Tetto piano verde o copertura metallica

L’architetto spinge per fare un tetto verde, il committente spinge per una copertura metallica.

Il committente teme le infiltrazioni, l’architetto teme condense e il caldo all’interno.

tetto verde tetto metallico

Mai consigliare un tetto verde a chi non ha il pollice verde!

Ricordo che una copertura piana prevede comunque un minimo di pendenza, sarà mascherata se diventerà un tetto verde e meno mascherata, o non percettibile dall’esterno, se sarà metallico. Ma non andiamo fuori tema…

Quel che volevo dire sull’argomento è:

  • i rischi di infiltrazione sono una cosa
  • i rischi di surriscaldamento dell’ambiente interno sono un’altra cosa
  • i rischi do condensa interstiziale sono un’altra cosa ancora
  1.  i rischi di infiltrazione dipendono dallo zelo o dalla trascuratezza nella posa dei manti impermeabili.
  2. per valutare il rischio di surriscaldamento interno del sottotetto si devono analizzare gli spessori e la natura dei materiali coibenti
  3. per valutare il rischio di condensa interstiziale si deve analizzare la stratigrafia della copertura in progetto completa delle indicazioni dei materiali, manti compresi.

Il tetto verde non è è privo di manutenzione come lo può sembrare una copertura metallica, ma offre un microclima migliore e certamente aumenta le doti di protezione estiva della copertura: + sfasamento e + attenuazione.

…un tetto… l’importante è averlo!
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2 commenti su “Tetto piano verde o copertura metallica”

  1. tra alloggio per impianti e isolante in fibra di lino (6 cm) poserei e nastrerei un freno al vapore.

    una copertura piana non traspirerà. perciò sul lato caldo poserei una barriera all’aria e freno al vapore a diffusione igrovariablie che mi assicura un passaggio del vapore molto “frenato” nella stagione invernale e mi assicura l’asciugatura estiva con il passaggio del vapore in senso inverso per tutta l’estate.
    sopra agli strati di coibentazione una barriera al vapore che assicurerà anche l’impermeabilizzazione. poliolefine.

  2. Buongiorno, sono uno studente di architettura. mi trovo a progettare una struttura in XLAM con tetto piano. Sono un pò spiazzato sulla scelta della stratigrafia della copertura. per quanto riguarda le pareti esterne la stratigrafia scelta è quella di una parete ventilata così composta dall’interno verso l’esterno: 2 strati di gessofibra 1,5cm(+1,5), alloggio per impianti con isolante in fibra di lino (6 cm), struttura portante in XLAM (16cm), isolante in fibra di legno, due strati incrociati (8cm+8cm), telo di tenuta a vento e acqua, strato di ventilazione (4cm), e rivestimento in listelli di larice.
    Copertura:
    Escludo a priori la copertura ventilata (la quale credo di aver capito sia la migliore soluzione per la traspirazione di una struttura in legno) a causa della totale assenza di pendenze.
    Una copertura piana verde garantisce ottime prestazioni estive (interesse limitato, fascia climatica di progetto: E), ma con il rischio di infiltrazioni dovute a scarsa manodopera nella posa dei manti impermeabili e scarsa qualità degli stessi, scarsa manutenzione e pulizia del sistema di scarico di acque meteoriche.
    Quindi i miei dubbi si dividono principalmente tra copertura traspirante o non traspirante. quale delle due soluzioni è la migliore per una copertura piana con struttura in massiccia in XLAM?
    Nel caso di una copertura traspirante può andar bene la seguente stratigrafia: finitura interna, vano impianti con isolante in fibra di lino (4cm), struttura portante, freno a vapore, strato isolante in pannelli di fibra di legno(8cm + 8cm a strati incrociati), dopo di che!? OSB, telo traspirante, telo geotessile e ghiaia di letto di fiume. !?
    Grazie mille per il vostro aiuto e la vostra attenzione.
    Gabriele Bacci


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