Il tassello è causa di dispersione di calore

 Sì, il tassello è causa di dispersione di calore attraverso l’isolamento termico, ma non è per questo che qualcuno si lamenta.

tasselli-termografia

Capita invece che dopo qualche tempo, a cappotto finito ed edificio abitato, ci si accorga di poter “leggere” sulla facciata tanti punti corrispondenti ai tasselli posati: un brutto vedere e un motivo di discordia tra posatore e proprietario di casa.

Personalmente mi è capitato di notarlo solamente in edifici con sistema a cappotto in EPS, è anche vero che altri materiali di coibentazione, più costosi, sono rari da incontrare!

Torniamo al problema del tassello: la testa si copre con la rasatura, la rete, la rasatura e la finitura, ma è comunque un materiale diverso dalla superficie e perciò crea “discordia”!

Ecco che torna l’importanza di un sistema certificato che offra la garanzia che tutti i prodotti facenti parte del sistema funzionino bene insieme e siano stati testati. Ecco perchè sono contrario al cappotto inventato dal pittore o dal progettista.

Non me ne vogliano i pittori, che stimo, nè i progettisti, che NON sono tenuti a “creare” un sistema a cappotto per ogni progetto: è compito delle grandi aziende che verificano la bontà dei loro sistemi prima di vendere il sistema.

Il tassello oggi può essere scelto per montaggio ad incasso, cioè affogato nel pannello: sono tasselli di ultima generazione che fissano i pannelli minimizzando il ponte termico puntuale.

tassello-per-cappotto-con-affogamento

  • il piatto di tenuta, dotato di asta telescopica, è distinto dall‘elemento di tassello, così l‘asta del piatto di tenuta può infilarsi e scorrere nell‘asta del tassello
  • il montaggio del tassello comprende in un’unica operazione anche l’inserimento della rondella isolante di copertura
  • ovviamente certificato ETAG 014

Se state scegliendo un sistema a cappotto per isolamento termico della vostra casa, parlate anche di questo particolare e non lasciate al caso questo e altri dettagli importanti.

 


            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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49 commenti su “Il tassello è causa di dispersione di calore”

  1. con 16 cm di isolante mi sembra intelligente semplificare il cantiere e chiedere all’applicatore del cappotto di scanalare qualche pannello per punti luci esterni.
    raccomando che l’elettricista si occupi della tenuta all’aria dell’impianto che comunica tra esterno ed esterno per evitare inevitabili condense all’interno del corrugato elettrico.
    io consiglio di evitare qualsiasi impianto passante e realizzare un cappotto senza compromessi.
    per avere luci esterne oggi è facile progettare luci led con tonalità piacevoli ad energia solare senza bisogno di collegamenti all’impianto generale.
    vedi alcuni esempi:
    http://amzn.to/2qkP0yc
    http://amzn.to/2qcGrdE
    http://amzn.to/2rV0JoH

  2. Buongiorno, vorrei chiederle un parere sul passaggio di corrugati elettrici di circa 2 cm per punti luce esterni su una muratura sulla quale verranno posati circa 16 cm di eps, secondo lei sarebbe meglio metterli sotto traccia oppure fissarli all’esterno del muro e posare poi sopra il cappotto?
    Tenga conto che i corrugati gireranno tutti all’esterno confluendo in un unico pozzetto in giardino.
    A me sembrerebbe piu’ semplice ed equivalente metterli sotto il cappotto ma mi sembra che casaclima chieda di metterli sotto traccia, cosi’ facendo pero’ non si porta il freddo all’interno del muro? Si potrebbe anche inguainarli con un tipo isocel ma ne vale la pena?
    Grazie e scusi per l’esposizione non chiarissima.

  3. https://www.flickr.com/photos/97072998@N05/albums/72157671847026675

    Soluzione scelta per rivestimento con ceramica palladiana di edificio in X-Lam

    https://www.flickr.com/photos/97072998@N05/albums/72157634034909752

    Soluzione Tecnica scelta per isolare con Betontherm Fiber struttura in X-lam

    https://www.flickr.com/photos/97072998@N05/albums/72157634036485966

    Soluzione Tecnica scelta per isolare con Betontherm Fiber una muratura tradizionale

    https://www.flickr.com/photos/97072998@N05/albums/72157645495387081

    Soluzione scelta dal proprietario Ingegnere dell’Enea per la sua abitazione onde poter incollare in sicurezza dei mattoni faccia a vista.

    il cappotto BetonTherm ha alcune caratteristiche tecniche che consentono la posa sulla sua superficie di rivestimenti in pietra, ceramiche e mattoni oltre che di accessori tipo Camere WIFI etc in un secondo momento senza prevedere tasselli.

  4. Ha per caso visto il cappotto corazzato brevettato da un’azienda di Treviso??? Mi sembra un sistema valido visto che ha la superficie di finitura già finita e non vi è ponte termico dei tasselli.. Cosa ne pensa???

  5. bella domanda!
    L’applicazione di una rete antisismica resistente e con capacità dissipativa agli spostamenti è un sistema che non va in conflitto con l’ isolamento termico a cappotto.

    Il rinforzo antisismico, come il sistema a cappotto, dovrebbe essere un sistema certificato con tutti i suoi componenti certificati:

    Intonaco di fondo a base NHL
    Rete antisismica
    Collante e rasante
    Pannello isolante
    Tassello a vite
    Collante e rasante
    Rete di armatura
    Primer attivo
    Rivestimento a spessore

  6. Buonasera Dott. Sampaoli,
    sto ristrutturando un vecchio casale, dove per esigenze sismiche applicherò la tecnica dell’intonaco armato per contenere le vecchie murature. Una volta finito questo passaggio vorrei procedere con un cappotto esterno perché l’abitazione non ha isolamento, ma ho paura che l’applicazione dei tasselli per il cappotto possano tagliare in vari punti la rete antisismica, vanificando l’intervento di consolidamento della muratura. Le mai capitata un’applicazione del genere?
    Grazie

  7. Salve,
    in una ristrutturazione di circa 6 anni fa, hanno isolato l’abitazione dall’interno (gran parte dei muri perimetrali sono di mattone faccia vista) con intercapedine in cartongesso e, probabilmente, lana di roccia.
    Alla parete Nord (cieca) all’esterno sono fuoriuscite delle macchie giallastre, all’interno di questa parete hanno degli armadi, c’è un po’ di muffa negli angoli dell’intercapedine e i muri divisori ed è chiaro che nonostante l’isolamento interno la zona dietro i mobili rimane comunque molto fredda. Il dubbio è che il materiale isolante dietro l’intercapedine sia deteriorato.
    Ora, la prima soluzione che è venuta in mente è quella di realizzare un isolamento a cappotto in tutta quella parete.
    Per motivi di confini non possiamo superare i 4 cm. così abbiamo pensato alla STIFERITE (anche se il problema è solo il ponte termico e potrebbe andare bene l’EPS) per una maggiore coibentazione.

    Dopo la realizzazione dell’isolamento a cappotto, che cosa succede all’interno dell’intercapedine?
    La soluzione del cappotto esterno è valida?
    L’intercapedine interna puo’ rimanere o è il caso di rimuoverla?

    Come sempre
    Grazie.

  8. La ditta sto propone un sistema a cappotto in eps senza tasselli, viene usata solo la colla.

    Cosa ne pensa?

  9. Massimiliano Zaganelli

    Buonasera Dott. Sampaoli,
    mi sono informato in merito alll’uso di aerogel per isolare il marcapiano esterno
    relativo ai due solai (pavimento e soffitto) per poi rivestirlo a calce ma il produttore
    mi ha spiegato che questo materiale ha senso solo in intercapedine siccome non
    nasce e non é certificato come sistema da cappotto.
    Il problema é che non garantisce la tenuta con colla ed il rivestimento a calce o altre malte
    si staccherebbe dopo poco, suggerisce di appoggiarlo nell’ incavo e sovrapporre una striscia di uguali dimensioni di fibrogesso tipo Acquapanel, incastrare entrambe a pressione, tassellare e rasare.

    Esiste secondo la sua esperienza una soluzione alternativa meno complessa
    e che garantisca un risultato più omogeneo dal punto di vista estetico ma
    altrettanto prestazionale ?

    Grazie Mille

    Massimiliano Zaganelli

  10. ho capito, in effetti si tratta di una azienda di dimensioni modeste ed immagino che ottenere le certificazioni non sia un processo banale. probabilmente in questo caso le abilità del montatore fanno la differenza nei risultati ottenuti come isolamento

  11. per la realizzazione di un cappotto termico ho incontrato un rappresentante di una azienda che produce dei pannelli preaccoppiati con cementolegno e fibra di legno, il sito è il materiale si chiama “betonwood”. ho apprezzato soprattutto la facilità di posa che mi è stat illustrata dal commerciale, tuttavia ho notato che a causa del peso del materiale hanno bisogno di tasselli piuttosto robusti ed ho il dubbio che l’effetto finale sia quello di creare un ponte termico. mi piacerebbe avere una sua valutazione al riguardo. grazie

  12. massimiliano zaganelli

    Buongiorno Sig. Sampaoli e grazie per la risposta, in merito al marcapiano quale materiale o sistema puo’ suggerirmi oltre all’aerogel, mentre per il nodo serramento coibentazione interna puo’ indicarmi il link ad articoli inerenti e gia’ trattati sul suo sito web.

    La ringrazio ancora per la disponibilita’ e le auguro una buona giornata.

    Massimiliano Zaganelli

  13. il Multipor è un sistema, quindi va rispettata la scheda tecnica e di posa.
    Il serramento se non è all’altezza va sostituito. Attenzione al nodo serramento – coibentazione interna!
    Il pavimento non è risolvibile dall’interno. Bisognerebbe isolare termicamente il marcapiano dall’esterno!

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