Isolare dall’interno con lana di roccia

Isolare dall’interno dev’essere proprio necessario! altrimenti cercate sempre di isolare esternamente.

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La struttura dell’edificio resterà fredda (non più riscaldata dalle dispersioni termiche) mentre il vostro nido risulterà caldo (anzi si riscalderà molto in fretta: una soluzione perfetta per una seconda casa oppure un locale non usato in modo continuativo).

Dopo un intervento di isolamento sul lato interno non potremo mai più sfruttare i benefici dell’inerzia termica delle pareti perimetrali per esempio (caratteristica principale di un sistema a cappotto esterno).

Non sono da dimenticare i ponti termici: le solette dei piani, ma anche le tramezze che sono legate alle “fredde” pareti esterne!

Ci sono solo svantaggi?

no, il cappotto interno

  • si posa con rapidità
  • non si paga il ponteggio
  • si posa anche se piove
  • in genere costa meno, ma dipende tutto dai materiali
  • permette lavori a step, ambiente dopo ambiente

Poniamo di aver scelto lana di roccia come coibente o lana di vetro:

  • migliora sensibilmente anche l’isolamento acustico (come tutti i materiali fibrosi).

isolamento lato interno - Isolare dall'interno con lana di roccia 3

Attenzione alla migrazione del vapore acqueo:

  • l’ambiente sarà caldo e l’umidità assoluta sarà ben maggiore di quella esterna
  • l’umidità tenderà a migrare verso l’esterno attraversando la parete per tutto il periodo di riscaldamento
  • prima incontrerà il nuovo pacchetto isolante posto all’interno (la lana di roccia è materiale fibroso molto traspirante)
  • poi incontrerà la parete fredda esterna (tendendo inevitabilmente a condensare)

Non trascuriamo l’idea di posare un freno al vapore!

tag-isolare-dallinterno-freno-al-vapore

  1. lana di roccia nell’orditura metallica (o meglio lignea) di supporto delle successive lastre
  2. freno al vapore
  3. cartongesso (o meglio fibrogesso)
  4. tinteggiatura di elevata qualità e bassissime emissioni di voc in ambiente.

Come scegliere la qualità del freno al vapore?

Se non volete sbagliare, calcolare, verificare e studiare, andate a colpo sicuro: scegliete un freno al vapore igrovariabile che permette un’ottimale asciugatura dello strato isolante non appena inizia la stagione estiva. L’estate è proprio il momento dell’inversione di direzione della spinta del vapore ed è un grave errore di progettazione non permettere a questo di uscire in ambiente attraversando il freno al vapore con una certa facilità.

La buona riuscita di un isolamento sul lato interno dipende da tanti piccoli particolari, come un po’ tutte le cose, quindi:

  1. immaginiamo,
  2. progettiamo,
  3. risolviamo
  4. e poi facciamo.

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Se stiamo valutando un isolamento interno di un edificio che non sia un appartamento finito e magari anche abitato, ma ci troviamo in un vero e proprio cantiere, cogliamo l’occasione per trovare delle soluzioni migliori di isolamento interno: lana minerale e cartongesso è solo un esempio di intervento, ma certo non è né il migliore, né il più qualitativo. Approfondisci leggendo questi altri articoli.

 

Andrà tutto bene?


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autore – Federico Sampaoli  isolamento lato interno - Isolare dall'interno con lana di roccia 7


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143 commenti su “Isolare dall’interno con lana di roccia”

  1. Buongiorno e complimenti per il blog, da sempre ho sognato di vivere in una casa in legno, ma per le vicissitudini del destino oggi mi trovo a dover affrontare il completamento di un rustico di 2 piani più un sottotetto praticabile in cemento armato posizionato in provicia di Chieti zona climatica D 1526 gradi giorno. La struttura è completa di tetto in laterocemento di circa 20cm di spessore con 4 cm di XPS posto prima dell’ultimo getto di cls, completato con guaina bituminosa e tegole in coppi vecchi. L’edificio presenta una serie di sporti e tettini con terrazzini anch’essi coperti come il tetto (senza XPS), tutti gli sporti sono realizzati in cemento armato finito a vista e completi di lattonerie in rame. Le pareti presentano solo lo stato esterno di forati da 12cm posati con il filo esterno allineato con il filo esterno dei pilasti 30 x 30 intonacati con intonaco cementizio. La presenza dei numerosi sporti che si traducono in reali ponti termici (rifiniti in CA a vista e completi di lattonerie in rame) , il fatto di avere già l’intonaco esterno, e anche il fatto di dover in qualche modo coprire internamente i pilastri mi porterebbe verso la dolorsa scelta di un isolamento interno … L’ultimo solaio verso il basso confina con un piano interrato non riscaldato. Il mio obiettivo sarebbe rientrare o avvicinarmi il più possibile allo standard passivhaus pensavo di isolare le pareti con questo sistema http://naturalia-bau.it/it/sistemi/parete/parete-igrosan-risanamento-dallinterno-con-sistema-a-secco/ utilizzando uno spessore di 20cm di pavatherm. Per il tetto pensavo a questo sistema http://naturalia-bau.it/it/sistemi/tetto/risanamento-interno-sanaplus/ anche se mi risulterebbe forse di difficile gestine lo spessore di 26cm di fibra di legno e della relativa listellatura, magari doppia incociata 14 + 12 … Le finestre con Uw<0,8 il solaio verso l'interrato sarebbe isolabile da sotto con xps. Il tutto sarebbe da completare con una VMC che risulterebbe fondamentale per mantenere accettabile il livello di umidita interna ed evitare la condensa intestiziale verso l'ultimo strato di laterizio. Mi piacerebbe avere un suo parere sulle stratigrafie, se sarebbe opportuno prevedere un'intercapedine d'aria tra il laterizio e l'isolante sulla parete ecc.. e poi cosa accadrebbe se la VMC non si fa più? Mi scusi se mi sono dilungato troppo ma ho voluto fornire un quadro completo della situazione, per il momento grazie … e complimenti ancora.

  2. La ringrazio per la risposta. Vorrei aggiungere che purtroppo il lavoro non è in fase di progettazione ma già iniziato. Il progettista non c’è, o meglio è l’impresa, che ovviamente smonta ogni mio dubbio in 3 secondi.
    Vorrei almeno aggiustare il tiro: il tetto è già fatto (in realtà ci sono 2 strati di fibra legno da 6 + 1 di celenit da 5); domani coibentano i muri esistenti! Cosa è meglio: porre i pannelli di fibra legni sul muro con tasselli, senza spazi tra i giunti e poi i montanti da 5 su cui montare il pregyplac con lamina di alluminio (spessore finale 14cm), oppure, per non ridurre troppo lo spazio, creare prima lo scheletro metallico e inserire tra i montanti la fibra?
    In inverno non scendiamo in genere sotto i 6-7 gradi, ma vorrei limitare il problema condensa..

  3. tutte e tre le stratigrafie sono molto delicate:

    se i pannelli in fibra di legno per coibentazione interna offrono uno strato speciale intermedio con funzione di freno al vapore possono essere posati senza un telo freno al vapore, ma in aderenza su uno strato assorbente naturale.
    il cartongesso sul lato interno offre scarso comfort estivo.

    le pareti nuove con lato interno in cartongesso e alluminio offrono scarso comfort estivo e una barriera al vapore su tutta la superficie, e le barriere sono sempre un rischio, specialmente a causa dei possibili difetti della tenuta totale o magari del vapore che arriva nel pacchetto per fiancheggiamento.
    forare la stratigrafia per i passaggi impiantistici è assai delicata come operazione.

    la copertura deve garantire una perfetta tenuta all’aria. il pacchetto traspirante del tetto deve avere listellatura di ventilazione e controlistellatura porta tegola e non schiuma. lo spessore dei pannelli in fibra di legno e fibra di legno mineralizzata sono alquanto sottodimensionati e non possono proteggere dal surriscaldamento estivo.

    i serramenti lato ovest devono prevedere corretta ombreggiatura.

    di certo non sono riuscito a rincuorarvi, ma siete in tempo per cambiare progettista!

  4. Due pareti di 15 cm di spessore che dividono i terrazzi del condominio, faranno da pareti di una nuova costruzione (pianocasa), le altre due verranno costruite da zero (9metri x 4metri). Conti che in queste nuove pareti ci saranno per metà degli infissi: un finestrone da 3,60 (parete ovest) e una porta finestra da 2,40 (parete sud) e forse il problema caldo sarà dovuto più a questo.
    Il problema principale infatti sarà il caldo estivo e l’umidita invernale (costa sud Sardegna).
    Io però ho sempre molti dubbi sulla corretta stratigrafia e sulla posa in opera delle PARETIi!
    Le pareti ESISTENTI mi hanno proposto di coibentarle sul muro interno (per forza, perchè il mio esterno è del vicino) con strato di fibra di legno da 6 cm su cui poggeranno l’orditura metallica con montanti da 5 cm a sostenere il carton gesso, per cui ci sarebbe una intercapedine vuota. Per non bruciarmi quindi inutilmente lo spazio interno, potrei farmi montare prima l’orditura da 5cm a 1cm dal muro, e la fibra di legno TRA i montanti? Magari isolando anche lo spazio di 1cm tra montante e muro con della schiuma… Non mi hanno parlato di freno al vapore, E’ GRAVE??

    Le NUOVE pareti sono praticamente costituite da 3 strati sfalzati di fibra di legno da 6 cm. La stratigrafia è: aquaroc+montanti metallo da 5cm e (tra montanti) fibra di legno da 6cm+ fibra di legno da 6 senza supporto+ montanti da 5 e in mezzo fibra di legno+cartongesso con strato di alluminio. A me preoccupa pure che dovranno, ovviamente, “rovinare” la fibra per far passare un tubo per l’acqua e le prese elettriche! Esagero?

    Per il tetto son più tranquilla. E’ sorretto da travi in legno, con questa stratigrafia: legno lamellare+freno vapore+fibra di legno da 6cm+celenit N da 4cm + telo isolante traspirante +tegole montate con schiuma. Può andare bene?
    Mi rincuori, la prego!!
    Grazie e complimenti, Alessandra

  5. prima dei pannelli in fibra di legno si deve applicare un intonaco assorbente ad azione capillare.
    i pannelli in fibra di legno devono essere appositamente prodotti per uso interno (hanno uno strato funzionale che funge da freno al vapore).
    se sono pannelli normali ci vuole una guaina traspirante a diffusione igrovariabile (un freno al vapore intelligente: chiude d’inverno e apre d’estate per permettere l’asciugatura estiva).
    i fori finestra devono avere garanzia di tenuta all’aria.

    leggi anche http://espertocasaclima.com/coibentazione-dall-interno/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/

  6. Salve ,
    Vorrei un consiglio
    Ho un abitazione in montagna che uso molto sovente, zona climatica f in inverno le temperature raggiungono anche i -12°c con muri in pietra da 60 cm vorrei isolare perimetralmente per recuperare un po di confort. L unico modo e dall interno poiche l esterno e a pietra vista, pensavo di apporre un pannello di fibra di legno di 4 cm e poi un rasante traspirante .
    Cosa ne pensate ? C’è il rischio di formazione di condensa?

  7. concordo.
    purtroppo, se il cartongessista sente che il committente desidera evitare un’orditura metallica a favore di una in legno, solitamente sviene.

  8. Bellissima realizzazione ! Finalmente qualcuno che usa i travetti di legno come orditura, e non i montanti in lamiera !!

  9. grazie.

    una parete in sasso coibentata all’esterno perderebbe tutto il suo fascino.
    pochi centimetri di coibentazione interna ben progettata e integrata alla risoluzione dei ponti termici più forti può regalare un po’ di risparmio sul riscaldamento ma soprattutto tanto comfort.
    la progettazione dovrebbe rispecchiare l’uso della casa: brevi periodi o abitazione abituale.
    per il sottotetto irregolare la soluzione con fiocchi di cellulosa è perfetta, economica e può rientrare nel fai da te.
    va calcolato lo spessore con la stratigrafia completa.

  10. Buongiorno,
    seguo questo sito da un po’ di tempo e volevo fare i complimenti al Sig. Federico per la Sua competenza.
    Vorrei approfittare per chiedere un consiglio: abitazione di due piani in montagna (1000 m slm) costruita a sassi – nessuna coibentazione (tranne un piccolo cappotto interno sulle pareti più fredde) – sottotetto non praticabile con estradosso irregolare (travicelli, listelli, ecc.). La mia domanda è: vale la pena coibentare il sottotetto con fibra di cellulosa? Ci sarebbero dei vantaggi apprezzabili? Realizzare interventi tipo cappotto esterno nel mio caso è tecnicamente ed economicamente difficile.
    Grazie.

  11. ogni tipo di lastra eps riporta nella scheda tecnica la permeabilità al vapore… che non è certo quella della fibra di legno, ma meglio della stifferite.
    ma nessuno può arieggiare i locali contando sulla traspirabilità dei muri. questo lo sappiamo ormai tutti.

    se il sottotetto deve diventare calpestabile si prepara una zona calpesatibile in OSB sospeso con dei supporti che risolvono il ponte termico!

    preparate bene il capitolato e vi sarà utilissimo la prossima volta!

    lo spessore va comunque calcolato! proponete 2-3 spessori già in partenza! solitamente tutti presentano la stratigrafia più magra e povera possibile…
    proponete le soluzione per risolvere i ponti termici e descrivete come risolverete il foro finestra: nessuno lo fa! allora sarete già sopra la media!!!

    per la stiferite leggete http://www.stiferite.com/schede/Depliant_CAPPOTTO_SK.pdf

    comunque ci sono diversi sistemi certificati! dovete scegliere quale seguire!
    per esempio Caparol http://www.stiferite.com/certificati/ETA/ETA10.0027_Stiferite_ita_rev_2013_CAPAROL.pdf
    a pagina 4
    Componenti dei kit “CAPATECT PU LINE STIFERITE CLASS SK” e “CAPATECT PU LINE STIFERITE VV” I componenti del kit sono specificati dal Beneficiario dell’ETA come segue:

  12. e si certo sono pienamente daccordo bisogna progettare bene e con calma ,io pero’ non sono un progettista , io devo combattere con i committenti che se danno il lavoro a me devono averlo finito a regola d’arte per la fine dell’ anno per le agevolazioni fiscali (e certo non posso posare il materiale a dicembre )e con i ” progettisti” che ti danno per capitolato una copia della scheda tecnica della stiferite e poi se ne lavano le mani ,certo che non e’ certificato io ho una copia della scheda tecnica e basta .
    comunque apprezzo moltissimo i suoi consigli con i vari link che ho riletto volentieri gli avevo gia’ letti . premesso che nelle mie zone i cappotti stanno prendendo piede solo ultimamente (zona cn/to ) solo grazie alle agevolazioni statali per risparmio energetico ,mi ritengo di essere gia avanti rispetto alla maggioranza delle imprese della zona visto che cerco di dare un prodotto valido ai clienti non solo una cosa che stia nel prezzo e poi vada come vada .spero che il mio impegno sia premiato ma nell immediato x questo lavoro (preventivo )seguiro i suoi consigli sperando di far bene ,x il soffitto i fiocchi di cellulosa dovranno essere chiusi in qualche maniera altrimenti non credo che il sottotetto sia ancora calpestabile ….poi eps come rivestimento mi va bene pero’ la traspirabilita’ dei muri ? le dicevo del rivestimento in pietra dello zoccolino bordo strada , funziona come il sistema per deumidificare le murature che ho visto consigliare da lei creando una intercapedine tra pietra e muro stesso già fatto in altri posti e funziona bene , vorrei posarlo anche in questo caso per asciugare l’umidita’ di risalita .
    sinceramente eps mi lascia perplesso ….
    grazie .
    se le interesssa le faro sapere ulteriori sviluppi .
    p.s. diverro’ un suo sostenitore appena invio il commento .
    silvano

  13. per tenermi un potenziale cliente, non proporrei un’idea di cappotto che non è certificata.
    cappotto esterno in stiferite da 10 è un sistema certificato? collante rasante tassello rete finitura fanno parte di un sistema certificato?
    vedo usare spesso stiferite in intercapedine… non sono un fan della stiferite.

    visto che non è richiesto materiale coibente naturale… stenderei un bel capitolato di sistema a cappotto esterno in eps (magari con grafite che migliora un po’ la trasmittanza e la protezione dal caldo) che proviene da un sistema a cappotto certificato e il capitolato stiferite da 10 in alternativa.
    ed allegherei al capitolato qualche informazione sui pregi e sulle garanzie che offre un sistema certificato!
    leggi anche:
    http://espertocasaclima.com/isolamento/elementi-di-fissaggio-proteggere-il-cappotto-con-un-buon-capitolato/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/il-tassello-e-causa-di-dispersione-di-calore/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/scelta-dei-rivestimenti-murali-la-finitura-del-cappotto/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/sistema-di-isolamento-termico-esterno-con-intonaco-detto-cappotto/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/sistemi-a-cappotto-etag-004/

    per isolare il solaio del sottotetto proporrei sicuramente fiocchi di cellulosa, eccellente ed economica

    per l’umidità in basso proporrei un intonaco termoisolante di qualità, inutile nascondere!

  14. buongiorno Federico
    la ringrazio per la sollecita risposta
    dovendo consigliare capisco che lei userebbe materiali e spessori differenti, potrebbe cortesemente darmi qualche suggerimanto al riguardo
    saluti
    paolo

  15. buonasera ,da un po’ di tempo sto seguendo i suoi post e visto che devo redarre un preventivo (ho un’ impresa edile )sulla coibentazione di una casa in zona E ,premetto che il progettista latita e quindi se ne sbatte,volevo chiedere consiglio sul da farsi in fase di preventivo : come da capitolato ,cappotto esterno in stiferite cm 10,fine capitolato .visto che ho gia eseguito altri cappotti con risultati soddisfacenti ,non vorrei fare questo lavoro con materiale che non mi convince e ritrovarmi l’eventuale committente non soddisfatto .la stiferite non mi convince in quanto ho un po’ di umidita’ di risalita alla base del muro che risolverei con la posa di lastre di pietra di luserna piazzate lasciando una camera per far circolare l’aria (il piano pavimento dell’alloggio interno e’ piu’ in alto quindi l’isolamento non dovrebbe subire danni)
    mi rimane ancora il solaio del sottotetto realizzato in laterocemento (tanto latero e poco cemento )percio’ non volevo appesantire troppo caricando isolanti e poi l’imposta delle travature non mi consente di andare ad isolare bene con i soliti materiali .
    aiuuuto non so cosa proporre al mio potenziale cliente e non mi va’ di lasciar perdere .
    la ringrazio per il tempo dedicatomi .

  16. le stratigrafie sono veramente scarse e di cattiva qualità, secondo il mio modo di vedere e progettare.
    avete ricevuto qualche documentazione sulle prestazioni ottenibili in copertura e in parete verticale?

    una costruzione del genere non credo valga l’investimento, che comunque sarà importante.

  17. la polvere è l’aspetto pratico più fastidioso di un cantiere in casa.

    il mio commento era riferito al fatto che in ogni caso la ventilazione del locale deve essere migliorata.

  18. Buon giorno Federico
    da tempo seguo con interesse i post del suo blog e ho trovato interessanti gli articoli trattati

    Le chiedo un consiglio; mi accingo a posizionare una casa di circa 70 mq nel Lazio zona collinare ed un artigiano del posto che da tempo si occupa di prefabbricati in legno mi ha proposto l’acquisto di una casa con le seguenti stratigrafie che Le riassumo sommariamente:

    • Doppia Parete dall’interno verso l’esterno: perline o carton gesso 18 mm, freno vapore, lana di roccia 40mm, travi legno massiccio abete certificato 100 mm

    • Copertura tetto dall’interno verso l’esterno: perline 20 mm, coibentazione eps 50 mm, camera ventilazione, osb 20 mm, guaina ardesiata, copertura coppo portoghese

    • Finestre vetrocamera 10/14/10

    Premetto che la casa diventerebbe la mia residenza abituale solo tra qualche anno, quindi la stratigrafia delle pareti perimetrali e il tetto è evidentemente un compromesso tra una spesa contenuta ed un minimo di confort termico, potendo poi eventualmente intervenire con la posa di un cappotto esterno. Avendo la possibilità di intervenire nella scelta dei materiali mi chiedevo quale tra EPS, XPS o lana di roccia fosse il materiale coibente migliore da utilizzare all’interno delle pareti magari sostituendo le perline con pannelli di cartongesso .I miei dubbi riguardano le stratigrafie che mi sembrano deboli dal punto di vista spessore, perciò sfasamento estivo scarso e coibentazione invernale scarsa anche se l’utilizzo del tetto ventilato dovrebbe essere d’aiuto; non vorrei che una costruzione così leggera soffrisse dei problemi degli edifici privi di massa.

    Ringraziandola per la cortese attenzione

    Paolo

  19. Capisco…ma non crede che questa parete debba essere comunque coibentata a prescindere dalla muffa? Perché oltre questa in inverno questo muro diventa freddissimo tanto da sembrare di aprire un frigorifero ogni qualvolta si apre l’armadio. L’idea suggerita del ripristinare l’intonaco ammalorato sarebbe l’ideale ma l’ho fatto su una parete della cucina arrivando fino ai mattoni poi intonacato prima però creando un foro con un aspiratore ed infine rivestendolo in placche di gesso stampato simil roccia …. Ottimo risultato finale e poco costoso devo dire MA….quando ho tolto l’intonaco è stato un incubo, polvere ovunque anche se si puliva all’istante è stato drammatico 😉 …è il classico lavoro da fare in una casa disabitata.

  20. ogni traccia di muffa dovrebbe essere eliminata.
    se le consigliassi di grattare la superficie interna per poi preparare un nuovo isolamento interno (salubre) il lavoro sarebbe gravoso.

    ma anche il mio miglior progetto di coibentazione interna potrebbe essere rovinato da troppi metri quadri “soffocati” da un mobile più o meno aderente alla parete in esame.

    la causa di tutto è certamente la temperatura superficiale interna, MA l’umidità interna è certamente fuori controllo.

    Visto che spendere bisogna in ogni caso, io forse proverei a risolvere il problema iniziando da un altro aspetto: la ventilazione! che è comunque un aspetto importantissimo per il clima interno.

    leggi anche questo nuovo articolo scritto oggi http://espertocasaclima.com/ventilazione/vmc-decentralizzata/aspiratore-o-mini-vmc/

    e non tutti i mali vengono a nuocere: fare ordine in armadio e liberarsi di alcune cose che non si intende più utilizzare 😉

  21. Noooo Federico mi sta dicendo che non ho speranze ??
    La stanza è a pianta rettangolare, lungo il lato lungo superiore è posizionato il mega armadio, sul lato corto di sinistra finestra con sotto il termosifone. Praticamente il lavoro più grosso paradossalmente è smontare sto maledetto armadio e sistemare il vestiario in altro luogo, non facile visto che l’appartamento è di 65 mq. Oggi ne ho smontato metà constatando che purtroppo sui 13mq di parete in alcuni punti c’era sta maledetta muffa. Ma non c’è modo di sigillare questo muro una volta per sempre? Inizialmente avevo pensato di incollarci dei pannelli di poliuretano ma poi mi sono accorto che in muro non è a piombo quindi il carton gesso è d’obbligo.

  22. che disastro! gli armadi rovinati dalla muffa sono molti, almeno lei se ne accorge e vuole risolvere il problema! altri sono assuefatti…

    nel suo caso non è possibile rimontare l’armadio sulla parete calda interna? certamente no. lo avreste già fatto.
    dove si trova il termosifone? in punto sfavorevole? su parete interna?
    rialzare di qualche centimetro l’armadio?

    Peccato per quella mano di pittura termica! Non ho avuto buone esperienze con cartongesso preaccoppiato coibentato, ma forse un buon installatore può riuscire a fare un buon lavoro.

  23. Salve, ho un problema enorme con la muffa; una parete della camera da letto posta a nord diventa di ghiaccio nei mesi invernali, lungo tutta questa parete è posto un enorme armadio a 10 ante che quasi la ricopre tutta. L’armadio è staccato dalla parete di 5-6 cm. e proprio in questa intercapedine si forma un microclima saturo di umidità causato dalla parete ghiacciata e il calore del legno dell’armadio che va a creare della muffa proprio dentro quest’ultimo e su tutto l’abbigliamento in esso contenuto…un disastro. Ho provato anche a mettere dei deumidificatori ma non risolvono nulla. Quando apro una porta Dell’ armadio in inverno sento proprio l’aria gelida uscire! La parete invece non è colpita dalla muffa da quado qualche anno fa le ho applicato una pittura termica. Che faccio? Cartongesso coibentato?
    L’appartamento si trova al primo piano di un piccolo condominio anni 60 costruito decisamente con materiale non di qualità…e chicca finale sotto di me ci sono i garage, quindi pavimento in marmo ghiacciato pure lui. Olè!

  24. come ormai avrete capito, io non le suggerirò mai di riempirsi il sottotetto di lana di roccia, con tutti i bellissimi materiali che esistono.
    all’estradosso del solaio potete posare fiocchi di cellulosa che d’estate offre protezione dal caldo come pochi materiali.
    in base allo spessore del solaio si deve calcolare lo spessore di cellulosa necessario ad ottenere lo sfasamento utile.
    i ponti termici perimetrali non sono evitabili, quindi probabilmente bisognerà progettare sempre internamente una coibentazione interna sulla linea dei ponti termici. anche di pochissimo spessore.

  25. Buongiorno, mi permetta cortesemente una domanda.
    Il tetto (in legno) della mia costruzione (non abitabile ma calpestabile, ci conserviamo di tanto in tanto vecchi ricordi) è del 2004 risulta cosi composto: (dall’esterno verso l’interno) 1) tegole, 2) travetti, 3)guaina 4) perline. Al di sotto c’è il solaio in latero-cemento grezzo e al di sotto di questo ci sono quindi le camere da letto. Il soffitto delle suddette camere è stato a suo tempo ribassato con del carton gesso. Avendo notato un certo consumo di metano e prima di spendere soldi per una caldaia vorrei provare a risolvere il problema coibentazione tetto, o meglio solaio sottotetto. La casa si trova in zona E 2693 gradi giorno. 800 metri s.l.m.. Inverni lunghi piovosi e rigidi. Nelle camere da letto che sono situate proprio sotto il sottotetto(non so se mi sono spiegato) si avverte il freddo invernale nonchè il caldo estivo. D’inverno, coi caloriferi accesi la temperatura che nel resto della casa è di 21 gradi, nelle suddette camere è di 16/17°. i muri perimetrali dell’abitazione ,libera dai 4 lati, sono dotati di cappotto. Avevo pensato alla lana di roccia. Ci vuoleil freno al vapore?Per tante ragioni non fibre di legno e/o sughero.
    Grazie

  26. Grazie davvero dell’interesse.
    Dopo i suoi cosigli ho rivisto la stratigrafia come segue:

    soffitto:

    – perline legno ( 2cm )
    – freno a vapore impermeabile
    – massetto autolivellante ( per chiudere, sigillare e mettere in piano )
    – pannelli semirigidi in fibra di canapa ( 10 cm )
    – assi in legno ( 4 cm)

    pavimento:

    – perline in legno ( 4cm )
    – barriera al vapore
    – pannelli semirigini in fibra di canapa incollati alle perline ( 10 cm )
    – pannelli XPS ( 3cm schiumati per tappare ogni spiffero tra le travi )
    – perline in legno ( 2 cm)

    spero di essere sulla strada buona!
    Grazie ancora e buona giornata

  27. Un volume esterno, in legno, che riceve una coibentazione, che dovrà garantire la tenuta all’aria, che diventerà ambiente riscaldato ecc, io credo richieda molta attenzione e corrette valutazioni per divenire una zona ampliamento senza difetti.
    Le stratigrafie, le sigillature, le impermeabilizzazioni, le finiture devono tutte collaborare a creare un nuovo ambiente senza forti dispersioni termiche, senza passaggi d’aria incontrollati, senza condense interstiziali, senza propensione al surriscaldamento estivo, con una certa protezione acustica ecc ecc

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