Isolare dall’interno con pannelli in silicato di calcio

La casa soffre di condense superficiali interne e diverse zone sono interessate dalle muffe? L’isolamento esterno non è possibile? non ci resta che intervenire dall’interno.

isolamento interno pannelli calcio silicato-03

La formazione di muffa avviene anche con temperatura dell’intonaco interno attorno ai 16,7°C quando per alcuni giorni manteniamo un’umidità relativa interna superiore all’ 80%:

isolare una parete fredda

Per isolare una parete fredda non c’è miglior materiale dei pannelli a base di silicato di calcio:

  • materiale salubre
  • materiale sottile (anche 15mm di spessore)
  • materiale capillarmente molto attivo

isolamento interno pannelli calcio silicato-04

Si producono con sabbia quarzosa e calce, poi armati con cellulosa per renderli stabili. La struttura aperta con pori fini (90% di pori fini) offre:

  • elevata assorbenza capillare (enorme capacità di assorbimento di acqua)
  • proprietà termoisolanti discrete.

La presenza di una minima parte di cellulosa conferisce al pannello:

  • stabilità degli spigoli
  • buona flessibilità.

isolamento interno pannelli calcio silicato-02

Il materiale è leggero, presenta una certa stabilità di forma e può essere montato in maniera auto portante (quindi niente tasselli e niente struttura).

il silicato di calcio ha:

  • un pH circa 10, quindi è leggermente alcalino
  • un µ = 6, cioè è molto aperto alla diffusione del vapore e si applica sempre e solo senza barriera vapore
  • un’elevata porosità che determina una grande capacità di accumulo dell’acqua e di trasporto capillare
  • una conduttività termica, valore Lambda, pari a 0,050 – 0,070 W/mK.
  • classe di infiammabilità 1

I pannelli a base di silicato di calcio garantiscono un clima dell’ambiente confortevole grazie alla regolazione attiva dell’umidità dell’aria e allo stesso tempo superfici interne più calde. Il loro valore pH 10 funge da anti muffa, quindi un ottimo materiale per il risanamento di zone umide.

isolamento interno pannelli calcio silicato-05

Il pannello può anche essere considerato come un intonaco molto traspirante con funzione risanante di pareti che devono asciugare.

I pannelli a base di silicato di calcio vengono incollati con dei collanti che garantiscono il collegamento capillare tra parete e pannello (attenzione a non lasciare vuoti o sacche d’aria).

su questo argomento potresti rileggere il mio articolo:   Isolamento del tetto, da dentro o da fuori?

Naturalmente anche la pittura murale definitiva deve essere di qualità simile perchè è proprio una pittura sbagliata che rovina l’intervento e la elevata qualità del materiale appena posato! Informatevi con giusta determinazione sulla rasatura e finitura finale che sono gli strati che permettono al pannello di lavorare correttamente.


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isolamento interno pannelli calcio silicato-01

Con un prezzo di circa 1 € per millimetro di spessore, questi pannelli in calcio silicato non battono la concorrenza sul costo materiale, ma offrono qualità e salubrità ineguagliabili.

Le cavità di dimensioni maggiori, per esempio in pareti non piane, vengono tamponate con granulato di silicato di calcio.

Se state pensando di ritinteggiare gli interni, riflettete un attimo prima di decidere: sarebbe il momento ideale per affrontare un rivestimento interno, i disagi sarebbero quasi gli stessi, ma il risultato enormemente superiore. 

Attenzione alla stagione dei lavori! Il lavoro non è a secco, deve asciugare. Se avete colto l’occasione per installare una macchina VMC potete delegare a lei il compito di superare il problema della cattiva stagione.

Andrà tutto bene?


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214 commenti su “Isolare dall’interno con pannelli in silicato di calcio”

  1. @ fabio

    considerando un forte strato di intonaco si deve lavorare per strati e per avere una posa ottimale è sufficiente seguire la scheda prodotto del sacco fornito

    l’argilla deve essere amata, deve essere il senso del lavoro perché sarà sempre più delicata. o la ami o la odi, è terra cruda. fantastica

  2. grazie per la risposta,
    in definitiva, al di là del fissaggio e spessore del pannello isolante, di quanti cm può essere lo strato di intonaco per recuperare la maggior quantità di massa possibile? E’ preferibile farlo in argilla o grassello di calce sul silicato d.c.? grazie mille

  3. @ fabio

    sì, è bello che gli articoli non abbiano scadenza, come lo yogurt.

    mentre si calcola una stratigrafia si possono fare diverse, infinite simulazioni, e vedere come i valori di capacità areica interna crescono. in fin dei conti si può affermare che ogni millimetro di spessore in più di massa sul lato interno è un beneficio per il comfort.
    il problema vero di questa buona attenzione all’inerzia è che siamo costretti a fare uso di tasselli sui pannelli per isolamento interno.
    oltre alla noia del lavoro di tassellatura, sarebbe bello non avere tasselli dal punto di vista termico.
    io non riesco ad immaginare che una posa corretta del collante non possa garantire il sostegno MA la mia parola o il mio pensiero o la mia esperienza non valgono nulla perché alcune schede tecniche ne fanno riferimento: si deve tassellare

  4. buongiorno, a distanza di anni questi articoli sono sempre preziosi!
    nella sfortunata situazione di poter agire solo all’interno dell’abitazione e scegliendo i pannelli in silicato di calcio per la condizione di particolare umidità, quanto spesso può essere lo strato di intonaco (es argilla) per recuperare la maggior quantità di massa possibile? grazie mille

  5. buonasera Federico, ti ringrazio della disponibilità si tratta di un ampliamento la struttura di tufo è risalente agli anni 60 invece la struttura in cemento armato è risalente agli anni 90 . Cordiali Saluti

  6. @ Vincenzo
    un’intercapedine muraria tra tufo e cemento armato si potrebbe riempire con perlite in granuli.
    ovviamente bisogna attenuare i ponti termici che si creano ai contorni finestra e quelli lineari dei solai.

    strana però come stratigrafia!
    è stata costruita una parete in cemento armato esterna e poi un paramento murario in tufo interno?

  7. Salve, vorrei un consiglio ho un intercapedine di circa 15 cm una parete è di tufo e l’altra è di cemento armato con che materiale mi consigli di riempirla? in attesa di una risposta la ringrazio della disponibilità. Cordiali Saluti

  8. @ fkavia

    trovare il materiale e convincere la ditta: capita spesso così, che se costringi ad usare un materiale, poi lo usino male.
    l’unica consolazione è
    – che si tratti del pannello sottile e dunque può aver assorbito una minor parte dell’acqua contenuta nell’impasto del collante.

    Se questo non fosse abbastanza consolante, lei dovrebbe far riferimento alla “voce di capitolato” , chiara, ma non ben seguita:
    “Fornitura e posa degli speciali pannelli antimuffa a capillarità attiva, igroregolatori ad elevata alcalinità, PH 10,5 ca., a base di calce, cellulosa e sabbia di quarzo, …. I pannelli verranno applicati, inumiditi, alle parti da trattare su letto di specifico COLLANTE-RASANTE steso sull’intera superficie.

  9. I pannelli montati sono proprio quelli di Naturalia Bau spessore 1,5 cm (sottili) con il collante sempre della Naturalia. SOno un pò avvilita perchè dopo lo sforzo personale per trovare questo materiale e convincere la ditta .. adesso mi trovo con un lavoro mal fatto. La ditta dice che i pannelli si bagnano solo per agevolare la posa..ma non è obbligatorio…Rinrazio per qualsiasi suggerimento e per il lavoro che fate.

  10. @ fkavia
    direi che la posa del collante su tutta la superficie del pannello isolante con spatola dentata sia la cosa più importante.
    circa l’eccessivo potere di assorbimento del pannello in calcio silicato bisognerebbe identificare precisamente il pannello e il collante utilizzato.

  11. Salve, la ditta che mi ha appena montato i pannelli di calcio silicato, li ha montati senza prima bagnarli (no comment). Secondo voi è un problema? Al momento (montati da 1 giorno) non si vedono crepe…devo impuntarmi e far smontare (li pago anche un bel pò) o posso lasciar andare?
    Grazie

  12. @ marzia

    mah, io ho una personale antipatia per i materiali che tagliati producono in cantiere fibre pericolose che volano.
    prima di ogni decisione io mi concentrerei
    – sul piede della muratura per verificare se ci sia qualche problema di umidità di risalita
    – sulla malta di allettamento per capire se è tutto sano
    – sul foro finestra per immaginare come posizionare il nuovo serramento rispetto alla muratura, al davanzale, al nuovo isolamento
    – sul nodo tetto-parete (non conosco il tetto e potrebbe trattarsi di un tetto in legno

    poi la scelta del materiale per il cappotto dipende anche se ci sono problemi di rumori esterni, limiti di spesa, limiti di spessore…

    il calcio silicato è isolante per interni, i pannelli in idrati di silicato di calcio sono sia per esterno che per interno e molto validi per un cappotto

  13. buongiorno, abbiamo acquistato una casa da ristrutturare che ha alcune pareti in sasso. Su alcune di quelle pareti è stato fatto un isolamento interno con cartongesso e lana di roccia. Abbiamo ora deciso di fare il cappotto esterno. I muri sono appunto di sasso e sono ricoperti per lo più da mattoncini klinker. Ci hanno proposto la lana di roccia ma abbiamo trovato informazioni discordanti. Valutavamo quindi il calcio silicato. Cosa ne pensa? Mille grazie

  14. @ Francesco
    pannelli in XPS posti nell’intercapedine di una parete in tufo non sono proprio il materiale più adatto.
    se il tufo permette una ottima traspirabilità…
    un pannello di XPS ha un fattore di resistenza al passaggio del vapore acqueo variabile con lo spessore: 100 (per spessori 60, 80 e 100 mm) quindi si comporta come un forte freno al vapore.
    L’XPS, come materiale, ha una media di celle chiuse superiore al 95% ed è molto più adatto contro terra o in fondazione.

    Il progetto del ribassamento del soffitto creerà un’intercapedine tra volume riscaldato e solaio superiore: questa intercapedine diventerà un volume a temperatura inferiore rispetto all’abitazione quindi alcune zone nascoste, forse interessate da ponti termici non correttamente attenuati, possono diventare superfici a rischio muffa e condensa superficiale.
    E’ facile che il vapore contenuto nell’aria calda e umida dell’abitazione migri attraverso il cartongesso e condensi nei punti con temperature inferiori.
    Molto dipende dall’ isolamento del nodo tetto-parete e dall’ isolamento del solaio superiore.

    Circa l’opportunità di inserire un freno al vapore (NON una barriera al vapore) prima di rivestire il tufo con lastre in cartongesso direi questo:

    premesso che preferirei di gran lunga consigliare un intonaco tradizionale ecologico e traspirante di grassello di calce e aggregati calcarei porosi come
    il tufo..

    – armadi a muro, nicchie e librerie posizionate su pareti verso l’esterno diventano uno strato isolante posto sul lato interno
    – se la parete libera avrebbe mantenuto una temperatura superficiale di circa 19°C, la stessa parete nascosta da armadi a muro, nicchie e librerie presenterà temperature superficiali di circa 16-17°C
    – a queste temperature, ma sempre dipende dall’umidità ambiente, c’è elevato rischio di muffa e condensa

    Un eventuale materiale isolante tra tufo interno e cartongesso per migliorare l’isolamento della parete richiederebbe un vero progetto stratigrafico:
    – uno strato interno dedicato al passaggio degli impianti con isolamento morbido interposto (rivestito dal cartongesso)
    – uno strato a ridosso del tufo con isolamento protetto da un freno al vapore

    Prima di procedere, qualunque sarà la via, io farei un’attenta analisi dei ponti termici per progettare una corretta attenuazione:
    – 4 lati dei fori finestra
    – piede della muratura
    – nodo solaio superiore-parete
    – nodo solaio verso terreno-parete


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