Tag Archives: umidità interna

La seconda casa a Venezia di Matteo abitata di rado

Il lettore scrive:

Ho da circa 8 mesi acquistato una seconda casa di circa 35mq nella zona di Chioggia, che è un comune che vive ai piedi della laguna veneta e come Venezia (anche se un po’ meno) vive dei disagi lagunari…

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Il consiglio che volevo chiederle è che tipo di ventilazione devo adottare visto che la casa è poco abitata?

Al momento sto lasciando un ricircolo d’aria perenne in quanto la casa è di tipo vecchio situata al pt e recentemente ristrutturata. La costruzione originale è di muri portanti su 3 livelli a mottoni pieni con muri portanti di almeno 25 cm. I muri perimetrali danno all’esterno sui 3 lati. L’ambiente è piccolo e gode di riscaldamento autonomo. Attorno piccole calli ed atre case anche se la casa non poi così inglobata rispetto ad altre abitazioni. Gli autoctoni mi hanno consigliato di tenere sempre un ricircolo d’aria quando la casa è disabitata per lunghi periodi, ed io mi sto comportando così…

Ho installato un igrometro/termometro che mi segnala una temperatura di 7 gradi con 82% di umidità (tale rilevazione fa riferimento ad una giornata uggiosa a e nebbiosa). Come mi devo comportare per ridurre il più possibile i disagi? Mi rendo conto che la casa è vecchia (seppur ristrutturata), mi rendo conto del disagio dovuto alla zona geografica,ma in pratica vorrei solo comportarmi io il più correttamente possibile in modo da un aggiungere una cattiva pratiche ad una serie di fisiologici “disagi”… Aggiungo che una volta al mese vado a passare 2-3 giorni ed in quel contesto accendo il riscaldamento e contemporaneamente un de umidificatore adeguato per le dimensioni della casa. Grazie anticipatamente.

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Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

Nel periodo invernale l’ideale sarebbe far lavorare comunque il riscaldamento autonomo per non portare le strutture a temperature bassissime ed installare una ventilazione meccanica controllata decentralizzata (preferibilmente in camera da letto e preferibilmente servendo anche il bagno se adiacente).
Temperature più elevate e un minimo regolare ricambio d’aria eviterà che nei mesi invernali i 3 giorni al mese di abitazione non portino danni agli interni (condense e muffe).

Mi spiego meglio: durante la breve permanenza in casa, con il riscaldamento in funzione, l’ambiente riscaldato avrà un volume d’aria calda apparentemente con umidità entro la norma. Nel momento della partenza, che coincide con lo spegnimento del riscaldamento, l’aria calda e umida lasciata nell’abitazione si raffredderà man mano nelle ore successive e il vapore contenuto condenserà sulle superfici che si raffreddano per prime (la zona bassa delle pareti esterne, il contorno delle finestre, gli angoli, la linea del soffitto).

Penso anche che il costo per riscaldamento non sarebbe molto superiore all’attuale perchè una caldaia a metano che deve portare in fretta un’ambiente a 20°C partendo dai 7°C originali ha un consumo di diversi metricubi. Immagino anche che il comfort non sia straordinario per il fatto che una volta raggiunti i 20°C in casa, le strutture siano ancora molto fredde e poco piacevoli.

Il funzionamento della VMC potrebbe gestire meglio:

  • il breve periodo di presenza offrendo ricambio d’aria e contemporaneamente un basso livello di umidità interna
  • e anche il periodo di assenza (magari con un funzionamento temporizzato e alla velocità minima) a garanzia di una lunga vita delle recenti finiture interne

Per il massimo risparmio potrei anche appoggiare la scelta di una vmc monoflusso che di solito non apprezzo per il suo comportamento che inverte il flusso a intervalli, ma in questo modo è impossibile progettare la vmc come impianto che serve anche il locale bagno…

Tutto questo è anche importante per la salvaguardia dei nuovi intonaci interni che sicuramente sono macroporosi e risananti: anche l’umidità della parete che esce attraverso il suo intonaco (la tonaca del muro) deve potersi liberare in ambiente.

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+ involucro - impianti copyright

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La VMC non funziona, ottobre 2014, nord est

Uno strano ottobre questo del 2014 – le temperature non si abbassano (buone notizie per la bolletta del gas) e l’umidità resta elevatissima. Inutile lamentarsi visto che Genova e Parma sognerebbero di avere il problema della troppa umidità, invece sono costrette a spalare fango e svuotare le zone allagate.

Alluvione Genova angeli del fango

Chi ha installato una vmc e non ha esperienze di anni passati resterà probabilmente deluso dal suo funzionamento: la prima impressione è che la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore non faccia nulla, anzi che faccia aumentare l’umidità indoor. In realtà l’aria è comunque

  • rinnovata,
  • filtrata,
  • e contiene un livello molto più basso di Co2 (come descritto qui).

Avrete già capito che questo bel periodo umido e temperato non è molto confortevole, nè per chi ha una vmc, nè per chi non ce l’ha:

  • la differenza di temperatura tra esterno ed interno è quasi inesistente, e dunque anche lo scambiatore di calore della vmc nulla di miracoloso può fare!

Ricordate che la vmc non è un deumidificatore, anche se si comporta come tale appena le condizioni meteo sono più normali. Leggi anche questi articoli sull’argomento:

Appena il cielo tornerà terso e la stagione cambierà, tutto sarà diverso e la vmc darà il meglio di sè, almeno fino a maggio giugno.

Quindi per il momento attenzione a non aumentare il livello di umidità già critico (a causa del clima) con panni stesi o tanto cucinare.

 finestre aperte! e monitorare umidità e temperatura interna: acquistate almeno un termoigrometro e controllatelo spesso!

Se la situazione è insostenibile l’unico impianto che può cambiare la situazione è un deumidificatore, possibilmente professionale:

Un deumidificatore professionale come quello indicato qui sopra costa un pizzico di più delle solite macchine in offerta.



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Acquistare una vmc o un deumidificatore ?

Una macchina per ventilazione meccanica decentralizzata con recupero di calore, vmc, non potrà mai deumidificare l’aria durante la stagione estiva dove, sia di giorno che di notte, le temperature esterne sono più elevate della temperatura interna.

Acquistare una vmc o un deumidificatore

Ciò nonostante resto più favorevole ad una vmc puntuale piuttosto che utilizzare un deumidificatore mobile. Questo per il fatto che la qualità dell’aria trattata da un deumidificatore resta quella che è – il suo contenuto di Co2 non cambia e nemmeno può eliminare le emissioni in ambiente delle vernici, dei mobili ecc ecc. Se l’ambiente dove vorreste abbassare l’umidità interna è un ambiente poco frequentato allora posso anche convenire che installare un deumidificatore sia una soluzione efficace.

Per tutti gli altri ambienti, dove passiamo alcune ore o addirittura dormiamo, non potrei mai consigliare l’uso di un deumidificatore - la sensazione di livello di umidità interna confortevole potrebbe ingannare sulla qualità dell’aria invogliando a non arieggiare correttamente i locali.

Aria più secca, ma anche aria più insalubre perchè inquinata non può essere la soluzione!

Naturalmente consiglio a tutti di monitorare l’umidità e la temperatura interna in modo da capire meglio come cambiare le proprie abitudini per arieggiare correttamente gli ambienti in modo manuale: acquistate almeno un termoigrometro e controllatelo spesso!

In conclusione, se avete necessità di asciugare un ambiente o più ambienti comunicanti tra loro  o avete tinteggiato in un momento stagionale non troppo favorevole per necessità, allora affidatevi ad un buon deumidificatore , possibilmente professionale, silenzioso, affidabile e con scarico dell’acqua in continuo (lasciate perdere le vaschette che appena riempite interrompono il funzionamento della macchina).

Un deumidificatore professionale come quello indicato qui sopra costa un pizzico di più delle solite macchine in offerta sottocosto, ma il risultato è tutta un’altra cosa e anche se non lo si userà tutto l’anno, quando serve funziona egregiamente.

Non vi serve un deumidificatore  così potente? Affidatevi ai granuli ad alto tasso di assorbibilità tipo silice SiO2 oppure alla Bentonite (roccia granulare) oppure ai minerali argillosi come la Montmorillonite con elevata capacità di assorbimento d’acqua:


Nota: il Biossido di Silicio è noto per le sue proprietà adsorbenti ed essiccanti ed è spesso presente negli alimentisì ce lo mangiamo senza conoscerlo.. fortuna che il biossido di silicio amorfo non viene assorbito, né recuperato dall’organismo umano ma viene escreto per la sua scarsa solubilità. Tutt’altra cosa sono le applicazioni delle nanoparticelle di biossido di silicio nelle filiere alimentari e la relazione tra dimensione delle particelle e loro effetti – per ora la Commissione Europea ha chiesto un’opinione scientifica alla European Food Safety Authority (EFSA) sui potenziali rischi della nanotecnologia negli alimenti.


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