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Casa e isolamento termico in clima umido e nebbioso, tipico della pianura padana

E’ un pensiero diffuso che d’inverno la nebbia (in quanto visibile) e l’umidità esterna elevata siano un problema per la casa, il tipo di struttura, e la tipologia del materiale per isolamento termico. Sorgono anche grossi dubbi sulla idoneità della posa di materiali naturali.

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E alcuni sono convinti che l’umidità, sotto forma di vapore acqueo penetri dall’esterno verso l’interno, mentre di fatto la migrazione del vapore nella stagione di riscaldamento ha un’unica direzione: da dentro verso fuori!

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, sempre in maniera semplice:

Se d’inverno l’aria esterna ha temperatura 0 °C e 100% di umidità relativa, aprendo la finestra o facendo funzionare la ventilazione meccanica controllata, noi deumidifichiamo l’ambiente interno, che avrà probabilmente temperatura +20 °C e 50% di umidità relativa.

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Si deve ricordare che l’aria esterna entra fredda e umida (0 °C e 100% di umidità relativa) in casa e viene portata in breve tempo ai +20 °C impostati.

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Riscaldare l’aria esterna portata in casa equivale a seccarla ottenendo in fretta un’umidità relativa del 25%.

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Conclusione

  • d’inverno, facendo ventilazione manuale (oppure meccanica) la casa viene deumidificata! …al contrario di quanto spesso si pensi.

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  • se è installato un impianto per deumidificare gli ambienti, non ci sarà necessità di farlo funzionare, bensì di arieggiare meglio! se con una VMC, si recupera anche il calore.

   

       

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+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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L’umidità da risalita muraria

Capire l’umidità di risalita in tutti i suoi aspetti per intervenire correttamente e risolvere il problema è obbligatorio.

A scuola non ce l’hanno insegnato? Studiamo adesso! Marco Argiolas, tecnico esperto in danni e difetti delle costruzioni specializzato nell’umidità in qualsiasi manifestazione svolge attività di ricerca tecnica e scientifica per lo sviluppo di prodotti innovativi contro l’umidità nelle costruzioni. La sua conoscenza approfondita dei materiali e delle tecniche costruttive è messa a nostra disposizione nel volume L’umidità da risalita muraria.

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Tutti sogniamo di poterci districare nel mondo complesso dell’umidità di risalita e all’interno del libro ci sono le istruzioni per accedere a 40 schede con analisi e fotografie di numerosissimi fenomeni, anche inusuali, legati alla risalita muraria.

Il testo offre anche una panoramica sulle protezioni usate nel passato e sui sistemi  moderni con esempi applicativi e disegni di dettaglio senza tralasciare esempi concreti e utili consigli.

Autore Marco Argiolas  Editore Maggioli Editore  Pagine 182

Pubblicazione Luglio 2016 (I Edizione)  ISBN / EAN 8891617507 / 9788891617507   Collana Ambiente Territorio Edilizia Urbanistica

ecco qui sotto l’indice:

1. L’umidità negli edifici

1.1 Le cause di umidità

1.2 Effetti dell’umidità

1.3 Fenomeni correlati

2. Descrizione del fenomeno di risalita

2.1 La teoria della capillarità

2.1.1 Tensione superficiale

2.1.2 Legge di Jurin-Borelli

2.2 La capillarità nel mezzo poroso

2.3 Fattori che influenzano la capillarità

2.4 Considerazioni sui fenomeni capillari

3. Modalità di manifestazione

3.1 Risalita capillare

3.2 Risalita non capillare

3.3 Risalita primaria

3.4 Risalita secondaria

3.5 Elementi caratteristici

3.6 Fronte di risalita

4. Diagnostica della risalita

4.1 Metodi diagnostici

4.2 Norme di riferimento

4.3 Velocità di risalita

4.4 Muffe

5. Sistemi di protezione usati in passato

5.1 Modalità di correzione preventive

5.2 Metodo Koch

5.3 Barriera fisica

6. Sistemi correttivi moderni

6.1 Barriera chimica

6.2 Sistemi saturanti

6.3 Sistemi elettrici

6.4 Centraline elettroniche

6.5 I sistemi autoalimentati

6.6 Barriera termica

7. Soluzioni integrative e alternative

7.1 Eliminazione dei sali

7.2 Intonaci risananti

7.3 Intonaci isolanti

7.4 Intonaci di sacrificio

7.5 Intonaci impermeabili

7.6 Riscaldamento e ventilazione dei locali

7.7 Tecniche di asciugatura forzata

7.8 Sifoni

7.9 Vespai e vespai aerati

7.10 Trincea drenante

7.11 Scannafosso

7.12 Rivestimenti

7.13 Sistemi preventivi

8. Quando non è risalita

8.1. Gli apporti dai massetti

8.2. Pluviali e tubazioni

8.3. Formazioni condensative

8.4. Umidità proveniente da attraversamenti

8.5. Umidità meteorica diretta e di rimbalzo

8.6. Formazioni saline

8.7. Effetti combinati pioggia-sali

8.8. Umidità da ridiscesa

8.9. Muffa

8.10. La risalita dei pilastri

9. Casi studio

10. Normative di riferimento

10.1. Garanzie sui lavori

10.2. Polizza assicurativa

10.3. Norme sulla sicurezza del lavoro

10.4. Norma sulla misurazione dell’umidità dei muri

10.5. Umidità dell’aria

10.6. Sali solubili

10.7. Intonaci deumidificanti UNI EN 998-1 (R)

Bibliografia

SCHEDE ONLINE disponibili su http://approfondimenti.maggioli.it/

Le schede online sono degli utili contenuti integrativi del volume che hanno la funzione di approfondimento delle tematiche già trattate nel volume. Mostrano al lettore alcune situazioni utili da riconoscere e da analizzare, ripetendo concetti già esposti e spiegati in precedenza, completandone la descrizione.

Scheda 1 – Umidità da apporti laterali

Scheda 2 – Presenza di macchie saline bianche

Scheda 3 – Presenza di macchie saline bianche polverulente

Scheda 4 – Formazione biologiche di colore verde (I)

Scheda 5 – Formazione biologiche di colore verde (II)

Scheda 6 – Infiltrazione da retrostante parete rocciosa

Scheda 7 – Fenomeni su muratura di mattoni pieni e sassi

Scheda 8 – Fenomeni di condensa estiva

Scheda 9 – Fenomeni su muratura in sasso e malta di calce

Scheda 10 – Edifici prossimi a ¬umi, canali e corsi d’acqua (I)

Scheda 11 – Umidità muraria da apporti meteorici

Scheda 12 – Presenza simultanea di muffe e sali

Scheda 13 – Formazioni saline da risalita capillare

Scheda 14 – Fenomeni da apporto d’acqua piovana e igroscopici

Scheda 15 – Formazioni biologiche (licheni)

Scheda 16 – Fenomeni su pilone ferroviario

Scheda 17 – Due modalità di distinte di umidità su medesima parete

Scheda 18 – Muffe xerofile nere e licheni bianchi su parete in pietra

Scheda 19 – Disgregazione intonaco per fenomeni igroscopici

Scheda 20 – Edifici prossimi a fiumi, canali e corsi d’acqua (II)

Scheda 21 – Umidità da perdita di impianti

Scheda 22 – Depositi salini per risalita capillare e non

Scheda 23 – Esfoliazione superficiale di lastre in pietra

Scheda 24 – Manifestazioni igroscopiche

Scheda 25 – Manifestazioni su intonaci a base cemento

Scheda 26 – Sifoni atmosferici

Scheda 27 – Fenomeni capillari

Scheda 28 – Quando non è risalita

Scheda 29 – Risalita che si manifesta da una certa altezza in su

Scheda 30 – Edifici prossimi a fiumi, canali e corsi d’acqua (III)

Scheda 31 – Risalita secondaria non capillare in un tramezzo

Scheda 32 – Edifici prossimi a fiumi, canali e corsi d’acqua (IV)

Scheda 33 – Muratura mista fortemente degradata

Scheda 34 – Degrado intonaco da disgregazione superficiale dei sali

Scheda 35 – Degrado dovuto a ritenzione di acqua meteorica

Scheda 36 – Umidità e spessore delle pareti

Scheda 37 – Formazioni saline causate da pioggia

Scheda 38 – Formazione depositi calcarei

Scheda 39 – Fenomeno di risalita secondaria

Scheda 40 – Umidità muraria e impianti



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Estrattore e VMC ma niente recupero di calore

Una soluzione contro muffe e cattivi odori?

I ventilatori centrifughi concepiti per un funzionamento continuo a bassa velocità permettono il rinnovamento costante dell’ aria interna. Grazie al ventilatore centrifugo a pale il livello sonoro è molto basso, come il suo consumo.

L’ estrazione di aria viziata da bagni e cucina provocata dal ventilatore prevede che negli altri ambienti siano posizionati ingressi aria nuova nei cassonetti degli avvolgibili, nei telai dei serramenti o nelle pareti: ci sono anche versioni con abbattimento acustico, e anche ingressi aria igroregolati.

estrattore-vmc-recupero-calore

Cosa si ottiene con queste macchine? un sistema semplice di VMC (Ventilazione meccanica Controllata) a singolo flusso, che non nasce per recuperare il calore (infatti non esiste nemmeno lo scambiatore), ma per il ricambio d’aria nell’intera unità abitativa.

Quali sono i pro e quali sono i contra?

Diciamo che l’intelligenza di questo sistema sta proprio nell’ aver previsto gli ingressi d’aria nuova! quando invece qualsiasi estrattore installato (pensiamo alle cappe cucina oppure ai bagni ciechi) non è mai corredato di un ingresso d’aria nuova: un estrattore d’aria infatti butta fuori tot mc aria per ora senza aver previsto l’ingresso di altrettanti mc aria e ciò significa mettere in depressione un locale e pescare aria da chi sa dove (in genere dagli spifferi e da tutti i punti di non tenuta dell’involucro).

Un impianto vmc che non recupera il calore è consigliabile?

Forse in zone d’Italia dove il clima è mite e favorevole, l’idea non è da scartare. Per tutte le altre zone, direi che non è una buona idea far entrare aria fredda quanto quella esterna. Il discomfort percepito da questo flusso d’aria freddo potrebbe convincere a spegnere spesso l’impianto, vanificandone l’investimento. Resta però valida l’idea di avere un contenuto indoor di Co2 molto più basso del normale, il che è un grande beneficio.

Solitamente si ragiona sull’installazione di un impianto vmc con recupero di calore proprio per diminuire i valori di umidità interna e di Co2, evitando il rischio muffa e aria troppo viziata.

Scegliere un impianto vmc senza recupero di calore dev’essere una scelta consapevole proprio della mancanza del recuperatore di calore!


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Il livello di umidità della muratura

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Rapporto dell’Oms sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi

L’ Oms (Organizzazione mondiale sanità – World Health Organization) scrive sulle linee guida per la qualità dell’aria indoor.

L’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici è determinato soprattutto da microrganismi filamentosi (muffe), che proliferano quando il livello di umidità è elevato.

OMS qualità aria negli ambienti chiusi

Effetti sul sistema respiratorio:

  • allergie e asma

Effetti sul sistema immunitario:

  • disturbi

Ricordiamoci che gli agenti biologici inquinanti negli spazi indoor (pollini e spore delle piante, batteri, funghi, alghe e alcuni protozoi) amano umidità e ventilazione inadeguata.  L’alta umidità dell’aria favorisce la proliferazione di acari e funghi aumentando la quantità di allergeni, tossine e altre sostanze irritanti emesse nell’ambiente. Solo la ventilazione riduce la concentrazione degli inquinanti e l’umidità all’interno degli edifici.

I sistemi di ventilazione e l’aria condizionata possono anche essere dannosi se non sottoposti a una corretta manutenzione.

Circa il 13% delle asme croniche nei bambini è determinato da un eccesso di umidità negli edifici. 

I proprietari degli spazi sono responsabili di garantire ambienti di vita o di lavoro salutari attraverso un adeguato mantenimento degli edifici; gli occupanti sono responsabili della gestione dell’uso dell’acqua, del riscaldamento e della ventilazione.

Potete leggere questi documenti interessanti:

e questo in lingua italiana:

vale sempre il motto:

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Capire la muffa

Prima di combattere le muffe è bene conoscerle.

Capire la muffa

E’ un argomento che interessa gran parte dei lettori del blog, che convivono con questo pericoloso ospite. Saranno le finestre nuove, sarà lo stile di vita di oggi, saranno i difetti di costruzione – fatto sta che molte famiglie convivono con questi microrganismi senza trovare soluzioni. Certo non tutti possono permettersi di portare la loro casa in Classe A risolvendo tutti i ponti termici ed evitando le condense superficiali interne – e non tutti possono installare un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Ma è la casa che per prima deve risolvere il problema della muffa oppure è l’uomo che deve migliorare il suo comportamento in casa? Prima l’uovo o la gallina?

Come per i computer non è tanto un virus il pericolo, siamo noi che facciamo operazioni incaute! Noi siamo il vero pericolo per il computer e non i virus che ti cancellano l’hard disk, trojan o malware che ti rubano dati sensibili dal computer: non hanno propria autonomia, non riescono a fare azioni o replicarsi senza il nostro intervento. Ciò vale anche per il phishing, solo il buon senso aiuta ad evitare di seguire link di email dove vengono richiesti dati bancari…

Capire la muffa

Vi chiederete, cosa centrano i virus con le muffe?

Beh, i virus non li vogliamo nel nostro PC e le muffe non le vogliamo in casa! Allora serve un antivirus? no, se stiamo un po’ attenti. Se abbiamo un trojan nel computer siamo stati noi a farlo entrare con atteggiamenti poco cautelativi! Idem per le muffe!

Le spore di muffa ci sono sempre, pensate che in 1 metro cubo d’aria ci sono da 10 a oltre 100 spore! La miglior difesa è la conoscenza!

Conoscere la muffa:

Ho appena scritto che le spore fungine sono sempre presenti nell’aria, ma quando è che diventano un problema igienico sanitario in casa? quando l’ambiente in cui volano offre le condizioni ottimali per trasformarsi in muffe.

In natura la muffa decompone e ricicla le materie organiche, svolge un ruolo importante nel nostro ecosistema. Allo stato embrionale è unicellulare (ife), poi per divisione cellulare diviene visibile ad occhio nudo (micelio). Riproducendosi produce le spore che vengono portate in giro dalle correnti d’aria.

Allora, come i virus dei computer, le spore ci sono sempre – sta a noi non dargli da mangiare e da dormire! Noi siamo la causa prima delle muffe!

Capire la muffa

Condizioni ottimali per le spore che si trasformano in muffe:

  • la temperatura ottimale sta tra i 15 e i 30° C, ma anche temperature più basse e più alte sono gradite
  • l’umidità relativa dell’ambiente deve superare il 60%
  • l’umidità deve rimanere alta per soli alcuni giorni perchè si formi la muffa (periodo di incubazione)
  • superfici con ph neutro o acido sono le zone preferite
  • l’aria che contiene materiale organico (proteine, polvere) è ulteriore nutrimento

Le muffe producono sostanze tossiche liberando micro-tossine: sulla nostra salute hanno sia effetti immediati che effetti cronici, patologie che perdurano anche a lungo nel tempo dopo la bonifica degli ambienti.

Fermiamo la formazione di muffa!

Capire la muffa

Cosa possiamo fare?

  • cambiare abitudini per ottenere un livello di umidità ambientale basso
  • tenere qualche termoigrometro in casa (meglio più di uno) per rendersi ben conto della percentuale di umidità e anche della temperatura (più elevata sarà e meno condense superficiali ci possono essere!)
  • non asciugare il bucato in casa
  • non asciugare gli asciugamani nei bagni
  • non avere troppi vasi con terra umida in casa
  • non avere acquari
  • non cucinare senza arieggiare
  • non uscire senza arieggiare
  • non rimanere in un ambiente più di un’ora senza arieggiare
  • non uscire al mattino senza arieggiare tutti gli ambienti
  • non evitare di arieggiare la camera dei bimbi perchè sono profumati
  • non fare ventilazione naturale in modo inadeguato o insufficiente

Notate che non ho parlato di isolamento interno, di materiali con ph elevato, di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, di scarsa qualità costruttiva della casa e presenza di ponti termici a rischio condensa.

Ho parlato solo di cosa possiamo fare noi, in prima persona, con il nostro comportamento quotidiano ora che conosciamo meglio cosa sono le muffe.

Muffe: se le conosci, le eviti.

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Umidità per risalita capillare

L’umidità di risalita capillare è un problema di tante strutture, antiche e non, dove la base dei muri non è separata dal terreno umido. La presenza di acqua nel muro si fa vedere nel tempo con danni all’intonaco, più o meno gravi. Per esperienza devo ammettere che quasi sempre la finitura esterna non è adatta e nemmeno l’intonaco, il muro deve essere messo in grado di lasciare uscire una certa quantità di umidità evitando di intrappolare sotto la finitura il vapore che vorrebbe uscire.

Sono per il risanamento più che per altri interventi – il mio modesto parere. Prima il drenaggio per ristabilire un equilibrio nel terreno, poi la nuova finitura delle pareti.

In commercio esistono tanti metodi “non edili” per risolvere il problema della risalita capillare. Elettrosmosi?

elettrosmosi risalita capillare

Domando, a chi ha già installato apparecchiature che creano un campo magnetico tale da far ridiscendere le particelle di umidità liberando i capillari dall’acqua e quindi asciugando definitivamente le murature, se sono soddisfatti e se l’edificio non mostra più difetti. Leggendo qualche preventivo ho notato che il costo si aggira sui 50€ per metroquadro di superficie dell’edificio, non capisco bene perchè non sia calcolato a metro lineare, ma non discuto.

elettrosmosi risalita capillare

Raccontate ai lettori le vostre esperienze “pollice su o pollice giù” con un commento, non dovete registravi, dovete solo scrivere.

 Ricordo ai lettori che una certa umidità nei muri rientra nella normalità, potete misurare voi stessi, con uno strumento da due soldi, il livello contenuto. E’ sempre la qualità della finitura (della tonaca del muro) a stabilire quanta umidità è sopportabile e smaltibile, fino ad un certo limite.

 

 

       

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L’assorbimento d’acqua nei materiali termoisolanti

La preoccupazione di ogni progettista è l’assorbimento d’acqua dei materiali.

Quando ragioniamo sui materiali per coibentazione troviamo nelle schede tecniche di pannelli molto igroscopici la descrizione del livello di assorbimento d’acqua sopportabile.

La determinazione dell’assorbimento d’acqua dei materiali termoisolanti deve essere conforme alla norma europea EN 1609, metodo A (EN 1609: 1996-11 Thermal insulation products for building applications – Determination of short-term water absorption by partial immersion).

Per esempio l’assorbimento d’acqua medio per materiali con densità 30-60 kg/mc e spessore 10cm deve stare tra i 14,5 e i 35,19 kg per metroquadro.

misuratore di umidità assoluta

Con un misuratore di umidità assoluta con sensore sferoidale metallico è possibile fare misurazioni non invasive all’interno dei materiali fino ad una profondità di 4cm. Eccone uno abbastanza economico:

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Umidità dei componenti edilizi

Sembra non esserci umidità. Pare asciutto.

Un elemento, una struttura, un materiale edile, il piede di una muratura, il massetto… si possono tutti misurare! In diversi modi e anche professionalmente. Con tecniche e strumenti più costosi (penso ad uno strumento digitale di misurazione dell’umidità a microonde con visualizzazione permanente in tempo reale dei valori relativi all’umidità dei materiali fino a 30 cm di profondità, per esempio il T650, con il rilevamento a reticolo di valori relativi all’umidità delle superfici ed in profondità), ma anche con semplici igrometri digitali per la misurazione dei valori dell’umidità di materiali in cantiere.

Quindi, per fare delle valutazioni più serie e soprattutto dei confronti in tempo reale, dotatevi di un igrometro tascabile per la misurazione dell’umidità contenuta nei materiali da costruzione.

Se non volete perdere tempo in ricerche potete ordinare questo InLine® Igrometro digitale per la misurazione dei valori dell’umidità:

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Quale VMC scegliere: sigle incomprensibili come ERV (Energy Recovery Ventilation) o HRV (Heat Recovery Ventilation)

Molti lettori che vogliono approfondire il tema VMC, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, si saranno già imbattuti in pagine web tanto interessanti quanto ricche di sigle o abbreviazioni a cui non siamo abituati.

Ricorrenti sono ERV che sta per Energy Recovery Ventilation e HRV, cioè Heat Recovery Ventilation.

Le macchine HRV recuperano solo l’energia sensibile, invece le ERV grazie al nucleo entalpico permeabile all’umidità permettono in estate di deumidificare l’aria immessa dall’esterno  sfruttando l’aria esausta espulsa dall’interno, già deumidificata  per esempio dal condizionatore, riducendo  i consumi del condizionatore d’aria.

ERV sta per Energy Recovery Ventilation

Le ERV, in regime invernale mantengono l’umidità interna ad un livello ottimale (senza scendere sotto il 40%) : il  nucleo entalpico permeabile all’umidità umidifica l’aria esterna immessa all’interno  che contiene tassi assoluti di umidità molto bassi.

Ricordiamo sempre che quando all’esterno ci sono -5° C, l’aria estera immessa all’interno contiene  una umidità assoluta di 3 g/mq e una umidità relativa del 90%,  appena questa raggiunge i 20° C ambiente l’umidità relativa sarà il 17,6% (ci sono solo e sempre  3 grammi di acqua in ogni metrocubo d’aria).

L’ Umidità relativa (Ur), espressa in percentuale rispetto a quella assoluta, ci dice quanto vapore è contenuto nell’aria di un ambiente: la misurate con facilità se avete uno strumento come questo:

Se a una certa temperatura T l’aria contiene il 60% di umidità relativa significa che essa contiene il 60% della quantità massima di vapore che può essere contenuta a quella temperatura. Se scende la temperatura, l’umidità relativa sale fino a saturazione (Ur 100%), quando inizia la formazione di acqua: questa temperatura più bassa si dice Temperatura di condensa o di rugiada. Tutto questo a pressione costante!

In estate più il clima è umido e maggiore sarà l’apporto dell’ERV e maggiore sarà il risparmio energetico, ma anche maggiore sarà il comfort grazie al mantenimento di una temperatura ed un tasso di umidità costanti ed omogenei, evitando gli sgradevoli sbalzi di temperatura e umidità provocati dai ricambi d’aria incontrollati effettuati apprendo le finestre.

Una macchina ERV lavora proprio come un recuperatore di energia totale a condizione che ci sia una differenza di temperatura e/o di umidità tra interno ed esterno.

Non dimentichiamo che una macchina per ventilazione VMC ci aiuta a mantenere livelli di umidità confortevoli senza dover arieggiare spesso, ma allo stesso tempo ci permette di abbassare il livello di Co2 presente negli ambienti. E’ sorprendente come in un locale correttamente arieggiato cresca la concentrazione di Co2 appena si chiudono le finestre: già dopo qualche ora, a seconda della cubatura dell’ambiente, la concentrazione supera facilmente le 1100ppm!

vale sempre il motto:

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Le travi del tetto e il cordolo in cls

Come progettista della coibentazione vengo consultato per una proposta di stratigrafia e mai per la progettazione statica.

Capita di frequente che la progettazione statica sia già definita e non resti che proporre il pacchetto di coibentazione con le relative soluzioni alle problematiche della traspirazione e della migrazione del vapore attraverso la copertura.

gettare il cordolo annegando le travi in legno

Governare la migrazione del vapore con le scelte degli strati e dei manti è un’attenzione ormai di molti, mentre il rischio di compromettere la durata degli elementi portanti del tetto a causa della errata progettazione strutturale non è molto sentita.

Ovviamente il tema esula dal mio compito e le mie competenze non sono adeguate, ma ho ben imparato che annegare le travi della copertura nel cordolo perimetrale in calcestruzzo porta a diversi problemi.

Io che penso spesso ai problemi legati alla migrazione del vapore so che la testa della trave che si infila nel cordolo rischia di accumulare umidità, anche perchè in quell’inserimento non c’è areazione.

Se tutto lo studio del tetto ha come scopo una copertura con buone caratteristiche di isolamento termoacustico e durabilità, allora non c’è aspetto che possa essere trascurato.

Per l’attacco al cordolo meglio pensare a connettori appositi che lavorano a secco, per tenuta meccanica, evitando di gettare il cordolo annegandoci le travi in legno.

Se vuoi informarti e approfondire meglio l’argomento potresti leggere questi testi, quello sull’umidità e tenuta all’aria è veloce e molto chiaro anche se non si è esperti del settore:

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Umidità relativa, temperatura di rugiada o condensa

L’ Umidità relativa (Ur), espressa in percentuale rispetto a quella assoluta, ci dice quanto vapore è contenuto nell’aria di un ambiente: un contenuto di vapore sempre inferiore al vapore che conterrebbe in caso di saturazione.

La misurate con facilità se avete uno strumento come questo:

Se a una certa temperatura T l’aria contiene il 60% di umidità relativa significa che essa contiene il 60% della quantità massima di vapore che può essere contenuta a quella temperatura. Se scende la temperatura, l’umidità relativa sale fino a saturazione (Ur 100%), quando inizia la formazione di acqua: questa temperatura più bassa si dice Temperatura di condensa o di rugiada. Tutto questo a pressione costante!

Se la Temperatura non cambia allora è la pressione atmosferica che può influire: infatti c’è la Pressione di saturazione.

umidita-relativa

  • La condensa sulla superficie di una parete è l’inizio del problema della muffa: la temperatura superficiale interna della parete è troppo bassa.
  • La condensa all’interno della parete porta, alla lunga, a danni strutturali e immediatamente ad un peggioramento del grado di isolamento termico.

Perchè succede la condensa all’interno delle strutture? Perchè il vapore di un ambiente tende a migrare verso un ambiente con pressione più bassa o da un ambiente più caldo verso un ambiente più freddo.

Ecco perchè cerco sempre di ricordare che nella progettazione della stratigrafia

  1. è bene evitare strati di sbarramento al passaggio del vapore verso l’esterno
  2. è bene evitare l’isolamento dall’interno perchè la temperatura nella stratigrafia scende rapidamente e quindi raggiungiamo con alta probabilità la temperatura di rugiada e perciò si formerà condensa dietro la coibentazione

Volete fare una verifica termoigrometrica di una struttura con materiali diversi? cliccate qui sotto:

verifica-termoigrometrica

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La VMC non è un deumidificatore, ma funziona.

Chi si è convinto a installare una ventilazione meccanica controllata decentralizzata è così pieno di aspettative che è anche convinto di aver installato un ottimo deumidificatore.

ventilazione-meccanica-controllata-recupero-del-calore

Non è esattamente così.

A tutti gli effetti, la VMC, in funzionamento continuo nella stagione fredda, quella in cui per forza di cose tendiamo a rimanere chiusi in casa, offre non solo aria fresca (temperata) in modo continuativo e silenzioso nonostante le finestre chiuse,  piano piano abbassa anche l’umidità interna.

Ed infatti nei giorni più freddi la condensa che si forma viene espulsa dal ventilatore dell’aria in uscita!

Ma allora è un deumidificatore! oppure no?

Teniamo presente che d’inverno con -5 °C e umidità relativa 80% ci sono solo 2grammi di acqua in 1kg d’aria (d’estate già con 25 °C e umidità relativa 70% ci sono ben 14grammi d’acqua in 1kg d’aria).

Nella stagione fredda l’aria esterna contiene (a parte alcune coincidenze meteo) comunque molta meno umidità dell’aria ambiente (essendo quella esterna più fredda).

L’aria interna (calda) subisce anche l’extra apporto di umidità dovuto alla presenza di più persone contemporaneamente aumentando vistosamente il tasso di umidità.

Ecco spiegata la magia: il ricambio continuo fa entrare nell’ambiente l’aria “relativamente secca” esterna e ce la offre pre-riscaldata grazie allo scambiatore di calore!

Riassumendo,

nel periodo di funzionamento dell’impianto di riscaldamento, la VMC garantisce un continuo ricambio dell’aria e di conseguenza garantisce una sensibile riduzione dell’umidità.

Installiamola con fiducia, saremo ricompensati: in fondo si tratta di aria! l’unica cosa di cui veramente non possiamo fare a meno!

E ricordiamo di monitorare l’umidità e la temperatura interna per migliorare le nostre abitudini: acquistate almeno un termoigrometro e controllatelo spesso!

In caso di necessità affidatevi ad un buon deumidificatore , possibilmente professionale:

Un deumidificatore professionale come quello indicato qui sopra costa un pizzico di più delle solite macchine in offerta sottocosto, ma il risultato è tutta un’altra cosa e anche se non lo si userà tutto l’anno, quando serve funziona egregiamente.

Non vi serve un deumidificatore  così potente?


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La fibra di legno teme l’ umidità?

 Spesso consiglio come materiale termoisolante la fibra di legno.

consiglio-la-fibra-di-legno

Una volta su due che consiglio l’uso della fibra di legno vengo guardato un po’ così.. e mi viene detto che:

"da noi c’è un clima umido",

"dalle nostre parti non si usa mai",

"ma d’estate c’è molta umidità".

clima-umido

Come posso convincere del contrario chi appare già molto convinto?

Non nego che d’estate l’aria contenga molta umidità:

  • se d’inverno con -5 °C e umidità relativa 80% ci sono solo 2grammi di acqua in 1kg d’aria,
  • d’estate già con 25 °C e umidità relativa 70% ci sono ben 14grammi d’acqua in 1kg d’aria.

Diamo insieme un’occhiata a come si comportano alcuni materiali termoisolanti di 10cm di spessore quando assorbono umidità: la % indica il peggioramento della prestazione coibente.

Sembra che la fibra di legno resti proprio un efficace coibente anche se contiene molta acqua (nel diagramma i pannelli Pavatherm).

materiali-isolanti-10-cm-peggiorano-prestazioni-assorbimento-umidita

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Posa del nuovo serramento e muffa intorno alle finestre

Sono chiamato così spesso a risolvere i problemi di condensa intorno al serramento che voglio un’altra volta affrontare il tema delle dispersioni termiche nella zona finestra.

La posizione del serramento ha veramente un’enorme influenza sulla temperatura superficiale interna di tutta la zona intorno alle finestre, quindi progettare correttamente la coibentazione garantisce qualche grado in più di temperatura superficiale interna, e di conseguenza…. qualche muffa di meno!

Guardiamo con attenzione questi 2 disegni che evidenziano la termografia che si otterrebbe verificando due posizioni del serramento molto comuni da noi:

  • serramento in posizione centrale, guida tapparella ravvicinata, cappotto esterno che rigira in battuta alla guida:

serramento-posizione-centrale-termografia

  • serramento a filo interno, guida tapparella lasciata in posizione originale, cappotto esterno solo in facciata, imbotte non isolato:

serramento-posizione-a-filo-interno-termografia

 

Dunque, la colpa non è mai delle nuove finestre, ma piuttosto della poca progettazione! Le vecchie finestre forse "spifferavano" così tanto che anche il livello di umidità interna non saliva mai più di una certa soglia, mentre ora, i serramenti nuovi ci offrono un’ambiente più ermetico e impongono la corretta ventilazione degli ambienti per mantenere livelli di umidità normali.

 

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 esperto casaclima

Nuove finestre: usiamole bene e combatteremo anche la muffa!

  Come usare al meglio le nostre finestre? magari nuove, appena installate, del tipo con trasmittanza ultra bassissima.

tag-nuove-finestre

Imparare ad usare le finestre non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso e le finestre nuove?

Le finestre non portano solo luce in casa, ci permettono di fare entrare aria fresca al posto di quella interna consumata e viziata.

Abbiamo appena portato in temperatura tutti gli ambienti e adesso dobbiamo cambiare aria? Sì, dobbiamo. La ventilazione è importante, fa uscire l’alta concentrazione di Co2 e insieme anche l’umidità accumulata. D’inverno quando la temperatura è bassa, l’aria nuova che entra è veramente secca e ci aiuta a riportare l’umidità interna a valori più normali.

Leggendo un termoigrometro ambiente ve ne accorgete immediatamente, inoltre sareste in grado di sapere durante la giornata qual’è stato il livello più alto e più basso di umidità e temperatura interne. Usate uno strumento come questo:

Meno umidità tratteniamo in casa meno condensa può avvenire.

Come ventilare correttamente gli ambienti:

  • ventilare spesso e mai più di 3 minuti (raffredderete l’aria, ma non i corpi)
  • spalancare le finestre (mai usare l’antaribalta che raffredda l’imbotte della finestra)
  • ripeterlo anche di notte, sì mentre si dorme! ma dai che sto scherzando! però bisognerebbe.

tag-ventilazione-non-correttatag-ventilazione-non-corretta

Siete pigri? Volete sempre un clima perfetto? Da fuori entrano rumori, pollini e zanzare?

La ventilazione meccanica è un aggregato ancora sottovalutato, un po’ per il costo, ma molto per la mancanza di informazione credo.

E’ comunque un marchingegno che recupera il calore e dunque un buon alleato nella battaglia alla bolletta più bassa! A prescindere dall’isolamento!

  • consumereste meno gas,
  • aumentando il comfort,
  • filtrando l’inquinamento atmosferico.

 

 

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Riscaldamento: usiamolo bene e combatterà anche la muffa!

 Come usare al meglio e con i migliori risultati la nostra caldaietta? magari nuova, appena installata, del tipo a condensazione.

tag-caldaia-a-condensazione-regolazione

Non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso?

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


 Torniamo alla nostra caldaia a condensazione… Che doveva consumare molto meno della precedente! E potrebbe consumare veramente di meno! Regoliamola bene!

Come regolare la caldaia in 2 minuti:

Appena inizia la stagione fredda e sentiamo l’esigenza di far partire l’impianto, non corriamo ad impostare giorni della settimana e orari di accensione e spegnimento! Concentriamoci sulla regolazione della temperatura di mandata. Solo su quella!

Inutile fissare 65° di mandata, far partire la caldaia per due ore e poi fermare l’impianto fino al pomeriggio per farla ripartire nuovamente a 65°. Sarebbe come andare in ufficio sgommando ad ogni semaforo.

Trovate la temperatura perfetta per ottenere i famosi 20° in casa! Con due o tre regolazioni ce l’avrete fatta. All’inizio dell’inverno la temperatura di mandata giusta potrebbe essere anche solo 37° o anche meno, ma continui.

Avrete un impianto che va piano, sano e lontano, senza frenate e senza accelerazioni.

tag-impianto-a-condensazione

A gennaio scoprirete che se la mandata è regolata sui 45° starete benissimo, e consumerete un filo di gas: la bolletta premierà il tempo che avrete dedicato alla lettura del mio consiglio, ve lo assicuro!

La temperatura superficiale dei muri si assesterà ad una temperatura più alta, senza soffrire dei continui stop and go del cronotermostato. Il termostato interno impostatelo pure sopra i 20° in modo che la caldaia si fermi solo quando tutte le valvole termostatiche di ogni radiatore (o termosifone) sentono di aver portato l’ambiente a temperatura. Ecco che l’impianto sarà finalmente più bilanciato.

Bisogna smettere la cattiva abitudine di sentire caldo e spegnere tutto, sentire freddo e alzare tutto: con un po’ di sensibilità riuscirete a livellare le valvole termostatiche di ogni termosifone e la giusta temperatura di mandata dell’impianto (la più bassa possibile). Ecco che i muri staranno sempre più o meno alla stessa temperatura, ben più alta di prima, senza permettere alle muffe di trovare le temperature critiche dei 13-16°.

tag-sonda-esterna

  • Se la caldaia è dotata di sonda esterna la temperatura di mandata sarà regolata autonomamente da quello che la sonda sente esternamente, siete nelle mani della sonda esterna! Un modo perfetto di gestire la caldaia se non si ha nessuna voglia di metterci il naso. Se siete tra quelli che hanno avuto una brutta esperienza con la sonda esterna (in casa si battono i denti e fuori è caldino) forse siete tra gli sfortunati che hanno avuto un impiantista “sbadato”: la sonda esterna è stata installata dove non deve essere! Installatela a nord e in modo protetto. La sonda esterna non deve essere colpita dal sole, altrimenti la sonda sta troppo bene e vi taglia il riscaldamento!

 Qualche ligio cittadino mi vorrà far notare che le leggi comunali non permettono l’accensione che per un tot di ore giornaliere. Dunque dunque, in realtà l’impianto in totale non lavorerà proprio 24ore perchè anche il termostato interno si accorgerà che fa caldo abbastanza ed interrompe il riscaldamento, certo che infrangerà il regolamento comunale.

 E se il regolamento dicesse di tenere le finestre sempre socchiuse per avere aria fresca in casa? Lo seguiremmo?

E’ vero che l’italiano è molto rispettoso delle regole, però non seguendo questi consigli

  • consumerebbe più gas,
  • riducendo il comfort,
  • riducendo la vita della caldaia,
  • riducendo il rendimento della caldaia (che è massimo solo se usata a basse temperature)
  • aumentando l’inquinamento atmosferico.

caldaia_condensazione

Forse anche i comuni dovrebbero “migliorare” i regolamenti vecchi di anni e anni, senza alcun senso ormai. Promuovete questo cambiamento!

      

       

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Isolamento muri controterra

Siete costretti ad intervenire per il risanamento dei muri controterra? Avete deciso di combattere l’umidità di risalita o l’umidità d’infiltrazione?

E’ l’occasione di pensare anche all’isolamento!

tag-isolamento-contro-terra

Se ormai Vi state sobbarcando le spese per

  • apprestamento cantiere
  • demolizione della pavimentazione esterna con scavatore (compresa la cernita, il carico ed il trasporto a pubblica discarica, l’indennità di discarica
    del materiale non recuperabile)
  • scavo generale perimetrale fino al piede dell’immobile per eseguire l’impermeabilizzazione dall’esterno o la barriera chimica all’interno della muratur
  • ripreparare il fondo alle pavimentazioni e alla risemina del prato erboso…

potreste essere in tempo per decidere di isolare anche le pareti esterne che fino a qualche giorno fa erano veramente inaccessibili.

Non sfruttare l’occasione dello scavo sarebbe un errore e soprattutto sarebbe una decisione incontrovertibile per molti anni a venire.

La spesa in più forse è una voce imprevista, ma è da vedersi come un investimento nell’immobile per il futuro:

  • la casa avrà un clima interno più salubre e le strutture saranno protette da umidità e freddo.
  • la temperatura superficiale interna aumenterà eliminando i rischi di condensa

Allora:

  • risaniamo
  • impermeabilizziamo
  • isoliamo con xps o vetro cellulare
  • (evitiamo di schiacciare le lastre nell’impermeabilizzazione bituminosa fresca)
  • proteggiamo l’isolamento con una guaina bugnata (bugne verso la casa)
  • risistemiamo la terra

e se è necessario

  • progettiamo un drenaggio:
  • guaina bugnata
  • telo filtrante e drenante
  • tubo di drenaggio con pozzetto di ispezione e allacciamento alla rete fognaria
  • terra


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Umidità per diffusione

L’umidità ha raggiunto il tal materiale “per diffusione”.

e cosa vuol dire?

Vuol dire che l’umidità (il vapore acqueo) è passata lentamente attraverso un materiale edile da un ambiente con alta concentrazione ad un ambiente con più bassa concentrazione.

  • Da dentro casa a fuori casa se siamo in inverno.
  • Da fuori a dentro se siamo in estate.

Il passaggio è di per sè sano! specialmente se non ci sono ostacoli (barriere al vapore) e se il passaggio non trova improvvisamente punti di passaggio troppo facili, come nei casi di fiancheggiamento.

 

Se vuoi informarti e approfondire meglio l’argomento potresti leggere questi testi, quello sull’umidità e tenuta all’aria è veloce e molto chiaro anche se non si è esperti del settore:

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Umidità per fiancheggiamento

L’umidità ha raggiunto il tal materiale “per fiancheggiamento”.

e cosa vuol dire?

Vuol dire che l’umidità (il vapore acqueo) è passata oltre che lentamente attraverso un materiale edile da un ambiente con alta concentrazione ad un ambiente con più bassa concentrazione, anche molto velocemente attraverso un materiale più “accessibile”: ad esempio attraverso una muratura, o una colonna, che sale fino all’interno del pacchetto tetto. E’ un passaggio di umidità incontrollabile e perciò pericoloso.

tag-umidita-per-fiancheggiamento

Se vuoi informarti e approfondire meglio l’argomento potresti leggere questi testi, quello sull’umidità e tenuta all’aria è veloce e molto chiaro anche se non si è esperti del settore:

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Umidità per convezione

 Quando i “sapienti” guardano i difetti delle Vostre case, magari Vi siete sentiti dire: <<eh eh, l’umidità in questo caso ha raggiunto il tal materiale “per convezione”>>.

e cosa vuol dire?

Vuol dire che l’umidità (il vapore acqueo) è penetrata attraverso una fuga, o un taglio di una guaina, o nel punto di una giunta mal fatta, in un materiale edile. E se troppa umidità permane nell’elemento costruttivo a lungo, allora son danni!

tag-umidita-per-convezione

 Ecco perchè la tenuta all’aria è importante. Il progettista, l’architetto, deve, già in fase di progettazione, considerare l’ermeticità all’aria e dunque progettare la fattibilità della tenuta.

Se non cura questo aspetto, succederà che molti nodi costruttivi verranno ignorati oppure lasciati alla casualità nel momento della realizzazione dell’opera: alla bontà del cantiere.

Non è corretto procedere così: sottovalutare la tenuta all’aria non porta buone conseguenze!

Armiamoci di buona volontà e buon materiale:

  • nastri
  • schiume sigillanti che non irrigidiscono ma restano elastiche
  • teli e membrane
  • profili di guarnizione
  • nastri autespandenti
  • biadesivo butilico

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Le facciate diventano verdi?

“Con tutto quello che abbiamo speso… adesso le facciate stanno già diventando verdi! Con chi possiamo prendercela? Con il progettista? Con la squadra che ha realizzato il cappotto?”

Sempre più spesso committenti insoddisfatti mi fanno questa insistente domanda!

 finitura-cappotto-esterna

Le facciate rivestite dal sistema a cappotto tendono ad “inverdirsi”: sono formazioni di alghe e spore. A mio figlio spiegherei – è la natura

Quando il cielo è sereno le notti diventano molto fredde e l’involucro dell’edificio cede il calore alla volta celeste raffreddandosi notevolmente, tanto da formare condensa. Un po’ come succede alle nostre auto quando sono parcheggiate all’esterno.

Questa condensa non è altro che acqua e l’acqua è l’ingrediente fondamentale per creare questo “rivestimento vegetale”. Anche la nebbia favorisce questo fenomeno di “inverdimento”.

Per consolazione posso ricordare ai sofferenti proprietari di case “inverdite” che il fenomeno è anche un segno di buona qualità dell’aria, come lo sono la presenza di libellule o lucciole notturne. E’ la natura!

Non ci sono rimedi se non una progettazione più accurata (o più previdente):

  • gli sporti del tetto un po’ troppo risicati non proteggono adeguatamente le facciate dalle piogge e tendono ad aumentare l’umidità presente.
  • gli intonaci esterni troppo ruvidi favoriscono la crescita del verde

In ogni caso Vi posso assicurare che si tratta solamente di un problema estetico e nient’altro.

W IL VERDE,  M IL GRIGIO!


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Intonaco su pareti umide

 Ogni volta che si entra in una ristrutturazione ci sono dei muri con umidità e risalita capillare non risolte.

risanare

A nessuno interesserebbe un fico secco se l’intonaco stesse al suo posto! ma l’intonaco "si arrabbia" e i nodi vengono al pettine: il committente è preoccupato, il progettista lo sapeva, l’impresa attende indicazioni. Chi salverà il muro?

Per esempio a Venezia molti impresari dicono che il muro è, è stato, e sempre sarà, umido! Come contraddirli?

tag-muro-umido-venezia

La prossima volta tenterei, in casi irrisolvibili, la via "guttabeta" (sembra un personaggio Disney vero?):

tag-muro-umido-intonaco1

tag-muro-umido-intonaco1tag-muro-umido-intonaco1

mi sembra logica, possibile, e intelligente. Dopodichè mi concentrerei sulla ventilazione del locale "inquisito".

Vi lascio a tutte le informazioni del sito originale Gutta Werke spa per trarre le Vostre conclusioni… Buona fortuna!

Se quello che avete letto Vi è stato utile a capire o risolvere un problema è un buon motivo per offrire un sostegno a questo blog

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Chi è il responsabile delle muffe?

 La delusione del committente che nella sua nuova casa scopre la formazione delle muffe può anche spingere qualcuno a seguire le vie legali.

tag-muffa-e-termografia

Non è facile attribuire le responsabilità:

  • è chi abita la casa (il conduttore) a non osservare le buone regole di una giusta temperatura interna e di una sufficiente ventilazione?

oppure,

  • è chi ha costruito quella casa (il costruttore) a non aver risolto i ponti termici o a non aver previsto la tenuta all’aria per offrire buone prestazioni energetiche ?

I difetti costruttivi sono facilmente individuabili con una termografia e in tribunale una perizia tecnica supportata da una analisi termografica può chiarire molti dubbi.

tag-muffa-e-termografia

Una verifica termografica rispetta le norme UNI 9252/1988 e UNI EN 13187/2000.

 

Diffusione di vapore, o migrazione del vapore

Abbiamo compreso bene il comportamento del vapore acqueo negli ambienti? Quotidianamente assistiamo in cucina e nei bagni ai fenomeni che produce l’acqua allo stato gassoso!

Quanta umidità c’è in un ambiente si misura con un termoigrometro (utile anche per capire quando è il momento di cambiare l’aria nell’ambiente senza aspettare la nascita delle muffe). Potete ordinarne uno come questo:

tag-vapore-acqueo

In inverno gli ambienti riscaldati hanno un eccessivo contenuto di vapore rispetto all’esterno, quindi la pressione del vapore acqueo è maggiore all’interno che all’esterno!

Tale differenza di pressione causa la migrazione del vapore da dentro a fuori attraverso l’involucro edilizio.

umidita1

Ecco perchè le temperature delle superfici interne degli ambienti non sono solo importanti per ottenere il benessere termico delle persone che ci abitano, ma devono anche stare sopra alla tempertura di rugiada per evitare condensa sui muri e quindi muffe sulle superfici.

tag-temperatura-di-rugiada

Una termografia indica subito le zone fredde e i colori le rappresentano, ma chiunque può monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa, c’è solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


Ogni materiale che compone la stratigrafia della parete (o del tetto) crea una certa resistenza al passaggio del vapore: questa si dice resistenza alla diffusione del vapore!

umidita-esterna-interna

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Barriera al vapore

Alzi la mano chi è in grado di gestire l’umidità!

umidita-attraverso-un-manto-igrovariabile

In inverno il vapore tende ad uscire dall’involucro: all’interno ci sono 20°, umidità forse all’80% e il vapore tende a passare la coibentazione posata in copertura e migrare all’esterno.

convezione-di-umidita

Così la condensa interstiziale è una delle prime conseguenze dell’uso di guaine sottotetto non adatte: la convezione di umidità è lasciata libera di entrare dall’interno nel pacchetto isolante e non riesce ad uscire o esce troppo frenata, condensando.

umidita-direzione-estiva-e-invernale1

In estate il vapore prende la strada inversa e tende ad entrare nell’involucro, così una barriera al vapore posata sul lato interno (sotto l’isolante) provocherà una condensazione estiva: l’isolante si bagnerà e potrà ammuffire. L’acqua tende a raccogliersi nel pacchetto.

barriera-al-vapore-sotto-lisolamento

Il cantiere non è mai preciso come un laboratorio e quindi l’uso di barriere al vapore o altre guaine simili sono da evitare:

barriera al vapore = rischio

Lo smaltimento dell’umidità è importante: le imprecisioni e gli imprevisti che succedono in cantiere (ma anche nei progetti!) provocano anche imprevisti flussi di umidità,

quindi

un sistema costruttivo è migliore quanto più può smaltire umidità verso l’esterno e verso l’interno (un pacchetto completamente traspirante!).

Anche la norma UNI EN 13788 ricorda che l’adozione di una barriera al vapore deve sempre essere valutata con molta cautela in quanto con la sua presenza spesso si possono verificare inconvenienti:

  • riduzione dell’asciugamento estivo
  • nelle strutture con impermeabilizzazione sul lato esterno l’eventuale umidità presnte all’atto della costruzione non ha più la possibilità di essere smaltita
  • la barriera al vapore può perdere le sue caratteristiche

Se vuoi informarti e approfondire meglio l’argomento potresti leggere questi testi, quello sull’umidità e tenuta all’aria è veloce e molto chiaro anche se non si è esperti del settore:

        

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Vetro cellulare, il vetro meno usato in Italia.

Vogliamo ottenere una platea calda? Sembra facile con la ghiaia di vetro cellulare! Milioni di microcelle ermeticamente chiuse garantiscono l’isolamento termico nelle fondazioni, a ridosso delle murature primetrali interrate, nei giardini pensili.

vetro-cellulare

Costipando il vetro cellulare (meccanicamente con una piastra vibrante) è possibile realizzare una platea di fondazione perfettamente isolata termicamente, asciutta e priva di umidità perchè il vetro cellulare diventa una barriera alla risalita capillare. E con una guaina in Poliolefina protegge dal gas radon.

platea-calda-con-vetro-cellulare

Questo materasso di vetro cellulare è molto semplice da preparare, guardate questo video per capire bene.

vetro-cellulare-armatura-per-getto-in-calcestruzzo

In Italia quasi tutti i progetti prevedono

  • scavo
  • magrone
  • getto armato in calcestruzzo

e poi si inizia a pensare all’isolamento della platea.

Perchè non pensare immediatamente a realizzare una platea isolata termicamente con una resistenza alla compressione indiscutibile, e asciutta? 

La stratigrafia potrebbe essere questa:

vetro-cellulare-stratigrafia

  1. terreno
  2. geotessuto minimo 150 g/mq
  3. granulato in vetro cellulare
  4. tubo microforato in previsione della linea di drenaggio
  5. elemento di contenimento per il getto in cls
  6. platea in calcestruzzo
  7. parete perimetrale
  8. isolamento parete perimetrale
  9. massetto o pannello isolante per impianto radiante
  10. finitura interna

Non ci sono complicazioni di esecuzione, anzi il vetro cellulare è facile da gestire là dove abbiamo il passaggio degli impianti e altre tubazioni!

La conducibilità di uno strato in vetro cellulare è circa 0,09 W/mK. Se state cercando alcuni dati tecnici del granulato in vetro cellulare guardate qui.

Torniamo al risultato che possiamo ottenere: la casa nasce con i piedi caldi e asciutti ed evita sin dall’inizio i ponti termici derivanti dalla fondazione: date un’occhiata a questo disegno termografico:

vetro-cellulare-termografia

 
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Condense superficiali dovute a ponti termici trascurati

 Cosa sono i ponti termici? Un ponte termico è una discontinuità di isolamento termico. Quasi sempre è in corrispondenza degli elementi strutturali. ( Dlgs 192/311  allegato A punto 20bis per approfondimenti )

 ponte termico

Il decreto, Dlgs 192/311  allegato E, permette al progettista di non correggere il ponte termico consentendogli di ottener i valori di trasmittanza U prescritti cacolando la media tra il valore U della parete corrente e il valore U del tratto di parete in corrispondenza del ponte termico. Questa regola ovviamente si presta ad interpretazioni non corrette!

Io dico che i ponti termici vanno corretti sempre. Eviteremo rischi di condense ed eviteremo che i committenti ci odino: è interesse di ogni progettista avere committenti soddisfatti!

Per correggere un ponte termico basta che il Fattore Temperatura sia >0,7 dove FT è dato da:

            Tsi – Te
FT = —————
            Ti – Te

Tsi = temperatura superficiale della parete interna
Te = temperatura esterna
Ti = temperatura interna

In due parole, se si desidera minimizzare i rischi di formazione di condensa bisogna:

  • ridurre la trasmittanza U [W/mK] del ponte termico usando materiali isolanti con più spessore
  • aumentare la ventilazione, evitando il ristagno dell’aria in corrispondenza degli angoli e dietro agli armadi

 

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Condensa, umidità relativa e muffa

 Le muffe nascono sulle pareti delle abitazioni umide. Perchè?

  • Perchè le spore presenti nell’aria trovano l’acqua per germogliare. E perchè?
  • Perchè i muri si bagnano. E perchè?
  • Perchè quando l’aria umida incontra un corpo troppo freddo condensa. E perchè?
  • Perchè a temperatura più bassa aumenta l’umidità relativa, fino a raggiungere il 100%: quando l’aria è satura di umidità condensa.

In questo disegno l’altezza del bicchiere rappresenta la temperatura dell’aria:

 muffa_umidita-relativa_condensa

 Quando siamo fortunati l’umidità dell’ambiente se ne va con la ventilazione dei locali (esce dalle finestre), ma quando non facciamo sufficiente ventilazione una parte di vapore inizia ad attraversare i muri (verso l’esterno, in periodo di riscaldamento, e verso l’interno quando siamo in estate.

 muffa-vapore-attraverso-il-muro

dove incontra una serie di resistenze al passaggio: intonaco, muro, collante, isolamento (se c’è) ed intonaco esterno: se l’ultima resistenza è forte (cioè il rivestimento esterno è impermeabile come gli intonaci plastici o una guaina o una pietra o una piastrella) siamo nei guai:

  • la condensa si forma nel muro, corrode le tubazioni, mette a rischio l’impianto elettrico, sgretola l’intonaco e crea efflorescenze.

 In questo disegno il bicchiere “d” rappresenta l’ambiente esterno e r1,r2,r3 sono le resistenze al passaggio del vapore:

muffa-resistenza-al-passaggio-del-vapore

Inutile gestire male il livello di umidità in casa: presto o tardi vedremo spuntare le muffe.

Meglio arieggiare regolarmente e ogni volta che l’umidità è troppo elevata. Tenete d’occhio il livello! dotatevi di un semplice termoigrometro come questo:

       

       

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+ involucro - impianti copyright

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Muffa

 Brutta e insalubre.

  1. Muffa = superficie fredda + aria umida
  2. Muffa = isolamento scarso + aria umida
  3. Isolamento scarso = difetto di costruzione
  4. Muffa = difetto di costruzione

Adesso sappiamo cos’è la muffa.

Per avere umidità basta che ci sia l’umana evaporazione…, ricordiamolo! In una camera da letto dove dormono due persone con le finestre chiuse l’umidità relativa interna sale molto durante la notte, anche perchè la temperatura viene mantenuta più bassa di altri ambienti.

Sarebbe bene avere un termoigrometro, che tra le latre informazioni ci dice la percentuale di umidità più alta e più bassa rilevate nelle 24ore. Uno strumento come questo è più che attendibile:

La muffa ama gli angoli.

muffa1

Gli angoli sono detti ponti termici geometrici, zone di concentrazione del flusso termico. Gli spigoli e i vertici costituiscono una via privilegiata per gli scambi di calore da e verso l’esterno proprio perchè la porzione di superficie interna che assorbe il calore è molto più piccola della superficie esterna che invece cede il calore!

Provate voi stessi a misurare la temperatura in un angolo come quello in foto: potreste scoprire che ci possono essere anche 8 – 9°C di differenza rispetto alla temperatura superficiale di una parete.

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


Se non è possibile un intervento radicale, per esempio un sistema di isolamento a cappotto esterno, allora si sarà costretti a combattere la muffa con degli interventi mirati e dall’interno.

Consapevoli che isolare dall’interno è la via meno ideale (le pareti restano al freddo e non faranno mai un effetto stufa, cioè non fungeranno mai da volano termico) allora facciamolo al meglio, usiamo:

  • pannelli traspiranti, che permettono la migrazione dell’umidità
  • pannelli igroscopici, che assorbono umidità dall’ambiente

 Possiamo usare fibra di legno, calcestruzzo cellulare o lastre in calciosilicato.

Le lastre di silicato di calcio sono nel nostro caso le più indicate perchè avendo un elevato valore pH non permettono la formazione di muffa. Una caratteristica perfetta per risanare anche solamente lì dove esistevano dei punti critici.

Mura e cantine asciutte sono il requisito irrinunciabile per il mantenimento del valore degli immobili, per un bilancio energetico ragionevole e per un ambiente abitativo sano e libero da spore di funghi e muffe!

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