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Serve la legge 10

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Il committente che si avventura in una ristrutturazione o nella costruzione della sua nuova casa deve per forza familiarizzare con alcuni documenti e termini mai sentiti prima.

Ad esempio La relazione tecnica, cosiddetta “Legge 10”. Si tratta di un documento da consegnare in Comune e serve a dimostrare le verifiche sul contenimento dei consumi energetici e delle prestazioni del sistema edificio-impianto (il nome non ha nulla a che fare con le tavole di Mosè, è legato alla Legge 10 del 1991).
Il termotecnico che incaricherete redigerà a regola d’arte questa relazione Legge 10 perchè lui conoscerà perfettamente l’ambito di applicazione dell’intervento rispetto al DM 26/6/15. Sa quali sono le verifiche obbligatorie e sa come documentare il rispetto di tutti i parametri previsti.

I limiti di prestazione energetica non sono più imposti in base alla zona climatica ed al rapporto di forma S/V, ma sono determinati mediante il calcolo del fabbisogno energetico dell’edificio di riferimento.

Non serve che l’edificio reale soddisfi ogni singolo parametro caratteristico dell’edificio di riferimento, ma la combinazione delle caratteristiche energetiche scelte dal progettista deve determinare un fabbisogno di energia primaria totale inferiore a quello calcolato per l’edificio di riferimento.

L’indice di prestazione energetica globale (Epgl) è la quantità di energia necessaria annualmente a soddisfare tutte le esigenze connesse ad un uso standard dell’edificio residenziale.

La relazione Legge 10… non è solo una scartoffia in più.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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Ci serve la Legge 10

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Serve la relazione della Legge 10

Mai sentita questa frase?

E’ il documento che si deve consegnare in Comune per dimostrare le verifiche sul contenimento dei consumi energetici dell’edificio e delle prestazioni del sistema edificio-impianto.

La Legge 10 c’è già dal 1991, ma oggi richiede la collocazione precisa dell’intervento nell’ ambito d’applicazione legislativo. Il Decreto sui requisiti minimi (DM del 26 giugno 2015) ne disciplina l’argomento: ci sono 10 macro casistiche in cui l’ intervento può inserirsi.

Per fare la Legge 10 basta acquistare un software di calcolo aggiornato e compilare le schermate? Basta inserire tutte le stratigrafie degli elementi edili coinvolti? o si deve conoscere il quadro completo normativo e legislativo anche in tema di detrazioni fiscali?

Redigere la Relazione Legge 10, “da scartoffia” è diventata una verifica importante:

  • Riporta nero su bianco la qualità della progettazione, il livello di attenzione sul tema del risparmio energetico e sul tema del comfort abitativo.

Una consulenza – per tutto quel che riguarda materiali da costruzione, materiali per isolamento termico, materiali per finiture esterne ed interne, spessori e prestazioni ottenibili – non è ancora tutto quel che serve per procedere con gli interventi!   Anche la migliore delle stratigrafie deve finire nella Legge 10, nelle fauci del tuo termotecnico di fiducia!


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L’importanza del progetto termotecnico e del capitolato

IMPIANTI TERMOTECNICI: esiste l’ impianto che va bene in ogni casa?

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e l’impianto che va bene per ogni committente? Le esigenze del cliente finale sono sempre le stesse?

Spesso manca il dialogo tra cliente finale, progettista e installatore. Il confronto e il coinvolgimento fra le parti, assolutamente necessario per ottimizzare i costi, sono ancora visti come una perdita di tempo e affrontati in modo sbrigativo.

A volte la difficoltà di comunicazione nasce dalla mancanza di fiducia nelle rispettive professionalità e il dettaglio più importante tra tutti è ancora lo sconto economico.

L’architetto e il committente sviluppano nel tempo un forte legame, anche di dipendenza, mentre gli incontri legati al progetto termotecnico restano in secondo piano e rappresentano una inevitabile scocciatura facente parte del sogno della nuova casa.

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Il progetto Termotecnico ( l’impiantistica) è invece fondamentale per ottenere comfort ed economia di gestione negli anni. Sviluppare insieme al cliente l’idea impiantistica di base è l’ABC del funzionamento della casa nel clima in cui è situata e influenzata dalle abitudini e necessità di chi ci abiterà. E da dove partire dopo un attenta valutazione di tutte le esigenze personali del committente?

l’ importanza del computo metrico:

Intanto capiamo bene cos’è: il computo metrico è un elaborato redatto dal Progettista Termotecnico: un documento nel quale troviamo sia le caratteristiche di tutti i componenti che compongono il futuro impianto oltre agli oneri di messa in funzione e di collaudo stesso degli impianti.

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Come detto all’inizio, una casa ha bisogno del suo sistema di impianti secondo le caratteristiche della costruzione e secondo le necessità personali! il computo metrico, con il supporto del progetto esecutivo (che NON deve fare l’installatore a seconda della sua esperienza o abitudine), permette al cliente finale di richiedere più offerte a diversi installatori ottenendo vari preventivi a parità di materiali, tecnologia e quantità.

Un modo semplice per poter confrontare bene gli importi di spesa.

Possedere un computo metrico porta molti vantaggi al cliente evitando incomprensioni di carattere economico e di lavorazioni da eseguirsi oltre ad essere un contratto.

Senza un computo metrico per la richiesta dell’offerta ai vari installatori, saranno gli installatori stessi a redarre i loro computi metrici, in funzione delle rispettive conoscenze prevedendo quantità e qualità di materiali completamente diversi tra loro:

  • confusione nella scelta
  • difficoltà di interpretazione delle voci
  • incapacità nell’individuare voci o elementi mancanti o dimenticati
  • ripetute contestazioni durante i lavori.

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E’ comune pensare che il capitolato redatto dal professionista sia una spesa in più, ma è nel momento delle lavorazioni, spesso ormai effettuate, che si scopre quanto avrebbero potuto costare di meno.

… se fosse stato previsto un Capitolato.

In assenza di un capitolato fedele al progetto impiantistico la progettazione del vostro impianto sarà nelle mani del vostro installatore.

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Sarà lui ad occuparsi di dimensionare

  • il fabbisogno di riscaldamento,
  • raffrescamento,
  • acqua calda sanitaria,
  • ventilazione,
  • deumidificazione e/o umidificazione
  • la vostra caldaia
  • o la pompa di calore,
  • le tubazioni,
  • gli accumuli,
  • il vostro solare termico,
  • il vostro condizionatore
  • e tanto altro

L’installatore difficilmente riesce a riunire tutte queste competenze, ma il più delle volte è proprio il cliente che si rivolge a lui direttamente senza comprendere la valenza e l’importanza di presentare un computo metrico.

Risparmiare poche centinaia di euro che poi se ne andranno in varianti o opere non previste è sciocco.

Presentarsi al proprio installatore con un computo già preparato non è sinonimo di sfiducia:

  • anche gli installatori preferiscono avere in mano un computo metrico, così da prevedere  stessi materiali e stesse quantità del proprio concorrente.

Non dimentichiamo che un installatore include comunque nella manodopera la spesa in termini di tempo per la compilazione del computo per l’offerta.

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Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Negli ultimi 10 anni anche gli italiani hanno scoperto il comfort che offre un sistema radiante a pavimento. Quando funziona perfettamente il committente ne è felicissimo, ma quando c’è qualche problemino?

Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Lo sapevate che…

  • in un sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante in polistirene espanso preformato la tubazione tra le bugne può essere posata con diversi interassi per l’adeguamento delle potenzialità alle esigenze individuali? (nei locali più piccoli o più scarsamente coibentati è opportuno che ci sia più tubazione possibile)
  • il sistema deve essere fornito di documentazione attestante la resa determinata mediante simulazioni numeriche alle differenze finite da organismo riconosciuto secondo EN 15377?
  • il sistema dovrebbe essere corredato di assicurazione coperta da Agenzia e/o Ente assicurativo senza limite di tempo su tutti i prodotti per difetti originari, di produzione, assemblaggio e/o progettazione, contro i danni involontariamente cagionati a terzi con un massimale assicurato unico di almeno euro 3.500.000,00?
  • i lavori di manutenzione ed installazione dovrebbero essere assicurati come sopra specificato con un massimale di almeno Euro 3.500.000,00?
  • le garanzie di assicurazione devono essere fornite in modo automatico alla consegna dei lavori senza ulteriori addebiti?
  • le campionature, schede tecniche e certificati del sistema devono essere forniti prima dell’inizio dei lavori per l’accettazione da parte della Direzione Lavori?
  • il pre-riscaldamento dovrà avvenire non prima di 21 giorni dalla posa di un massetto di tipo cementizio e non prima di 7 giorni dalla posa di un massetto a base di anidrite e comunque vanno seguite le istruzioni del fornitore del massetto stesso?
  • per evitare lo shock termico del massetto la temperatura di avviamento dovrà essere non superiore di 5°C rispetto alla temperatura esterna e dovrà essere aumentata di 2 o 3°C al giorno fino a raggiungere il valore di progetto. Il processo di avviamento del riscaldamento dovrà essere documentato.

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I ponti termici decidono gli impianti?

E’ comune convinzione che il ponte termico in sè sia certamente un problema da non sottovalutare per il fatto che potrebbe creare condense superficiali e magari zone a rischio muffa, ma in definitiva un aspetto importante solo per chi sta puntando alla casa passiva o ad una classe energetica molto elevata, insomma l’analisi dei ponti termici è roba da Classe A. Come dire… sono cose per la Formula 1 e non per la mia auto che arriva a 160km/h.

Il ponte termico è enormemente sottovalutato e nelle ristrutturazioni è appena appena argomento di progettazione.

incidenza dispersioni  ponti termici

Prendiamo ora in considerazione un appartamento oggetto di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Facciamo il calcolo del carico termico e del fabbisogno energetico dell’abitazione: consideriamo le seguenti trasmittanze delle strutture:

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 0,40 W/m2K
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,40 W/m2K
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 1,80 W/m2K
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 0,80 W/m2K
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 0,18 W/m2K

Le Dispersioni termiche valgono 3.100 Watt, quelle per ventilazione 600 Watt (considerando una VMC): Dispersione totale 3700 Watt.

Ma qual’è l’incidenza delle dispersioni riferita ad ogni componente? :

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 33,5%
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,6%
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 0,3%
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 4,7%
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 13,5%

E l’incidenza delle dispersioni riferita ai ponti termici? :

  • PONTE TERMICO perimetro Solaio LASTRICO SOLARE 13,8 % (426 Watt)
  • PONTE TERMICO perimentro pavimento 5,9 % (181 Watt)
  • PONTE TERMICO Serramenti 7,3 % (225 Watt)

Totale incidenza dei ponti termici: 27 % (832 Watt)

Possiamo notare che i ponti termici incidono molto, rappresentano 1/4 sul complessivo.

Non è per fare i pignoli, ma nel momento della decisione dei nuovi impianti, il termotecnico deve assolutamente tenere conto delle dispersioni dovute all’incidenza dei ponti termici: perciò non è tempo perso progettare la correzione di questi punti sensibili e valutare bene la posizione e la cura d’installazione dei nuovi serramenti.

Avete mai indagato nella vostra abitazione quali sono i punti più freddi? Non vi servirà una costosa termocamera come questa:

è sufficiente anche un termometro digitale a infrarossi come questi:

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La contabilizzazione nell’ impianto termico centralizzato

Tutti parliamo di risparmio energetico e quando abitiamo in un condominio con impianto centralizzato siamo convinti che nulla si possa fare:

valvole termostatiche impostabili

invece

in merito alla contabilizzazione di calore, l’articolo 5 del D.P.R. 551 rende obbligatoria la contabilizzazione del calore negli edifici di nuova costruzione.

secondo il D.P.R. 59 tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4 unità, in caso di ristrutturazione dell’impianto termico devono realizzare se possibile la contabilizzazione.

L’ articolo 4, comma 6, lettera f) del D.P.R.74 ricorda che in ogni singola unità immobiliare ci deve essere un sistema di contabilizzazione del calore e un sistema di termoregolazione della temperatura ambiente dell’unità immobiliare stessa dotato di un programmatore che consenta la regolazione almeno su due livelli di detta temperatura nell’arco delle 24 ore.

 E’ la norma UNI 10200 che indica il principio per la corretta ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda sanitaria in edifici condominiali.

 La Direttiva 2012/27/UE indica che in maniera obbligatoria dovranno essere previsti sistemi di contabilizzazione per edifici residenziali centralizzati entro il 31.12.2016.

 Norma Regionale PIEMONTE : D.G.R. n° 85- 3795 del 27 aprile 2012 – scaduta 01.09.2014

L’ applicazione di queste normative possono permette risparmi energetici e quindi di spesa dei singoli condomini fino a un 40 % e infatti gli interventi necessari alla contabilizzazione possono essere detratti fiscalmente al 50% o al 65 %.

vale sempre il motto:

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Acqua calda sanitaria, anzi caldissima

Chi è passato ai piani cottura ad induzione conosce certamente il lusso della velocità, chi è passato dalle piastre elettriche all’induzione si è liberato della fastidiosa inerzia della vecchia piastra elettrica. E non sarebbe un sogno aprire il rubinetto della cucina e disporre di acqua bollente a 100° C?

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Si può installare un bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

L’apparecchio ha un consumo di circa 32 watt, più o meno quanto una lampadina”, e fa risparmiare nei tempi e nei costi energetici perché non hai più da far bollire l’acqua – ovviamente risulta molto comodo per riempire qualsiasi pentola o altro direttamente dal rubinetto.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Paura delle scottature? questo sistema di acqua calda ha raccordi speciali. L’acqua calda passa in un tubo isolato built-in, in modo che il rivestimento metallico non scotti.

Paura del prezzo? Beh, qui c’è da avere un po’ di fifa… le cucine lussuose che lo prevedono tra gli optional chiedono circa 1500€, ma pensando che si tratta di un aggeggio senza manutenzione… la cosa può essere interessante.

La cucina ce l’avete già? perchè non valutare l’installazione di un bel miscelatore monocomando da 1/2″ per lavello con Boiler GROHE Red® per acqua bollente istantanea

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

con 2 canali di distribuzione dell’acqua separati con maniglia separata per erogazione acqua bollente con un serbatoio da 3 litri di acqua bollente

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

(alimentazione 230 V 50 Hz 30 VA – potenza 2100 W – consumo in stand-by di 15 W)?

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

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Una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale

Studi tedeschi indicano che 3/4 degli impianti di riscaldamento consumano più del dovuto. La bolletta energetica confrontata con quella di 13 anni fa, sembra raddoppiata. Sì molta parte è dovuta all’aumento dei combustibili, ma se più di tre quarti degli impianti di riscaldamento consuma troppa energia cosa possiamo fare?

valvole termostatiche impostabili

Evitiamo il tema delle ripartizioni dei costi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria negli impianti centralizzati dei condomini e anche quello dei costi energetici riferiti alla pessima coibentazione delle tubazioni (il 45% dei consumi complessivi).

Quasi tutte le caldaie sono impostate in modo errato e quindi consumano troppa energia. Un sondaggio della società di consulenza energetica co2online dice che solo una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale.

valvole termostatiche impostabili

  • Nelle vostre caldaie è stata impostata correttamente la curva climatica?
  • funziona la sonda esterna – sempre che vi sia?

La curva climatica impostata correttamente permette all’acqua che scorre nei radiatori di avere una temperatura corretta in funzione delle condizioni climatiche esterne. Si deve indicare la curva climatica corretta in funzione al fabisogno energetico dell’edificio abbinato alla tipologia impiantistica da voi utilizzato.

valvole termostatiche impostabili

  • è stata determinata la potenza termica richiesta in ogni ambiente?
  • sono corrette le vostre abitudini di ventilazione?
  • è stata regolata la temperatura di mandata ottimale del radiatore esistente e quindi l’acqua di riscaldamento di mandata della caldaia?
  • è stata calcolata la prestazione ottimale della pompa in base alla distribuzione delle tubazioni e alle sue resistenze al flusso?
  • sono state regolate le valvole termostatiche – sempre che vi siano?

Se il vostro idraulico di fiducia vi ha preparato un preventivo da paura per le nuove valvole termostatiche, acquistatevele da soli! anche le più ricche di funzioni hanno un prezzo veramente basso:

valvole termostatiche impostabili


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Casa nuova, impianto nuovo

Quando l’involucro dell’edificio è performante…

nuova casa nuovo impianto-

Parliamo che si capisca tutti…  Quando la coibentazione della casa ha buoni spessori, e le dispersioni invernali sono molto ridotte, va a finire che il fabbisogno per riscaldamento incide magari per un 25 % circa, l’acqua calda sanitaria per un 40 % circa (mettiamo un po’ meno di 20 litri/giorno a 42 °C per persona) e l’eventuale raffrescamento per un 35 % circa dell’energia che consumiamo.

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Il solito dilemma è scegliere la tipologia impiantistica più idonea e corretta: ogni scelta porterà alcuni vantaggi e alcuni svantaggi.

Ci sono committenti che partono a priori con un’idea fissa dell’impianto che sarà. Io ricordo sempre che quando avremo stabilito le caratteristiche dell’edificio, quello sarà il momento di parlare di progettazione d’impianti!

Ma come ragionare sugli impianti?

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Beh, il periodo di riscaldamento e raffrescamento saranno notevolmente ridotti, paragonando le esigenze di un edificio tradizionale molto disperdente, quindi anche l’impianto dovrà essere molto dinamico nel funzionamento!

Dinamico vuol dire che se ho bisogno di energia, la voglio, e subito! Non voglio inerzia, non mi serve! Il sogno di tutti noi abituati a case che necessitano di energia continuamente è il riscaldamento a pavimento.

Il riscaldamento a pavimento è veramente adatto ad una casa ben isolata?

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che magari ha anche ottime vetrate con corretta esposizione? O si dovrebbe valutare un impianto a soffitto radiante? o a parete radiante? e a radiatori no? o a ventilconvettori?

Lanciamo la monetina? chiediamo a Mario? l’amico che sa tutto? E la figura del termotecnico Vi sembra proprio una spesa inutile? Chi meglio di lui può aiutarci ad analizzare i bisogni impiantistici della nostra nuova casa?

I sistemi di climatizzazione a scambio convettivo, che è maggiore per ventilconvettori (minore per radiatori e nullo per i radianti) sono molto reattivi: riescono a influire velocemente sulla temperatura dell’aria ambiente!

Con questi sistemi reattivi è possibile correggere la temperatura ambiente e di conseguenza quella operativa per portarla al valore ideale molto in fretta. Anche d’estate, se ci sono vetrate grandi, magari senza ottimi ombreggiamenti esterni o magari non correttamente posizionati manualmente, può capitare di aver bisogno di un impianto rapido nel riportare le condizioni ambientali ideali.

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I sistemi radianti a pavimento sono una soluzione certamente ottimale per il comfort, ma immaginate se nessuno si è ricordato degli ombreggiamenti manuali… anche d’inverno, con belle giornate di sole, si va dritti verso il surriscaldamento dei locali, anche a 28 °C con cielo blu. E un bel massetto caldo di una casa ben isolata non si raffredda tanto facilmente!

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Per fare un esempio, se durante la notte il radiante a pavimento, con la sua temperatura, mantiene i 20 °C in ambiente (temperatura esterna 2 °C) e alle 10 della mattina entra il sole, il termostato ambiente si spegne – ma l’inerzia del pavimento già caldo non permette di assorbire la radiazione solare che passa dal vetro del serramento creando in questa maniera un surriscaldamento molto veloce e fastidioso.

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Il pavimento radiante, il tepore sotto i piedi, tanto a lungo sognato forse non è una buona scelta per la nostra nuova casa!

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I sistemi radianti a parete e a soffitto sono più lenti a modificare la temperatura dell’aria rispetto ai ventilconvettori e ai radiatori, ma sono più veloci rispetto al pavimento radiante.

E allora, devo tirare la monetina per decidere tra radiante a soffitto e radiante a parete? o per decidere di installare dei piccoli radiatori? e questi, in che punto li devo collocare per avere più comfort? quante colonne devono avere? posso prendere quelli nuovi belli e sottili che ho visto in alcune riviste?

Credo proprio che un buon termotecnico sia quello che ci vuole! E poi se il progetto di impianti non lo redige lui, che proposte riceverò dagli impiantisti direttamente? Di tutte e di più!

             

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Una caldaia a GPL non è sinonimo di costi elevati

Avere una caldaia a GPL non è per forza sinonimo di costi elevati. Dipende sempre dal fabbisogno per riscaldamento e quindi dalla tipologia costruttiva dell’ abitazione e quindi dall’involucro, e quindi da come è stato progettato l’involucro.

caldaia gpl

Per assurdo, se l’oro fosse un combustibile, consumare oro andrebbe bene, ma solo se ne venisse consumato qualche grammo all’anno.

Una pompa di calore affiancata da un impianto fotovoltaico sul tetto sembra sempre la soluzione dei sogni…. ma rimane sempre una scelta commerciale di chi vende: e sta diventando La moda. Chi guarda il tetto luccicante del vicino di casa può anche credere che sia “efficienza energetica”, ma è efficienza un colabrodo energetico che prende il sole è lo trasforma in energia elettrica?

A cosa servono queste due ottime apparecchiature – PdC e fotovoltaico? Una per coprire l’altra?

  • e quanto costano?
  • e quanto ci danno?

Difficilmente il gioco vale la candela…. teniamo presente manutenzione etc.

Mai scegliere il nostro impianto per il sentito dire:

  • andiamo da uno o più tecnici,
  • descriviamo l’edificio,
  • analizziamo l’involucro, tetto, pareti esterne, finestre
  • guardiamo l’esposizione
  • raccontiamo il tipo di utilizzo, lo stile di vita, le persone che ci abiteranno
  • e chiediamo una relazione costi benefici – firmata.

Il tema è attualissimo e complicato: ogni casa, e perciò ogni progetto di impianti sono diversi.

vale sempre il motto:

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