Isolare dall’ interno: attenzione al caldo estivo

Più di qualche lettore non riesce a convincere i propri còndomini a coibentare l’edificio anche se economicamente sarebbe un’operazione necessaria e lungimirante. Per non rinunciare al sogno, si butta nella progettazione dell’isolamento da dentro.

coibentazione contro il caldo - Isolare dall' interno: attenzione al caldo estivo 1

Niente ponteggi, niente richieste, niente discussioni: piena libertà decisionale.

Michele per esempio, che possiede un bell’appartamento vicino alla ferrovia in zona climatica E, si è indirizzato verso la più classica controparete con doppia lastra in cartongesso, barriera vapore e 10 cm di lana di roccia densità 70 kg. La lana di roccia è stata scelta per la sua economicità, le sue proprietà termiche ma soprattutto le sue proprietà acustiche per avere il famoso effetto massa molla massa. L’impianto termico a radiatori sarà totalmente rifatto anche per ovviare alle dispersioni termiche delle vecchie tubazioni non isolate. Gli infissi, ugualmente, saranno completamente rifatti ed il cassonetto delle tapparelle non sarà messo come sempre all’interno ma all’esterno: una soluzione nuova e mai usata dalle sue parti.

Perchè io non sono favorevole a questo progetto?

C’è un errore di fondo. E non parlo della temibile barriera al vapore che se non è perfetta mi causerà dei passaggi di vapore tanto imprevedibili quanto di conseguenze terribili, nè parlo del materiale di coibentazione non proprio figlio della natura e forse non il mio coinquilino ideale, nè dubito dell’effetto rumor-smorzante del treno.

L’errore sta nel dis-comfort estivo di questa stratigrafia che, se offre un risparmio sulla bolletta nel periodo di riscaldamento, ci stiamo isolando dalle pareti esterne: tutta la massa che prima era a contatto con l’ambiente interno

  • che d’inverno è causa di tanta dispersione termica
  • ma che d’estate mi faceva comodo per scaricare la troppa energia interna

dopo l’intervento sarà “confinata” all’esterno.

Dove scaricherò l’energia che produco nell’ambiente domestico durante i mesi estivi?

  • nella lana di roccia?
  • nel cartongesso?

riscaldamento-globale-2011-anno-record-temperature

Devo usare un materiale isolante che abbia sì un buon lambda perchè voglio diminuire le dispersioni invernali, ma una buona capacità di accumulare calore. In più, voglio anche che lo spessore di materiale isolante che vado a posare sia non troppo grosso

  • un po’ per non portare via troppo spazio
  • un po’ per permettere un veloce smaltimento di normale umidità accumulata d’inverno
  • un po’ per riuscire a conservare una migliore capacità termica interna

Devo scegliere il materiale coibente e la finitura che assorbono più energia possibile, altrimenti le prossime estati mi pentirò di essere intervenuto. Dopo di che devo prendere in grande considerazione una ventilazione meccanica controllata decentralizzata, ma di questo possiamo leggere in altri articoli dedicati.

Quale stratigrafia è in grado di assorbire meglio l’energia che produco all’interno?

– un po’ di fisica edile non ha mai fatto male a nessuno –

Andiamo a scoprirlo confrontando:

  • 30 cm. mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 19°C)
  • 30 cm. mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 17,9°C)

Mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (trasmittanza U=0,32 W/m²K):

  • se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.015 kWh/m²K

Mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (trasmittanza U=0,65 W/m²K)

  • se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.030 kWh/m²K

Quindi l’involucro coibentato con fibra di legno + argilla può assorbire il doppio di energia: questo è un aspetto da non sottovalutare d’estate!

Com’era lo stato di fatto?  30cm. di mattone pieno (1,5+1,5cm di intonaco)

stratigrafia-30cm-mattone-pieno

  • temperatura superficiale interna con -5° esterna: 13,2°C
  • trasmittanza U = 2,08 W/m²K)
  • quando d’estate alzavo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riusciva ad assorbire? 0.060 kWh/m²K

Isolando dall’interno so di dover fare i conti con l’umidità che si accumula d’inverno nella stratigrafia: non devo intrappolarla, ma piuttosto usare materiali con grande assorbenza capillare. Così l’umidità si distribuisce bene su tutta la superficie e tende a diffondersi nell’aria ambiente per asciugare la struttura, specialmente durante l’estate. Argilla e fibra di legno sono materiali perfetti per questo continuo “assorbi” e “cedi”, “assorbi” e “cedi”.

Se crediamo che la nostra seconda pelle sia la struttura della nostra casa, allora dobbiamo convenire che argilla, fibra di legno e cotto sono da preferire a una barriera al vapore e lana di roccia.

Chi ama il fai da te scoprirà sulla propria (pelle) che lavorare con fibra di legno e argilla è molto più amichevole che maneggiare lana di roccia e cartongesso! 

 Una volta deciso l’intervento, il passo più corretto è comunicare

  • esposizione,
  • dimensioni,
  • valori di trasmittanza U delle pareti isolate,
  • valori di trasmittanza U dei serramenti ordinati,
  • tipo di VMC installata

ad un termotecnico per farsi dimensionare correttamente i nuovi corpi scaldanti!


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autore: Federico Sampaoli

coibentazione contro il caldo - Isolare dall' interno: attenzione al caldo estivo 3

 


    

86 commenti su “Isolare dall’ interno: attenzione al caldo estivo”

  1. mi pare che lei abbia optato per questo tipo di costruzione con estrema attenzione alla scelta dei materiali, dunque mi appare strano che proprio sul lato interno della stratigrafia lei stia forse accettando il consiglio di posare lana di roccia.
    è vero che la maggior parte delle fibre pericolose le respireranno i posatori durante il lavoro di taglio e installazione, ma sarebbe anche sciocco usare questo materiale che aiuta poco poco alla protezione dal surriscaldamento estivo.
    in regime invernale invece sarebbe efficace.
    le consiglio di valutare solo materiali con calore specifico elevato (fibra di legno flessibile o fiocchi di cellulosa), saranno 8-9 €/mq ben spesi.

    non capisco perchè si realizzi un nuovo tavolato tra celenit e calce canapa.

    il tavolato su cui viene fissato il manto di copertura metallico dovrebbe avere uno strato dedicato alla ventilazione del pacchetto traspirante.
    se il celenit chiude il pacchetto isolante si deve prevedere un manto impermeabile traspirante e resistente ai raggi UV con funzione di tenuta al vento pioggia condensa ecc.

    NB: le ricordo che se non è stato eseguito il progetto di tenuta all’aria del volume riscaldato sottostante con accorgimenti esecutivi per ottenere una chiusura ermetica dell’ambiente interno, si può ancora correggere questo delicato aspetto nell’occasione della posa degli 80mm di isolamento interno.

    se possibile posare fibrogesso e non cartongesso.

  2. buongiorno,
    ho letto con molta attenzione i suoi articoli ma mi servirebbe una opinioni riguarda alla coibentazione del tetto in legno della mia nuova abitazione sita in provincia di Treviso zona climatica E.
    -struttura in legno e calce-canapa-
    All’interno le travi non saranno a vista ma tutto rivestito con il cartongesso.
    Mi hanno consigliato di utilizzare l’intercapedine tra travi e cartongesso ( circa 8 cm di spessore ) per posare della lana di roccia in modo da aumentare le caratteristiche della stratigrafia ( dall’esterno: lamiera , tavolato 2.5 cm di abete, celenit 5 cm, tavolato 2.5 cm, calce/canapa 16 cm ed ancora tavolato ).
    Sono un pò indecisa al riguardo.
    Complimenti
    grazie
    Lisa

  3. Buongiorno Dott. Sampaoli,
    la presente per ringraziarLa della Sua puntuale risposta.
    Le auguro buon lavoro e buona giornata.

  4. in estate il surriscaldamento dell’ultimo solaio fa aumentare la temperatura interna.
    in inverno la struttura portante del solaio disegna le strisce scure che sono le linee più disperdenti rispetto all’intera superficie del soffitto: le zone più disperdenti tendono a raggiungere il momento della condensa superficiale interna più spesso del resto della superficie interna.

    una controsoffittatura con ribassamento nasconderebbe la situazione di fatto, ma per ottenere un beneficio estivo si dovrebbe progettare una coibentazione del solaio sul lato interno:
    stabilito lo spessore possibile del pacchetto interno si può calcolare la stratigrafia comprensiva dello spessore solaio + il coibente interposto magari in una struttura in legno.
    sicuramente si deve anche prevedere un freno al vapore a protezione del pacchetto isolante che permetterà comunque un’ottimale asciugatura della stratigrafia in periodo estivo.
    infine il pannello di finitura interna dovrebbe essere fibrogesso che rispetto al cartongesso porterà più massa sul lato interno della stratigrafia a vantaggio del comfort tutto l’anno.
    l’intervento ovviamente funzionerà egregiamente anche in periodo di riscaldamento

  5. Gentile Dott. Sampaoli,
    ho letto con estremo interesse il Suo articolo e le svariate risposte per i lettori ma anch’io avrei necessità di un Suo prezioso consiglio.
    Ho acquistato un immobile ubicato all’ultimo piano di un edificio del 1960, sito a Foggia (Puglia).
    Nonostante l’anzianità dello stabile, durante i primi sopralluoghi, sono rimasto colpito dal particolare comfort invernale e senza riflettere molto ho acquistato l’immobile (grave errore)
    La struttura è in C.A. costituita da pareti perimetrali in tufo dello spessore di circa 35 cm, intonacate internamente e piastrellate esternamente mediante un mosaico.
    I solai sono di ridotto spessore, credo gettati in opera, rompendo la pavimentazione e asportando un massetto molto esiguo (5 cm) si intravede una specie di tavella.
    Nella fattispecie il mio solaio corrisponde al lastrico solare dell’edificio; questo non presenta alcuna coibentazione se non per la presenza di una guaina bituminosa e la vernice riflettente che determinano il piano di calpestio.
    Il soffitto è caratterizzato da lunghe strisce scure che vanno dalla parete perimetrale alla trave centrale, in modo perpendicolare, con un interasse fisso di circa 50 cm.
    Gli infissi sono in PVC (recentissimi, 15 mesi) rinforzato, 6 camere riempite da una schiuma, doppio vetro con canalina calda ma non contengono gas.
    Giungo alla domanda, dovendo eseguire dei lavori di abbassamento mediante pannelli in cartongesso e cartongesso idrofilo per i bagni come posso “riempire” questa pseudo intercapedine con il soffitto per non soffrire il caldo in modo eccessivo nei mesi estivi? La temperatura interna dell’abitazione, nonostante le finestre completamente aperte, era ed è di circa 35 gradi!!!!
    Quasi stiamo pensando di vendere perché preferiamo rimanere fuori casa che starci dentro.
    La ringrazio per il tempo che vorrà dedicare alla mia domanda, e complimenti per il Suo Blog.
    Buon lavoro.

    P.S. non sono un tecnico quindi mi perdoni per eventuali termini inesatti

  6. questa stratigrafia sarebbe complicata e lo strato più esterno in cls molto freddo e poco traspirante sarebbe rischioso.
    meglio ragionare sulla tipologia di blocco e sulle prestazioni raggiungibili.

  7. quindi, per le pareti verticali, una stratigrafia con un’intercapedine piena con fibra di legno (6-8cm), forato da 8 cm e intonaco in argilla potrebbe andare bene?

  8. penso che con queste premesse io andrei ad analizzare una stratigrafia che prevede un blocco in laterizio per le porzioni verticali.
    naturalmente la scelta del blocco in laterizio e della qualità dell’intonaco interno sarà a decidere la prestazione dell’involucro.
    la decisione delle travi lamellari come struttura portante del solaio in legno deve per forza prevedere (e collaborare con esso) un progetto per ottenere la tenuta all’aria del solaio con gli elementi verticali.
    dopo il progetto esecutivo di tenuta all’aria è da calcolare la prestazione termoisolante dell’ultimo solaio.

    in vista del comfort interno (siamo in zona climatica E) non si dovranno dimenticare le dispersioni verso il basso.

  9. si esatto, una scatola nella scatola.

    La copertura del capannone avverrà con i normali tegoli prefabbricati con all’estradosso lamiera gracata; sopra la parte abitativa vi sarà una soletta costituita da travi in lamellare-tavolato-isolante, come se fosse una ultima soletta con un sottotetto superiore non abitabile. Le travi lamellari saranno fissate alle pareti in cls con delle staffe a scomparsa mentre l’isolamento superiore…o pannelli di xps o altro (non è ancora stato “pensato”).

    Per quanto riguarda le finestre e le portefinestre sono ricavate nel pannello prefabbricato: saranno in pvc e andranno attentamente posizionate (verso l’esterno o verso l’interno del pacchetto murario? mi pare di aver capito che, avendo l’isolamento interno, dovranno essere più verso il filo interno della parete piuttosto che verso il filo esterno).

    Un domani non verrà demolito il capannone , solo che la parte abitativa non verrà più utilizzata: potrà, eventualmente, essere mantenuta e utilizzata come “alloggio temporaneo per ospiti” oppure parzialmente demolita per allargare la parte di magazzino/deposito.

    grazie per il supporto e la velocità di risposta
    Giovanni

  10. non conosco bene la situazione di partenza “non sufficientemente isolata”:
    ho capito che abbiamo pannelli prefabbricati verticali in cls da 16cm
    i fori finestra?
    la copertura?

    in teoria non sarebbe difficile costruire una casa nel capannone industriale, una scatola nella scatola, se questo è il progetto in previsione.

    bisogna anche capire se al termine di questa provvisorietà, tutto verrà smontato o demolito e questo per ben mettere a fuoco la tipologia costruttiva!

  11. buongiorno,
    vorrei sottoporle la mia situazione: sto per avviare una attività agricola e per vari ragionamenti (sopratutto di carattere economico) verrà previsto un capannone industriale prefabbricato con una parte adibita ad abitazione: è una situazione temporanea (non l’abitazione della vita) ma che comunque deve poter rispettare i lavori minimi di trasmittanza (0,26 W/mqK) assendo in provincia di Milano. Le strade sono due: o prevedere per tutto il capannone i pannelli prefabbricati con taglio termico (che certificano il rispetto dei valori minimi di trasmittanza) ma con il risultato che verrebbe “isolata” anche tutta la parte di magazzino/deposito per la quale non serve e non potrei posare impianti lungo il perimetro esterno; utilizzare pannelli cls da 16 cm e prevedere un’isolamento dall’interno per l’abitazione (dall’interno poichè in tal modo ho modo di posare gli impianti -che non potrebbe essere fatto sul pannello in cls- e per mascherare la giunzione dei pannelli stessi).
    Visto che sia l’impresa edile sia l’architetto mi propongono soluzioni le più disparate, che stratigrafia potrei applicare per avere una parete che, comunque, permetta il rispetto dei valori minimi di trasmittanza? Ripeto, è una soluzione provvisoria e quindi non avere soluzioni superperformanti ma nemmeno…che non facciamo dormire la notte dal caldo in estate (poi, essendo in campagna la notte l’aria è molto più fresca che in città)…

    grazie e complimenti per l’ottimo servizio e la competenza che fornite…..
    Giovanni

  12. 30cm di muratura in calcestruzzo cellulare (sabbia, calce, cemento con microbolle d’aria che restano imprigionate nella miscela è già un buon isolante.
    inserire una lastra in sughero è certamente un intervento che migliora la trasmittanza ma non è adatto all’isolamento interno.
    l’intervento più corretto è posare un pannello isolante in idrati di silicato di calcio autoclavato e possibilmente finirlo internamente con intonaco d’argilla ricchissimo di massa

  13. Buonasera dr. Sampaoli, abito in un appartamento sito all’ultimo piano in zona climatica C con 1258 gradi giorno, la costruzione ha i muti esterni in cemento cellulare autoclavato spessore 300 mm, esternamente, oltre all’intonaco c’è una pittura al quarzo come finitura, l’immobile ha l’esposizione delle facciate una a nord e l’altra a sud, vorrei rendere il lato esposto a nord più efficiente dal puntto di vista energetico ma non mi è possibile farlo attraverso un cappotto esterno, da profano avevo pensato al rivestimento interno delle pareti e forse anche del soffitto con pannelli di sughero biondo spessi 4 cm o in fibra di legno dello stesso spessore e finire le superfici con pannelli in cartongesso dello spessore di 1 cm. La scelta del materiale è stata dettata unicamente dal fatto che il sughero è un materiale naturale e una delle stanze dovrebbe essere quella di mio figlio. I miei dubbi però riguardano le condense e il cambiamento del comportamento della muratura con la nuova stratigrafia. Ritiene che questa mi a idea sia controproducente o possa apportare benefici sia nei periodi estivi che invernali? Servirebbe una barriera al vapore, una igroregolatrice oppure nessuna? La ringrazio anticipatamente per qualunque consiglio potrà fornirmi, come spesso lei spiega, i fattori da tenere in considerazione sono molteplici.
    Cordiali saluti.

  14. Buonasera sig Federico
    Qui , nel suo blog , c’ è molto da leggere e molto da imparare .
    Saluti.
    Antonio Barbieri .

  15. se esiste un’apertura nel sottotetto, possibilmente sul lato più fresco che possa creare con il vecchio camino un effetto camino e ricambio d’aria, ben venga questa soluzione.
    però noterà che l’aria molto surriscaldata dell’estate non permetterà al camino di tirare fin che nel sottotetto la temperatura risulterà inferiore a quella misurabile esternamente.
    il sottotetto può cedere calore solo attraverso la ventilazione notturna.

  16. Grazie della risposta , riguardo il confort estivo .
    Con i concetti tecnici di cui mi sono arricchito in questi ultimi mesi , documentandomi e leggendo,
    se tornassi indietro , credo che farei fare il cappotto esterno con 5 cm di sugherro molto compresso
    , invece di usare l’ eps ; poi esternamente penso di mettere delle tende per l’ ombreggiamento ,
    lunghe in modo da coprire piu’ superfice/parete possibile.
    il sole d’ estate picchia forte ; poi ho pensato che nel sottotetto ( che non è vivibile ,ma può essere utile come magazzino o ripostiglio ) avendo li un camino centale di una vecchia stufa non piu’ usufruito , potrei pensare di creare una circolazione d’ aria forzata facendo uno o due fori da 12mm in fondo ai lati e applicare un aspiratore potente al camino , collegato magari ad un Timer/termostato ; per aspellere il calore eccessivo. questi fori li aprirei in estate e li chiuderei in autunno.
    La ringrazio delle risposte e considerazioni.
    Contribuirò a sostenere il Blog.
    Cordiali saluti
    Barbieri Antonio
    San Donà di Piave ( Ve)

  17. il comfort estivo è una miscela complicata ma le spiego in tre parole:

    ci vorrebbe la massa sul lato interno (perchè lei si accolla energia in eccesso)
    ma questa massa non può essere già surriscaldata perchè non protetta sul lato esterno.
    se è surriscaldata non riesce a farsi carico di ulteriore energia che non voglio avere all’interno.

    l’eps da 50mm non riesce a proteggere dal surriscaldamemto. ma ha migliorato la situazione invernale.

    la lana di roccia interna poco fa d’estate, aiuta d’inverno a scaldare in fretta l’ambiente.
    forse, invece che demolire tutto si potrebbe arricchirla di massa: fibrogesso sopra al cartongesso + finitura.

    bisognerebbe calcolare la stratigrafia correttamente e poi decidere (non così a casaccio)

  18. buongiorno Dott. Federico Sampaoli Le chiedo un alto chiarimento oltre al precedente del sottotetto ( che ringrazio) :
    nel mio appartamento ristrutturato anni fa , mi trovo che in 4 stanze mi hanno insolato dall’ interno mettendo lastra di cartongesso e un sottile cuscino di lana di roccia tra muro e lastra .
    devo dire che l’ ambiente si scalda velocemente d’ inverno , e pure d’ estate si scalda abbastanza presto .
    Essendo una vecchia abitazione i muri esterni e portanti sono da 25 cm ( doppia pietra piena) e quelli divisori in pietra singola ( ci sarebbe molta massa potenziale ..penso….)
    dopo , nel tempo ,esternamente è stato fatto un cappotto in polistirolo da 5 cm ( piu’ di cosi non era possibile )
    Vorrei migliorare il confort estivo ; cosa mi consiglia ?
    Togliere l’ isolamento interno dove ci sono le pareti in cartongesso , in modo da liberare e far lavorare la massa della pietra ?
    oppure , smontare le lastre di cartongesso , togliere la lana di roccia , inserire al loro posto dei pannelli di sughero(o fibra legno) e richiudere tutto con il cartongesso .. ?
    oppure tugliere tutto e rifare un intonaco di tipo argilla ?
    ho poco chiaro questo concetto …
    ( tutto questo verrebbe fatto da me con l aiuto di un pittore esperto..)
    devo dire anche che nelle 4 stanze , solo su due lati dei 4 è stato fatto l’ isolamento interno … praticamente dove si ritenava piu’ fredde le pareti.
    Anticipatamente la Ringrazie della sua Risposta .
    Barbieri Antonio
    San donà di Piave (VE)

  19. Salve Dr Sanpaoli,
    mi sto attingendo a comprare un appartamento piano terra di circa 90mq netti di nuova costruzione così composto:
    MURATURA PERIMETRALE: tamponamento in blocco forato di laterizio (sp. cm. 25), controparete esterna costituita da orditura metallica in lamiera zincata, con riempimento delle intecapedini in lana di vetro (sp. min. cm. 10) e ulteriore strato continuo di isolamento in pannelli di lana di roccia (sp. min. cm. 2) aderente alla muratura in laterizio. Rivestimento esterno applicato all’orditura metallica in lastre di fibro-cemento (sp. mm. 1,25) opportunamente armato con rete in fibra di vetro e rinforzi sempre in rete in prossimità degli spigoli delle finestre, annegati in doppia mano di rasante, successiva applicazione di primer (fissativo) e finitura ad intonachino con tinta a discrezione della D.L.. Controparete interna costituita da orditura metallica scollegata dagli elementi strutturali attraverso giunti silenti, con saturazione delle intercapedini in lana di vetro (sp. cm. 5) abbinata a carta Kraft con funzione di barriera al vapore e rivestimento con lastra in fibrogesso sp. cm. 1,25.
    PARETE DIVISORIA (tra differenti unità abitative e tra unità e vano scala): supporto in blocco forato di laterizio (sp. cm. 12) con strato continuo di isolamento in lastra di cartongesso sp. cm. 1,25 applicata su un lato. Quindi contropareti da ambo i lati costituite da orditura metallica scollegata dagli elementi strutturali attraverso giunti silenti, con saturazione delle intercapedini in lana di vetro (sp. cm. 4) e rivestimento con lastra in fibro-gesso sp. cm. 1,25.
    COPERTURA: Controsoffitto fono-isolante costituito da orditura metallica collegata alla soletta piena in C.A. attraverso un sistema di sospensione e lastra in cartongesso (sp. cm. 1,25) fissata all’orditura con viti autofilettanti, pannelli in Celenit (sp. cm. 2,5) incollati alla soletta. Posizionamento sopra il solaio grezzo dello strato isolante realizzato in lana di vetro (sp. totale min. cm. 14), sottotetto non praticabile isolato e ventilato, tetto a padiglione con struttura metallica portante in ferro zincato e pannelli di chiusura tipo “Sandwich” costituiti da doppia lamiera con isolamento interposto, a 4 greche, tinta RAL.
    Chiedo gentilmente un suo parere se me lo può dare grazie.

  20. materiali come il depron non li propongo in nessun caso e ho già fatto qualche commento a riguardo (leggi https://www.google.it/?gws_rd=ssl#q=esperto+casaclima+depron).
    con aerogel ho fatto una sola esperienza e per il principio della cautela non propongo questo nano materiale (leggi http://espertocasaclima.com/2013/04/coibentazione-pennello-vernici-contengono-dispersioni-termoisolanti-nanotecnologia/)

    la coibentazione interna resta un intervento molto delicato.
    per il soffitto si potrebbe ragionare su un controssoffitto in modo da creare un intercapedine da riempire con fiocchi di cellulosa protetti da un freno al vapore igroviariabile.
    per le pareti si deve ragionare anche sul dettaglio dei fori finestra e sugli spessori in gioco. sulla prospettiva di fare un lavoro a secco o ad umido.
    intanto per approfondire: http://espertocasaclima.com/category/isolamento/coibentazione-interno/

  21. Buongiorno Dr. Sampaolli,
    innanzitutto devo ringraziarla per le conoscenze che continuamente condivide con noi e che mi hanno fatto capire quanto da imparare ci sia in questa materia.
    Vorrei un consiglio per la mia situazione:
    appartamento metà anni 60, fascia climatica D, esposizione nord\sud\ovest.
    Penultimo piano (sesto). Al piano superiore c’è una mansarda abitata ad eccetto dello spazio in corrispondenza del mio soggiorno che ospita i sottotetti (alti cira 1.5 nel punto massimo, utilizzati come deposito, circa 30mq di superficie).
    La parete esterna è con intercapedine ma non conosco i cm precisi.
    Ho pensato di agire in soggiorno sul solaio isolando dall’interno ed in camera da letto isolando , sempre dall’interno, la parete nord.
    Devo scegliere ovviamente i materiali.
    Avevo pensato ad aerogel per la camera da letto per un questione di ingombri oppure ad un materiale come il depron, che vendono con l’adesivo già applicato ed è molto semplice da installare internamente.
    Sul solaio invece non ho problemi di altezze essendo l’appartamento alto 3.10 metri.
    Su cosa potrei orientarmi?
    Un’ultima domanda: i radiatori sarebbe opportuno metterli sulla parete esterna che, in camera da letto, è quella che devo isolare dall’interno. E’ un problema “forare” l’isilamento interno per le staffe dei radiatori?
    Quei punti dovrebbero essere caldi visto che ci sono i termosifoni, quindi i ponti termici dovrebbero essere “controllati”, ma sono inesperto e vorrei un consiglio.
    Grazie davvero di cuore per tutto!

  22. Gentile Dr. Sampaoli,
    Grazie ai suoi utili e professionali consigli mi hanno corretto il progetto.
    Ricordo ai lettori che trattasi di palazzo 4 piani di cui 3 fuori terra,forma quadrangolare,attraversato da chiostrina, con travi e pilastri da 30 cm .Piu’ esattamente 2 pareti a nord ( nord -est) +(nord-ovest) e 2 pareti a sud (sud-est) + (sud-ovest- con sistema schermante a tutta facciata ) ,zona climatica c
    Correzione:
    1) Pareti esterne con blocco porizzato da 30 cm con eps 10 cm + 2 cm facciavista per la facciata posta a nord-est ,eps + intonaco rifinito con rivestimento silossanico per i muri restanti
    calcolo delle prestazioni invernali ( es punto di rugiada ) ed estive.

    2) termointonaco per interni di argilla per migliorare la prestazione estiva e regolare umidità . Pitturazione con calce . Solo sulla parete a sud est interna priva di finestre mi hanno suggerito per aumentare la massa in aggiunta eventuali pannelli di argilla o fibra di legno da 5 cm sul fondo . ( a sud ovest dove vi sono delle finestre c’è il brisole’ schermante)

    3) copertura : tetto piano in laterocemento 55 cm totali con sistema Pavatex.
    Barriera all’aria igrovariabile,sigillatura della tenuta all’aria, sigillatura perimetrale,doppio pannello da 10 cm in fibra di legno resistente alla compressione, manto elastico in poliolefine per impermeabilizzare il tutto,massetto di pendenza e chianche di Corigliano.Sfasamento totale 18 ore circa . Tetto parte interna pannello in fibra di legno 6 cm intonacato per aumentare le prestazioni. ( il tetto sarà coperto quasi totalmente da pannelli fotovoltaici e solari -possono migliorare le prestazioni estive con la ventilazione che creano?)

    4) Climatizzazione: sistema dinamico a pompa di calore caldo-freddo ad aria ad alta efficienza con deumidificazione professionale, ventilazione meccanica controllata centralizzata con recupero di calore.

    5) pannelli in fibra di legno interni per le pareti o parti di solaio esposte in ambienti non riscaldati .

    Crede che siamo sulla strada giusta? La ringrazio infinitamente
    Francesco Fumarola

  23. diciamo che l’isolamento in intercapedine con xps non sarebbe il mio progetto preferito…
    a natale anche io sono più buono del solito 😉

    visto che quel che è fatto è fatto, direi che la vmc centralizzata in regime invernale asciugherà l’aria interna anche senza la batteria di deumidificazione. quest’ultima serve proprio al periodo estivo dove la vmc in funzione porterebbe sì aria nuova in casa, ma farebbe crescere il livello di umidità interno.

    le condense interstiziali potranno succedere solamente nei punti dove la coibentazione è stata posata in modo discontinuo e l’aria calda e umida passata nell’intercapedine incontra la superficie fredda dei muri esterni da 42cm di spessore.

  24. Buon giorno e complimenti per le utili informazioni.
    Sto ristrutturando in provincia di Brescia una cascina e sono costretto a coibentare dall’ interno riducendo al minimo gli spessori, partendo da muri in mattoni da 42 cm ho optato per una stratigrafia composta da esterno, biocalce , muro mattoni da 42 cm, rinzaffo in biocalce, xps incollato da cm 6, contro-parete interna in forato da 8 cm e biocalce, superficie interna.
    Anche il pavimento ed il soffitto sono isolati con xps in continuità eliminando tutti i ponti termici.
    L’ uso di tutto questo materiale sintetico, mi permette di avere trasmittanze basse e una barriera al vapore per le condense interstiziali ma mi preoccupa l’ accumulo di vapore interno risultando la casa ermetica.
    Il riscaldamento è a pavimento ma senza raffrescamento.
    L’ abitazione verrà dotata di ventilazione meccanica senza batteria di deumidificazione.
    Ho ragione a preoccuparmi di possibili condense interne o ho operato correttamente?
    Grazie , Alberto.

  25. circa le ombreggiature ricordo che il lato ovest e poi anche est sono sempre a rischio surriscaldamento, anche in mezza stagione con edificio coibentato.

    per le pareti perimetrali si deve verificare la prestazione del blocco porizzato con eps incluso che spesso offre ottima trasmittanza ma una prestazione estiva da verificare.
    l’ulteriore coibentazione interna è un controsenso sia termicamente che economicamente parlando: per la zona climatica C il comfort estivo è fondamentale, come ormai in ogni zona climatica escluso la F).
    questa spesa potrebbe essere dedicata alla qualità dell’intonaco interno e della finitura, rasatura o pittura murale che sia.

    non ho esperienze con il cappotto facciavista, ma comunque va calcolata la stratigrafia completa del blocco previsto per tamponamenti.

    se la copertura insiste su ambienti lavorativi è indispensabile correggere la stratigrafia tetto sostituendo
    -l’eps assolutamente inadatto alla protezione dal surriscaldamento in favore di una stratigrafia traspirante con fibra di legno e strato di ventilazione.
    -la fibra di legno interna con la falda intonacata al fine di recuperare più massa possibile.

    attenzione alla scelta dei manti sul lato caldo e sul lato freddo per evitare condense interstiziali che possono succedere anche sul lato interno ove fosse in funzione un impianto di raffrescamento!

    l’impianto radiante a pavimento sarà assai difficile da gestire in un edificio ben coibentato con un inverno breve e irraggiamento abbondante: meglio puntare su un impianto molto dinamico. L’inerzia potrebbe rendere difficile l’ottenimento di un buon comfort.

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