Archivi tag: tenuta all’aria

Lo spiffero della fessura della cinghia della tapparella

Una volonterosa lettrice, delusa dalla qualità di tenuta all’aria dei serramenti e dei cassonetti delle tapparelle della sua nuova abitazione mi ha chiesto che materiali consiglierei per sigillare a dovere. Serramentista e costruttore latitanti, la lettrice invece, molto presente e decisa!

Sigillati i serramenti sotto le cornici, sigillato il cielino, rimaneva comunque un ultimo spiffero: la corda della tapparella.

test spiffero corda tapparella

La lettrice ha ragione ad insistere! E’ stato calcolato che da quella piccola fessura passano anche 2 metri cubi di aria ogni ora. In Germania questo problema è molto sentito e ci sono molti prodotti “per risanamento” che risolvono il problema di questo passaggio d’aria incontrollato. Si tratta di una placca che copre la fessura e include una guarnizione (che non si vede) formata da ben 4 “spazzole” che riducono lo spiffero fino a 0,04 mc aria/ora, registrati con una pressione esterna di ben 10 Pascal.

sigillare lo spiffero corda tapparella

Con un piccolo impegno si può ottenere un miglioramento della tenuta all’aria del 98%. Non poco!

Questa placca è sicuramente introvabile in Italia, ma credo che un fai da te potrebbe arrivare a prestazioni abbastanza vicine. Mentre ci facciamo venire qualche idea possiamo guardarci questo viedo. E se vogliamo fidarci possiamo ordinare online 1 pezzo, provare a montarlo per vedere se si adatta a casa nostra, poi ordinare i pezzi rimanenti e concludere l’opera.

Chi si dedicherà a questo fai da te può inviare foto o suggerimenti utili… Grazie.

       

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Tetto traspirante, attenzione ai teli, alle guaine e ai manti

Rifare il tetto: chi si è avvicinato a questo tema ha ricevuto proposte diverse, più o meno costose, più o meno valide, più o meno efficienti.

Ma qual’è il miglior tetto?

Il miglior tetto non esiste: ogni zona climatica ha la sua esigenza e ogni coibente necessita della giusta stratigrafia. La stratigrafia, sempre e comunque, deve proteggere dal freddo, dal caldo e dai rumori. La copertura deve proteggere dalla pioggia.

Non di rado, mi vengono sottoposti diversi progetti perchè io indichi il progetto migliore. E’ in questa occasione, in qualità di consulente e non di progettista, che scopro quanta confusione ancora ci sia sulla gestione del passaggio del vapore acqueo e sul compito di ogni strato della stratigrafia del tetto:

  • i materiali coibenti,
  • i teli, le guaine, i manti.

Perciò il mio lavoro diventa:

  • correzione dei disegni, degli spessori degli strati
  • analisi delle qualità e delle funzioni dei manti
  • spiegazione e motivazione delle mie variazioni
  • progettazione della tenuta all’aria del tetto

Ecco per esempio, cosa succede in un tetto quando la tenuta all’aria non viene progettata:

tenuta-all-aria-tetto-difettosa

 Parliamo di un tetto traspirante in questo articolo!

Il tetto traspirante, lo dice la parola, non ha barriere al vapore, ma non è sufficiente cancellare dalla stratigrafia la voce BARRIERA perchè essa diventi automaticamente corretta e funzionante.

Dobbiamo capire il senso del tetto traspirante e dobbiamo capire il modo in cui il vapore acqueo tende a trapassare la struttura completa:

  • in inverno il vapore prenderà la direzione verso l’esterno (migra verso fuori)
  • d’estate il vapore prenderà la direzione opposta e tenterà di sfogare nell’edificio
  • in entrambe le stagioni la progettazione della stratigrafia deve permettere questi flussi, altrimenti il vapore può rimanere intrappolato e ammalorare il tetto.

Abbiamo capito che è bene lasciare il vapore passare da una parte all’altra senza bloccarlo: ma come? Dosandone il passaggio, ma permettendolo!

Non possiamo farlo passare tutto in qualche punto e non possiamo lasciarlo passare liberamente in quantità troppo elevate.

Ecco perchè nelle stratigrafie corrette troveremo sempre indicato un telo freno al vapore (AL e non A VAPORE!! le locomotive erano A vapore! i teli sono freni AL vapore!) e poi un telo traspirante impermeabile.

Devo aggiungere che nelle migliori stratigrafie il freno al vapore è sostituito da un manto igrovariabile: si tratta di un telo intelligente: frena il vapore d’inverno e lo frena meno d’estate (quando il flusso s’inverte).

In funzione del valore sd i teli possono essere classificati in:

  • freni al vapore:  1 m < sd < 20 m freno al vapore (materiale semitraspirante al vapore)
  • barriere al vapore:  sd > 20 m barriera al vapore
  • oppure teli traspiranti:  sd < 0,1 m telo ad alta traspirazione

 Se sopra la coibentazione viene posato un telo adeguato (un telo traspirante) e il progettista prevede di posare direttamente un pannello OSB su di esso per proteggere il telo e costruire su di esso la camera di ventilazione la stratigrafia sarà diversa:   i pannelli di OSB offrono resistenza alla diffusione del vapore variabile tra 30 e 50, che per un pannello di spessore 30 mm significa avere un valore di sd variabile tra 0,9 e 1,5 m. Non è una “barriera al vapore” ma è un freno al vapore. Dipende dal tipo di OSB.

 La permeabilità al vapore di un materiale è misurato dallo spessore dello strato d’aria equivalente sd, (lo spessore di uno strato d’aria con la stessa resistenza alla diffusione del vapore acqueo di uno strato di materiale con spessore d e coefficiente di resistenza alla diffusione del vapore µ (il rapporto tra i due parametri è

sd = µ * spessore in metri.

La formazione limitata di condensa è normalità, ma è bene progettare per limitare questo fenomeno: l’aria calda che si raffredda deve avere un contenuto di acqua il più possibile simile a quello dell’aria esterna (ecco perchè il freno al vapore và posto nella parte “calda” del tetto: tra tavolato e coibente). Sconsiglio sempre una barriera totale al vapore per garantire il passaggio nella direzione opposta in regime estivo.

 

 

Se vuoi informarti e approfondire meglio l’argomento potresti leggere questi testi, quello sull’umidità e tenuta all’aria è veloce e molto chiaro anche se non si è esperti del settore:

       

            

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Tenuta all’ aria e tenuta all’ acqua del serramento

 Quando vedo le sbavature del silicone sulle cornici fermavetro delle finestre nuove personalmente resto assai deluso.

guarnizioni-per-la-sigillatura-tra-telaio-e-vetro

Non per fare pubblicità, ma la Roverplastik offre una serie di guarnizioni per la sigillatura tra telaio e vetro, senza utilizzo di silicone. Evitando anche gli errori dell’installatore.

guarnizioni-per-la-sigillatura-tra-telaio-e-vetro-1

Le prove di tenuta all’aria e all’acqua, senza l’utilizzo di silicone, nemmeno strutturale, con listello fermavetro a incastro, senza viti:

La guarnizione fermavetro Roverplastik esistono in 5 varianti di colore: marrone, bianco, beige, nero e trasparente. 
  guarnizioni-per-la-sigillatura-tra-telaio-e-vetro-2

guarnizioni-per-la-sigillatura-tra-telaio-e-vetro-3

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La tenuta all’aria (fai da te) delle prese elettriche

In cantiere vado predicando che sarebbe necessario inventarsi degli accorgimenti per interrompere i flussi d’aria che provengono dalle scatole elettriche e poi a casa mia non faccio nulla? Pigrizia…

tenuta all aria presa elettrica

Beh, questo fine settimana ho aperto la presa che in casa soffia più di tutte (non ho capito perchè) è ci ho spinto dentro, prima dietro ai cavi e poi davanti, delle strisce di gommapiuma (speriamo che non si autoincendino!!!).

 tenuta all aria presa elettrica

Il risultato sembra ottimo: pare che la scatola elettrica sia a tenuta d’aria. Un po’ di gommapiuma e un po’ di pazienza e da quest’inverno uno spiffero di meno!

tenuta all aria presa elettrica

Sabato prossimo, famiglia permettendo, continuerò con questo lavoretto.

Per trovare motivazione e spinta a continuare forse dovrei scoprire quanto vale l’intervento ad ogni presa!

  • Quanta aria passa attraverso 3 normali tubi corrugati che portano i fili alla scatola?
  • Quanto peggiora le prestazioni di una casa una presa che soffia 24 ore al giorno?
  • Quanta energia va persa per ogni presa elettrica senza tenuta all’aria?

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Cosa sono la permeabilità all’aria, la resistenza al carico del vento e la tenuta all’acqua in un serramento?

 Confrontando i serramenti si può leggere:

"PERMEABILITA’ ALL’ ARIA CLASSE 4": secondo la norma UNI EN 12207 che misura la capacità di un serramento chiuso di impedire il passaggio di aria, è la migliore. 

"RESISTENZA AL CARICO DEL VENTO CLASSE 5": secondo la norma UNI EN 12210 che misura la tenuta meccanica di un serramento a violenti ed improvvisi colpi di vento, è la migliore. 

"TENUTA ALL’ ACQUA": la norma UNI EN 12208 misura la capacità di un serramento chiuso di impedire infiltrazioni di acqua.

"ISOLAMENTO TERMICO": secondo la norma UNI EN 10077/1.

Allora controlliamo che i nuovi infissi siano certificati secondo le norme UNI.