Ragionare sull’ isolamento interno

 Isolare dall’interno è una soluzione che preferisco evitare, ma sempre più spesso è l’unica via d’intervento: vincoli, spazi, problemi di confine, riqualificazione di solamente una porzione di edificio e altri motivi ci lasciano poca scelta o anzi nessuna alternativa!

isolare-dall interno

E’ logico che isolando il nostro edificio dall’interno, tutto ciò che sta fuori dall’isolamento perderà temperatura: tutte le pareti perimetrali non saranno più calde grazie alla dispersione del calore interno e i fenomeni di condensa saranno più frequenti.

Ma in questo articolo non voglio riflettere su come diminuire il passaggio di vapore acqueo attraverso la stratigrafia o su che materiali mi possono aiutare a ottenere un involucro interno con elevata igroscopicità o come moderare la produzione di umidità interna, voglio ragionare su come e con cosa coibentare le zone difficili!

Andando ad isolare dall’interno non è sufficiente guardare le superfici, prendere le misure e posare l’isolante. Devo anche pensare a come attenuare i ponti termici che non riesco a curare: le tramezze collegate alla parete esterna e i solai principalmente. E’ vero che troviamo in commercio elementi a cuneo espressamente di tale forma per “addolcire” il ponte termico non corretto, ma a quale committente piacciono questi cunei? chi li vuole in casa? è quasi meglio un “dente”!

cunei-in-calcio-silicato

Perchè non proporre alla committenza di posare dall’esterno un isolante ad alte prestazioni proprio in corrispondenza dei solai. I solai che sarebbero divenuti forti ponti termici lineari potrebbero invece trasformarsi in potenti accumulatori di energia. L’intervento diventa un elemento architettonico: un marcapiano visibile dall’esterno.

Esistono materassini in aerogel nanoporoso rinforzato con fibre che offrono prestazioni considerevoli:

 materassino in aerogel

Si parla molto dell’impatto sulla salute dei nano materiali, e tra i molti studi clinici condotti negli ultimi anni figurano approfondite ricerche sugli effetti delle polveri di silice. Meglio leggere ed informarsi.


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autore: Federico Sampaoli

isolamento lato interno - Ragionare sull' isolamento interno 1

 


    

59 commenti su “Ragionare sull’ isolamento interno”

  1. progettare l’attenuazione di tutti i ponti termici in una coibentazione sul lato interno non è una scelta o una cosa eventualmente in più.
    è un aspetto indispensabile.
    si deve sempre ricordare che le murature ante operam avevano una certa temperatura grazie all’energia interna dispersa verso l’esterno.
    dopo l’intervento di coibentazione interna le temperature delle strutture fuori dalla linea dell’isolante avranno un crollo delle temperature e queste influenzeranno tutti i punti dove l’isolante risulterà interrotto.

    chi propone di non preoccuparsi dei dettagli non si rende conto delle conseguenze future e del rischio di condensa superficiale delle zone critiche.

  2. Innanzitutto grazie della risposta.

    Mi pare di capire che la soluzione proposta non sia l’ottimale.
    Premetto sempre che chi vi scrive è ignorante in materia ma risolvere tutti i punti termici non sarebbe impossibile se non a fronte di una ristrutturazione globale dell’appartamento a patto che sia vuoto ?

    Purtroppo questa condizione (almeno attualmente) è impossibile e quindi si era pensato a soluzioni non invasive.

    Da quanto capito l’xps non sarebbe salubre, corretto ? Il sughero potrebbe essere un materiale che non ruba molto spessore alle pareti e sia efficiente ?

  3. l’occasione dell’isolamento interno potrebbe regalare agli ambienti nuove finiture, materiali salubri e un certo isolamento termico per ridurre le dispersioni invernali.
    è un compromesso direi accettabile rispetto al cappotto esterno,
    ma dev’essere anche l’occasione per portare in casa materiali eccezionali e non xps (materiale ideale per zoccolature di cappotti esterni) accoppiato con cartongesso (materiale più povero non credo esista) e lana di roccia (fibre che possono volare in ambiente).
    naturalmente si deve progettare l’attenuazione di tutti i ponti termici che una coibentazione sul lato interno lascia irrisolti.
    la vmc puntuale è una soluzione da valutare in base alla disposizione degli ambienti in pianta e in base alle personali esigenze.

  4. Buonasera,
    abito in un appartamento anni 70 in periferia di Bologna.

    L’appartamento ha avuto (e sta avendo) piccole ristrutturazioni volte a migliorare il comfort sopratutto nei mesi invernali e il consumo della caldaia.

    L’appartamento come dicevo è anni 70 con muri esterni spessi 26cm (di cui 11 di mattoni) situato su un piano rialzato dove sotto abbiamo garage e cantina e il freddo si fa sentire.
    Il riscaldamento è regolato per tenere i 20°C col minimo sforzo della caldaia preferendo un utilizzo quasi continuo di 16h al giorno.

    Per eliminare spifferi e comfort vicino le finestre tutti gli infissi sono stati sostituiti con nuovi infissi in PVC e cassonetti con modelli in PVC coibentati.

    Quest’anno (o il prossimo) volevamo eliminare le nicchie dei termo in alluminio che disperdono tanto calore verso l’esterno e sostituire tutti gli elementi con nuovi in acciaio.

    Tuttavia il termotecnico che ci ha seguito ci ha consigliato di fare leggermente diversamente e cioè :

    Cappotto Interno
    Vista l’impossibilità anche economica di fare un cappotto esterno, fare un cappotto interno in tutte le pareti della casa utilizzando pannelli accoppiati in XPS da 5-6 cm

    Termo
    Riutilizzare gli attuali termo o se per un fattore estetico sostituirli ma sempre con elementi in alluminio in quanto più performanti per andare in temperatura e più efficienti dato il maggiore funzionamento per convezione (oltre che economici)

    Nicchie
    Verrebbero automaticamente chiuse dal cappotto o al più isolate dalla lana di roccia

    VMC
    Installare delle macchine singole VMC nelle camere da letto, bagno, cucina, sala

    Al di là dei preventivi che stiamo facendo mi piacerebbe avere un opinione in quanto purtroppo è facile fare delle cattive scelte.

    La casa è abitata e ammobiliata, quindi le imprese edili faranno il cappotto dove riusciranno (escludendo la cucina per via dei mobili e il bagno per via della piastrellatura su parete)

    Da quanto letto sul suo sito l’ XPS se ho ben capito non è l’ideale in quanto non traspirante, non capisco quindi come mai mi sia stato proposto al posto del sughero.

    Leggo inoltre che ovunque consigliano l’acciaio per i termo, ma non capisco se è semplice moda.

    Ah ultimo dato, in fase autunnale come adesso la UR nelle camere da letto al mattino è del 75% nonostante ventiliamo frequentemente come consigliato

    Mi piacerebbe una opinione per non fare errori e buttare al vento migliaia di euro

    Saluti

  5. Buongiorno,
    vorrei comunicarvi il riscontro ottenunuto con Afontermo.
    Conquistato da quanto indicatomi dal responsabile tecnico ho utilizzato il rasante termico su due interventi diversificati ,internamente per sopperire ad un problema di condensa e coibentazione ed esternamente per isolare abitazione di proprieta’ ed ottenere sgravio fiscale del 65 %.
    Per la posa mi sono rivolto ad un mio artigiano di fiducia al quale e’ stato fatto vedere dal tecnico come usare e preparare il rasante
    Internamente ho notato che a distanza di due anni il materiale sembrerebbe avere attenuato o quasi smarrito la sua efficacia ,in effetti la camera tende a perdere temperatura , spero di non essere stato preso in giro, anche perche’ il tetto e’ ben coibentato e leggegendo cio’ che afferma Dany60 sono diventato timoroso dato l’investimento.
    Ancor piu’ grave e’ l’intervento eseguito in facciata molto piu’ recente, dove il mio tecnico mi ha sempre manifestato incertezza sulla possibilita’ di aderire agli sgravi fiscali del 65% affermandomi la non certificazione del Afontermo e facendomi notare solamente asseverazioni aziendali,ma nonostante cio’ ho deciso di eseguire l’intervento fidandomi del tecnico venditore .Voglio fare chiarezza se la mia pratica eseguita non venga bocciata o avallata da Enea , sarebbe un disastro sia per me che per il tecnico redatore
    Adesso alzando il tono ,affermo che sono davvero incazzato perche’ addirittura la facciata esterna sul secondo intervento e’ piena di crepe come se fossero delle ragnatele e nonostante le due mani di tinta thermoriflettente sempre comprata dal tecnico Afon sono ben visibili e se non bastasse oltre a queste sono apparse cavillature sempre piu’ ampie.
    Ovviamente ho contattato il tecnico il quale afferma che lui e’ un commerciante e pertanto ricevuta questa risposta ho interrotto immediatamente la conversazione e i miei legali provvedono agli accertamenti ………………
    Data la mia esperienza vi consiglio di diffidare ma sopratutto documentatevi prima per non incappare nella mia situazione.

  6. Sempre su Afon Termo:
    io ho trovato i risultati delle prove di laboratorio sul materiale, oltrechè le ralazioni del Cnr di Pisa.
    E comunque l’ho testato sul campo,ovverossia l’ho fatto applicare sia in ambienti interni che su interi prospetti di facciata.
    La risposta del materiale è stata ottima, all’altezza di quanto dichiarato. Per maggior scrupolo alla prossima occasione farò una indagine termografica ante / post intervento insieme ad un mio collega ingegnere, specializzato in tale ambito. Ma solo per avere dei dati strumentali che mi confermino quanto ho già potuto constatare sulla rispondenza delle perfomance dichiarate.

  7. cercando questo rasante termico riflettente anticondensazione ho letto tra i pochi dati della scheda tecnica:
    Calore specifico 3.000 kJ/Kg°K

    Solitamente il calore specifico è descritto come (c) espresso in [J/kgK].

    quei 3milioni di Joule su chilo grado Kelvin mi sembrano una grandezza strana.

    ho cercato la SDS scheda di sicurezza di questo rasante ma inutilmente.
    ho però trovato una relazione scientifica che conclude che il prodotto indagato è neutro rispetto all’insorgere di malattie dell’apparato respiratorio.
    impossibile conoscere il contenuto di VOC.

    Non ho esperienze con “nano cappotti” ma quando leggo che è sufficiente applicare all’interno un sottile strato di appena 4 millimetri per ottenere il massimo dell’isolamento termico e risparmio energetico del 90% NON riesco a credere a quello che leggo.
    Chi resisterebbe mai alla tentazione di un risparmio energetico del 90% con una rasata delle pareti?

    Si legge più avanti che “AFONTERMO garantisce un comfort abitativo senza eguali mentre il tradizionale cappotto, assolutamente non traspirante per definizione, “ingabbia” l’edficio con una calotta che lo sigilla”.
    sono cose da scrivere in una scheda tecnica queste?

    ricordo che da piccolo tra le pagine dei fumetti si trovavano pubblicizzati occhialini per vedere attraverso i vestiti o microspie che riuscivano a farti sentire conversazioni lontanissime solamente puntando l’aggeggio. ma non ci sono mai cascato.

  8. Io ho utilizzato Afon Termo, e mi sono trovato molto bene. Ho risolto diverse problematiche sia di posa che di coibentazione, oltrechè di traspirabilità.
    Nei casi in cui l’ho applicato, oltre ad isolare efficacemente dal punto di vista energetico, ho eliminato fenomeni di muffa (caso di applicazione in ambienti interni), ho risolto problematiche legate a davanzali, poggioli, rientranze e spalline (casi di applicazione su prospetto esterno).
    Il tutto con risultati veramente apprezzabili e riscontrabili direttamente dopo la posa.

  9. premesso che l’intervento di coibentazione interna è molto delicato e che preferisce materiali igroscopici e traspiranti, se si intende posare un radiante a pavimento tradizionale annegato nel massetto è consigliabile che il nuovo massetto non sia in contatto con la parete fredda esterna, ma separato dalla parete disperdente.
    sarebbe sufficiente predisporre una fetta di xps della stessa altezza del pavimento radiante al finito e della stessa larghezza dell’isolamento interno previsto.
    incollare l’xps con attenzione al collante steso su tutta la superficie.
    non dimenticare di calcolare la quota finale con uno strato di anticalpestio di almeno 5mm.

  10. Buongiorno, una domanda credo semplice:
    sto ristrutturando un appartamento e devo fare il riscaldamento a pavimento e la coibentazione in sughero delle pareti e cielo, ma cosa è meglio posare prima il cappotto o i pannelli radianti?
    Grazie.

  11. non posso dire di conoscere la situazione ma

    affronterei un ciclo di intonaco risanante e deumidificante e coibente per tentare di raggiungere un equilibrio
    controllerei costantemente l’umidità interna e mi dedicherei a una corretta ventilazione

    mai pensato ad una vmc puntuale per quel locale? magari servendo anche un secondo locale adiacente?

  12. Possedendo proprio quello strumento da lei linkato ho misurato prima qualche valore; nei muri normali della stanza andiamo da 2% per i più interni fino a 10% e oltre per gli altri perimetrali, essendo la stanza esposta per 2 lati; la parete interessata invece presenta oltre 15% nei punti più asciutti, dove ci sono effiorescenze di umido nette arriviamo a 33%, forse perchè di più non misura…
    Sono valori che possono far propendere per altre soluzioni?
    In quanto alla controparete con intercapedine, diciamo che sarebbe anche possibile, seppur rubando 1 mq e passa di spazio; però come dovrei farla, dopo l’intercapedine dovrei isolare il nuovo muro per non fargli arrivare anche a lui l’umidità immagino? e per il vecchio muro?

  13. la camera da letto di solito soffre del vapore che si accumula durante la notte a finestra chiusa.
    è mai sato misurato il livello di umidità della parete?
    rispetto alle misure del locale sarebbe possibile costruire una seconda nuova parete interna creando un’intercapedine?

  14. La ringrazio per la celere risposta, purtroppo esternamente non mi è possibile intervenire, essendoci un terrapieno condominiale alto una decina di metri(io sto al piano terra del palazzo appoggiato da un lato su di esso); solo una cosa non capisco, perchè mi dice che l’umidità dentro la stanza è dovuta più all’uso del locale (in parte può anche essere vero) che alla parete stessa; in pratica questo muro assorbe tutta l’umidità e la pioggia del terrapieno per 4 piani e pian piano la riversa nella mia camera, o almeno io pensavo fosse questo il problema, per questo volevo tamponarlo dall’interno, avevo pensato anche io alle lastre in calcio silicato, ma avevo il solito dubbio, cioè se supportano tutta questa umidità o invece la fanno passare dentro camera come fa l’attuale intonaco.

  15. una parete controterra in sofferenza di umidità andrebbe curata se possibile dall’esterno, ma la sua descrizione non parla della situazione esterna.
    bloccare il problema impermeabilizzando dall’interno con stucco additivato di resine sintetiche non mi sembra una soluzione salubre per ambienti interni.

    il precedente tentativo con intonaco deumidificante potrebbe essere ripetuto con un ciclo di intonaci risananti e deumidificanti corretto.

    l’umidità della camera è sicuramente dovuta più all’utilizzo dell’ambiente che alla parete.
    rivestire la parete con xps non può essere la soluzione dall’interno, piuttosto sarebbero indicate lastre in calcio silicato con collante e rasante a base calce: purtroppo bisogna capire meglio la situazione della parete prima di decidere.

  16. Buongiorno, complimenti per il blog e la professionalità; domanda semplice, almeno spero; devo isolare dall’interno una parete controterra, dalla quale affiora umidità che sfarina l’intonaco e presumibilmente mi riempie di umidità anche l’intera camera; ho già rifatto l’intonaco una volta, prima era “robusto” ma ha ceduto, è stato l’intonaco deumidificante ma non ha resistito ugualmente, in pratica l’umidità del terreno traspira nel muro e si disperde nella mia camera; le soluzioni che avevo pensato sono 2:
    la prima di “intonacare” l’intera parete con uno stucco apposito anche per piscine, penso si possa dire il nome, Operlite, che almeno secondo me isolava dall’umidità esterna ma permetteva al muro comunque di traspirare;
    la seconda è quella di applicare dei pannelli alla parete; vorrei quindi sapere se questa soluzione secondo lei è migliore rispetto a quella dello stucco, e nel caso affermativo, di che materiale installerebbe i pannelli? ero quasi deciso per il polistirene (xps) ma leggendo qua e la, sentendo parlare di fenomeni di condensa, barriere al vapore, ecc mi sono sorti dubbi… pensavo anche a qualcosa di più naturale e traspirante ma temo che non mi isolino dall’umidità della terra che pian piano ricomincerebbe a passare nella camera. Può darmi un consiglio?
    Grazie in anticipo
    Jacopo

  17. salve sto per fare un cappotto termico a casa mia e devo scegliere tra 3 offerte di tre aziende diverse, più o meno il prezzo finale è uguale, mi potete consigliare chi scegliere tra STO CAPAROL E RÖFIX, chi è la più valida e completa e anche a livello di qualità prodotti .

  18. Ringrazio per la cortese risposta. Avevo previsto il risvolto dell’isolante sulle pareti verticali per circa 50 cm. (la larghezza di una lastra) ritiene possano essere sufficienti?
    Ancora grazie!

  19. sicuramente più nobile un cappotto minerale e ad emissioni zero. certamente più lavoro e più investimento.
    isolato l’intradosso non saranno risolti i ponti termici, si dovrebbe risvoltare l’isolamento sulle strutture verticali.
    l’eps microforato garantisce una resistenza più bassa al passaggio del vapore, ma mi preoccuperei di posare un sistema per isolamento esterno che sia certificato più che di cercare lastre microforate o meno.

  20. Buonasera Federico e complimenti vivissimi per questo interessantissimo blog. Dopo averlo scoperto ho passato due notti intere a divorarne gli articoli ed i commenti.
    Dovrei isolare il pavimento delle camere della mia abitazione in zona E (solettina spessore 15 cm in putrelle e tavelloni) lavorando all’intradosso del solaio ovvero a soffitto della sottostante cantina. Nonostante il prezzo ero interessato all’utilizzo di pannelli minerali a base di silicato idrato di calcio. Il mio posatore però è molto preoccupato dal notevole peso specifico di questo materiale e mi avrebbe consigliato i pannelli in EPS microforato di una nota casa austriaca, decisamente più leggeri! Come procederebbe con l’isolamento a soffitto? E per un cappotto esterno ritiene valida la scelta dell’EPS microforato?

  21. il sughero bruno espanso, naturale non sarebbe un problema, il problema è il fondo dietro al pannello che diventerà assai più freddo dopo l’intervento sul lato interno.
    il rischio di condensa interstiziale è elevato.

  22. volevo sapere se era possibile utilizzare i pannelli mapetherm cork per realizzare un cappotto termico interno senza utilizzare barriere al vapore

  23. Per l’esperto non ci sono problemi, so di potermi rivolgere a lei. 😉

    Per quanto riguarda il sistema “fibra di legno all’intradosso solaio + freno al vapore igrovariabile + fibrogesso”, temo che qui a Reggio Calabria sia quasi impossibile reperire tali materiali.

    Ps: il sughero ha un peso specifico elevato che renderebbe pericoloso il controsoffitto? Qui siamo in zona sismica e quando il terremoto si ricorda di noi si balla di brutto!

  24. se la premessa è che il lastrico solare gode di ottima impermeabilizzazione si può pensare ad intervenire dall’interno senza pensieri.
    naturalmente il perimetro sarà un forte ponte termico e varrebbe la pena di progettare meglio il nodo tetto piano-parete perimetrale!

    tornando al tetto io non mi lancerei nell’acquisto di pesanti pannelli in sughero da fissare al soffitto.
    piuttosto progetterei un isolamento naturale traspirante solamente verso l’interno (la struttura esistente non è traspirante verso l’esterno):
    fibra di legno all’intradosso solaio + freno al vapore igrovariabile + fibrogesso.

    cercherei un esperto 😉 per calcolare spessore idoneo e progettare bene i dettagli che potrebbero rovinare l’opera!
    con un’altezza di 315cm posso ben permettermi di ottenere adeguato sfasamento tenendomi ancora 3m di altezza in ambiente.

  25. Purtroppo non trovando delle ditte che possano realizzare un impermeabilizzazione della terrazza con il metodo del tetto rovescio, devo pensare a isolare dall’interno. Scelta certamente non ottimale, ma non ho altra scelta, ahimé!

    Non riuscendo a trovare un fornitore che possa ritirare i pannelli in fibra di legno Pavadentro (o similari) e non volendo usare la classica (e insalubre) soluzione della lana minerale e del cartongesso, né tanto meno voglio isolare dall’interno con polistirolo (sigh!) o polistirene, mi resta una possibilità, considerato che la terrazza non soffre di nessun problema di infiltrazioni di acqua.

    Il negoziante dal quale mi sono rifornito per una recente ristrutturazione edilizia, tratta i prodotti della Mapei (carica direttamente con il suo TIR dal deposito di Latina) e mi ha detto che potrebbe ritirare per me anche un minimo quantitativo dei pannelli in sughero bruno espanso MAPETHERM CORK.

    “Il sistema MAPETHERM CORK utilizza un pannello isolante in sughero
    bruno espanso, naturale, privo di collanti chimici. È caratterizzato da ottima
    permeabilità al vapore e ottima stabilità all’invecchiamento. Materia prima
    rigenerabile ed ecosostenibile.
    Conduttività termica e: 0,040 – 0,048 W/mK
    Resistenza alla diffusione del vapore acqueo: ? 5-30”

    http://www.mapei.it/public/IT/linedocument/QT_MAPETHEM_Ita.pdf (pagina 13)

    Ora i miei dubbi nascono dal fatto che è un pannello che si usa prevalentemente per il sistema a cappotto esterno. Non conosco come il materiale si comporterebbe usato come isolante per cappotto interno e Le chiedo se la ritiene una soluzione valida, considerato il costo abbastanza elevato del materiale:

    40 mm – 29.10 € mq
    50 mm – 36.36 € mq
    60 mm – 43,42 € mq
    100 mm – 72,66 € mq
    nb: i prezzi sono finiti di IVA

    Ovviamente al costo dei pannelli vanno aggiunti quelli del sistema di fissaggio (colla/rasante più tasselli specifici), della finitura (rete in fibra di vetro e intonaco, pittura), più la mano d’opera qualificata (ma conosco una ditta che è specializzata con i prodotti Mapei).

    Naturalmente, una volta appurata la fattibilità (in base sopratutto al suo parere), va individuato lo spessore dei pannelli da utilizzare, per evitare che un errato calcolo dello sfasamento termico, mi porti ad avere modesti benefici in inverno e pessimi risultati in estate.

    Cordiali saluti

    Andrea Mangione

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