Facciata ventilata, conviene?

Vi anticipo che la facciata ventilata non mi piace. Credo per l’inutilità dell’investimento.

Chi la propone racconta di effetti miracolosi, chi la disegna racconta di effetti incredibili, chi la dovrebbe pagare… mi chiede cosa ne penso.

In alternativa al solito cappotto esterno, si progetta una camera d’aria esterna che permette l’ effetto camino: dove l’aria salirà verso l’alto.

Ovviamente il cappotto termoisolante si esegue comunque, altrimenti la muratura resterebbe non coibentata come prima dell’intervento: si capisce già che questa facciata ventilata è un di più.

facciata ventilata o ombreggiatura in facciata Facciata ventilata, conviene?

Se la facciata ventilata deve ottenere un valore estetico bene, benissimo, approvo, altrimenti, se stiamo pensando di ottenere una parete con capacità termiche incredibili… lasciamo subito perdere questo progetto.

facciata ventilata stratigrafia Facciata ventilata, conviene?

Qualcuno potrebbe obiettare che nella camera di ventilazione la resistenza al passaggio termico dell’aria sia diversa. Ma la resistenza esterna è la stessa di quella interna dello stesso elemento costruttivo.

Devo ammettere che quando la facciata ventilata è disegnata in continuità con il progetto dell’ombreggiatura si ottengono i risultati più interessanti.

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Isolare dall’ interno, dati climatici e dati “sensibili”

 Quando mi trovo a valutare o progettare una stratigrafia di una coibentazione dall’interno

coibentazione interna Isolare dall interno, dati climatici e dati sensibili

solitamente ragiono in questo modo:

  • cerco di approfondire i difetti che la casa già presentava negli anni precedenti (utilissimo!)
  • cerco di conoscere lo stile di vita di chi abiterà la casa dopo l’intervento di riqualificazione e il numero delle persone che più o meno sarà sempre presente (importantissimo!)
  • definisco la zona climatica
  • inserisco i valori di conduttività e gli spessori dei materiali che compongono lo stato di fatto
  • poi inizio a inserire i materiali di coibentazione
  • parto sempre con bassi spessori per individuare bene l’influenza di qualche centimetro in più in una seconda, terza o quarta simulazione
  • inserisco la temperatura esterna di progetto (per esempio -5 °C) per verificare la temperatura superficile interna della parete, ma anche la temperatura esterna più tipica e normale
  • confronto i nuovi valori U di trasmittanza che ottengo applicando la coibentazione interna (risparmio e comfort invernale) (W/mq*K)
  • confronto i nuovi valori k di capacità termica areica interna (kJ/mq*K) (per comprendere quanto peggioro la capacità di assorbire energia, importante d’estate)
  • oppure confronto l’energia che le pareti (ora coibentate dall’interno) riescono ad assorbire se alzo di 1 °C la temperatura interna (per esempio 0.015 kWh/m²K)
  • guardo lo sfasamento che ottengo
  • inserisco il valore di umidità relativa e temperatura interne: per l’interno i dati climatici utilizzati derivano da D.Lgs. 311 (20° C – 65% u.r.) che mi aiutano a capire il comportamento dell’umidità che attraversa il pacchetto isolante e che deve asciugare in estate in tempi ragionevoli
  • spero di non aver dimenticato nulla

alla fine "frullo" tutto e faccio la mia proposta ideale!

Condivisa o inascoltata, la mia proposta tende, comunque e sempre, a

  • considerare la protezione estiva, importante quanto la protezione invernale,
  • preferire materiali più vicini alla natura,
  • non investire più di quanto il committente è disposto.

 

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La fibra di legno teme l’ umidità?

 Spesso consiglio come materiale termoisolante la fibra di legno.

consiglio la fibra di legno 125x93 La fibra di legno teme l umidità?

Una volta su due che consiglio l’uso della fibra di legno vengo guardato un po’ così.. e mi viene detto che:

"da noi c’è un clima umido",

"dalle nostre parti non si usa mai",

"ma d’estate c’è molta umidità".

 La fibra di legno teme l umidità?

Come posso convincere del contrario chi appare già molto convinto?

Non nego che d’estate l’aria contenga molta umidità:

  • se d’inverno con -5 °C e umidità relativa 80% ci sono solo 2grammi di acqua in 1kg d’aria,
  • d’estate già con 25 °C e umidità relativa 70% ci sono ben 14grammi d’acqua in 1kg d’aria.

Diamo insieme un’occhiata a come si comportano alcuni materiali termoisolanti di 10cm di spessore quando assorbono umidità: la % indica il peggioramento della prestazione coibente.

Sembra che la fibra di legno resti proprio un efficace coibente anche se contiene molta acqua (nel diagramma i pannelli Pavatherm).

materiali isolanti 10 cm peggiorano prestazioni assorbimento umidita La fibra di legno teme l umidità?

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Serramenti con davanzale passante

Capita che solo il giorno della consegna dei nuovi serramenti si comprenda l’enorme errore del davanzale passante! Allora che fare?

serramento davanzale passante Serramenti con davanzale passante

Siamo così abituati a vedere il davanzale di marmo che fa capolino sotto la finestra che se nessuno ci tira una sgomitata, nemmeno prendiamo in considerazione il fatto che sia uno dei più comuni e stupidi e ignorati ponti termici di una casa.

tag posa finestra su taglio termico Serramenti con davanzale passante

Siamo quasi tentati di pensare che se togliamo (tAgliamo) il davanzale la finestra soffra, dove la appoggeremo?come faremo? ma si è sempre messo il davanzale lì sotto!

e si è sempre sbagliato, dico io!

serramento davanzale termografia Serramenti con davanzale passante

I ponti termici (come i davanzali) sono i punti deboli dell’involucro dal punto di vista termico, in prossimità dei quali passa più calore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti. Già i cambiamenti di materiale causano ponti termici: portano a perdite termiche maggiori e rischi di condensa. I ponti termici dovrebbero essere curati il più possibile con soluzioni costruttive o uso di accessori (un po’ speciali).

Esiste di tutto, basta progettare con passione!

davanzale risparmio energetico

Poniamo che la muratura della casa (che sta per ricevere i nuovi serramenti) sia in mattoni forati o anche mattoni pieni: proprio in un punto così delicato come il contorno finestra è stata posata una bella lastra di marmo. Il marmo si comporta un po’ come la pietra, o il calcestruzzo: ha una conduttività ben superiore al materiale edile della parete.

Cosa posso dire di più per essere convincente?

Il davanzale passante è un grave errore progettuale! "se lo conosci lo eviti"

serramento davanzale Serramenti con davanzale passante

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Perchè un isolamento esterno se nessuno mi obbliga?

Per lavoro o per amore parlo con tanta gente di case.

ombreggiatura naturale Perchè un isolamento esterno se nessuno mi obbliga?

Escludendo gli appassionati, devo ammettere che incontro molte persone che nutrono perplessità nei confronti di un moderno involucro dell’edificio.

 involucro moderno 2 Perchè un isolamento esterno se nessuno mi obbliga?

Immagino che sia perchè non conoscono bene i vantaggi che una buona coibentazione comporta:

 involucro moderno Perchè un isolamento esterno se nessuno mi obbliga?

Un buon isolamento assicura una distribuzione ottimale della temperatura anche con temperature esterne molto basse e vento forte, limitando la formazione di correnti d’aria: l’ambiente è accogliente e piacevole anche con l’uso del riscaldamento in modo molto più moderato di prima. Le pareti sul lato interno sono quasi calde come l’aria dell’ambiente, questo è il segreto!
Nelle case prive di isolamento, le pareti e i vetri delle finestre sono freddi e la differenza di temperatura può toccare i 10° e oltre nei punti critici.

"Si sente il freddo che entra" mi dicono alcuni.

L’energia termica migra sempre dall’elemento a temperatura superiore verso quello a temperatura inferiore e mai al contrario:

  • in inverno il calore si disperde verso l’esterno
  • in estate invece il calore dall’esterno entra all’interno
  • il freddo non entra mai in casa!

 Perchè un isolamento esterno se nessuno mi obbliga?

Dico sempre di essere generosi nello spessore dell’isolamento, perché il prezzo del materiale isolante influisce in misura minima sui costi totali dell’intervento. Gli esperti raccomandano 16–20 cm , ma ai fini di un corretto isolamento è importante che la casa sia ermetica, cioè che tutti i raccordi siano a tenuta d’aria.

Muffa? Quale muffa? In una casa ben coibentata non si formano né condensamuffe: proprio perchè la temperatura superficiale interna delle pareti è di poco inferiore a quella dell’ambiente.

Solo se fate installare delle nuove finestre e se la facciata della vostra casa è scarsamente coibentata o neanche un po’, dovrete fare ventilazione più spesso di prima e solo in modo corretto.

ventilazione meccanica controllata Perchè un isolamento esterno se nessuno mi obbliga?

Comunque un impianto di ventilazione meccanica controllata può rendere la casa ben più confortevole. Permette di godere costantemente di una buona qualità dell’aria (giorno e notte), perché costantemente immette nell’ambiente aria fresca (riscaldata dal calore recuperato dall’aria in uscita) ed espelle l’aria viziata con tutti gli odori, le sostanze nocive e i vapori che contiene. Così, non è nemmeno necessario aprire le finestre (ma potete farlo)!

Se credete nella vostra casa… investite nell’isolamento! Vi può proteggere anche dal caldo!

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Isolare dall’ interno: attenzione al caldo estivo

Più di qualche lettore non riesce a convincere i propri còndomini a coibentare l’edificio anche se economicamente sarebbe un’operazione necessaria e lungimirante. Perciò, per non rinunciare al sogno, si butta nella progettazione dell’isolamento da dentro.

Niente ponteggi, niente richieste, niente discussioni: piena libertà di decisione.

Michele per esempio, che possiede un bell’appartamento vicino alla ferrovia in zona climatica E, si è indirizzato verso la più classica controparete con doppia lastra in cartongesso, barriera vapore e 10 cm di lana di roccia densità 70 kg. La lana di roccia è stata scelta per la sua economicità, le sue proprietà termiche ma soprattutto le sue proprietà acustiche per avere il famoso effetto massa molla massa. L’impianto termico a radiatori sarà totalmente rifatto anche per ovviare alle dispersioni termiche delle vecchie tubazioni non isolate. Gli infissi ugualmente saranno completamente rifatti ed il cassettone delle tapparelle ora non sarà messo come sempre all’interno ma all’esterno. Quest’ultima, una soluzione praticamente nuova e mai usata dalle sue parti.

Perchè io non sono favorevole a questo progetto?

C’è un errore di fondo. E non parlo della temibile barriera al vapore che se non è perfetta mi causerà dei passaggi di vapore acqueo tanto imprevedibili quanto di conseguenze terribili, nè parlo del materiale di coibentazione non proprio figlio della natura e forse non il mio coinquilino ideale, nè dubito dell’effetto rumor-smorzante del treno.

L’errore sta nel dis-comfort estivo di questa stratigrafia che, se offre un risparmio nel periodo di riscaldamento, ci impone una spesa per il raffrescamento estivo. Se il caldo entra, se ne esce a settembre!

Dobbiamo comprendere che stiamo isolando dall’interno, dunque ci stiamo isolando dalle pareti esterne: tutta la massa che prima era a contatto con l’ambiente interno

  • che d’inverno è causa di tanta dispersione termica
  • ma che d’estate mi faceva comodo per scaricare la troppa energia interna

dopo l’intervento sarà "confinata" all’esterno.

Dove scaricherò l’energia che produco nell’ambiente domestico durante i mesi estivi?

  • nella lana di roccia?
  • nel cartongesso?
riscaldamento globale 2011 anno record temperature Isolare dall interno: attenzione al caldo estivo

Devo usare un materiale isolante che abbia sì un buon lambda perchè voglio diminuire le dispersioni invernali, ma una buona capacità di accumulare calore. In più, voglio anche che lo spessore di materiale isolante che vado a posare sia non troppo grosso

  • un po’ per non portare via troppo spazio
  • un po’ per permettere un veloce smaltimento di normale umidità accumulata d’inverno
  • un po’ per riuscire a conservare una migliore capacità termica interna

Devo scegliere il materiale coibente e la finitura che assorbono più energia possibile, altrimenti le prossime estati mi pentirò di essere intervenuto. Dopo di che devo prendere in grande considerazione una ventilazione meccanica controllata decentralizzata, ma di questo possiamo leggere in altri articoli dedicati.

Quale stratigrafia è in grado di assorbire meglio l’energia che produco all’interno?

Andiamo a scoprirlo confrontando:

  • 30 cm. mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 19°C)
  • 30 cm. mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 17,9°C)

 

Mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (trasmittanza U=0,32 W/m²K):

  • se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.015 kWh/m²K

Mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (trasmittanza U=0,65 W/m²K)

  • se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.030 kWh/m²K

Quindi l’involucro coibentato con fibra di legno + argilla può assorbire il doppio di energia: questo è un aspetto da non sottovalutare d’estate!

Com’era lo stato di fatto?  30cm. di mattone pieno (1,5+1,5cm di intonaco) 

stratigrafia 30cm mattone pieno Isolare dall interno: attenzione al caldo estivo

  • temperatura superficiale interna con -5° esterna, 13,2°C
  • trasmittanza U=2,08 W/m²K)
  • quando d’estate alzavo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riusciva ad assorbire? 0.060 kWh/m²K

Isolando dall’interno so di dover fare i conti con l’umidità che si accumula d’inverno nella stratigrafia: non devo intrappolarla, ma piuttosto usare materiali con grande assorbenza capillare. Così l’umidità si distribuisce bene su tutta la superficie e tende a diffondersi nell’aria ambiente per asciugare la struttura, specialmente durante l’estate. Argilla e fibra di legno sono materiali perfetti per questo continuo "assorbi" e "cedi", "assorbi" e "cedi".

Se crediamo che la nostra seconda pelle sia la struttura della nostra casa, allora dobbiamo convenire che argilla, fibra di legno e cotto sono da preferire a una barriera al vapore e lana di roccia.

Chi ama il fai da te scoprirà sulla propria pelle che lavorare con fibra di legno e argilla è molto più amichevole che maneggiare lana di roccia e cartongesso! Buon lavoro allora!

 Una volta deciso l’intervento, il passo più corretto è comunicare

  • esposizione,
  • dimensioni,
  • valori di trasmittanza U delle pareti isolate,
  • valori di trasmittanza U dei serramenti ordinati,
  • tipo di VMC installata

ad un termotecnico per farsi dimensionare correttamente i nuovi corpi scaldanti!

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Migliorare l’ inerzia di un tetto coibentato dall’ interno

Se siete qui a leggere conoscerete i miei precedenti articoli:

Tengo il comfort come stella polare nella progettazione dell’isolamento.

Ora affrontiamo questa situazione:

Devo intervenire dall’interno. Ignoriamo per il momento i problemi relativi alla gestione dell’umidità e alla correzione dei ponti termici per ragionare piuttosto su come potrei ancora migliorare l’inerzia termica.

Questa è la stratigrafia del tetto con lo spessore della coibentazione posato dall’interno (intervento da dentro):

tetto in tavelle isolato dall interno 249x255 Migliorare l inerzia di un tetto coibentato dall interno

Sì, sto ragionando sui tamponamenti interni!

abbiamo  coibentato con fibra di canapa (più leggera, flessibile e manovrabile per lavorare da sotto):

coibentazione in fibra di canapa piu leggera e manovrabile per lavorare da sotto Migliorare l inerzia di un tetto coibentato dall interno

ma ho compreso di aver molta meno inerzia termica interna di prima: come possiamo migliorare l’inerzia ?

Se non facessi attenzione a quest’aspetto, il mio progetto potrebbe concludersi con un tamponamento in cartongesso, ma non potevo fare altro per cercare di ottenere più massa interna e più inerzia?  Certo che sì:

  • la capacità termica areica del cartongesso è pari a 13 (kJ/mqK)
  • la capacità termica areica del fibrogesso è pari a 20 (kJ/mqK), quasi il doppio!
  • la capacità termica areica di un pannello di argilla è 51 (kJ/mqK), quasi 5 volte!

argilla per migliorare inerzia termica Migliorare l inerzia di un tetto coibentato dall interno 

Allora non fermiamoci alla progettazione così così. Teniamo ogni dettaglio utile in grande considerazione e scartiamo i materiali che non ci aiutano!

Coibentando da dentro

  • ho ridotto di ben 6 volte la capacità termica areica interna del mio tetto
  • ho perso gran parte della capacità di assorbire energia, proprio quella capacità utilissima d’estate per mantenere temperature più basse!

Quindi cerchiamo in tutti i modi di progettare come recuperarne in parte!

Repetita iuvant: più involucro e meno impianti!

Il tetto, ottimo d’estate (e ottimo d’inverno), ha bisogno di tanta inerzia termica.
  Buone riflessioni!

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Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Voglio dare grande risalto al tema "progettazione dell’isolamento del tetto", come già nei precedenti articoli:

Progettare il comfort è possibile solo se ben si conoscono gli aspetti che influiscono sul buon comportamento della copertura, in inverno e in estate.

 Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Proviamo ad applicare quello che ho scritto nei precedenti articoli per vedere come cambiano le prestazioni di un tetto se si interviene dall’interno oppure dall’esterno: siamo in zona climatica E, 2383 gradi giorno, 6 mesi di riscaldamento 14 ore per giorno.

 risanamento tetto zona e Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Prendiamo questa bella casa anni ‘40 con tetto in travi portanti e travetti con tavelle in laterizio cotto riprese in malta che ha bisogno di un valido intervento per contenere le dispersioni energetiche.

 risanamento tetto in travi portanti e travetti con tavelle in laterizio cotto riprese in malta Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Il sottotetto allo stato di fatto, in assi di legno ricoperte da rotoli in lana di roccia, non avrà più ragione di essere.

Teniamo in grande considerazione la zona climatica in cui ci troviamo (fredda d’inverno e calda d’estate) e iniziamo la progettazione: i committenti meritano un tetto con bassissime dispersioni termiche in inverno e con ottime prestazioni estive. In una parola:

progettiamo il comfort!

Penso subito ad una coibentazione con pannelli in fibra di legno da posare sopra allo stato di fatto, se la caldana in malta è in ordine non sarà necessario un telo prima dell’isolamento. Ho scartato subito eps, polistirene e altri materiali visto che so bene che una coibentazione leggera funziona peggio di una pesante, a noi serve:

La fibra di legno ha doppia capacità termica massica rispetto alla lana minerale, per capirci!

Ovviamente rispetterò (e migliorerò abbondantemente) i valori di trasmittanza secondo i limiti di legge (quale guidatore sano di mente acquisterebbe pneumatici con 2mm di battistrada?), offrendo anche uno sfasamento adeguato e quindi una protezione dal caldo proveniente dall’esterno più che sufficiente.
Sono sicuro che 20 cm di spessore in più non rovineranno l’aspetto esterno dell’edificio: la linea di gronda sarà ben più corposa rispetto all’aspetto attuale.

Già istintivamente, intervenire dall’interno (magari per non dover affrontare l’aspetto del nuovo spessore) sarebbe, specialmente in fase di cantiere, ben più complicato e rischioso sotto vari aspetti: gestione dell’umidità e correzione dei ponti termici per esempio.

Per capire facilmente la differenza tra i 2 progetti disegnamo la stratigrafia:

Ecco la stratigrafia del tetto con coibentazione in fibra di legno posata all’esterno (intervento da fuori):

 tetto in tavelle isolato dall esterno1 249x255 Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

ed ecco la stratigrafia del tetto con lo stesso spessore di coibentazione però posato dall’interno (intervento da dentro):

tetto in tavelle isolato dall interno 249x255 Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Allora,

abbiamo usato in entrambe le proposte il migliore (e un po’ più costoso anche) materiale in commercio, lasciando semplicemente via tutti gli altri coibenti senza valide prestazioni estive.

In realtà, quando si interviene da dentro, al posto della fibra di legno

coibentazione in fibra di legno posata allesterno Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

utilizzerò fibra di canapa (più leggera e manovrabile per lavorare da sotto:

coibentazione in fibra di canapa piu leggera e manovrabile per lavorare da sotto Risanamento tetto: ragionamenti sulla protezione dal caldo

Torniamo al nostro confronto: in entrambe le proposte ho inserito 20 cm di materiale coibente:

  • ottengo la medesima trasmittanza termica, che tra l’altro avrei anche con la canapa (densità di 1/3): il pacchetto tetto ha U = 0,18 [W/mq·K]

A giudicare dal valore di trasmittanza, coibentare il tetto dall’esterno o dall’interno non fa nessuna differenza, ma allora è la stessa cosa?

NO, coibentare dall’interno non è la stessa cosa:

  • lo sfasamento, il tempo che impiega il calore ad entrare, è quasi identico. (per la canapa sarebbe peggiorato, essendo più leggera)
  • la trasmittanza termica periodica, la Udyn, la capacità di sfasare il flusso termico, 0,04 [W/mq·K], è identica. (per la canapa sarebbe peggiorata: o,10 [W/mq·K]
  • la CAPACITÀ TERMICA AREICA INTERNA è pari a 78 [kJ/mq·K] se ho isolato dall’esterno, ma crolla a 12 coibentando da dentro. (per la canapa la capacità termica areica sarebbe scesa solo a 24, forse perchè è più facile da "penetrare")

Coibentando da dentro ho ridotto di 6 volte la capacità termica areica interna del mio tetto: ho perso gran parte della capacità di assorbire energia, proprio quella capacità utilissima d’estate per mantenere temperature più basse!

Ho isolato da dentro e mi sono anche isolato dalla materia che avrei potuto utilizzare per scaricare energia di troppo! Ho sbagliato progettazione!

Non è che il buon tetto ci raffresca la casa che si è surriscaldata, questo è chiaro, ma impedisce al caldo di entrare in casa e assorbe l’energia di troppo che produco in casa! Barba e capelli!

Allora ripetiamolo ancora una volta, visto che repetita iuvant:

più involucro e meno impianti!

Il tetto, ottimo d’estate (e ottimo d’inverno), ha bisogno di tanta inerzia termica.

Posso anche prendermi il lusso di evitare l’impianto di raffrescamento perchè ho costruito bene. Naturalmente la committenza deve avere una certa sensibilità e una certa propensione al basso consumo senza esigere dalla propria casa 20° in inverno e 20° in estate, altrimenti l’unica via rimane l’impiantistica e il consumo di energia.

  Buone riflessioni!

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Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Nel precedente articolo "Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional" spiegavo che la scelta del materiale per isolare il tetto è molto importante per ottenere il duplice risultato di "protezione dal caldo" e "protezione dal freddo".   Se ci propongono un materiale che garantisce di ottenere una data trasmittanza (magari anche inferiore ai nuovi valori limite per legge) non è detto che sia l’isolante più adatto alla zona in cui viviamo, dove per esempio d’estate fa un gran caldo e l’ultimo piano abitabile si trasforma in un forno.   In breve, avevamo capito che una coibentazione "leggera" funziona peggio di una "pesante" perchè la capacità massica, kg/metro cubo, di un materiale isolante sul tetto è importantissima.

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Ora voglio approfondire un altro aspetto che spesso non viene preso in debita considerazione e porta a grossi errori di progettazione.

Isolare il tetto da dentro o isolare il tetto da fuori?

(ricordo che è corretto dire "coibentare" e non "isolare", ma mi esprimo così, altrimenti nessun motore di ricerca mi trova più….)

La scelta di coibentare il tetto dall’interno o dall’esterno è spesso lasciata al committente che magari non vuole mettere le mani sulla copertura che non presenta danni evidenti o che dispone di abbondante altezza all’interno e preferisce sfruttarla così.

Andiamo a scoprire perchè questa scelta gioca un ruolo importante quando il tetto dell’edificio si trova in un edificio in zona calda d’estate:

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?
   D’ inverno ogni casa utilizza involontariamente, alcune di più, altre di meno, gli apporti gratuiti di energia, come il sole che entra dalle finestre, la lampadina lasciata accesa, le persone stesse che vi abitano, il forno acceso, la lavastoviglie, tutti gli elettrodomestici, le candele accese ecc. riducendo la richiesta di riscaldamento. La casa stessa, o meglio, il materiale con cui è costruita, diventa un accumulatore di energia: utile d’inverno come volano termico e quindi come regolatore di comfort (cioè temperature interne sempre molto costanti).

   Ora che iniziamo a percepire l’importanza dell’inerzia termica della casa nel periodo del riscaldamento, pensiamo all’estate! cioè al periodo di climatizzazione. Pensiamo alle vecchie case con muri molto spessi sempre fresche d’estate!

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?
Il pavimento, il soffitto, le pareti divisorie e i muri esterni hanno grandi capacità di accumulo di energia ed è lì che possiamo scaricare tanta energia che portiamo e produciamo in casa d’estate (e non vorremmo avere!). Il cemento, i mattoni, le pietre, sono materiali ad alta capacità termica, accumulano molta energia.

In estate il fattore di inerzia diventa veramente importantissimo!

Se non scarico l’energia che produco dentro casa, perchè poniamo ho una struttura

  • debole di massa
  • o troppo sottile
  • o magari coibentata dall’interno…

ecco che l’energia di troppo inizia a far salire la temperatura interna!

Ecco perchè ogni tanto si sente dire che le case per vacanza (per il week-end) vanno bene anche se isolate dall’interno: la temperataura sale in un attimo! Il nostro appartamento in montagna sarà già confortevole il venerdì sera stesso.

Poniamo di avere un vecchio tetto con struttura lignea e tavelle in cotto riprese esternamente con malta, spessore ipotetico 3+4-5 cm, e decidiamo di coibentarlo dall’interno:

Risultato? tutto questo spessore "grigio" verrà posto all’esterno e non svolgerà più nessuna funzione di inerzia termica. Tutto il tetto perde la sua capacità di accumulo di energia: proprio quella capacità che d’estate poteva essere molto utile per mantenere la temperatura interna più bassa!

E quando la temperatura interna d’estate è insopportabile significa che abbiamo progettato non tanto bene e l’unica soluzione sarà ricorrere ad altri impianti: questa volta per il raffrescamento.

Come sempre ripeto: pensiamo molto all’involucro e poco agli impianti!

Gli impianti di raffrescamento e di riscaldamento sono le stampelle di un involucro che zoppica!

 Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?

Prgettiamo bene! scegliamo bene i materiali! E spieghiamo alla committenza il perchè delle buone scelte!

Se abbiamo cominciato a capire qualcosa della trasmittanza dell’involucro edilizio è venuto il momento di fare attenzione anche a questi altri aspetti, altrimenti: no comfort e no risparmio energetico in estate!

Non diamo solo importanza alla trasmittanza scegliendo il modo di coibentare la casa per arrivare esclusivamente ad un certo valore U! Il nostro edificio funzionerebbe bene d’estate a patto che non vi siano carichi interni (quindi solo se la casa è disabitata) e non vi sia radiazione solare (mai vista un’estate senza sole!).

Ricordo, che per qualche grado di temperatura, un ambiente resta confortevole oppure diventa insopportabile! Progettando con attenzione è possibile mantenere sopportabile la temperatura interna estiva e dunque non aver bisogno di ulteriori impianti per la climatizzazione estiva.

Dalle buone regole di un tempo poco lontano siamo passati alla assuefazione alla scelta del climatizzatore… Vi pare buona progettazione questa?

Una buona progettazione parte dalla conoscenza dei fattori che influiscono positivamente sul comportamento dell’edificio nella fase estiva e la massa termica che avvolge e contiene lo spazio interno, dove viviamo, dove vorremmo stare freschi, dove vorremmo dormire senza sudare, influisce molto sulla riduzione dei picchi dei carichi dovuti all’energia che noi stessi produciamo all’interno e della radiazione del sole. Questa è la capacità areica.

Volete approfondire?

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Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

 E’ quasi sempre il committente a contattarmi per valutare la bontà o meno di un pacchetto tetto (l’unico che ne dubita! :-) ). Più che altro le domande sono… "va bene così? Perchè ho letto un po’ ovunque che le guaine dann problemi…"   Così ricevo, per visione e valutazione, i più diversi capitolati che ora non pubblico e nemmeno giudico per l’onerosità.

tetto pacchetto

Il tetto è un argomento veramente importante, e a maggior ragione il rifacimento di un tetto!

  • Se la casa la conosciamo perchè l’abbiamo già vissuta allora conosciamo anche i suoi difetti, e possiamo partire da lì. Non parlo del gocciolio, ma piuttosto della protezione che mi offre dal caldo e dal freddo. Sono due aspetti che riguardano la coibentazione del tetto, ma non sono la stessa cosa.

Noto invece, leggendo varie offerte, che la voce "isolamento" nel capitolato tetto è la soluzione a tutti i mali, e quindi… "mi dica mi dica che devo firmare se nò i lavori non iniziano!"

  • Se il tetto invece non lo conosciamo già, dobbiamo fermarci e ragionare.

tetto capitolato

Coibentare non significa decidere lo spessore e partire con i lavori!

Coibentare significa progettare il comfort per chi abiterà sotto quel tetto. E certamente un tetto di Dobbiaco dovrà essere un pizzico diverso da un tetto di Firenze, e non solo nello spessore.

Allora ragioniamo un attimo a grandi linee sulle proprietà della coibentazione di un tetto, in modo da avere qualche buona informazione prima di decidere di firmare un capitolato tetto, "perchè poi ve lo terrete 30 anni sopra la testa (minimo), la stessa testa che sta decidendo se firmare!"

  • Un tetto di una casa in una zona particolarmente fredda ha soprattutto bisogno di uno spessore adeguato per ottenere un buon valore di trasmittanza. E se il Ministro Scajola (che di case se ne intende!) il 26 gennaio 2010 ha stabilito che in zona cimatica F le coperture devono rispettare il vaore di trasmittanza termica U = 0,23 (W/mqK), è bene fare da così a meglio. Forse quello contro il freddo è il tetto in definitiva più semplice da realizzare.
  • Un tetto di una zona dove d’estate si soffre il caldo ha invece bisogno di attenzioni diverse e qualche ragionamento in più: se in una zona fredda la corretta coibentazione mi abbassa la bolletta per riscaldamento e mi regala un comfort migliore, in una zona calda una buona coibentazione può rendere superfluo l’impianto di raffrescamento. Non poca cosa direi!

Non è che il buon tetto ci raffresca la casa che si è surriscaldata, questo è chiaro, ma impedisce al caldo di entrare in casa! Per farla breve, in zona F, non posso coibentare così tanto che l’impianto di riscaldamento diverrà inutile, mentre, in zona E, posso prendermi il lusso di evitare l’impianto di raffrescamento perchè ho costruito bene.

 Il tetto, ottimo d’estate (e ottimo d’inverno), ha bisogno di tanta inerzia termica.

La coibentazione ideale deve avere elevata capacità termica massica ed essere posata su una struttura che anch’essa possa accumulare calore (ecco a cosa possono servire le vecchie tavelle!).

tetto vecchie tavelle 500x349 Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

Quindi una coibentazione "leggera" funziona peggio di una "pesante": la capacità massica, kg/metro cubo, diventa importante perchè il pannello coibente, utile anche d’estate, ha due funzioni:

  • non trasmettere il calore (quindi ha un buon lambda, cioè un basso valore di conducibilità termica! cioè poco calore riesce ad attraversare la coibentazione!)
  • accumulare molto calore (quindi tanta energia può essere accumulata in ogni kg di coibente, J/(kg K)) (cosa può mai accumulare il polistirene???)

La fibra di legno ha doppia capacità termica massica rispetto alla lana minerale, per capirci!

tetto sottotetto isolamento Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

 Persino il D.P.R. del 2 aprile 2009 n.59 si occupa di contenere l’energia consumata per il raffrescamento e raccomanda di rispettare bassi valori di trasmittanza termica dinamica (o periodica): Udyn basso = buona capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nell’arco delle 24h.

per il tetto è richiesta una Udyn < 0,20W/mqK

  • 22 cm. di fibra di legno offrono più di 12 ore di sfasamento e infatti la Udyn = 0,04 W/mqK (molto bassa!)
  • 12 cm. di fibra di legno offrono solo 6 ore di sfasamento e infatti la Udyn = 0,20 W/mqK (rispetta solo il DPR!)

morale della favola?

meglio far meglio!

tetto e tegole Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

tetto isolare secondo enev Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional

 

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Il cappotto esterno per edifici nuovi é il miglior compromesso?

riporto da una "discussion" in LinkedIn il commento dell’architetto Simone Agostini:

Il cappotto, si a grandi linee è il miglior compromesso, ma ce ne sono altri.

Riporto come esempio (ma ce ne sarebbero molto altri) un veloce confronto economico tra parete monolitica di laterizio con blocchi rettificati dello spessore di 36.5 cm intonacata a civile con intonaco di calce naturale su ambi i lati (U= 0,26 w/mqk) si hanno costi di circa 120,00 euro/mq contro i circa 102,00 euro/mq per una parete in blocchi modulari di laterizio sp. 25 +cappotto esterno in EPS sp. 10 cm intonacato (U= 0,24 w/mqK). C’è una differenza economica (18 euro/mq) ma anche di qualità!

E’ vero che con la struttura monolitica si fa fatica ad arrivare a trasmittanze basse come quelle con il cappotto senza spendere molto, ma secondo me nel clima dell’Italia (escluse le province dell’estremo nord che hanno poca unidità) da molti vantaggi in tutte e quattro le stagioni, oltre ad avere un parete molto traspirante ed ecologica. Anche il cappotto può essere traspirante ed ecologico, ma allora salgono anche i costi che ho riportato!

Secondo me è bene valutare la classe energetica, ma ancora di più le cetificazioni "ambientali" che tengono conto anche del fattore benessere, sostenibilità, …. La sola classe energetica da un numero sinonimo di bassi consumi, senza sapare quali soluzioni si sono adottate per ottenerli.

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Isolare dall’ interno, altri ragionamenti

 I còndomini si oppongono al sistema di isolamento esterno. Abbiamo portato semplici esempi di risparmio senza ottenere un sì.

Abbiamo spiegato che  se ognuno dei 6 condomini spende 1100euro di gas forse è interessante ragionare sul fatto che in soli 15anni spenderanno tutti insieme 99mila euro di gas invece che soli 18mila con un bel capottino sulla casa. sempre che il gas non aumenti mai più fino al 2016. (improbabile).

 Isolare dall interno, altri ragionamenti

Stato di fatto:

edificio anni 70 con struttura portante in cemento armato e le tamponature in laterizio spessore 25 cm con in entrambi i lati intonaco e pittura. L’edificio è diviso in 6 appartamenti: 2 per piano. 

Un giovane nuovo proprietario deve fare le sue scelte: è costretto ad isolare dall’interno. La ferrovia passa vicinissima e vuole cercare un effetto massa molla massa con la scelta dei materiali. E’ lui stesso che mi propone calcio silicato e lana di roccia. Penso che sia un’idea più che intelligente, anche se i rumori per trasmissione non cesseranno, ma l’umidità come si comporterà? bene o male?

Andiamo a fare tre esempi e poi lasciamo aperta la discussione per eventuali commenti dei guru della condensa interstiziale.

Ho preparato la stratigrafia così:

calcio silicato 6 lana di roccia 4 036 19 15sf Isolare dall interno, altri ragionamenti

sono preoccupato per il punto dove avviene la condensa interstiziale perchè la lana di roccia non si comporta bene come il calcio silicato nel distribuire-accumulare-cedere l’umidità.

Allora proviamo a togliere i 4cm di lana di roccia che dovevano aiutare anche contro il rumore:

calcio silicato 6 057 18 13sf Isolare dall interno, altri ragionamenti

Forse adesso il silicato di calcio lavorerà bene l’eventuale umidità, date le sue caratteristiche e i collanti previsti, ma il pacchetto isolante è diventato scarso:

  • prima i 6cm di calcio silicato + 4cm di lana di roccia garantivano una trasmittanza del muro U=0,36W/m²K, una temperatura superficiale di ben 19°C e uno sfasamento estivo di 15 ore
  • adesso, tolta la lana di roccia, ci resta una trasmittanza del muro U=0,57W/m²K, una temperatura superficiale di 18°C e uno sfasamento estivo di 13 ore

Se non vogliamo rinunciare all’intercapedine con la lana di roccia, che ci impone una spesa maggiore e anche complicazioni di posa (ma una volta fatta è fatta!) allora dobbiamo posare un freno al vapore prima della lana di roccia. Il pacchetto così inventato sarà protetto dai guai della condensa interstiziale.

La stratigrafia diventa allora:

calcio silicato 6 freno al vapore lana di roccia 4 036 19 15sf Isolare dall interno, altri ragionamenti

 aspettiamo commenti e buone proposte!

 

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Spessore del cappotto

 A volte mi viene chiesto di consigliare lo spessore del cappotto. 

Meglio isolare di più che di meno può sembrare una risposta buona per tutte le occasioni, invece prima di rispondere è meglio capire di che forma e di che grandezza sia l’edificio da coibentare.

Perchè la forma ha tanta importanza?

Perchè il rapporto tra la superficie disperdente ed il volume riscaldato è un valore importante: non è un concetto difficile: Si raffredda più in fretta una grossa patata bollente o una piccola patata bollente? Con la stessa pelle, la patata di piccole dimensioni è presto a temperatura ambiente, la grossa patata conserva invece a lungo l’energia accumulata.

rapporto superficie volume 499x364 Spessore del cappotto

Idem per la piccola casetta se confrontata con un grosso condominio o un grattacelo.

Nella casetta singola il rapporto S/V è alto e necessiterà di un’isolamento molto maggiore per raggiungere buone prestazioni energetiche.

 

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Posa serramenti senza isolamento spallette

 Dopo anni di indecisione è venuto il momento di sostituire i vecchi serramenti. Inutile aspettare ancora, abbiamo ben compreso che da lì se ne va gran parte del riscaldamento. Un vero spreco. 

nuovi serramenti Posa serramenti senza isolamento spallette

Per ora di isolare l’involucro non se ne parla: il sistema a cappotto è una spesa che adesso non possiamo affrontare. Ma in futuro sarà indispensabile perchè abbiamo i muri esterni da 22cm in mattone pieno.

Abbiamo raccolto un paio di preventivi: in effetti i serramenti in pvc hanno le migliori prestazioni al minor prezzo, addirittura una marca ci offre il triplo vetro al posto del doppio vetro e addirittura ci ha spiegato che isolare l’imbotte che accoglierà i nuovi serramenti ha un’importanza minoritaria e certamente la spesa sarebbe di gran lunga superiore ai vantaggi ottenibili; quindi un’altro risparmio!

triplo vetro al posto del doppio vetro

 

Vediamo un po’ se il venditore di finestre con l’offerta del 3×2 la sa veramente così lunga, o almeno un po’ più lunga di noi "creduloni di isolamento"!

E’ utile isolare l’imbotte oppure son soldi buttati…dalla finestra?  Andiamo a scoprirlo:

La parete esterna, spessore 22cm, ha veramente un basso potere di isolamento, e i vecchi serramenti erano ancora peggiori del muro e non garantivano la tenuta all’aria (presenza di muffa anche sulle spallette).

Questa è la trasmittanza del muro: U = 2,51W/(m² K) come rappresentato qui sotto:

 u parete mattone pieno da 22 cm Posa serramenti senza isolamento spallette

Il potere isolante è proprio scarso e se fuori abbiamo 0°C, la temperatura superficiale interna della parete arriverà appena a 13,5°C: una buona notizia per la muffa, che può contare su temperature veramente adatte a proliferare. Comunque la curva della temperatura e quella di rugiada non si toccano e perciò, anche fino a -2°C è scongiurata la possibilità di condensa interstiziale.

Ma intorno alla finestra cosa succede? La temperatura superficiale mantiene i 13,5°C, già troppo bassi, o scende ancora di più?

 serramento in casa non isolata termografia Posa serramenti senza isolamento spallette

Ce lo dice una termografia: Scende ancora di più! La nuova finestra è posata dove si trovava la vecchia, a filo interno, sopra il davanzale freddo. Le spallette disperdono più facilmente il calore: la distanza tra dentro e fuori (tra caldo e freddo) è ancora più breve!

La superficie interna, quella che contorna tutto il serramento, quanto dista dall’esterno? Solo pochi centimetri: diciamo che appena dopo la cornice esterna saremo solo a 8 o 10 cm.

La distanza tra dentro e fuori è imprecisa e varia, ma per capire cosa succede guardiamo la stratigrafia con spessori così miseri:

u spalletta finestra1 Posa serramenti senza isolamento spallette

la trasmittanza del muro sale fino a U = 3,53W/(m² K) (se il valore sale, è male) e la temperatura superficiale interna della parete intorno al serramento arriverà a soli 10,8°C: splendide notizie per la muffa, che per lunghi periodi conterà su temperature più che favorevoli.

In un paio di inverni ci possiamo trovare in queste condizioni:

muffa alle finestre Posa serramenti senza isolamento spallette

Morale della favola:

  • dal venditore di finestre facciamoci vendere le finestre,
  • ma non facciamoci costruire la casa!

Un cappotto di grosso spessore o 1 cm di Aerogel ?

Sarà l’autunno alle porte o un settembre con temperature estive, ma sembra questa la domanda del mese!

Già in un precedente articolo, "Ragionare sull’isolamento interno", ho scritto qualcosa di questi materassini in aerogel nanoporoso rinforzato con fibre, proprio perchè in assoluto offrono veramente prestazioni considerevoli.

Allora decidiamo di migliorare le qualità isolanti di una vecchia muratura in mattone pieno che allo stato di fatto ha un valore di trasmittanza pari a probabilmente U = 2,05 W/(m2K) (questa è l’energia che attraversa la parete).

Facciamo posare 1cm di Aerogel Spaceloft:

 spaceloft 1cm Un cappotto di grosso spessore o 1 cm di Aerogel ?

Cosa abbiamo ottenuto? Un notevole miglioramento: U = 0,83 W/(m2K). Un bel salto dal vecchio 2,05 !

Pensate che con 20°C all’interno e -10°C all’esterno la temperatura superficiale interna della parete è salita a 16.8°C. Prima, la vecchia parete raggiungeva sulla superficie interna solo 12°C.

Sicuramente meglio che ritinteggiare. Però abbiamo speso una bella cifra e non abbiamo raggiunto un ottimo valore di isolamento.

Con lo stesso investimento, ad occhio e croce, euro più euro meno, credo meno, possiamo invece permetterci un grosso spessore di eps (non certo frutto di nanotecnologie…. ma comunque esegue il suo compito!)

 eps 20cm1 500x189 Un cappotto di grosso spessore o 1 cm di Aerogel ?

Con 20cm di eps otteniamo una trasmittanza di U = 0,18 W/(m2K)

Sicuramente meglio!

In conclusione: i materiali speciali usiamoli in casi speciali!

  • Se non posso ingrossare una parete, usiamoli!
  • Se non voglio chiudere troppo il foro finestra isolando le spallette, usiamoli!
  • Se in facciata ho un fregio da conservare o non voglio annegarlo nell’isolamento, usiamoli

Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire?

 Decidere un intervento di isolamento è senz’altro difficile. Una casa che non ha un sistema di isolamento esterno sicuramente è anche bisognosa di tanti altri interventi: dai serramenti all’impianto di riscaldamento, alla ventilazione. Il proprietario di casa si trova davanti ad una spesa enorme da affrontare. Spesso è così alta che rinuncia a qualsiasi intervento o resta smarrito tra le diverse opzioni che gli vengono offerte.

Ma in questo articolo parliamo solo di isolamento esterno e lasciamo da parte tutti gli altri temi.

E’ comune fissarsi come obiettivo far realizzare il così detto cappotto esterno; si è ben compresa l’utilità dell’intervento e si è deciso per il sì, "sì facciamolo!".

cappotto in eps

Appena presa questa decisione subito altre scelte si presentano sul tavolo: materiale? spessore? finitura

In questo articolo pensiamo solo allo spessore! Di quanti centimetri faremo il cappotto? I catastrofisti come me diranno da 24cm! altri diranno che va bene da 5cm. Entrambi, il catastrofista e tutti gli altri, hanno ragione! Perchè?

 Prendiamo a titolo di esempio un sistema a cappotto in EPS, Polistirene espanso sinterizzato (il polistirolo), ottime prestazioni contro il freddo con il minimo investimento.

Le dispersioni delle pareti già si dimezzano con soli 2/3cm di eps : sono i primi centimetri di isolante che cambiano drasticamente il grado di isolamento (è il primo maglione che ci tiene caldi, non il ventiquattresimo uno sopra all’altro!).

Solitamente le vecchie pareti esterne sono costituite di forati o mattoni pieni forse con una intercapedine vuota: la loro trasmittanza termica, ignorando tutti i ponti termici lineari e geometrici, è probabilmente pari a

2,05 W/(m2K)

questa è l’energia che attraversa la parete, cioè quanti Watt di energia vengono ceduti attraverso 1 metro quadro di parete per una differenza di temperatura di 1 grado Kelvin tra dentro e fuori.

La trasmittanza termica delle pareti U = 2,05 W/(m2K) scende della metà con soli 30mm di eps: sembra un ottimo punto di arrivo! o no?

stratigrafia eps 3 cm di spessore

Legenda: 1 intonaco calce cemento, 2 mattone pieno, 3 intonaco calce cemento, 4 isolamento, 5 finitura

Adesso facciamo i catstrofisti e calcoliamo la trasmittanza che otteniamo con 20cm di eps (quasi 7 volte lo spessore di prima):

con eps spessore 20cm otteniamo una trasmittanza U=0,18 W/(m2K)

stratigrafia eps 20 cm di spessore

 E’ un’ottima prestazione U=0,18 W/(m2K), ma per capirci, una casa passiva ha normalmente un valore U pari alla metà !

Non andiamo fuori tema! I 3 cm di EPS ci cambiano la casa, ma i 20 cm ci stravolgono la casa: la trasmittanza dell’involucro è scesa del 90%.

Allora che altre riflessioni possiamo fare?

La spesa per la realizzazione di un cappotto esterno non è data dalla quantità di spessore di polistirolo, ma è piuttosto la somma delle voci più rilevanti :

  • ponteggio,
  • preparazione del fondo,
  • incollaggio,
  • tassellatura,
  • rasatura e armatura,
  • finitura esterna.

Tutte queste lavorazioni sono da pagarsi sia che scegliamo lastre isolanti da 3cm che da 20cm.
In altri casi la valutazione si fà ben più complicata: commissionando un isolamento in fibra di legno, devo tener conto che ogni centimetro di spessore di fibra in più ha forte peso sul costo totale !

in conclusione?

meglio far meglio!

Ragionare sull’ isolamento interno

 Isolare dall’interno è una via che preferisco evitare, ma sempre più spesso è l’unica via: vincoli, spazi, problemi di confine, riqualificazione di solamente una porzione di edificio e altri motivi ci lasciano poca scelta o anzi nessuna alternativa!

isolare-dall interno

E’ logico che isolando il nostro edificio dall’interno, tutto ciò che sta fuori dall’isolamento perderà temperatura: tutte le pareti perimetrali non saranno più calde grazie alla dispersione del calore interno e i fenomeni di condensa saranno più frequenti.

Ma in questo articolo non voglio riflettere su come diminuire il passaggio di vapore acqueo nella stratigrafia o su che materiali mi possono aiutare a ottenere un involucro interno con elevata igroscopicità o come moderare la produzione di umidità interna, voglio ragionare su come e con cosa coibentare le zone difficili!

Quando andiamo ad isolare dall’interno non è sufficiente guardare la facciata da dentro, prendere le misure e posare l’isolante. Devo anche pensare a come neutralizzare tutti i ponti termini che non riesco a neutralizzare: le tramezze collegate alla parete esterna e i solai principalmente. E’ vero che troviamo in commercio elementi a cuneo espressamente di tale forma per "addolcire" il ponte termico non corretto, ma a quale committente piacciono questi cunei? chi li vuole in casa? è quasi meglio un "dente"!

cunei in calcio silicato Ragionare sull isolamento interno

Perchè non proporre alla committenza di posare dall’esterno un isolante ad alte prestazioni proprio in corrispondenza dei solai. I solai che sarebbero divenuti forti ponti termici lineari potrebbero invece trasformarsi in potenti accumulatori di energia. L’intervento diventa un elemento architettonico: un marcapiano.

Esistono materassini in aerogel nanoporoso rinforzato con fibre che offrono prestazioni considerevoli:

Conducibilità termica dichiarata (λ90/90) [EN12667] 0,014 W/mK
Fattore diffusione vapore (μ) [EN12572] 5÷5,5
intonacabili a calce mantenendo altissima traspirabilità.

 materassino in aerogel

Approfondimento: Si parla molto ultimamente dell’impatto sulla salute dei nanomateriali, e tra i molti studi clinici condotti negli ultimi anni figurano approfondite ricerche sugli effetti delle polveri di silice.

 

Tanti modi per usare il vetro cellulare, anche nel risanamento.

 Quante volte assistiamo (impotenti) a riunioni dove l’argomento principale è come risanare il piede della casa?

In presenza di umidità o di risalita capillare spesso la via più riconosciuta è scavare un po’, arrivare più in basso possibile, trattare la superficie esterna della parete contro terra con qualche prodotto impermeabilizzante, richiudere e sperare che il lavoro porti beneficio alla casa.

Se mi si chiede un consiglio io parlo sempre (senza stufarmi mai) di drenaggio perimetrale. Non scendo in dettagli, magari lo farò in un articolo dedicato.

Ma già che abbiamo toccato l’argomento drenaggio, perchè non riflettiamo sull’uso del vetro cellulare in granuli?

Se abbiamo problemi al piede della casa e abbiamo deciso di intervenire con uno scavo per poi fare ciò che abbiamo letto all’inizio, nello spazio dello scavo si potrebbe pensare al ri-riempimento anzichè con terra, con vetro cellulare! Nello scavo poseremo una guaina in geotessuto che ci possa garantire la separazione nel tempo tra granulato e terra circostante. Non solo stiamo garantendo maggior drenaggio al perimetro dell’edificio, ma stiamo anche isolando meglio la parete contro terra. Nel caso di un seminterrato il benficio interno sarà apprezzabile. 

Sulla superficie della parete possiamo anche pensare di stendere una guaina bugnata anzichè impermeabilizzare.

Raccontateci le vostre esperienze! soprattutto se risolutive!

Scelta dei rivestimenti murali (la finitura del cappotto)

 In un vecchio articolo cercavo di spiegare perchè le facciate delle case possono diventare verdi: "Le facciate diventano verdi?"

Se siamo nella fase di scelta del sistema a cappotto per l’isolamento dell’involucro esterno siamo anche costretti a scegliere il rivestimento murale, che è un rivestimento in pasta, …di finitura!

Vogliamo evitare il più possibile che le facciate inverdiscano?

Allora optiamo per un rivestimento silossanico: questo materiale ha una superficie microporosa, ma idrorepellente. E’ un rivestimento traspirante.

resina silossanica Scelta dei rivestimenti murali (la finitura del cappotto)

Le resine silossaniche

  • resistono alle aggressioni biologiche (quelle dei microorganismi presenti nell’aria e nell’acqua)
  • offrono un’elevata permeabilità al vapore acqueo
  • hanno un bassissimo assorbimento capillare dell’acqua.

Quindi, se scegliamo un rivestimento ai silossani diminuiamo il pericolo che lo sporco portato dalla pioggia si sedimenti nei pori e nei capillari del rivestimento di facciata!

Certo la permeabilità al vapore acqueo non è quella di un rivestimento ai silicati!

Sapete che un valore µ basso è indice di alta permeabilità al vapore (molto traspirante) e una stratigrafia edile dovrebbe aumentare (o almeno non diminuire) la permeabilità al vapore ad ogni strato dall’interno all’esterno.

Allora confrontiamo qualche rivestimento murale per capire meglio le sue doti:

Se avrà un valore µ basso, allora sarà il rivestimento più traspirante!

  • Rivestimento ai silicati: valore µ ?      circa 40
  • Rivestimento ai silossani: valore µ ?  circa 60
  • Rivestimento acrilico: valore µ ?        circa 150

 Ho fatto un po’ di chiarezza? 

Come usare i valori di conducibilità termica dei materiali?

Ogni materiale che scegliamo riporta il "valore dichiarato della conducibilità termica", cioè il lambda λ D (indicato dal produttore). 

lo spessore di ogni materiale della stratigrafia scelta

e

la conducibilità termica lambda λ di ogni materiale scelto

determinano la trasmittanza dell’elemento edile (di una parete per esempio).

tag lambda Come usare i valori di conducibilità termica dei materiali?

Per ottenere un valore reale, usiamo i valori λ di ogni materiale con un peggioramento del 5/10% in modo da non ignorare tutti i fattori che abbassano le buone prestazioni dei materiali coibenti!

Quali sono i fattori che peggiorano la trasmittanza di un elemento edile?

  • tasselli, fori e altri piccoli ponti termici
  • umidità nei materiali
  • imperfezioni nell’aderenza dei pannelli isolanti
  • disomogeneità nella costruzione

 

Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

 Il sogno di una casa nuova e ben isolata si sta per avverare. 

tag dimensionare gli impianti in una casa nuova Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

Abbiamo scelto un ottimo sistema a cappotto, per qualità e spessore, abbiamo ordinato un tetto nuovo alla regola dell’arte e ci proteggerà pure dal caldo grazie alle sue ottime doti di sfasamento, i serramenti saranno a doppia camera, sì, triplo vetro! Cosa si può fare di più?

Possiamo chiedere al nostro termotecnico di chiudere il cerchio: NON sovradimensionare gli impianti, Ti imploro!

tag impianti per casaclima Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

Vorremmo un aliante bianco leggerissimo con un’enorme poltrona di finta pelle blu da DC9? e una bici da corsa da 7kg con grosse coperture da cross? 

Abbiamo preparato il progetto della nostra nuova casa come fosse una Formula 1 e adesso ci facciamo installare il motore di un camion?

Ma siam pazzi? come dice qualcuno…

Un’altra cosa: se abbiamo costruito una classe A non possiamo dimensionare gli impianti guardando l’indice energetico! Sarebbe facile ma non avrebbe senso: una casa in classe A di Palermo ha esigenze ben diverse da una casa in classe A di Dobbiaco.

Quindi?

Quindi dobbiamo chiedere al termotecnico di darci il meglio di sè.

tag fabbisogno termico Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

Poniamo che la nostra futura casa in classe A in centro-nord Italia abbia

  • un involucro tanto ben isolato da avere un coefficiente medio di trasmissione intorno a 0,20 W/(m2K), un U medio molto buono!
  • perdite di calore per trasmissione di soli 7.600 KWh/anno
  • perdite di calore per ventilazione di soli 1.400 KWh/anno
  • guadagni di calore per carichi interni di 2.600 KWh/anno
  • guadagni di calore dovuto al sole di 1.600 KWh/anno

il fabbisogno di calore per quanto riguarda il riscaldamento  è pari a (7.600 + 1.400 - 2.600 - 1.600)= 4.800 KWh/anno.

Basso vero? allora non lasciamo installare una caldaia da 24KW come al solito!

E se siamo un po’ decisi, e propensi al rischio, e accettiamo che la natura non si domina, possiamo anche chiedere al termotecnico di installare qualcosa senza considerare proprio le condizioni di carico termico più gravose. Ci metteremo il maglione quei pochi giorni freddissimi, o cucineremo di più!

Temperatura esterna di progetto -5° : significa che gli impianti sono adeguati per farci mantenere i 20° anche a -5° esterni.

 

 

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Scegliere la migliore posizione del serramento

 Qual’è la posizione corretta di un serramento?

In una casa dove abbiamo deciso di installare tapparelle, oppure scuri, o inferriate, la posizione del serramento non è proprio libera scelta, ma già se per esempio sul lato nord è prevista unicamente la finestra, allora il tema "dove posizionarlo" torna ad essere un argomento interessante.

Se la tendenza di una volta, per svariati motivi, era mettere la linea del serramento più all’interno possibile, oggi bisogna dire che termicamente, il serramento, per svolgere il suo ruolo di chiusura trasparente, dotata di prestazioni isolanti solo fino a qualche tempo fa inimmaginabili, dovrebbe essere posato nell’isolante.

Dunque la posizione corretta sarebbe quella il più possibile all’esterno: proprio nell’isolante! E’ infatti il serramento che, una volta isolata la casa esternamente, chiude i fori.

Per togliersi ogni dubbio basta guardare questa termografia in sezione orizzontale, e tutto sarà chiaro. Poi parliamo anche di ombreggiatura.

serramento posizione posa termografia Scegliere la migliore posizione del serramento

Ombreggiatura delle finestre:

se parliamo solo di prestazioni dell’involucro edilizio non c’è dubbio che il serramento sia corretto posarlo all’esterno, ma dato che in Italia dobbiamo tener conto del caldo estivo quanto del freddo invernale possiamo ribaltare la regola della buona posizione:

arretrando il serramento verso l’interno, è vero che mi costringerà ad isolare tutto l’imbotte, ma in uno spessore di 45cm della muratura esterna posso guadagnare un bel po’ di ombra senza interventi esterni che sono poco adatti alle tradizioni architettoniche italiane.

Allora, sappiamo che il serramento andrebbe posato all’esterno, ma ci sono diverse ragioni per fare quello che non si dovrebbe fare!

Ragioniamoci!

Una finestra si definisce ombreggiata secondo un calcolo che tiene conto della latitudine in cui si trova l’edificio. La norma di riferimento è la UNI EN 832.

Arretrando il serramento in un grosso spessore di muratura isolata andiamo a favorire l’ombreggiatura:

  • sia l’ombreggiatura parziale dovuta ad aggetti orizzontali
angolo formato dallaggetto orizzontale Scegliere la migliore posizione del serramento
  • e sia l’ombreggiatura parziale dovuta ad aggetti verticali
angolo formato dallaggetto verticale Scegliere la migliore posizione del serramento

 

fattore di ombreggiatura parziale dovuto ad aggetti orizzontali ff Scegliere la migliore posizione del serramento

fattore di ombreggiatura parziale dovuto ad aggetti verticali fo Scegliere la migliore posizione del serramento 

Ricordiamo che la schermatura della radiazione solare evita il surriscaldamento degli ambienti interni e quindi le situazioni di discomfort.
Le schermature si distinguono in:

  • orizzontali: le schermature orizzontali sono perfette sulla facciata Sud dell’edificio in quanto impediscono la penetrazione della radiazione nel periodo estivo, consentendolo in quello invernale.
  • verticali: le schermature verticali sono efficaci con ogni orientamento, quando la direzione dei raggi solari forma un angolo di incidenza sufficientemente ampio da impedire la penetrazione dei raggi stessi.
  • esterne: respingono la radiazione solare prima che penetri in ambiente e prima che il vetro si surruscaldi
  • interne: poco poco efficaci.
  • fisse e mobili.

 

Se quello che avete letto Vi è stato utile a capire o risolvere un problema è un buon motivo per offrire un sostegno a questo blog

Isolare dall’interno con lana di roccia

 Sapete come la penso: isolare dall’interno dev’essere proprio l’ultima spiaggia!

tag isolare dallinterno 500x281 Isolare dallinterno con lana di roccia

L’edificio resterà freddo, anche se il vostro nido sarà caldo (anzi si riscalderà molto in fretta: perfetto per una seconda casa oppure un locale non usato in modo continuativo).

Non potremo mai sfruttare i benefici dell’inerzia termica delle pareti perimetrali (che si ottiene con un sistema a cappotto esterno).

Non ignoriamo i ponti termici non risolti: le solette dei piani, ma anche le tramezze che sono legate alle "fredde" pareti esterne!

Allora? Solo svantaggi? Noooo:

  • si posa con rapidità l’isolante dall’interno!
  • non si paga il ponteggio
  • si posa anche se piove
  • costa meno

Questa volta abbiamo scelto lana di roccia come coibente:

  • migliora sensibilmente anche l’isolamento acustico.

Non dimentichiamo l’aspetto della migrazione del vapore acqueo:

  • l’ambiente sarà caldo e l’umidità contenuta sarà ben maggiore dell’umidità esterna
  • l’umidità tenderà a migrare verso l’esterno attraversando la parete
  • prima incontrerà il nuovo pacchetto isolante posto all’interno
  • poi sbatterà contro la parete fredda esterna (tendendo a condensare)

Non trascuriamo allora l’idea di posare un freno al vapore!

 Isolare dallinterno con lana di roccia

  • lana di roccia + freno al vapore + cartongesso + tinteggiatura

oppure

  • lana di roccia nell’orditura metallica di supporto delle successive lastre + freno al vapore + cartongesso + tinteggiatura

 

Isolamento muri controterra

Siete costretti ad intervenire per il risanamento dei muri controterra? Avete deciso di combattere l’umidità di risalita o l’umidità d’infiltrazione?

E’ l’occasione di pensare anche all’isolamento!

 Isolamento muri controterra

Se ormai Vi state sobbarcando le spese per

  • apprestamento cantiere
  • demolizione della pavimentazione esterna con scavatore (compresa la cernita, il carico ed il trasporto a pubblica discarica, l’indennità di discarica
    del materiale non recuperabile)
  • scavo generale perimetrale fino al piede dell’immobile per eseguire l’impermeabilizzazione dall’esterno o la barriera chimica all’interno della muratur
  • ripreparare il fondo alle pavimentazioni e alla risemina del prato erboso…

potreste essere in tempo per decidere di isolare anche le pareti esterne che fino a qualche giorno fa erano veramente inaccessibili.

Non sfruttare l’occasione dello scavo sarebbe un errore e soprattutto sarebbe una decisione incontrovertibile per molti anni a venire.

La spesa in più forse è una voce imprevista, ma è da vedersi come un investimento nell’immobile per il futuro:

  • la casa avrà un clima interno più salubre e le strutture saranno protette da umidità e freddo.
  • la temperatura superficiale interna aumenterà eliminando i rischi di condensa

Allora:

  • risaniamo
  • impermeabilizziamo
  • isoliamo con xps o vetro cellulare
  • (evitiamo di schiacciare le lastre nell’impermeabilizzazione bituminosa fresca)
  • proteggiamo l’isolamento con una guaina bugnata (bugne verso la casa)
  • risistemiamo la terra

e se è necessario

  • progettiamo un drenaggio:
  • guaina bugnata
  • telo filtrante e drenante
  • tubo di drenaggio con pozzetto di ispezione e allacciamento alla rete fognaria
  • terra

 Vi ho convinti?

isolerete i muri controterra?
Sì, nella prossima casa!

Sì, appena decidiamo di fare il lavoro!

No, la terra è comunque un buon isolante.

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Cosa devo usare per isolare la mia casa?

 Ogni azienda pubblicizza il suo prodotto e tira l’acqua al proprio mulino.

tag sistema a cappotto di banane Cosa devo usare per isolare la mia casa?

Funzionerebbe un sistema a cappotto fatto di banane?

Come si fa ad essere sicuri di fare la scelta giusta per isolare la propria casa?

tag scelta isolamento Cosa devo usare per isolare la mia casa?

Io consiglio queste linee guida, poi ognuno decida da sè.

  • Isolare il tetto: con la fibra di legno prendiamo 3 piccioni con una fava: isolamento invernale + protezione estiva + coibentazione acustica
  • Isolare le pareti esterne: con la fibra minerale prendiamo 3 piccioni con una fava: isolamento + alta permeabilità al vapore + ottima resistenza agli urti.
  • Isolare lo zoccolo della casa o le pareti contro terra: con l’xps prendiamo 3 piccioni con una fava: isolamento anche in presenza di umidità + resistenza alla compressione + economicità.
  • Isolare parti delle strutture interne: con l’eps prendiamo 3 piccioni con una fava: isolamento + facilità di applicazione + economicità.

 

Il Vostro progettista Vi ha consigliato così?
Sì, per quasi tutti gli aspetti.

No, ha lasciato a me la scelta.

Isolamento termico o acustico?

 Mi viene spesso chiesto quale sia il migliore isolante senza spendere una fortuna…

Se ci troviamo nel momento della scelta del materiale isolante, o coibente, ricordiamo che i pannelli molto rigidi peggiorano la coibentazione acustica di un bel po’! 

 Isolamento termico o acustico?

In campagna potrebbe essere irrilevante la cosa, ma in città inizia ad essere importante.

Meglio preferire pannelli isolanti che si deformino con facilità e che siano molto porosi: quindi l’EPS non è un buon materiale per la coibentazione acustica. L’EPS è anche uno di quei materiali che provoca risonanze.

Il potere fonoisolante di una parete in mattoni da 24cm peggiora fino al 6% se si isola con 10cm di EPS.

Teniamone conto mentre scegliamo!

I materiali coibenti morbidi sono i più indicati per "tagliare" il rumore.

Vespaio aerato, platea calda, dubbi e consigli

 Il senso del vespaio aerato è interrompere la risalita dell’umidità e disperdere il gas radon, e spesso la tradizione, credo.

Personalmente preferirei una platea calda (isolata sotto) e un telo impermeabile sotto di essa.

tag platea calda 500x358 Vespaio aerato, platea calda, dubbi e consigli

Ma comincio a pensare che se d’inverno sopportassi (anche economicamente) una platea fredda potrei ripagarmi durante l’estate; mi spiego meglio: avere sotto la casa una massa fresca, forse, nelle settimane più calde, mi permette di scaricare molta energia che, avendo isolato tetto e pareti esterne, non potrei scaricare proprio da nessun’altra parte (se non attraverso la ventilazione notturna naturalmente (ma non sempre possibile)). Quando gli ambienti interni iniziano a superare i 28° il clima si fa insopportabile e il calore è difficilmente smaltibile.

Se abbiamo deciso di costruire un vespaio aerato succederà che

  • in inverno l’aria esterna fredda (e povera di umidità) passa nel vespaio riscaldandosi e per l’effetto camino fuoriesce arricchita dell’eventuale umidità presente nel vespaio.
  • in estate l’aria fresca resta un po’ stagnante nel vespaio (e relativamente più secca) perchè non tende a salire.
  • in entrambe le stagioni la differenza di temperatura tra interno ed esterno può essere ben sfruttata da una pompa di calore.

Ricordo a tutti di non fare l’errore di progettare le bocchette di aerazione un po’ dappertutto, ma a nord e a sud e con una certa differenza di altezza tra quelle basse a nord e quelle alte a sud: l’effetto camino sarà garantito!

Quindi non posiamo le bocchette come nell’immagine: tutte alte uguali, tutte a est e a ovest più un paio a nord e a sud!

tag vespaio aerato 500x333 Vespaio aerato, platea calda, dubbi e consigli

 

Nella Vostra futura casa vorreste un vespaio aerato?

Sì, ma con isolamento sotto il massetto

No

Non ho le idee abbastanza chiare

 

Cosa è lo sfasamento?

Lo sfasamento è il tempo che impiega l’onda termica per fluire dall’esterno all’interno attraverso un materiale edile.

Dobbiamo sempre cercare di garantire almeno le 8 ore!

sfasamento

Più un materiale ha inerzia termica e maggiore sarà lo sfasamento.

Più calore specifico offre un materiale e maggiore è lo sfasamento.

Più il materiale riesce ad assorbire calore e più sarà capace di cederlo con lentezza.

I materiali isolanti artificiali in genere non hanno molta densità e dunque assorbono poco calore: si dice che hanno scarsa capacità termica volumica! 

Capacità termica volumica  =  calore specifico  x  densità

 questi spessori garantiscono uno sfasamento di 8 ore

Maggiore è lo sfasamento, più tempo impiegherà il caldo a passare all’interno dell’edificio!

Più capacità termica massica ha un materiale, più è in grado di accumulare energia termica!

Lo smorzamento è la capacità di accumulo di calore di un materiale.

I materiali con più massa volumica kg/mc offrono maggiore protezione estiva.

Un pannello in fibra di legno ha una capacità termica massica fino a 12 volte superiore ad un pannello di polistirene.

tabella comparativa materiali estate-inverno

Cos’ è il coefficiente di trasmittanza termica U ?

 Il coefficiente di trasmittanza termica U non è una una caratteristica del materiale come la conduttività termica (il valore λ lambda), ma la caratteristica dell’elemento costruttivo che abbiamo progettato, con la sua stratigrafia e il suo spessore!

trasmittanza Cos è il coefficiente di trasmittanza termica U ?

Indica la dispersione!

La trasmittanza ci dice quanta energia attraversa l’elemento costruttivo che abbiamo progettato!  

U molto basso = ottimo elemento costruttivo!

Valutando una parete perimetrale, sapere che ha una trasmittanza U = 0,18W/(m² K) ci fa capire che 0,18 Watt di energia vengono dispersi attraverso 1 mq per una differenza di temperatura di 1 grado Kelvin tra dentro e fuori:

  • così, se fuori sono 0 °C, ogni mq disperde in 1 giorno 86 Watt:

0,18 W * 1 mq * 20 K * 24 h = 86 Wh = 0,086 kWh (chiloWattora! parliamo di consumo! di lavoro! non di potenza)

Una parete con U = 1,5 W/(m² K) è di basse prestazioni: ben 1,5 Watt di energia vengono dispersi per metro quadro per ogni grado di differenza termica tra esterno e interno:

  • così, se fuori sono 0 °C, ogni mq disperde in 1 solo giorno 720 Watt, come 7 lampadine accese

1,5 W * 1 mq * 20 K * 24 h = 720 Wh = 0,720 kWh

  • 14 mq di questa parete disperdono 10 kWh oppure 1 litro di gasolio, o un mc di gas, oppure 3 kg di legna.

…quindi rendiamoci conto che in una fredda giornata invernale 14 mq di parete non isolata ci costano 1 mc di gas.

tag trasmittanza termica u Cos è il coefficiente di trasmittanza termica U ?

In Germania si dice dice che se moltiplichi per 10 il valore di trasmittanza U ottieni già il consumo in litri per mq/anno.

Come calcolare la trasmittanza?

  • basta dividere lo spessore in metri per il valore λ lambda del materiale e prendere il reciproco del risultato.
  • esempio: pannello isolante ha λ lambda = 0,04 W/(mK) ed è spesso 8 cm.:

0,08 : 0,04 = 2 (m² K)/W

2 è la resistenza alla trasmissione del calore (Resistenza Termica)

1 : 2 = 0,50 W/(m² K)

la trasmittanza del nostro pannello é U = 0,50 W/(m² K)

 

Come calcolare la trasmittanza alla svelta?

0,04 W/(mK) : 0,08 metri = 0,50 W/(m² K)

Nella realtà un elemento costruttivo è sempre composto di

  1. materiali diversi
  2. con spessori diversi
  3. con λ lambda diversi!

in più dobbiamo conteggiare le resistenze degli strati d’aria vicinissimi all’elemento. Il calcolo è più complicato!

Si devono sommare tutte le resistenze termiche e le resistenze superficiali e dividere 1 per quella somma: ecco trovato il coefficiente di trasmittanza termica U dell’elemento costruttivo!

 Ora possiamo anche confrontare i valori che otteniamo con i limiti di legge!

Cos’ è la conducibilità termica lambda?

La conducibilità termica è una caratteristica del materiale coibente o del materiale edile. Spesso viene chiamata anche conduttività termica.

Ci dice quanta energia riesce a fluire attraverso il materiale che stiamo valutando!

Se un materiale ha un valore lambda molto basso è un ottimo coibente!

tag conducibilita termica Cos è la conducibilità termica lambda?

Sapete qual’è il materiale con il lambda più alto? il diamante! Perciò, anche se avete grandi disponibilità economiche, io sconsiglio sempre l’uso del diamante come materiale da costruzione, specialmente se posato come cappotto esterno…

 Usando un qualsiasi pannello isolante troveremo l’indicazione λ lambda = 0,04 W/(mK) che ci fa capire quanto calore attraversa 1 metro di spessore di quel materiale in 1 secondo.

Quando facciamo tutte le riflessioni sull’edificio su cui stiamo lavorando, ci riferiamo al valore λ lambda che sognamo come al "valore di progetto della conducibilità termica", mentre ogni materiale che sceglieremo riporta il "valore dichiarato della conducibilità termica", cioè il lambda λ D (indicato dal produttore).

Ricordiamoci di questo esempio ricorrente:

se un pannello di materiale isolante ha lambda λ = 0,04 W/(mK)  e il cemento ha lambda λ = 2,10 W/(mK) , è come dire che 15 cm di isolante ci proteggono dal freddo come un muro di cemento grosso 8 metri.

In conclusione: meno diamanti e meno cemento e più centimetri possibile di isolante!

tag conducibilita termica lambda Cos è la conducibilità termica lambda?

Desidero annoiarvi con una bella tabella che ho trovato: idica tanti materiali e la loro conducibilità termica λ (W/mK) alla temperatura di 20 °C:

Acciaio 52

Acciaio inox 17

Acqua liquida in quiete 0.60

Alluminio 220

Aria secca in quiete 0.026

Asfalto 0.698

Calcare 1.6 ÷ 3.5
Carbone 0.14 ÷ 0.17

Carta e cartone 0.14 ÷ 0.23

Cartongesso in lastre 0.21

Celluloide 0.35

Cellulosa compressa 0.24

Cemento in polvere 0.07

Cenere 0.069

Compensato 0.109

Creta 0.90

Gesso 0.4

Ghiaccio a 0°C 2.22

Ghisa 50 

Granito 3.18 ÷ 4.1

Intonaco di calce e gesso 0.70

Laterizi: mattoni pieni, forati, leggeri 0.25 ÷ 1

Lana 0.038

Lava 2.9

Legno di abete 0.12

Legno di acero 0.18

Legno di quercia 0.22 Marmo 2.1 ÷ 3.5 

Neve appena caduta fino a 3 cm 0.06

Neve soffice a strati da 3 a 7 cm 0.12

Neve moderatamente compatta da 7 a 10 cm 0.23

Neve compatta a strati da 20 a 40 cm 0.7

Nichel 58÷65

Oro 299

Ottone 70÷116

Plexiglas 0.157

Porfido 2.9
Rame 380
Sabbia asciutta 0.35
Sabbia al 7% di umidità 1.16
Sughero di densità 200 Kg/m3 0.052
Tufo 0.63 ÷ 1.7
Vetro0.5 ÷ 1
 

Isolare dall’interno con EPS

 L’EPS è permeabile al vapore, anche più del legno. Non amo l’eps, però costa poco! Rivoluzioni del mondo arabo permettendo! Ma se abbiamo proprio deciso di usarlo come coibente interno teniamo conto della data di produzione delle lastre visto che quando sono troppo nuove emanano i cosiddetti gas di smaltimento.

Ora che abbiamo ricordato pregi e difetti del materiale, andiamo a guardare quali problemi incontreremo dopo aver fatto questa scelta:

  • i ponti termici! I ponti termici li incontrerete ovunque. Ogni tramezza che parte dalla parete perimetrale esterna è un potenziale ponte termico, così anche l’incontro con il soffitto e il pavimento, e ovviamente gli angoli. Se le finestre sono a filo interno non avete il problema dell’imbotte.

Alcuni materiali coibenti (i pannelli di calcio silicato) adattissimi all’isolamento dall’interno offrono, oltre alle lastre, dei cunei che sono indicati nei punti critici appena descritti.

  • ci vuole un freno al vapore sottointonaco per garantirsi contro la formazione di condensa interstiziale.

 

Le facciate diventano verdi?

"Con tutto quello che abbiamo speso… adesso le facciate stanno già diventando verdi! Con chi possiamo prendercela? Con il progettista? Con la squadra che ha realizzato il cappotto?"

Sempre più spesso committenti insoddisfatti mi fanno questa insistente domanda!

Le facciate coperte dal sistema a cappotto tendono ad "inverdirsi": sono formazioni di alghe e spore. A mio figlio spiegherei "è la natura"!

Quando il cielo è sereno le notti diventano molto fredde e l’involucro dell’edificio cede il calore alla volta celeste raffreddandosi notevolmente, tanto da formare condensa. Un po’ come succede alle nostre auto quando sono parcheggiate all’esterno.

Questa condensa non è altro che acqua e l’acqua è l’ingrediente fondamentale per creare questo "rivestimento vegetale". Anche la nebbia favorisce questo fenomeno di "inverdimento".

Per consolazione posso ricordare ai sofferenti proprietari di case "inverdite" che il fenomeno è anche un segno di buona qualità dell’aria, come lo sono la presenza di libellule o lucciole notturne. E’ la natura!

Non ci sono rimedi se non una progettazione più accurata (o più previdente):

  • gli sporti del tetto un po’ troppo risicati non proteggono adeguatamente le facciate dalle piogge e tendono ad aumentare l’umidità presente.
  • gli intonaci esterni troppo ruvidi favoriscono la crescita del verde

In ogni caso Vi posso assicurare che si tratta solamente di un problema estetico e nient’altro.

W IL VERDE,  M IL GRIGIO!

Cosa è la trasmittanza termica periodica?

 Quando si ragiona sulla dispersione del calore dell’involucro edilizio si considera la temperatura esterna e la temperatura interna come costanti nel tempo.

In realtà nelle 24h le temperature cambiano, specialmente d’estate: così, è opportuno fare delle valutazioni dinamiche!

Quindi la trasmittanza termica periodica, o trasmittanza termica dinamica (Udyn), è  la capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nell’arco delle 24h.

La norma tecnica di riferimento è la UNI EN ISO 13786/2008. Descrive come calcolare la trasmittanza termica periodica.

Andrea Ursini Casalena ha preparato un foglio di calcolo excel sulla base della suddetta norma, molto pratico e intuitivo, che può esserti utile nello studio dei componenti edilizi. Con tale software puoi analizzare e verificare sia proprietà termiche stazionarie (trasmittanza termica U, massa superficiale, ecc.), sia proprietà termiche dinamiche (trasmittanza termica periodica, capacità termica areica periodica, ammettenza termica, fattore di attenuazione, sfasamento, ecc.).

tag uni en iso 13786 calcolo proprieta termiche dinamiche 250x177 Cosa è la trasmittanza termica periodica?

Prestazione termica dei componenti per edilizia - Caratteristiche termiche dinamiche - Metodi di calcolo
La norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN ISO 13786 (edizione dicembre 2007). La norma definisce metodi per il calcolo del comportamento termico in regime dinamico di componenti edilizi completi. Inoltre essa specifica quali siano le informazioni sul componente edilizio necessarie per il calcolo. Nelle appendici sono forniti metodi semplificati per la stima delle capacità termiche, informazioni per informatizzare il metodo di calcolo, un esempio di calcolo per un componente edilizio.

Confronto tra materiali edili e isolanti e le loro prestazioni contro la dispersione termica

In Italia i nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle strutture opache verticali dell’involucro edilizio espressi in (W/mqK) sono diversi per le varie zone climatiche: zona climatica A  0,54 - B 0,41 - C 0,34 - D 0,29 - E 0,27 - F 0,26

 Allora consideriamo un volere di U=0,30 W/m2K e diamo un’occhiata agli spessori che dovrebbero avere materiali diversi per non superare questo valore limite di U=0,30 W/m2K, così ci renderemo conto delle prestazioni di ognuno dei materiali e avremo più coscienza nella scelta (se possiamo scegliere).

tag trasmittanza Confronto tra materiali edili e isolanti e le loro prestazioni contro la dispersione termica

Confronto tra vari materiali edili per ottenere un U=0,30 W/m2K:

  • cm. 22 poroton T7 altissime prestazioni
  • cm. 41 legno
  • cm. 100 intonaco di gesso
  • cm. 280 intonaco sabbia cemento
  • cm. 300 mattone pieno vecchie costruzioni
  • cm. 740 cemento armato 1%

Confronto tra vari materiali isolanti per ottenere un U=0,30 W/m2K:

  • cm. 13 eps
  • cm. 13 lana di vetro
  • cm. 13 lana di pecora
  • cm. 13 cellulosa
  • cm. 14 fibra di legno
  • cm. 16 sughero
  • cm. 16 perlite
  • cm. 20 cannucciato

Che aggiungere? Se possiamo, isoliamo! Meglio far meglio.

e i tempi sono maturi

 

Marcel Breuer e la giusta percentuale di arte

tag marcel breuer Marcel Breuer e la giusta percentuale di arte

 Marcel Breuer, come architetto, ripeteva che in ogni progetto doveva esserci almeno un 5% di arte. In molti lo ricordano per i mobili, ma se guardiamo questa residenza del 1947…

tag breuer house ii new canaan connecticut 1947 8 Marcel Breuer e la giusta percentuale di arte

Poi ci sono architetti che hanno il 95% di arte nel sangue, anche loro meritano tutta l’attenzione!

tag claudia barberi work 500x666 Marcel Breuer e la giusta percentuale di arte

Claudia Barberi, Udine 1972. Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano si trasferisce in Toscana. Dal 2008 è nuovamente in Friuli.

claudia barberi 

tag i colori sono assai ma ben presto li conoscerai 500x333 Marcel Breuer e la giusta percentuale di arte

 

Resistenza alla compressione

 5 secondi per rispondere:

quanti sono 150kPa?

kPa

La resistenza alla compressione di 150kPa corrisponde a 15.000 kg per mq.

Quando ragioniamo sulla scelta di pannelli coibenti o isolamenti anticalpestio sotto massetti e massetti a secco, controlliamo la resistenza alla compressione.

Tetto piano rovescio

 tag tetto alla rovescia Tetto piano rovescio

Il tetto alla rovescia posiziona la membrana impermeabilizzante sotto l’isolante. L’isolante adatto non deve assorbire acqua.

tag tetto rovescio Tetto piano rovescio

Il manto impermeabile posato sul massetto, con pendenza dell’1% almeno, verrà protetto dall’xps in lastre posate anche a secco e poi zavorrate. Insomma, nel tetto rovescio è solo l’isolante a subire gli sbalzi di temperatura, le azioni del gelo ecc. mentre al manto è chiesta solamente la funzione di impermeabilizzazione.

Indicazioni per il calcolo della trasmittanza U del tetto piano:

Lo strato di isolamento termico di un tetto rovescio meglio eseguirlo con una maggiorazione del 20% per poter raggiungere il coefficiente U di progetto. Quindi se il coefficiente U calcolato per un tetto rovescio con spessore isolante 20 cm è di 0.18 W/(m2 · K), lo strato termoisolante consigliabile deve essere maggiorato del 20%, quindi 24 cm.

Stratigrafia del tetto piano rovescio:

tetto rovescio stratigrafia Tetto piano rovescio

  1. cls o laterocemento
  2. impermeabilizzazione
  3. coibentazione insensibile all’acqua
  4. geotessuto o altro telo separatore
  5. ghiaia per protezione e zavorra
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Sistema di isolamento termico esterno con intonaco, detto cappotto

 Indossiamolo bene questo cappotto! altrimenti meglio restare in maniche di camicia.

 Sistema di isolamento termico esterno con intonaco, detto cappotto

Cosa voglio dire? Diamo pure l’incarico di posare un sistema a cappotto, ma conosciamone almeno le regola della buona posa in opera! Oppure incaricate me  :-)spendete un soldino oggi e ne risparmierete una montagna domani!

Stiamo parlando di un sistema di isolamento termico esterno con intonaco su isolante, ormai tutti lo chiamano “Cappotto”.

Seguire e verificare la corretta esecuzione dei lavori di posa è importantissimo ma già in fase di progettazione è indispensabile conoscerne l’esecuzione corretta. E alla fine spetta proprio al progettista o al Direttore Lavori l’onere del rilascio di dichiarazione di accettazione dei lavori e/o indicazioni delle azioni correttive da effettuare per l’accettazione.

Un sistema a cappotto composito (un ETICS) ha le proprie linee guida (ETAG 004) dove sono precisamente definiti tutti i componenti del sistema. Superate le prove di laboratorio il sistema ottiene l’ETA, il Benestare Tecnico Europeo.

Cosa sto dicendo? Non utilizziamo materiali di ditte o provenienza diversi usando la propria esperienza personale perchè non possiamo poi offrire garanzie!

Un sistema a cappotto è formato da:

  • Collante
  • Isolante
  • Tassello di fissaggio (ETAG 014: linee guida tecniche europee per i tasselli)
  • Rasatura (intonaco di fondo)
  • Armatura
  • Rivestimento
  • Accessori (rete angolare, profili per raccordi, profili per giunti di dilatazione,
    profili per zoccolatura, nastri di guarnizione)

Alcuni aspetti del prima e durante la posa da non sottovalutare:

  • in cantiere imponiamo l’adeguato deposito dei materiali
  • in estate assicuriamoci che l’acqua d’impasto delle malte e degli intonaci sia sufficientemente fredda
  • diamo precise istruzioni esecutive nei raccordi o negli attraversamenti in modo da ottenere un’esecuzione a tenuta di pioggia battente e resistente nel tempo
  • progettiamo i fissaggi in modo da evitare i ponti termici
  • proteggiamo tutto quello che non andrà rivestito dal sistema
  • verifichiamo l’idoneità del supporto
  • non ignoriamo l’umidità di risalita o le efflorescenze saline
  • chiudiamo i fori degli ancoraggi del ponteggio con un rotolino di nastro autoespandente evitando che penetri acqua all’interno
  • togliamo la polvere dalle superfici
  • bagnamo la superficie se è troppo secca in modo che non rubi acqua al rasante
  • testiamo il collante sulla facciata con 30cm. di rete d’armatura: solo l’armatura deve staccarsi!!!
  • laviamo ad alta pressione le superfici con pitture minerali o rivestimenti acrilici esistenti
  • rimuoviamo meccanicamente le superfici con pitture a base di calce
  •  eseguiamo tutti i raccordi alle finestre, alle porte e al tetto, così come tutti i componenti che perforano il cappotto (impianti parafulmine, tubi di scarico dell’acqua piovana, interruttori incassati, ecc., incluso il loro fissaggio) con adeguati profili o nastri di guarnizione precompressi autoespansivi consigliati dal produttore del sistema.
  • raccordi eseguiti a regola d’arte garantiscono la durabilità del sistema cappotto e compensano i movimenti dovuti alle escursioni termiche di finestre, porte e vetrate.
  • non accettiamo sigillature con sigillanti (acrilici, siliconici) che non sono raccordi durevolmente
    resistenti alla pioggia battente e necessitano manutenzione.
  • ricordiamo ai posatori che per zoccolatura si intende la zona di una facciata soggetta a spruzzi d’acqua, quindi anche vicino alla pavimentazione della terrazza, delle scale ecc.
  • usiamo un profilo con gocciolatoio in caso di zoccolo rientrante.
  • provvediamo ad uno strato impermeabilizzante come un rasante cementizio elastico impermeabile se la zoccolatura è a contatto con il terreno.
  • fissiamo in modo uniforme i pannelli, permettere all’aria di circolare dietro all’isolante è sbagliato.
  • chiediamo di stendere il collante a strisce verticali sul pannello.
  • lamentiamo il collante che si interpone tra i pannelli, sono ponti termici anche quelli.
  • quando isoliamo l’imbotte finestra e porta facciamo sporgere i pannelli isolanti della facciata oltre il bordo grezzo delle spallette, poi applichiamo a pressione le spallette.
  • in corrispondenza di angoli di finestre e di porte anneghiamo nell’intonaco strisce di rete d’armatura in diagonale fissate ai pannelli isolanti prima dell’applicazione
    della rasatura superficiale.
  • scegliamo il tassello idoneo al supporto controllando la lettera indicata ABCDE (secondo l’ ETAG 014)
  • tasseliamo dopo 3 giorni almeno e foriamo a percussione solo con mattone pieno o calcestruzzo.
  • scegliamo la finitura finale con indice di riflessione non inferiore al 20% (intendo le pitture protettive e per gli intonaci di rivestimento) e con spessori di isolante elevati il valore dell’indice di riflessione deve essere aumentato per limitare il surriscaldamento superficiale dovuto all’irraggiamento solare.
finitura esterna

 

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Capacità termica massica

Quando si parla di materiali isolanti e soprattutto quando si parla di isolamento dal caldo (protezione estiva) è importante tenere conto della capacità termica massica, espressa come c [ J/(kg K) ].
La capacità termica massica indica il valore della quantità calorica in Joule, che 1 kg di materia assorbe o emana, quando la sua temperatura viene alzata o abbassata di un grado K (Kelvin).

In breve, maggiore è la capacità termica massica, maggiore è la capacità di un materiale edile di accumulare calore.

Per esempio: se la lana minerale ha una c = 1.000 J/(kg K), la fibra di legno ha una c = 2.000 J/(kg K), quindi doppia capacità termica massica!

Non dimentichiamo questo aspetto se vogliamo vivere il sottotetto senza morire di caldo!

Alcuni materiali edili indicano il valore della capacità termica specifica in base alla norma UNI EN ISO 10456 del maggio 2008.

Cosa si intende per tetto caldo?

 Un tetto caldo ha tutti gli elementi che lo compongono adiacenti senza camera di ventilazione e il manto impermeabile è incollato all’isolante termico.

Quando un tetto di legno deve essere “obbligatoriamente piano”, si peggiorano un po’ le caratteristiche della ventilazione, che comunque dovrebbe essere fatta. A causa della limitata pendenza consiglio questa stratigrafia:

  1. travi strutturali
  2. perlinatura
  3. freno vapore
  4. fibra di legno 
  5. listelli per ventilazione da 10 cm
  6. tavolato di sostegno della lamiera
  7. lamiera

Perchè succede la condensa interstiziale?

La condensa interstiziale si verifica quando la temperatura della superficie interna è inferiore alla temperatura di condensa dell’aria dell’ambiente.

Per esempio si avrà condensa superficiale quando, a fronte di una temperatura ambiente di 20 °C, con un’umidità relativa del 70%, tale temperatura sarà di circa 14°C.
Si evitano gli eventuali rischi di condensa riducendo il valore della trasmittanza termica U (cioè aumentando lo spessore del materiale isolante): la temperatura superficiale interna si avvicina sempre più a quella dell’aria ambiente.

copertura-piana-a-tetto-caldo-escursioni-termiche

Quando prima dello strato isolante vogliamo posare una una barriera al vapore di sicura affidabilità: tale barriera deve garantire una resistenza alla diffusione del vapore di almeno 100 m di “spessore equivalente d’aria” (lo spessore equivalente d’aria “ Sd “ si ottiene dal prodotto del fattore di resistenza alla diffusione del vapore “ m “ del materiale per il suo spessore “ d “; ad esempio, per ottenere Sd = 100 m si può utilizzare un foglio di polietilene dello spessore di 3/10 mm, che presenta un fattore di resistenza alla diffusione del vapore “ μ “ pari a 350.000).

Vetro cellulare, il vetro meno usato in Italia.

Vogliamo ottenere una platea calda? Sembra facile con la ghiaia di vetro cellulare! Milioni di microcelle ermeticamente chiuse garantiscono l’isolamento termico nelle fondazioni, a ridosso delle murature primetrali interrate, nei giardini pensili.

vetro cellulare 2 Vetro cellulare, il vetro meno usato in Italia.

Costipando il vetro cellulare (meccanicamente con una piastra vibrante) è possibile realizzare una platea di fondazione perfettamente isolata termicamente, asciutta e priva di umidità perchè il vetro cellulare diventa una barriera alla risalita capillare. E con una guaina in Poliolefina protegge dal gas radon.

platea calda con vetro cellulare Vetro cellulare, il vetro meno usato in Italia.

Questo materasso di vetro cellulare è molto semplice da preparare, guardate questo video per capire bene.

vetro cellulare armatura per getto in calcestruzzo Vetro cellulare, il vetro meno usato in Italia.

In Italia quasi tutti i progetti prevedono

  • scavo
  • magrone
  • getto armato in calcestruzzo

e poi si inizia a pensare all’isolamento della platea.

Perchè non pensare immediatamente a realizzare una platea isolata termicamente? con una resistenza alla compressione indiscutibile, e asciutta? 

La nuova stratigrafia potrebbe essere questa:

vetro cellulare stratigrafia Vetro cellulare, il vetro meno usato in Italia.

  1. terreno
  2. geotessuto minimo 150 g/mq
  3. granulato in vetro cellulare
  4. tubo microforato in previsione della linea di drenaggio
  5. elemento di contenimento per il getto in cls
  6. platea in calcestruzzo
  7. parete perimetrale
  8. isolamento parete perimetrale
  9. massetto o pannello isolante per impianto radiante
  10. finitura interna

Non ci sono complicazioni di esecuzione, anzi il vetro cellulare è facile da gestire là dove abbiamo il passaggio degli impianti e altre tubazioni!

La conducibilità di uno strato in vetro cellulare è circa 0,09 W/mK. Se state cercando alcuni dati tecnici del granulato in vetro cellulare guardate qui.

Torniamo al risultato che possiamo ottenere: la casa nasce con i piedi caldi e asciutti ed evita sin dall’inizio i ponti termici derivanti dalla fondazione: date un’occhiata a questo disegno termografico:

vetro cellulare termografia Vetro cellulare, il vetro meno usato in Italia.

 

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Rumori, vibrazioni e comfort acustico

 Tutti i committenti alla ricerca del comfort acustico: pochi progettisti attenti alle vibrazioni.

Per diminuire la possibilità di passaggio delle vibrazioni, tra il solaio sottostante e le pareti divisorie si può inserire una striscia orizzontale di sughero dello spessore di 3 mm. Buon lavoro!

Tetto in fibra di legno traspirante

 Il mio primo tetto come dico io, in fibra di legno, traspirante, ventilato.

tetto in fibra di legno traspirante

Mi sembra che la cosa più importante di una sopraelevazione sia ricevere una nuova copertura all’altezza della situazione: calda d’inverno e fresca d’estate! Quindi si è scelta la fibra di legno: grande capacità termica massica e dunque un ottimo sfasamento estivo! 

Decidere la sezione del tetto traspirante sembra una cosetta da nulla:

  1. tavolato,
  2. telo freno al vapore per controllare l’ascesa di umidità verso il pacchetto isolante,
  3. fibra di legno (nel mio caso 6cm+6cm+6cm+2cm di densità maggiore) posata in modo sfalsato,
  4. guaina sottotegola.

A buttar giù su carta il pacchetto e la sua stratigrafia non s’incontrano difficoltà. Diverso è lassù in cima all’impalcatura che contorna il tetto in costruzione: guaine, nastri, dubbi e piccoli particolari sull’incontro con la muratura o il tavolato che sporge… Più facile a dirsi che a farsi! Ma armati di logica e pazienza si trova una soluzione a tutto:

prima cosa, il senso di tutto il pacchetto:

  • il freno al vapore farà si che non troppa umidità nello stesso momento entri nel pacchetto isolante per passarlo lentamente ed uscire dalla guaina traspiarnte sottotegola
  • la guaina traspirante (che avrà una permeabilità crescente rispetto alla guaina freno al vapore (SD<0,2)) proteggerà dalle infiltrazioni (impermeabilità all’acqua) e dal vento e permetterà la diffusione del vapore dal tetto verso l’esterno
  • la guaina traspirante sottotegola sarà anche il fondo del piano di ventilazione e deve prmettere il libero deflusso di piccole quantità d’acqua dal colmo alla gronda.

ora, visto che la cosa da proteggere è il pacchetto isolante in preziosa fibra di legno, si è deciso di chiudere il pacchetto con dei risvolti di guaina che abbondavano sui quattro lati per sigillarli sotto alla ultima guaina traspirante che risvolta fino ad incontrare la muratura. Si è optato per incorniciare il tetto con dei pannelli in osb telo freno al vapore risvoltato sulla fibra di legno anzichè arrivare fino ai bordi con i 2cm di fibra di legno con maggior densità, questo per avere una più solida superficie lì dove lavorerà il lattoniere e dove verticalmente arriverà il cappotto di facciata.

il pacchetto in attesa della gronda:telo freno al vapore che impacchetta lo starto isolante in fibra

il pacchetto in attesa del cappotto verticale:telo freno al vapore che impacchetta lo starto isolante in fibra

il pacchetto in attesa del cappotto verticale con l’aletta in osb di egual spessore al cappotto:telo freno al vapore che impacchetta lo starto isolante in fibra

le fessure da sigillare, soprattutto se non sono stati posati nastri autoespandenti:fessura tra muratura e tavolato di partenza del tetto

sigillare con schiuma tra tavolato e muratura

la riga del tavolato sigillato con schiuma, a sua volta poi nastrato con strisce di telo freno al vapore tra pacchetto isolante  e muratura (nessuna libera uscita tra interno ed esterno in prossimità del tavolato).

Prima di coprire tutto il pacchetto con il telo traspirante ma impermeabile, un po’ di attenzione alle fessure dei pannelli posati: con lo sfrido e un po’ di buona volontà ogni fessura può essere riempita e ogni ponte termico risolto facilmente:riempimento con fibra di legno di sfrido delle fessure del pacchetto isolante a prova di ponte termico

 

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Condense superficiali dovute a ponti termici trascurati

 Cosa sono i ponti termici? Un ponte termico è una discontinuità di isolamento termico. Quasi sempre è in corrispondenza degli elementi strutturali. ( Dlgs 192/311  allegato A punto 20bis per approfondimenti )

 ponte termico

Il decreto, Dlgs 192/311  allegato E, permette al progettista di non correggere il ponte termico consentendogli di ottener i valori di trasmittanza U prescritti cacolando la media tra il valore U della parete corrente e il valore U del tratto di parete in corrispondenza del ponte termico. Questa regola ovviamente si presta ad interpretazioni non corrette!

Io dico che i ponti termici vanno corretti sempre. Eviteremo rischi di condense ed eviteremo che i committenti ci odino: è interesse di ogni progettista avere committenti soddisfatti!

Per correggere un ponte termico basta che il Fattore Temperatura sia >0,7 dove FT è dato da:

            Tsi - Te
FT = ———
            Ti - Te

Tsi = temperatura superficiale della parete interna
Te = temperatura esterna
Ti = temperatura interna

In due parole, se si desidera minimizzare i rischi di formazione di condensa bisogna:

  • ridurre la trasmittanza U [W/mK] del ponte termico usando materiali isolanti
  • aumentare la ventilazione, evitando il ristagno dell’aria in corrispondenza degli angoli e dietro agli armadi

 

Tetto in pura lana vergine di pecora sarda

Perchè non usare i prodotti di casa nostra?edilana mat 30 pecora sarda 250x202 Tetto in pura lana vergine di pecora sarda

La lana di pecora è la fibra più igroscopica che esista in natura, assorbe vapore acqueo fino ad un terzo del suo peso senza senza gonfiarsi o modificare la sua struttura. La materia cerosa (lanolina) che riveste le fibre rende la lana idrorepellente. L’eccellente controllo dell’umidità, con sviluppo di calore nella fase di assorbimento evita fenomeni di condensa. 

  • Eccellente proprietà di isolamento: conduttività termica di 0,0339 W/mqK
  • Coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore acqueo: µ pari a 2,3
  • Ottimo potere di isolamento acusticomaterassino agugliato in pura lana vergine di pecora sarda autoctona per l’isolamento termico , l’isolamento acustico

MAT 30 Edilana è un materassino agugliato in pura lana vergine di pecora sarda autoctona per l’isolamento termico , l’isolamento acustico e la regolazione igrometrica dell’ambiente.

E’ indicato per l’isolamento di

  • tetti ventilati e non ventilati,
  • murature perimetrali e murature interne,
  • solai,
  • controsoffitti,
  • per l’isolamento e il riempimento delle intercapedini del telaio di finestre e porte.

MAT 30 ha protezione antitarme, senza additivi anticombustione, senza allergeni, da posare senza velo antipolvere. Ha uno spessore di 3 cm e viene fornito in rotoli lunghi 10 metri, della larghezza di 0,60 e su richiesta si possono avere larghezze fino a 2 metri.materassino agugliato in pura lana vergine di pecora sarda autoctona per l’isolamento termico , l’isolamento acustico

Nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle strutture componenti l’involucro edilizio, 12 febbraio 2010

 Ecco i nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle strutture componenti l’involucro edilizio espressa in (W/mqK). Ministro Scajola, 26 gennaio 2010. 

Valori limite della trasmittanza termica utile U delle strutture componenti l'involucro edilizio espressa in (W/m2K)

Un cappotto oppure un bel cappotto !

 Una volta scelto di isolare dall’esterno con il sistema a cappotto possiamo anche decidere alcuni particolari estetici che non richiedono costosi elementi, ma solo alcune attenzioni e idee:

  • possiamo aumentare lo spessore in prossimità dell’incontro con il tetto per ottenere questo risultato: bel cappotto tetto 2 Un cappotto oppure un bel cappotto ! e ricordiamo che nel momento di congiunzione tra materiali costruttivi diversi è bene usare un isolante con una certa flessibilità bel cappotto tetto Un cappotto oppure un bel cappotto ! 
  • possiamo aumentare lo spessore anche per incorniciare le finestre bel cappotto finestra1 Un cappotto oppure un bel cappotto !bel cappotto finestra 21 Un cappotto oppure un bel cappotto ! ed ottenere un bellissimo risultato finale bel cappotto finestra 3 500x249 Un cappotto oppure un bel cappotto !  

 

Non voglio vivere in una casa di polistirolo

 Tante persone non credono nell’isolamento termico e addirittura lo odiano. Non lo vorrebbero nemmeno gratis.

<<E’ vero che le casaclima di cui si sente parlare sono quelle con il polistirolo?>>

<<Ma non mi viene la muffa se sono coperto di polistirolo?>>

A queste domande rispondo che per proteggersi dal freddo ci si può infilare in un vecchio scatolone, coprirsi di giornali o stendersi sotto un nylon, ma si può anche usare un piumino d’oca oppure un plaid di cachemire. Ci sono molte strade: questa: homeless Non voglio vivere in una casa di polistiroloma anche questa:homeless tenda Non voglio vivere in una casa di polistirolo

L’ isolante termico e’ quel materiale in grado di mantenere le condizioni climatiche interne all’edificio il più possibile costanti,  indipendentemente dalla variazione delle temperature e delle condizioni climatiche esterne. I materiali isolanti si distinguono in materie organiche ed inorganiche:

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Isolamento acustico dei fori di ventilazione della cucina

Come ho già scritto in un precedente articolo, il rumore, appena trova un buco ‘ci corre dentro’! Quindi utilizziamo silenziatori ispezionalbili che consentono una effettiva ventilazione naturale.

La legislazione vigente prevede che gli edifici, in base alla loro destinazione d’uso, siano in grado di offrire in opera specifiche prestazioni di isolamento acustico di facciata. Queste prestazioni dipendono dalla combinazioni di più elementi

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Isolare dall’interno con lastre di silicato di calcio

Insomma è deciso - l’isolamento all’esterno non è possibile e non ci resta altro che agire dall’interno. isolare-dall-internoI muri della casa staranno al freddo, ma pazienza, non abbiamo alternative. Abbiamo scelto dei pannelli a base di silicato di calcio.calcio silicato Isolare dallinterno con lastre di silicato di calcio

Si producono con sabbia quarzosa e calce e poi armati con cellulosa per renderli stabili. La struttura aperta con pori fini (90% di pori fini)offre

  • elevata assorbenza capillare (enorme capacità di assorbimento di acqua)
  • proprietà termoisolanti.

La presenza di una minima parte di cellulosa conferisce al pannello

  • stabilità degli spigoli
  • buona flessibilità.

Il materiale è leggero, presenta una certa stabilità di forma e può essere montato in maniera auto portante.

Il silicato di calcio

  • ha un pH=1 0, quindi è leggermente alcalino
  • ha un µ=6, cioè è molto aperto alla diffusione del vapore e si applica senza barriera vapore
  • ha un’elevata porosità che determina una grande capacità di accumulo dell’acqua e di trasporto capillare
  • ha una conduttività termica, valore Lambda, λ=0,05-0,07 W/mK.
  • ha classe di infiammabilità 1

I pannelli a base di silicato di calcio garantiscono un clima dell’ambiente confortevole grazie alla regolazione attiva dell’umidità dell’aria e allo stesso tempo delle pareti più calde. Il loro valore pH 10 funge da barriera contro le muffe, quindi un ottimo materiale per il risanamento di zone umide.

I pannelli a base di silicato di calcio vengono incollati con dei collanti che garantiscono il collegamento capillare tra parete e pannello.
Le cavità di dimensioni maggiori, per esempio in pareti non piane, vengono tamponate con granulato di silicato di calcio. 

Se quello che avete letto Vi è stato utile a capire o risolvere un problema è un buon motivo per offrire un sostegno a questo blog

Rinnovabili ed efficienza energetica

In Italia importiamo energia perchè non ne possediamo e acquistiamo energia da lontano.

Teniamoceli in casa i nostri soldi! Investiamo su di noi, coibentiamo le nostre case invece che pagare bollette energetiche !

L’energia costerà sempre più cara: tappiamo i buchi! Quelli delle dispersioni termiche dei nostri edifici. 

dispersioni termiche
  • meno consumi (risparmio)
  • più lavoratori ( possiamo creare tanta occupazione solamente decidendo di migliorare le nostre case)
  • e un più dolce passaggio verso un’ economia a basso contenuto di carbonio.

 

Abitate in modo attivo o passivo?

 Avete la fortuna di poter progettare la vostra futura casa? sole attivo o passivo 125x117 Abitate in modo attivo o passivo?

La casa potrebbe essere progettata

  • ben isolata come un Thermos,
  • con la maggior parte delle superfici vetrate rivolte a sud,
  • capace di ricevere i profondi raggi solari invernali trattenendo il calore negli ambienti.

Tutti gli edifici energeticamente ottimizzati funzionano proprio con il principio della "trappola del calore". Perchè il calore non scappi è fondamentale l’isolamento dell’involucro accoppiato ad una ventilazione confortevole.

Il primo effetto posi delle case così progettate è l’ottimo clima interno. E questo non solo d’inverno:

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Muffa

 

Brutta e insalubre.

  1. Muffa = superficie fredda + aria umida
  2. Muffa = isolamento scarso + aria umida
  3. Isolamento scarso = difetto di costruzione
  4. Muffa = difetto di costruzione

Adesso sappiamo cos’è la muffa.

Per avere umidità basta che ci sia l’umana evaporazione…, ricordiamolo!

muffa1 Muffa

La muffa ama gli angoli. Gli angoli sono detti ponti termici geometrici, zone di concentrazione del flusso termico. Gli spigoli e i vertici costituiscono una via privilegiata per gli scambi di calore da e verso l’esterno proprio perchè la porzione di superficie interna che assorbe il calore è molto più piccola della superficie esterna che invece cede il calore!

Se non è possibile un intervento radicale, per esempio un sistema di isolamento a cappotto esterno, allora si sarà costretti a combattere la muffa con degli interventi mirati e dall’interno.

Consapevoli che isolare dall’interno è la via meno ideale (le pareti restano al freddo e non faranno mai un effetto stufa, cioè non fungeranno mai da volano termico) allora facciamolo al meglio, usiamo:

  • pannelli traspiranti, che permettono la migrazione dell’umidità
  • pannelli igroscopici, che assorbono umidità dall’ambiente

 Possiamo usare fibra di legno, calcestruzzo cellulare o lastre in calciosilicato.

Le lastre di silicato di calcio sono nel nostro caso le più indicate perchè avendo un elevato valore pH non permettono la formazione di muffa. Una caratteristica perfetta per risanare anche solamente lì dove esistevano dei punti critici.

Mura e cantine asciutte sono il requisito irrinunciabile per il mantenimento del valore degli immobili, per un bilancio energetico ragionevole e per un ambiente abitativo sano e libero da spore di funghi e muffe!

EPS e XPS. Dove sta la differenza?

 

Un bel guaio quando l’installatore stesso non conosce la differenza tra EPS e XPS. Pensando non ce ne sia alcuna esegue l’intervento di isolamento a cappotto con EPS fino a terra, dalla testa ai piedi. Poi, qualche mese dopo l’intervento, si scopre che il cappotto "beve".

…come dice mio figlio di due anni… << E adesso?>>

Adesso si taglia lo zoccolo e si guarda come è stato eseguito.casi cappotto eps 21 250x187 EPS e XPS. Dove sta la differenza?

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Isolare e ventilare

Tre punti su cui riflettere:

  • Il comfort termico è superiore in costruzioni con pareti esterne, pavimenti e superfici del tetto di grosso spessore e ben isolati. Le superfici interne dell’involucro sono più calde, nessuna irradiazione del freddo e nessuna corrente d’aria. Queste caratteristiche sono efficaci anche durante i giorni caldi estivi: l’edificio è più protetto dalle temperature troppo alte.
  • Mantenimento del valore: la qualità della costruzione ha un impatto importante sul valore a medio e a lungo termine di un bene immobile.
  • Risparmio di costi energetici: ogni chilowattora risparmiato ha effetto sulle finanze e, nel corso degli anni, compensa gli eventuali costi aggiuntivi per la migliore qualità di costruzione.

La combinazione dell’involucro spesso e ben isolato con la ventilazione automatica (l’impianto recupera il calore proveniente dall’aria viziata) ci regala ottime condizioni di comfort:

  • L’aria fresca è l’ingrediente migliore per un’aerazione confortevole.
  • Gli ambienti sono protetti contro il rumore senza rinunciare all’ingresso di aria fresca: un grande vantaggio in luoghi rumorosi.
  • I pollini e i germi sono trattenuti dai filtri. La qualità dell’aria interna è notevolmente migliore di quella esterna.
  • Lo scambiatore di calore installato nell’apparecchio di aerazione garantisce che anche l’aria in origine fredda arriva preriscaldata nei locali abitati. Nei periodi caldi estivi lo scambiatore può essere escluso.
  • Le finestre possono essere aperte senza problemi, ad esempio in primavera al primo cinguettio degli uccelli.

 

Il rumore negli edifici

rumore Il rumore negli edificiIl rumore è un gran scansafatiche: fa sempre il percorso più facile! Basta un buco o un “ponte acustico” in una parete ben isolata che il rumore passa tutto di là.ponti acustici 250x162 Il rumore negli edifici

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Cappotto in EPS

 Un mio cliente ha commissionato un cappotto in eps per ottenere un futuro risparmio energetico e per risolvere un annoso problema di condensa intorno ai serramenti che sono installati a filo esterno in fori svasati verso l’interno (particolare molto bello per l’interno della casa, ma termicamente molto sfavorevole).

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Come scegliere il sistema a cappotto?

Il sistema a cappotto che scegliamo è efficace anche d’estate?

 Come scegliere il sistema a cappotto?

In Italia non fa solo freddo, fa caldo.

La scelta migliore del materiale isolante ci proteggerà dal caldo in estate e dal freddo d’inverno.

Se è vero che ogni isolante ci protegge dal freddo altrettanto non vale per la protezione estiva!

La protezione dal caldo la otteniamo solo con materiali che offrono un buon sfasamento dell’onda termica (o spostamento di fase).

Lo sfasamento è l’arco di tempo (ore) che serve all’onda termica per fluire dall’esterno all’interno attraverso un materiale edile. Dobbiamo sempre cercare di garantire le 8ore!

sfasamento8 Come scegliere il sistema a cappotto?Conoscere lo sfasamento garantito da un certo sistema a cappotto è l’unico modo per fare un investimento valido tutto l’anno.

Più ore ci mette il caldo ad attraversare il pacchetto isolante più saremo protetti dal surriscaldamento estivo degli ambienti interni.

Se riscaldare d’inverno costa, anche raffrescare d’estate costa!

Il miglior materiale è efficace 12 mesi l’anno.

Quando scegliamo il materiale isolante, specialmente per il tetto, cerchiamo un materiale con una buona inerzia termica!

tabella comparativa materiali estate-inverno

Le facciate verdi

Le facciate delle case ricoperte di verde non sono solo belle da guardare, ma migliorano il bilancio energetico e il clima abitativo. cimg93681 500x375 Le facciate verdi 

Il verde protegge la casa dal vento e dal maltempo e aiuta a risparmiare energia: la pianta mantiene la facciata fresca d’estate, protegge dal rumore, migliora il clima dell’abitazione e filtra l’aria circostante: un vero plus per il bene dell’ambiente!

Vi racconto la mia esperienza personale: non ero ancora un esperto di sistemi a cappotto quando interrai nel giardino una piantina di vite americana. Volevo ombreggiare tutto il lato ovest che d’estate diventa "rovente" dal sole.

Sapevate che è proprio il lato ovest a surriscaldarsi di più? Nemmeno io, ma guardate la scheda per capire meglio le temperature:

esposizione

temperatura ore 14

muro esterno muro interno
Est 29° 53° alle ore 7 36° alle ore 20
Ovest 29° 61° alle ore 16 38° alle ore 4 del mattino
Sud 29° 49° alle ore 12 (poca incidenza) 33° alle ore 1 di notte
Nord 29° 34° alle ore 13 28° alle ore 3 della notte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A nove anni di distanza le foglie hanno già coperto quasi tre facciate, altro che solo il lato ovest!: 300mq di verde che producono tanto Ossigeno quanto un giardino di 290mq.

cimg93711 250x187 Le facciate verdicimg9375 250x187 Le facciate verdi

cimg9387 250x333 Le facciate verdi

La vite americana ha un portamento rampicante (consiglio di sanare le pareti che presentano fughe o crepe dell’intonaco), in autunno assume una colorazione viola rosso; può raggiungere i 20 m di altezza. Non mantiene la foglia in inverno: premiate la fatica di raccogliere le foglie (in novembre e dicembre) buttandole nel Kompost nell’angolo del vostro giardino, così in estate avrete tanto terriccio quanto ne vorrete! La mia pianta credo sia una Vitis Riparia, una pianta arbustiva rampicante della famiglia delle Vitacee, appartenente al raggruppamento delle viti americane. Questa specie è diffusa spontaneamente in gran parte del territorio degli Stati Uniti d’America, dalla costa atlantica fino alle Montagne Rocciose. È stata introdotta in Europa per impiegarla come portinnesto della vite europea in quanto l’apparato radicale è tollerante agli attacchi della Fillossera. In Italia hanno avuto una notevole diffusione due selezioni "pure", in realtà derivate dalla semina di vinaccioli di incerta provenienza, la Riparia Gloire de Montpelier e la Riparia Grande Glabre. Queste piante non temono il freddo e quindi si possono coltivare in giardino in qualsiasi periodo dell’anno.

Anche gli alberi fanno una buona ombra, ma non sempre crescono nella giusta posizione e non sempre sono abbastanza alti.

tag ombreggiatura Le facciate verdi

Se stiamo decidendo di investire in tende, invece che scegliere solo il colore scegliamo la giusta lunghezza, la giusta inclinazione e la giusta larghezza. Così in estate avremo l’ombra proprio dove la volevamo, senza brutte sorprese.  Le facciate verdiDivertitevi allora a fare questa simulazione e ringraziamo la tedesca Markilux : in 3 passi, sulla base dell’esatta posizione geografica, del giorno, dell’esposizione ovest-sud-est, della lunghezza, della larghezza, dell’inclinazione e dell’altezza della tenda potrete guardare come l’ombra si muove durante l’arco della giornata e scoprire l’efficacia della tenda prima di acquistarla. Nessuno vi potrà più raccontare che << ma sì, è più che sufficiente! >>

sistemi a cappotto con marcatura CE

Solo i pignoli vogliono un cappotto ETAG 004?

manuale di istruzione 125x95 sistemi a cappotto con marcatura CE

Appena tutti sapranno che un sistema a cappotto deve avere la Marcatura CE solo chi cerca il minor prezzo e la minor qualità sceglierà un cappotto non ETAG 004.

 sistemi a cappotto con marcatura CE

 L’ EOTA, l’ European Organisation for Tecnical Approval, è l’organismo che riunisce gli Istituti impegnati prima nella definizione delle Guide Tecniche di cui la ETAG 004 fa parte, poi nel rilascio degli ETA (www.eota.be per maggiori informazioni e dettagli).

Nel 2001 la Commissione Europea ha approvato la ETAG 004, cioè la Guida Tecnica per il rilascio degli ETA (European Technical Approval) agli ETICS (External Thermal Insulation Composite Systems), cioè ai "sistemi a cappotto".

 sistemi a cappotto con marcatura CE

Il rilascio di un ETA è il primo passo di una procedura più complessa il cui esito finale è l’apposizione della Marcatura CE (obbligatoria ai sensi della Direttiva Europea Prodotti da Costruzione 89/106/EEC1 per mettere sul mercato europeo alcuni prodotti da costruzione). Essa è soltanto un simbolo di conformità rispetto a determinate specificazioni tecniche assunte a riferimento comune in sede europea.

Che cosa è un ETA? L’"Europea Tecnica Approvazione", o meglio il Benestare Tecnico Europeo, l’ETA è a tutti gli effetti una specifica europea con valore di norma per il singolo prodotto; è una valutazione tecnica positiva di idoneità all’impiego per l’utilizzo di un prodotto da costruzione di uno specifico produttore per un determinato utilizzo previsto.

Ogni kit di sistema composito di isolamento termico esterno avrà la propria “specificazione”, quindi, supposti 100 kit di ETICS, cioè 100 sistemi a cappotto, si avranno (a regime) 100 ETA, sostanzialmente diversi. Un ETA ha una validità di 5 anni e contiene tutti i riferimenti prestazionali e le caratteristiche che quel dato sistema e i suoi componenti devono rispettare, ma contiene anche le precise indicazioni sul modo con cui l’azienda controlla tali specifiche, oltre che sulla progettazione e la messa in opera del sistema. (valid ETAs)

Il produttore che richiede l’ETA per un sistema in realtà produce un kit di componenti (e acquista da fornitori esterni quelli che non produce in prima persona), ma li immette sul mercato perché siano assemblati in uno specifico sistema, del quale, attraverso il programma di prove che porta all’ETA, si sono verificate tutte le principali caratteristiche e prestazioni.

Una volta ottenuto il rilascio dell’ETA, il secondo passo per il produttore è quello di ottenere l’Attestazione di Conformità del proprio “prodotto” (ETICS) al proprio ETA. Si potrebbe pensare che si tratti di una procedura semplice poiché l’ETA è stato scritto proprio “a pennello” per quel dato sistema e la conformità potrebbe essere considerata quasi automatica, ma in realtà il Factory Production Control o FPC verifica la capacità del produttore di garantire nel tempo tale conformità.

marcatura ce 250x150 sistemi a cappotto con marcatura CE

L’ultimo passo è la predisposizione da parte del produttore della Marcatura CE, cioè far stampare le etichette con il simbolo CE da apporre sul prodotto e contenenti, oltre al simbolo, una serie di indicazioni relative al prodotto stesso. E’ di nuovo l’ETA che regolamenta il contenuto dell’etichetta così come le modalità della sua apposizione.

A questo punto il produttore è “in regola” e, con l’apposizione della Marcatura CE e la redazione di una dichiarazione di conformità, è formalmente autorizzato a immettere il proprio sistema nel mercato europeo, Italia compresa.

Tra le prime aziende ad arrivare al rilascio di un ETA: la Röfix S.p.A. di Parcines (BZ) con l’ETA 04/0037 e la Mapei S.p.A. di Milano con l’ETA 04/0061. Presto anche altre tre aziende.

Perché così tardi? Nel maggio 2003 è scattato l’obbligo di marcatura CE per i sistemi compositi di isolamento termico esterno, ma nonostante l’obbligatorietà le aziende hanno mediamente assunto un atteggiamento di attesa e sono rimaste a vedere come si muoveva la concorrenza. Adesso che le prime aziende si possono presentare esibendo la marcatura CE, diventerà problematico proporsi sul mercato senza di essa. Sistema di isolamento termico in sughero

Ricordo a titolo di esempio che anche i tasselli devono corrispondere alle prescrizioni delle normative: i tasselli devono essere idonei al supporto e fare riferimento alle categorie d’uso elencate nella norma di produzione.
Le categorie d’uso secondo l’Etag 014 definiscono i campi di impiego del tassello in relazione ai vari tipi di supporto.

etag 014 500x69 sistemi a cappotto con marcatura CE