I pannelli in silicato di calcio NON sono i pannelli in idrati di silicato di calcio

 I pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio sono una cosa:

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I pannelli termoisolanti in silicato di calcio, o calcio silicato, per pareti interne (a rischio di muffa) sono ben altra cosa.

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I pannelli in idrati di silicato di calcio sono pannelli isolanti minerali che appartengono al gruppo dei calcestruzzi leggeri porizzati, induriti in autoclave a vapore:

I pannelli in silicato di calcio (o calcio silicato) sono pannelli per isolamento termico a cappotto interno, isolanti ed igroregolatori:

  • un elevato PH 10,5 ca.
  • conduttività termica  0,060 W/(mK)
  • alta permeabilità al vapore acqueo  6

e sono solitamente a base di

  • calce, o calce aerea
  • cellulosa e sabbia di quarzo, o polvere di marmo, o silicato
  • privo di cemento
  • densità ca. 240 kg/m³.

sono anche facilmente identificabili per il prezzo che si aggira per il solo pannello intorno a 1€/mm di spessore/mq.

I pannelli in idrati di silicato di calcio contengono invece:

  • farina di quarzo
  • idrato di calce
  • cemento
  • Sabbia: La sabbia impiegata è una materia prima naturale che contiene, oltre al minerale principale quarzo (SiO2), minerali secondari e in traccia naturali. Essa rappresenta una sostanza base fondamentale per la reazione idrotermica durante la fase di indurimento in autoclave al vapore.
  • Cemento: Secondo la norma DIN EN 197; il cemento funge da legante e viene prodotto prevalentemente da marna calcarea o da una miscela di calcare e argilla. Le materie prime naturali vengono cotte e quindi macinate. Calce viva: Sec. DIN EN 459; la calce viva (CaO) funge da legante e viene prodotta dalla cottura di pietra calcarea naturale.
  • Anidrite: Sec. DIN 1168; il materiale a base di solfato ha la funzione di condizionare il tempo di indurimento della massa grezza. L’anidrite (CaSO4) viene estratta come materia prima naturale dal sottosuolo oppure prodotta dalla cottura di gesso naturale o artificiale.
  • Inerte minerale: Polvere da macinazione di frammenti di pannelli / polvere di calcestruzzo porizzato e/o calcare macinato come componente minerale aggiuntivo.
  • Alluminio: La pasta di alluminio funge da prodotto porizzante. L’alluminio metallico reagisce in ambiente alcalino liberando idrogeno gassoso, che forma i pori e poi si libera in atmosfera.
  • Acqua: L’acqua è basilare per la reazione idraulica dei leganti. L’acqua è inoltre necessaria per produrre una sospensione omogenea.
  • Olio disarmante: L’olio disarmante trova impiego come distaccante tra lo stampo e la massa del pannello. Vengono impiegati oli minerali privi di idrocarburi policiclici aromatici con l’aggiunta di additivi a catena lunga per aumentare la viscosità. In tal modo si evita lo spandimento nello stampo e si risparmia olio.
  • Idrofobizzante: Il prodotto idrofobizzante riduce l’assorbimento di acqua del pannello isolante minerale. Vengono impiegati siliconi liquidi (atomi di silicio legati a catena tramite atomi di ossigeno).

La posa del calcio silicato dall’interno sembra cosa facile:

Non esistono controindicazioni di nessun genere, si potrebbe affermare che entrambi i pannelli sono adatti ad ogni edificio poco o per nulla coibentato – è comunque consigliabile calcolare correttamente le stratigrafie per capire esattamente le prestazioni invernali ed estive ottenibili e scegliere bene gli spessori e soprattutto le finiture interne che devono garantire nuova massa alla stratigrafia. La massa nel nostro clima resta un valore importante, quindi se possibile va “ricostituito” individuando il migliore rivestimento e nello spessore adatto.


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autore: Federico Sampaoli

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73 commenti su “I pannelli in silicato di calcio NON sono i pannelli in idrati di silicato di calcio”

  1. lo studio offre consulenza e informazioni tecniche, quindi non fa rivendita dei materiali di cui parla o cita negli articoli.
    comunque, tanto per restare in argomento costi, posso dirle che i pannelli in silicato di calcio sono, come lei già sa, pannelli a capillarità attiva NON economici. Il pannello in silicato di calcio in genere costa 1€/mq/mm di spessore, ma è il più salubre, il più traspirante, igroscopico, ecologico, incombustibile, con effetto antimuffa.

  2. Giuseppe Montagna

    Buon giorno vorrei essere contattato a mezzo mail, perchè dovrei effettuare una placcatura con pannelli “UNIDRY” in silicato di calcio che abbia spessore di mm 12,5, di mm 25 e di mm 50 e del Rasante “UNIDRY” per rendere la superficie pronta alla tinteggiatura. Potrei sapere per cortesia cosa mi costano i materiali al mq per ogni singolo spessore. Vi ringrazio per la vostra attenzione, cordiali saluti, geom. G. Montagna

  3. uno spessore così importante di isolante sul lato esterno costringerà la muratura esistente a sopportare temperature invernali molto basse e vicine allo zero.
    anche a me non piace l’idea di impermeabilizzare il muro con questa finitura pur essendo prevista anche per sistemi di isolamento termico a cappotto.
    questo tipo di finitura esterna fatta di Pietre d’arredo è riconosciuta per esempio da RÖFIX che garantisce la funzionalità dei sistemi se
    l’impiego corrisponde alle indicazioni presenti nel manuale di posa e schede tecniche dei singoli materiali RÖFIX StoneEtics con rivestimenti pesanti fino a 103 kg/m².

  4. BUONASERA, HO REALIZZATO SULL’INTERO IMMOBILE CAPPOTTO IN SILICATO DI CALCIO IDRATO MULTIPOR YTONG SPESSORE 14 CM SU MURATURA DI 2 TESTE ( UN BLOCCO FORATO VERSO L’INTERNO E BLOCCO MATTONE PIENO ALL’ESTERNO) E ALL’INTERNO LA PARETE è STATA INTONACATA CON INTONACO BASE CALCE NATURALE PER MANTENERE UNA PIU ALTA TRASPIRABILITA’ DEL MURO.
    SU UNA PORZIONE DI MURO ESTERNO MI PIACEREBBE APPLICARE UN RIVESTIMENTIMENTO PER MOVIMENTARE ESTETICAMENTE LA FACCIATA, IL GRANDE DUBBIO E’ SE UTILIZZARE CERAMICA EFFETTO PIETRA ( PIù ECONOMICO E PIù SEMPPLICE DA APPLICARE MA FORSE BLOCCA LA TRASPIRABILITà QUINDI PROBABILI PROBLEMI FUTURI DI MUFFA) O QUARZITE A LISTELLI ( DUBBI SE OCORRE ARMARE LA RASATURA DEL CAPPOTTO, PIù COSTOSO MA TRASPIRANTE)?
    COSA MI CONSIGLIATE?

  5. esatto, si tratta di un pannello di idrati di silicato di calcio e non in silicato di calcio: è un isolante interno in calcestruzzo aerato autoclavato (come i blocchi da costriuzione per capirci, ma con densità più basse).
    Sì, il Multipor ha proprietà isolanti superiori mentre il silicato di calcio una maggiore igroscopicità.

    Possiamo dire che il risultato non cambia se l’intervento viene fatto con il calcio silicato o con i pannelli in calcestruzzo aerato autoclavato.
    Personalmente, se potessi permettermelo (economicamente) sceglierei senza dubbio il calcio silicato (basta toccarlo per innamorarsene), ma se avessi i soldi contati, mi accontenterei del calcestruzzo aerato autoclavato che come materiale inerte dovrebbe garantire pari tranquillità per la salute.

    La spesa che mancherbbe, sarebbe la VMC, ma qui apriamo un capitolo molto vasto, di cui potete leggere qui: http://espertocasaclima.com/category/impianti/vmc-nozioni/

  6. Salve, avevo appena deciso di puntare sul pannello Multipor per isolare due pareti esposte a Nord della mia casa dove per lunghi periodi dell’anno la percentuale di umidità non scende sotto il 70% e si forma un po’ di muffa negli angoli. Poi ho scoperto che si tratta di un pannello in idrato di silicato di calcio e non in silicato di calcio. Da quanto capito l’idrato ha una migliore proprietà isolante mentre il silicato di calcio una maggiore igroscopicita. Dunque sono tornato nell’oblio del Non saper scegliere. Consapevole del fatto che la parete non risolverà i problemi di umidità, mi viene da pensare che il pannello in silicato di calcio faccia più al caso mio per il discorso dell’igroscopicita. Mi sbaglio?
    Grazie ancora una volta

  7. togliersi i dubbi circa gli interventi è la cosa più importante per affrontare con tranquillità un intervento di riqualificazione energetica.
    non ho ben compreso se l’intervento miri a risolvere il problema della condensa dovuta al ponte termico oppure a riqualificare tutta l’abitazione.
    in ogni caso, intervenendo sul lato interno preferirei utilizzare i pannelli in idrati di silicato di calcio invece che pannelli in sughero.
    trattandosi di un materiale inerte non mi devo preoccupare di emissioni indoor ma semplicemente di impiegare ottimi prodotti di finitura interna per non rovinare le qualità igroscopiche dei pannelli.
    la preferenza per questi pannelli isolanti per interni è anche dovuta al fatto che è molto più semplice non doversi preoccupare della migrazione del vapore grazie al fatto che la qualità del pannello gestisce sia la condensa e sia l’asciugatura.
    altre stratigrafie per isolamento interno devono per forza di cose lavorare con freni al vapore e altre soluzioni.

    non ho compreso il dettaglio di gronda, ma forse perchè non ho visto il disegno.
    ricordiamoci che se si interviene sul lato interno per un isolamento termico, di conseguenza andrà progettato il foro finestra.

  8. Salve,
    Leggo con molto interesse le sue pagine.
    Le vorrei porre un quesito per togliermi il dubbio per isolare termicamente dall interno una porzione della mia abitazione sul piano superiore. I muri costruiti tra 88 e il 90 con blocchi semipieni di 35 cm mi pare e intonaco tradizionale ambo le parti. Vorrei fare un isolamento interno e sono in dubbio tra sughero , multipor ( oppure con i panelli della bacchi )
    Al tetto ho u a gronda in c.a che porta un po di condensa all interno, ma agirò anche sulle gronde facendo un getto isolante prima di impermeabilizzarle e posero l isolante all esterno per ridurre il ponte termico
    Spessori all incirca 5. Potrebbe gentilmente darmi un consiglio sulla scelta?
    Grazie

  9. Grazie per le risposte , il tempo che mi ha dedicato , le delucidazioni e la precisazione sulla trasmittanza 🙂 , tutto é molto più chiaro adesso . Sicuramente interverrò come da lei suggerito

  10. la stratigrafia attuale avrà anche quel buon valore di trasmittanza U (non lambda, che è W/mK ed esprime la caratteristica di conduttività del materiale) ma di fatto l’intercapedine isolata sarà continuamente interrotta.
    sarà per la mia fobia della polvere, ma probabilmente, studiare un rivestimento interno di pannelli minerali che curi anche ogni dettaglio di ponte termico porterebbe molte soddisfazioni senza affrontare demolizioni e altri problemi.
    la differenza tra ante operam e post operam è che si perderà la massa interna del forato intonacato: ecco che l’argilla torna utile (sopra l’isolante).
    a seconda della disposizione dei vani lei potrebbe prevedere 1 o 2 vmc decentralizzate con breve canalizzazione che eviterebbero un complesso impianto centralizzato. ma ripeto, dipende dalla disposizione, che non conosco.

  11. Grazie sempre chiaro e cristallino come sempre , ho specificato che la parete é esposta lato sud perché é l’unico lato esposto , gli altri 3 lati confinano con altre case a schiera . Effettivamente forse non vale la pena intervenire pesantemente sulla rifodera . Da software per calcoli sulla stratigrafia reperibili on line l’attuale stratigrafia dovrebbe avere lambda 0,43 W/mqK , con multipor dovrei arrivare intorno i 0,30 W/mqK , e comunque non risolverei i molti ponti termici presenti ( solaio balcone passante , colonne cls e incontro tetto spiovente – tamponatura ) e lasciare l’attuale stratigrafia e aggiungere 2-3 cm di argilla o calcio silicato con finitura a calce per aumentare la temperatura superficiale delle pareti interne e investire su una vmc centralizzata . Cosa ne pensa ?

  12. grazie per le lodi.
    nel leggere le sue intenzioni progettuali si capisce che lei è disponibile ad un intervento invasivo. quindi la sua casa diventerà un cantiere.
    lei conoscerà di certo tutti i dettagli costruttivi attuali se sta ragionando sull’eliminazione della rifodera interna in forato. quindi l’operazione di demolizione è possibile.
    prima di lanciarsi nel completo rivestimento interno con pannelli isolanti in idrati di silicato di calcio autoclavati e rivestimento in argilla, sarebbe doveroso prendersi un attimo di tempo e pazienza per :
    – calcolare la stratigrafia di fatto (presumibilmente ricca di ponti termici)
    – confrontarla con quella che si avrà dopo l’isolamento interno con 10cm di pannelli minerali per capire esattamente le prestazioni invernali ed estive.
    a questo punto si potrebbe fare un confronto ulteriore valutando il rivestimento della parete attuale (senza fare demolizioni e smaltimento dei materiali di risulta) con uno strato meno spesso sempre con idrati di silicato di calcio + rivestimento in argilla per vedere di che differenze stiamo parlando.
    poi si potrebbe anche valutare la demolizione come già messo in conto d’opera e il rivestimento interno con blocchi in laterizio altamente performanti, sempre per capire esattamente le prestazioni invernali ed estive.

    non sono riuscito a comprendere perchè lei parla di facciata esposta a sud. spero non sia intenzione intervenire su di un solo lato.

    in ogni caso consiglio
    – di valutare tutte le possibilità prima di intervenire
    – e successivamente fare un elenco di soluzioni per attenuare i ponti termici strutturali e quelli relativi ai fori finestra

  13. Salve dr. Sampaoli

    Innanzitutto grazie per il tempo che dedica a questo fantastico blog , la leggo da molto tempo .
    Sono in procinto ( fase progettazione ) di riqualificare il mio immobile del 1998 é sito in zona E .
    La stratigrafia esistente da esterno a interno é la seguente : intonaco – forato 15 cm – pannelli 4 cm in poliuretano – forato 6 cm – intonaco .
    Impossibilitato al cappotto esterno , vorrei demolire la tamponatura interna ( forato 6 cm e pannelli di poliuretano ) e rifare tamponatura con multipor 10 cm e 2 cm intonaco in argilla o base calce , per poi far posare nuovi infissi in pvc a filo interno , la facciata é esposta a sud .
    Cosa ne pensa ? Oppure sarebbe sufficiente il solo rifacimento intonaco con argilla ?

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