Isolare dall’interno con lana di roccia

Isolare dall’interno dev’essere proprio necessario! altrimenti cercate sempre di isolare esternamente.

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La struttura dell’edificio resterà fredda (non più riscaldata dalle dispersioni termiche) mentre il vostro nido risulterà caldo (anzi si riscalderà molto in fretta: una soluzione perfetta per una seconda casa oppure un locale non usato in modo continuativo).

Dopo un intervento di isolamento sul lato interno non potremo mai più sfruttare i benefici dell’inerzia termica delle pareti perimetrali per esempio (caratteristica principale di un sistema a cappotto esterno).

Non sono da dimenticare i ponti termici: le solette dei piani, ma anche le tramezze che sono legate alle “fredde” pareti esterne!

Ci sono solo svantaggi? no, il cappotto interno

  • si posa con rapidità
  • non si paga il ponteggio
  • si posa anche se piove
  • in genere costa meno, ma dipende tutto dai materiali
  • permette lavori a step, ambiente dopo ambiente

Poniamo di aver scelto lana di roccia come coibente o lana di vetro:

  • migliora sensibilmente anche l’isolamento acustico (come tutti i materiali fibrosi).

isolamento lato interno - Isolare dall'interno con lana di roccia 3

Attenzione alla migrazione del vapore acqueo:

  • l’ambiente sarà caldo e l’umidità assoluta sarà ben maggiore di quella esterna
  • l’umidità tenderà a migrare verso l’esterno attraversando la parete per tutto il periodo di riscaldamento
  • prima incontrerà il nuovo pacchetto isolante posto all’interno (la lana di roccia è materiale fibroso molto traspirante)
  • poi incontrerà la parete fredda esterna (tendendo inevitabilmente a condensare)

Non trascuriamo l’idea di posare un freno al vapore!

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  1. lana di roccia nell’orditura metallica (o meglio lignea) di supporto delle successive lastre
  2. freno al vapore
  3. cartongesso (o meglio fibrogesso)
  4. tinteggiatura di elevata qualità e bassissime emissioni di voc in ambiente.

Come scegliere la qualità del freno al vapore?

Se non volete sbagliare, calcolare, verificare e studiare, andate a colpo sicuro: scegliete un freno al vapore igrovariabile che permette un’ottimale asciugatura dello strato isolante non appena inizia la stagione estiva. L’estate è proprio il momento dell’inversione di direzione della spinta del vapore ed è un grave errore di progettazione non permettere a questo di uscire in ambiente attraversando il freno al vapore con una certa facilità.

La buona riuscita di un isolamento sul lato interno dipende da tanti piccoli particolari, come un po’ tutte le cose, quindi:

  1. immaginiamo,
  2. progettiamo,
  3. risolviamo
  4. e poi facciamo.

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Se stiamo valutando un isolamento interno di un edificio che non sia un appartamento finito e magari anche abitato, ma ci troviamo in un vero e proprio cantiere, cogliamo l’occasione per trovare delle soluzioni migliori di isolamento interno: lana minerale e cartongesso è solo un esempio di intervento, ma certo non è né il migliore, né il più qualitativo. Approfondisci leggendo questi altri articoli.


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autore: Federico Sampaoli

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138 commenti su “Isolare dall’interno con lana di roccia”

  1. E se si usasse il telo semplicemente per un ulteriore coibentazione ? Oppure il telo potrebbe creare in qualche maniera , problemi di umidità ?

  2. per risolvere l’ansia da infiltrazioni del tetto mi imporrei un controllo visivo periodico per intervenire con una certa velocità nel caso malaugurato e per avere un segnale chiaro e ben visibile di qualche gocciolio coprirei l’isolante steso sul solaio di calpestio del sottotetto con un cartone ondulato in rotolocartone ondulato in rotolo solitamente utilizzato per copri pavimento per pittura d’interni che garantisce sia la traspirazione che un ulteriore isolamento termico

  3. Nel caso in cui ci fosse una perdita di acqua dal tetto , il telo impedirebbe la logorazione della lana di roccia o di vetro oltre a coibentare meglio.
    Motivo per cui pensavo di stendere un telo di nylon .
    Cosane pensate ?

  4. Buongiorno , ho isolato il sottotetto non praticabile con rotoli di lana di vetro. Sarebbe fattibile stendere un telo di nylon oppure risulterebbe controproducente?
    Grazie

  5. Salve Architetto..
    Grazie mille per la disponibilità e la risposta professionale immediata.. come sempre gentilissimo.. ????

  6. nessun disturbo. è il mio lavoro.

    se la lastra in fibrogesso ha spessore 15mm di solito basta, oppure due lastre di spessore inferiore. ricordiamoci dei pesi per mq che si vengono a sommare!
    fibra di legno o fibra di canapa che hanno densità intorno ai 50Kg/mc. occhio alle schede tecniche per evitare pannelli con troppo poliestere

  7. Salve Architetto, e scusi di nuovo per il disturbo..
    In merito alla sua risposta che è utilissima, vorrei chiarire due cose:
    Lei dice che meglio usare le lastre di Fibrogesso che il cartongesso, e riferito sempre doppia lastra per avere maggiore risultato o pure utilizzare unica lastra.?
    Altra domanda è
    Riguarda la canapa flessibile consigliato da lei, intende i pannelli di Fibra di canapa..?
    Grazie di nuovo..

  8. un solaio con prestazioni acustiche è difficile da ottenere, soprattutto se possiamo intervenire solo da sotto, cioè all’intradosso.
    ma questa è una delle migliori soluzioni e spero la proteggerà dai rumori provenienti dal piano di sopra:

    è importante che la lastra che chiuderà il contro soffitto abbia elevata densità, quindi se scegliamo fibrogesso anzi che cartongesso il risultato sarà migliore.

    per lo strato di materiale isolante non è invece da ricercare il pannello con maggiore massa quindi va bene una fibra di legno o di canapa flessibile. per lo spessore non scendiamo sotto ai 60mm di spessore.

    per la struttura metallica cerchiamo ganci di sospensione appositamente fatti per non trasmettere i rumori e non dimentichiamo di applicare un nastro mono o biadesivo in polietilene espanso a celle chiuse sul perimetro della struttura metallica: avremo così fatto la massima attenzione possibile ai punti acustici della nuova struttura.

  9. Ho letto il suo articolo e le devo fare i miei complimenti..
    Io lavoro nel campo edilizio, e spesso mi è capitato negli anni 90 di usare la lana di roccia che giustamente come dice anche lei, ritengo che sia un prodotto cancerogeno.. Nella lavorazione della lana di roccia o di vetro applicata nel controsoffitto e controparete in cartongesso, in estate purtroppo senza indossare tuta di carta per via del caldo, contatto con la pelle mi veniva sempre da grattarsi, la pelle diventava rossa.. Da quegli tempi decisi di evitare questo tipo di prodotto… Da poco ho cambiato casa e ho ristrutturato tutto l’appartamento, solo che purtroppo per me non ho tenuto conto i rumori molesti provenienti dal piano di sopra.. Ho valutato di proseguire con i lavori in questo modo: controsoffitto e controparete, al posto di lana di vetro mettere la fibra di canapa spessore 50mm con densità 80kg per m3 poi mettere doppio strato di cartongesso, in mezzo di due pannelli di cartongesso sughero da 4mm che fa così detto sandwich. Volevo sapere gentilmente da lei cosa ne pensa prima di procedere, se la fibra di canapa è un prodotto sano o pure no.. Grazie mille

  10. se la schiena dell’armadio non è aggredita dalle muffe in modo definitivo può tornare ad una situazione migliore lasciando almeno 5cm tra mobile e parete fredda evitando che quella zona a rischio condensa continui a mantenere temperature così basse.
    se ho capito, questa parete esterna ha un’intercapedine isolata con lana di roccia vecchiotta. immagino sia impossibile verificare la situazione attuale e la posa di quei tempi.
    un nuovo isolamento del lato interno si potrebbe eseguire con pannelli di idrati di silicato di calcio per uno spessore di circa 30mm o ancora meglio con calcio silicato (più costoso e con maggiori qualità).
    la soluzione di isolare internamente permette di ottenere solamente temperature superficiali più elevate, ma ci si deve sforzare di abbassare il livello di umidità interno con ventilazione manuale o installando una piccola Vmc.
    Intanto da subito inizi a tenere monitorata l’umidità interna. Ormai un termometro igrometro si trova per pochi €: https://amzn.to/2MAuB5p

  11. Gent.mo
    Sig. Federico Sampaoli
    il mio problema è che su una parete a nord della mia abitazione (parete di 40 cm con mattone esterno strollato internamente, cassa vuota isolata con lana di roccia degli anni novanta e tavolato interno intonacato al civile) ho appoggiato un armadio in legno, nella stagione fredda ho rilevato nella zona a contatto con la parete odori di muffa, ritengo di avere un problema di condensa dell’umidità tra l’armadio e la parete fredda (intercapedine di 1 cm.).
    he tipo di isolante “interno” mi consiglia per ovviare a tale problema?
    Graze e cordaili saluti
    Rodolfo

  12. tra i pannelli minerali per isolamento interno sotto i 30mm di spessore si possono posare i formati speciali e ultra sottili solitamente dedicati al foro finestra o per attenuare i ponti termici

  13. Dottore grazie ancora per la sua disponibilità e pazienza. Qualora volesse consigliarmi in alternativa all idrato di silicato di calcio, quale prodotto potrebbe consigliarmi. Rimarrebbe sempre su prodotti minerali o vi sono in commercio altri prodotti con le medesime caratteristiche o quantomeno utili al mio problema con spessori minori dei 3 cm.
    Grazie infinitivamente
    Antonio M.

  14. non sono favorevole alle pitture termoisolanti.
    il fissativo di cui lei ha fatto il nome promette di diminuire l’umidità in casa e questo non è credibile: solo una ventilazione corretta può abbassare il livello di umidità interna.
    ho letto anche sul suo depliant “Isola in modo efficace prevenendo la formazione di umidità e muffe”: probabilmente chi ha descritto questo prodotto intendeva dire che previene la formazione di condensa e quindi di muffa. questo infatti avviene nel momento in cui si riesce ad innalzare la temperatura superficiale interna della parete evitando le temperature con rischio di formazione di muffa. l’umidità interna ovviamente rimane la stessa e quindi devo consigliare di fare una ventilazione più corretta o prevedere di installare una vmc.

    ricordo anche che questo fissativo isolante e traspirante è una Resina acrilica in emulsione, quindi non credo sia molto permeabile al vapore, anzi.
    non sono riuscito a trovare nè la scheda tecnica, nè la scheda di sicurezza, quindi ci si deve accontentare del numero di brevetto, che poco aiuta.

    leggi anche:
    http://espertocasaclima.com/2013/04/12/coibentazione-pennello-vernici-contengono-dispersioni-termiche-termoisolanti-nanotecnologia/
    http://espertocasaclima.com/2015/03/16/scegliere-pittura-termoisolante-interni/

  15. Grazie della tempestiva risposta Dottore.
    Mi scuso ancora ma ne approfitterei della sua gentilezza.
    Oltre ai consigli da Lei evidenziati, e relativamente al mio problema ( parete fredda con muffa) sono rimasto incuriosito dal prodotto Kalorfix fissativo e a seguire una pittura termica isolante e traspirante. Lei cosa ne pensa?
    Grazie ancora per la sua disponibilità

  16. in realtà sarebbero due gli interventi da fare:
    isolamento interno
    ventilazione meccanica con recupero del calore (se è comparsa la muffa significa che la ventilazione è insufficiente)

    per la scelta dell’isolamento interno direi che per avere un materiale traspirante igroscopico attivo capillarmente esente da emissioni nocive non complicato da posare e che può ricevere una finitura salubre e naturale come l’argilla senza spendere un patrimonio si può valutare di posare pannelli in idrati di silicato di calcio a partire dai 30mm di spessore

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