagione più fredda i numeri sono importanti: la buona progettazione della stratigrafia deve tenere conto della coibentazione “bagnata”.

Se un certo spessore di coibentazione asciutta garantisce un buon contenimento delle dispersioni termiche dell’edificio, una coibentazione che contiene una certa massa d’acqua in cammino verso l’esterno peggiora le prestazioni della stratigrafia.

E’ indispensabile compensare il peggioramento della conduttività del materiale coibente con un incremento dello spessore. Se la fibra di legno, più sensibile al problema, richiede un 25% in più di spessore, il sughero, meno igroscopico, richiede solo un 15% in più.

Tutti questi argomenti non sono una ragione per evitare materiali isolanti naturali e consigliare ai committenti soluzioni diverse. Sono una ragione per progettare meglio.



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autore: Federico Sampaoli



10 commenti su “Coibentare una casa in mattoni faccia a vista”

  1. premesso che il cappotto esterno in sughero dovrebbe essere un sistema a cappotto certificato in tutti i suoi componenti, è assolutamente sbagliato progettare un ulteriore strato termoisolante sul lato interno.
    sul lato interno è assolutamente necessario mantenere il muro intonacato con materiale di qualità non miscelato con cemento.
    solo così si può garantire grande comfort estivo.
    ovviamente le dispersioni invernali si possono contenere come da progetto iniziale aumentando di qualche centimetro il cappotto in sughero esterno.

  2. Gentile Dott. Sampaoli,
    la mia costruzione al rustico a Brindisi è quasi ultimata : struttura cls, alveolater da 30 cm , garage interrato con vespaio areato con igloo, 3 pianii fuori terra, 2 facciate i sud-est / sud ovest e 2 facciate nord-est/nord-ovest. Sulla facciata sud-ovest e’ previsto un brisole’ gigante che schermera’ un’ampia vetrata con doppi vetri . Su quella a nord est una serie di finestre con tripli vetri e gas argon .
    Sistema di vcm centralizzato, impianto con pompa di calore caldo-freddo.
    Dopo varie ipotesi l’igegnere mi ha proposto il cappotto in sughero tostato : il reparto tecnico dell’azienda
    ha previsto cappotto da 8 cm con finitura esterna a base di calce . Anche per il tetto e’ stato previsto il sughero da 10 cm al di sopra del quale guaina traspirante e chianche di corigliano. Mentre per la finitura interna non abbiamo ancora deciso. Cosa mi puo’ consigliare? Io stavo valutando i pannelli in argilla , i pannelli in calcio silicato o un buon termointonaco . Quali di questi si “sposano bene con il cappotto esterno in sughero?

    Grazie anticipatamente per la sua disponibilita’ e professionalita’

    Francesco F.

  3. Salve, abito in prov. napoli e vorrei un consiglio sulla realizzazione di un cappotto esterno.
    il villino, come le avevo già in precedenza descritto, è realizzato in pietra di tufo.
    Nello specifico vorrei un suo parere su quale materiale utilizzare.
    Avrei pensato, a valle di innumerevoli letture, al pannello in fibra di legno della Gutex Thermowall da 8 cm battentato oppure ad un pannello di sughero da 8 o 10 cm di spessore.
    inoltre, sarebbe preferibile appllicarli sull’intonaco esistente oppure rimuovendolo sarebbe utile utilizzare un fondo differente.
    inoltre secondo lei quali potrebbero essere i vantaggi di tale realizzazione?
    la ringrazio per l’att.ne.
    Sergio

  4. la fibra di legno posata nella ex (e futura) intercapedine mancherebbe di un fondo igroscopico per vivere bene in tale stratigrafia.
    poi sicuramente ci saranno delle interruzioni imposte dalla struttura dell’edificio e dai fori dei serramenti.

    se si è disposti a rifare bene la rifodera interna in forato senza interruzioni si potrebbe pensare all’insufflaggio, e contestualmente al taglio termico della rinfodera interna in alto e in basso.

    prima di partire chiarire bene i tanti ponti termici con disegni esecutivi.

  5. Buongiorno, sto per ristrutturare un appartamento realizzato con faccia a vista ed intercapedine vuota variabile tra 10 e 25cm, in zona climatica C.
    La proposta del tecnico è demolire la fodera interna, inserire pannelli da 10cm in fibra di legno (160kg/m3) e ricostruire con poroton da 8cm intonacato.
    Dalle verifiche sulla condensazione risulta condensa interstiziale tra il coibente e il mattone esterno in un paio di mesi invernali, ma in quantitativo apparentemente sopportabile dal coibente.
    Posso essere sicuro che effettivamente la condensa evapori completamente nei mesi successivi?

    La proposta del tecnico è di inserire un freno vapore tra il poroton e la fibra di legno, cosa ne pensa? Personalmente vorrei evitare le guaine, per evitare che errori di posa possano compromettere tutto.

    Ho letto in diversi articoli di questo blog che ci sono pannelli in fibra di legno con resistenza al passaggio del vapore più alta su una delle due superfici, ma non sono riuscito a trovare nessuna scheda tecnica che riportasse una variazione di resistenza al vapore, può darmi qualche indicazione? Si potrebbe evitare il freno vapore?
    Grazie, Saluti, Igor

  6. L’umidità che attraversa una struttura edile è un fenomeno naturale. Quello che mi lascia perplesso è il punto d’incontro tra la curva della temperatura e quella del punto di rugiada, solitamente proprio sullo strato più esterno, ad esempio l’intonaco (in una muratura non isolata e disperdente).
    Se avessi dovuto progettare uno strato coibente in intercapedine in fibra di legno avrei consigliato un pannello coibente in fibre di legno impregnato di lattice per avere più sicurezza nell’eventuale condensa sul lato interno della parete esterna.
    In questo caso dove la stratigrafia è:
    intonaco interno
    poroton
    fibra di cellulosa
    poroton esterno
    intonaco esterno

    andrei a sostituire la fibra di cellulosa con un isolante minerale per intercapedini murarie, sempre ad insufflaggio: questa soluzione non teme la presenza di umidità.

  7. Buongiorno, io sto per realizzare casa mia con la seguente stratigrafia: intonaco interno, 25 poroton interno, 12 fibra di cellulosa nesocell insufflata dopo aver posato 10 cm di poroton esterno di tamponamento, intonaco esterno. la questione dell’umidità mi lascia un po perplesso. cosa ne pensa? (zona climatica e, lombardia). grazie, saluti, davide

  8. la perlite espansa è un materiale perfetto per riempire l’intercapedine di una parete esterna.
    le cavità all’interno dei granuli danno alla perlite buone doti di isolamento termico senza temere l’umidità.
    Massa volumica 110 kg/m3 circa
    Reazione al fuoco classe A1 (incombustibile)
    Conduttività termica 0,050 W/mK
    Capacità termica massica 900 J/kgK
    Resistenza al passaggio del vapore ? = 2

    il problema dell’insufflaggio in parete è sempre individuare bene i ponti termici che non si possono risolvere in intercapedine.

  9. La perlite espansa può essere un buon materiale da usare per un insufflaggio in intercapedine di una parete perimetrale composta da mattone faccia a vista all’esterno camera d’aria e laterizio forato all’interno?

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